RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 22 gennaio 2016

Il Simbolismo Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra - a Milano

A Palazzo Reale - Milano arrivano i SIMBOLISTI


 
 Il Simbolismo
Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra

Una straordinaria mostra che mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di capolavori provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
Opere mai viste in Italia che già stanno generando una grande aspettativa fra pubblico e critica: Carezze (L’Arte) la straordinaria donna-ghepardo di Fernad Khnopff; la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan.

03.02.16 | 05.06.16
PALAZZO REALE Milano

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.

Con 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale, la mostra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e un’ eccezionale selezione di grafica, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
Nelle varie accezioni in cui si è manifestato in Europa – dall’Inghilterra alla Francia, dal Belgio all’area nordica, dall’Austria all’Italia – il Simbolismo ha sempre dato un grande rilievo ai miti e ai temi che coincidevano con i grandi valori universali della vita e della morte, dell’amore e del peccato, alla costante ricerca dei misteri della natura e dell’umana esistenza.
La mostra presenta per la prima volta in Italia alcuni tra i più significativi capolavori del simbolismo europeo: innanzitutto alcune delle icone dell’idea simbolista del mondo: Carezze (L’Arte) la straordinaria donna/ghepardo di Fernand Khnopff; la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan. Si tratta di opere mai viste in Italia che già stanno generando una grande aspettativa fra pubblico e critica.
Una delle sezioni più scenografiche della mostra è composta dalle sale dedicate alla Biennale del 1907: una straordinaria vetrina di confronto tra l’arte italiana più evoluta, cresciuta anche dal confronto con le grandi mostre della Secessione di Berlino e di Vienna. Giulio Aristide Sartorio è presente con l'imponente ciclo pittorico Il poema della vita umana, realizzato per la Biennale del 1907, la stessa dove venne allestita la famosa Sala dell'Arte del Sogno che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo in Italia. Il ciclo di Sartorio è affiancato dall’installazione dell’artista vicentino Alberto Tadiello, il cui intervento sonoro - l’incipit di una composizione musicale ripetuto molte volte in modo sfalsato- crea una nuova esperienza di fruizione artistica.
Attraverso 21 sezioni tematiche, il percorso espositivo si svolge poi tra atmosfere e dimensione oniriche: accompagnato dalle poesie di Baudelaire, tratte dalla raccolta ‘I fiori del Male’ il visitatore attraversa le sale della mostra passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon, alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, al vitalismo di Ferdinand Hodler, al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini rendono conto, tra l’altro, dell’importanza del movimento simbolista in Italia, permettendo così di riscoprire nomi meno conosciuti: Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, Leo Putz, Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Il percorso espositivo si chiude immergendo lo spettatore nell'atmosfera fantastica delle Mille e una notte, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

lunedì 9 novembre 2015

HAYEZ a Milano

Inaugurata il 7 novembre scorso si mostrerà fino al prossimo 21 febbraio... 
da non perdere!!!
 
 
 
 HAYEZ
 
In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, di Milano, e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la mostra, curata da Fernando Mazzocca e con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, raccoglie circa 120 opere dell’artista.

Il percorso espositivo segue una successione cronologica, che rievoca insieme la vita e il percorso creativo del grande pittore: dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, ancora nell’ambito del Neoclassicismo, sino all’affermazione, a Milano, come protagonista del movimento Romantico e del Risorgimento accanto a Verdi e Manzoni, con i quali ha contribuito all’unità culturale dell’Italia.

La sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta – inedito l’accostamento delle tre versioni del Bacio, rivela la grandezza di Hayez nel padroneggiare generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, declinato in una potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo.

Gallerie d’Italia - Piazza Scala
Piazza della Scala, 6
20121 Milano

HAYEZ
dal 7 novembre 2015 al 21 febbraio 2015

Orari
Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.30)
Giovedì dalle 9.30 alle 22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Lunedì chiuso

Ingresso
Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,00

Dall'apertura della mostra Hayez (7/11/2015-21/2/2016):
Intero: € 10,00
Ridotto: € 8,00
Ridotto speciale: € 5,00
Il giorno 6/11 le Gallerie di Piazza Scala chiuderanno temporaneamente alle 16.00 (ultimo ingresso 15.00), per poi riaprire alle 19.00 e chiudere alle 21.30 (ultimo ingresso 21.00).
La mostra non sarà visitabile nei pomeriggi dei giorni 19/11, 3/12 e 10/12/2015.

Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese, incluso il 1/11/2015.

Audioguida gratuita in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo, cinese, giapponese, russo.


Informazioni
numero verde 800.167619

mercoledì 5 settembre 2012

De Nittis a Padova, Palazzo Zabarella, a cura di Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca

Beh che dire... anche questa è una bella anteprima! De Nittis a Padova il prossimo mese di gennaio....



Comunicato Stampa

"Una mostra come questa a De Nittis non è mai stata dedicata". Federico Bano, forte dell'elenco dei capolavori che i prestatori internazionali hanno già garantito, lo può affermare senza timori di smentita. Il numero, ma soprattutto la qualità delle opere già assicurate alla mostra sono tali da farla considerare come la più importante che mai sia stata dedicata al De Nittis.

L'esposizione voluta dalla Fondazione Bano e che aprirà la stagione espositiva 2013 di Palazzo Zabarella, prende avvio da quanto emerso dalla grande celebrazione che all'artista ha recentemente dedicato il Petit Palais, per andare oltre. Approfondendo finalmente in modo esaustivo la figura di quello che a pieno titolo si annovera tra gli artisti europei di maggior rilievo di tutto l'Ottocento.
A consentire queste ulteriori prospettive di ricerca e di riflessione intorno a De Nittis concorre anche il recupero di opere dell'artista non presenti nella imponente mostra parigina, alcune delle quali ignote anche alla critica.

La mostra promossa da Fondazione Bano è curata da Emanuela Angiuli e da Fernando Mazzocca.

Con la sua arte e il suo fascino tutto italiano Giuseppe De Nittis affascinò la Parigi delle Esposizioni Universali. A quella del 1878, l'ultima prima della sua prematura scomparsa, era presente con ben 11 opere, segno dell'enorme considerazione di cui godeva.
Si confrontava, alla pari, con Degas e Monet e gli Impressionisti sapendo cogliere il meglio delle loro novità ma interpretandole con gusto e sensibilità del tutto originali. L'italien era amato dalla critica e le sue tele ambite dal grande collezionismo internazionale. Sposato con una brillante francese, Léontine, la sua casa parigina era il punto di incontro di artisti, intellettuali e dell'alta società. Un artista di successo, quindi, in una città, Parigi, che in questi decenni era la vera capitale culturale e artistica del mondo.
Il suo era un successo veramente meritato e duramente conquistato. Nato a Barletta, presto orfano di entrambi i genitori, viene cresciuto dai nonni, insieme ai fratelli. La sua immediata vocazione per l'arte è osteggiata dai parenti che la considerano una perdita di tempo. Caparbio, riesce comunque ad andare a Scuola di pittura a Napoli, poi si sposta a Firenze dove fa proprie le novità dei Macchiaioli. Poi, a 21 anni, va a Parigi dove "incontra fortuna e amore" e qui rimane, salvo qualche importante soggiorno a Londra di cui ci ha lasciato vedute bellissime, sino alla morte ad appena 38 anni.
E' un artista italiano e allo stesso tempo internazionale. Sa far proprie le novità della pittura macchiaiola e poi degli amici impressionisti ma anche gli influssi dell'arte giapponese, metabolizzando il tutto alla luce della sua particolare sensibilità.
Non c'è tema che egli non tratti, dal paesaggio, alle scene di interno, ai ritratti di uomini ma soprattutto di belle donne, in questo è avvicinabile a Boldini, altro protagonista italiano della scena parigina.
Per questa mostra sono state selezionate e ottenute le opere veramente fondamentali dell'artista, provenienti dalla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" di Barletta (cui furono lasciate dalla vedova), come dai grandi musei francesi o da esclusive collezioni private. Di questi dipinti, molti di grande formato e rari, alcuni vengono esposti adesso per la prima volta.
Raccontano un mondo e una società in veloce cambiamento, colte con tecnica raffinata e profondità psicologica. Sono vedute, dipinte en plein air, come facevano gli Impressionisti, sulla loro Senna ma anche sulle falde del Vesuvio e lungo il Tamigi. Poi la vita frenetica dei boulevards, i divertimenti e il tempo libero nei grandi parchi, il vitalismo che si respirava nelle corse dei cavalli e negli altri luoghi della mondanità, poi la vita dei salotti à la page, primo fra tutti quello della Principessa Matilde.
Sono la fragranza, la vitalità, l'intensità di un'epoca quelle che De Nittis fa rivivere, mirabilmente, sulle pareti di Palazzo Zabarella.
Grazie ad una mostra che, più di ogni altra precedente, rende giustizia alla grandezza dell'artista, un pittore che incanta e seduce coniugando i nuovi fermenti europei alla grandezza della tradizione italiana. Che fa una pittura capace di trasmettere emozione, vitalità, gusto, sia che si tratti di ritratti, di scene d'interno che di paesaggi urbani o bucolici.




Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel.049.663499 info@studioesseci.net