RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 20 aprile 2017

OSSERVATORIO 9

Ad Arena Po succede che...






La Scuola di Pittura dell’Accademia di Brera è la più grande fra le accademie d’Italia e comprende quasi 900 studenti, una notevole riserva di giovani talenti, molti dei quali provengono da varie parti del mondo, attratti dalla notorietà internazionale di Brera.
All’interno di questa vasta realtà creativa 30 docenti hanno invitato 104 studenti, i più maturi e interessanti di questo anno accademico, ad esporre in “OSSERVATORIO 9”.

Si tratta di una selezione rigorosa che testimonia la vitalità ed al tempo stesso la diversità e la qualità dei tanti linguaggi dei giovani allievi di Pittura.
Sono allievi ma noi docenti li consideriamo giovani artisti, sicuri che molti di loro si affermeranno a livello nazionale e internazionale. Questo ricco mosaico di variegate personalità affollerà fra il 22 e il 25 aprile il piccolo Comune di Arena Po, in provincia di Pavia; un Comune che in maniera lungimirante si è convenzionato per i prossimi 10 anni con l’Accademia di Brera proprio per consolidare una sua storica vocazione identitaria di sensibilità nei confronti dell’arte.
La carica dei 104 giovani artisti si manifesterà nell’esposizione di oltre 300 opere all’interno dell’antico Palazzo Mandelli, un maniero del ‘700 in disuso da molti anni ma che viene recuperato, se pur in parte, in questa occasione grazie al fascino un po’ decadente dei suoi ampi ambienti interni ed esterni.

Contemporaneamente a poci passi da Palazzo Mandelli, al Castello dè Beccaria, si inaugura una importante mostra personale del Maestro ARCANGELO mentre sul piazzale all’esterno del castello si inaugura la grande scultura in bronzo “IN-ES” concessa in comodato d’uso al Comune di Arena Po dal Maestro Giuseppe MARANIELLO.

Sabato 22 aprile dalle ore 10,30 in poi inizierà quella che si preannuncia come una vitalissima Kermesse di artisti, visitatori, appassionati d’arte, critici d’arte, collezionisti, docenti accademici, giornalisti, amici e curiosi, una circostanza davvero speciale per capire in quale direzione si muove la creatività artistica giovanile e su quali talenti puntare per il futuro.

Una kermesse, appunto ma all’interno della grande festa popolare di San Giorgio, Patrono di Arena Po, con varie manifestazioni, mercatini, antiquari, esposizioni di macchine agricole, animali, giostre, escursioni in barcone sul Po, fuochi d’artificio ma anche tante occasioni per gustare la famosa gastronomia locale fatta di favolosi salami, gustosissimi risotti, fritture di rane e pesciolini, toro alla brace ed il tutto bagnato dai vivaci vini dell’Oltre Po.



La carica dei 104

Abate Valerio, Abico Stefania, Albu Flavia, Ambrosini Sara, Aoki Yuki, Barbagallo Andrea, Barbuto Benedetta, Barchitta Alessio, Baroli Dario, Bellanca Erika, Bendinelli Giovanni, Bertazzoli Nausika, Bertoldo Elias, Blandino Leonardo, Borsato Maria Elena, Boscarini Alessandro, Braconi Lara Ilaria, Burelli Maurizio, Canali Barnaba, Cao Zhehao, Colturani Francesca, Chiarelli Magda, Delle Castelle Miriam, De Pinto Roberto, D’Anza Francesca, Di Mattia Stefania, Dolcemare Ginevra, Donato Martina, Feraboli Erika, Feraboli Sofia, Ferrarini Gabriele, Ferri Gaia, Fioranelli Lorenzo, Fucci Mattia, Fukahi Taiyo, Galeotti Stefano, Galiotto Agnese, Gambini Leonardo, Gatiatyllina Giulia, Ghidelli Irene, Greco Silvia, Guihan Ren, Iozzi Isabella, Jafarpour Zahra, Kashani Media, Kelolli Qani, Keshan Hou, Lazzaron Giulia, Li Elay, Locatelli Giulio, Longone Michela, Lu Jingqiu, Lugoboni Tommaso, Mansi Carlotta, Marelli Pietro, Marzone Ruggero, Melluso Chiara, Mentasti Cecilia, Milani Gianmaria, Mircevska Ivana, Monguzzi Eleonora, Mos Yuliya, Moscatelli Rachele, Naderi Soheil, Nosella Alessia, Oppizzi Michele, Parise Simone, Pavesi Eleonora, Perucchini Jemberu, Pesenti Iacopo, Pirovano Emanuele, Protti Lorenzo, Pugliese Emanuela, Qian Zhang, Razeghi Dina, Roh Hyekyeong, Ronca Francesca, Rota Martina, Riva Marco, Santagostino Paola, Santoli Tiziana, Santoro Francesca, Sclavi Priscilla, Sheytakov Daniel, Si Jing, Silvestrini Lorenzo, Skraqi Fabiola, Spadoni Alessia, Svetlozarova Ludmilla Mladenova, Stucchi Noemi, Tagliabue Cecilia, Tarabusi Ginevra, Taverna Dario, Tchalakova Vassilena Kirilova, Tiboni Mariachiara, Topalli Fikrete, Tuci Paula, Viganò Tessa, Vukojevic Anastasaja, Zaghetto Sara, Zhang Yuan,
Zokaie Nooshin


evento fb
https://www.facebook.com/events/670722296448505/?active_tab=about

domenica 27 febbraio 2011

"Colla" a Livorno al CENTRO MICHON fino al 18 marzo 2011

Si è inaugurata il 18 febbraio scorso, e sarà possibile visitarla fino al 18 marzo, la mostra collettiva, curata da Ivan Quaroni, intitolata "Colla". 
Una esposizione, allestita presso il Centro Michon, a Livorno (Via Michon 36/38), che mette a confronto artisti di diverse generazioni e provenienti da background culturali eterogenei; e dove, l'utilizzo del collage, produce una varietà espressiva di assoluta raffinatezza e ricercata qualità. 
Questo ovviamente reso possibile grazie alla capacità del curatore di riunire insieme un gruppo di artisti di indiscussa capacità. Da vedere!



Comunicato stampa:
Nella memoria iconografica occidentale il collage è strettamente legato alle avanguardie storiche ed è connesso tanto alla natura irriverente del divertissement, quanto all’esigenza di nuove sperimentazioni formali. La storia inizia nell’estate del 1912, con Braque e Picasso che inventano i papiers collés e introducono nelle loro opere ritagli di giornale, spartiti, carte da gioco, tappezzerie, carte da imballo, insomma frammenti di realtà che hanno lo scopo di animare le loro scomposizioni cubiste. Anche i Futuristi italiani usano la tecnica del collage, estremizzando gli effetti materici con l’impiego della carta stampata e l’inserimento di effetti tipografici. La satira politica fu un ulteriore tassello aggiunto da dadaisti come John Heartfield e George Grosz, che negli anni Venti utilizzano il collage per contrastare la propaganda hitleriana e nazista. I Surrealisti, invece, accentuano l’aspetto onirico e fantastico delle loro combinazioni iconografiche.

Una componente marcatamente geometrica hanno i collage costruttivisti russi, che introducono elementi di carattere architettonico, mentre nella Pop Art inglese, specialmente in elementi dell’Indipendent Group come Eduardo Paolozzi e Richard Hamilton, prevalgono immagini di carattere pubblicitario prelevate dalle riviste. Il collage diventa tridimensionale prima con i Merzbau di Kurt Schwitters, poi con i Combine Paintings di Robert Rauschemberg, le opere di Jim Dine influenzate dal costruttivista russo Iwan Puni e gli assemblage di Tom Wesselman. Il collage si trasforma addirittura in décollage nelle opere di Hains, Rotella e Villeglé, che procedono sottraendo, anziché aggiungendo, frammenti di carta.

Il collage rappresenta quindi un momento importante e fondante dell’estetica contemporanea, che giunge a influenzare non solo l’arte, ma anche l’advertising e il design. Basti pensare al fatto che una delle più celebri copertine di dischi di tutti i tempi, Sgt. Pepper dei Beatles , è un collage realizzato dal pop artista inglese Peter Blake, oppure all’invenzione della grafica punk, con designer come Jemie Reid, autore della copertina di Never Mind The Bollocks dei Sex Pistols, il quale dichiarava di ispirarsi a Schwitters.

La colla, ingrediente essenziale del collage, può essere considerata un simbolo. Il concetto stesso di simbolo rimanda alla proprietà adesiva della colla. Il termine “simbolo” deriva dal greco syn-ballein, che significa, appunto, “unire insieme” due parti distinte. Il collage non è altro che l’unione di parti distinte, una stratificazione e sovrapposizione di frammenti che vanno a comporre una nuova unità di senso. Esattamente come il simbolo, che unendo due termini produce un significato ulteriore.

Colla mette a confronto artisti di diverse generazioni e provenienti da background culturali eterogenei. La varietà espressiva degli artisti garantisce quindi un ampia gamma d’interpretazioni nell’uso del collage. I collagisti, in questo caso, sono Arcangelo, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Nicola Di Caprio, Pierpaolo Febbo, Enzo Forese, Bartolomeo Migliore e Michael Rotondi. Nove frammenti, è il caso di dire, che riflettono la contemporaneità attraverso la più irriverente pratica espressiva.