RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Flavio Arensi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Flavio Arensi. Mostra tutti i post

sabato 22 ottobre 2016

ECCE HOMO - Ad Ancona, una importante rassegna di scultura

Ad Ancona, una importante rassegna di scultura!...


ECCE HOMO
Da Marino Marini a Mimmo Paladino.
La scultura di figura nell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi
a cura di Flavio Arensi
 
La Mole – Magazzino Tabacchi || 28 ottobre 2016 – 7 maggio 2017

INAUGURAZIONE AL PUBBLICO 27 OTTOBRE ORE 18.30

Pensata e costruita per il luogo che la ospita, spogliato degli apparati che lo occultavano ma nel mantenimento dei materiali usurati incorporati nel tempo, la mostra ECCE HOMO si snoda in ambienti che risultano magnificamente ambigui e che consentono un’esperienza fisica forte tra la vita solida delle sculture e la spazialità vanvitelliana.

E’ una grande esposizione, con più di 40 opere, collocate in 1500 mq all’interno della Mole, che segna il capitolo fondamentale di un progetto più ampio, destinato a farne un sistema culturale capace di ospitare produzione, formazione, programmazione ed esposizione culturale ed artistica.

Il progetto che nasce dal Comune di Ancona e dalla Fondazione Cariverona trova in Ecce Homo il suo momento di concreto ed importante avvio, con un focus di grande interesse sul ruolo della scultura oggi e, più estesamente, sul rapporto creativo tra l’uomo e la materia. Insieme a Civita Mostre e al Fondo Mole Vanvitelliana, nell’organizzazione anche il Museo Tattile Statale Omero ad indicare nuovi linguaggi e nuove prassi nell’accessibilità e nella fruizione.

La mostra, a cura di Flavio Arensi, intende organizzare un itinerario all’interno dell’ampio scenario della scultura italiana, proponendo alcuni dei protagonisti salienti che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, con particolare riferimento all’indagine sull’uomo, più che sulla figurazione. Si tratta di una mostra che, a partire da Marino Marini (come eco di una svolta fondativa di un nuovo linguaggio segnato da Arturo Martini) fino a Mimmo Paladino e ai più recenti autori, vuole mettere in relazione la scultura con il rinnovato spazio della Mole, dove l’allestimento di Andrea Mangialardo cerca di creare dei piccoli cortocircuiti visivi e di relazione fra le opere, installate non per periodo storico ma affinità di soggetto. Ne risulta un viaggio fra differenti stili, materiali e visioni che chiedono al visitatore di concentrarsi non tanto sul singolo autore o sulla situazione culturale ma di cogliere il senso dell’essere umano nel tempo presente. Che siano i Savi in pietra di Fausto Melotti (La disputa dei sette savi di Atene), per la prima volta esposti al di fuori della città di Milano dove sono stati concepiti e collocati, o la classicità di Francesco Messina (Ritratto di Alfonso Gatto, Nudo), fino agli interventi dei più giovani Pietro Ruffo, Donato Piccolo e Fabio Viale, quello che emerge come il senso di una presenza nel mondo, ma persino una sua assenza. Nelle due importanti installazioni di Gino Marotta (Mare Artificiale e Pioggia Artificiale) è infatti il visitatore che diventa protagonista di una esperienza emotiva, che si prolunga nella metamorfosi di Apollo e Dafne di Alik Cavalieri, per la prima volta presentata al pubblico dopo il restauro. Sono tante le curiosità che caratterizzano la mostra, come il recupero di alcune sculture e autori che qui tornano a ritrovare un centro critico nel panorama dell’arte italiana ed europea, tra cui Augusto Perez (Testa d’uomo), presente con un’opera del 1960 già alla Biennale di Venezia, e raramente visibile, e i due piccoli bronzi di Marino Marini, resi disponibili per la prima volta dai collezionisti dopo le importanti mostre degli anni sessanta. Anche l’anconetano Valeriano Trubbiani si ripresenta con due delle sue installazioni più intense e poco visibili (Le morte stagioni e Ractus ractus) qui ricollocate, ma ci sono anche le ceramiche di Giosetta Fioroni, Aldo Mondino, Luigi Ontani che raccontano – insieme a quelle di Lucio Fontana, Aligi Sassu e Agenore Fabbri – della centralità di questo materiale nel sistema linguistico delle arti. Alcune opere della collezione della Fondazione Domus, completano la visita con capolavori come Geremia e Profeta di Mirko Basaldella, la Tebe distesa nell’ovale di Giacomo Manzù o il grande quadro scultura dedicato a Van Gogh di Enzo Cucchi, Van Gogh respira.

ORARI
Martedì e Mercoledì su prenotazione per scuole e gruppi
Giovedì, Venerdì e Sabato: 16 – 19 / Venerdì fino alle 22
Domenica: 10 – 13 / 16 – 19
Lunedì chiuso

INGRESSO
intero: 8 euro
ridotto: 6 euro

Convenzioni: www.anconaticket.it

INFORMAZIONI
Museo Tattile Statale Omero 071 2811035
www.lamoleancona.it
info@lamoleancona.it
www.anconaticket.it

martedì 19 aprile 2016

ANNA CARUSO - S·I·L·L·A·B·A·R·I DI GOFFREDO PARISE



ANNA CARUSO - S·I·L·L·A·B·A·R·I DI GOFFREDO PARISE

L’esposizione presenta trenta opere - 15 tele, 1 libro disegnato e carte ad acrilico - dell’artista milanese dedicate al capolavoro dello scrittore veneto, nel trentennale della sua scomparsa.

Dal 5 maggio al 19 giugno 2016, lo Studio Cannaviello di Milano (piazzetta Bossi, 4) ospita la personale di Anna Caruso (Cernusco sul Naviglio, MI, 1980) che celebra Goffredo Parise (1929-1986), che tra l'altro era frequentatore dell'allora sede romana della Galleria, uno dei più lucidi intellettuali italiani del Novecento, a trent’anni dalla sua scomparsa.

L’esposizione, curata da Flavio Arensi, propone trenta opere - 15 tele, 1 libro disegnato e carte ad acrilico - dell’artista milanese che s’ispirano e interpretano i Sillabari, il capolavoro dello scrittore vicentino, composto da una serie di racconti brevi dedicati a sentimenti umani "essenziali" che, disposti in ordine alfabetico, compongono una sorta di dizionario.

La mostra di Anna Caruso prende spunto proprio da alcuni racconti di Parise, ma si muove intorno ai temi principali della sua produzione che contemplano la memoria, le immagini familiari, la rielaborazione della realtà come specchio dei sentimenti e delle esperienze personali.

L’opera letteraria di Parise si fonde con le suggestioni pittoriche di Anna Caruso, prendendo spunto da alcuni stralci biografici dello scrittore, come il suo rapporto con l'artista e compagna Giosetta Fioroni, che compare anche in alcuni dipinti. La vita della Fioroni e di Parise si sommano dunque alle figure e alle apparizioni che da sempre animano il lavoro di Anna Caruso, arricchendola di elementi narrativi che sembrano riportar sempre a uno stato sospeso fra sogno e realtà.

Il catalogo, pubblicato dalle edizioni All around art, presenta i testi del curatore e di Lorenzo Respi.

Note biografiche.

Anna Caruso, nata a Cernusco sul Naviglio nel 1980 e laureata nel 2007 all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, con indirizzo pittura e restauro, vive e lavora a Milano.

Anna Caruso fa parte del gruppo “Nuova pittura italiana”, formatosi nell’ambito dello Studio d’Arte Cannaviello, che accoglie dieci promesse dell’arte italiana che, pur provenendo da differenti percorsi formativi, hanno trovato nella pittura la loro cifra espressiva più caratteristica.

Nel 2015 è invitata al premio Fabbri “Un secolo di Amarena”; nel 2014 vince il premio speciale al Talent Prize ed è finalista al Premio Lissone, al Premio Terna e al Premio Arte Laguna; nel 2013 è finalista al Premio Arte Mondadori, al Premio Combat, e al Premio Bonatto Minella. Tra le personali più recenti si ricorda “Tetris” allo Studio d’Arte Cannaviello (Milano) nel 2014.


ANNA CARUSO. I Sillabari di Goffredo Parise

Milano, Studio d’Arte Cannaviello (piazzetta Bossi, 4)
5 maggio - 19 giugno 2016
Inaugurazione: 5 maggio ore 18.00
Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. 02.84084647; info@cannaviello.net

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco, tel. 02.36755700
anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it
Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

lunedì 16 febbraio 2015

Circolo Quadro - Open night: presentazione workshop e corsi 2015



Mercoledì 18 FEBBRAIO, alle ore 19.00, Circoloquadro presenta i nuovi CORSI e i WORKSHOP per il 2015.

Tante le novità e le proposte tra arte, scrittura creativa, pittura contemporanea, sistema dell'arte e... wordpress per l'arte e la creatività!

È inoltre previsto uno SCONTO del 10% per chi si iscrive al termine della serata.

Saranno con noi FLAVIO ARENSI, VANNI CUOGHI, IVAN QUARONI e FRANCESCO SALA.

Ecco di cosa parleremo...

Torna il workshop APPUNTI DI UN CURATORE. COME ORGANIZZARE UNA MOSTRA DALLA A ALLA Z, tenuto da Flavio ARENSI. Tra le novità di quest'anno, la possibilità di attivare stage o di realizzare uno dei progetti elaborati durante il corso.

Per saperne di più, segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/appunti-di-un-curatore_12.html

***
Anche SCHEGGE, o Del rivelare come un artista può districarsi nel complesso sistema dell'arte, torna rinnovato e con una importante novità: Vanni CUOGHI, oltre alle due lezioni super intensive, sarà a disposizione per una consulenza one-to-one ai partecipanti per risolvere problemi specifici.

Per saperne di più, segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/schegge_12.html

***
Ivan QUARONI propone per il 2015 un nuovo e inedito corso sulla PITTURA CONTEMPORANEA. E quando diciamo contemporanea, intendiamo la pittura che va dal 1990 ai giorni nostri. Sette lezioni per avere un quadro completo di quello che sta accadendo a livello internazionale.

Per saperne di più, segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/pittura-contemporanea_12.html

***
Torna, per l'ottava edizione, il workshop di Ivan QUARONI, MANUALE PER ARTISTI. Rinnovato e rimaneggiato, il Manuale è uno strumento formidabile per chi si affaccia al sistema dell'arte o per chi, fermo da tempo, intende riprendere l'attività artistica.

Per saperne di più segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/manuale-per-artisti_12.html
quest'altro >>>
https://vimeo.com/77278092

***
Una novità MA CHE BELLE PAROLE di Francesco SALA, un vero e proprio workshop, visto che ci saranno esercizi e "compiti" da fare. Per "provare" la scrittura creativa e per imparare a raccontare l'arte.

Per saperne di più, segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/ma-che-belle-parole_12.html

***
Imparare a costruire il proprio sito con Wordpress senza impazzire, ma anzi facendolo divertendosi. Beatrice LUGANO, con WORDPRESS FOR ARTS, ci insegnerà a realizzare, gestire e mantenere un sito web dedicato all'arte e a chi fa una professione creativa, senza dimenticare SEO e posizionamento.

Per saperne di più, segui questo link >>>
http://circoloquadro.blogspot.it/p/wordpress-for-arts.html

***
Vi aspettiamo mercoledì 18 febbraio alle ore 19.00
a Circoloquadro
via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano

lunedì 3 marzo 2014

Massimo Dalla Pola Paesaggio italiano a cura di Ivan Quaroni

Continua in maniera profiqua la collaborazione fra Ivan Quaroni e CircoloQuadro... 
ora con una personale di Massimo Della Pola...


Massimo Dalla Pola
Paesaggio italiano


a cura di Ivan Quaroni


Inaugurazione: martedì 11 marzo 2014
, dalle 18.30
11 > 31 marzo 2014
Circoloquadro, via Thaon di Revel 21, Milano

Nel nuovo lavoro di Massimo Dalla Pola tele e carte mostrano l’Italia dal dopoguerra ad oggi: i luoghi delle stragi e dei fatti di cronaca terribili, e ancora irrisolti, ritraggono il “paesaggio” del tutto particolare del nostro Paese.
  
Inaugura martedì 11 marzo a Circoloquadro, Milano, la nuova mostra personale di Massimo dalla Pola che attraverso 16 tele, 10 tondi e una decina di carte vuole rendere il suo “paesaggio italiano”. Nei suoi lavori gli episodi più terribili, e irrisolti, della storia italiana: dall’eccidio dei lavoratori a Portella della Ginestra, passando per Piazza Fontana fino ad arrivare agli attenti a Falcone e Borsellino e all’incidente del Cermis. I suoi paesaggi neri e opachi, mancanti di qualsiasi traccia umana, restituiscono una realtà immobile, in attesa di quello che deve accadere. La linea racconta paesaggi e architetture e indaga, in modo freddo e razionale, una realtà che verrà presto sconvolta, ma che pare sospesa per sempre sull’orlo dell’abisso. Il fondo oro contribuisce a questa sospensione temporale, come si usava nel Medioevo, quando i personaggi delle tavole galleggiavano in uno spazio e in un tempo eterno.
 
Scrive Ivan Quaroni, curatore della mostra: Massimo Dalla Pola raccoglie immagini come testimonianze. Le ordina con un’acribia da archivista votato alla classificazione e le dispone sul fondo aureo con accuratezza da tassidermista, quasi a comporre una collezione. Come ogni collezionista, sa che la sua è un’opera potenzialmente infinita, che può allargarsi fino a comprendere altri periodi, altre geografie. […] Le sue immagini, rastremate fino all’osso, sono nere come l’ombra che quei fatti proiettano nella coscienza collettiva. Nere come il mistero più fitto, come quel sonno della ragione da cui sono generate. Sono immagini aggettanti, che quasi si spingono oltre, e fuori, la dimensione cristallina del fondo, richiedendo all’osservatore un’attenzione esclusiva.
Dentro ogni tela convivono due forze opposte, respingenti: l’una è quella apollinea e auratica del sempiterno, l’altra è quella linfatica e tumorale della storia. Dalla Pola mette queste forze in equilibrio, ne calibra le polarità per raggiungere una stasi che la natura normalmente non consente. E, in tal senso, il suo lavoro rivela una sorprendente carica utopica.

 
Accompagna la mostra un catalogo con testo critico di Ivan Quaroni e un’intervista di Flavio Arensi.
 
 
Massimo Dalla Pola
è nato nel 1971. Dopo la laurea in storia dell’arte, lavora con galleristi, designer ed architetti milanesi. Espone i suoi primi lavori nel 2002 da Luciano Inga-Pin e successivamente in gallerie, spazi pubblici e indipendenti in Italia e all’estero. Vive e lavora a Milano.
 
***
 
Massimo Dalla Pola

Paesaggio italiano

a cura di Ivan Quaroni
Inaugurazione
martedì 11 marzo 2014, dalle 18.30
In mostra
dall’11 al 31 marzo 2014
Catalogo
testo critico di Ivan Quaroni; intervista di Flavio Arensi
Orari
da lunedì a venerdì dalle 15 alle 19, o su appuntamento
Informazion
i info@circoloquadro.com, Tel. 348 5340662 - 339 3521391

martedì 7 gennaio 2014

Da Circoloquadro... Appunti di un curatore Come organizzare una mostra dalla A alla Z

Da Circoloquadro...



Appunti di un curatore
Come organizzare una mostra dalla A alla Z
con Flavio Arensi

da gennaio a marzo 2014

Parte il 18 gennaio 2014 Appunti di un curatore. Come organizzare una mostra dalla a alla z, tenuto da Flavio Arensi.

Il corso si propone di trasmettere ai partecipanti un reale "saper fare": un carattere assolutamente pratico contraddistingue dunque la nuova proposta formativa di Circoloquadro.

Il corso si rivolge non solo a giovani critici e curatori che desiderano imparare il "mestiere", ma anche agli artisti che sempre più spesso si riuniscono per produrre e realizzare in autonomia mostre ed eventi culturali e agli amministratori pubblici, o ai loro collaboratori, che vogliono comprendere come si organizza un evento espositivo.

Il contenuto delle lezioni andrà ad analizzare e approfondire tutte le fasi della costruzione di una mostra: dall’ideazione, alla progettazione, alla realizzazione con approfondimenti relativi all’allestimento, alla illuminotecnica, alla composizione di un catalogo e dei testi di accompagnamento fino alla comunicazione.

Il corso prevede che i partecipanti lavorino ad un progetto di mostra così da mettere in pratica di volta in volta gli insegnamenti ricevuti e capire quali sono le difficoltà nell’organizzare una mostra. Verranno inoltre organizzate delle uscite per visitare insieme – e analizzare – alcuni spazi milanesi.

L’attività in classe e il tutoring verranno seguiti da Flavio Arensi; ci saranno degli incontri che vedranno la presenza di professionisti del settore per approfondire alcuni argomenti. Tra gli ospiti, Luca Melloni (CLP Relazioni Pubbliche), Francesco Sala (giornalista - Artribune), Claudio Martino (Dirigente Provincia di Milano), Giambattista Bongiorno (Volume), Ivan Quaroni (curatore indipendente).

Contenuti degli incontri: 1) Introduzione al corso; 2) Ideazione e programmazione di una mostra, reperimento delle opere; 3) Pianificazione dei costi, budgeting, fund raising; 4) Rapporti con la pubblica amministrazione; 5) Prestiti, trasporti, assicurazioni; 6) Allestimento\illuminazione; 7) Comunicazione e ufficio stampa; 8) Giornalismo d’arte; 9) Il catalogo: scrivere d’arte; 10) Il catalogo: elementi editoriali e tecnici; 11) Elementi di legislazione per l’arte.


Calendario e costi
Sabato 18 gennaio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 19 gennaio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 1 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 febbraio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 15 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 16 febbraio, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Sabato 1 marzo, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 marzo, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Costo: €550 (42 ore) comprensivo di tessera associativa per l’anno 2014.
È possibile acquistare moduli singoli (per info, contattare Circoloquadro).
* * *

Flavio Arensi (Milano 1975), è giornalista e critico d'arte. Dal 2003 ha curato l'attività espositiva della città di Legnano dove ha realizzato numerose mostre monografiche. Collabora con musei e istituzioni pubbliche per la realizzazione di eventi espositivi. Ha curato volumi d'arte per Silvana Editoriale, Mazzotta, Skira, Electa, Allemandi, Arte'm. Scrive per il mensile Arte e ha collaborato con la pagina culturale di diverse testate nazionali. Fra le sue mostre, le monografiche di Goya, Carol Rama, Matta, Zoran Music, Leonardo Cremonini, Gianfranco Ferroni, Kathe Kollwitz, James Ensor, Ipousteguy, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Paladino e l’ultima di Auguste Rodin a Palazzo Reale di Milano.

Circoloquadro
Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano
info@circoloquadro.com - www.circoloquadro.com
Tel. 339 3521391 - 348 5340662

martedì 12 novembre 2013

Appunti di un curatore. Come organizzare una mostra dalla A alla Z | Flavio Arensi a Circoloquadro



Appunti di un curatore. Come organizzare una mostra dalla A alla Z | Flavio Arensi a Circoloquadro

Parte il 18 gennaio 2014 "APPUNTI DI UN CURATORE. COME ORGANIZZARE UNA MOSTRA DALLA A ALLA Z", il nuovo corso di Circoloquadro tenuto da FLAVIO ARENSI.

Il corso si propone di trasmettere ai partecipanti un reale “saper fare”: un carattere assolutamente pratico contraddistingue dunque la nuova proposta formativa di Circoloquadro.

Il corso si rivolge non solo a giovani critici e curatori che desiderano imparare il “mestiere”, ma anche agli artisti che sempre più spesso si riuniscono per produrre e realizzare in autonomia mostre ed eventi culturali e agli amministratori pubblici, o ai loro collaboratori, che vogliono comprendere come si organizza un evento espositivo.

Il contenuto delle lezioni andrà ad analizzare e approfondire tutte le fasi della costruzione di una mostra: dall’ideazione, alla progettazione, alla realizzazione con approfondimenti relativi all’allestimento, alla illuminotecnica, alla composizione di un catalogo e dei testi di accompagnamento fino alla comunicazione.

Il corso prevede che i partecipanti lavorino ad un progetto di mostra così da mettere in pratica di volta in volta gli insegnamenti ricevuti e capire quali sono le difficoltà nell’organizzare una mostra. Verranno inoltre organizzate delle uscite per visitare insieme – e analizzare – alcuni spazi milanesi.

L’attività in classe e il tutoring verranno seguiti da Flavio Arensi; ci saranno degli incontri che vedranno la presenza di professionisti del settore per approfondire alcuni argomenti. Tra gli ospiti, Luca Melloni (CLP Relazioni Pubbliche), Francesco Sala (giornalista - Artribune), Claudio Martino (Dirigente Provincia di Milano), Giambattista Bongiorno (Volume), Ivan Quaroni (curatore indipendente).

Il corso è composto da 11 incontri, una serata di approfondimento e due giornate di visita a spazi espositivi milanesi, più il tutoring relativo al progetto personale realizzato da ciascun partecipante per un totale di 42 ore.

Qui i contenuti degli incontri: 1) Introduzione al corso; 2) Ideazione e programmazione di una mostra, reperimento delle opere; 3) Pianificazione dei costi, budgeting, fund raising; 4) Rapporti con la pubblica amministrazione; 5) Prestiti, trasporti, assicurazioni; 6) Allestimento\illuminazione; 7) Comunicazione e ufficio stampa; 8) Giornalismo d’arte; 9) Il catalogo: scrivere d’arte; 10) Il catalogo: elementi editoriali e tecnici; 11) Elementi di legislazione per l’arte.

**
CALENDARIO E COSTI
Gli incontri si svolgeranno dal 18 gennaio al 2 marzo 2014.

Sabato 18 gennaio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 19 gennaio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 1 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 febbraio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 15 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 16 febbraio, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Sabato 1 marzo, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 marzo, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Costo: €550 (42 ore) comprensivo di tessera associativa per l’anno 2014.
È possibile acquistare moduli singoli (per info, contattare Circoloquadro).

**
FLAVIO ARENSI (Milano 1975), è giornalista e critico d'arte. Dal 2003 ha curato l'attività espositiva della città di Legnano dove ha realizzato numerose mostre monografiche. Collabora con musei e istituzioni pubbliche per la realizzazione di eventi espositivi. Ha curato volumi d'arte per Silvana Editoriale, Mazzotta, Skira, Electa, Allemandi, Arte'm. Scrive per il mensile Arte e ha collaborato con la pagina culturale di diverse testate nazionali. Fra le sue mostre, le monografiche di Goya, Carol Rama, Matta, Zoran Music, Leonardo Cremonini, Gianfranco Ferroni, Kathe Kollwitz, James Ensor, Ipousteguy, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Paladino e l’ultima di Auguste Rodin a Palazzo Reale di Milano.

**
INFORMAZIONI
Associazione Culturale Circoloquadro
Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano
info@circoloquadro.com
www.circoloquadro.com
Tel. 339 3521391 - 348 5340662 


venerdì 6 settembre 2013

Idroscalo: un museo all'aria aperta!

Leggo su Exibart (http://www.exibart.com) questa notizia a proposito di una delle oasi più belle di Milano: Idroscalo. 


Idroscalo Sculpture park. Milano sulla rampa di lancio per Expo cerca il riscatto per il suo specchio d'acqua. A partire dall'arte
L'Idroscalo, la spiaggia dei milanesi. Lo specchio d'acqua non balneabile che si stende tra Segrate e l'aeroporto di Linate diventerà, in vista di Expo 2015, anche il nuovo parco dell'arte della città. Anzi, il parco delle sculture, se proprio vogliamo essere precisi. In un profluvio di complimenti e ringraziamenti, stamattina il Presidente della Provincia Guido Podestà, con il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Umberto Novo Maerna, e i Presidenti della Fondazione Banca del Monte Aldo Poli e del comitato scientifico per la nuova vita "artistica” dell'Idroscalo, Flavio Arensi, si sono presentate le prime venti opere del percorso. A dir la verità alcune erano qui da diverso tempo, ma solo recentemente sono state accorpate in questo progetto più ampio, che Podestà non ha esitato a definire «straordinario» non solo per la quantità di persone che potranno visitarlo annualmente (il pubblico del parco è stimato a circa un milione di presenze) ma anche un «miracolo» realizzato in epoca di crisi conclamata, dove le province, comuni e regioni tagliano tutto e di più. Eppure l'Idroscalo, seguendo sempre le parole del Presidente, da questo momento in poi sarà candidato a divenire il terreno sul quale piantare l'arte (nel vero senso della parola) insieme all'agonismo sportivo e al tempo libero. Un parco multi-disciplinare verrebbe da dire, «perfetto per ospitare i Sette Savi di Fausto Melotti, ristrutturati e ora a Malpensa. Perfetto anche per I visitatori che arriveranno in occasione di Expo, a cui Milano deve offrire un vasto programma culturale, anche per permettere soste più lunghe: con un solo giorno di permanenza in più, per ogni turista, si potranno coprire un terzo delle spese sostenute per l'Esposizione Universale» spiega Podestà. Bello, Bellissimo, viene da dire.
Anche perché si parla di giovani, di abbinare i Maestri alle nuove promesse, di «portare avanti la cultura del fare – dice Maerna - l'entusiasmo, il credere in obiettivi precisi, in una nuova ricchezza». Peccato che questi giovani però si vedano solo nel comitato scientifico under 40, composto appunto da Arensi, da Lorenzo Respi -ex conservatore e curatore alla Fondazione Pomodoro- e Alberto Zanchetta, direttore del MAC di Lissone, che hanno lavorato in una sincronia tra Provincia e Permanente cercando, come spiega il Presidente «di portare contributi culturali in questo Expo dove ancora si sente poco parlare di arte».
Ma veniamo alle opere: venti in tutto, di cui un paio di sculture di Giuseppe Maraniello, tre pezzi "da piedistallo” di Augusto Perez, due opere di Paolo Delle Monache e poi, in ordine sparso, Grazia Varisco, Mauro Staccioli, Giacomo Manzù, un Grande Nuotatore di Luciano Minguzzi che sarà installato prossimamente in acqua e poi Patrizia Guerresi, Medhat Shafik, Alex Corno, Nada Pivetta e Piergiorgo Colombara, tra gli altri. 
«Un parco per una cultura aperta e libera» conclude Maerna. Un parco dove però sembrano mancare tanti nomi, non solo italiani ma anche milanesi (visto che il punto di partenza in molti casi è anche l'identità lombarda o nazionale), e dove forse i "giovani” saranno necessari per "movimentare” un poco quello che sembra, parafrasando il titolo del celebre saggio di Arturo Martini "La scultura lingua morta”, un percorso difficilmente appettibile per gli interessati del contemporaneo. Che non si fermeranno un giorno in più a Milano.
Articolo originale su

domenica 9 giugno 2013

WhoCARES? 02 Un progetto di Gianni Moretti



WhoCARES? 02
Un progetto di Gianni Moretti

Intervengono:
Flavio Arensi | Alberto Zanchetta
10 giugno 2013 ore 20.00
--

Lunedì 10 giugno 2013 scatolabianca propone il secondo appuntamento di WhoCARES? nella sede milanese scatolabianca(etc.).

WhoCARES?: Il titolo si riferisce a una tipica espressione anglosassone che significa “A chi importa?”, ma al contempo l’accezione prevede anche la domanda sul “chi è interessato”, quindi “chi se ne cura” e per questo è legato alla figura professionale che gestisce, progetta e fa crescere un evento d’arte. Stimolante è evidenziare e sviscerare il punto di vista personale del critico e/o del curatore: criterio di scelta della mostra, misurazione e metodologia di misurazione del lavoro dell’artista, selezione ragionata delle opere, punti di vista concentrici su pluralità, visioni, interferenze prima e durante una mostra d’arte contemporanea o la stesura di un testo critico.
Ciò che ci interessa é l'indagine del cono d'ombra, quella parte di ricerca del critico e/o curatore meno nota, non ancora sottoposta al controllo, la pagina d'appunti prima che questa sia cristallizzata nella sua forma definitiva. Vorremmo illuminare per una sera il tavolo del suo studio portandone alla luce un frammento.

A WhoCARES? ci sará un tavolo bianco sul quale verrá chiesto, ai due interlocutori, di depositare un oggetto, un qualsiasi oggetto (una foto, una nota, un cimelio, un detonatore, un francobollo, una parola) che dia l'accesso alla cassaforte, che sia la chiave, una chiave o una delle chiavi possibili.


WhoCARES? 02 | Flavio Arensi - Alberto Zanchetta
10 giugno 2013, ore 20.00

scatolabianca(etc.)
Via Ventimiglia, angolo Via Privata Bobbio
20144 Milano
MM Porta Genova
Tram n. 9

Flavio Arensi
a. 2010: Rodin. L’origine del genio. Palazzo Leone da Perego, Legnano
b. 2011: Paladino Palazzo Reale. Palazzo Reale, Milano

Alberto Zanchetta
a. 2010: SAUL - l'opera “mancata”, una mostra [im]possibile, LABA di Brescia
b. 2014: IDRA, MAC di Lissone (Mb)
---

BIO

Flavio Arensi
Giornalista e critico d’arte è nato a Milano nel 1975.

Alberto Zanchetta
Restio a rilasciare informazioni, Zanchetta è solito ricordare il caso di Balthus che, sollecitato da John Russell affinché fornisse dei cenni biografici, fece recapitare le seguenti righe: «Niente note biografiche. Scrivi così: “Balthus è un pittore di cui non si sa niente. E ora guardiamo i suoi dipinti”». Benché non sia un artista, Zanchetta ammette di essersi laureato come pittore all’Accademia di Belle Arti ma – tenendo fede al motto verba volant, scripta manent – preferisce rubricare la propria attività saggistica, che comprende i libri Frenologia della vanitas (2011), Humpty Dumpty Encomion (2007) e il pamphlet Antologia del misogino (2006). Se dovesse trarre delle conclusioni dalla sua vita, potrebbe sicuramente concordare con ciò che asseriva Stendhal nei suoi Ricordi di egotismo: «Dio mio, come è scritto male tutto questo».


Per ulteriori info:
www.scatolabianca.com
info@scatolabianca.com
press@scatolabianca.com
(+39) 340 1197983

mercoledì 31 agosto 2011

A Venezia: ACQUA IN BOCCA Omar Galliani, Michelangelo Galliani e Massimiliano Galliani

Tre al prezzo di uno! In tempo di crisi... a parte gli scherzi, Un cognome, tre realtà, gesti ed espressioni differenti accomunate da un grande progetto, dove? A Venezia!

VENEZIA
Giardino storico di Palazzo Soranzo Cappello, Rio Marin
Santa Croce 770, Venezia

Omar Galliani, Michelangelo Galliani, Massimiliano Galliani
ACQUA IN BOCCA


A cura di Flavio Arensi

Vernissage sabato 3 settembre 2011 ore 18.00


Tutto prende forma da uno sguardo, uno sguardo seguito da un pensiero, un pensiero che diventa progetto. La dinamica tra teoria e applicazione pratica è la lezione fondamentale che un padre artista tramanda ai suoi figli che, cresciuti in un asilo estetico, di libera scelta si esprimono attraverso l'arte.
A dare forma a questa visione sono tre artisti di generazione, formazione ed espressione diverse, che portano lo stesso cognome e lo stesso carisma genetico: Omar Galliani, Michelangelo Galliani, Massimiliano Galliani.
L’espressione artistica di una famiglia a confronto, che spazia dal disegno monumentale alle sculture ambientate fino all’installazione, in un contesto straordinario nel centro di una Venezia ignota, il Giardino storico di Palazzo Soranzo Cappello, che apre le porte all’arte contemporanea. Acqua in Bocca non è solo una mostra, quanto uno scenario complesso, site specific, pensato come percorso di arte ambientata in uno spazio pubblico nascosto ma ben connotato, che nei secoli scorsi ha ispirato i racconti di Henry James e Gabriele D’Annunzio.
Il progetto espositivo di Omar Galliani prevede un’installazione nel tempio neoclassico del Giardino con tre grandi opere mai esposte in Italia, appartenenti al noto ciclo dei Disegni Siamesi, divenuto sua cifra stilistica: figurazioni doppie, che si specchiano, in cui il Maestro rappresenta contrapposizioni e dicotomie, partendo sempre dalla specularità di un Disegno che riflette se stesso nel Soggetto, generando nuove identità.
Michelangelo Galliani propone 8 opere recenti, di cui molte inedite, poste in relazione allo scenario complesso dello spazio, ispirate a una dimensione onirica e al contempo naturale, tra cui un alveare in marmo con le celle ricolme di metallo, un grappolo di cuori in bronzo che dialoga coi grappoli di uva del vigneto in frutto, figure dormienti che riposano nel giardino su cuscini di piombo.
Massimiliano Galliani ambienta nella serra posta all’ingresso un’installazione di matrice politica dal titolo Liberté, égalité, fraternité, che si rifà agli attuali disordini civili in Libia e ai motivi dell'invasione per rovesciare il regime di Gheddafi. L’installazione, il cui elemento centrale è un letto ottocentesco ricoperto da una bandiera francese, i cui piedi poggiano su ciotole riempite di petrolio, è rappresentata da forti elementi simbolici e popolari che riflettono sul concetto di invasione militare e culturale.

L’espressività di una famiglia d’arte e le lezioni di sguardo che si trasmettono naturalmente di generazione in generazione prendono forme e contaminazioni differenti, in una mostra che ha la matrice del tableau vivant.
Tre artisti con tre linguaggi diversi, i cui lavori trovano spazio in architetture recondite, tra piante secolari, dialogando tra loro e con il contesto naturale. “Tre sentieri differenti che partono e raggiungono luoghi differenti; eppure tutti consapevoli qualsiasi sentiero sia stato battuto è pur sempre e solo un sentiero dell'anima, quindi uno, qualsiasi siano i viaggiatori, qualsiasi siano le mete”, per dirla con le parole del curatore Flavio Arensi.

Acqua in Bocca è realizzata in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Padova, Treviso, Belluno e Venezia, con il supporto di Bonelli ArteContemporanea.

La mostra è visitabile fino al 16 ottobre.
Orario e giorni di apertura: dal martedì alla domenica 11 - 13 e 15 - 18.30.


Il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello

La profondità e la struttura di questo Giardino secolare e silenzioso si svela solo a chi oltrepassa il portone del Palazzo di Soranzo Cappello. Dall’esterno non si riesce a immaginarne il carattere e la dimensione, ben nascosto da un’imponente facciata seicentesca e da un lungo muro che corre lungo il canale di Rio Marin.
L’atmosfera visionaria e letteraria del Giardino, descritta sia nei racconti di Henry James (che vi ha ambientato il suo Carteggio Aspern), che nei Taccuini di D’Annunzio, si respira ancora oggi nel tempietto neoclassico e tra le statue antiche, alcune nelle nicchie, altre abbandonate sul terreno come segni archeologici, tra cui crescono piante spontanee da ormai 400 anni assieme ad eleganti gigli, piante profumate, alberi da frutta.
Il Giardino, ristrutturato con sapienza da Giuseppe Rallo, e precedentemente il Palazzo stesso da Tiziana Favaro della Soprintendenza per i beni architettonici di Venezia, oltre all’essere luogo di per sé attivo nella tutela del patrimonio storico, architettonico e naturale, assume un significato aggiunto che lo trasforma in itinerario di arte ambientata e pubblica. Il percorso delle opere dei Galliani, allestite a grande distanza l'una dall'altra, si estende dall'Atrio alla Serra dei Limoni, dalla Prima alla Seconda Corte, dai Sottoboschi lungo il Viale verso la Loggia ottocentesca, rendendo visitabile uno spazio solitamente inaccessibile.

Giardino Storico di Palazzo Soranzo Cappello - Venezia

Santa Croce 770 - Rio Marin
Venice, Italy

lunedì 28 marzo 2011

Mimmo Paladino a Milano, a Palazzo Reale, a cura di Flavio Arensi


Trent'anni di Mimmo Paladino a Palazzo Reale
Il maestro campano arriverà a Milano con una grande mostra che si snoderà fra Palazzo Reale, piazza Duomo e l'Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele dal 30 marzo al 26 giugno 2011

Milano, 14 marzo 2011  
Mimmo Paladino invade Milano. Dal 30 marzo al 26 giugno Palazzo Reale, ma anche Piazza Duomo e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II accolgono la monografica dell’artista campano. Curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di Milano - Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Civita e GAmm Giunti, la mostra prende in esame oltre trent’anni di attività di Paladino, una delle più autorevoli personalità del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di oltre 50 opere, tra cui 30 dipinti di grandi dimensioni, sculture e installazioni. L’omaggio a Mimmo Paladino dalla città di Milano, dove per trent’anni ha mantenuto studio e abitazione, presenta degli elementi di eccezionalità: per la prima volta, sul sagrato del Duomo, tra la statua equestre di Vittorio Emanuele II e la Cattedrale, verrà installata un’opera d’arte monumentale, la Montagna di sale (35 metri di diametro e 10 metri di altezza), ricostruita a vent’anni di distanza dalla sua prima realizzazione a Gibellina e a quindici anni dal riallestimento in piazza del Plebiscito a Napoli. Al piano nobile di Palazzo Reale, saranno presentati i lavori pittorici che coprono un arco cronologico che dagli anni Settanta si sviluppa fino ai tempi recenti. 

L’intento è quello di costruire un percorso a tappe che metta in risalto i momenti cardine della sua evoluzione creativa con opere fondamentali come Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro del 1977, che segna la rivoluzione pittorica degli anni Ottanta e che porterà all’esperienza della Transavanguardia, iniziata subito dopo la Biennale di Venezia del 1980. I dipinti scelti illustrano i diversi passaggi tematici e stilistici di Paladino, fino alla produzione più recente, con l’inserimento di importanti sculture.