RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Valentina De' Mathà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valentina De' Mathà. Mostra tutti i post

mercoledì 11 novembre 2015

VALENTINA DE’ MATHÀ | entanglement

Di Valentina De' Mathà ho già scritto in diverse occasioni... ma non sono mai pago... 
Ecco la sua nuova avventura



VALENTINA DE’ MATHÀ  |  entanglement

Inaugurazione                        Giovedì 26 Novembre, h.19 - 21
Mostra                                    27 Novembre, 2015 - 16 Gennaio, 2016
Orari                                       Martedì  | Sabato, h. 12 - 19


Loom Gallery è lieta di presentare la prima mostra personale in galleria di Valentina De’ Mathà,  artista di origine italiana che vive in Svizzera; il titolo della mostra Entanglement richiama l’attenzione dell’artista sull’esistenza umana, fila di anime viventi che attraversano i cammini della terra e si intrecciano tra di loro, in un turbinio di esperienze, emozioni e sensazioni.

Entanglement identifica la non-separabilità, l’intreccio: un fenomeno scoperto dalla fisica quantistica che coinvolge due o più particelle subatomiche o “entità”, che si condizionano e comunicano a distanza. Ciò significa che non esistono sistemi isolati, ogni cosa risuona con il tutto.

Le particelle sono correlate, così com’era tutto collegato al momento del Big Bang: ciò significa che tutto si sta ancora toccando, tutto è connesso e inseparabile. L’umanità è composta da particelle subatomiche, quindi l’entanglement umano è naturale, un legame con il tutto da cui scaturisce la nostra quotidianità e le nostre relazioni interpersonali.

Partendo da tali assunti l’artista ha dato forma a una struttura che definisce “cordoni ombelicali”, derivante dall’intreccio di carte emulsionate poi “dipinte” in camera oscura attraverso procedimenti chimici. Successivamente le carte emulsionate sono state assemblate come tasselli perfettamente combacianti e cuciti tra di loro realizzando degli arazzi; dando così vita ad opere che racchiudono la pittura, la fotografia, la scultura e la tessitura.

Valentina De’ Mathà nasce nel 1981 ad Avezzano, Italia. Vive e lavora in Svizzera.
La sua ricerca è basata sull’interazione tra uomo, natura e mutamento, nonché sul principio di causa - effetto degli eventi, e sulla visione dialettica tra l’ azione dell’artista sulla materia e la reazione della materia ad essa. Le sue opere hanno fatto parte di numerose esposizioni, tra cui la 54a Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia Padiglione Italia nel 2011; recentemente ha partecipato al progetto globale non profit di arte contemporanea “Imago Mundi - Luciano Benetton Collection” presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e la Fondazione Giorgio Cini (Venezia).

sabato 8 novembre 2014

Valentina De' Mathà - Flashback

-->




FLASHBACK. UNA CONVERSAZIONE CON VALENTINA DE’ MATHÀ

Paolo Cappelletti 


...crepuscolo pensoso delle notte illuni trasparenti…
    Aleksàndr S. Puškin, Il cavaliere di bronzo


PC. Che cosa stai cercando di raggiungere attraverso la tua pratica artistica, Valentina?

VDM. Una più alta consapevolezza dell’esistenza umana.


PC. La tua ricerca sul concetto di simultaneità di causa ed effetto intride la tua arte. Come riesci a circoscrivere questo tema nei lavori della serie presentata in Flashback? Inoltre, poiché credo che alcuni dei lavori della serie richiamino alla mente sintetici paesaggi notturni — topograficamente ambigui ma cinematograficamente vividi —, vorrei chiederti un’altra cosa: attraverso quale tecnica riesci a lasciar emergere e poi imbrigliare la loro luce?

VDM. Si tratta di opere create in camera oscura attraverso sovrapposizioni di sostanze chimiche, variazioni di temperatura di quest’ultime, dell’acqua e fonti luminose su carte emulsionate. Il processo di realizzazione è spesso lungo e complesso, ma va gestito con velocità e dinamicità, tenendo conto delle giuste dosi dei chimici, dei movimenti, dei tempi. La tecnica è basata sul concetto di causa-effetto e sulla visione dialettica tra gli input che io do alla materia e la sua capacità di reazione, lasciando però ampio margine ad una percentuale di meccanismi non deterministici e sfumature tipici della fisica quantistica, altro punto cardine della mia ricerca. Narrano paesaggi luminosi, fantastici, distorsioni della psiche, epifanie, déjà vu, visioni oniriche e, appunto, flashback.  Sono ambivalenti, intrisi di luce e, paradossalmente, vengono realizzati nella quasi totale assenza di essa.


PC. Altri lavori ricordano le largamente note macchie di inchiostro utilizzate da Hermann Rorschach negli omonimi test psicologici proiettivi. Immagino che ciò non rappresenti una coincidenza…

VDM. No, non è una coincidenza; è una serie di lavori dedicati proprio alle tavole di Rorschach, ma in questo caso le figure ambigue sono ottenute grazie a procedimenti chimici. Mi affascinano la psiche umana e la psicologia in generale — anche se non credo nella psicoterapia. In particolare, alcuni meccanismi che si innescano in modo incontrollato nella mente umana catturano il mio interesse. In passato ho creato un’installazione interpretando la teoria di Jacques Lacan sulla “mancanza-ad-essere”, da lui denominata béance, e due video-art (Trip e Il godimento è una tensione che non raggiunge mai la sua realizzazione, poiché può avere luogo solo quando non ha luogo) basati sui viaggi della mente, sulle dipendenza, sulle mancanza di lucidità, sul disturbo ossessivo-compulsivo e sul desiderio irrisolto.


PC. Da tempo, attraverso il tuo lavoro, analizzi le capacità reattive che gli esseri umani mettono in gioco di fronte a eventi inesplicabili e apparentemente inevitabili. Senti che anche in questa serie il tema sia, in qualche modo, trattato? 

VDM. Assolutamente, sia attraverso la tecnica di realizzazione sia attraverso il concetto su cui è basato l’intero progetto espositivo. I flashback, le visioni oniriche, i déjà vu, i test psicologici, sono in qualche modo la manifestazione di qualcosa che è già avvenuto, la conseguenza di un evento passato che torna improvvisamente e inspiegabilmente, in modo incontrollato, nel presente. 


PC. E quanto il tema della resilienza di fronte all’aumento di disordine (entropia) del sistema sociale pervade il tuo lavoro? 

VDM. Sono fondamentalmente una persona incoerente e reputo ciò un pregio. L’incoerenza mi dà modo di mettermi in gioco quotidianamente, di essere dinamica e sentirmi in movimento, in crescita. Alimenta il mio bisogno di rimettermi in discussione quando è necessario e di adattarmi, di plasmarmi in qualche modo rispetto agli eventi che mi circondano nel quotidiano e che inevitabilmente mi nutrono e coinvolgono, nonostante il percorso da seguire sia comunque già indirizzato e la mia indole ben definita. Il mio lavoro per andare avanti, nutrirsi e crescere, ha necessariamente bisogno di adattarsi al mio passo, di essere anch’esso resiliente. Quasi sempre creo delle opere in base ai materiali che ho a disposizione, ai luoghi che mi circondano in quel determinato momento e quasi mai il contrario. Cerco di assecondare quasi sempre i tempi della natura e di vivere, per quanto possa essere possibile, il presente.


PC. Nel finale di Belye noči, Le notti bianche, il sognatore di Fëdor Dostoevskij riassume così il suo tormento d’amore e la sua riconoscenza per Nasten’ka: “Dio mio! Un intero attimo di beatitudine!” Credi che il processo creativo e i suoi risultati possano, parimenti, portarci verso quell'attimo di beatitudine?

VDM. Mi fa piacere che tu abbia citato Dostoevskij e il suo romanzo Le notti bianche, in qualche modo riferibile ai paesaggi notturni presentati in Flashback. Sono molto legata ai grandi maestri russi e, in particolare, Andrej Tarkovskij e Dostoevskij sono annoverabili tra i miei punti cardini fondamentali. Sì, credo che questa totale apertura dell’emisfero destro durante la fase creativa e, successivamente, quella contemplativa, ti porti a toccare determinati punti che ti proiettano in uno stato di totale estasi e beatitudine che si raggiungono quando si entra in contatto con il Tutto.


PC. Che cosa è per te l'estasi artistica? Verso quali visioni ti conduce?

VDM. È un legame tra me e il Tutto. È il sentirsi concreti attraverso il senso di identità che si raggiunge tramite il fare.


PC. Vi è spesso nei tuoi lavori un quid che rimanda, a mio giudizio, a una sorta di sacralità o comunque a una ierofania, cioè alla coscienza della presenza di qualcosa di sacro. È così? 

VDM. Il lavoro è sacro e va maneggiato con cura. Ha un’anima. Un’anima propria sommata alla tua. Ha bisogno dei giusti tempi, di essere contemplato e toccato da occhi sinceri e rispettato e difeso sopra ogni cosa perché è la parte più intima di te, è la rivelazione della tua catarsi.


PC. Dimostri sempre la capacità di gestire la tua pratica secondo il motto ne quid nimis, niente di troppo. Come raggiungi questa essenzialità?

VDM. Attraverso la ritualità del lavoro.

Nellimya: light art exhibition
Piazza Riforma 9, 2° piano, vis-à-vis municipio
CH-6900 Lugano, Svizzera
nellimya-exhibition.ch
t +41(0)91/911.88.09
f +41(0)91/911.88.02

martedì 16 settembre 2014

Premio Artivisive San Fedele - Mostra dei finalisti del Premio Artivisive San Fedele 2013_14

Valentina De’ Mathà  Humus Vitae. Balls clay, seeds, legumes


Premio Artivisive San Fedele

LA CREAZIONE
Mostra dei finalisti del Premio Artivisive San Fedele 2013_14


INAUGURAZIONE: giovedì 18 SETTEMBRE ore 18,00

opere di
Afran, Alex Bombardieri, Giulio Cassanelli, Valentina De’ Mathà, Nicola Fornoni, Andrea Francolino, Silvia Hell, Asako Hishiki, Silvia Inselvini, Filippo Minelli, Nazzarena Poli Maramotti, Giulio Rimondi

a cura di
Andrea Dall’Asta SJ e Daniele Astrologo Abadal, Ilaria Bignotti, Chiara Canali, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Massimo Marchetti, Kevin McManus, Michele Tavola

La riflessione sulla creazione attraversa tutta la storia dell’occidente. A partire dai racconti biblici, è posto l’interrogativo sull’origine del cosmo, della sua formazione, del suo significato per l’uomo, sulla nascita stessa della vita. Nel libro di Genesi si delinea il grande affresco della creazione, in cui la parola di Dio separa gli elementi del mondo, per creare un cosmo abitato dall’uomo, vertice di tutta la creazione. Tutte le riflessioni filosofiche e teologiche elaborate nei secoli terranno conto di questa narrazione primordiale e mitica. Quando oggi noi parliamo di creazione, pensiamo immediatamente allo spazio che abitiamo, al mondo che ci accoglie, oggetto di così tante aggressioni e violenze. Il tema è stato affrontato dai giovani autori secondo diversi modi, anche attraverso spunti biblici, facendo emergere diverse preoccupazioni: dalla fragilità della creazione umana alla fecondità della natura, dal desiderio di riconoscere nella creazione punti di riferimento e di orientamento, alla necessità di aiutare la natura, là dove si sono manifestate situazioni di difficoltà.


Durante l’inaugurazione saranno premiati i vincitori.
Catalogo in Galleria.


Fino al 18 ottobre, tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00
esclusi lunedì e festivi - al mattino su richiesta


Si ringrazia FONDAZIONE CARIPLO

mercoledì 2 aprile 2014

Movimento di Resilienza italiana al PAV di Torino

Movimento di Resilienza italiana al PAV di Torino

Domenica 13 aprile - ore 17
PAV – Parco Arte Vivente,  Centro d’Arte Contemporanea
Via Giordano Bruno, 31

Dialogo resiliente fra Ilaria Bignotti, Francesco Arecco, Claudio Cravero e Piero Gilardi.



Valentina De' Mathà Fucinus. Chemicals and engraving on emulsified paper 60x80


Domenica 13 aprile, alle ore 17, al PAV – Parco Arte Vivente, Centro d'arte contemporanea viene presentato il Movimento di Resilienza italiana, movimento d’arte e cultura nato da un’idea di Francesco Arecco (scultore) e di Ilaria Bignotti (curatore indipendente e storico d’arte) e fondato dai seguenti scultori: oltre ad Arecco, Valentina De’ Mathà, Alberto Gianfreda, Francesca Pasquali, Laura Renna e Daniele Salvalai, che dialogheranno con Marco La Rosa e Mirco Marchelli. Si tratta della seconda tappa di un giro d’Italia di presentazioni e mostre che il Movimento ha deciso di intraprendere. Segue Milano e precorre Brescia.



La presentazione avverrà durante l’inaugurazione di una mostra di scultura intitolata Resilienza italiana. Punti di partenza. Il Mare, costituita dalle sculture degli artisti fondatori del Movimento. Le opere si confrontano e dialogano con lo spazio museale e con le importanti riflessioni sull’acqua ideate da Claudio Cravero.



Sperando di avere il piacere di incontrarvi in questa occasione di dialogo sul tema della resilienza dell'arte e della cultura nel nostro Paese ed in attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro, Vi allego il comunicato stampa e l’invito alla presentazione.

Resto a disposizione per informazioni e approfondimenti; porgo anche a nome di Ilaria Bignotti e Francesco Arecco i migliori saluti.




APPUNTAMENTO
Domenica 13 aprile

PAV – Parco Arte Vivente, Centro d'arte contemporanea
Via Giordano Bruno, 31
Torino
Dalle ore 17
Mostra, Presentazione del Manifesto, Dialoghi

Aperitivo offerto da Birra Baladin, Vigneti Ghio Piemontemare e Pane e Olio biologico d.o.p del Lago d’Iseo dell’Azienda Agricola Leonardo.

SITO
www.resilienzaitaliana.org

sabato 15 marzo 2014

Nasce Resilienza Italiana nuovo movimento d’Arte e Cultura



Nasce Resilienza Italiana nuovo movimento d’Arte e Cultura

Giovedì 20 marzo, alle ore 18, presso lo Spazio GIVA in via Aurelio Saffi 9, Milano, viene ufficialmente presentato il Movimento d’Arte e Cultura “Resilienza Italiana”.
Punti di partenza, mostra di Francesco Arecco, Valentina De' Mathà, Alberto Gianfreda, Francesca Pasquali, Laura Renna, Daniele Salvalai.

Il movimento è nato da un’idea di Francesco Arecco (scultore) e di Ilaria Bignotti (curatore indipendente e storico d’arte) e alla sua fondazione hanno partecipato sei scultori. Oltre allo stesso Arecco troviamo Valentina De’ Mathà, Alberto Gianfreda, Francesca Pasquali, Laura Renna, Daniele Salvalai.

La presentazione avverrà durante l’inaugurazione di una mostra di scultura intitolata Resilienza italiana. Punti di partenza: come suggerisce il titolo, la mostra intende presentare una selezione di lavori che riflettono sulla rappresentazione scultorea di una geografia reale o immaginaria, sulla destinazione dell’opera nello spazio e sulla relazione tra scultura e luogo- Punto di partenza, anche, quale momento di avvio di un dibattito e di una relazione tra le persone nel nome della scultura.

Durante la serata d'inaugurazione sarà letto e discusso il Manifesto di Resilienza italiana attraverso un dialogo tra Ilaria Bignotti, Francesco Arecco e Ugo La Pietra, fondamentale protagonista del dibattito culturale dagli gli anni '70 ad oggi, la cui ricerca è ideale luogo di confronto per le attuali generazioni.

Resilienza italiana vuole infatti essere un vero moto per la rinascita della cultura italiana, che trova il proprio presupposto negli incontri, nei dialoghi, nella mescolanza di prospettive differenti, unite da un unico obiettivo: la resilienza italiana.

Proprio il termine “resilienza”, al centro del dibattito contemporaneo e finora mai utilizzato in ambito artistico, risponde a un reale stato della cultura del nostro paese che oggi vuole e deve ritrovare la propria centralità. Resilienza italiana si pone quindi come nucleo propulsore di un dibattito teso a riflettere e a far riflettere – ovvero operare – scultori, artisti, uomini di cultura, intellettuali, professionisti di categorie differenti, che credano nella capacità di risalire da crisi culturali e di valori, di ripensare le persone, la cultura e l’arte nel contemporaneo.

I fondatori del Movimento hanno elaborato, discusso, firmato e pubblicato il Manifesto che Giovedì 20 marzo sarà letto e discusso in concomitanza con l’apertura della mostra degli scultori che sarà ospitata nello Spazio GIVA, nuova realtà nell’ambito della moda e del design di ricerca e di alta qualità.

Diversi ambiti per esprimere la resilienza si incontreranno allora fin dalla prima tappa di un Movimento che ha l’ambizione di diffondere un messaggio di risalita, ampliando una rete che vuole essere internazionale e interdisciplinare.
Resilienza italiana nasce prima di nascere, da una serie di fatti che ne segnano subito la sua necessità:
Nel mese di novembre, Ilaria Bignotti elabora con Francesco Arecco una proposta critica dedicata allo stato della giovane scultura italiana oggi. Lo intitola “Strategia della resilienza. Fondamenti, negazioni e sopravvivenze nella scultura italiana delle giovani generazioni”. Una giuria internazionale, composta da Luis Chillida ( Spagna), Judith Collins (UK ), Florian Matzner (Germania) e Oliver Wick (Svizzera), nel mese di dicembre lo seleziona per inaugurare il decimo anno di Sculpture Network http://www.sculpture-network.org, piattaforma europea per l’arte tridimensionale e organizzazione non-profit per il sostegno, l’incoraggiamento e la promozione della scultura contemporanea.
L’11 dicembre 2013 si costituisce a Milano (ospitato nello Spazio GIVA), il primo gruppo di lavoro del Movimento di Resilienza italiana. Francesco Arecco e Ilaria Bignotti coinvolgono personalità della cultura italiana a collaborare nei diversi ambiti di competenza; dai sei scultori e da Ilaria Bignotti viene firmato il Manifesto di Resilienza italiana.
Dal 24 dicembre viene attivata sui social network una campagna di diffusione a sistema virale del concetto di “resilienza italiana”, attraverso la pubblicazione di immagini B/N, accompagnate da frasi dedicate al tema portante del Movimento.
La campagna riscuote tantissime adesioni e successive relazioni a livello nazionale e internazionale.
L’11 gennaio 2014 viene firmato il Manifesto nello Spazio GIVA dai sei artisti.
31 gennaio il Manifesto viene pubblicato ufficialmente sul sito del Movimento di Resilienza italiana, www.resilienzaitaliana.org
 
APPUNTAMENTO
Giovedì 20 Marzo
Spazio GIVA
Via Aurelio Saffi 9
Milano
Dalle ore 18.00
Mostra, Presentazione del Manifesto, Dialoghi

Aperitivo offerto da Birra Baladin e Vigneti Ghio Piemontemare

mercoledì 9 ottobre 2013

RELATIONSHIP Valentina De’ Mathà





Nell'ambito di Brerart, la settimana dell'arte contemporanea, l'ente organizzatore ha il piacere di presentare:
RELATIONSHIP
Valentina De’ Mathà
Amy-d Arte Spazio
dal 17 al 31 ottobre
opening 17 ottobre 18.30
a cura di Anna d’Ambrosio
testo critico Jacqueline Ceresoli



Relationship, personale di Valentina De’ Mathà, è strutturata come linguaggio, rappresentazione necessaria per dimostrare la dipendenza dell’uomo dalla struttura

primordiale. Tra ciò che è nella mente e ciò che è nei sistemi sociali, c’è un terzo NON-LUOGO (o forse meglio “NON-TEMPO”?): È l’assenza della comunicazione, il fraintendimento. Questa mostra è in fondo un mettere in relazione; relazione che l’artista sente “mancante” in quel dibattito extratemporale che rimanda alla più antica delle mancanze (frustrazione sessuale). Il progetto presentato rappresenta il “non incontro”; di nuovo NON Luogo/Tempo . Desiderio chiaramente frustrato eppur invariabilmente reale, utopia di un dialogo metastorico (im)possibile. E come per la linguistica di N. Chomsky in cui la parola è ciò che ci rende umani, nel lavoro di Valentina De’ Mathà è la “manque à etre” la chiave di lettura di una relazione che è mancanza stessa dell’oggetto del desiderio.

“Tra i materiali preferiti c’è la carta, carta come simbolo di vulnerabilità della vita; carta di cotone bianca o quella nepalese, emulsionata, con la quale dà forma a sinuosità di corpi femminili, a drappeggi d’impatto scultoreo. Ricorrenti nella sua ricerca sono i nodi, i lacci e gli intrecci: tutti simboli in rapporto al gesto dello sciogliere e del legare. Il senso dei suoi lavori sta nell’intreccio di opere diverse che ha sia la funzione di tenere insieme, sia quella di allontanare, mentre nel gesto dello strappo o dello sbriciolamento di materiali cartacei adagiati in ordine sparso sul pavimento, rimanda alla tensione di liberazione dell’istinto, di rompere ciò che prima si è faticosamente costruito. Sculture di carta, protuberanze materiche che sembrano eruttare dal muro bianco, liberando un’energia recondita, sulla natura ambigua ed effimera di noi e delle cose”. […]

Jacqueline Ceresoli

Amy-d Arte Spazio
www.amyd.it
Via Lovanio 6
MM2 Moscova
 09.00_19.00
+3902654872




 
Per maggiori informazioni:

venerdì 26 aprile 2013

Uomo, Natura e Mutamento ovvero l'arte di Valentina De' Mathà






Da quando mi capitò l'occasione di vedere alcune immagini dei suoi lavori pubblicati, allora su MySpace, ho iniziato a seguire l'opera di questa brava "ricercatrice/artista".


Dotata di capacità analitiche che vanno ben oltre a "quello che si vede", ritengo il suo impegno uno dei più interessanti oggi sulla scena contemporanea.


Una cifra artistica decisamente più europa che italiana che di questi tempi, devo dire, non guasta!










Valentina De' Mathà











- In dieci righe, chi è Valentina De’ Mathà?


Una ricercatrice, impaziente e dinamica, una sognatrice concreta in cerca di una più alta consapevolezza dell’Essere, che non si accontenta mai, ma che è grata di ogni cosa che ha. Una donna che si vuole bene e che ama la vita. Un’artista in crescita, tenace e libera e la somma delle scelte che compio quotidianamente… E tantissime altre cose.






- Quali sono le prove più difficili che una giovane artista deve affrontare per conquistarsi le benevolenze dei critici, dei galleristi e del pubblico?


Bisogna essere onesti e coerenti con se stessi, lavorare sodo e bene e scegliere i passi giusti da fare. È un cammino che va costruito ogni giorno, poi, di conseguenza, si incontrano strade che si accomunano alla tua e il percorso si solidifica.






- Sei un'artista poliedrica ti esprimi con media differenti, dimmi però quello che preferisci, che senti più tuo?


Nasco come pittrice e, sicuramente, rimane il media al quale mi sento più legata, ma ogni media ha un fascino diverso e ogni progetto richiede quello più idoneo alla sua migliore realizzazione.






- Raccontami un po’ delle tue ultime ricerche.


In realtà la mia ricerca artistica è sempre la stessa, basata sulla simbiosi tra Uomo-Natura e Mutamento e sulla Causa-Effetto degli eventi. Mi interessa tutto ciò che è in divenire e che si muove, anche se poi cerco di fermarlo e catturarlo attraverso il mio lavoro. Mi interessano l’imprevedibilità e dinamicità degli eventi scaturiti dalla vita e dagli incontri.






- E come reagisci alle critiche?


Dipende dalle critiche e da chi le fa. Non mi lascio facilmente intimorire, le critiche rimangono comunque pur sempre dei punti di vista, spesse volte soggettivi e molto relativi. Credo che le cose si capiscano meglio intimamente. Arriva sempre un momento di “lucidità” in cui capisci con estrema chiarezza dove ti trovi e cosa stai facendo. Sono momenti terribili, ma necessari e che vivo periodicamente.






- Qual è l'aspetto del tuo lavoro che ti intriga di più?


Sicuramente il “fare”, il creare e sperimentare. Sono una persona molto tattile e dinamica.






- E il rapporto con il mercato?


Le mie opere non sono per tutti, non sono sempre facili e immediate come può esserlo un quadro o una scultura, i collezionisti quando acquistano un mio lavoro devono essere spinti da qualcosa che va oltre. Le mie opere hanno bisogno di una maggiore contemplazione, di motivazioni diverse. Il mio lavoro è molto prezioso per me, mi prendo molta cura di esso e cerco di valorizzarlo al massimo sotto ogni aspetto.






- Dimmi una cosa di te che non hai mai detto pubblicamente?


Purtroppo devo continuare a tenermela per me.






- Un colore?


In passato avrei detto rosso, ma ora sicuramente il bianco in tutte le sue tonalità.






- Ora con la tua personale "Entropia" stai esponendo alla Limonaia di Villa Saroli del Museo d'Arte di Lugano. Dopo questa ultima fatica, quali progetti hai per il futuro?


Quest’anno ho lavorato moltissimo a tanti progetti contemporaneamente, alcuni con gestazioni molto lunghe… Anche questa personale al Museo d’Arte di Lugano ha richiesto molti mesi di progettazione e, tutt’ora, richiede attenzione. Si tratta di un progetto installativo in mutamento che sto documentando passo passo, poi, durante il finissage del 7 giugno, verrà presentato il catalogo con tutta la documentazione dell’evoluzione, e con due interventi del fisico teorico Ignazio Licata e della curatrice Maria Savarese. A maggio invece inauguro un evento al Museo del Barocco di Noto e, nei prossimi mesi estivi, mi dedicherò principalmente a un progetto scultoreo, ad alcuni viaggi e alla progettazione della mia prossima personale a Milano presso la Amy-d Arte Spazio.













"Entropia" (Limonaia di Villa Saroli - Museo d'Arte di Lugano)













Valentina De’ Mathà nasce ad Avezzano (AQ) il 14 Aprile 1981 dove inizia la sua formazione presso l’ I.S.A. “V. Bellisario” frequentando il corso sperimentale di “Moda e Costume” e, successivamente, quello di “Oreficeria”.


Dopo il Diploma di Maestro d’Arte e Diploma di Maturità in Arte Applicata, si iscrive a “Scienze della Moda e del Costume” presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Contemporaneamente studia Sceneggiatura Cinematografica con il regista Stefano Chiantini. Vive a Roma fino al 2008, anno in cui si trasferisce in Svizzera, dove attualmente vive e lavora.


Il suo lavoro spazia dalla fotografia alla scultura, dalla pittura al video e all’installazione.


La sua ricerca è basata sulla simbiosi tra Uomo, Natura e Mutamento, sul comportamento dell’uomo di fronte all’imprevedibilità e ineluttabilità degli eventi e, di conseguenza, sulle sue instabilità emotive e reazioni di fronte agli imprevisti e ai mutamenti improvvisi e inevitabili.


Tra le sue esposizioni principali ricordiamo la 54° Biennale di Venezia e la sua personale presso la Limonai a di Villa Saroli del Museo d’Arte di Lugano.


Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti internazionali: vincitrice di “Research in Art 2011”, finalista del “6° Premio Internazionale Arte Laguna”, vincitrice del Premio Speciale Amy-d Arte Spazio e Dafna Home Gallery del “6° Premio internazionale Arte Laguna”, finalista del “Premio Terna 02.










"Corpo Rosso" - Acquerello su carta di cotone 200x140











La sua ricerca è basata sulla simbiosi tra Uomo, Natura e Mutamento e sulla Causa-Effetto degli eventi, sul comportamento dell’uomo di fronte all’imprevedibilità delle circostanze ineluttabili o causate da egli stesso e, di conseguenza, sulle sue instabilità emotive e reazioni di fronte agli imprevisti e ai mutamenti improvvisi e inevitabili.










"Hair and Wool" Capelli e lana, installazione dimensioni variabili ( Vincitrice premio europeo “Research in Art” 2011, Belgio. Palazzo Farnese, Ambasciata di Francia a Roma, Museo Laboratorio d'Arte Contemporanea (MLAC) Università degli studi di Roma "La Sapienza")











Group Exhibitions (selection)


2012
• Untitled no. 2, RandallScottProjects, Washington D.C.
• “Fame di Terra” curated by Ilaria Bignotti and Matteo Galbiati, Amy-d Arte Spazio, Milan
• “International Art Prize Arte Laguna”, Nappe dell’Arsenale di Venezia, Venice (catalogue)
• “Research in Art” Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC), Rome
• “Research in Art” Palazzo Farnese, French Embassy in Rome, Rome


2011
• 54th International Art Exhibition Venice Biennial Pavilion Italy/Abruzzo, curated by Vittorio Sgarbi (catalogue)


2010
• “The Berlin wall” a project by Artan Shabani – Simone Mazzeto curated by Claudio Rizzi, The Promenade Gallery – Petro Marko Theater, Vlore, Albania






Solo Exhibitions (selection)


2013
• “Entropia” curated by Guido Comis and Cristina Sonderegger, texts by Ignazio Licata and Maria Savarese. Limonaia di Villa Saroli – Museo d’Arte di Lugano (catalogue Edizioni Sottoscala)
• (Title to be defined) Amy-d Arte Spazio, Milan (forthcoming)


2012
• “Corpi Rossi” curated by Maria Savarese, Dafna Home Gallery, Naples
• “Personale”, Valentina De’ Mathà e Ilaria Porceddu, curated by Valentina Piccinni, d’AltroCanto, Embrio.net, MUGA MultimediaGallery, Rome (catalogue)






Awards


2012
• “6° International Art Prize Arte Laguna” curated by Igor Zanti – Finalist (catalogue)
• Special Prize Amy-d Arte Spazio “6° International Art Prize Arte Laguna”
• Special Prize Dafna Home Gallery “6° International Art Prize Arte Laguna”


2011
• “Research in Art” 2011 promoted by Permanent Platform of Atomium Culture – Winner


2009
• “Premio Terna 02″ curated by Gianluca Marziani and Cristiana Collu – Finalist (catalogue)






Education


• Etching course, Frank Bruggisser, CH
• Scriptwriters course – “Treditre Editori”, Stefano Chiantini, IT
• Course for Art Exhibition Curator – Associazione Futuro 2000, Ludovico Pratesi, Marcello Smarrelli, Costantino D’Orazio, Rome IT
• “Science of Fashion and Costume”, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Rome IT
• Diploma of Art teacher, “Experimental course in fashion and costume and weaving” – ISA “V.Bellisario” Avezzano IT
• Diploma of Applied Art, “Course in goldsmith’s” – ISA “V.Bellisario” Avezzano IT






Publications


2012


• “Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea” Giorgio Bonomi – Rubbettino Editore (Book)
• “Stemperando 2012″ Giovanna Barbero – Verso l’Arte Edizioni (Catalogue)
• “Personale” Valentina De’ Mathà e Ilaria Porceddu (Catalogue)
• Art Prize Arte Laguna 11.12 (Catalogue)


2011
• Lo stato dell’Arte Regioni d’Italia. Padiglione Italia 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Curated by Vittorio Sgarbi – Skira (Catalogue) – Italy
• NY Arts Magazine vol.16 January 2011 – New York. USA


2010
• See.7 Magazine n° 01 December 2010 – New York. USA
• Clam Magazine #22 “Experience” – Paris. FR
• Ninja Magazine #18 – Paris. FR
• Variatio 02. photography, museum & galleries – London. UK


2009
• Flash Art n°279 dicembre – gennaio 2010 – Italy
• Ápeiron , critical texts by Fabio Migliorati and Matilde Puleo, NAG Contemporary Editions, 2009 (Catalogue) – Italy
• Premio Terna per l’arte contemporanea 02, Editions Silvana Editoriale (Catalogue) – Italy


2008
• Kult Magazine 03 2008 – Italy






www.valentinadematha.com










"L'uomo che piantava gli alberi" Carta di cotone e punti metallici, installazione dimensioni variabili (Finalista 6° Premio Internazionale Arte Laguna. Nappe dell'Arsenale di Venezia, Amy-d Spazio Arte, Milano)










"Béance" Chimici su carta emulsionata strappata, installazione dimensioni variabili