A Female Sight
Alice Olimpia Attanasio, Valentina Biasetti, Suzanne Moxhay, Odette Scapin
28 maggio - 12 luglio 2014
Andrea Ingenito ContemporaryArt
Quella che la galleria AICA | Andrea Ingenito
Contemporary Art inaugurerà martedì 27 maggio 2014 alle ore 19.00 nei
suoi spazi espositivi di Milano, sarà una mostra tutta declinata al
femminile. Quattro le protagoniste: Alice Olimpia Attanasio, Odette
Scapin, Valentina Biasetti e Suzanne Moxhay, che attraverso linguaggi
assolutamente diversi tra loro ma equivalenti nell’intensità,
interpretano l’intimo rapporto tra il loro essere donna e il macrocosmo
della natura, tra il loro essere artiste e la percezione mutevole
dell’alterità. La mostra, curata da Massimo Sgroi, segue la logica
espositiva del gallerista Andrea Ingenito che nello spazio milanese
presenta quelli che ritiene essere i più interessanti giovani artisti
del panorama internazionale.
Alice Olimpia Attanasio, giovane
talento che si è imposta all’attenzione di pubblico e critica con
diverse mostre personali, presenta un’originalissima commistione tra
estetica e rigore dal sapore neoclassico, e audace inventiva tutta
contemporanea: all’interno di ieratici volti di donna ritratti nel
candore della ceramica bianca trovano rifugio favolistiche creature del
mondo animale e germogliano e crescono fiori, bacche, funghi. In questo,
non sempre felice, sposalizio tra l’essere umano e la natura, solo
quest’ultima si tinge di colore, un colore intenso, vibrante, il colore
della vita. Una tematica cara, questa, all’artista, che ripropone anche
nelle tele del ciclo Panopticon: su sfondi adimensionali, bambine in
posa, pallide, dagli sguardi persi nel vuoto, sono circondate da
rampicanti rosso sangue.
Da dosare con cura, è il potente elisir
d’amore in edizione limitata proposto da Odette Scapin, artista
emergente con già all’attivo numerose mostre e selezioni. I suoi lavori a
matita su carta ecologica ci rimandano indietro nel tempo, ad un
immaginario vintage ed estremamente romantico: rose, ibiscus, colibrì,
cerbiatti, scoiattoli, farfalle, fanno da coro a dolci puttini che
rievocano ricordi d’amore fanciullesco e prezioso. Incredibile la resa
dei suoi lavori a pastello, con volti di donna sognanti e occulti
messaggi simbolici, come il teschio e il serpente, o la rondine il cui
canto risveglia ed esorta ad intraprendere il cammino verso il sacro
cuore.
Sicuramente tra le artiste più fantasiose ed apprezzate
degli ultimi anni, Valentina Biasetti con il ciclo Testamento
formidabile ci invita ad intraprendere un viaggio verso luoghi
misteriosi e sconosciuti, un viaggio nei meandri del nostro inconscio,
un viaggio, per l’appunto, formidabile. Su vecchie lenzuola, che lavora
con una tecnica che lei stessa definisce “necessaria”, un angelo caduto,
un giullare e un vagabondo, varcano la metaforica soglia di passaggio
verso un altro mondo, rappresentata da un hula hoop, per essere
investiti da un arcobaleno di colori: i loro grossi piedi grigi,
fardello di una vita terrena, abbandonano questa dimensione per
rifugiarsi nella spensieratezza dell’infanzia, nella leggiadria onirica,
nell’essere altro da sé.
Suzanne Moxhay, unica artista straniera,
reduce dai grandi successi del suo battesimo italiano con la mostra
Under Nature a Napoli prima, e all’Asia Contemporary Art Show ad Hong
Kong dopo (entrambi gli eventi dovuti all’intuizione del gallerista
Andrea Ingenito), rappresenta di certo un’eccezione nel campo della
fotografia contemporanea. Il suo lavoro consiste nel realizzare dei veri
e propri set all’interno del suo studio sovrapponendo vecchie foto,
brochure turistiche, locandine di vecchi film di fantascienza e romanzi
horror, per poi fotografarli e manipolarli in digitale creando scenari
dalla forte resa pittorica e che ingannano l’occhio umano. Il risultato è
un’ambientazione post-apocalittica che rimanda certamente
all’immaginario cinematografico degli ultimi anni, in cui la natura ha
preso il sopravvento, riappropriandosi dei suoi spazi e insinuandosi tra
ciò che resta di un’umanità solo accennata.