RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 8 febbraio 2014

Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera" - Fondazione Palazzo Strozzi - Firenze


 
Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera"
8 marzo-20 luglio 2014
Fondazione Palazzo Strozzi - Firenze

a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali


 
Dall’8 marzo al 20 luglio 2014 Palazzo Strozzi ospiterà la grande mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera", un’esposizione dedicata all’opera del Pontormo e del Rosso Fiorentino, i pittori più anticonformisti e spregiudicati fra i protagonisti del nuovo modo di intendere l’arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama ‘maniera moderna’.
Pontormo e Rosso Fiorentino, si formano con Andrea del Sarto pur mantenendo entrambi una forte indipendenza e una grande libertà espressiva: uno, Pontormo, fu pittore sempre preferito dai Medici e aperto alla varietà linguistica e al rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione, l’altro, il Rosso, fu invece legatissimo alla tradizione pur con aneliti di spregiudicatezza e di originalità, influenzato anche dalla letteratura cabalistica e dall’esoterismo.

Come nel caso della recente fortunatissima mostra del Bronzino si è preferito puntare su un percorso ampio e articolato dei capolavori dei due sommi artisti, privilegiando lo splendore formale e l’altissima poesia del Pontormo e del Rosso Fiorentino, tale da renderla leggibile e chiara non solo agli specialisti ma anche al grande pubblico attraverso sezioni tematiche disposte in ordine cronologico.

Un evento irripetibile, unico, che vede riuniti per la prima volta i capolavori dei due artisti, provenienti dall’Italia e dall’estero, molti dei quali restaurati per l’occasione.


In occasione della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera", la Toscana celebra questi due straordinari artisti.





Prenotazioni

Da lunedì a venerdì
9.00-13.00; 14.00-18.00
tel. +39 055 2469600
fax. +39 055 244145



http://www.palazzostrozzi.org
prenotazioni@palazzostrozzi.org

venerdì 18 maggio 2012

GIANNI CACCIARINI "Requip 8" a cura di Carlo Falciani

Conosco Gianni Cacciarini da oltre 25 anni e anche se negli ultimi tempi ci siamo un po' persi di vista, ricordo con vibrante gioia le sue splendide tempere grasse, un universo unico e particolare... mi piace ritrovarlo ora in questo evento... da vedere

GIANNI CACCIARINI "Requip 8"
a cura di Carlo Falciani

VERNISSAGE: 18 Maggio 2012 dalle ore 18 - la Galleria La Corte (Via De' Coverelli 27R - Firenze) esporrà una serie di stampe digitali che partono da fotografie scattate dall'artista in modo occasionale, poi dipinte su carta.

FINISSAGE: 12 Giugno 2012 alle ore 18 - allo studio di Cacciarini (Borgo Albizi, 18- Firenze) verranno presentati dipinti di grandi dimensioni tratti da quelle immagini rielaborate a tempera.

Le controindicazioni sono poche: un pó di vertigine e un senso di vuoto, di breve durata; ma lasciare la strada nota della tradizione comporta qualche rischio. Le nature morte di limoni e diosperi, di ventilatori e caffettiere composti sul tavolo, i ritratti dall'impostazione teatrale, le acqueforti profonde e rigorose non sono più al centro del lavoro di Gianni Cacciarini. Non gli è stato facile liberarsi dei nastri rossi dipinti a legare gli oggetti - vezzo letterario di una frase troppo forbita -, anch'essi memoria dello studio di Annigoni, sempre ricordato anche da chi ha scritto su di lui. I primi scollamenti si erano visti alcuni anni fa quando, nei sotteranei del Marino Marini, egli espose pezzi di corpi dipinti su carta con la velocità scomposta che hanno le ossessioni. Tuttavia quelle immagini erano ancora sforbiciate da nudi composti in studio. Oggi invece lui ci propone opere dove la pittura è tradotta in una forma altra da quella, veloce e insolita, con la quale ha tracciato dei bozzetti su carta da fotocopie. Non più oggetti colmi di memoria ma scatti improvvisi e occasionali, dove le pose hanno il carattere di chi ha sostato un momento, sovrappensiero, davanti all'occhio del telefono cellulare di Gianni.
Del resto non vale neppure la pena ricordare che non è una questione di mezzo (pittura, scultura, mac-paint, incisione, fotografia) ma di visione, perché da molto tempo “chi ha il disegno fa l'una e l'altra bene”. In questo caso le controindicazioni sono relative solo all'uso affettato dei nuovi mezzi, oppure alla pretenziosa forbitezza che talvolta è il solo contenuto di immagini troppo facili da ottenere attraverso le possibilità digitali di elaborazione. Ma questo rischio Gianni non lo ha mai corso, essendo riuscito a ricondurre al proprio occhio ogni diverso strumento che ha voluto usare negli anni.
D'altra parte ormai sono storicizzate anche le indicazioni di chi invitava ad usare le protesi che invadono la parte digitale della nostra vita, e in questo Gianni non si è mai tirato indietro. Dunque opere dove il suo passato è quasi annullato, in una risposta brutale allo sconcerto dei tempi e all'urto dell'esistenza. Persiste invece, unica traccia evidente del suo percorso, il solco pop che ha obbligato chiunque di noi ad esibire il proprio momento di gloria, e che adesso viene declinato come una democratica apparizione di chi è stato ritratto in uno scatto dell'i-phone. Poi è bastato il desiderio di immergere le spoglie di quelle immagini, prima stampate su carta da fotocopie, in uno spazio pittorico altro dai toni sofisticati e notturni, oppure di bruciarle all'interno di una colata di tempera acida che ha corroso i contorni delle figure come asfalto. La vertigine è passata, e restano queste grandi stampe a fermare il tremore dell'esistenza.

Carlo Falciani