RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 21 ottobre 2013

“Relazioni materiche: nascita di nuovi intrecci dinamici”


“Relazioni materiche: nascita di nuovi intrecci dinamici”
Mostra personale di Enrico Casmirri, a cura di Laura Angelone

Presso Art for Interior Gallery,
Via Pellegrino Rossi 5, Milano (Fermata MM3 Dergano)
In mostra dal 30 ottobre al 18 novembre 2013
Vernissage martedì 29 ottobre dalle ore 18,30.

Milano, 15 ottobre 2013- Esplorare forme, combinazioni e trasformazioni, cercare contatti primordiali, esprimersi nella naturalità degli stimoli: Enrico Casmirri è un vulcano in costante eruzione che ha bisogno di entrare in contatto con la materia e che si alimenta attraverso un incessante confronto con essa.
Tutto parte da una suggestione, da un’inspiegabile attrazione verso ogni elemento che lo circonda. La sua curiosità di trasformare e di testare l’inaspettato non pone limiti alla sua creazione. L’essenza profondamente materica della sua arte dà vita, così, a un percorso che, attraverso il sentire, il toccare, il vivere gli elementi si dirama in diverse direzioni, lasciando aperte continue porte e soluzioni di ricerca. La mostra si pone proprio l’obiettivo di entrare in questa indagine e scoprire l’eclettismo dei lavori dell’artista.
Metallo, sabbia, resina, legno, plastica si uniscono, guidati dall’irrefrenabile, istintivo, profondo desiderio dell’artista di fermare un istante, di creare attraverso la materia quell’equilibrio che corrisponde a una dimensione interiore, impossibile da raccontare in altro modo. Assemblare i diversi materiali diventa un confronto con la natura, una sfida verso l’imprevedibile, una continua scoperta nel lasciare che il naturale e l’artificiale si modifichino reciprocamente. È un’indagine che svela nuovi equilibri, che si lascia plasmare tra l’armonia e l’apparente disarmonia, che dà voce al momento in cui l’unione e il divenire degli elementi creano una nuova forma.
Suggestione che crea arte, dunque. Ecco che un improvviso sguardo dato alle lenzuola di un letto sfatto stimola l’impulso di vivere un’emozione: la sensualità che dolcemente infiamma la creazione. Quel momento è da fermare: quelle pieghe che il gesso rende eterne, quella purezza che il bianco protegge sono il limite da varcare; sono il ponte tra la realtà e l’ istintività.
Saper cogliere una suggestione e viverla nel profondo non è da tutti: significa essere pronti ad afferrare ogni stimolo che il mondo ci presenta. Ecco che la semplice presenza di una ragnatela su un cancello può, quindi, offrire nuovamente la possibilità d’indagare. Ricreare le dinamiche di quei fili, così sapientemente intrecciati per catturare possibili prede, spinge a liberare nuovamente un’emozione; calze di nylon vengono toccate, strappate, smagliate, reinventate proprio come vibranti  ragnatele per giungere quindi a catturare e a vivificare la passione dell’artista stesso.
È solo quando ci si mette in gioco esplorando sino in fondo la complessità della materia che si comprende come sia necessario dar voce a un mondo che stimola la creatività e che è pronto a entrare a pieno diritto nell’arte. Rompere i pregiudizi, liberarsi dai vincoli estetici, dunque; non solo nell’arte, ma anche nella vita. Intrecciare, ramificare, trasformare, modificare relazioni al fine di varcare il limite delle sovrastrutture quotidiane. Come l’arte di Enrico Casmirri, anche noi siamo in evoluzione, basta solo prendere quei fili a cui siamo legati, lasciare che i nodi si sciolgano per poi tornare ad intrecciarsi liberamente ed imprevedibilmente.

Ulteriori riferimenti per informazioni e materiale fotografico:
Via Pellegrino Rossi, 5 - 20161 Milano
Tel. 02.33004956 - Fax 02.39317302
Web:
www.artforinterior.com

Carlo Polvara – Direttore di Galleria -
carlo.polvara@artforinterior.com – cell 3477512084
Laura Angelone – Direttore Artistico – laura.angelone@artforinterior.com – cell. 3494754117
Paola Polvara -   Coordinamento Progetti  - paola.polvara@artforinterior.com   cell. 347 9067322

domenica 20 ottobre 2013

"PICCOLE CREDENZE" mostra personale di Giovanni Manzoni Piazzalunga



"PICCOLE CREDENZE" 
mostra personale di Giovanni Manzoni Piazzalunga 
mercoledi 23 ottobre ore 19.00

Ha fatto il giro del mondo l’immagine del famoso artista cinese Ai Wei Wei che, aprendosi la giacca, mostra l’immagine di se stesso “ricercato” e ritrovato. Bene, ecco la fonte d’ispirazione di Giovanni Manzoni Piazzalunga: perché non raffigurare Cristo che, aprendosi la giacca, mostra, con fierezza, la sua simpatia verso Buddha e, specularmente, Buddha che, aprendo la stessa giacca e con lo stesso orgoglio, rivela la sua consonanza in Gesù? Apertura… il primo suggerimento che si rivela. Intorno a quelle giacche che si dischiudono inizia così una danza che ha come centro il mondo, irrisoriamente incoronato e imbellettato dai giochi di potere; un mondo ormai così distante dalla sua natura primordiale, suggerita dal gorilla che, con distacco e un pizzico di disillusione, osserva in silenzio. Sopra alla figura di Gesù c’è Ganesh, che ne diventa il suo Alter Ego e sopra Buddha c’è la Madonna, omaggio al Giudizio Universale di Michelangelo... ma l’uomo in tutto questo dov’è? Egli è raffigurato ai lati dell’opera, come un ignudo bronzeo della volta della cappella Sistina, spaventato, confuso, pago delle sue piccole, ristrette credenze. Il messaggio arriva forte e chiaro, le religioni devono incontrarsi, devono specchiarsi l’una nell’altra e gli unici in grado di poter realizzare questo cambiamento siamo noi, con la riscoperta della nostra essenza più vera. cit . Laura Angelone


77artgallery
Corso di Porta Ticinese, 77, 20123 Milano

martedì 17 settembre 2013

HERE WE ARE! A smile is for free. Il finassage!

Comunicato stampa
HERE WE ARE! A smile is for free.

Art for Interior Gallery presenta il finissage della mostra collettiva
“Here we are! A smile is for free”, a cura di Laura Angelone



                    Piccole credenze, Giovanni Manzoni Piazzalunga, 200 x 250 cm, tecnica mista. L’opera sarà completata durante il Finissage


… Quale forza può assumere una risata sentita come principio di trasformazione? Ecco la sfida della mostra collettiva “Here we are! A smile is for free”. Angelo Barile, Thomas Bee, Alessio Bolognesi, Matteo Bracciali, Francesco Campanoni, Simone Masetto Maghe, Nick Mascioletti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Ilenia Rosati, Tommaso Santucci e Willow, artisti dalle modalità espressive differenti che, attraverso supporti, tecniche e poetiche diverse, invitano al sorriso. Sia esso ironico, fiabesco, giocoso, provocatorio o malinconico spetta a ognuno di noi sceglierlo…
A luglio ci eravamo lasciati così, ora ci ritroviamo con la rinnovata convinzione che questi sorrisi non debbano spegnersi.  La serata del finissage di “Here we are. A smile is for free” si pone, quindi, come ideale crocevia di scambi e confronti che, incontrandosi e intrecciandosi, sappiano nuovamente innescare le dinamiche  più efficaci per rispondere al nostro delicato momento storico.
Durante la serata avrà luogo l’esclusiva performance di  Giovanni Manzoni Piazzalunga, artista di spicco del panorama artistico contemporaneo milanese (e non solo), del quale, tra le altre, è molto apprezzata la capacità di saper coniugare un raffinato tratto rinascimentale a modalità espressive che più si avvicinano al dripping e alla grande opera murale messicana degli inizi del Novecento. L’atto performativo, imperdibile in quanto offre la possibilità di vedere l’artista in azione, verterà su un’originale e dinamica raffigurazione che, muovendo da intime sollecitazioni spirituali, arriva a definirsi in chiara e rasserenante sintesi sincretica.
E le sorprese non finiranno qui…

Here we are! A smile is for free.
Finissage mercoledì 18 settembre 2013, dalle ore 18,30
presso Art for Interior Gallery,
via Pellegrino Rossi 5, Milano (fermata Dergano M3)
tel. O2/33004956



mercoledì 10 luglio 2013

Here we are. A smile is for free

oggi a Milano...


Here we are. A smile is for free

Art for Interior Gallery presenta “Here we are. A smile is for free”, mostra collettiva a cura di Laura Angelone.

Il lungo inverno è passato. È tempo di farsi travolgere dalla luce e dai colori, di chiudere in un cassetto gli affanni, di riscoprire e rivitalizzare l’energia indispensabile per credere in un cambiamento. Quale modo migliore per farlo se non quello di riflettere sulla parola “sorriso”?
Quale forza può assumere una risata sentita come principio di trasformazione? Ecco dunque la sfida di questa collettiva: artisti dalle modalità espressive differenti che, attraverso supporti, tecniche e poetiche diverse, invitano al sorriso. Sia esso ironico, fiabesco, giocoso, provocatorio o malinconico spetta a ognuno di noi sceglierlo.
Unica condizione è quella di farsi trasportare dalle forme, dai colori, dalle parole e dalle immagini; lo scopo è quello di lasciare fuori ciò che ci opprime, ritrovando la necessaria leggerezza dell’essere.
Sorridere è la cura più costruttiva per rispondere con fermezza al nostro momento storico.
Questo è quello che ci comunicano gli artisti di “Here we are. A smile is for free”: Angelo Barile, Thomas Bee, Matteo Bracciali, Francesco Campanoni, Simone Masetto Maghe, Nick Mascioletti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Ilenia Rosati, Tommaso Santucci e Willow.



Here we are. A smile is for free.

in mostra dal 11 luglio al 10 settembre 2013
Vernissage mercoledì 10 luglio 2013, dalle ore 18,30.
presso Art for Interior Gallery,
via Pellegrino Rossi 5, Milano (fermata Dergano M3).

lunedì 3 dicembre 2012

"BEE pop a lula" personale di Thomas Bee a cura di Laura Angelone.

"BEE pop a lula" personale di Thomas Bee a cura di Laura Angelone. 

 

ART FOR INTERIOR
Via Pellegrino Rossi 5, 20161 Milano

VERNISSAGE martedì 4 dicembre ore 18,30, in mostra sino al 15 gennaio 2012
Personale di THOMAS BEE: in anteprima a "BEE pop a lula" le nuove opere di Thomas Bee. A cura di Laura Angelone.

Parlare con un’arte diretta, semplice e fresca ha la sua croce e la sua delizia. Spesso si corre, infatti, il rischio di incappare in una superficialità diffusa che, con la frase “questo lo so fare anche io!”, pensa di ergersi a giudice e risolutore di un processo creativo. Il fascino più recondito, invece, è legato alla
delizia, ovvero al piacere di portare avanti nuove soluzioni creative e di studiare e affinare continuamente la propria indagine artistica. Thomas Bee è la prova concreta di tutto questo: poliedrico e sferzante, attratto dai diversi linguaggi espressivi del nostro tempo, dalla fotografia al design, dalla scenografia alla pubblicità, delinea la sua arte attraverso una costante sperimentazione. Bee attira, perché guarda al contemporaneo ed elabora interessanti testimonianze del nostro tempo. Bee convince, perché fa dell’arte Pop una base da rinnovare, ricreare e inventare. L’originalità è immediatamente manifesta nel suo personale concetto di creatività, che lo conduce a modificare continuamente il supporto delle sue opere: la tela infatti scompare, sostituita dai più disparati materiali con cui ogni giorno noi tutti abbiamo a che fare.
L’idea di rendere opera d’arte un tagliando del parcheggio offre a Thomas la possibilità di confrontarsi con diverse sfere comunicative. Dirompente è il messaggio di accostare un supporto così strettamente legato a un mezzo inquinante come l’automobile a un’immagine che si riferisce, invece, alle soluzioni alternative di trasporto, denunciando una necessità di tornare a respirare quell’ossigeno che il mondo d’oggi sembra costantemente toglierci. Innovativo è lo sviluppo delle figure rappresentate sul gratta e sosta milanese, che, andando a riprendere l’arte aulica per eccellenza, arriva a essere uno studio di corpi nudi, così veri e attuali. Unica è la proposta stessa di nobilitare un supporto per noi così “quotidiano” e farlo diventare testimonianza indelebile del nostro periodo storico.
Sperimentare è proprio l’imperativo categorico: l’artista riprende il concetto Pop delle “icone”, svuotate del loro valore sacrale e mostra come basti semplicemente identificarsi in un modello, assimilato e accettato come tale dalla società, per appagare il proprio egocentrismo e per seguire il falso mito dell’apparenza. Bee, però, riesce a stabilire un personalissimo contatto con queste icone: tanto svuota il valore dell’immagine, quanto inonda le sue opere di significato attraverso lo studio di nuove soluzioni creative per sostituire la tela. Ecco dunque che attinge dal mondo ludico dell’infanzia, costruendo le immagini attraverso i chiodini, perché in fondo, creare con gli occhi di un bambino significa proprio continuare a indagare la realtà. Ecco che schernisce il contemporaneo delineando forme, contorni e colori con le pillole, farmaci alienanti oggi iper utilizzati e abusati. Ecco che si avvicina al 3D, realizzando un collage di mattoni in terracotta, di carta, di legno, di plastica… e ricrea una piccola parte di mondo dove, giocando con il proprio nome, si raffigura come una pecora che scappa dalle convenzioni, che fugge minacciato da chi, più forte, vuole affermare il proprio potere, che si misura con tante ombre prive di personalità. Come combatte Bee contro il Golia contemporaneo? Con l’ironia e la stravaganza.
Lo sviluppo dei pluriball come supporto offre la possibilità di comprendere la minuzia e la complessità della sua ricerca. Nei suoi primi lavori l’artista crea un’immagine similare a una fotografia, in cui lo sfondo neutro ben evidenzia il personaggio. Successivamente prosegue nella sua ricerca e arricchisce il fondo con elementi caratteristici dell’icona raffigurata. Come ultimo passo, Bee sviluppa proprio il concetto dell’evoluzione del supporto e rappresenta un forte e intenso quadro della società contemporanea: tante piccole statuine sono imprigionate nelle bolle del pluriball, solitarie, prive di alcuna possibilità di interagire e comunicare l’una con l’altra. In tale senso si collocano anche i lavori realizzati con le cannucce da cocktail: il supporto dà un nuovo senso allo spessore delle opere e rende unico il gioco di luci; apparenza… perché le cannucce, affiancate l’una all’altra, costruiscono una piccola gabbia che tanto ricorda le celle di un alveare e che risucchia, blocca, aliena figure e osservatore.
Ingegnoso e originale, provocatore e innovativo, Thomas Bee riesce a presentare concetti complessi con una semplicità disarmante; lo sai fare anche tu? Bene, perché non l’hai fatto?! (laura angelone)

THOMAS BEE
Ancora una volta Thomas Bee arriva al punto, e ci sorprende.
Tra le mani, le nostre mani, non abbiamo la solita reiterata giustificazione d’essere.
Ciò che deve piacere per dirla tutta.
Tra le mani abbiamo un liquido che scotta e brucia.
Ci bastiamo noi? La domanda è semplice, sì, ma così importante nella sua sintetica alterità da sollecitare prepotentemente la nostra parte assente a divenire manifesta.
Thomas Bee si espone sul ciglio del precipizio e guarda al suo artigianale paracadute.
Non lo mette a mercato, lo usa lui, e ci si butta nel vuoto.
Se funziona arriva a terra e, lui volendo, ci racconterà lo svolgersi del salto.
Se non funziona i cocci sono comunque buoni per fare altro, ad esempio per non inseguire
lo scardinamento da se’ ma per costruire un nuovo linguaggio.
Bee capitalizza una conoscenza dell’essere che mostra concretezza, sublima una quotidianità troppo spesso trascurata.
Parcellizzati noi, ricondotti all’interno di miseri alvei nei quali esprimiamo un desiderio estremo di contatto.
L’opera di Thomas Bee, nell’ultimo periodo, è cresciuta potentemente e si è palesata per ciò che è. Se ieri Bee ci faceva bastare il vip-pop, pur indicandoci tracce di indagine, oggi
Il suo fare ci sollecita a dar fuoco alle polveri e a intraprendere un “piccolo” viaggio… “drive your head… “
Il gratta e sosta si è evoluto…. La bicicletta, l’elefante e la memoria… siamo noi, in dimensione uno a uno, a vivere nelle parcelle dei parcheggi, a sostare, a vivere la quotidianità nella ricerca spasmodica di una sosta. E Buummm! Bee arriva a colpire, meglio a indicarci, che si deve uscire… restar dentro è sempre un inganno e un danno.
Soffriamo il compulsivo desiderio di non mancare… manchiamo a noi nella vertigine dell’assenza…
…ma trovando il parcheggio… una cella… una cazzo di gabbia ove collocarsi per esserci ed essere… venir forse riconosciuti e testimoniare ad altri la nostra presenza….
Bee mi spiazza, i suoi guantoni arrivano davvero a darmi un uppercut…
Chiusi in microcelle di polietilene, omini quasi insignificanti eppur vivi, un urlo che chiede d’esser colto… oppure dimenticato…
Bee è potente nel suo agire… se lo interrogo mi offre Warhol.
O Marilyn, in pillole. Warhol… così perfettamente e definitivamente ricondotto a se’.
L’icona di una parcella di tempo passato. Ma attuale per mercato e speculazioni di varia natura. Nell’opera di Bee Warhol (lui) smitizza se’ stesso accumulandosi. Divenendo da icona post-mortem quanto aveva preconizzato e ottenuto per la sua arte. Un multiplo. Un multiplo di sé in accumulazione costante. Da qui credo la scelta di Bee di un Andy Warhol vagamente stranito, profondamente metafisico.
Monroe. Vita impegnativa e rovente la sua. Frequentazioni difficili, a volte noiose, forse maldestre, e a tratti politicamente pericolose.
Bee credo non voglia pensare al solito inganno.
C’è umanità… soprattutto… sostanza… e le pillole… questo è quanto…
Il sorriso, malinconico e drogato, non cambia e guarda alle nostre parcelle d’essere, al nostro impegno nel frammentarci… e alla nostra condizione di briciole umane troppo spesso incapaci di amore.
Monroe… Warhol… noi dentro le bolle di polietilene…
(Ferdinand Lucien Biancì)

sabato 6 ottobre 2012

VANIA ELETTRA TAM - Cielo, cielo… mi manca - a cura di Laura Angelone

Paure conscie ed inconscie. Fascino e fragilità. Micro e Macro cosmi... queste sono le donne raccontate da Vania Elettra Tam... e se non fosse solo un racconto ma una "spietata" verità?



VANIA ELETTRA TAM
Cielo, cielo… mi manca  -  a cura di Laura Angelone
Inaugurazione 22 ottobre 2012 ore 18,30
in mostra 22.10.2012 – 30.11.2012


ART FOR INTERIOR Gallery di Milano inaugura lunedì 22 ottobre 2012 alle ore 18,30 la mostra personale di VANIA ELETTRA TAM dal titolo “cielo, cielo… mi manca” , a cura di Laura Angelone.

L’artista propone una selezione di opere del progetto “Il cielo in una stanza”, tele, tavole e disegni per raccontare il desiderio di affrontare l’esistenza con una più saggia leggerezza.


Le opere di Vania raffigurano donne malinconiche, impaurite, perse in un mondo di convenzioni. Partendo dal manifestarsi di un fatto reale, quale la rottura di un tacco o la percezione delle proprie paure, “cielo… un ragno!”, esse sono chiamate a fare i conti con l’inconscio; l’attimo in cui questo accade, diventa l’“epifania”, l’episodio rivelatore che mostra i significati più profondi dell’esistenza. Il fascino del lavoro è proprio qui nascosto.


Ecco che si apre, infatti, “un altro mondo” dal sapore onirico e misterioso, che invita lo spettatore a giocare con le forme, con le ombre e spinge a guardare con attenzione, poiché nulla è come sembra. Esso rivela un bisogno di recuperare quella dimensione fanciullesca che aiuta a prendersi meno sul serio e a beffare quelle situazioni che sembrano così disperate.

Il recupero di un passato, quello in cui collezionare e scambiare figurine bastava per essere felici, quella “voglia di leggerezza”, che si trasforma in angoscia se contaminata dagli stereotipi.

Le ombre, inoltre, rivelano forti richiami alla femminilità, invitano a giocare con la consapevolezza che si può essere donne sensuali anche con un tacco rotto o rincorrendo le proprie paure. Cosa manca, dunque, affinché i due mondi s’incontrino? (Laura Angelone)


Vania Elettra Tam, come ormai sua consuetudine, tratta i problemi del vivere quotidiano con ironia e leggerezza, facendo entrare le opere più facilmente nell’animo di chi le osserva, evitando di servirsi della provocazione fine a se stessa.


Non a caso l’artista in questa sua nuova ricerca sceglie di usare tonalità tendenzialmente monocrome utili a rafforzare la sensazione d’incertezza che l’artista intende comunicare, oltre ad offrire una chiave di lettura più immediata ma assolutamente non banale, sottolineata dalla presenza di ombre di elementi vegetali. Una Vania Elettra Tam sempre ironica e spiritosa ma decisamente più spirituale ed introspettiva. (Frattura Scomposta contemporary art magazine)


VANIA ELETTRA TAM

Comasca di nascita, milanese di adozione, Vania Elettra Tam è uno dei frutti artistici della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e della scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco.
L’ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale.
I rifugi casalinghi, la delicatezza e l’instabilità dei suoi microcosmi quotidiani l’hanno fatta conoscere ed apprezzare in Italia e all’estero, dove ha esposto in città come Praga, Londra, Miami e San Diego.
Si segnalano in particolare le mostre personali milanesi “Un giorno di ordinaria pulizia” a cura di Igor Zanti e “Cronaca Rosa” a cura di Alessandra Redaelli. Fra le collettive: “Un’altra storia” in San Carpoforo a Milano a cura di Edoardo di Mauro; “Aquisizioni” al Museo Parisi Valle di Maccagno a cura di Claudio Ricci; la 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia Regione Lombardia a Palazzo Te di Mantova e a Palazzo dei Congressi - Sala Nervi a Torino a cura di Vittorio Sgarbi.

ART FOR INTERIOR Gallery

Via Pellegrino Rossi 5
20161 Milano
Paola de Riva
Cell 3356008189
Paola.deriva@artforinterio
r.com