RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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domenica 8 novembre 2015

Invisible Borders un progetto di Pietro Gaglianò

Ancora per pochi giorni...

 

Invisible Borders
un progetto di Pietro Gaglianò

con la partecipazione di
Albien Alushaj, Adriana Barrios - Barbara Justice, Gioia Bernalotti, Laelle Busch, Simona Di Giovanni, Serena Gallorini, Federica Gonnelli, Andrea Harris, Meri Iacchi, Aryan Ozmaei, Elena Paglicci, Costabile Piccirillo, Daniela Pitrè, Giulio Saverio Rossi

display di fine corso
opening MARTEDÌ 3 NOVEMBRE, ORE 18.30

Srisa presenta al pubblico gli esiti di Invisible Borders, workshop intensivo incentrato sulla rappresentazione dei conflitti, storici, sociologici, culturali che prendono forma attorno alla definizione dei confini.
Quindici artisti provenienti da tutta Italia, dall’Albania, dall’Iran, dagli Stati Uniti, con formazioni diverse, si sono confrontati sulla visibilità dei confini, sul modo in cui prendono forma, si nascondono, separano o mettono in comunicazione i singoli individui, le collettività, le nazioni, le culture.
In questo display di fine corso gli autori propongono le interpretazioni scaturite nel corso del workshop che mantengono la centralità del processo come elemento preminente. Si presentano così progetti in corso, studi, appunti temporanei per l’elaborazione di opere. Gli autori si sono espressi con i linguaggi del contemporaneo, attraverso azioni performative, installazioni, video, fotografie, disegni, progetti relazionali, spesso sperimentando nuovi formati e combinando tra loro diversi ambiti disciplinari.

Per il terzo anno consecutivo Srisa apre gli spazi della scuola e della galleria a un progetto di formazione destinato a giovani artisti, continuando nel il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea a Firenze.
________________________________________________
da martedì 3 a mercoledì 11 novembre 2015
lunedi – venerdi 10:00 – 23:00
ingresso libero

SRISA Gallery of Contemporary Art - Santa Reparata International School of Art
Via San Gallo 53r, 50129 Firenze
055 4627374 - info@santareparata.org - www.santareparata.org/gallery/gallery_home.html

sabato 10 maggio 2014

Should I Stay or Should I Go? - Fuga e Persistenza -



Should I Stay or Should I Go? - Fuga e Persistenza -

Mostra Bi-Personale di Federica Gonnelli e Valentina Lapolla

Due percorsi opposti e paralleli, che si definiscono l’un l’altro: fuga e persistenza. Le due artiste hanno scelto di percorrere ognuna fino in fondo una delle due strade, che sono anche due attitudini e due approcci alla realtà.

Orari di apertura: dalle 17,00 alle 20,00, da martedì a sabato o in altri orari per appuntamento.

Sincresis Arte
Via della Repubblica, 52/54, 50053 Empoli
11 maggio - 7 giugno
 

mercoledì 2 aprile 2014

Tonalità del Velo personale di Federica Gonnelli



Tonalità del Velo

Personale di Federica Gonnelli

a cura di Raul Dominguez
narrazione di Adriana M. Soldini

INAUGURAZIONE
sabato 5 aprile ore 17,00

Si, è un bambino, l’età? Non so, circa sei o sette anni, o cinque, vive o non vive, molto internamente e non si manifesta, è solo dentro, ed è in una calesita, la giostra che gira lenta o a volte veloce, la notte o la sera non lascia vedere i colori, ma qualcosa si, non molto lontano; prima ci sono delle persone che guardano e sorridono, poi niente o qualcosa di verde, poi nero e dopo una luce abbagliante, di nuovo nero e grigio, grigio, più in là una parete bianco-gialla, ritaglia i corpi grossi degli alberi, le lampadine alcune blu e altre rosse in fila, poi la gente di nuovo e la speranza di tanti più giri, che ci tolgono dal presente così come al cinema. E’ un ricordo, è un’impressione, una suggestione che mi è venuta alla mente, pensando al lavoro di Federica: l’evanescenza del ricordo, del passato già perdonato, di questo negare l’immediatezza del tempo attraverso i tules, che però aggiungono il mistero, l’incognita di quello che sarà la realtà. Ma non è solo reminiscenza, il presente presenta l’amore nel cullare la natura, i suoi piccoli fantastici miracoli catturati. Il suo lavoro porta al femminile, al biologico e metafisico Promethean, che ha costantemente cercato libertà e progresso per se stesso, e che adesso quindi costantemente cerca di differenziarsi, e controllare il passato, l’immaginazione, l’emozione, l’istinto, il corpo, la naturalezza.

Raul Dominguez


Nella desolazione di un’epoca dove tutto è in discussione su fondamenta traballanti, l’uomo procede come in un videogame, cercando di sopravvivere ai tranelli disseminati sul percorso. Andando oltre le suggestioni che la sua arte sa creare, Federica Gonnelli offre allo spettatore l’invito a compiere un viaggio iniziatico, per tornare alle origini e ritrovare se stesso, attraverso il medium espressivo che predilige e in cui eccelle, l’installazione. “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre”, diceva Albert Einstein. Così, lo spettatore deve prima liberarsi dai parametri consueti, dai contorni nitidi delle forme conosciute, compreso se stesso, per lasciarsi trasportare nelle opere e riuscire a raccogliere i messaggi che l’artista ha lasciato dietro di sé. Con fiducia, deve accettare l’aiuto che Federica gli offre attraverso il suo alter ego: il velo d’organza, la pelle dell’opera. La sua interposizione non è di ostacolo, ma è il tramite che porta alla conoscenza e all’archiviazione del sapere. Costringe il visitatore a fermarsi e ad avvicinarsi; lo rende attivo, capace di leggere e oltrepassare il lieve drappo per vedere e comprendere in profondità la natura di ciò che cela.
Dalla luce al buio alla luce. È la strada scelta, tutta in discesa. Basta girare l’angolo per intravedere la nuova dimensione che attende l’arrivo dello spettatore. Davanti, si dispiegano in opere di luce la Memoria e la Natura, i due pilastri della nostra esistenza, da cui far ripartire ogni ricostruzione. Mondi fantastici, dettagli intimi di ricordi che la memoria conserva; tracce di vissuto annidate nei meandri dell’inconscio che l’arte di Federica fa emergere e rende visibili all’interno di contenitori-case-rifugi, come tesori da preservare. Spesso non tangibili, per la loro fragilità o perché non ci si fermi alla loro corporeità. Il Tempo – passato/presente/futuro – si svolge in un’atmosfera evanescente. Il Corpo – contenuto/contenitore, presente/assente, parvenza – si mostra attraverso il tessuto nell’interezza o nella frammentarietà. Le suddivisioni di Tempo e Corpo non vanno considerate compartimenti stagni del sommergibile chiamato Vita, ma costituiscono la moltiplicazione delle possibilità. È come una trasmutazione continua dello stato della materia e dell’antimateria, della sostanza e dell’essenza, dove sono rilevanti i luoghi dal confine sfumato e dalla natura labile che si pongono nei punti di contatto tra diversi stadi e tra stati. Ci sono parole riferite a emozioni o a riflessioni intime in cerca di eternità, come nelle due installazioni dedicate ai personaggi della raccolta di poesie “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Master. In Louise & Herbert, lo spettatore si addentra nell’intimità del ricordo doloroso di una relazione amorosa. Effimera come la vita. Il simbolismo dei colori espresso dai veli sottolinea il senso dei versi poetici e il loro incrocio allude all’incontro e alla morte; insieme, formano i petali di un fiore intriso del profumo di una memoria struggente. Nell’installazione,
Federica ha celebrato la metafora del sogno infranto. I volti che Federica ha dato a loro, sovrapponendo il suo a quello di persone legate a lei per affinità o per affetto sono: l’artista Frida Kahlo e il nonno materno Goretto. Nell’installazione Francis (Il Cuore Malato), lo stendardo del protagonista è in piedi appoggiato al muro e vi si ravvisa Antonio Gramsci, il cui cuore malato è il dolore di oggi per gli ideali traditi dalla società contemporanea. Inserita all’interno di una teca, la coppa di vetro nera è il fulcro dell’opera. Foriera di presagi funerei, la sua fragilità vieta di toccarla e gli aculei neri scoraggiano a farlo. Appese, quattordici immagini a doppia esposizione ricreano il clima di quel pomeriggio di giugno in giardino, mescolati ai rimandi biografici dello stesso Masters: le sue case, il fiume Spoon, il cimitero sulla collina. Federica ricorre sempre di più alla luce artificiale per fare strada allo spettatore tra le finissime trame del tessuto d’organza. Una guida mai definibile che si avvale della collaborazione dell’ombra, che esiste perché proviene da lei, la luce. L’artista sa giocare sapientemente con la realtà vista nel binomio luce-ombra, donando due visioni possibili a luce spenta e a luce accesa. Mentre, sottolinea il concetto di transizione e la possibilità di presenza dei corpi con la proiezione fissa o mobile. Questo è il modo di predisporsi alla vita e all’arte di Federica Gonnelli. Un linguaggio artistico che si sviluppa in una molteplicità di significati e di varianti di significato. È al contempo raffinato e ironicamente pop. Sa essere maestoso senza essere urlato e sa essere convincente anche nell’infinitamente piccolo.
Uno sguardo positivo che punta alla qualità dei sogni che aspira a realizzare.

Adriana M. Soldini, narratrice d’arte


la mostra, presentata da COMUNE DI CARMIGNANO, ASSESSORATO ALLA CULTURA e ASSOCIAZIONE CULTURALE CANTIERE D’ARTE ALBERTO MORETTI / GALLERIA SCHEMA prosegue fino al 22 aprile 2014

S.A.A.M.
Spazio d’arte Alberto Moretti / SCHEMA POLIS

Via Borgo 4,
P.za SS. Francesco e Michele, 59015 Carmignano (PO).
Di fronte alla Chiesa seguire le
indicazioni a destra.

Orari:
da mercoledì a domenica
dalle 15 alle 19 o per appuntamento.
Informazioni:
tel. 055 87050231 - 347 9786791 cultura@comune.carmignano.po.it
raouldominguez@gmail.com

Ingresso libero - Free entrance

giovedì 16 gennaio 2014

“ Il corpo che abito " doppia personale Federica Gonnelli / Virginia Panichi



“ Il corpo che abito "
doppia personale
Federica Gonnelli / Virginia Panichi
inaugurazione sabato 18 gennaio 2014  ore 19,00 19.00 

La galleria Art Forum presenta nuovamente, a distanza di un anno, l’opera delle due artiste fiorentine : Federica Gonnelli e Virginia Panichi.
Questo secondo appuntamento vuole essere un approfondimento della loro ricerca artistica recente, anticipata dalla mostra del 2013 “Think pink” a cura di A. Soldini.

Come gran parte delle artiste contemporanee anche Gonnelli e Panichi prendono a modello il loro
status femminile, realizzano loro le opere in tutti i passaggi : non demandano, eseguono.
Sono loro le protagoniste tout court dei propri lavori : autrici, artiste, modelle, fotografe, pittrici, scultrici, stiliste.

Federica Gonnelli e Virginia Panichi sono nate entrambe a Firenze e nello stesso anno, il 1981.
Firenze è la citta della moda e gli anni ’80 hanno eletto la moda a forma artistica (Julian Schnabel posava per Armani),
era inevitabile che questo clima non incidesse sulla formazione delle due artiste.
La Gonnelli ci ricorda che da piccola è cresciuta “tra stoffe, scatoline di cartone, fili colorati, manichini, carte, abiti, matite, grucce e quant’altro concorre nella realizzazione di un abito”, mentre la Panichi ha un passato da stilista, costumista e scenografa.

Il titolo della mostra, il corpo che abito, ci indica l’affinità quasi speculare e la poetica di Gonnelli e Panichi.
Entrambe indagano il rapporto contenuto-contenitore, interiore-esteriore, nudo-vestito con tecniche molto differenti .
Virginia Panichi attraverso la fotografia, ritrae le figure in pose improbabili ma sempre adornate come fossero attrici inconsapevoli di uno spettacolo teatrale in cui l’artista è anche la scenografa.
La Gonnelli predilige l’uso di elementi naturali,( terracotta, vetro, specchio) a volte parti integranti dell’opera altre solo rappresentate.
Il contenitore di questi elementi è quasi sempre un velo di organza, spesso stampato, che con la sua trasparenza ci induce a ricercare il contenuto ormai nebuloso.


Art Forum contemporary 
Via dei Bersaglieri 5/E 40125 Bologna . 
Italy t +39 051 229544 info@artforum.it www.artforum.it

18.01 15.02.2014
martedì - sabato / tuesday - saturday 10.12 / 15.19 info: info@artforum.it
+39 051 229544

giovedì 7 novembre 2013

"L'Effimero colto dal Velo d'Organza"



Arts Factory, Nero Pop e Sala Dogana presentano per “Giovani idee in transito”:

"L'Effimero colto dal Velo d'Organza" mostra personale di Federica Gonnelli
a cura di Adriana M. Soldini

Sala Dogana
Palazzo Ducale
Piazza Matteotti 9 / Genova

Inaugurazione venerdì 08 novembre 2013 alle ore 18.00

La mostra sarà visitabile fino al 24 novembre, dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 20.00


Tengo le fila tra passato e presente,
sul bordo dell’oblio,
custodisco le mie ombre in teche,
come piccole cose preziose da salvare.
Reliquiari, fragili e silenziosi,
su cui si distendono i miei veli.
Federica Gonnelli


Nell’ambito di “Giovani idee in transito” in Sala Dogana di Palazzo Ducale a Genova, venerdì 8 novembre 2013, alle ore 18, inaugura L’effimero colto dal velo d’organza, personale di Federica Gonnelli, a cura della narratrice d’arte Adriana M. Soldini, in mostra fino al 24 novembre 2013.

L’artista si propone attraverso il suo alter ego: il velo d’organza, la pelle dell’opera. La sua interposizione non è di ostacolo, ma è il tramite che porta alla conoscenza e all’archiviazione del sapere. Attraverso il medium espressivo che predilige e in cui eccelle, l’installazione, lo spettatore vedrà mondi fantastici dettagli intimi di ricordi che la memoria conserva; tracce di vissuto annidate nei meandri dell’inconscio che l’arte di Federica fa emergere e rende visibili all’interno di contenitori-case-rifugi, come tesori da preservare. Spesso non tangibili, per la loro fragilità e perché lo spettatore non si fermi alla loro corporeità. Non solo immagini, ma ci sono parole riferite a emozioni o a riflessioni intime in cerca di eternità. È tangibile come il rapporto tra corpo e natura costituisca uno dei fili conduttori della sua arte. Il linguaggio artistico di Federica Gonnelli si sviluppa in una molteplicità di significati e di varianti di significato. È al contempo raffinato e ironicamente pop. Sa essere maestoso senza essere urlato e sa essere convincente anche nell’infinitamente piccolo.

“È come una trasmutazione continua dello stato della materia e dell’antimateria, della sostanza e dell’essenza, dove sono rilevanti i luoghi dal confine sfumato e dalla natura labile che si pongono nei punti di contatto tra diversi stadi e tra stati” – afferma la curatrice Adriana M. Soldini.

L’artista offre l’invito a compiere un viaggio iniziatico verso una maggiore consapevolezza di sé, per il riconoscimento dell’ identità personale e collettiva. Dalla luce al buio. Dal corpo in terracotta di L’Orna-mento/L’Orna-mente, alla richiesta di esito positivo dell’impresa fatta con gli ex voto, fino al momento del passaggio della cortina spazio-temporale con Effimeri Parati. E così giungere nella stanza centrale dove il Tempo – passato/presente/futuro – si svolge in un’atmosfera evanescente. Nel labirinto dei percorsi offerti dalla memoria, come il ricordo di un amore perduto in Louise & Herbert, e dalla natura, come il bosco di Insonne Dormire Ri(s)veglia o l’albero di Cristallidi, l’artista si affida alla luce artificiale delle opere per fare strada allo spettatore tra le finissime trame del tessuto. Una guida mai definibile che si avvale della collaborazione dell’ombra, che esiste perché proviene da lei, la luce. Mentre con la proiezione, l’artista sottolinea il concetto di transizione e la possibilità di presenza dei corpi.

Il progetto è presentato dal collettivo Arts Factory (di cui fa parte l’artista con la curatrice e la poetessa Francesca Del Moro) e dal gruppo neRo POP. Nato nel 2011 da un’idea dell’artista Roberto Messina e presentato a Berlino nel 2012 dalla curatrice del gruppo Adriana M. Soldini, intende rappresentare la vena dark del corpo Neo Pop, senza costituire una corrente, ma muovendosi tra le correnti. Si confronta principalmente con i temi caldi dell’attualità, con la letteratura e la musica, che costituiscono il punto di partenza per raffigurare un immaginario spesso malato, metafora di una società in crisi di valori, ipocrita e dall’inquietante lato oscuro, su cui il gruppo tiene alta l’attenzione. L’elemento distintivo è l’ex voto, inteso come fonte che testimonia una situazione e racconta una storia: omaggio a qualcosa o a qualcuno per una corrispondenza di ideali o di azioni; celebrazione di un evento; espressione visiva di un desiderio o di una promessa. Oltre ad Arts Factory e a Roberto Messina, il gruppo è composto da: Anonymous Art (Elena Bertoni, Simone Romano), Loredana Catania, Massimo Festi, Shanti Ranchetti e Francesca Randi.

Info
Comune di Genova
Ufficio Cultura e città
Progetto Sala Dogana Giovani idee in transito
Tel 0039 0105573975/74806
saladogana@comune.genova.it
www.genovacreativa.it

Federica Gonnelli: www.federicagonnelli.it
Arts Factory: http://vimeo.com/user7538653
neRo POP: http://neropop.weebly.com/

Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – Ufficio Stampa
Tel. 010.5574012-4047-4826
ufficiostampa@palazzoducale.genova.it

Palazzo Ducale – Sala Dogana
piazza Matteotti, 9 – Genova 


evento FB
https://www.facebook.com/events/1401712623399392/?ref_dashboard_filter=upcoming&source=1 

domenica 14 luglio 2013

LOCUS ANIMAE, ottavo episodio

LOCUS ANIMAE, ottavo episodio

Jesolo, Kursaal

da venerdì 19 luglio a sabato 3 agosto 2013




a cura di Stefano Momentè




C’è grande attesa per l’ottavo episodio di Locus Animae, il festival d’arte contemporanea che da anni raduna a Jesolo il meglio dell’arte emergente del nostro Paese. L’evento per l’edizione 2013 ritorna al Kursaal, nel foyer degli spazi congressuali, in piazza Brescia, da venerdì 19 luglio a sabato 3 agosto.


Diciassette gli artisti invitati, oltre agli eventi collaterali che anche per l’ottava edizione caratterizzano l’evento clou dell’estate culturale jesolana, il cui tema è Dea Madre.


«Le cose che sorgono hanno un nome - scrive Aldo Trivellato nella presentazione dell’evento - sono il bene ed il male, gli enti, gli esistenti che nascono e muoiono. Narrarli, spiegarli, è ancora compito umano che coinvolge l’antico mistero del dire e del narrare, l’ars poetica che fa essere simbolicamente le cose.


Nel tempo, il racconto si fa composizione e le divinità più possenti sono maschie. Il fare prende il posto del manifestarsi. La creazione ed il suo opposto, la distruzione, divengono le idee con cui il mondo si forma. L’indistinto diventa potenza dell’Io che sa, pensa, nomina e fa essere. Il mistero profondo viene indagato, sfidato, riprodotto, moltiplicato, negandone l’originalità e frantumandolo nell’infinita moltiplicazione di se stesso. Semi archetipali del non-tempo che era, prima che le cose fossero, rimangono nell’arte e nella parola. Gameti generativi che chi non si accontenta intuisce, chiamandoli stupore, poesia, scienza. Cellule germinali che alludono ancora al nascosto, al non spiegato, simboli del non distinto che si fa possibile: quando il pensiero umano si occupa di questo, al di là del fatto che a farlo sia un chimico, un artista, un ingegnere, un pazzo o un sacerdote, la narrazione attinge all’inconsapevole, intuitivo, prima del tempo. I primi che provarono a dirlo, lo composero femmina, dea madre. L’ottavo episodio di Locus Animae, riaffermando l’idea di un luogo in cui l’anima riflette su se stessa e sul proprio modo di manifestarsi, ritorna alla chance, alla possibilità di attingere ad un oscuro sapere, primigenio e primitivo, forza che precede l’era dei fabbricanti di universi. Perchè l’umano ha un senso, solo quando si racconta».




La scheda




Titolo: Locus Animae, ottavo episodio


Dove: Kursaal, piazza Brescia


Quando: da venerdì 19 luglio a sabato 3 agosto


Inaugurazione: venerdì 19 luglio, ore 19.00, con Aldo Trivellato


Finissage: sabato 3 agosto, ore 21.00


Orari apertura: dalle 20.00 alle 23.00, escluso il lunedì


Artisti partecipanti alla mostra: Salvatore Alessi, Elisa Anfuso, Franco Anzelmo, Alessandro Attombri, Giuseppe Ciracì, Gabriele Colletto, Roberta Coni, Ignazio Fresu, Federica Gonnelli, Jara Marzulli, Marianna Merler, Stefano Momentè, Daniela Montanari, Murat Önol, Roberta Padovani, Salvatore Pellegrino, Dorian Rex.


Catalogo: in mostra


Organizzazione: Next Italia con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Jesolo e il patrocinio di Provincia e Apt di Venezia


A cura di: Stefano Momentè




L’esposizione




Ad esporre, quest’anno sono stati chiamati: Salvatore Alessi, Elisa Anfuso, Franco Anzelmo, Alessandro Attombri, Giuseppe Ciracì, Gabriele Colletto, Roberta Coni, Ignazio Fresu, Federica Gonnelli, Jara Marzulli, Marianna Merler, Stefano Momentè, Daniela Montanari, Murat Önol, Roberta Padovani, Salvatore Pellegrino, Dorian Rex. Ad unirli ancora una volta quel luogo dell’anima da cui l’arte dovrebbe sempre scaturire copiosa.




Gli eventi




Si comincia dalla vernice, curata da Aldo Trivellato, con la presenza di gran parte degli artisti, venerdì 19 luglio alle ore 19.00.


Sabato 27 luglio, ore 21.00: jesoloslampoetry, reading poetico con partecipazione del pubblico presente.


Giovedì 1 agosto, alle ore 21.00, L’annegato più bello del mondo, lettura teatrale con Nives Carli(voce) e Fabio Cecconi (chitarra).


Sabato 3 agosto, alle 21.00, finissage.




I partner di questa edizione




Alla realizzazione dell’ottava edizione contribuiscono:




ASCOM SAN DONà - JESOLO

via Aquileia 92, Lido di Jesolo

t. 0421 383833 fax 0421 91991

info@ascomjesolo.it




CA’ GOTTARDI

Charming House Venice

Cannaregio 2283, Venezia

t. 041 2759333 www.cagottardi.com




HOTEL TROPICAL

via Altinate 49, Lido di Jesolo

t. 0421 362364 www.tropicalhotel.it




PERSONAL LITE PUBBLICITà

Zona artigianale

via V. Lancia 3, Jesolo Paese

t. 347 2530179

info@personallite.it www.personallite.it




ORTOFRUTTA BASSO ALFREDO

Via Roma Destra, 120/E

Lido di Jesolo

(acc.discoteca Il Muretto)

tel. +39 04421 371089





Sono partner tecnici per il vernissage, inoltre:




Natura Sì San Donà di Piave

martedì 5 marzo 2013

THINK PINK. Uno sguardo (positivo) al futuro a cura di Adriana M. Soldini

THINK PINK. Uno sguardo (positivo) al futuro
a cura di Adriana M. Soldini

Anonymous Art / Loredana Catania
Federica Gonnelli / Ilaria Margutti
Virginia Panichi Donati / Francesca Randi

08 03 13 / 22 03 13

Inaugurazione
08 03 13 / h 18.00

Galleria Art Forum
V. dei Bersaglieri 5/E
Bologna

Nella Giornata Internazionale della Donna che ne celebra le conquiste e ne denuncia le discriminazioni e le violenze, venerdì 8 marzo 2013, cinque artiste e un collettivo si danno appuntamento alle ore 18 negli spazi della Galleria Art Forum di Bologna (Via dei Bersaglieri 5/E) con la mostra "THINK PINK. Uno sguardo (positivo) al futuro", a cura della narratrice d’arte Adriana M. Soldini. Insieme si propongono di trattare l’incidere di questo momento storico nella società contemporanea, sulla donna in primis, con piena consapevolezza ma con un atteggiamento verso il futuro decisamente in controtendenza.

"Think Pink", letteralmente pensiero rosa, è diventata un’espressione in uso per indicare il pensiero positivo, il vivere con ottimismo e vitalità, che pare avere un’area nel nostro cervello, individuata recentemente da un’equipe di neurologi dell’Università di New York. Nel nostro paese, il rosa è associato principalmente con il sesso femminile e per una concatenazione di analogie il titolo della mostra vuole indicare che "il pensiero femminile è un pensiero positivo".

Un confronto che pone gli artisti a due a due a seconda del medium artistico, per dare vita a un dialogo confidenziale in cui lo spettatore può intervenire tanto quanto la sua sensibilità gli consente. La pittura è affidata al pop, espresso con minuzia fatta di talento e disciplina, degli Anonymous Art (Elena Bertoni e Simone Romano), che spiccano per il loro intelligente sarcasmo, e di Loredana Catania, che esplora la figura femminile nei suoi aspetti ambivalenti con sagacia. Dal pennello si passa all’ago che si muove sulla garza giustapposta alla tela di Ilaria Margutti per parlare di dolore, guarigione e riscatto; per poi proseguire sull’organza, alter ego di Federica Gonnelli, che sa raccontare se stessa e le altre donne con raffinatezza e ironia. La fotografia si eleva dal reale con il simbolismo arcaico legato alla manipolazione del corpo e al suo desiderio di eternità di Virginia Panichi Donati, mentre Francesca Randi ricorre all’onirico come strumento per rappresentare il quotidiano. Il dualismo espressivo di quest’ultima si perfeziona con la produzione di Vinyl Toys, firmati come RandiMarlene Creations, che costituiscono l’accento brioso al messaggio positivo che è il fine della mostra.

In tempo di crisi, con la perdita di riferimenti e il dilagare di un senso di smarrimento, si sente più che mai il bisogno di contenuti in ogni ambito della nostra vita. Oltre il limite ristretto del puro esercizio di stile, anche l’Arte è chiamata a svolgere il suo compito con l’offerta allo spettatore di opere dalla consistenza culturale e intellettuale in grado di suscitare domande, di aprire discussioni, di indurre alla riflessione e alla denuncia. Così come di infondere grinta e coraggio per affrontare le difficoltà con la fiducia di poterle superare, eliminando i sentimenti cupi di rassegnazione, di impotenza, la tentazione alla fissità che condannano alla sconfitta certa.

La mostra osserverà i seguenti orari:
Da martedì al sabato 10-12 / 15-19
Lunedì e festivi su appuntamento.

Info
Galleria Art Forum Arte Contemporanea
Via dei Bersaglieri, 5/E
40125 Bologna – Italy
Tel 051 229544
Fax: +39 051 270274
Email: info@artforum.it
www.artforum.it

sabato 2 febbraio 2013

A proposito di Entropie a Fiesole



Come avevo promesso qualche giorno fa, oggi sono stato a Fiesole, a visitare la mostra Entropie, in occasione dell'incontro con gli artisti ( vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/01/entropie-parlano-gli-artisti.html).

La mostra mi è piaciuta, gli artisti interessanti (alcuni anche molto), unica pecca: le luci... un po' da macelleria.

L'incontro/dibattito/presentazione condotto da Angelo Pieroni, ben gestito, chiaro ed interessante...
Insomma tutto bene.

Ma come, ultimamente sempre più spesso mi capita però (sarà la vecchiaia), non posso esimermi dal fare un po' di polemica: dove erano le persone? possibile che la gente non sia incuriosità, interessata, stimolata da un incontro dove c'è la possibilità di confrontarsi con giovani artisti, conoscere il loro pensiero, scoprire le loro invenzioni? 
E poi mi vengono a raccontare che c'è voglia di qualcosa di nuovo... ma andate tutti a quel paese!

Ottimi i lavori di Tenardi, della Margutti, del collettivo Spoerndle/Pietrapiana/Zanoni e della Gonnelli