RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 11 marzo 2011

'Lara Martinato - Out of me' alla Fondazione Bandera

Molto interessante questa mostra proposta dalla Fondazione Bandera. Un fulgido esempio di valorizzazione anche territoriale!

Dal 12 marzo al 15 aprile, la Fondazione Bandera per lArte di Busto Arsizio ospita Out of me, la personale della pittrice bustocca Lara Martinato.
La mostra si avvale di importanti contributi da parte del Consolato del Paraguay di Cape Town, di ALCI Antartic Logistic Centre International e del Regiohotel Manfredi di Manfredonia e ripercorre le tappe fondamentali della sua poetica artistica attraverso l'esposizione di circa 50 ope
re dal 2005 al 2011.
La scelta di dedicare una mostra al percorso artistico di Lara Martinato nasce dalla volontà di restituirne valore e compiutezza, a fronte di alcuni importanti traguardi in Italia e allestero.
Il percorso espositivo si declina in tre gruppi concettuali e cronologici: il primo Corpo e anima centrato principalmente sullo studio del corpo come imprescindibile materia espressiva, il secondo Contemporary faces come analisi dellaltro attraverso la rappresentazione del volto. Un terzo nucleo Equilibri costituisce un preludio per i prossimi esiti artistici e segna il passaggio verso una nuova concezione della spazialità.
Il catalogo, pubblicato da Nomos Edizioni è introdotto dai testi di Matteo Tosi, direttore della Fondazione e Giulia Airoldi, curatrice della mostra, e rende omaggio ai collezionisti e agli importanti committenti pubblici e privati che negli anni hanno sostenuto e valorizzato la produzione pittorica dellartista.

Fondazione Bandera

via Andrea Costa, 29
Busto Arsizio, Italy

mercoledì 21 aprile 2010

Il Nuovo Futurismo (Omaggio a Luciano Inga Pin)



Il Nuovo Futurismo
(Omaggio a Luciano Inga Pin)

A cura di Renato Barilli

Busto Arsizio, Fondazione Bandera per l'Arte
dal 24 aprile al 30 maggio 2010


Opere di Gianantonio Abate – Clara Bonfiglio – Dario Brevi -
Gianni Cella - Andrea Crosa – Innocente – Marco Lodola
Battista Luraschi - Luciano Palmieri – Plumcake – Umberto Postal


A dodici anni dalla sua prima personale alla Fondazione Bandera, e fresco della definitiva consacrazione ricevuta all'ultima Biennale di Venezia, Marco Lodola torna a esporre a Busto Arsizio. Non da star assoluta, ma insieme a tutta la squadra dei Nuovi Futuristi, in una mostra curata da Renato Barilli e concepita anche per rendere omaggio al grande Luciano Inga Pin, scomparso poco più di un anno fa, che nei primi anni Ottanta li catalizzò attorno alla mitica galleria milanese Il Diagramma. E che, con loro, tra la fine del 1983 e l'inizio del 1984, diede vita al gruppo del Nuovo Futurismo (cresciuto fino a un massimo di dieci unità, poi undici con la separazione di Gianni Cella dal terzetto dei Plumcake), sottolineando così l'edonismo metropolitano, la festa cromatica e la voglia di nuovi linguaggi che ancora oggi fanno da filo conduttore ai loro lavori.

Infatti, per riassumere il pensiero del curatore Barilli, l’etichetta assunta da Inga Pin, non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico, se però si pensa all’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni. Da quest’ultimo si può dire che siano venute fuori tutte le tendenze ambientaliste dell’arte recente, da Fontana all’Arte povera, mentre da Balla e compagni sono derivate le tendenze che si possono richiamare al postmoderno. Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti da tutti gli incanti dei mass media.




Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico, i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche, che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Proprio come nell’insegnamento di Balla e Depero, i Nuovi Futuristi intendono fondere il rigore della funzione con l’incantesimo della decorazione.

L’attuale celebrazione dei cento anni dalla nascita del Futurismo ha trascurato in genere di lumeggiare questa bipartizione fondamentale che si ebbe allora nell’ambito della nostra principale avanguardia, con la conseguenza di trascurare anche la presenza di questo intraprendente stuolo di protagonisti. E, in sostanza, non si possono chiudere le celebrazioni del centenario futurista senza assegnare a questo episodio una evidenza centrale, che vale anche a dimostrarne la continuità sul filo dei decenni

La mostra intende documentare in breve le loro opere di partenza, ma insiste soprattutto sulla loro produzione attuale, che li vede gareggiare con le punte più avanzate della ricerca internazionale. Se ci muoviamo in ambito di icone sfacciatamente Pop e kitsch, il paragone può andare allo statunitense Jeff Koons o al giapponese Takashi Murakami, se ci riferiamo a soluzioni più o meno utopiche e fantastiche in merito a utensili e arredi domestici, i Nuovi Futuristi ricordano i due campioni del cosiddetto anti-design, o post-design, quali Sottsass Jr e Alessandro Mendini.

Il catalogo, edito dalla Fondazione Bandera, porta il testo con cui Inga Pin fondò il Gruppo e un’introduzione del curatore Renato Barilli. A ogni artista sono dedicate sei pagine a colori, mentre i consueti apparati ne danno i cv e altre notizie


Il Nuovo Futurismo (Omaggio a Luciano Inga Pin)
a cura di Renato Barilli
Dal 24 aprile al 30 maggio 2010
Fondazione Bandera per l'Arte
Busto Arsizio, via Andrea Costa 29a
Info: tel. 0331/322311 – info@fondazionebandera.it