RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 15 febbraio 2016

4° edizione del progetto CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE del CORRIERE DELLA SERA: One Billion Rising 2016 " IL CUORE CALDO DELL'ARTE CONTRO LA VIOLENZA"

 
 
Giovanna Lacedra fa parte degli artisti della 4° edizione del progetto CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE del CORRIERE DELLA SERA: 
One Billion Rising 2016 " IL CUORE CALDO DELL'ARTE CONTRO LA VIOLENZA". 

La 27esimaora con la voce di Roberta Scorranese ha contribuito all'iniziativa. 
Nella galleria di opere a tema, il video della sua performance "L'ASPIRANTE" ispirata all'omonima poesia di Sylvia Plath, con la partecipazione performativa del sottoscritto. Un ringraziamento ad Antonio Delluzio, per questa iniziativa del Corriere e per aver realizzato nel settembre 2013, questo video!

L'aspirante è una donna tutta devota all'uomo, a lui funzionale, da lui dipendente, incastonata in un ruolo di sudditanza che la rende servile, nullificandola in pieno. Anche questa è prevaricazione di genere. E accade.
Nessuna donna deve dipendere da un uomo.
Mai

Grazie Gio!

domenica 10 novembre 2013

“L’ASPIRANTE” performance di Gio Lacedra... il video

photo di Pablo Peron


Alle privatissime pagine dei suoi diari, Sylvia Plath – poetessa americana del filone Confessional – confidava il timore di cadere nella trappola di una unione matrimoniale che, attraverso l’adempimento passivo ad un ruolo servile, avrebbe potuto costarle il caro prezzo delle proprie velleità, della propria identità e della propria dignità. 

“L’ASPIRANTE” Performance nasce da una riflessione sul tema del maltrattamento domestico – psicologico e fisico – usato sulle donne, ieri come oggi, e subito da queste ultime in fragilissimo silenzio. È frutto di una mia personale reinterpretazione in chiave contemporanea della omonima poesia, scritta dalla Plath nell’autunno del 1962, subito dopo il fallimento del suo matrimonio con il poeta Ted Hughes. Quel blocco creativo che l'aveva asserragliata e indotta in una sorta di apnea depressiva, con la separazione si tramutò in un getto di versi e liriche. Quell'autunno infatti Sylvia partorì la sua più celebre raccolta di poesie, Ariel, di cui L’Aspirante fa parte.

"Sono una scrittrice geniale, ora lo so. Me lo sento, sto scrivendo le poesie più belle di tutta la mia vita, mi renderanno famosa...", scrisse a sua madre il 16 ottobre 1962. Sentiva di essersi in qualche modo liberata da una violenza molto più sottile e affilata delle percosse. Una violenza intima, psicologica, emotiva e incessante. Quella di una quotidianità fatta di parole smarrite e parole affilate. Parole taciute e parole graffiate. E in cui lei stessa aveva assunto un ruolo di assoluta sudditanza. 

Il video è stato girato da Antonio Delluzio, in data 12 settembre 2013 presso la Galleria Amy-d Arte Spazio di MIlano.