RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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mercoledì 5 dicembre 2012

“La pittura sceneggiata” - Gigino Falconi a cura di Duccio Trombadori

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6° Senso Art Gallery presenta la mostra personale del Maestro Gigino Falconi 
“La pittura sceneggiata”, dal 13 dicembre 2012 alle 18.30, alla presenza dell'artista e 
del curatore Duccio Trombadori.  

Gigino Falconi è un pittore abruzzese che da anni impronta la sua ricerca artistica sullo studio realistico della figura femminile e su quello delle vedute di paesaggi evocativi, mediante una tecnica magistrale che guarda ai grandi maestri del passato ma in chiave decisamente contemporanea. La mostra presenta un excursus di circa venticinque dipinti realizzati dall'artista tra il 2000 e il 2012.  La sua pittura raffinata e colta è caratterizzata dalla tecnica delicata e luminosa del colore ad acrilico, insieme ad un disegno esemplare e particolareggiato. Come ha scritto Duccio Trombadori sul catalogo della mostra: <<La tavolozza è chiara, la luce è diffusa, le ombre sono delicate anche nel contrasto e le patine di velatura articolano una composizione a più soggetti e punti di vista incrociati: la calibrata impalcatura di piani diagonali centra figure femminili quale perno della composizione (quando è una, quando sono due, o più corpi di donna dialoganti assieme) e il gioco delle allusività fonde animali, oggetti e vita della natura in una immagine compiuta, estatica, da contemplare in ogni dettaglio e nella relazione d’insieme che sintetizza i particolari.
I dipinti di Falconi riflettono la bellezza più sublime e la purezza dell'animo umano, richiamando un ideale di bellezza che resiste al tempo.


Estratti dal catalogo della mostra:

“Un erotismo freddo ma non distaccato individua l’opera di Gigino Falconi tanto echeggia quella di un manierista eccentrico o di un raffinato del tardo Cinquecento. L’effetto è quasi sempre quello di un relativo spaesamento rispetto al soggetto raffigurato: in quale situazione ci troviamo? Perché questo paesaggio inusitato, perché questi corpi di adolescenti tesi in abbraccio per impossibili o negate voluttà, perché queste figure solitarie o aggruppate, così pensose nel loro individuale e irredimibile isolamento, quasi oggetti tra gli oggetti anch’essi imprigionati nel loro muto essere, secondo uno scenario che è teatrale, ed al tempo stesso parodizza la vita reale?. Il quadro sceneggiato da Gigino Falconi si espone come enigma nella sua elementare, analitica, evidenza. Non risulta tuttavia nessun sentimento di atonìa passionale né tantomeno nell’immagine dipinta si accampa la procedura intellettualistica della citazione colta fine a sé stessa”.
Duccio Trombadori

La mostra proseguirà fino al 12 gennaio 2013. Catalogo in mostra a cura delle EDIZIONI  STAUROS di San Gabriele Isola del Gran Sasso (Teramo).


Biografia

Gigino Falconi nasce a Giulianova (Teramo) e inizia a dipingere a sedici anni, frequentando contemporaneamente l’Istituto Tecnico per ragionieri, dove si diploma nel 1952. Nel 1954 ottiene la maturità presso il Liceo Artistico di Pescara. L’anno successivo, vincitore di con- corso per la Cattedra di Disegno, assume l’incarico della docenza presso una scuola media di Giulianova, attività che abbandona definitivamente nel 1975, per dedicarsi interamente alla pittura. Alla sua prima mostra personale tenuta alla Galleria Il Polittico di Teramo nel 1961, ne sono seguite numerosissime sia in Italia che all’estero, presso accreditate gallerie e prestigiose sedi pubbliche. Le sue opere sono conservate in autorevoli collezioni museali pubbliche e private.
Il suo metodo di lavoro si è sviluppato per cicli pittorici così distribuiti nel corso degli anni:
1954-1956: esordisce con un universo figurativo legato ai temi della propria terra, coniugato ai canoni della coeva poetica informale.
1957-1962: esegue una serie di paesaggi che risentono di una personalissima rivisitazione del barocco.
1963-1965: realizza “Documenti”, primo importante ciclo di opere, di grande dimensione, eseguite a tecnica mista, composizioni di pittura e grafica testuale. Negli stessi anni l’artista porta avanti una ricerca sulla surrealtà dello spazio costellato da fantasmi, spesso con elementi suggeriti da letture di Edgar Allan Poe.
1966-1968: “I Mostri”. Viene aiutato in questa analisi da uno studio accurato che va dal Rinascimento al Barocco con particolare attenzione a Piero della Francesca, Caravaggio, Ribera e Rembrandt.
1969-1975: elabora una serie di lavori incentrati sulla surrealtà del presente e della cronaca fotografica, con una figurazione più circostanziata ed evidenza di straniamento.
1976-1979: recupera pienamente la pittura per immagini, con soggetti ispirati all’angoscia dell’esistenza. Di particolare risalto sono due gruppi di quadri suggeriti dal Fascismo e dalla vicenda dei coniugi americani Julius ed Ethel Rosenberg.
1980-1985: lavora intensamente a opere incentrate sulla poetica del mistero degli spazi interni e sulle suggestioni spaesanti degli specchi. È evidente il riferimento ad ambientazioni di gusto Art Nouveau, sempre collocate in un clima di silente sospensione e di attesa.
1986-1988: realizza “Alcyone”, un importante ciclo di dipinti sulla vita e le opere di Gabriele d’Annunzio, eseguite in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del Poeta.
1989-1994: dipinge una serie di “nudi” e “concerti silenziosi”, ambientati in paesaggi lacustri.
1995-1999: sviluppa in questi anni un intenso ciclo di pitture di carattere sacro. Il primo dipinto Annunciazione è del 1995. Lo realizza per il VII centenario della Santa Casa di Loreto nel cui museo l’opera viene poi esposta. Successivamente per la chiesa di Sant’Andrea di Pescara lavora per due anni a un trittico di grandi dimensioni (cm 270 x 660), commissionatogli dagli Oblati di Maria Immacolata in occasione della santificazione del loro fondatore Sant’Eugenio de Mazenod.
2000-2002: realizza il ciclo “Le Ossessioni”, interamente dedicato al mistero dell’universo femminile.
2002-2005: dipinge il ciclo “Il mito della Fenice”.
2006-2009: si interessa sempre più alla natura e, attratto dal suo misterioso fascino e dalla sua mistica luce, dipinge un gruppo di quadri rappresentanti paesaggi lacustri e marini.
2011-2012: realizza il ciclo “Ragazze per sempre” ambientate nell’atmosfera romantica parigina di fine Ottocento, dipingendo un ciclo di opere sull’“amore mercenario”come tante scene di un’unica grande pièce esistenziale, una commedia tutta al femminile. Tale ciclo viene presentato inoltre nella Besharat Galerie di Barbizon Parigi e successivamente assieme ad un cospicuo nucleo di opere allestisce la “suite Falconi” (oltre 60 mq).

 
Orari Mostra
dal lunedì al sabato 11.00 − 19.00
domenica su appuntamento

6° Senso Art Gallery
Via dei Maroniti 13







martedì 19 aprile 2011

"Perigrafie" a Catania Riccardo Negri a cura di Duccio Trombadori

Tra i finalisti dell'ultima edizione del Premio Patrizia Barlettani (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/11/in-anteprima-il-testo-per-il-catalogo.html ), uno dei partecipanti che più mi ha colpito è stato senza ombra di dubbio Riccardo Negri. Raffinatissimo disegnatore ed intelligente interprete di una materia oggi troppo spesso dimenticata. Ora in mostra a Catania seguito dalla curatela di Trombadori. Da vedere!

"Dopo la notte" grafite su carta 110x110 - 2011
RICCARDO NEGRI 

PERIGRAFIE  

a cura di Duccio Trombadori 
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Personale siciliana dell’artista lombardo Riccardo Negri (Mantova, 1985) con la curatela a firma di 
Duccio Trombadori. 

Negri parte dal segno ed è proprio il segno che lo contraddistingue. 
Il di-segno si articola e diventa moltitudine, diventa superficie e spazio, crea dialoghi rivolti a 
sondare una realtà visionaria propria dell’artista. È una ricerca di luce verso una dimensione di 
conoscenza del Vero. 

Dal testo in catalogo di Duccio Trombadori: 

Tutto inizia dalla notte, e tutto in essa rifluisce. Quello scuro fondale, quel velo nero dove l’occhio 
si diffonde a dismisura tra spazi suturati senza confine, è il risultato di una campitura impeccabile 
che lascia percepire l’aperta prossimità di un aere levigato a carbone, universo indeterminato di 
astri luminosi e appena alleggerito da sensibilissime varianti  di tono. 
Riccardo Negri enuncia l’estro della sua  espressività nutrita da una passione figurativa che non 
circoscrive la misura sensibile nell’ambito puramente documentario ma su di esso fa leva per 
ottenere il più ambizioso dei risultati estetici: mediante il visibile, fare esperienza dell’invisibile. 
La sua mano sonda profondità spaziali e trasparenze atmosfericche in una fitta trama di segni che 
articola il piano in allusione progressiva della forma.  L’occhio non riposa sulla  omogeneità 
apparente del velo notturno bensì cerca di penetrare la selva grafica per inseguire slittamenti di 
spazio e luce, immagina filiazioni, entropie generative dalla notte al giorno, come alba primordiale 
del mondo, o pure intima fisiologia del ritmo vitale  e delle sue necessarie scansioni genetiche. 
L’elenco delle cose viste ha valore di preambolo per una più vasta aspirazione emotiva, quella di 
andare « oltre  il segno », in uno scambio simbolico tra apparenza percepita e verità evocata. 
« Perigrafia », verrebbe di dire pensando alla parola greca « perigraphé », ovvero circoscrizione . 
Proprio perché il procedimento espressivo di Riccardo Negri effettua la sua indagine sulla verità ed 
adopera il disegno come tratto che imprigiona e riduce ciò che contiene nei limiti ben fissati dello 
spazio e del tempo. 
La forza del disegno di Negri, che cattura attonite fisionomie fiorite dal nulla dello spazio bianco 
(e che in esso appaiono come sprofondate, per la procedura dissolvente dei tratti di grafite ), rinvia 
così a meditare sul valore e il limite dei simulacri visivi, come convenzioni   per comunicare più 
profonde (ed invisibili) presenze ontologiche (« aliquid stat pro aliquo »). 
E il senso di inaudita e misteriosa infinità che Negri cerca sempre di indagare con l’occhio del 
disegnatore eccellente, in quanto anima e radice creativa che  dà valore e significato all’insieme 
della  sua emergente espressività. 

"Respiro" grafite su carta 110x110 - 2011


Titolo mostra: PERIGRAFIE 
Autore: Riccardo Negri 
Curatore: Duccio Trombadori 
Vernice: sabato 7 maggio h. 18,oo 
Location: Galleria L.I.B.R.A. Arte Contemporanea; via Pola 11/c 95127 CATANIA 
Periodo: 7-31 maggio 2011 
Orari: martedì-domenica 16,30-20,30 
Ingresso: libero