RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Peggy Guggenheim. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Peggy Guggenheim. Mostra tutti i post

venerdì 15 aprile 2016

IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969

A Venezia, alla Guggenheim...

IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969
23 aprile – 19 settembre 2016
A cura di Luca Massimo Barbero 
Peggy Guggenheim Venezia
IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969, a cura di Luca Massimo Barbero è un’inedita quanto originale lettura dell’arte italiana attraverso gli anni ’60, che intende analizzare la nascita della nuova immagine.

Nell’Italia dei primi anni sessanta, al culmine del miracolo economico, le sperimentazioni artistiche si susseguono, si mescolano e si intrecciano con rapidità e intensità straordinarie. Proprio alla ricchezza propositiva ed eterogenea di questo decennio è dedicata questa mostra, che si offre come una possibile lettura della varietà degli aspetti di quella vitalità creativa. È infatti il tema dell’immagine il fil rouge di un percorso che si snoda attraverso sguardi e prospettive originali, e che prendendo avvio dal superamento del monocromo analizza la nascita di un nuovo linguaggio rappresentativo di un momento meno noto e approfondito dell’arte italiana.

L’esposizione presenta, sala dopo sala, in una serrata successione, le molteplici linee di ricerca di alcuni autori italiani che, partendo dall’azzeramento delle neoavanguardie, ricreano un mondo fatto di immagini, figure e racconti originali. In mostra artisti quali Franco Angeli, Mario Ceroli, Domenico Gnoli, Giosetta Fioroni, Tano Festa, Fabio Mauri, Francesco lo Savio, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano. Ciò che si vuole presentare al pubblico è un intenso alternarsi di opere che sottolineano, in modo sintetico, la vitalità di quel breve arco temporale di soli 9 anni, mostrando così, tramite differenze e assonanze, in un continuo scambio e dialogo, quel melting-pot del linguaggio artistico dell’epoca, in un momento in continuo divenire, prima che si andassero a delineare scuole e movimenti destinati a definire le avanguardie degli anni successivi.

vedi anche

venerdì 5 settembre 2014

AZIMUT/H. Continuità e nuovo A cura di Luca Massimo Barbero

A Venezia... da non perdere!!!!


AZIMUT/H. Continuità e nuovo
A cura di Luca Massimo Barbero

20 settembre 2014 – 19 gennaio 2015
Non ci si stacca dalla terra correndo o saltando; occorrono le ali
Piero Manzoni

Con la mostra AZIMUT/H. Continuità e nuovo il museo dedica un prezioso tributo all’attualissimo contesto delle neoavanguardie, celebrando Azimut/h, la galleria e rivista fondate nel 1959 a Milano da Enrico Castellani (1930) e Piero Manzoni (1933–1963). L’esposizione intende restituire al pubblico il ruolo fondante che Azimut/h ebbe nel panorama artistico italiano e internazionale di quegli anni: come una sorta di terremoto creativo, fu uno dei grandi catalizzatori della cultura visiva e concettuale italiana ed europea dell’epoca, e ponte ideale tra una nuova generazione rivoluzionaria, ironica e cruciale, e la più stretta contemporaneità.
Esperienza straordinaria, di fulminea durata e intensissima attività, racchiusa tra il settembre del 1959 e il luglio del 1960, Azimut/h è oggi riconosciuto nella coscienza critica collettiva come fenomeno sempre più decisivo, contraddistinto da una sperimentazione radicale, rafforzata dai suoi legami con alcuni dei più grandi protagonisti della scena artistica di quegli anni, e da un vivace e dinamico dialogo internazionale. Diversificate nel lettering, Azimut (la galleria) e Azimuth (la rivista) hanno dato vita e formalizzato un’autentica “nuova concezione artistica” che vive nella dialettica di “continuità e nuovo”. In mostra, oltre ai lavori dei maestri Manzoni e Castellani, trovano spazio le opere degli artisti che ruotarono intorno alla galassia di Azimut/h, da Lucio Fontana ad Alberto Burri, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Yves Klein, Jean Tinguely, Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker, e altri.

Con AZIMUT/H. Continuità e nuovo Barbero prosegue la sua indagine approfondita sulla scena artistica del secondo dopoguerra, avviando le celebrazioni della neo-avanguardia europea che proseguiranno, dal 10 ottobre 2014, con la mostra ZERO: Countdown to Tomorrow, 1950s-60s, al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, a cura di Valerie Hillings, Curator and Manager, Curatorial Affairs Abu Dhabi Project.

Ad accompagnare la mostra un’esaustiva pubblicazione edita da Marsilio Editori, in doppia edizione italiana e inglese. Con una serie di studi scientifici, riproduzione di materiali inediti, contenuti di riviste, il volume presenta la ricerca sviluppata per la mostra, e una serie di letture trasversali con saggi di Barbero, Francesca Pola, Flaminio Gualdoni, Federico Sardella e Antoon Melissen. 

Indirizzo
Collezione Peggy Guggenheim
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701
I-30123 Venezia

Orario

Apertura 10-18 tutti i giorni
Chiuso il martedì e il 25 dicembre

Informazioni generali

tel: 041.2405.411
fax: 041.520.6885
e-mail: info@guggenheim-venice.it

Servizi per il pubblico

tel: 041.2405.440/419
fax: 041.520.9083
e-mail: visitorinfo@guggenheim-venice.it 

domenica 22 settembre 2013

Christian Balzano per Do Ut Do 2014 al Peggy Guggenheim di Venezia



Christian Balzano parteciperà al progetto Do Ut Do 2014, ideato da Alessandro Bergonzoni, che verrà presentato il 15 ottobre alle ore 11:30 presso la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.
 
Per maggiori dettagli www.doutdo.it/guggenheim.html

venerdì 6 settembre 2013

LE AVANGUARDIE NELLA PARIGI FIN DE SIÈCLE: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporane

Al Peggy Guggeneheim di Venezia si da spazio alle avanguardie "parigine"...


LE AVANGUARDIE NELLA PARIGI FIN DE SIÈCLE:
Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei


28 settembre 2013 – 6 gennaio 2014
A cura di Vivien Greene

Con un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, la mostra Le avanguardie nella Parigi fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei, a cura di Vivien Greene, Curator, 19th-and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, prende in analisi la scena artistica parigina, focalizzandosi sulle maggiori avanguardie di fine '800, in particolar modo su neo-impressionisti, Nabis, simbolisti e i loro protagonisti.

La Parigi fin de siècle fa da scenario a sconvolgimenti politici e forti trasformazioni culturali. Riflettendo le molte sfaccettature di un’epoca ansiosa e inquieta, questo periodo vede la formazione di una serie di nuovi movimenti artistici, quali neo-impressionisti, Nabis e simbolisti. I soggetti della loro arte sono gli stessi dei loro predecessori impressionisti, paesaggi, vedute cittadine moderne, attività ricreative, a cui si aggiungono scene introspettive e visioni fantastiche, ma è la modalità con cui questi temi vengono trattati a cambiare. Indagando tali avanguardie la mostra si sofferma in particolar modo su alcuni dei maggiori protagonisti di quest’epoca: Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon.

I neoimpressionisti nascono come gruppo a Parigi nel 1886, e tra i maggiori esponenti spiccano i nomi di Henri-Edmond Cross, Maximilien Luce, George Seurat, Paul Signac a cui si affianca, per alcuni anni, l'ex-impressionista Camille Pissarro. Sono pittori innovativi che guardano alle teorie scientifiche sul colore e sulla percezione per creare effetti ottici nelle loro tele puntiniste, orchestrando i colori complementari e le forme fluide in composizioni unitarie. Le scene utopiche delle loro tele rispecchiano contenuti ideologici e teorie pittoriche, ma anche nei casi in cui non sono guidati da obiettivi prettamente politici, le loro interpretazioni luminose della città, dei sobborghi, della campagna, riflettono luoghi idealizzati di armonia.

I Nabis, dalla parola ebraica "profeti", sono un gruppo che ricorda una setta o una società religiosa, in quanto a formazione e filosofia fondante, secondo la quale l'arte è un mezzo per superare la materia verso una dimensione numinosa. La loro arte è influenzata dal Sintetismo di Paul Gauguin e dalle stampe giapponesi. I Nabis rinunciano al cavalletto e impiegano varie tecniche, dalle stampe alle illustrazioni per riviste. Si tratta di un gruppo eterogeneo che comprende artisti del calibro di Pierre Bonnard e Édouard Vuillard.

Il Simbolismo è un movimento che supera i confini nazionali, con una notevole varietà di stili. L'arte simbolista abbraccia le narrazioni mitiche, l'immaginario suggestivo, il mondo macabro degli incubi, abbandonando il mondo dei fatti per il fantastico, l'esteriorità per il tumulto dei paesaggi psicologici, il materiale per lo spirituale, il concreto per l'etereo. Tra gli artisti francesi che lavorano con varie tecniche, dalla pittura alla decorazione, alle incisioni, si annoverano Maurice Denis, Georges Lacombe, Paul Ranson, Charles Filiger e Odilon Redon.

sabato 11 maggio 2013

La storia dell'arte recente in fotografia... 7

  

Settembre 1949. Peggy Guggenheim organizza la sua prima mostra di scultura contemporanea nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni.

Un po' d'America sbarca in laguna. 
E una grande donna conquista la scena dell'arte contemporanea italiana... 
portando tanta america in Italia amando però anche gli italiani.

per vedere le immagini precedenti, clicca sul link qui sotto

http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/search/label/_La%20storia%20dell%27arte%20recente%20in%20fotografia

sabato 4 maggio 2013

Dal prossimo 22 maggio sarà esposta l'intera Collezione Schulhof a Venezia




Dal prossimo 22 maggio, per la prima volta sarà  esposta l'intera Collezione Schulhof a Venezia. 80 capolavori d'arte italiana, europea e americana del secondo Novecento recente e preziosissima acquisizione del museo veneziano. 

L’arte è quasi una religione. È ciò in cui credo. È ciò che dà alla mia vita una dimensione oltre il mondo materiale in cui viviamo.
Hannelore B. Schulhof

Da ottobre la Collezione Peggy Guggenheim accoglie 80 preziosissime opere d’arte italiana, europea e americana del secondo dopoguerra, lascito della collezionista americana Hannelore B. Schulhof e del marito Rudolph B. Schulhof, e proprio per volontà della Sig.ra Schulhof le opere donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York sono destinate a rimanere esposte in maniera permanente a Palazzo Venier dei Leoni, accanto ai grandi capolavori collezionati da Peggy Guggenheim.


Hannelore SchulhofHannelore e Rudolph Schulhof hanno condiviso con Peggy, conosciuta nel 1954 alla Biennale di Venezia e di cui ammiravano lo spirito affine al loro, la convinzione che dovessero collezionare le opere del loro tempo e riuscirono in questo con la stessa passione, dedizione e lungimiranza che avevano animato Peggy. Afro, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Willem de Kooning, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Jasper Johns, Donald Judd, Mark Rothko, Claes Oldenburg, Frank Stella, Antoni Tàpies, Cy Twombly, Andy Warhol, Sol Lewitt, Anish Kapoor sono alcuni degli artisti che grazie al lascito Schulhof arricchiscono la collezione della mecenate americana. Opere del movimento Color field, della Pop art, della Minimal art, insieme ad altri dipinti e disegni europei del secondo dopoguerra si trovano esposti accanto ai capolavori del Cubismo, Astrattismo, Surrealismo ed Espressionismo astratto americano, arrivando a lambire i confini della produzione artistica degli anni ’70 e ’80 del Novecento. Si tratta di lavori che mantengono vivo quel dialogo tra America e Europa, denominatore comune delle collezioni di Peggy e Hannelore B. Schulhof.

La Sig.ra Schulhof crebbe nella Germania prebellica, che lasciò poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Fu poi raggiunta a Bruxelles dal fidanzato Rudolph Schulhof, di origini ceche, dove si sposarono. Da quel momento, si trasferirono insieme negli Stati Uniti. Dagli anni ’60, gli Schulhof sono stati apprezzati come collezionisti per la raffinatezza e il discernimento che ispirarono il loro mettere insieme l’arte Europea e del Nord America. Celebrati mecenati delle arti, entrambi sono stati membri dei consigli di numerosi musei e fondazioni, tra cui il CIMAM e l’American Federation of Arts. Il Sig. Schulhof fu uno dei garanti della Fondazione Solomon R. Guggenheim dal 1993 al 1999, mentre la Sig.ra Schulhof nel 1980 divenne membro fondatore del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim di cui è stata socia emerito fino alla sua scomparsa, il 23 febbraio del 2012.



sabato 2 febbraio 2013

POSTWAR. PROTAGONISTI ITALIANI al Peggy Guggenheim Venezia


Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1951. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, lascito Hannelore B. Schulhof, 2012


POSTWAR. PROTAGONISTI ITALIANI
23 febbraio – 15 aprile 2013

A cura di Luca Massimo Barbero


Collezione Peggy Guggenheim
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701
I-30123 Venezia


Cinque artisti del secondo dopoguerra italiano esposti in sale monografiche che, attraverso una scelta originale di opere, raccontano Lucio Fontana (1899- 1968), Piero Dorazio (1927-2005), Enrico Castellani (n. 1930), Paolo Scheggi (1940-1971), a cui si aggiunge un approfondimento su Rodolfo Arico (1930-2002). Un percorso espositivo che “rilegge” l’idea di pittura italiana a partire dal superamento dell’Informale con un maestro come Fontana. Gli altri autori, utilizzando il linguaggio pittorico degli appena nati anni sessanta, portarono agli occhi del pubblico internazionale quell'arte italiana che tramite un nuovo modo di dipingere utilizzò la forza cromatica e la simbologia del monocromo come elemento sia visivo che concettuale.




Apertura 10-18 tutti i giorni
Chiuso il martedì e il 25 dicembre

mercoledì 26 settembre 2012

CAPOGROSSI. Una retrospettiva





A cura di Luca Massimo Barbero Oltre settanta opere, tra dipinti e lavori su carta, esposti alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dal 29 settembre fino al 10 febbraio 2013, spiegano l’evoluzione della complessa vicenda pittorica di Giuseppe Capogrossi, tra i più celebri protagonisti della scena artistica del secondo dopoguerra, insieme a due altri maestri dell'arte contemporanea italiana quali Alberto Burri e Lucio Fontana. Con la grande antologica CAPOGROSSI. Una retrospettiva, il curatore Luca Massimo Barbero traccia con rigore e attenzione l’iter artistico di Capogrossi (1900 – 1972), passando attraverso l’analisi di quel suo alfabeto segnico, che ha fatto identificare l'artista romano con il gusto di un’epoca, di un’Italia fiorente e ottimista, colta nel pieno del boom economico dei "meravigliosi" anni ’50 e ’60. I lavori esposti a Palazzo Venier dei Leoni spaziano dai capolavori figurativi degli anni ’30, con tele come I canottieri (1933), Il temporale (1933), La piena sul Tevere (1933), ai grandi formati degli anni ’60, quali Superficie 399 (1961) e Superficie 449 (1962), dominati da quel simbolo archetipo e originario, elemento lunato dentato, articolato nello spazio talvolta in segmenti a catena, talvolta in macro-segni costituiti dal colore. Proponendo l’intero percorso di Capogrossi, quest’importante retrospettiva, realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, riscopre uno dei più originali interpreti dell’arte visiva italiana, subito acclamato a livello internazionale già alla nascita del suo personalissimo segno. Innumerevoli le opere in mostra, rintracciate dopo lunghe ricerche in collezioni private e importanti musei, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Mart di Rovereto, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, oltre al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Accompagna e arricchisce l’esposizione un esaustivo catalogo, un nuovo studio monografico a cura di Luca Massimo Barbero, edito da Marsilio Editori, realizzato in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, che raccoglie undici saggi che riscostruiscono in modo attento e puntuale il percorso artistico capogrossiano, dagli esordi figurativi alla grande celebrazione degli anni ‘50, le sue esposizioni, i rapporti con la critica nazionale e internazionale. Tutti i giorni alle 15,30 il museo offre al pubblico visite guidate gratuite della mostra, e il 29 e 30 settembre, in occasione di Famiglie in Festa, alle 11 e alle 15 ci saranno laboratori didattici gratuiti per bambini dai 4 ai 10 anni ispirati ai rilievi bianchi di Capogrossi esposti in mostra. 
Peggy Guggenheim Collection, Dorsoduro 701, 30123 Venezia, 
Tel. 041.2405411

venerdì 19 agosto 2011

Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim

A Lucca, al Lu.C.C.A. a settembre, c'è Venezia e l'anima della sua Regina... da vedere!!!


Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim
a cura di Maurizio Vanni
Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36, 55100 Lucca, Italy
+39 0583 571712
18 settembre 2011- 15 gennaio 2012

La Collezione Peggy Guggenheim in esclusiva al Lu.C.C.A. Museum. Un appuntamento straordinario per rivivere la storia dell’arte del Novecento attraverso l’esposizione di opere su carta - molte MAI ESPOSTE PRIMA - dei più grandi artisti del secolo scorso.

Attingendo al patrimonio della Collezione Peggy Guggenheim, questa mostra porta alla luce una selezione di opere su carta di alcuni tra i più grandi artis
ti del XX secolo, Alechinsky, Arp, Calder, De Kooning, Ernst, Fontana, Hundertwasser, Kandinsky, Kupka, Man Ray, Masson, Matta, Mondrian, Moore, Picasso, Richter, Rivera, Sironi, Tancredi, Tanguy, Tobey e Vedova. Alcune delle opere furono esposte alla Biennale di Venezia del 1948, altre sono state visibili solo in rare occasioni, mentre altre ancora sono presentate al pubblico per la prima volta in questa mostra al Lu.C.C.A.

in collaborazione con Peggy Guggenheim Collection

Da domenica 18 settembre 2011 a domenica 15 gennaio 2012


ORARIO DI VISITA
Da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 19
Chiusure speciali: il 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio
La biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura
Lunedì chiuso
Visite guidate su prenotazione Gruppi e Scuole - € 50,00 Servizio baby-sitting e laboratori didattici su prenotazione

BIGLIETTI
intero - € 7,00
ridotto - € 5,00

domenica 20 marzo 2011

Peggy Guggenheim. Una vita per l'arte.


Sto leggendo, in queste sere, una biografia. 
Devo dire che questo, è un genere che mi appassiona molto, soprattutto quando i protagonisti, per un motivo o per l'altro, hanno qualcosa che mi appartiene. Come in questo caso: una passione.
E' un volumetto, facile, distensivo, quasi "gossipparo". Appassionato e divertente. Lo consiglio.


"Una vita per l'arte" è l'autobiografia di una donna, nata da una ricca famiglia ebrea di industriali americani, che in giovane età entrò in possesso di un considerevole patrimonio e che decise quindi di abbandonare gli studi e partire per l'Europa. Vi rimase circa vent'anni, frequentando il mondo letterario e artistico che aveva a Londra e a Parigi i suoi centri principali. Di tale ambiente divenne una mecenate nel senso più ampio del termine. Nel 1941 tornò negli Stati Uniti con la sua vasta collezione che organizzò nell'Art of This Century e che divenne l'unica raccolta esauriente d'avanguardia dall'inizio del secolo agli anni 40. Gli ultimi trent'anni della sua vita li trascorse a Venezia affascinata dalla bellezza di quella città. 


Rizzoli
Prefazione di Gore Vidal.
Introduzione di Alfred H. Barr, Jr.
Milano, 2003; cartonato, pp. 404, cm 14x22
.






...e se non amate la lettura... gustatevi questo video!