RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 29 luglio 2013

Matteo Negri / IN LOVE - INAUGURAZIONE MOSTRA CERRUTI ARTE

 
 
Matteo Negri / IN LOVE - INAUGURAZIONE MOSTRA CERRUTI ARTE

installazione di opere per le vie di Santa Margherita Ligure

dal 23 luglio al 30 settembre 2013



Verranno inaugurate il 23 luglio 2013 le tre sculture pubbliche dell'artista Matteo Negri, posizionate in Largo

Amendola, via Torino e via Partigiani d'Italia a Santa Margherita Ligure.


L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Santa Margherita Ligure, organizzata da ABC-ARTE, comprenderà anche una personale dell'artista che si inaugurerà il giorno 02 agosto 2013 alle 18.30 presso gli spazi espositivi di Cerruti Arte a Santa Margherita Ligure.

Un evento di cultura e arte, nato come momento di sinergia tra pubblico e privato, tra istituzioni e società civile, per stimolare sul territorio il coinvolgimento e la partecipazione soprattutto dei più giovani. La nuova macroscultura cittadina A me gli occhi presenterà non più la forma del nodo, ma quella di un fiocco che si proporrà come elemento invasivo, quasi allarmante nella placida e armoniosa tranquillità di Santa Margherita Ligure. Un fiocco che come un drone d’assalto emergerà dalla base dell’opera sovrastando la località ligure non più traendo ispirazione da essa, ma volendola inquadrare. Il fiocco di Matteo Negri in modo antitetico a quello di Jeff Koons apparirà a tratti sgraziato e minaccioso.

Come operazione d’arte pubblica verranno inoltre proposti due macro nodi lego, Our Day Will Come e Space Dynamics che richiameranno quelli di dimensione inferiore presenti nella galleria Cerruti Arte: The Lover’s Loop, At The End of The Day. Nella personale si potranno anche ammirare sia opere in ceramica quali Yellow Unexploded, sia omaggi a Mondrian, come i L’Ego Mondrian cromati, che ad Alighiero Boetti dove sculture e stampe -L’Ego Maps- si porranno in un dialogo tra loro e con le altre forme sferiche e paraboliche
esposte in mostra.


Matteo Negri (San Donato Milanese, 1982) si diploma in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.

Ha lavorato ed esposto in varie ed importanti gallerie, spazi pubblici e fiere d'arte in città come Bruxelles, Berlino, Hong Kong, Londra, Miami, Milano, Roma, Parigi.

L'artista, già avvezzo all'incursione urbana con le sue opere, come a Parigi, Londra e Genova, dove ha da poco concluso una personale intitolata Una cosa divertente che non faro mai più presso la galleria ABCARTE: la mostra, oltre agli spazi della galleria, ha interessato anche il centro cittadino ove, per mesi da P.za De Ferrari, fino a Via Roma e Via XX settembre le sculture di Matteo Negri hanno potuto così dialogare con lo spazio cittadino ed incuriosito i passanti.

Modulo e referente visivo dell'opera di Matteo Negri è l'iconico mattoncino LEGO, a partire dall'evidente consonanza fonetico-scritturale con l’Ego, struttura psichica deputata al rapporto con la realtà ed allo scambio con l’altro. L'aspetto ludico e costruttivo del noto gioco danese cambia segno nel progetto dell’artista, che ne ridefinisce i volumi, modellandoli e riannodandoli in un'inedita visione. In fase formativa, quelle che erano le possibilità di gioco, si trasformano nella sfida alla progettualità.


L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Santa Margherita Ligure, della sponsorizzazione del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure – Gruppo Banco Popolare e della sponsorizzazione tecnica di SIAT.

giovedì 17 gennaio 2013

Matteo Negri / Una cosa divertente che non rifarò mai più



Matteo Negri / Una cosa divertente che non rifarò mai più
18 dicembre 2012 – 19 aprile 2013
Genova

Verrà inaugurata il 18 gennaio 2013 alle ore 19.00 presso la galleria ABC Arte di Genova, diretta da Antonio Borghese, la personale di Matteo Negri, Una cosa divertente che non faro mai più. Il titolo della mostra cita il saggio di un reportage corrosivo di David Foster Wallace sulla tipologia dell'americano medio in vacanza ai Caraibi. Una forte componente ludica è accostata, nel lavoro di scultura, installazione e fotografia di Matteo Negri (Milano 1982), a una riflessione sull'evoluzione del soggetto umano dall'infanzia all'età adulta, e si completa attraverso la selezione eclettica di materiali plastici, dalla ceramica, al bronzo e alle resine.
Il gioco danese LEGO, con i suoi mattoncini ad incastro, diventa l'elemento modulare minimo da cui muove la ricerca di spazio, forme, relazioni cromatiche, interazioni con ambienti interni ed esterni. La scelta, quasi un archetipo trasversale per le generazioni, dalla forte valenza comunicativa ed emozionale, si radica nell'assonanza palese tra il marchio LEGO e l'Ego, come struttura psichica deputata al rapporto con la realtà e allo scambio con l'altro. Il LEGO funziona quindi come metafora del costruire e del manipolare, come icona del gioco e della creazione. Referente dell'artista milanese è il rapporto con il globo terracqueo, a partire dal mondo interiore, non solo a livello psichico, ma anche genetico e molecolare.
Le sue scelte estetiche assumono come espliciti riferimenti iconografici gli artisti Piet Mondrian e Alighiero Boetti, per poi passare all'opera chiave che, sovvertendo scala e formato della sequenza di nucleotidi, traforma il DNA in un'icona perentoria e, allo stesso tempo, volatile di rigenerazione. La mostra, con opere site-specific, è introdotta da un parallelo percorso urbano genovese, en plein air, ed è estesa al tessuto metropolitano attraverso installazioni pubbliche, come già a Parigi, Londra e Honk Kong.
All'ingresso della galleria, il visitatore è invitato al confronto con la suggestiva fotografia (Big Landscape) di un variopinto gruppo di mine smaglianti sul tappeto verde di un biliardo da carambola: annuncio di una partita dagli esiti imprevisti. Nella stessa sala, figurano tre lucenti mine di profondità, in ceramica invetriata, la più grande delle quali sontuosamente squarciata (Ground Zero), in modo da trasformare la detonazione in uno scintillante scenario barocco.
Nel salone centrale, uno spot di luce punta decisamente sulla struttura bianca e fantasmatica di un doppio elicoide (The source code), ideato appositamente per ABC ARTE, e che si impone occupando estensivamente lo spazio circostante.
Dalla sommità dell'installazione sgorga inoltre una nuvola di palloncini bianchi, in una sorta di spartito o autoritratto descrittivo del processo di generazione cellulare del codice genetico. Omaggio alla vocazione marinara di Genova è l'imponente nodo nautico, realizzato nei colori della bandiera di San Giorgio e intitolato Nodo Margherita.
Ritmata da superfici metalliche, variamente modellate, è invece la sala che accoglie quattro esemplari de L'Ego Mondrian, composizione multicolore su fondo di ferro cromato e laccato, in dialogo con L'Ego Mappa, dedicata all'artista scomparso Alighiero Boetti. Allo stesso artista rinviano il mappamondo intitolato L'Ego Globe e le dieci mappe planetarie, cromaticamente diversificate, su base LEGO bianca, dell'ultima sala: visione del mondo a colori, oscillante fra il sogno infantile e la commedia della geopolitica globale.
L'iniziativa gode del Patrocinio del Comune di Genova e di Giovani Imprenditori Confindustria Genova e della sponsorizzazione tecnica di Siat, Papier Digital Comunication, Montalbera Ruché, Garisenda Ricevimenti, Pitto-P.Zeta.
Il catalogo della mostra, con testi di Viana Conti, Milovan Farronato, arch. Carlo Berio, Gerardo Bonomo, intervista di Luca Fiore, conterrà foto e approfondimenti anche sulle incursioni cittadine che, da Largo Eros Lanfranco, condurranno, attraverso la vetrina della sede Banca Monte Paschi di Siena in Via Roma, Piazza De Ferrari e Via XX Settembre angolo Via alla Porta degli Archi, alla galleria ABC-ARTE, sita in via XX settembre 11A.