RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 16 gennaio 2014

ANNUNZIATORI - Il pensiero forte di Carlo Cattelani



ANNUNZIATORI
il pensiero forte di Carlo Cattelani

A cura di Fabio e Tiberio Cattelani, Maria Vittoria Silvestri e Stefano W. Pasquini

Joseph Beuys, Gilbert & George, Sol Lewitt,
Elio Marchegiani, Giovanni Mundula, Hermann Nitsch,
Yoko Ono, Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini, Wolf Vostell

Carlo Cattelani (1931-1999) è stato un personaggio importante per la storia dell'arte contemporanea italiana. Chiamato amichevolmente il “macellaio collezionista”, la sua aura di entusiasmo è tuttora molto presente nella pianura padana, e spesso si raccontano aneddoti e storie su colui che comprò la famosa “mozzarella in carrozza” di Gino De Dominicis. Quello che forse non tanti sanno è che con la loro spiritualità infettiva, Cattelani e la sua magnifica moglie Afra hanno influenzato moltissimi artisti del loro tempo, commissionando opere che trattavano del rapporto tra Dio e l'arte. Il patrimonio culturale delle intuizioni di Carlo viene tramandato – oltre che dai ricordi accorati degli artisti che gli sono stati amici – anche dalle opere che sono rimaste nella sua cascina di Baggiovara, in provincia di Modena, di cui questa mostra è una piccola selezione. “Il lavoro degli artisti,” scrive Franco Guerzoni, “Carlo lo partecipava con un’intensità così forte e diretta ai contenuti del loro fare, da creare in essi e in quanti lo ascoltavano un senso di imbarazzo. Non era nè critico, nè mercante, nè tanto meno collezionista, forse un centrifugato volatile dei diversi saperi.”
É un onore per lo Studio Cloud 4 poter esporre il lavoro di un personaggio che come pochi altri in Italia ha lavorato attivamente per ampliare l'interesse del pubblico per l'arte contemporanea.

Opening venerdì 17 gennaio 2014 ore 18.30
dal 17 gennaio al 10 marzo 2014
aperto giovedì 16-19 e su appuntamento 051-19986982
sabato 25 gennaio apertura straordinara dalle 16 alle 24

Cartella stampa con immagini in alta definizione disponibili su www.psq1.com/studiocloud4/press/annunziatori.zip

ToyWith.it minigallery
Gino De Dominicis
Scheletri nell'armadio
www.toywith.it

sabato 1 settembre 2012

Si Inaugura oggi: IL LABIRINTO DEL FAUNO

Si inaugura oggi e merita attenzione. IL LABIRINTO DEL FAUNO, a cura di Graziano Menolascina a Fasano





Il Labirinto del Fauno

a cura di Graziano Menolascina

Yo Akao, Matthew Barney, Giuseppe Bellini, Danilo Bucchi, Giulio De Mitri, Andrea Fogli, Robert Gligorov, Paolo Grassino, Iginio Iurilli, Shuli Nachshon, Luigi Ontani, Tony Oursler, Vettor Pisani, Cristian Raduta, Sergio Ragalzi, Valeria Sanguini, Beppe Sylos Labini, Silvano Tessarollo,

Si inaugura sabato 1 settebre 2012 alle ore 19, presso lo storico frantoio ipogeo della Masseria Il Brigantino la rassegna interazionale d’arte contemporanea Il Labirinto del Fauno.

Un percorso ricognitivo sulle esperienze artistiche contemporanee, attraverso una selezione di importanti opere di artisti italiani e stranieri ambientate per l'occasione, negli spazi della Masseria.

Il filo conduttore del percorso espositivo “Il Labirinto del Fauno”, sarà individuato da tutte quelle tematiche prossime alla sperimentazione dell'arte, dalla metà degli anni sessanta ad oggi. Le tematiche che caratterizzeranno la scena della mostra saranno dalle sperimentazioni video di Danilo Bucchi, Tony Oursler e Shuli Nachshon, agli ossessivi continui travestimenti di Matthew Barney e Luigi Ontani , dagli aspetti più controversi della realtà sociale e culturale di Robert Gligorov e Beppe Sylos Labini, alle sculture poveriste di Sergio Ragalzi e Cristian Raduta e Valeria Sanguini, dalla geniale poetica infantile di Paolo Grassino e Silvano Tessarollo , all’anima mediterranea di Iginio Iurilli e Giulio De Mitri, alla scoperta del segreto mondo quotidiano di Vettor Pisani e andrea Fogli, dai processi di pensiero giovanile visualizzati da Giuseppe Bellini e Yo Akao.
La mostra curata da Graziano Menolascina, sotto l'organizzazione e il coordinamento di Mariangela Natalizi Zizzi si impegna a presentare una scelta di lavori appartenenti non solo all'intera gamma delle tecniche extra-artistiche, ma anche soffermandosi sui media tradizionali di pittura ed assemblaggio.

Il progetto è incentrato su un obbiettivo di riferimento culturale capace di stimolare questioni di carattere scientifico, politico e sociale, offrendo l'occasione per discutere ed approfondire tematiche strettamente legate alle visioni della realtà e del suo immaginario.


Inaugurazione 1 settembre 2012, ore 19
1_29 settembre 2012

Masseria Il Brigantino
C.da Torre Spaccata Fasano (BR)
visitabile tutti i giorni dalle 18.00 alle 22.00
info: 338 810 4448 – 392 9823316 info@masseriailbrigantino.com- grazianomenolascina@libero.it
ingresso libero

martedì 2 agosto 2011

Meta-Morphe a Fano


La sempre attenta Anita T. Giuga mi ha segnalato questa mostra inaugurata il primo agosto a Fano. Vista la qualità è mio dovere trasmetterla anche voi...


Meta-Morphe
GALLERIA EXHIBITION ART
Via San Paterniano 8
- 61032
 Fano (Pesaro E Urbino) 
Italia
Info Roberto Gianmattei - +39 3333489980
A cura di Marta Massaioli info buongiornoarte@gmail.com
Orari
 tutti i giorni dalle 17.00 / 19.00 e dalle 21.00 alle 24.00


Vernissage 01.08.2011 / Finissage 31.08.2011

Si inaugura il prossimo 1. 08.2011 alle 18.30 la mostra collettiva Meta-Morphe, a cura di Marta
Massaioli e con il sostegno di "Crudelia Art Magazine?". 

Opere di Ringo of Dakar (Ibrahima Diop), Ousmane Dago Ndyae, Domitilla Damiani, Gino De Dominicis, Vettor Pisani, Elisa La Raia, Mor Talla Seck.

e la presenza eccezionale di lavori di Andres Serrano

La mostra è un gesto significativo a riprova dell’opera svolta dall’Associazione Narconon nella lotta per fronteggiare droga e
alcolismo. Un destino che ha travolto la vita di molti artisti, da Chat Baker
fino a Mario Schifano. II giorno dell'opening interverrà, a sostegno dell'iniziativa, Pinuccia Cambieri,
responsabile del Sud Europa per il progetto Narconon,per fornire dati e spiegare, nel contesto inusuale di una galleria d'arte, 
in che modo l'Associazione aiuta i giovani, fornendo motivazioni per evitare l'uso di droghe alternative, come metadone, psicofarmaci, ecc., piuttosto che affrontare un tuffo nell'inconscio. Percorso acuminato ma efficace.
L’idea che la metamorfosi e lo stupore possano essere stimolanti anche che nella totale assenza
di uso di sostanze è il filo conduttore della mostra, che intende farci riflettere sul senso
dell’esistere e sulla forza dell’essenza spirituale di ogni individuo.
La metamorfosi è quel fenomeno che consiste in una trasformazione, un passaggio da
una condizione dell’esistere a un altra. Non migliore, ma dissimile dalla precedente.
È uno degli aspetti del reale che da sempre ispira l’opera di artisti e scrittori,
ma anche biologi, fisici, astronomi.
Questa condizione misteriosa ora è generativa nell’equilibrio dello spazio profondo,
ora strutturante in quanto controlla i passaggi attraverso diversi stadi fisici.
Riflettere sulla mutazione significa affrontare senza alcuna paura il paradosso
e la paura dell’ignoto, creare ex novo, uno status estetico all’interno del quale possiamo esperire il sublime.
Superare l’immobilità e l’“impotenza” dell’immaginazione umana, chiusa entro i termini del “sogno” e la gabbia del reale,
per esplorare la non finitezza e la forza primigenia della natura.
Ampliare, dunque, le proprie capacità percettive, così solo e semplicemente
attraverso un lungo e profondo immergersi nei flutti del nostro essere ancestrale.
La mostra Meta-Morphe presenta opere di artisti che hanno riflettuto in vario modo su
questo argomento, trattandolo in modo più o meno conscio, attraverso la loro peculiare
espressione artistica, accomunati dalla capacità di ampliare attraverso le loro opere la
nostra possibilità di avere esperienza di ciò che è infinito, ignoto, non ordinario.
Ringo of Dakar da anni lavora sul tema del confronto tra la cultura africana e quella
occidentale, ripercorrendo icone care alla tradizione classica e Seicentesca,
per reinterpretarle con abissale potenza. La Venere di Milo è ora una Venere Nera,
la Venere d’Urbino di Tiziano è espressa nel corpo scultoreo della modella congolese,
mostrando così un inequivocabile desiderio di descrivere i confini della nostra finitezza culturale riguardo al corpo.
Durante la vernice, inoltre, la modella sarà presente e si cimenterà in una performance di nudo integrale statico,
ispirato, per l'appunto, alla Venere d'Urbino di Tiziano.
Solo attraverso il fermo immagine della foto, o dell’opera, il corpo può finalmente competere
con lo strapotere dell’universo e dell'inesorabile trascorrere del tempo.
Gino De Dominicis ha creato un cosmo complesso, popolato di creature capaci di
mutare forma, colte spesso nell’attimo della loro trasmutazione da uomo a uccello, da
donna a dea, in uno scambio continuo tra l’umano e il suo doppio, tra ciò che è visibile
e ciò che è invisibile. Così, con una costante tensione verso un’ipotesi di immortalità del corpo,
egli anticipa, per mezzo dei suoi lavori e dei suoi scritti, buona parte delle concezioni e delle scoperte degli anni ’90 (del secolo scorso) della biologia molecolare e della fisica.
Mor Talla Seck, lavora sull’idea di una natura proteiforme che si disvela attraverso un
innesto genetico misterioso che unisce elementi desunti dalla tradizione iniziatica della
Casamance, con raffigurazioni post-human, esseri sospesi fra teriantropia naturale e
l’innesto tecno-estetico.


Opere di Ringo of Dakar (Ibrahima Diop), Ousmane Dago Ndyae, Domitilla Damiani, Gino De Dominicis, Vettor Pisani, Elisa La Raia, Andres Serrano, Mor Talla Seck.

Domitilla Damiani 
Enfant prodige e figlia d’arte, all’età di 4 anni partecipa alla Biennale di Porto Ercole su selezione di Simona Cresci, all’età di 7 anni partecipa allaperformance Melancolia di Vettor Pisani, come attrice out of set. Solo show all’Orfeo Art Gallery di Bologna, ha realizzato un ritratto autorizzato di Vettor Pisani, Joseph Kosuth all’età di 11 anni. Autrice di collages digitali, attualmente vive e lavora tra Roma e Londra. In questa serie presenta l’opera DNA d’artista, in ricordo di Gino De Dominicis.

Ousmane Dago Ndiaye
Nato a Ndiobene, in Senegal, nel 1951. Fotografo, artista,grafico. Ha rivoluzionato l’universo tradizionale del Senegal. I corpi dirompenti, colorati e pieni di energia,colti nell’attimo della lotta, nascondono sotto uno spesso strato di malta e colore la connotazione geografica e genetica, auspicando una mutazione che oltrepassi la confusa definizione etnica di un corpo. Ha partecipato con l’opera Femme de Terre alla 49esima Biennale di Venezia.

Andres Serrano nato a New York nel 1950 è forse uno degli artisti più controversi e finemente provocatori degli anni 90. La sua estetica è uno scatto semplice, il primo piano e lo sfondo. Serrano mescola l’osceno con il sublime, il sacro con il profano, ci mostra il lato oscuro dell’umanità e dell’essere, ciò che ci disgusta , ma poi trasmuta l’orrido in desiderio, in perfezione ed equilibrio estetico e cromatico. Sono presentate in mostra per la prima volta a Fano, opere appartenenti alle serie History of Sexy, Body Fluids. Afferma Serrano: “Sicuramente se le immagini fossero state solamente
belle per me ci sarebbe stato un problema di fondo, ossia che sarebbero state pure e semplici decorazioni. Generalmente preferisco delle immagini belle ma che facciano riflettere la gente o che per lo meno la turbino […]. Non mi piacciono molto gli effetti speciali, cerco di ottenere delle istantanee; quello che vedete quindi è esattamente quello che vedevo io nel momento che ho scattato le foto. Di certo non ritocco una foto”.

Vettor Pisani
da anni lavora sui temi dell’androginia e della mutazione, architetto, germanista, teologo, pittore, commediografo, maestro massone (Rosacroce: Diciottesimo grado dello scozzesismo), nasce nell’Isola d’Ischia (Napoli) il 12.7.1934. Il padre è ufficiale di Marina mentre la madre è ballerina di Strip-Tease. “Incesto e cannibalismo in Marcel Duchamp". La dottrina dei Rosacroce, i riti alchemici e le filosofie esoteriche sono alcuni dei riferimenti contenuti nei lavori esposti, incentrati sul mistero della Sfinge, sul mito di Edipo e sulla figura di Duchamp stesso. Nel 1972 viene invitato a "Documenta 5" di Kassel ed espone Lo scorrevole.


Izumi Chiaraluce
Una delle più promettenti artiste del momento. Le opere di Izumi, giovane e schiva ragazza italo-nipponica divisa fra Parigi, Roma e New York, sono state esposte a Milano, Bologna, Roma, Parigi, Bruxelles, Ginevra, New York, Tokio e Lituania. La sua creatività si incentra prevalentemente su ritratti, vissuti come spunti “per riflettere su cosa vuol dire vivere fra lingue, culture, mentalità distanti e riassimilarle a modo proprio”. Parallelamente, Izumi porta avanti una serie di lavori complementari, quadri e disegni astratti, “dove l’idea della memoria si dilata e si stratifica”. La sua evoluzione artistica la sta portando a sperimentare anche il video digitale e l’animazione.

Elisa La RaiaNata a Potenza nel 1973, vive e lavora tra Potenza e Bologna.
Giovane presenza alla Biennale di Venezia settore giovani nel 2001. Consegue il diploma di laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna con tesi in Antropologia culturale, è stata ospite nel 2000 del “Simposio Internazionale di Scultura nella Città” presso l’Università Parigi 8 di Parigi. Nel 2001 frequenta il corso di Set Designer presso la Wimbledon School of Art di Londra, nel 2007 partecipa alla residenza del “50° Premio Campigna” a cura di Rosalba Paiano, Visiting professor Anne e Patrick Poirier. Nel Gennaio 2004 crea a Bologna Orfeo Hotel contemporary art project, opera d’arte in progress sul concetto di scambio identitario, oggi project room sul web, (www.orfeohotel.com). Dal 2006 cocura la manifestazione Art for Art’s Shake a Bologna.



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Anita T. Giuga
independent curator
free-lance art journalist