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martedì 20 agosto 2013

A settembre FILIPPO DE PISIS EN VOYAGE alla Magnini Rocca

A settembre, De Pisis alla Magnani Rocca...

 

FILIPPO DE PISIS EN VOYAGE

Fondazione Magnani Rocca
a cura di Paolo Campiglio 
13 settembre - 8 dicembre 2013 

La mostra intende presentare alcuni capolavori del maestro (circa ottanta tra dipinti e opere su carta), provenienti da musei nazionali e da collezioni private, che rispecchiano i suoi interessi principali: i luoghi innanzitutto, i volti e le persone che li abitano, la natura che li attraversa.

Curata da Paolo Campiglio, per iniziativa della Fondazione Magnani Rocca presieduta da Giancarlo Forestieri, in collaborazione con l’Associazione per Filippo de Pisis, col coordinamento di Stefano Roffi, la mostra, dal titolo “Filippo de Pisis en voyage. Roma, Parigi, Londra, Milano, Venezia”, è visitabile dal 13 settembre all’8 dicembre 2013 nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo (Parma), la raffinata dimora, ora sede della Fondazione Magnani Rocca, che fu di Luigi Magnani, amico e collezionista di de Pisis.
La mostra si avvale del sostegno di Fondazione Cariparma e di Cariparma Crédit Agricole.

Il carattere cosmopolita dell’artista e il suo incessante viaggiare per l’Europa degli anni Trenta-Quaranta pone de Pisis in una luce moderna e attuale, quella di un intellettuale senza frontiere che in un periodo di rafforzamento delle nazioni e di crisi internazionale sceglie le principali capitali come sedi più proprie alla personale declinazione espressiva.

La mostra intende ampliare il discorso avviato con la storica esposizione curata a suo tempo da Giuliano Briganti e incentrata sugli anni di Parigi (1925-1939). Gli anni parigini, fecondi di scoperte e maturazioni pittoriche, sono qui preceduti dagli anni di Roma (1920-1924), in cui all’artista si rivela la pittura come mezzo più consono; sono intervallati dai due soggiorni a Londra (1935 e 1938), importanti ai fini della precisazione del segno e della messa a punto di una personale tavolozza cromatica; sono seguiti dal periodo di trasferimento a Milano (1940-1943) e infine preludono alla grande opera di Venezia (1943-1949), il momento più felice della pittura depisisiana.

I lunghi soggiorni nelle capitali europee e nelle principali città d’arte italiane sono inframmezzati dalle consuete pause estive a Cortina d’Ampezzo, dove de Pisis cerca un rapporto autentico con gli elementi naturali e le persone del luogo. L'artista è viaggiatore instancabile, fin dalla giovane età: nei panni di botanico naturalista e collezionista di farfalle egli compie lunghissime peregrinazioni attorno alla nativa Ferrara, spostandosi sia lungo l’Adriatico che verso l’Appennino tosco-emiliano.

Ferrara è la Città dalle cento Meraviglie, una realtà urbana vissuta nel giovanile incanto metafisico e filtrata prevalentemente attraverso la letteratura, vena dominante nell'artista fino alla metà degli anni Venti. Tuttavia essa permane nell'immaginario pittorico depisisiano quasi come un modello, esportato in ogni differente contesto europeo, in una sorta di aura che permea il suo sguardo sulle cose.

Ogni periodo di soggiorno in una città costituisce inoltre per de Pisis un’occasione di confronto con il museo - i grandi musei delle capitali europee - dove egli ritrova i maestri internazionali, da Chardin a Lorrain alle luci di Corot, rivede la pittura italiana, la scuola veneta da Giorgione a Tiziano a Tintoretto. Le capitali europee permettono a de Pisis un’avventura nuova nella città, nel suo pullulare e nell’intrinseca vitalità dei parchi, degli angoli scelti dal pittore en plein air, in un rapporto diretto con la varia umanità con cui l’artista viene di volta in volta in contatto. La lezione impressionista è quindi seguita alla lettera dal pittore, benché gli angoli e gli scorci prediletti, gli interni delle chiese, riportino una visione alquanto differente dalle prospettive aeree ottocentesche.
Nelle vedute urbane del pittore traspare sovente l'ambiguità, pur nella sontuosa vitalità della pittura, di una vena malinconica: i tratti veloci e sintetici, la pittura sbavata, la semplicità scarna di alcune composizioni rivelano quell'esuberante felicità che nasconde un costante dolore esistenziale.

La mostra si concentra su alcuni capi d’opera relativi ai periodi di soggiorno in una città europea nei generi del paesaggio urbano, del ritratto e del nudo maschile, della natura morta, che costituiscono i principali ambiti di ricerca del pittore, temi fissi in cui egli esprime le proprie inquietudini e il proprio aristocratico distacco dal mondo.

Del periodo romano (1920-1924) spicca la Natura morta con le uova (1924) della Collezione Jesi (Pinacoteca di Brera, Milano) appositamente restaurata per l’occasione, opera “metafisica” che rivela i contatti del giovane artista con alcuni modelli contemporanei, tra cui Giorgio Morandi conosciuto a Bologna negli anni dell’Università.
Tra i capolavori della mostra, nel periodo parigino, sono i paesaggi urbani come il tormentato Quai de la Tournelle (1938) o il limpido Marinaio francese (1930) un ritratto di giovane dipinto in quell’atelier denominato scherzosamente il suo “grenier”, che allude metaforicamente all'instabilità dell'esistenza, tra partenze e approdi reali o solo immaginati.
Al periodo londinese appartiene il dittico de La strada di Londra e La casa di Newton (1935), immagini emblematiche dell’atmosfera abbassata e cupa che l’artista percepiva nel cielo di Londra.
Per la prima volta è inoltre ricostruita, in parte, la donazione che l’artista fece nel 1941 alla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, un nucleo di dodici dipinti che dovevano rappresentare la sua arte, con opere emblematiche della ricerca in atto, tra paesaggi urbani, nature morte e ritratti.

L’esposizione si articola in cinque sezioni principali:
·    Gli anni di Roma (1920-1924)
·    Parigi (1925-1939)
·    Londra (1933, 1935, 1938)
·    Milano (1940-1943)
·    Venezia (1943-1949)

La mostra è corredata da un ricco catalogo che, oltre a riprodurre le opere esposte, è concepito come uno strumento di analisi storico-artistica sull’opera del pittore alla luce delle fonti documentarie (edite e inedite) emerse dalla ricerca. Comprende saggi del curatore, di Elisa Camesasca, di Marilena Pasquali, di Stefano Roffi, di Andrea Sisti, di Maddalena Tibertelli de Pisis.

FILIPPO DE PISIS EN VOYAGE
Roma, Parigi, Londra, Milano, Venezia
Mostra a cura di Paolo Campiglio. 
Catalogo Silvana Editoriale con saggi del curatore, di Elisa Camesasca, di Marilena Pasquali, di Stefano Roffi, di Andrea Sisti, di Maddalena Tibertelli de Pisis.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).

Dal 13 settembre all’8 dicembre 2013. Aperto anche tutti i festivi.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso. Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole. 

Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it 

Il martedì ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria; costo € 12,00 (ingresso e guida).
Ristorante nella corte del museo tel. 0521 848135

Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049 663499 - www.studioesseci.net info@studioesseci.net - twitter: @studioesseci

La mostra è realizzata grazie a: FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE.

Sponsor tecnici: Angeli Cornici, Aon Artscope Fine Art Insurance Brokers, Gazzetta di Parma, Kreativehouse, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels, TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

martedì 12 febbraio 2013

DI-SEGNI tutto inizia da un segno sopra un foglio a cura di Giuseppe Filistad

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L'ultima fatica dell'amico Giuseppe Filistad a Taormina dove le opere dei grandi Maestri del passato convivono con i "gesti" di giovani talenti. Fra questi anche Thomas Berra! 



DI-SEGNI tutto inizia da un segno sopra un foglio

Sabato 16 febbraio alle 18,00 si inaugura la mostra “DI-SEGNI” presso la trecentesca ex chiesa San Francesco da Paola a Taormina. Saranno esposti disegni su carta di artisti storici , Botero, Caruso, Casorati , De Pisis, Germanà, Guidi, Nespolo, Pantaleoni, Sironi e Treccani, che avvieranno un dialogo visivo con dei contemporanei, affermati e non, giovani e meno giovani, siciliani e non, come Francesco Calabrò, Mamy Costa, Palmina Barbagallo, Thomas Berra, Filippo De Mariano, Andrea Gitto, Giuseppe Greco, Damiano Messina, Fabio Polizzotto, Pia Previti , Francesco Raciti, Ben Ventura,  che agiscono nel contemporaneo dell' arte .
Una mostra pensata per dare spazio al segno, come genesi di un' opera d'arte ma anche come trait – d'union tra artisti, ogni artista inizia una sua opera da un segno, sia esso su carta o direttamente su tela, piuttosto che un segno su un blocco d'argilla o una pietra.
Grazie alla collaborazione dell'associazione Bruno Caruso di Giardini Naxos e di      Art Promotion Taormina, nasce un evento culturale che porta il visitatore a ragionare sulla realtà del disegno, da molti definito come lavoro minore ma che invece esprime la necessità del soggetto a trasporre su carta il pensiero, l'immagine, il proprio stato d'animo, rendendo il segno mezzo di comunicazione visiva.
Interverranno Giuseppe Filistad, presidente di Art Promotion Taormina, Francesco Santisi presidente dell'associazione Bruno Caruso di Giardini Naxos, la dott. Lisa Bachis con un intervento sull'Ermeusi dell'Arte, autorità amministrative e culturali della città.

Mostra “DI-SEGNI”
ex Chiesa di San Francesco da Paola – Taormina
16 – 26 Febbraio 2013
catalogo in mostra

Organizzazione generale e catalogo
Art Promotion Taormina
Ass.ne Bruno Caruso Giardini Naxos
Allestimenti – R. Mendolia – Art promotion


venerdì 5 ottobre 2012

Palazzo dei Diamanti riparte con Boldini, Previati e De Pisis



I capolavori del Museo Boldini e delle altre raccolte d'arte moderna e contemporanea di Palazzo Massari saranno in mostra a Palazzo dei Diamanti dal 13 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013.

L'esposizione di Ferrara presenta una selezione di opere di Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Boccioni, Melli, Sironi, Funi e De Pisis, ovvero di alcuni tra i più importanti artisti italiani dell'Otto e Novecento.

L'idea della mostra è stata sollecitata dalla chiusura del complesso di Palazzo Massari, che ospita le collezioni delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, in seguito al sisma che nel maggio scorso ha colpito l'Emilia-Romagna. Fino a quando non verranno eseguiti importanti lavori di consolidamento dell'edificio, i tesori d'arte che esso custodiva non saranno fruibili. Di qui la decisione di dare loro visibilità, sia pure temporanea, in un'esposizione a Palazzo dei Diamanti, per sottolineare l'importanza e la qualità del patrimonio di Palazzo Massari ma anche per sensibilizzare alla salvaguardia di questo e di altri beni artistici danneggiati dal terremoto.

Nelle intenzioni del Comune di Ferrara e di Ferrara Arte, i capolavori in mostra diventeranno l'emblema della città: si sta infatti studiando una loro presentazione, dopo questa "prima" ferrarese, in altre sedi espositive italiane.
Per dar spazio a questa rassegna, la mostra su Michelangelo Antonioni, già programmata per il prossimo autunno, è stata posticipata alla primavera 2013 (10 marzo - 9 giugno).

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara riunisce un'ottantina tra dipinti, sculture e opere su carta che raccontano oltre centocinquant'anni di produzione artistica locale, ma anche nazionale e internazionale. Il percorso si apre con le testimonianze della civiltà figurativa ferrarese della prima metà dell'Ottocento che costituirono la sezione moderna della Pinacoteca Civica: dalle prove d'ispirazione purista di Giovanni Antonio Baruffaldi e Giovanni Pagliarini, centrate su temi letterari o religiosi, alle opere di interpreti del fervore romantico, quali Girolamo Domenichini, Massimiliano Lodi e Gaetano Turchi, che rievocano la grandezza del passato estense o danno forma alle tensioni e alle speranze del periodo risorgimentale. Dopo la metà del secolo, la fortuna di un genere come il ritratto è spesso legata a personalità attive anche fuori Ferrara, tra tutti Giovanni Boldini, che sarà una delle figure di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Un ampio nucleo di capolavori di Boldini attesterà il suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d'artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d'atelier, nature morte e vedute.

Nel corso del Novecento le collezioni si arricchirono delle opere di maestri locali che raggiunsero la fama fuori Ferrara: dal Ponte di Charing Cross di Alberto Pisa, alla Pace di Giuseppe Mentessi, fino al Trafugamento del corpo di Cristo di Gaetano Previati. Un capolavoro simbolista di Previati come Paolo e Francesca ed altri suoi dipinti divisionisti saranno presentati assieme ad opere di ispirazione secessionista e futurista di Arrigo Minerbi, Aroldo Bonzagni, Umberto Boccioni, Roberto Melli e Annibale Zucchini, a sottolineare il ruolo anticipatore del pittore e l'importanza della sua lezione per la generazione successiva. L'animato clima artistico italiano tra le due guerre sarà poi evocato da un lato dalla pittura tonale di Roberto Melli, legata alla vena espressionista della Scuola Romana, dall'altro dal moderno classicismo di uno dei massimi esponenti di Novecento, Achille Funi, che verrà accostato a un pioniere del ritorno all'ordine e delle poetiche arcaiste, quale Mario Sironi. In un ambito internazionale s'iscrive invece la vicenda artistica di Filippo de Pisis, cui sono intitolate le raccolte del Novecento. Grazie soprattutto all'attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta è possibile ripercorrere la parabola creativa del ferrarese: dalle nature morte marine che segnano l'assimilazione della pittura metafisica e la nascita di un linguaggio più personale agli esiti della sua "stenografia pittorica" di cui sono un formidabile esempio le vedute parigine; dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro fino ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.

Come già accaduto per altre importanti rassegne, la mostra Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara sarà accompagnata da un progetto didattico rivolto al mondo delle scuole e alle famiglie, che prevede anche la pubblicazione di un libro per bambini, realizzato da Ferrara Arte grazie al sostegno di ENI. Il progetto, ideato al fine di avvicinare i ragazzi al patrimonio artistico della propria città e all'arte dell'Otto e del Novecento, è particolarmente significativo per Ferrara che in questo momento di grande difficoltà intende dare un forte segnale, sottolineando come la "ricostruzione" debba partire proprio dall'educazione dei più giovani.




Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
13 ottobre 2012 - 13 gennaio 2013

A cura di
Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi

Organizzatori
Ferrara Arte e Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara

Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio

Informazioni e prevendita
Call Center Ferrara Mostre e Musei, tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

Ufficio stampa
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo, tel. 049 663499
info@studioesseci.net
www.studioesseci.net