RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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domenica 12 gennaio 2014

Presentazione di “Ahi”, il libro dell’artista Rita Vitali Rosati | nell'ambito di TELEPASS | Wright Grimani



Presentazione di “Ahi”, il libro dell’artista Rita Vitali Rosati | nell'ambito di TELEPASS | Wright Grimani

Mercoledì 15 gennaio 2014, alle ore 18.30, nell’ambito della mostra TELEPASS | Wright Grimani, curata da Barbara Martusciello nel contenitore culturale Isola Gallery_Lab all’Isola Gallery (Piazza di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, 20, Roma), si terrà una Conversazione sul libro autoprodotto “Ahi” dell’artista Rita Vitali Rosati.

Interverranno: Wright Grimani, Emmanuele J. Pilia, Barbara Martusciello. Coordina: Chiara Zocco.

L’evento nasce con l’intento di riflettere sull’oggetto e soggetto Televisione che il 3 gennaio ha festeggiato i suoi 60 anni italiani e che la mostra in corso, da poco inaugurata con grande partecipazione di addetti ai lavori e di pubblico, ha trattato restituendo, attraverso installazioni e video, una sua visione critica. A tale iniziativa si affiancano una serie di attività collaterali, autonome ma collegate, aperte proprio da questa presentazione in forma di più ampia conversazione.
“Ahi” è nato dall’urgenza, vissuta dall’artista Rita Vitali Rosati (Milano, 1949; vive a Fabriano), di raccontare fotograficamente, i sentimenti che i giornali e la televisione generano nella memoria collettiva attraverso le immagini.

“La macchina fotografica diventa testimone e filtro, rappresenta il mezzo veloce per una documentazione perfetta ma anche oggetto di distacco culturale che pone la distanza dell’interpretazione e della scelta tra la propria vita ed il polpettone di immagini televisive che ogni giorno e a ogni ora, tra una tragedia di proporzioni apocalittiche e un amore ritrovato, tra due vicini che litigano e una foresta in fiamme dall’altra parte del mondo, siamo costretti (o avvezzi) a subire”. (Stefano Verri).
“…Ahi! Come per una puntura di spillo: è l’ironia di Rita. Il titolo del racconto fotografico maschera un’esclamazione indicibile. Sono i flashes del dramma quotidiano che viviamo tra quattro mura, schiacciati dalla solitudine dei nostri giorni che si consuma tra le pareti domestiche, dove le immagini della televisione recitano per noi quotidianamente la catechesi dell’inesorabile. La nostra esistenza viene così simbolicamente esposta allo spettacolo senza repliche delle ferite, del sangue, della morte. Immagini che passano indisturbate, come in un Acheronte che le confonde a quelle degli show televisivi, cantanti accanto a poeti, divi del piccolo schermo, nello stesso magma.”. (Enrica Loggi).

Il lavoro di Rita Vitali Rosati rivela la sua particolare attitudine ironica e trasgressiva attraverso cui filtra la complessa realtà realizzando immagini spesso destabilizzanti; con la sua ricerca osserva e registra l’insolito inventario della vita ribaltandone i punti di vista: le sue opere diventano, così, una sorta di lente di ingrandimento sul formicolio sociale e invitano lo spettatore non solo ad analizzarlo ma a interpretarlo cogliendone criticità, distopie, nonsenso…

Info presentazione libro:
Rita Vitali Rosati, “Ahi”, ore 18,30
Isola Gallery_Lab in Isola Gallery, P.zza San Bartolomeo all'Isola n. 20 (Isola Tiberina) Rm
https://www.facebook.com/pages/Isola-Gallery_Lab/633418953365974?fref=ts - www.isolagallery.com
Sponsor tecnici: - RGS Consulting – La cantina a casa vostra – www.rgsconsulting.it

Info mostra:
TELEPASS | Wright Grimani
A cura di Barbara Martusciello
Dal 10 al 31 gennaio 2014
Orari: 10-13 e 16-20, e su appuntamento

Con il Patrocinio di ROMA CAPITALE - Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica e di ROMA CAPITALE Municipio I (centro storico)

Comunicazione: MACCHIONI COMMUNICATIONS Carpe Diem srl.

Lighting Design: Paolo Di Pasquale

Sponsor tecnici: ROMANA TELAI di Fausto Cantagalli; SATV Service di Fabio Gentili; RGS Consulting – La cantina a casa vostra – www.rgsconsulting.it

lunedì 12 settembre 2011

-10: RUINS AREN'T HERE. Fabio Fornasari A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia


A Rieti una personale di Fabio Fornasari a cura di  Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia. Da vedere!


-10: RUINS AREN'T HERE. Fabio Fornasari

A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia


Sabato 15 ottobre 2011, alle ore 18,00, presso la galleria trecinque 3)5 Arte Contemporanea di Rieti, si inaugura -10: RUINSAREN'T HERE, prima mostra del ciclo di 11 eventi tesi ad indagare il rapporto tra rovine e contemporaneità. Un rapporto paradossale, che vede proprio nell'ora della distruzione totale la scomparsa delle rovine come realtà e come memoria.

L’iniziativa si propone di dare una rilettura di natura estetica ad alcuni ruderi creati dall’uomo ma assenti in forma fisica: esse sono rovine appartenenti più alla sfera comunicativa che a quella dell’architettura, dell’arte o dell’archeologia.

Protagonista di questo primo incontro è Fabio Fornasari, architetto e artista da anni impegnato in una ricerca sul ruolo delle immagini nella contemporaneità. Sarà proprio la sostituzione della rovina immagine ad essere al centro della riflessione della mostra: a distanza di dieci anni non rimane infatti alcun resto fisico che permetta di ricordare il tragico evento dell’11 settembre 2001. Le montagne di funeste macerie delle due torri del World Trade Center di New York create della potenza dello schianto dei due aerei sono state sostituite da una moltitudine di rovine virtuali, da rappresentazioni fruibili unicamente tramite uno schermo. La memoria è stata, così, rimpiazzata dalle immagini.

Al di là della sciagura, e oltre questa sorta di avvicendamento mediale, ciò che ci è stato davvero sottratto è stata una visione, o meglio, una moltitudine di visioni create dal sistema Panopticon  (“che fa vedere tutto”) delle due torri: ogni finestra rappresentava un dispositivo ottico capace di produrre una porzione unica di panorama ed al contempo un punto di osservazione dall’alto sul mondo occidentale.

L’attuale assenza di queste visioni ricalca la cancellazione delle macerie. Non è infatti casuale la scelta della data di inaugurazione dell'evento: il 15 ottobre è il giorno della chiusura dei lavori di liberazione dai resti Ground Zero; quel cantiere ha, così, estinto l'immagine della rovina. Sarà la riscoperta di tali immagini estranee alla dimensione comunicativa e delle visioni prodotte da esse, a rappresentare il cuore della riflessione di -10: RUINS AREN'T HERE. Sarà, cioè, la memoria ad essere riabilitata.

In mostra, infatti, ci saranno un allestimento site-specific e il risultato di contributi raccolti attraverso il Web: disegni sul ricordo delle due Torri che, proprio dall’11 settembre, saranno inviati ad un indirizzo email creato ad hoc (ruinsarenthere@altaproject.com) e visualizzati sul Sito www.altaproject.com. Si palesa, così, un atto essenziale, uno sforzo della memoria che difficilmente disgiunge l’anamnesi da quella indotta dai media.

Dettagli e info

 -10: RUINS AREN'T HERE. Fabio Fornasari
A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia
Inaugurazione: sabato 15 ottobre 2011, ore 18.00 – 22.00
 trecinque 3)5 Arte Contemporanea, Via Cerroni, 3)5, 02100 Rieti
Dal 15 ottobre al 15 novembre
Orari: martedì-sabato ore 16 – 19.30. Festivi e domenica su appuntamento

lunedì 8 agosto 2011

La Cultura e la Critica sono necessarie e mai penombra... di Barbara Martusciello


Trovo su Facebook questa nota di Barbara Martusciello. Inevitabile da parte mia la condivisione!

La Cultura è considerata fastidiosa e pericolosa: ce ne accorgiamo da come molti la (mal)trattano, da come tante istituzioni la ignorano, da come alcuni Governi la combattono... E' anche faticosa, la Cultura... come lo sono le Arti visve e altri simili specifici che producono e stimolano il pensiero, la riflessione, la libera istruzione. Prendere posizioni intellettualmente e artisticamente non prone è molto stancante e spesso è rischioso e questo - l'accettazione di un rischio - non è per tutti. Invece, si dovrebbe ricominciare ad alzare la testa, la propria se abbassata e quella del vicino se distratta, dolorante o arresa, e via via di questo passo... Si dovrebbe pretendere questa pratica dell'azione culturale onesta e vivace e boicottare ogni forma tiepida di comunicazione e creazione, svergognandone cortigianerie e mistificazioni che nulla danno alla collettività e alla Storia. La Cultura è impegno, è agita(ta) o non è...

Va alimentata. Non è facilona. E' alternativa. Opposizione. Quando l'opposizione arriva al potere, la Cultura si sposta, rapida, e passa ad un'altra opposizione. La Cultura "non entra mai nella foto".

Tutti, tutti noi, donne e uomini di buona volontà e capacità di analisi, dovremmo riprendere a praticare in maniera più costante e appassionata questo diritto / dovere alla e della Cultura che è prima di tutto Critica. Dovremmo spingere al massimo il pedale della corsa all'azione dei Saperi e accelerare in Rete: nel senso generale, ampio, che rappresenta questa piattaforma ramificata che connette dentro ma anche fuori Internet... Dovremmo fare e dire, valutare e denunciare, argomentare, ricordare e palesare, conducendo questo gioco in modo profondo e costruttivo (come la Critica impone per statuto e deontologia).

Ora è urgente più che mai. Ora è IL MOMENTO GIUSTO, prima che implodano i segnali di risveglio di una parte sana del Paese e che tutto torni pantano, anche quel barlume di plancton che aveva iniziato a ripulire un po' le acque...: lontani dalle consorterie che stritolano, dalle inutili guerrette personali, dalle manìe di protagonismo e dalla cialtroneria che si nasconde dietro - o dentro - i buonismi, le voci sommesse, l'abitudine, i timori, i comodi tendaggi, i colori grigi che non sanno o non vogliono decidere se essere luce od ombra e, nel dubbio, rimandando, si fanno complici di impasti chiaroscurali indefiniti e terrificanti..., solo apparentemente protettivi...
La PENOMBRA, quel particolare tipo di penombra, non PROTEGGE se non chi la produce: agli altri sono lasciate le briciole, panorami oscurati, strade morte, visibilità appannata, gorghi, sentieri persi... 

Ci diamo una mano tutti insieme a far luce??? A ripristinare l'energia (alternativa) del chiarore?


Alfredo Jaart, Is difficult-Questions, Questions. 
Progetto pubblico.