RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 17 agosto 2013

Marla Lombardo - A COLPI DI IMMAGINI - la fotografia come arte e terapia del sé


L'ottima Marla si mette a nudo e lo fa per terapia!
A siracusa, da non perdere!

Marla Lombardo - A COLPI DI IMMAGINI - la fotografia come arte e terapia del sé


Martedì 27 agosto alle 19.30 nel cortile dell’Assessorato alla Cultura di Siracusa (ex Convento del Ritiro) si terrà un incontro con l’artista Marla Lombardo dedicato al tema “A colpi di immagini: la fotografia come arte e terapia del sé”; interverranno Nuvola Rinaldi e Fulvio Giardina.

La conversazione si propone nell'ambito della rassegna “L’Agorà della Biblioteca”, sei appuntamenti in cui artisti e scrittori animeranno l’estate siracusana discutendo di arte e società e proponendo il loro punto di vista “strabico”, estraneo ai facili luoghi comuni che spesso risultano pervasivi nel mondo della cultura.



Marla Lombardo, artista siracusana eclettica, sensibile e visionaria, ha deciso di esprimere i suoi turbamenti dell’animo attraverso una poetica dell’immagine capace di sollevare il velo dalle apparenze che rivestono i complessi labirinti della mente. I suoi scatti fotografici, per massima parte autoritratti d’artista, usano un bianco e nero conturbante per esprimere una conflittualità di sensi mai davvero risolta e sospesa tra fisicità e pathos, coscienza e indeterminatezza, egocentrismo e volontà di fuga.

Sondando le lacerazioni più oscure, i desideri più inappagati, la fotografia diventa strumento di esplorazione e ridefinizione di identità in grado di cogliere, e non possedere, la bellezza profonda delle cose.

«La mia arte – sottolinea l’artista – è come un viaggio all’interno della mente per mettere a nudo la mia coscienza, che nella sua incrollabile determinatezza presenzia alla propria celebrazione senza esistere, al di là della propria storia, al di là della propria immagine riflessa, catturata e consumata».