RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 11 novembre 2013

Turi Rapisarda - CORPI SPECIALI a cura di Francesca Alfano Miglietti



Turi Rapisarda - CORPI SPECIALI 
a cura di Francesca Alfano Miglietti

Sarà inaugurata giovedì 14 novembre ore 19.00 alla Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio, 30) la mostra personale di TURI RAPISARDA - Corpi speciali - a cura di Francesca Alfano Miglietti, da una idea di Davide Bramante.
La mostra sarà visitabile fino al 15 dicembre, da giovedì a sabato (16.00-20.00)

Fotografo dai mille talenti, Turi Rapisarda scardina i luoghi comuni dell'idea di ritratto. Le sue fotografie eludono la separazione tra pubblico e privato, e mostrano una piattaforma culturale che coniuga espressione artistica, diversità e relazioni personali.

Le immagini fotografiche di Turi Rapisarda sono basate sulla condivisione e sulla riflessione dei temi legati all’etica, alla rappresentazione, all’energia del fare qualcosa per una ragione, per un sentimento e per una comunità. Una visione pura e romantica che torna costantemente in tutto il suo percorso dove, con la cura e la leggerezza di un approccio libero ed anarchico, svela la drammatica complessità di un mondo scomodo.
I soggetti delle sue fotografie si muovono con estrema libertà davanti all’obiettivo, come se non percepissero la presenza giudicante del fotografo.
Rapisarda attua così una narrazione esplosiva di determinati tipi di umanità, di stati mentali e ed esistenziali, in una relazione di fiducia con la “sua gente”, ripresa in un frammento di massima esposizione e vulnerabilità.
I Corpi speciali sono i protagonisti del suo universo e del suo punto di vista, ritratti con le loro caratteristiche di fragilità e unicità, in un modo poetico, personale e politico, che si costruisce sul tempo, sugli affetti, sugli slanci, sulle delusioni.

“Turi sa che l’arte e la realtà si influenzano a vicenda, si è ormai da tempo stretto un rapporto tra estetico e quotidiano, e nascono così immagini fortemente documentarie che costruiscono storie visive che riescono a catturare la realtà del suo contesto sociale e del suo vissuto, opere che scelgono la frammentarietà, l’introspezione, la soggettività, in un atlante di orizzonti sentimentali che rappresentano piccole realtà, microcosmi personali nutriti di emozione, di intimità, della fragilità del sentire.” (Francesca Alfano Miglietti).


TURI RAPISARDA - Corpi speciali
a cura di Francesca Alfano Miglietti

14 novembre/15 dicembre 2013
Galleria RizzutoArte
Via Monte Cuccio 30, Palermo
Visitabile da giovedì a sabato, ore 16.00 – 20.00
Ingresso libero

Per informazioni:
Eva Oliveri +39 348.3622577; evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo +39 091 526843; tizianapantaleo@rizzutoarte.com

evento FB

martedì 11 ottobre 2011

TAMARA FERIOLI - IDOLA a Milano a cura di Francesca Alfano Miglietti

E visto che ne ho parlato nel post precedente...


MILANO
ALLE OFFICINE DELL’IMMAGINE
DAL 17 NOVEMBRE 2011 AL 14 GENNAIO 2012

LA PERSONALE DI
TAMARA FERIOLI
IDOLA

Mercoledì 16 novembre alle ore 19, negli spazi di via Vannucci 13, 
inaugurerà la mostra della giovane artista milanese Tamara Ferioli (Legnano, 1982). 
L’esposizione, curata da Francesca Alfano Miglietti (FAM), 
caratterizzata da una forte componente autobiografica, presenterà 20 nuove 
opere su carta intelata di diversi formati e un’inedita installazione ambientale 
sonorizzata da Fabio Bonelli dei Musica da Cucina.

Gli Idola – errori della mente e della comunicazione umana, 
persuasioni e illusioni che sembrano diventare assiomi per poi crollare di fronte 
a nuove convinzioni – danno il titolo a questa personale, il cui corpo 
principale sarà costituito da disegni realizzati a matita. Il peculiare segno, 
secco e controllato, così come l’attenzione per la scelta dei dettagli e 
un processo creativo meditato e lento come un rituale, sono i tratti distintivi 
del lavoro della Ferioli. Elementi presi dalla natura come foglie, insetti, sassi, 
rami e capelli dell’artista stessa (che testimoniano la sua presenza in ogni opera) 
si riversano sulle carte giapponesi lavorate a mano, creando infiniti mondi, 
che nei lavori recenti diventano ancora più complessi e articolati. Grazie a un 
intreccio di narrazioni che si accompagnano alle storie principali, le singole 
entità si mescolano generando nuovi significati e diversi livelli di lettura, sviluppandosi 
su un fondo bianco che conferisce atemporalità alle scene.

La ricerca di Tamara Ferioli esprime, attraverso composizioni bidimensionali 
e opere installative, la complessità della natura e degli esseri umani. 
Aspetti della vita quotidiana (gioie e dolori, paure e piaceri) e narrazioni che 
spiazzano per il loro contenuto amaro e i particolari carichi d’inquietudine e 
profondo disturbo sono rivelati nel corso di un lungo viaggio onirico. 
In Danza Macabra, per esempio, le mani dell’artista si trasformano in rovi 
da cui delle spine fuoriescono come artigli; in Spirito di gravità, invece, 
una zanzara si appoggia sul suo polso pungendolo, mentre un compasso 
aperto sul palmo della mano traccia i cerchi del tempo che passa, richiamando 
gli anelli del tronco degli alberi.

Proprio questi ultimi saranno protagonisti dell’installazione site-specific 
– costituita da numerosi ceppi, tagliati ad altezze diverse, che trafiggono 
i volumi di un’enciclopedia – allestita nella sala sotterranea della galleria. 
La parola contenuta nei libri infilzati rappresenta la grande illusione dell’uomo di 
conoscere e spiegare tutto ciò che lo circonda; un tentativo perennemente 
disatteso, talvolta ostacolato da una natura capricciosa che non può essere 
classificata. 
Infine, una boule de neige – realizzata con insetti, fiori secchi e sassolini muniti 
di una minuscola serratura – accompagnerà l’installazione, ricostruendo 
un microcosmo che rimanda all’infanzia dell’artista e ne rivela la sua indole 
romantica e intimista.

Le atmosfere distaccate e le dimensioni incantate che si legano alla realtà 
contraddistinguono tutta la produzione artistica di Tamara Ferioli che 
per questa mostra sperimenta, in un modo inedito e occasionale, l’uso di 
piccole tracce di colore.

Catalogo in mostra.

Note biografiche
Tamara Ferioli è nata a Legnano nel 1982. Dopo aver studiato 
all'Ecole des Beaux Arts de Lyon, si diploma presso il dipartimento 
di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Attualmente vive 
e lavora a Milano. 
Negli ultimi anni, la giovane artista milanese ha partecipato a numerose 
esposizioni personali e collettive, in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero.

domenica 17 ottobre 2010

'Franko B. I still love' a cura di Francesca Alfano Miglietti al Pac a Milano

Coinvolgente, emozionante, seducente. Nulla di più! 
Al PAC (Padiglione Arte Contemporanea) via Palestro 14 - Milano
fino al 28 novembre 2010

da mentelocale.it


Franko B, milanese di nascita, londinese di adozione, è noto per performances in cui il suo corpo, tatuato dalla testa ai piedi, viene ricoperto di colore bianco o nero, esibito, ferito: il corpo è elevato ad arte, ma anche oggettivato, usato come pennello e il sangue che fuoriesce dalle ferite autoinferte diventa pigmento.
Al piano superiore del 
PAC, possiamo conoscere questi "lavori" attraverso un video e delle fotografie. Nel video, l'artista, vestito solo dei suoi tatuaggi, si offre e si ritrae dal pubblico, dondolandosi su un'altalena al ritmo iterativo e malinconico della musica composta ed eseguita al pianoforte da Helen Ottaway.

Nelle fotografie, Franko B colora il suo corpo di bianco e lo ricopre di sangue ora reso fluorescente per il materasso luminoso che lo accoglie in 
Still life, performance realizzata a Glasgow nel 2005; ora fatto sgocciolare da aghi-farfalla a Londra in I miss you.
In Aktion 389, il corpo è umiliato e mortificato da un collare conico di quelli usati per i cani, che gli vieta di leccarsi le ferite sanguinolente sul ventre che tagliano il colore bianco steso sulla pelle. Malgrado Franko B non ami essere accostato a grandi artisti del passato, quest'opera, già dal titolo ci rivela uno dei suoi principali referenti: l'azionista viennese Günter Brus, che in un video-capolavoro del regista Kurt Kren, si spalma denso colore bianco sul corpo poi minacciato da lamette, forbici, coltelli, pinze.

Inedita è invece la performance 
Love in Times of Pain che accoglie il visitatore al di là di un'apertura cruciforme, attraverso la quale si vede un primo piano dell'artista che stavolta si è colorato la pelle di un nero opaco assorbente luce e attenzione. Lo scatto è memore del ritratto del jazzista Miles Davis da parte di Richard Avedon per la copertina di Tutu, anche se la passione di Franko B è il punk e non il jazz come lui stesso ricorda in svariate occasioni ed anche in conferenza stampa dove si presenta con una maglietta che riproduce la copertina di Unknown Pleasures dei Joy Division.
Negli altri scatti della serie, Franko B si mette in posa con animali impagliati altrettanto neri e con un'altra sua faccia.

Bianco rosso e nero
 sono i colori emozionali di Franko B, riproposti anche nella nuova veste che il PAC indossa per la mostra I still love.Fabio Novembre, architetto e designer di fama internazionale, per la prima volta si dedica all'allestimento di una mostra e lo fa in modo straordinario: due mura del PAC vengono squarciate da croci greche, segni di disperazione e salvezza insieme, che si rifanno a quelle che Franko B ha tatuate sul corpo, alle ferite che soleva procurarsi, ma anche a quelle che furono inferte al Padiglione con l'attentato dinamitardo di stampo mafioso che il 27 luglio 1993 lo distrusse.
Novembre decide coraggiosamente di lasciare l'ampia sala di ingresso totalmente vuota, mentre colora di nero le pareti e il pavimento della sala dove sono esposti acrilici altrettanto neri dell'artista dai denti d'oro come i sei inginocchiatoi allestiti nella stanza.

Per il piano inferiore, l'architetto sceglie di applicare pannelli rossi ai vetri che dividono la sala dal giardino ospitante i 
Sette Savi di Fausto Melotti. La negazione dello spazio dell'ingresso lascia qui il posto ad un horror vacui colmato dalla presenza di 25 animali imbalsamati, dipinti di nero e insanguinati dalla luce rossa che i pannelli gettano su di loro. Spiega Franko B: «Ho cominciato a vedere questi animali imbalsamati, quasi per caso, nel mercato dell'antico qua a Londra tutti i giovedì, l'All Spitafield, vicino a uno dei miei studi e li ho voluti portare a casa a uno a uno. All'inizio ho voluto dargli una casa dove potevano essere amati poi, invece, ho deciso di dagli un'altra vita, una nuova vita dipingendoli di nero». La stessa operazione è stata utilizzata coi 34 uccelli su trespoli allestiti in un cuneo acuto e penetrabile.

Sulla balconata del piano superiore, sono esposti 
24 ricami in filo rosso su tele egiziane, sono lavori fragili, dai molteplici soggetti: «Alcune sono immagini di cronaca internazionale, - spiega Franko B - altre sono immagini di soft porno che trovo in internet ed altre sono immagini della mia vita personale, come quelle di Tom (n.d.r il giovane marito dell'artista) con il nostro cane Rothko».
«Una mostra fragile, delicata, poetica, languida» la definisce la curatrice Francesca Alfano Miglietti; aggiungiamo noi, romantica come il suo autore che ancora ama e si commuove quando il Direttore dell'Accademia di Brera, Gastone Mariani, a sorpresa, conferisce all'artista il secondo livello del diploma dell'Accademia, in comunicazione e didattica dell'arte.