RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 21 ottobre 2013

fotosintesi- Per un immaginario essenziale della fotografia da Garage Bonci




Con fotosintesi Garage Bonci festeggia il suo primo anno di mostre a Pietrasanta.
Nel corso di questi dodici mesi Garage Bonci ha invitato in Versilia artisti emergenti del contemporaneo insieme a nomi già affermati del mercato, mantenendo sempre un alto profilo qualitativo e un’impronta internazionale, volta a dimostrare i più diversi approcci all’immagine e alla materia – approcci generazionali e geografici.
Carole Feuerman e Allison Welch dagli Stati Uniti, Eamonn Farrell e Geoff Dunlop dalla Gran Bretagna, Miho Iwahashi dal Giappone e Peter Dijk dall’Olanda sono solo sei dei 40 artisti, tra italiani e stranieri, che hanno portato il loro lavoro (scultura, fotografia, pittura e installazione) nell’ex officina di piazza della Repubblica, lo spazio espositivo privato più grande di Pietrasanta.
Dal 12 ottobre Garage Bonci torna a parlare di fotografia con la sua sesta collettiva, fotosintesi- Per un immaginario essenziale della fotografia.
In mostra le opere di Aqua Aura, Raffaella Badalotti, Lorenza Ceruti, Carola Gatta, Stefano Germi, Jule Hering, Stefano Lanzardo e Maurizio Vezzoli, otto nomi chiamati a tracciare, con i loro lavori, le linee essenziali della fotografia contemporanea.
Ritratto, paesaggio e concettuale si ritrovano qui a parlare lo stesso linguaggio, fatto di toni netti ed immediati, mai retorici.
fotosintesi-Per un immaginario essenziale della fotografia è aperta dal venerdì alla domenica, dalle 17 alle 21, fino al 10 novembre 2013. Ingresso libero.



Otto fotografi all’essenza dell’immagine: è fotosintesi, la sesta collettiva di Garage Bonci, da ottobre a Pietrasanta 

Che cos’è la fotografia se non un processo di produzione visiva? L’obbiettivo – lo sguardo d’artista - come mediatore, la luce energia generatrice, l’immagine è la creazione finale. Fotosintesi, letteralmente.
In senso lato – e al Garage Bonci dal 12 ottobre al 10 novembre 2013 -, foto-sintesi come selezione: selezione di artisti – otto, come sempre nell’ex officina di piazza della Repubblica a Pietrasanta -, selettivo il loro percorso, focalizzato su un’essenzialità fatta ora di concetto, ora di soggetto.
fotosintesi-Per un immaginario essenziale della fotografia propone al pubblico versiliese le opere di Aqua Aura, Raffaella Badalotti, Lorenza Ceruti, Carola Gatta, Stefano Germi, Jule Hering, Stefano Lanzardo e Maurizio Vezzoli, otto nomi già affermati nella Fine Art Photography.
Ad accomunarli il gusto per una linea pulita, che non pecca in abbondanza regalando allo spettatore una storia priva di eccessi retorici.
Guarda al ritratto, forma essenziale di rappresentazione umana, Aqua Aura, che però maschera i suoi Portraits Survivants con inquietudini che raccontano di crisi ora fisiche, ora emotive. Guarda al murales, prima e primitiva forma di espressione pittorica, Stefano Germi, che raccoglie 7 anni di lavoro di Blu, anonimo street artist italiano tra i più importanti al mondo, in immagini che sono al tempo stesso arte e documento.
Primitiva anche l’ispirazione di Stefano Lanzardo: i corpi della serie Rock Carving sono insieme radiografie e graffiti incisi sulla pellicola, memoria archeologica delle rocce di Begby, in Norvegia.
Di contro, moderni gli scenari aperti da Carola Gatta. Mare o metropoli che sia, la fotografa romana cerca e cattura la luce per fare del bianco – White il titolo del lavoro presentato a fotosintesi -, l’essenza stessa dell’immagine, annullando il superfluo, lasciando impresso nell’opera solo quel che l’artista ha davvero visto.
Il bianco e nero è fondamentale nella descrizione della natura fatta da Raffaella Badalotti: semplice e complicato, elemento duale per eccellenza, il bianco e nero filtrato dall’obbiettivo dell’artista ne La poesia dei contrasti è pennello e compasso che trasforma ciliegi e tulipani in segni grafici ora dolci, ora affilati. Senza il colore, invece, si annullerebbe la vivacità delle opere di Maurizio Vezzoli: rosso e viola, giallo e verde squillano in A filo d’acqua, serie frutto di una ricerca curiosa e raffinata sui voli acquatici di mele, limoni e cavolfiori.
Ancora bianco e nero per le scie di Lorenza Ceruti – quasi fossero disegni a pastello, nei suoi scatti figure e pensieri sfumano veloci. Di nuovo il colore per descrivere le Geometrie urbane di Jule Hering – spazi metropolitani come forme solide, scattati in virtù del loro equilibrio razionale. 

fotosintesi-Per un immaginario essenziale della fotografia, dal 12 ottobre al 10 novembre, aperto dal venerdì alla domenica dalle 17 alle 21. Ingresso libero. 


Garage Bonci 
piazza della Repubblica 3 Pietrasanta 
info@garagebonci.it 
fb Garage Bonci Pietrasanta

venerdì 2 agosto 2013

CROSSOVER-Incroci tra Genere e Materia a Pitrasanta



CROSSOVER-Incroci tra Genere e Materia

CROSSOVER è un esperimento: per la sua quinta collettiva, Garage Bonci scavalca i tracciati di genere – pittura, scultura, fotografia -, per affrontare lo spazio al di là degli incasellamenti.
Lo fa grazie a otto artisti – Horst Beyer, Sandro del Pistoia, Patricia Glauser, Giovanni Lamberti-Le Rond, Laura Piacquadio, Studio Radar, Annalisa Venturini, Tatiana Villani -, in mostra fino all’8 settembre nell’ex officina di piazza della Repubblica, a Pietrasanta.
Focus sulle installazioni, aperto però a un discorso multimediale attraverso più canali visivi ed espressivi: un rapporto tra materie e materiali che cerca un dialogo metaforico, ma anche fisico, col visitatore.
L’identità di ogni artista si gioca quindi su più piani.
Per Sandro del Pistoia si tratta di moduli e proporzioni in bilico tra scultura ed architettura, mentre per Annalisa Venturini il gioco sta nella mimesi dell’iperrealismo, e nella nostra reazione alla viva_cità delle sue sculture.
Dalla tela alla sua tridimensionalità è il percorso comune di Giovanni Lamberti-Le Rond e Patricia Glauser: lui parla astratto, con un linguaggio chimico fatto di piombo e acrilico, pellicola e quarzo a servizio di dipinti “scolpiti”, da piatti a cubo; lei parla sociale, con un linguaggio che è sì poetico – bianco, etereo, leggero -, ma denuncia lo stato della donna oggi con sculture insieme forti e fragili, plasmate col gesso e con la tela.
Indagano lo spazio anche i lavori di Horst Beyer – fili, cavi elettrici e una fitta rete di intrecci a rendere materico il dipinto -, e le installazioni di Laura Piacquadio, orchestrate da metri di tessuto che avvolgono di tensione teatrale muri e pavimenti invitando lo spettatore all’interazione con l’opera stessa.
Sia Tatiana Villani che lo Studio Radar fanno della multidisciplinarietà il loro credo: interesse per i mille volti del contemporaneo, e per il valore politico dell’arte stessa, sono fondamento di Logos, il progetto inedito di Villani; la relazione tra scarto industriale e pietra grezza, e tra pittura e scultura, la strada di Bacci, Ferrari e Camozzi, anime di Studio Radar. 

CROSSOVER-Incroci tra Genere e Materia, indaga quindi la spazialità nel suo complesso: l’uso che ne fa l’artista con le sue opere, e quello che ne fa il visitatore chiamato a una fruizione sì ottica, ma anche tattile e fisica. 

CROSSOVER-Incroci tra Genere e Materia, aperta tutti i weekend, dal 10 agosto all’8 settembre, dal venerdì alla domenica, dalle 18 alle 23. L’ingresso, come sempre, è libero. 

CROSSOVER-Incroci tra Genere e Materia
Orari: dal 10 agosto all’8 settembre 2013, dal venerdì alla domenica, dalle 18 alle 23.

Ingresso libero
Indirizzo: Garage Bonci piazza della Repubblica, 3 Pietrasanta


Info: garagebonci.it, info@garagebonci.it, fb Garage Bonci Pietrasanta 


Gli artisti 

Quel che resta del suo lavoro (è anche programmatore informatico) Horst Beyer lo intreccia, letteralmente, nel suo statement espressivo. Storico dell’arte, tedesco di Monaco ma fiorentino dagli anni Novanta, le opere di Beyer sono percorsi materici nei quali i colori si fanno sostanza insieme a fili e cavi elettrici in un fitto intersecarsi che, di fatto, è rilievo e dipinto plastico. 

Le strutture di Sandro del Pistoia contemporaneamente contengono e sono contenitore dello spazio su cui intervengono. Diplomato all’Accademia di Carrara, oggi in diverse collezioni private (tra le altre Fendi, Pijnenburg), del Pistoia attraverso i suoi moduli si incastra nella realtà fisica, al chiuso o all’aperto che sia, integrandosi ma senza fondersi del tutto con essa, ribadendo una propria identità di opera d’arte e d’architettura. 

Patricia Glauser, colombiana di nascita, toscana d’adozione, all’installazione è arrivata nella maniera più naturale possibile: scomponendo la tela nei suoi elementi primari per farne espressione tridimensionale. La fibra, leggera e assolutamente bianca, prende solidamente corpo per poi descriverlo, il corpo femminile, come una scultura invertebrata, mentre il telaio, da strumento, si fa personaggio, partecipando alla narrazione. Il complesso è ora espressione estetica, ora denuncia sociale. 

Giovanni Lamberti-Le Rond oltrepassa il limite del quadro senza per questo arrivare all’installazione e alla scultura. I suoi lavori sono un ibrido, una pittura tridimensionale in cui giocano un ruolo da protagonisti i materiali, audaci e insoliti. Ferro, acciaio, quarzo, latta, radiatori riciclati e pellicole fotografiche per composizioni astratte e armoniche insieme. 

Laura Piacquadio mette al servizio della sua poetica un’esperienza consolidata nella scenografia teatrale e nell’interior design. Installazioni in bilico tra arredo e arte sono il suo segno distintivo, la reinterpretazione di oggetti in disuso e materiali di scarto (legno, cartone, tessuti) il suo metodo per creare opere estremamente femminili. 

Studio Radar, ovvero Andrea Ferrari (pittore), Paolo Bacci (scultore) e Andrea Camozzi (fotografo), insieme dal gennaio 2013 per dare una risposta multimediale alle necessità espressive del nostro tempo. Con base a Massa negli spazi riqualificati di una fabbrica abbandonata, lo Studio Radar è vivace punto di scambio ed incontro per la comunità artistica, e non solo, apuo-versiliese. 

Annalisa Venturini percorre la strada dell’iperrealismo per descrivere ed interpretare la figura umana al di là dell’estetica. I suoi personaggi dalla pelle di cernit si muovono sul filo della perfezione tecnica (iperrealista, appunto), superando però i canoni di una bellezza standard. Anzi, proprio come nella realtà che imitano, nulla viene nascosto: nascita, crescita e morte, le sue opere tutto rivelano. 

Tatiana Villani nasce in Lombardia, cresce in Puglia, vive e lavora in Toscana: a un côté geografico così vario fa corrispondere un approccio all’arte decisamente multidisciplinare. Diplomata all’Accademia di Firenze, prima pittrice, poi artista visiva a tutto tondo con frequenti incursioni nell’installativo, nell’arte relazionale e nel teatro.