RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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giovedì 3 aprile 2014

Emilio Scanavino - Nascenza - a cura di Elisabetta Longari alle Stelline



Emilio Scanavino, Nascenza, a cura di Elisabetta Longari

Fondazione Stelline, Corso Magenta, 61, 20123 Milano

Inaugurazione 9 aprile ore 18.30


L'Archivio Emilio Scanavino presenta, dal 10 aprile all'8 giugno 2014, presso la Fondazione Stelline, la mostra personale dell'artista Emilio Scanavino, Nascenza, a cura di Elisabetta Longari.

L'esposizione offre una rilettura e un approfondimento dell'opera di Emilio Scanavino, (Genova, 1922 - Milano, 1986) - artista annoverato tra i protagonisti della stagione informale italiana - dando rilievo a quegli aspetti innovativi del suo fare artistico che mostrano un distacco dalle drammatiche urgenze dell'informale e i cui esiti appaiono spesso di sorprendente attualità.

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a un nucleo di disegni inediti, eseguiti tra il 1961 e il 1978, e 17 sculture realizzate dal 1959 al 1969 anch'esse quasi tutte mai esposte, che instaurano tra loro un fitto sistema di relazioni, fatto di affinità e di sottili ma sostanziali cambiamenti. Con questa mostra, che riprende nel titolo Nascenza un termine ricorrente di molti dipinti di Scanavino, si vuole indagare e sottolineare la carica sperimentale del linguaggio dell'artista svelandone il particolare modo di procedere che, a partire da un nucleo primordiale di materia, da un embrione d'immagine, sviluppa numerose variazioni in una serie di passaggi e mutazioni.

Forme archetipiche che tornano con insistenza - l'uovo, il nido, il pane, le mani e i nodi in continua evoluzione - testimoniano l'essenza del processo creativo di Scanavino, strettamente connesso al ciclo della natura. La sua attenzione ai margini, ai resti, agli accadimenti quotidiani, la sua inclinazione verso il lato segreto è l'humus che dà luogo alla genesi delle sue immagini.

Alcune sculture esposte, quali ad esempio Geometria malata (1967), vero e proprio objet trouvé, e la scultura del 1968 composta da tre uova in terracotta smaltata deposte su un letto irregolare di sabbia, avanzano proposte di carattere innovativo sul fronte dell'installazione, mentre sorprendono perché svelano che è soprattutto la fragilità ad attrarre lo sguardo di Scanavino.
La mostra sarà accompagnata da tre video (1961,1974,1980) che documentano l'attività del Maestro, presentati nella dark room, e da un catalogo in italiano e inglese che raccoglie un ricco apparato iconografico delle opere in mostra e un testo critico della curatrice Elisabetta Longari.

La mostra Emilio Scanavino, Nascenza, è organizzata da Fondazione Stelline in collaborazione con Archivio Scanavino, e insieme con la mostra Giuseppe Coco e Walter Molino.
Matita&Metropoli, è inserita nel progetto di Fondazione Stelline, DISEGNARE E SCOLPIRE IL TEMPO: MILANO 1950 - 2000, dedicato ad artisti milanesi di nascita o adozione.

10 aprile - 8 giugno - mar - dom 10.00 - 20.00 | Inaugurazione 9 aprile ore 18.30
Biglietto (unico per le due mostre Emilio Scanavino, Nascenza e Giuseppe Coco e Walter Molino. Matita&Metropoli): intero € 6; ridotto € 4,50; scuole € 2

venerdì 30 agosto 2013

JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICS alle Stelline di Milano

Da ArtsLife (http://www.artslife.com)...



JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICS

26 settembre 2013 – 6 gennaio 2014, Milano, Fondazione Stelline


 
Dal 26 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 la Fondazione Stelline, in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation, ospita la prima esposizione monografica a Milano delle opere di Josef Albers, grande artista modernista ed esponente del Bauhaus.

“Josef Albers: Sublime Optics” esplora la componente spirituale dell’arte dell’autore tedesco. Albers, di formazione cattolica, religione che non ha mai abbandonato per tutta la sua vita, ha incorporato il linguaggio figurativo della tradizione cristiana in molti dei suoi lavori, interpretando la trasformazione del colore e del tratto come eventi spirituali se non addirittura di natura mistica.

Curata e allestita da Nick Murphy (Projects Director della Josef and Anni Albers Foundation), sulla base di un progetto ideato e curato da Nicholas Fox Weber (Executive Director della Josef and Anni Albers Foundation), “Josef Albers: Sublime Optics” offre una prospettiva unica su questo maestro del Bauhaus.

L’iniziativa alla Fondazione Stelline è il primo “ritorno a Milano” delle opere dell’artista dopo quasi 80 anni di assenza da quando – nel 1934 – Wassily Kandinsky organizzò una mostra di stampe di Albers nel capoluogo lombardo a un anno dalla chiusura della Bauhaus (di cui Albers fu studente e docente dal 1920 al 1933). E torna a Milano a pochi passi da quel “Cenacolo” di Leonardo da sempre ammirato dall’artista tedesco.

La mostra raccoglie rari disegni giovanili, vetri colorati, vetri sabbiati e una selezione di dipinti astratti.

Il percorso espositivo presenta oltre settanta lavori realizzati all’inizio della sua carriera artistica, quando insegnava in Vestfalia fino agli ultimi giorni della sua vita: dal primissimo disegno conosciuto fino all’ultimo Omaggio al Quadrato. Tutte le sue opere sono pervase dalla purezza e dall’onestà di pensiero dell’artista, ma soprattutto dal suo credere fermamente che, applicando il talento artistico con dedizione e verità, sia possibile trasformare la realtà quotidiana in modo miracoloso.

La Fondazione Stelline e la Josef and Anni Albers Foundation sono liete di annunciare che questa mostra si avvarrà per la prima volta della preziosa collaborazione di E.S.T.I.A. Cooperativa Sociale Onlus, grazie alla quale i reclusi del Carcere di Bollate saranno impegnati in diverse fasi del processo espositivo, dalla creazione degli allestimenti, fino alla partecipazione a momenti artistici e teatrali.

In contemporanea, dal 2 ottobre al 1 dicembre 2013, la Josef and Anni Albers Foundation, in collaborazione con l’Accademia di Brera che ospita la mostra, porta a Milano i metodi di insegnamento di Josef Albers e le opere dei suoi allievi con una esposizione dal titolo: Imparare a vedere: Josef Albers professore, dal Bauhaus a Yale.

In questa rassegna complementare si rivela l’impatto dirompente del suo rivoluzionario modo di insegnare sviluppatosi nell’arco di quattro decenni.

Albers ritiene che l’arte ha origine dalla “discrepanza fra fatto fisico ed effetto psichico”. L’amplificazione della percezione visiva stimolata nel visitatore dalle sue opere, costituisce lo strumento ideale per gestire la disarmonia contemporanea provocata dalle distrazioni che ci circondano.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio poter offrire a Milano una personale di Josef Albers dopo 80 anni che l’artista non era presente con proprie esposizioni nella nostra città” – ha dichiarato la Presidente della Fondazione Stelline PierCarla Delpiano – “Voglio ringraziare per la collaborazione The Josef and Anni Albers Foundation.” – ha proseguito la Delpiano – “Come Fondazione siamo consapevoli dell’importanza che rivestiva per Albers la necessità di rendere accessibile l’arte al maggior numero di persone, compresi coloro che non possono liberamente godere di questo privilegio. Ecco perché, insieme alla Josef and Anni Albers Foundation, abbiamo avviato la preziosa collaborazione con E.S.T.I.A. Cooperativa Sociale Onlus e il carcere di Bollate, per avvicinare i detenuti all’arte tramite attività culturali e artistiche. Quest’iniziativa afferma ancora una volta lo spirito solidale Ambrosiano di cui la sede della Fondazione è un simbolo.” Ha concluso la Delpiano.

Josef Albers nacque il 19 marzo 1888 a Bottrop, in Vestfalia. Dopo aver compiuto studi artistici a Berlino e Monaco, nel 1920 entrò nella Bauhaus a Weimar. Nel 1923 Albers fu nominato docente del Corso Preparatorio, un corso obbligatorio per tutti i nuovi studenti che continuò quando la scuola si trasferì a Dessau nel 1925.

Nel 1933 l’artista emigrò con la moglie Anni Albers negli Stati Uniti, dove fu incaricato di istituire una Facoltà di Arte presso il Black Mountain College, nella Carolina del Nord. Lì rimase insieme alla moglie Anni fino al 1949.

Nel 1950 Albers iniziò la serie di opere Omaggio al Quadrato, dipinti a olio su masonite, e nello stesso anno accettò la nomina a Direttore della Facoltà di Design dell’Università di Yale.

Nel 1963 la Yale University Press pubblicò il volume Interazione del colore scritto dall’artista, in cui vengono sintetizzati i principi della sua incessante esplorazione della mutabilità e relatività del colore. L’opera è basata sulle sue rinomate lezioni sulle proprietà del colore note come “The Color Course.”

Nel 1971 Josef Albers fu il primo artista vivente a cui il Metropolitan Museum of Art di New York dedicò una retrospettiva.

www.albersfoundation.org

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INFORMAZIONI UTILI:

 
 
JOSEF ALBERS. SUBLIME OPTICS
Milano, Fondazione Stelline (Corso Magenta 61)
26 settembre 2013 – 6 gennaio 2014
Orario di apertura: dalle 10 alle 20 da Martedì a Domenica (chiuso il lunedì)
Biglietti: intero € 8; ridotto € 6; studenti € 3.
Sito web: www.stelline.it
Infoline: +39.02 45462.411
Catalogo: Silvana Editoriale (Italiano/Inglese, pp. 288; € 29 prezzo speciale mostra)
Visite guidate gratuite per adulti
Ogni Giovedì alle 18.30 (75 min.)
Visite guidate per famiglie con bambini dai 6 ai 12 anni
Ogni Domenica alle 16.30 (75 min.)
Speciale Famiglie: ingresso a prezzo speciale € 10 adulto + bambino
Visita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria (il costo dell’ingresso è a parte)
AD ARTEM 02 6597728 / info@adartem.it / www.adartem.it
 
leggi l'articolo originale su

sabato 31 marzo 2012

MARLENE DUMAS. Sorte - alle Stelline, Milano


Malene Dumas
Sorte


Sono stato di recente a visitare la mostra di Marlene Dumas a Milano. Alle Stelline.
Curata in maniera impeccabile da Giorgio Verzotti è una mostra di assoluta qualità. 
Sobria, elegante, contenuta.
Ovviamente, ogni mio commento sull'artista sarebbe superfluo. 
La sua grandezza è già stata misurata da storici, critici, tecnici e specialisti. 
Io, posso solo esprimere un mio giudizio personalissimo. Mi piace e mi commuove.
da vedere!




Fondazione Stelline 
C.so Magenta 61
Milano
13 marzo - 17 giugno 2012

vedi anche:

mercoledì 24 agosto 2011

Alle Stelline, vento dell'Est: "L'Atelier dei Nowosielski" a cura di A. Agazzani e E. Madrzewska

In un "Tempio" della cultura e dell'arte di Milano, arrivano venti dell'Est: "L'Atelier dei Nowosielski" fra i più apprezzati ceramisti d'Europa! A cura di A. Agazzani e E. Madrzewska... da vedere!


In occasione del semestre di presidenza polacca del Consiglio dell'Unione Europea, il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano e la Fondazione Stelline, presentano la vicenda creativa di Hanna e Leszek Nowosielski, due tra i ceramisti più importanti della Polonia, i cui lavori richiamano la millenaria storia del loro paese.

Dal 15 settembre al 8 ottobre 2011, la Fondazione Stelline di Milano ospita la mostra che i
ndaga la vicenda creativa di Hanna e Leszek Nowosielski, artisti della ceramica tra i più apprezzati della Polonia, i cui lavori richiamano la millenaria storia del loro paese.
L'iniziativa, dal titolo L'Atelier dei Nowosielski, curata da Alberto Agazzani ed Elzbieta Modrzeska, si inserisce nell'ambito delle proposte culturali e artistiche presentate in Italia dal Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano, in occasione del semestre della Presidenza Polacca dell'Unione Europea.

Il percorso espositivo presenta circa 40 opere ceramiche - pannelli, anche di grandi dimensioni, composizioni, figurine in porcellana a tema storico, astratto o allegorico - che rivelano la maestria dei coniugi Nowosielski nell'uso di un materiale tanto particolare quanto fragile, e un nucleo di circa 10 tele astratte che testimoniano la versatilità nell'esplorare tecniche diverse.
Una delle loro tematiche preferite risiede nella rievocazione di eventi decisivi nella storia del paese centroeuropeo e nella trasmissione delle sue tradizioni più autentiche. I Nowosielski hanno immortalato epiche battaglie che, nel corso dei secoli hanno segnato la storia della Polonia, fino alla tragica insurrezione di Varsavia del 1944 e agli orrori dell'Olocausto.

Particolarmente preziosi sono anche gli esemplari in porcellana dipinta a mano che richiamano anch'essi temi di carattere storico e militare. Alcune di queste realizzazioni, come il servizio di porcellana finemente decorata con vedute di antichi castelli polacchi, sono state spesso offerte in dono dalle autorità polacche ad altissime personalità di stati esteri in occasione di visite di stato, come al generale De Gaulle durante la storica visita del 1967, la prima di un Presidente francese in Polonia.
Le monumentali composizioni figurative e i fregi astratti in ceramica sono presentati in stretto dialogo con i dipinti ad olio che rivelano la ricerca dei Nowosielski sulla struttura del colore e della sua materia e la sua consonanza con la ricerca plastica delle ceramiche.
L'Atelier dei Nowosielski è organizzata dalla Fondazione Stelline, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano e della Presidenza della Polonia del Consiglio dell'Unione Europea. Si avvale inoltre dell'Alto Patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Polonia, del patrocinio della Presidenza della Città di Varsavia e del patrocinio del Voivodato della Regione di Mazovia.
Accompagna la mostra un catalogo Silvana Editoriale.

Note biografiche
Leszek Nowosielski (1918-1999) ha dedicato la sua vita alla ricerca dei mezzi figurativi e delle forme immaginative più espressive. La sua arte esprime l'incanto costante che lo avvince alla materia, sempre affascinato dalla sua organicità, dalla sua plasticità e dalle infinite possibilità di espressione. Il suo stile nell'interpretare la realtà si esprime nella pittura su porcellana, nella creazione di forme ceramiche come pure nei suoi quadri.
Leszek Nowosielski inizia ai primi degli anni '60 a modellare pannelli di ceramica con i quali crea monumentali composizioni figurative e fregi astratti. Da quel momento viene affermandosi la sua particolare predilezione per la rievocazione del passato, e soprattutto per alcuni eventi di maggior rilievo della storia della Polonia. Produce così composizioni come quella ispirata alla battaglia di Gruenwald, composta da due monumentali parti figurative di grande formato, che si distinguono dal colore e dall'espressione. Della stessa tematica sono poi quelle riproducenti la Battaglia di Vienna, l'eccidio di Katyn, la tragedia di Auschwitz (Oświęcim), la disperata sollevazione di Varsavia e quella di Czata. Tali opere sono eccezionali immagini cariche di colore e di energia, figure plastiche spesso tridimensionali di cui ogni minima decorazione è realizzata separatamente e, in quanto tali, irripetibili. L'artista ha creato anche pannelli su temi allegorici e astratti. La sua composizione drammatica in ceramica su Hiroshima, particolarmente ammirata, si trova nel "Centro della Memoria di Hiroshima" a Tokyo.
Ha conseguito molti riconoscimenti e premi in importanti sedi internazionali tra cui il "Museo Internazionale delle Ceramiche" di Faenza e il "Salon International de Paris". Le sue opere si trovano in numerose raccolte museali in Polonia e all'estero e presso collezionisti privati.

Hanna Modrzewska-Nowosielska (1917-2008) è stata l'inseparabile compagna della vita di Leszek Nowosielski sia come artista che come moglie.
Dopo aver compiuto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Varsavia rimase affascinata dal mondo del teatro e delle scene. Riuscì a riflettere queste sue esperienze artistiche in delicate composizioni in ceramica stilizzate teatralmente con forme di dame, cavalieri, a altro, nel ciclo di figure in costumi dell'epoca e nel ciclo di figure danzanti modellate in movimento o raffiguranti silhouette femminili allungate languidamente nello stile della secessione.
A partire dal 1990 si dedicò al ciclo drammatico dell'Olocausto, con singole figure oppure con gruppi rappresentanti quella tragica vicenda umana, realizzate con grande arte, suscitando spesso l'impressione che la materia di cui quelle opere sono composte non sia ceramica ma metallo.
Anche molti suoi lavori hanno ricevuto premi sia in Polonia che all'estero, in particolare al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e al Salon International de Paris e si trovano in varie raccolte museali in Polonia e all'estero e presso collezionisti privati.
Durante più di 50 anni i due artisti hanno vissuto in una villa a Podkowa Lesna, nei dintorni di Varsavia dove avevano fatto costruire un vasto atelier annesso alla residenza e in esso esponevano i loro lavori in frequenti mostre.

L'ATELIER DEI NOWOSIELSKI
a cura di Alberto Agazzani ed Elzbieta Modrzeska

Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I
15 settembre - 8 ottobre 2011
Orari: martedì - sabato, 10 - 20 (chiuso domenica e lunedì)
Ingresso libero
Website: 
www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411
Catalogo: Silvana Editoriale