RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 6 settembre 2013

Here we are! A smile is for free - finissage

Difficilmente pubblico la notizia di un Finissage... ma questo è un evento speciale...

 



Here we are! A smile is for free 
Art for Interior Gallery,
via Pellegrino Rossi 5, Milano (fermata Dergano M3)
finissage
 18 settembre 2013
… Quale forza può assumere una risata sentita come principio di trasformazione? Ecco la sfida della mostra collettiva “Here we are! A smile is for free”. Angelo Barile, Thomas Bee, Alessio Bolognesi, Matteo Bracciali, Francesco Campanoni, Simone Masetto Maghe, Nick Mascioletti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Ilenia Rosati, Tommaso Santucci e Willow, artisti dalle modalità espressive differenti che, attraverso supporti, tecniche e poetiche diverse, invitano al sorriso. Sia esso ironico, fiabesco, giocoso, provocatorio o malinconico spetta a ognuno di noi sceglierlo…
A luglio ci eravamo lasciati così, ora ci ritroviamo con la rinnovata convinzione che questi sorrisi non debbano spegnersi. La serata del finissage di “Here we are. A smile is for free” si pone, quindi, come ideale crocevia di scambi e confronti che, incontrandosi e intrecciandosi, sappiano nuovamente innescare le dinamiche più efficaci per rispondere al nostro delicato momento storico.
Durante la serata avrà luogo l’esclusiva performance di Giovanni Manzoni Piazzalunga, artista di spicco del panorama artistico contemporaneo milanese (e non solo), del quale, tra le altre, è molto apprezzata la capacità di saper coniugare un raffinato tratto rinascimentale a modalità espressive che più si avvicinano al dripping e alla grande opera murale messicana degli inizi del Novecento. L’atto performativo, imperdibile in quanto offre la possibilità di vedere l’artista in azione, verterà su un’originale e dinamica raffigurazione che, muovendo da intime sollecitazioni spirituali, arriva a definirsi in chiara e rasserenante sintesi sincretica.
E le sorprese non finiranno qui…

mercoledì 10 luglio 2013

Here we are. A smile is for free

oggi a Milano...


Here we are. A smile is for free

Art for Interior Gallery presenta “Here we are. A smile is for free”, mostra collettiva a cura di Laura Angelone.

Il lungo inverno è passato. È tempo di farsi travolgere dalla luce e dai colori, di chiudere in un cassetto gli affanni, di riscoprire e rivitalizzare l’energia indispensabile per credere in un cambiamento. Quale modo migliore per farlo se non quello di riflettere sulla parola “sorriso”?
Quale forza può assumere una risata sentita come principio di trasformazione? Ecco dunque la sfida di questa collettiva: artisti dalle modalità espressive differenti che, attraverso supporti, tecniche e poetiche diverse, invitano al sorriso. Sia esso ironico, fiabesco, giocoso, provocatorio o malinconico spetta a ognuno di noi sceglierlo.
Unica condizione è quella di farsi trasportare dalle forme, dai colori, dalle parole e dalle immagini; lo scopo è quello di lasciare fuori ciò che ci opprime, ritrovando la necessaria leggerezza dell’essere.
Sorridere è la cura più costruttiva per rispondere con fermezza al nostro momento storico.
Questo è quello che ci comunicano gli artisti di “Here we are. A smile is for free”: Angelo Barile, Thomas Bee, Matteo Bracciali, Francesco Campanoni, Simone Masetto Maghe, Nick Mascioletti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Ilenia Rosati, Tommaso Santucci e Willow.



Here we are. A smile is for free.

in mostra dal 11 luglio al 10 settembre 2013
Vernissage mercoledì 10 luglio 2013, dalle ore 18,30.
presso Art for Interior Gallery,
via Pellegrino Rossi 5, Milano (fermata Dergano M3).

venerdì 3 maggio 2013

L'ARTE DEL RUGBY

Dario Brevi


Sabato 4 maggio 2013 alle ore 17,30 presso la Galleria Centro Steccata di Parma verrà inaugurata la mostra “L’arte del rugby” con il patrocinio della Federazione Italiana Rugby. Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità. L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio, Filippini, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby. La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”. Per sottolineare l’importante avvenimento culturale è stato pubblicato dalla Galleria Centro Steccata un volume a cura di Alberto Mattia Martini dove saranno pubblicate tutte le opere.
 
GALLERIA CENTRO STECCATA
Strada Garibaldi 23 - 43121 Parma 
tel/ fax 0521.285118 mobile 
+39 3401126164 
http://www.centrosteccata.com.com/
info@centrosteccata.com
Direzione: Patrizia Lodi Apertura tutti i giorni festivi esclusi
(su appuntamento) 10:30 - 13:00 / 15.30 - 19:30

sabato 9 febbraio 2013

L'arte del rugby... da Colossi a cura di Alberto Mattia Martini

L'arte del rugby
A cura di Alberto Mattia Martini
Con il Patrocinio della Federazione Italiana di Rugby

SABATO 9 FEBBRAIO 2013 dalle ore 16:00

Galleria Colossi Arte Contemporanea, Brescia

Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità.
L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio Filippini, Enzo Fiore, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby.
La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”.
Catalogo in galleria,

lunedì 3 dicembre 2012

"BEE pop a lula" personale di Thomas Bee a cura di Laura Angelone.

"BEE pop a lula" personale di Thomas Bee a cura di Laura Angelone. 

 

ART FOR INTERIOR
Via Pellegrino Rossi 5, 20161 Milano

VERNISSAGE martedì 4 dicembre ore 18,30, in mostra sino al 15 gennaio 2012
Personale di THOMAS BEE: in anteprima a "BEE pop a lula" le nuove opere di Thomas Bee. A cura di Laura Angelone.

Parlare con un’arte diretta, semplice e fresca ha la sua croce e la sua delizia. Spesso si corre, infatti, il rischio di incappare in una superficialità diffusa che, con la frase “questo lo so fare anche io!”, pensa di ergersi a giudice e risolutore di un processo creativo. Il fascino più recondito, invece, è legato alla
delizia, ovvero al piacere di portare avanti nuove soluzioni creative e di studiare e affinare continuamente la propria indagine artistica. Thomas Bee è la prova concreta di tutto questo: poliedrico e sferzante, attratto dai diversi linguaggi espressivi del nostro tempo, dalla fotografia al design, dalla scenografia alla pubblicità, delinea la sua arte attraverso una costante sperimentazione. Bee attira, perché guarda al contemporaneo ed elabora interessanti testimonianze del nostro tempo. Bee convince, perché fa dell’arte Pop una base da rinnovare, ricreare e inventare. L’originalità è immediatamente manifesta nel suo personale concetto di creatività, che lo conduce a modificare continuamente il supporto delle sue opere: la tela infatti scompare, sostituita dai più disparati materiali con cui ogni giorno noi tutti abbiamo a che fare.
L’idea di rendere opera d’arte un tagliando del parcheggio offre a Thomas la possibilità di confrontarsi con diverse sfere comunicative. Dirompente è il messaggio di accostare un supporto così strettamente legato a un mezzo inquinante come l’automobile a un’immagine che si riferisce, invece, alle soluzioni alternative di trasporto, denunciando una necessità di tornare a respirare quell’ossigeno che il mondo d’oggi sembra costantemente toglierci. Innovativo è lo sviluppo delle figure rappresentate sul gratta e sosta milanese, che, andando a riprendere l’arte aulica per eccellenza, arriva a essere uno studio di corpi nudi, così veri e attuali. Unica è la proposta stessa di nobilitare un supporto per noi così “quotidiano” e farlo diventare testimonianza indelebile del nostro periodo storico.
Sperimentare è proprio l’imperativo categorico: l’artista riprende il concetto Pop delle “icone”, svuotate del loro valore sacrale e mostra come basti semplicemente identificarsi in un modello, assimilato e accettato come tale dalla società, per appagare il proprio egocentrismo e per seguire il falso mito dell’apparenza. Bee, però, riesce a stabilire un personalissimo contatto con queste icone: tanto svuota il valore dell’immagine, quanto inonda le sue opere di significato attraverso lo studio di nuove soluzioni creative per sostituire la tela. Ecco dunque che attinge dal mondo ludico dell’infanzia, costruendo le immagini attraverso i chiodini, perché in fondo, creare con gli occhi di un bambino significa proprio continuare a indagare la realtà. Ecco che schernisce il contemporaneo delineando forme, contorni e colori con le pillole, farmaci alienanti oggi iper utilizzati e abusati. Ecco che si avvicina al 3D, realizzando un collage di mattoni in terracotta, di carta, di legno, di plastica… e ricrea una piccola parte di mondo dove, giocando con il proprio nome, si raffigura come una pecora che scappa dalle convenzioni, che fugge minacciato da chi, più forte, vuole affermare il proprio potere, che si misura con tante ombre prive di personalità. Come combatte Bee contro il Golia contemporaneo? Con l’ironia e la stravaganza.
Lo sviluppo dei pluriball come supporto offre la possibilità di comprendere la minuzia e la complessità della sua ricerca. Nei suoi primi lavori l’artista crea un’immagine similare a una fotografia, in cui lo sfondo neutro ben evidenzia il personaggio. Successivamente prosegue nella sua ricerca e arricchisce il fondo con elementi caratteristici dell’icona raffigurata. Come ultimo passo, Bee sviluppa proprio il concetto dell’evoluzione del supporto e rappresenta un forte e intenso quadro della società contemporanea: tante piccole statuine sono imprigionate nelle bolle del pluriball, solitarie, prive di alcuna possibilità di interagire e comunicare l’una con l’altra. In tale senso si collocano anche i lavori realizzati con le cannucce da cocktail: il supporto dà un nuovo senso allo spessore delle opere e rende unico il gioco di luci; apparenza… perché le cannucce, affiancate l’una all’altra, costruiscono una piccola gabbia che tanto ricorda le celle di un alveare e che risucchia, blocca, aliena figure e osservatore.
Ingegnoso e originale, provocatore e innovativo, Thomas Bee riesce a presentare concetti complessi con una semplicità disarmante; lo sai fare anche tu? Bene, perché non l’hai fatto?! (laura angelone)

THOMAS BEE
Ancora una volta Thomas Bee arriva al punto, e ci sorprende.
Tra le mani, le nostre mani, non abbiamo la solita reiterata giustificazione d’essere.
Ciò che deve piacere per dirla tutta.
Tra le mani abbiamo un liquido che scotta e brucia.
Ci bastiamo noi? La domanda è semplice, sì, ma così importante nella sua sintetica alterità da sollecitare prepotentemente la nostra parte assente a divenire manifesta.
Thomas Bee si espone sul ciglio del precipizio e guarda al suo artigianale paracadute.
Non lo mette a mercato, lo usa lui, e ci si butta nel vuoto.
Se funziona arriva a terra e, lui volendo, ci racconterà lo svolgersi del salto.
Se non funziona i cocci sono comunque buoni per fare altro, ad esempio per non inseguire
lo scardinamento da se’ ma per costruire un nuovo linguaggio.
Bee capitalizza una conoscenza dell’essere che mostra concretezza, sublima una quotidianità troppo spesso trascurata.
Parcellizzati noi, ricondotti all’interno di miseri alvei nei quali esprimiamo un desiderio estremo di contatto.
L’opera di Thomas Bee, nell’ultimo periodo, è cresciuta potentemente e si è palesata per ciò che è. Se ieri Bee ci faceva bastare il vip-pop, pur indicandoci tracce di indagine, oggi
Il suo fare ci sollecita a dar fuoco alle polveri e a intraprendere un “piccolo” viaggio… “drive your head… “
Il gratta e sosta si è evoluto…. La bicicletta, l’elefante e la memoria… siamo noi, in dimensione uno a uno, a vivere nelle parcelle dei parcheggi, a sostare, a vivere la quotidianità nella ricerca spasmodica di una sosta. E Buummm! Bee arriva a colpire, meglio a indicarci, che si deve uscire… restar dentro è sempre un inganno e un danno.
Soffriamo il compulsivo desiderio di non mancare… manchiamo a noi nella vertigine dell’assenza…
…ma trovando il parcheggio… una cella… una cazzo di gabbia ove collocarsi per esserci ed essere… venir forse riconosciuti e testimoniare ad altri la nostra presenza….
Bee mi spiazza, i suoi guantoni arrivano davvero a darmi un uppercut…
Chiusi in microcelle di polietilene, omini quasi insignificanti eppur vivi, un urlo che chiede d’esser colto… oppure dimenticato…
Bee è potente nel suo agire… se lo interrogo mi offre Warhol.
O Marilyn, in pillole. Warhol… così perfettamente e definitivamente ricondotto a se’.
L’icona di una parcella di tempo passato. Ma attuale per mercato e speculazioni di varia natura. Nell’opera di Bee Warhol (lui) smitizza se’ stesso accumulandosi. Divenendo da icona post-mortem quanto aveva preconizzato e ottenuto per la sua arte. Un multiplo. Un multiplo di sé in accumulazione costante. Da qui credo la scelta di Bee di un Andy Warhol vagamente stranito, profondamente metafisico.
Monroe. Vita impegnativa e rovente la sua. Frequentazioni difficili, a volte noiose, forse maldestre, e a tratti politicamente pericolose.
Bee credo non voglia pensare al solito inganno.
C’è umanità… soprattutto… sostanza… e le pillole… questo è quanto…
Il sorriso, malinconico e drogato, non cambia e guarda alle nostre parcelle d’essere, al nostro impegno nel frammentarci… e alla nostra condizione di briciole umane troppo spesso incapaci di amore.
Monroe… Warhol… noi dentro le bolle di polietilene…
(Ferdinand Lucien Biancì)

martedì 17 aprile 2012

INSIDE MARILYN

Mobilitazione "ciclopica" per il  50° anniversario della scomparsa del mito dei miti... troppi amici e profonda stima nei confronti di molti per segnalare qualcuno nello specifico... l'unico modo è andare a vedere la mostra, merita!


INSIDE MARILYN, questo era il nome attribuito dalla torinese P.O.W. Gallery lo scorso dicembre alla mostra collettiva che per il 2012 sarebbe diventato un tour in tutta Italia in occasione del 50° anniversario della scomparsa della DIVA delle DIVE.
L’evento espositivo INSIDE MARILYN, creato per celebrare Norma Jeane Baker Mortensen, l’attrice divenuta famosa in tutta il mondo con il nome di Marilyn Monroe, icona senza tempo di bellezza, sensualità, dolcezza e femminilità è stata ideata da Alessandro Icardi e desiderava, sin dalla sua concezione, non essere solo una celebrazione dell'icona in senso classico, ma una profonda analisi di ciò che l'icona ha ispirato agli artisti di tutti i tempi.
Lo scorso dicembre veniva dunque inaugurata la mostra/viaggio che partendo da Andy Warhol, il primo artista ad aver raffigurato Marilyn Monroe, passava per Mimmo Rotella con i suoi strappi cinematografici abbinate anche alle poesie di Alda Merini.
Il viaggio nell'ICONA proseguiva con il contemporaneo Ugo Nespolo fino ad arrivare alle polaroid del celebre fotografo milanese Maurizio Galimberti senza escludere i più giovani ed audaci artisti quali ad esempio Angelo Barile con una sua interpretazione della non-fine del mito, XEL con una trasfigurazione street e il fotografo Stefano Bordieri con le sue Drag ispirate al mito dei miti.
La giornalista de La Stampa ha scritto in un suo articolo dedicato all'evento: […] la mostra è certamente un tributo all'icona pop ma il suo essere non banale stupisce […].
Ciascun artista ha proposto quindi la “propria” MARILYN, intendendo come nella data del suo 50° anniversario della morte il suo personaggio sia ancora attuale a livello estetico, ma differente nella comunicazione che può veicolare.

L'evento torinese ha avuto un eco tale da essere richiesta per essere esportata in un tour opportunamente arricchita, tappa per tappa, con altre suggestioni e interpretazioni contemporanee.
INSIDE MARILYN approderà al Combines XL Gallery di Milano in aprile (vernissage giovedì 26 aprile), ampio spazio multifunzionale dallo stile elegante e contemporaneo, sotto la curatela di Giuseppe Iavicoli, designer e stimato organizzatore di eventi.
La tappa all'ombra della madonnina vedrà un palinsesto di artisti d'eccezione; le opere provenienti del progetto torinese a cui verranno aggiunte quelle di milanesi doc e artisti internazionali a cui è stato chiesto di interpretare il mito.
Verranno presentate le opere di Andy, celebre musicista rock che presenterà una Marilyn sgargiante dai suoi tipici colori fluo, una geniale interpretazione su stoffa di Giampiero Gasparini, le versioni più “illustrate” di Mr. Wany e Akab, una Marilyn in versione Nocurves e molti altri ancora.
Il palinsesto milanese completo prevede 50 artisti, uno per ogni anno del suo anniversario, Enrico Aliberti - Daniele Alonge - Andy - ArtCode – Akab - Giampaolo Atzeni - Sebastiano Balbo - Angelo Barile - Thomas Bee - Stefano Bressani - Alberto Bongini - Stefano Bordieri - Enrico Camontelli - Federico Comelli Ferrari - Mr. Degrì - Marco De Barba - Nizzo De Curtis - Pietro Di Lecce - Christian Evallini - Mariano Franzetti - Giampiero Gasparini - Gianni Gianasso - Duty Gorn - Beppe Trx - Legamenti** - Emanuele Mannisi Pep Marchegiani - Alda Merini - Millo - Ezio Minetti - Marco Minotti - No Curves - Danica Ondrejovic - Stefano Stefanini - Valeria Paniccia - Alain Payet - Pietro Puccio - Mimmo Rotella - Ugo Nespolo - Sigis Vinylis - Diego Scursatone - Giuditta Solito - Vania Elettra Tam - Angelo Volpe - Mr. Wany - Andy Warhol - Fabio Weik – Xel.
Sempre in occasione del vernissage verrà presentata la performance artistica del collettivo LEGAMENTI che invece lavorerà sull’assenza di icona perché a loro dire è proprio stato detto tutto.

La mostra verrà inoltre arricchita da gadgets, magliette ed oggetti ispirati alla diva ed ad un vernissage con deejay set, il tutto in streaming audio video per vivere come dal vivo l'evento che si preannuncia diventare una tappa fondamentale delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della scomparsa della diva.
Per il progetto e per il tour della mostra gli organizzatori dedicheranno un sito internet (www.insidemarilyn.com) in cui verranno inserite le immagini delle opere e le indicazioni di tutte le tappe.
Al termine di ogni esposizione itinerante verrà realizzato il catalogo dedicato, in cui verranno inseriti tutti gli artisti che, regione per regione, hanno partecipato a “INSIDE MARILYN” in maniera da rendere documentato l’intero viaggio nazionale del progetto.

Le tappe successive a quella di Milano già confermate saranno Pescara, presso lo spazio Pep Marchegiani dalla seconda metà di giugno, Civitanova Marche in estate nell’ambito del Festival Internazionale del Contemporaneo PopSophia per riposare in autunno a Roma per essere nuovamente celebrata la dove il tour è iniziato, a Torino, per una grande festa e la presentazione del catalogo ufficiale.
INSIDE MARILYN
l'icona pop vista attraverso gli occhi degli artisti di tutti i tempi
a cura di Giuseppe Iavicoli e Alessandro Icardi

dal 26 aprile al 13 giugno 2012

Combines XL
via Montevideo 9 Milano

inaugurazione giovedì 26 aprile ore 18.00

giovedì 16 settembre 2010

Combines XL

L'apertura di uno spazio espositivo deve essere accolto sempre con grande entusiasmo. Nuove opportunità, nuove proposte, nuove possibilità. Ecco perchè ci tengo a segnalare questo appuntamento, dove tra l'altro sarà esposta anche un'opera di uno degli artisti che più mi divertono, Angelo Barile, che con la sua raffinata e gogliardica ironia gioca con lo spettatore intento ad ammirare le sue creazioni.

COMBINES XL
Via Montevideo 9
Milan, Italy

A MILANO, NEL CUORE DI ZONA TORTONA, UNO DEI CENTRI NEVRALGICI E PIÙ AMATI DEL FUORI SALONE, DELLA MODA E DELL’ARTE, INAUGURA UN NUOVO SPAZIO COMBINES XL

XL, come extra large, proprio per la sua estensione, 600MQ DI ESPOSIZIONE DISTRIBUITI SU DUE LIVELLI con spazi architettonicamente particolari che ospiteranno il mondo dell’arte nei suoi diversi linguaggi: design, moda, pittura, fotografia.

COMBINES, dall’inglese “combinare”, è un po’ la vocazione di questa nuova realtà milanese, che vuole impegnarsi nel campo dell’esplorazione di nuove creatività favorendone la conoscenza e l’incontro diretto tra gli artisti e i visitatori.

All’interno dello spazio si organizzeranno ciclicamente mostre di artisti emergenti, eventi musicali, performance, presentazioni di libri e sfilate di moda.

Lo spazio sarà aperto per i visitatori/curiosi tutti i giorni tranne la domenica con apertura serale al giovedì con orario esteso fino alle 22.

L’inaugurazione sarà giovedì 16 settembre alle ore 18.30 con la mostra collettiva

“COMBINES XL # 01 # 2010”

Dj set: Chief

Con i seguenti artisti:

NoCurves
OmerTDK
Emiliano Rubinacci
MOTO8
MrDegrì
Mariano Franzetti
AKAB
DutyGorn
2501
MrWany
Zeliko
Sand
Luciano Melis
ThomasBee
Angelo Barile
Giuditta Solito