RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 19 aprile 2014

Un sabato a Torino: Castello di Rivoli



A pochi chilometri da Torino, c'è il Castello di Rivoli (http://castellodirivoli.org). 
Da circa trent'anni è una delle realtà più importanti per l'arte contemporanea, che ci sia in Italia.
Merita una visita. 

Io ci sono tornato oggi... (per la 5° volta in questi 30 anni)

La qualità e la ricchezza delle opere esposte rendono unico nel suo genere questo museo, almeno nel nostro paese. 
Ciò che lo rende straordinario però è lo spazio, caratteristica questa che rende unico l'intero nostro paese. 
Esistono sicuramente musei molto più importanti, al mondo ed anche in Europa, ma la peculiarità e che le forme più estreme del contemporaneo possano essere ospitate in un Castello del '600 e che tutto ciò contribuisce a trascinare il visitatore in un mondo quasi surreale... 

nelle sue sale i nomi più importanti dell'arte recente del XX e XXI secolo.
Da Cattelan a Amin, da De Maria a Fontana, da Boetti a Lewitt















Una segnalazione particolare è doverosa anche all'esposizione temporanea in corso fino al 29 giugno 2014... la mostra di fotografia di Jan Dibbets a cura di Marcella Beccaria, ospitata al 3° piano della struttura... (in questo caso però, senza foto... in quanto assolutamente vietato)




un po' di editoria...




giovedì 16 gennaio 2014

ANNUNZIATORI - Il pensiero forte di Carlo Cattelani



ANNUNZIATORI
il pensiero forte di Carlo Cattelani

A cura di Fabio e Tiberio Cattelani, Maria Vittoria Silvestri e Stefano W. Pasquini

Joseph Beuys, Gilbert & George, Sol Lewitt,
Elio Marchegiani, Giovanni Mundula, Hermann Nitsch,
Yoko Ono, Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini, Wolf Vostell

Carlo Cattelani (1931-1999) è stato un personaggio importante per la storia dell'arte contemporanea italiana. Chiamato amichevolmente il “macellaio collezionista”, la sua aura di entusiasmo è tuttora molto presente nella pianura padana, e spesso si raccontano aneddoti e storie su colui che comprò la famosa “mozzarella in carrozza” di Gino De Dominicis. Quello che forse non tanti sanno è che con la loro spiritualità infettiva, Cattelani e la sua magnifica moglie Afra hanno influenzato moltissimi artisti del loro tempo, commissionando opere che trattavano del rapporto tra Dio e l'arte. Il patrimonio culturale delle intuizioni di Carlo viene tramandato – oltre che dai ricordi accorati degli artisti che gli sono stati amici – anche dalle opere che sono rimaste nella sua cascina di Baggiovara, in provincia di Modena, di cui questa mostra è una piccola selezione. “Il lavoro degli artisti,” scrive Franco Guerzoni, “Carlo lo partecipava con un’intensità così forte e diretta ai contenuti del loro fare, da creare in essi e in quanti lo ascoltavano un senso di imbarazzo. Non era nè critico, nè mercante, nè tanto meno collezionista, forse un centrifugato volatile dei diversi saperi.”
É un onore per lo Studio Cloud 4 poter esporre il lavoro di un personaggio che come pochi altri in Italia ha lavorato attivamente per ampliare l'interesse del pubblico per l'arte contemporanea.

Opening venerdì 17 gennaio 2014 ore 18.30
dal 17 gennaio al 10 marzo 2014
aperto giovedì 16-19 e su appuntamento 051-19986982
sabato 25 gennaio apertura straordinara dalle 16 alle 24

Cartella stampa con immagini in alta definizione disponibili su www.psq1.com/studiocloud4/press/annunziatori.zip

ToyWith.it minigallery
Gino De Dominicis
Scheletri nell'armadio
www.toywith.it

domenica 9 dicembre 2012

Al MADRE: “Sol LeWitt. L’artista e i suoi artisti”, a cura di Adachiara Zevi


Sol Lewitt. L’artista e i suoi artisti


 
Dal 14 dicembre 2012 all’1 aprile 2013 il Museo MADRE di Napoli ospita la mostra “Sol LeWitt. L’artista e i suoi artisti”, a cura di Adachiara Zevi. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Donna regina e sostenuta dalla Regione Campania, è in parte frutto della partnership con il Centre ‐ Pompidou di Metz e con la Fondazione Sol LeWitt di Chester, Connecticut.
Dopo Napoli, dove è esposta per la prima volta in Europa, la collezione di Sol LeWitt sarà allestita a Metz dal 19 aprile al 29 luglio 2013.
La mostra è il primo omaggio museale italiano reso a questo grande protagonista dell’arte contemporanea internazionale (LeWitt nasce a Hartford, Connecticut nel 1928) dalla sua scomparsa nel 2007 a New York, a 78 anni. Come suggerisce il titolo, l’esposizione intende mostrare il carattere polimorfo e variegato dell’attività artistica di LeWitt. A differenza di un’antologica organizzata secondo rigidi criteri cronologici, la mostra di Napoli illustra con originalità un percorso artistico di quasi 50 anni suddividendolo in tre sezioni, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici, con opere inedite progettate dall’artista e realizzate oggi dai suoi assistenti, con opere mai esposte al pubblico precedentemente, con opere infine di altri artisti ma collezionate da LeWitt.
La prima sezione, completamente inedita, è costituita da cinque wall drawings (disegni murali) selezionati in collaborazione con la Fondazione LeWitt appositamente per lo spazio del MADRE, progettati dall’artista nel 2007 e mai eseguiti precedentemente. Sono “Scribbles”, l’ultimo ciclo cui si è dedicato LeWitt. Adottano la matita nera dei primi wall drawings degli anni ’70 ma, diversamente da allora, non per rendere il disegno “il più bidimensionale possibile” ma, agli antipodi, per distaccarlo dalla parete nel modo più illusionistico attraverso matasse di segni più o meno densi e chiaroscurati. Come stabilito nel prontuario dei wall drawings redatto da LeWitt nel 1970, il progetto dell’opera è appannaggio dell’artista mentre la sua realizzazione è affidata agli assistenti che, pur seguendo scrupolosamente le sue istruzioni, rendono ogni disegno diverso dall’altro.
Per la mostra di Napoli, un disegnatore specializzato inviato dalla Fondazione LeWitt, coadiuvato da giovani assistenti locali, è al lavoro da tempo sulle pareti del museo. La seconda sezione della mostra consiste di 47 opere di LeWitt appartenenti prevalentemente a collezioni napoletane: disegni, guaches e le sculture che coprono un arco temporale dagli esordi nel 1968 ai giorni nostri. Nel 1975, con la mostra alla Modern Art Agency di Lucio Amelio, inizia l’assidua frequentazione della città partenopea da parte dell’artista, che crescerà nel corso degli anni ’80 quando si trasferirà con la famiglia a vivere per alcuni anni in Italia, a Spoleto. La moglie Carol Androccio è del resto originaria di Praiano e la sua casa natale ospita oggi esemplari straordinari di wall drawings e una scultura che sarà esposta in mostra.
Oltre che nelle collezioni private, le opere di LeWitt sono visibili a Napoli nel Museo di Capodimonte, nel Museo Madre, nella stazione della Metropolitana Materdei, nella Fondazione Morra Greco. La terza sezione, infine, frutto della collaborazione con il Centre ‐ Pompidou di Metz, espone 95opere, ovvero una parte rilevante della collezione privata di Sol LeWitt. Collezionare opere di altri artisti non è mai stato per LeWitt un hobby o una attività di secondo piano, ma un impegno a tempo pieno, esattamente come disegnare, progettare i wall drawings, realizzare le strutture tridimensionali.
Iniziata nel 1960, la collezione, custodita oggi presso la Fondazione di Chester, annovera circa 4000pezzi: frutto di scambi con artisti, con galleristi, soprattutto di acquisti. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un artista dal rigore proverbiale, minimalista, astrattista e teorico dell’arte concettuale, la sua collezione è onnivora, a 360 gradi, e include artisti di tutti i paesi e di tutte le tendenze, dai compagni di strada minimalisti e concettuali, sia europei sia statunitensi, agli artisti pop, neo‐espressionisti, della Transavanguardia.
Consistente è anche il nucleo di opere di artisti italiani, da Boetti a Merz, da Kounellis a Paolini, da Salvo a Chia a Tirelli; colleghi e amici frequentati nel corso delle lunghe e regolari permanenze dell’artista nel nostro paese. La collezione consente di ripercorrere l’intera storia dell’arte internazionale dal secondo dopoguerra attraverso l’occhio acuto, sensibile e generoso di un suo grande protagonista. Il percorso espositivo all’interno del Museo MADRE cerca allo stesso tempo di distinguere e diffondere i tre diversi momenti della vita artistica e personale di LeWitt. Accompagna la mostra il volume di Adachiara Zevi “L’Italia nei wall drawings di Sol LeWitt”, pubblicato da Electa. Il volume, il cui lavoro di ricerca ha contribuito al progetto della mostra alMADRE, è il catalogo generale di tutti i wall drawings realizzati dall’artista in Italia dal 1969 fino a oggi, letti attraverso il filtro dell’influenza, riconosciuta dallo stesso LeWitt, dell’arte e degli artisti italiani sul suo lavoro. Il libro contiene anche l’intervista inedita rilasciata da LeWitt all’autrice nel2006, la sua ultima intervista.


Orari:
Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato
10.30 – 19.30
Domenica
10.30 – 23.00
Martedì chiuso


Consulta il sito


Informazioni:
Museo MADRE
Via Settembrini 79, Napoli
Tel: 081 19313016