RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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martedì 5 novembre 2013

Bill Viola The Raft



Bill Viola
The Raft

Mantova
Palazzo Te
23 novembre 2013 – 20 febbraio 2014

Toccherà a Bill Viola (New York, 1951), considerato il più grande video artista al mondo, firmare il secondo intervento del ciclo “La casa degli dei”, un progetto dell’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova che vede protagonisti internazionali dell’arte contemporanea dialogare con gli spazi di Palazzo Te di Mantova.

Dopo l’installazione di Fabrizio Plessi realizzata nella Sala dei Giganti, che ha inaugurato il ciclo, l’artista americano occuperà dal 23 novembre 2013 al 20 febbraio 2014 le sale napoleoniche con l’opera dal titolo The Raft, un video della durata di circa 10 minuti che racconta, con un’inquadratura fissa e immagini rallentate, la caduta e la resistenza di un gruppo di 19 persone in abiti dei nostri giorni mentre vengono investite da un violento getto d’acqua.

Bill Viola, celebre per essere stato uno dei primi a fare uso del video inteso non solo come sperimentazione tecnologica ma contemplativa ed estetica, ha spesso e volentieri preso come fonte di ispirazione le iconografie della pittura rinascimentale italiana. Famose tavole e pale d’altari, come la Visitazione del Pontormo (The Greeting, 2002) o la Deposizione di Masolino (Emergence, 1995) sono diventate nelle sue mani veri e propri quadri in movimento. Tra queste opere spicca per dimensioni e drammaticità The Raft, realizzata nel 2004.

La parola raft, tradotta in italiano, significa variamente “zattera”, “gommone di salvataggio”, termini che suggeriscono una condizione di pericolo, di emergenza, che Viola interpreta riprendendo alcune scene dipinte da Giulio Romano nella sala dei Giganti, dove questi ultimi vengono trascinati a riva da violenti flussi di acqua, nel disperato tentativo di mettersi in salvo.

Il catalogo (bilingue italiano e inglese), edito da Publi Paolini, oltre all’introduzione curata da Marco Tonelli, assessore alla cultura del Comune di Mantova, conterrà un testo critico scritto per l’occasione da Valentina Valentini (la più autorevole esperta italiana dell’opera di Bill Viola) e una descrizione dell’opera fatta dallo stesso artista, accompagnata dalle sue annotazioni, schizzi e disegni preparatori.

L’iniziativa è ideata e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova.



Bill Viola
The Raft, maggio 2004

In quest'installazione video/sonora, un gruppo di diciannove personaggi, uomini e donne appartenenti a differenti etnie e ambienti sociali, viene improvvisamente colpito da forti getti d’acqua provenienti da entrambi i lati dell’inquadratura, talmente violenti che alcuni personaggi cadono per terra immediatamente, mentre altri riescono a stento a restare in piedi. Improvvisamente com'era arrivata, l'acqua si ferma, lasciando gli individui attoniti e increduli, alcuni sollevati, altri agonizzanti.

L’azione è stata registrata da vivo ad alta velocità, ma si svolge al rallentatore per una durata di circa 10 minuti. Lo scopo di questo escamotage tecnico è di evidenziare le sottili sfumature di luce e colore nell’impatto esplosivo dell’acqua nonché le espressioni e i gesti individuali dei personaggi.

Cenni biografici

Bill Viola (New York, 1951), artista multimediale di fama internazionale, è stato uno dei precursori del video inteso come forma vitale di arte contemporanea. Da quarant'anni crea installazioni video architettoniche, filmati video, ambientazioni sonore, performance di musica elettronica, rappresentazioni video su schermi piatti, video per trasmissioni televisive, per concerti musicali, per opere teatrali e spazi sacri. I suoi videotape a canale unico sono stati ampiamente diffusi su DVD e i suoi scritti sono stati largamente pubblicati e tradotti per il pubblico internazionale.

Le creazioni video di Bill Viola utilizzano in modo magistrale le sofisticate tecnologie multimediali per addentrarsi nell'esplorazione degli aspetti spirituali e percettivi dell'esperienza umana, ponendo l'attenzione sui temi universali del genere umano: la nascita, la morte, la scoperta della consapevolezza del sé pongono le radici sia nell'arte orientale che in quella occidentale, nonché nelle tradizioni spirituali del Buddismo Zen, del Sufismo Islamico e del misticismo cristiano.

Le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo e fanno parte di numerose collezioni famose. Le sue esposizioni più importanti includono Bill Viola: Installations and Videotapes, al MOMA di New York, 1987; Unseen Images, esibizione organizzata dalla Kunsthalle di Düsseldorf, 1992; Buried Secrets al padiglione americano della 46° Biennale di Venezia, 1995; e Bill Viola: A 25-Year Survey, organizzata nel 1997 dal Whitney Museum of American Art. Nel 2003 il J. Paul Getty Museum di Los Angeles ha organizzato Bill Viola: The Passions; nel 2006 Bill Viola: Hatsu-Yume (primo sogno) ha attirato 340 mila visitatori al Mori Art Museum di Tokyo e nel 2008 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha presentato Bill Viola: Visioni Interiori. Nel 2010, due opere della serie “Tristan” sono state presentate nell'Aula Magna dell'Università di Bologna, e nella Tribuna del David della Galleria dell'Accademia di Firenze è stata presentata l'installazione video Emergence.

Dopo aver conseguito la laurea alla Syracuse University nel 1973, Viola ha studiato e lavorato con il compositore David Tudor, sperimentando la musica e la scultura sonica. I suoi progetti di musica includono: il video/film Déserts, creato nel 1994 per accompagnare la composizione musicale Déserts di Edgard Varèse; una suite di tre nuove rappresentazioni video per il tour mondiale “Fragilità” del gruppo rock Nine Inch Nails nel 2000; la creazione di un video di quattro ore per la produzione di Peter Sellars del Tristano e Isotta di Richard Wagner nel 2005. Dal 1974 al 1976, è stato direttore tecnico di produzione a Firenze dello studio di videoarte Art/Tapes/22, collaborando con artisti europei e americani (G. Paolini, M. Merz, J. Kounellis, V. Acconci). Con un lungo soggiorno in Giappone (1980-81, nell'ambito della Japan/US creative arts fellowship) ha approfondito lo studio delle tecnologie avanzate del video e i suoi interessi per le filosofie orientali studiando con Daien Tanaka, pittore monaco zen.

Viola ha ricevuto molti riconoscimenti e premi, incluso un John D. e Catherine T. MacArthur Foundation Fellowship e l'Eugene McDermott Award in the Arts, MIT. È stato nominato membro dell'American Academy of Arts and Sciences, riconosciuto Commendatore dell'Ordine delle Lettere e delle Arti dal Governo Francese e più recentemente gli è stato conferito il 21° Premio Internazionale di Catalogna dal Governo di Catalogna. Vive insieme alla moglie Kira Perov, sua collaboratrice storica, a Long Beach, California.

BILL VIOLA. The Raft
Mantova, Palazzo Te (Viale Te)
23 novembre 2013 – 20 febbraio 2014


Orari

lunedì 13.00-18.00
martedì – domenica 9.00-18.00
la biglietteria chiude alle 17.30

Biglietti

Palazzo Te
Intero 8 euro

Ridotto 5 (over 65, soci Touring Club, soci Fai, possessori Cartarte, gruppi di almeno 20 persone)
Ridotto Speciale 2,50 (ragazzi dai 12 ai 18 anni, studenti universitari)
Gratuito (fino agli 11 anni, forze dell'ordine, giornalisti, un accompagnatore ogni 15 unità, soci ICOM)

Palazzo Te + Palazzo San Sebastiano
Intero 9 euro
Ridotto 6 euro
Ridotto Speciale 3 euro

Mantova Musei Card
da 15 euro (Palazzo Te, Palazzo Ducale, Palazzo San Sebastiano, Museo Diocesano, Teatro Bibiena) da 17 euro (i precedenti più Tempio di San Sebastiano, Palazzo della Ragione con torre dell'orologio e Palazzo D'Arco)

Informazioni
tel. 0376 323266
biglietteria.te@comune.mantova.gov.it

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco, tel. 02 36 755 700
anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it
Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

domenica 7 agosto 2011

A Mantova: "Massimo Giannoni. L'Aleph" a cura di Alberto Agazzani

Per un appassionato di libri e librerie come lo scrivente, è facile definire questa mostra come fra le più interessanti da vedere in un prossimo futuro. Infatti, Massimo Giannoni, "L'artista delle librerie" come l'ho sentito appellare non troppo tempo fa, sarà il protagonista di questa importante esposizione a Mantova in settembre, sotto l'attenta e preziosa cura di Alberto Agazzani... Assolutamente da non perdere!!!



Inserita fra gli eventi organizzati in occasione della XV edizione del Festivaletteratura (7-11 settembre 2011). la mostra, il cui titolo è ispirato all'Aleph di Borges, "collega - come scrive il curatore - il tema delle biblioteche di Massimo Giannoni al Festivaletteratura attraverso l'invenzione della parola che si fa suono che si fa messa in scena del ricordo, parola che si fa immagine e come tale diviene mezzo per scandagliare il mondo".
Per l'evento di Mantova, l'artista propone circa 40 opere olio su tela di grandi e medie dimensioni, tutti lavori che declinano appieno i tratti fondamentali della ricerca artistica coltivata negli ultimi 15 anni.
Massimo Giannoni è il primo fra gli artisti italiani a scegliere come soggetto librerie e biblioteche storiche che raffigurano e simboleggiano il sapere contenuto in modo stabile in libri e scaffali.
"Quando mi sono trovato davanti agli occhi per la prima volta una grande biblioteca dipinta da Massimo Giannoni, […] in un attimo, seguito a quello fuggente del primario stupore, mi son chiesto: chissà in che nuova meraviglia si trasformerà questa fresca memoria sospesa quando s'arricchirà della polvere, della "sua" personale memoria?". Questo è uno dei quesiti che si pone il curatore della mostra Alberto Agazzani quando si interroga sull'artista.
Memoria e trasformazione, fissità e luce, sospensione e trascorrere del tempo, aspetti che non generano contraddizione ma che rendono unica l'espressione artistica di Giannoni.
E se nell'Aleph vi è la messa in scena della parola, che cambia in continuazione e che con il suo potere evocativo è strumento della ricerca, così sulle tele di Massimo Giannoni "la materia, il grumo di colore che cresce e s'increspa sulla tela, il gesto rapido di una spatolata grassa e spessa sono in pittura qualcosa di più di un espediente tecnico, di un "effetto speciale" per esplorare la profondità di un'immagine".
La visione ravvicinata e attenta dei suoi dipinti trasforma il soggetto raffigurato in un magma materico e spesso di pittura ad olio, al limite dell'astratto. Nel contempo "una tecnica materica e informale nel particolare ma dettagliatissima nel generale".
Nei lavori di Giannoni vi è sempre un'iconografia riconoscibile: è la distanza nella fruizione dell'opera a fare la differenza. Un gioco che non è ottico ma sostanziale; la realtà dunque è sublimata, mai statica, muta col tempo, con la polvere che si deposita sul colore addensato, con la luce che genera nuove prospettive: "Sui grumi e sulle grasse spatolate di colore che col tempo, asciugandosi, si modificano, su questo divenire continuo s'increspa il divenire continuo della luce, sempre mutevole, mai uguale a se stessa e così rivelatrice di ogni singolo segno lasciato dall'uomo e arricchito da Cronos".
Autore di opere di grande impatto e formato, Giannoni si pone come artista della tradizione ma anche come osservatore della contemporaneità. La sua opera mette d'accordo chi ama la pittura di figura e quella informale, la storia e la cronaca, il passaggio del tempo e il suo permanere. Potremmo definire l'opera di Giannoni come una cerniera che collega la pittura di storia all'attualità.


"Massimo Giannoni. L'Aleph"

A cura di: Alberto Agazzani

Inaugurazione: sabato 3 settembre ore 18.00
Periodo: 03/09/11 - 02/10/11

PALAZZO DELLA RAGIONE - MANTOVA
Piazza Erbe
Mantova

Tel. 0376 288208

Riferimenti e Note:
Tel. Galleria Russo 06 6789949, 06 69920692

Organizzazione: Galleria Russo con la collaborazione e la partecipazione del Comune di Mantova

Ufficio Stampa:
ARTEEFATTI
Barbara Dicorato
Tel. 340 7704969