RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 27 agosto 2013

Paolo Fiorellini a Sarzana

Paolo Fiorellini in mostra a Sarzana... da non perdere!



Paolo Fiorellini 
FIGLI DEL GHIACCIO
29 agosto - 8 settembre 2013 
Spazio Stefano Lichene 
via Domenico Fisichella, 43 
Sarzana

domenica 23 giugno 2013

RI-GENERAZIONI 5

Anche l'amico Paolo Fiorellini in questa 5° tappa... da vedere!



RI-GENERAZIONI 5

Dopo il successo della quarta edizione di Ri-Generazioni, inserita nei Percorsi della 54 edizione della Biennale di Venezia, la Brilla apre nuovamente le porte per una nuova esposizione.

“Ri-Generazioni da Oriente a Occidente, Thailandia e Ri-torno” è il titolo della quinta edizione della fortunatissima rassegna d’Arte, a cura di Alberto Magnolfi e dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di Massarosa.

Sono coinvolti artisti thailandesi Amrit Chusuwan, Sutee Kunavichayanont, Sakarin Krue-on, Noppadon Viroonchatapun, Pongpan Chantanamattha, Natthapol Suwankusolsong, Songchai Buachum e gli artisti del gruppo Ri-Generazioni Sabina Feroci, Fabrizio Giorgi, Gabriele Libero Balderi, Riccardo Bracaloni, Alberto Magnolfi, Massimiliano Siragusa, Giovanni Raffaelli, Mario Bargero, Paolo Pelosini, Gianfalco Masdini, Pietro Soriani, Federico Volpi, Claudio Tomei, Lorenzo D’Andrea, Guglielmo Malato , Stefano Pilato, Graziano Guiso, Stefano Graziano, Cinzio Cavallarin, Andrea Locci, Pierangela Massolo, Paolo Fiorellini, Stefano Lanzardo, Lago, Falco, Laura Cosimini “Esalì” e Libero Maggini.

L’inaugurazione è prevista per domenica 30 giugno 2013 alle ore 18,00 e rimarrà aperta al pubblico Ven sab dom 16,00-20,00.

Ri-Generazioni
Quiesa, 55054 Massarosa


Sono previste aperture straordinarie ed eventi da scoprire sui siti www.comune.massarosa.lu.it e www.cittainfinite.eu.

giovedì 12 gennaio 2012

GURDULU’ a cura di Cinzia Compalati

Anche l'amico e validissimo artista Paolo Fiorellini in questa collettiva a Pietrasanta... Da vedere!

GURDULU’
mostra collettiva della Tomaino’s Factory
a cura di Cinzia Compalati
14 gennaio – 2 febbraio 2012
Sala delle Grasce – Pietrasanta


Un nuovo capitolo della mostra di Giuliano Tomaino, ispirata a “Il cavaliere inesistente” sta per aprirsi in città. Sabato 14 gennaio, alle ore 18, s’inaugura, infatti, “Gurdulù”: mostra collettiva della Tomaino Factory. Nella cornice di sala delle Grasce, nel Chiostro di Sant’Agostino, sette artisti della scuola di Tomaino rendono omaggio al maestro proprio come nelle botteghe medievali. Si tratta di Sandro del Pistoia, Paolo Fiorellini, Stefano Lanzardo, Claudia Guastini, Cristina Balsotti, Massimo Lunardon, Francesco Ricci.

Ispirandosi alla tagliente ironia che aleggia in tutto il romanzo calviniano, gli artisti che da anni lavorano con Tomaino si calano nel ruolo dello scudiero di Agilulfo, Gurdulù, colui “che si lascia guidare dal cuore senza riflettere”. Agilulfo e Gurdulù si completano a vicenda: Agilulfo prode cavaliere dalla candida armatura, soldato modello nella sua rigida meticolosità, Gurdulù, invece, è istinto, spensierata scelta.

Ciascun artista presenterà due opere tra scultura, pittura, fotografia ed installazioni. La mostra offre inedite chiavi di lettura dell’opera calviniana. 
L’associazione Factory nasce ufficialmente, dopo lunga esperienza, a Carrara nel marzo del 2011 per dare identità a un gruppo di giovani artisti creatosi spontaneamente intorno alla figura del maestro Giuliano Tomaino. Da ciò il nome Factory, una comunità di artisti che lavorano insieme, sostenendo e supportando vicendevolmente il loro lavoro e condividendo lo spazio messo a disposizione dal maestro presso una vecchia fabbrica di biscotti, oggi il suo laboratorio.

A cura di Cinzia Compalati, il percorso espositivo “Gurdulù” sarà visitabile sino al 5 febbraio, dal martedì alla domenica, nell’orario 16-19, ad ingresso libero.

martedì 1 novembre 2011

Paolo FIORELLINI a Varese

Paolo Fiorellini è bravo ed è un vero artista! Non ha inibizioni, dipinge, scolpisce, lavora il ferro e qualsiasi altro materiale. E lo fa con cognizione e creatività. Ora in mostra a Varese.

Paolo FIORELLINI
19 novembre 22 dicembre 2011
SPAZIO LAVIT
Uberti 42
Varese, Italy

Paolo Fiorellini è nato nel 1961 a Sarzana (La Spezia) dove vive e lavora. Nel 1985 ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Inizialmente il suo lavoro artistico è stato caratterizzato da un linguaggio tra la figurazione e l'Espressionismo; dagli anni Novanta la sua pittura è approdata ad un gesto più informale e ricco di materia, quindi si è dedicato alla sperimentazione dei materiali, tra cui il silicone, nel quale ha spesso incluso elementi naturali (fiori, erba o pesci). Fiorellini si interessa alla sostanza e alla materia del pigmento e delle superfici; privilegia il colore per l'energia assorbita o irradiante, la sua ricerca consiste nel creare disorientamento e nel proporre icone e archetipi capaci di suggerire concetti e principi morali. Artista visivo poliedrico, spazia fra pittura, scultura, assemblage e performance, con esiti collocabili fra la Transavanguardia e le ricerche oggettuali più recenti.

http://issuu.com/pafiore/docs/impcat
http://issuu.com/pafiore/docs/catalogo
http://www.fiorellini.com/

Idoli allo sbando di Mara Borzone
Un artista, se è tale, cattura i segnali dal mondo esterno, e li rielabora. In qualche caso li anticipa, come in questa mostra di Paolo Fiorellini, pensata in tempi non sospetti, recenti eppure sostanzialmente tranquilli, e inaugurata durante una delle più complesse crisi che il Mediterraneo abbia mai visto. Gli uomini di ferro di Fiorellini, giganteschi iron men, molto meno aggraziati e dinamici del protagonista del fumetto, evocano le mummie, fasciati in bende metalliche che ne impediscono l'identificazione, ma anche i guerrieri crociati nelle loro armature. La recente, triste sorte di alcune mummie del Museo del Cairo, o le conseguenze delle Crociate, tutte da rileggere in chiave odierna, non sono che due delle possibili premonizioni di Fiorellini, o esempi della sua weltanschauung, una visione del mondo autonoma, pacata, distaccata, riflessiva e senza retorica. Ecce homo non si esaurisce nei grandi uomini di ferro: una serie di stele provenienti dal futuro celebra altri archetipi di guerrieri, samurai o lunigianesi dell'età del ferro, persino una guerriera, cyborg che non esistono ancora. La fantascienza, o, piuttosto, i suoi personaggi, sono il linguaggio adottato da Fiorellini in Ecce homo, l'inganno della tecnologia è l'idea di fondo; il titolo è la frase di Ponzio Pilato, con tutti suoi sottintesi. Ai cyborg metallici è arrivato dopo una lunga sperimentazione sui materiali, iniziata con la pittura materica, strati di gesso e pigmento a formare spessori quasi plastici, dove il bianco ha la corposità della neve a primavera, e proseguita con la ricerca sul silicone. Fiorellini ha creato mantelli, croci e grandi oggetti, inglobando nel silicone erba, fiori, pesci, tutti veri; l'idea, splendida sull'immediato, non ha retto al passare del tempo, tutto ciò che era nel silicone si è rapidamente ossidato cambiando, o, meglio, perdendo il colore originale, per assumere tonalità dall'ocra al bruno. Una performance, quindi, o, forse, una metafora contemporanea: anche la natura, sottoposta alla violenza della chimica, muta e diviene effimera. Il passo successivo è consistito nel racchiudere pesci in fil di ferro, talmente modificati da diventare piccoli aerei, dentro piccole teche in vetro e metallo, colme di silicone trasparente. L'aspetto traslucido del silicone, attraente e insieme repellente, a contrasto con i bagliori del ferro spazzolato a mano, suggerisce tecnologie future, avanzate e, al tempo stesso, rabberciate, consunte e obsolete, ridotte a ex voto di un mondo che verrà. Di lì sono nati gli ultimi guerrieri, sporchi di grasso nero come se venissero da un'altra galassia, corruschi e corrucciati; per farne risaltare i riflessi metallici, Fiorellini li ha collocati su un fondo di cemento, che assorbe completamente la luce e che, a sua volta, evoca panorami urbani degradati; il calcestruzzo armato a vista, emblema di progresso e di modernità ai tempi di Le Corbusier, oggi è un problema di conservazione, uno dei tanti dell'architettura del '900. La ricerca di Fiorellini si muove dunque in ambiti diversi, dall'ecologia, che è anche stile e scelta di vita, alla coscienza civica - parlare di politica in senso stretto è riduttivo - al futuro, non facile, non gradevole, non rassicurante, alla religiosità, poiché di idoli si tratta. Caratteristiche comuni sono la manualità e la cura nell'esecuzione, mai troppo diligente, tuttavia riscontrabile nelle grandi opere come nei dettagli, nelle saldature come nei colpi di lima, nel progetto dell'installazione; Fiorellini ne è il regista, i replicanti metallici sull'attenti possono ricordare i guerrieri dell'esercito di Xian, ma sono allo sbando.

venerdì 4 marzo 2011

Ecce Homo personale di Paolo Fiorellini a La Spezia

Si inaugura stasera a La Spezia presso il Centro Allende "Ecce Homo", una bella mostra personale, dell'artista Paolo Fiorellini sotto la cura di Mara Borzone. Un proseguo della già intelligente e preziosa ricerca messa in atto dal raffinato Paolo. Da Vedere!



Fino al 26 marzo
Centro Allende
via Mazzini
La Spezia