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mercoledì 17 febbraio 2016

Pietro Geranzani IN FLORE FURORIS



Pietro Geranzani
IN FLORE FURORIS

A cura di: Area35 Art Gallery
Testi critici di Rolando Bellini, Luca Ferri, Maurizio Temporin e Erica Tamborini
In mostra dal 3 marzo al 7 aprile 2016
Inaugurazione giovedì 3 marzo 2016 ore 18.30
Area35 Art Gallery via Vigevano 35, Milano


Giovedì 3 marzo 2016 alle ore 18.30 si terrà l’inaugurazione di IN FLORE FURORIS mostra personale di Pietro Geranzani presso la galleria d’arte contemporanea Area35 Art Gallery di Milano.
Dopo numerose mostre internazionali in Europa e negli Stati Uniti, importanti rassegne come Il Male - Esercizi di pittura crudele, nella Palazzina di Caccia di Stupinigi; Ombre ammonitrici, nel Palazzo Ducale di Genova; L’arte non è cosa nostra, alla 54. Biennale dell'Arte di Venezia, AREA35 Art Gallery presenta la mostra personale In flore furoris, di Pietro Geranzani.


Una selezione ragionata delle più significative opere dell’artista caratterizzate da una personalissima pittura che attinge da interrogativi filosofici ed inquietudini esistenziali. Ricca di citazioni e invenzioni oniriche, la pittura di Geranzani è fisica, violenta ed allo stesso tempo surreale, metafisica, destabilizzante.


«La prima volta, del resto la prima volta ch’io vidi un quadro di Geranzani, uno di un formato “medio”, ne fui sconcertato e allora, lanciandomi il proprio salvagente, mi disse il pittore: “Vedi? Tutto nella mia pittura è autobiografico e tuttavia nulla mi rispecchia veramente. Tutto appare legato al sentimento romantico e al rispecchiamento della realtà e al tempo stesso nulla di ciò appartiene alla mia pittura”. E ancora: “Questi ampi formati sono soltanto esercitazioni minime, perché vorrei dipingere molto più in grande, e più brutalmente, più carnalmente anche, facendovi vibrare la vita stessa. Ma come vedi, questo spazio – e intanto allargava le braccia ad accogliere tutto lo studio – non mi consente di andare troppo oltre…”. Fu così che pensai, ma solo un momento, all’Atelier di Courbet». (dal testo in catalogo di Rolando Bellini)

Due quadri, Damp Mop, del 2015, e Ombra ammonitrice VI (Awrah), del 2004, costituiscono l’ideale nucleo dialogico della mostra, fatta di pitture imponenti, discrete, a volte, ed esuberanti, antiche.

«Damp Mop è in inglese lo straccio umido, quello per lavare i pavimenti. È il titolo che ho dato a un quadro che rappresenta un paio d’ali rotte, strappate dalla carne viva, e la ferita ribolle di materia pittorica densa e grumosa. Del corpo vivo rimane null’altro che questo straccio, per parte flaccido e inerme. L’ala è bianca, dove la ferita non ha inquinato il suo candore, di un bianco calcinato, stridore su tutti i colori. È la nostra equivalenza interiore. Rovescia la nostra fisicità ordinaria, limitante, orizzontale, ed è capace di darci l'emblema di un fatto, non già il suo simbolo didascalico, ma quel fatto individuato in tutta la sua energia: la morte, terribile, che nella bellezza del bianco permette alla forza dello spirito di non inorridire davanti alla consunzione della carne. Allora l’ala del mio dipinto doveva avere un atteggiamento composto, ho cercato di darle un equilibrio pacato, non un ardore espressionista. Mi sono ricordato del cavallo di George Stubbs per il marchese di Rockingham intitolato Whistlejacket. L’ho dipinta su un fondo senza profondità, proprio come è dipinto il cavallo, affinché fosse, in termini di rimemorazione, un altro monumento, o forse sempre lo stesso. Con sforzo ho considerato di sviluppare questa forma fino a renderla monumento così da tramandare tutto ciò che è strettamente connesso con la mortalità dell’essere-nel-mondo. Non voglio parlare di origine e di verità, ma di sforzo, di messa in opera di qualcosa che per me è implicito, addirittura non pensato». (Pietro Geranzani)

Nell’opera Ombra ammonitrice VI (Awrah), iconografie del Rinascimento francese sono sovrapposte, pittoricamente “mescolate”, ad altre di natura completamente diversa, come le stampe erotiche giapponesi della tradizione Shunga: il gesto di Geranzani tende a sovvertire l’ordine costituito delle regole della morale, che pongono nell’avvenire il loro senso. Nel dipinto, di preoccupante attualità, realizzato di getto nel 2004, pochi giorni dopo l'assassinio di Fabrizio Quattrocchi in Iraq, Geranzani s'interroga sul ruolo della figura dell'eroe in una guerra non patriottica. Awrah, il sottotitolo del quadro, che nella tradizione islamica indica ciò che del corpo è proibito mostrare, provocatoriamente invece sottolinea gli aspetti più scabrosi e morbosi della morte e degli abusi, che affiorano espliciti nel dipinto. L’impianto può avere il suo riferimento nell’estetica del male teorizzata da Bataille: essa è generata dall’infrangere i limiti imposti dalle interdizioni, è il rovescio inquietante della santità, ma ne presuppone la stessa tensione e lo stesso rigore. Tramite il simbolo, il mito e la storia, Geranzani rappresenta l’intera lacerazione del mondo contemporaneo: il decadimento fisico, morale e mentale sono come solchi che attraversano le sue tele che raccontano e investono di dramma l’intera razionalità umana.Il culto della morte analizzato da Bataille, in cui l’erotismo è una cifra tragica, coglie l’essenza profonda di questo artista visionario dalla corporeità ingombrante, e “dall'indecenza” travolgente.


Nota biografica

Pietro Geranzani è nato a Londra (GB) nel 1964. Dopo aver trascorso l’infanzia tra la Germania e la Svizzera completa gli studi all’Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova. Ora vive e lavora a Milano. Nella sua lunga esperienza espositiva ha partecipato a diverse rassegne nazionali e internazionali, tra cui: Ombre Ammonitrici a Palazzo Ducale a Genova nel 2009, in occasione della commemorazione della Giornata della Memoria; Menschenbilder im Stadthaus Zürich a Zurigo nel 2008; Terzo Rinascimento nel 2010 al palazzo Ducale di Urbino; la 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Arsenale, a Venezia nel 2011, e nello stesso anno The Elephant Men, Workshop Galleria d’Arte Contemporanea, a Venezia; Lo Stato dell’Arte - Liguria, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2011, Palazzo della Meridiana, Genova. Ha partecipato alla mostra Il Male - Esercizi di Pittura Crudele nella palazzina di caccia di Stupinigi (TO) nel 2005. Nel 2000 vince il Premio Duchessa di Galliera ed espone in 1950 – 2000, Arte Genovese e Ligure dalle Collezioni del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, nel Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova. Nel 1998 si segnala la mostra Genua-Berlin, Drei Maler aus Genua in Berlin, nella Sankt Matthäuskirche a Berlino e la mostra presso la Galleria AAB di Brescia. Numerose le mostre itineranti, personali e collettive in Francia, Stati Uniti e Finlandia.


Informazioni

IN FLORE FURORIS: OPERE DI PIETRO GERANZANI
A cura di Area35 Art Gallery
Testi critici di Rolando Bellini, Luca Ferri, Maurizio Temporin e Erica Tamborini
Area35 Art Gallery
Via Vigevano 35 Milano
Opening: 3 marzo 2016 h 18.30
Durata mostra: 3 marzo – 7 aprile 2016
Orari: martedì - venerdì 15.30 - 19.30 sabato, domenica e lunedì su appuntamento al numero +39 339.3916899
www.area35artgallery.com / info@area35artgallery.com
Comunicazione
Olivia Spatola: olivia.spatola@gmail.com | +39 3346865540

mercoledì 31 marzo 2010

TERZO RINASCIMENTO


TERZO RINASCIMENTO

A cura di: Angelo Cruciani, Grace Zanotto
Testo critico: Stefano Bianchi, Carmelo Strano, Marcello Pecchioli

Con il Patrocinio del Comune di Urbino, del Comune di Urbania - Assessorato alla Cultura - e della Provincia di Pesaro e Urbino

Palazzo Ducale Sale del Castellare,
Piazza Duca Federico, 61029 - Urbino
tel. 0722-2760 e-mail: info@palazzoducaleurbino.it

dal 1 aprile al 3 maggio 2010
ORARIO: dal lunedì alla domenica dalle ore 10.30 alle ore 18.00
INGRESSO LIBERO

VERNISSAGE: mercoledì, 31 marzo 2010 alle ore 18.00


Artisti: Eron, Oscar Piattella, Florindo Rilli, Erika Patrignani, Fratelli Scuotto, Paolo Cassarà, Gaetano Muratore, Luca Reffo, Marco Rea, Berse, Emanuele Benedetti, Max Papeschi, Christian Zanotto, Luca Dalmazio, Beatrice Morabito, Andrea Francolino, Pietro Geranzani, Federica Gif, Masbedo, Fabio Inverni, Claudio Onorato, Ruggero Rosfer, Luca Lillo, Giuseppe Mastromatteo, Francesco Di Luca, Alberto Scodro, Veronica Bellei, Fabrizio Bellomo, Salvatore Melillo, Marilena Vita.

L’Associazione culturale Famiglia Margini presenta dal 1 aprile al 3 maggio 2010 la collettiva: “Terzo Rinascimento” presso il Palazzo Ducale di Urbino.

La realtà innovativa di Famiglia Margini arriva da Milano a Urbino per proporre in
una delle città più belle del Rinascimento una rosa di artisti contemporanei che rappresentano una possibilità di evoluzione del linguaggio estetico. Angelo Cruciani e Grace Zanotto portano nella Città dell'Utopia un'esposizione per riqualificare il valore del Bello nella civiltà odierna, con codici d'espressione che
si specchiano nella velocità consumistica dell'attualità, estrapolando i vertici della
sperimentazione concettuale.

La mostra si propone come una vera e propria investigazione creativo- sperimentale alla ricerca di un nuovo Rinascimento. Noi italiani, che conosciamo geneticamente l'armonia e definiamo il gusto del gesto da secoli, sviluppiamo il dono divino della Creatività studiando la natura nella sua assoluta perfezione.

Dalle mutazioni tecniche della pittura, alla scultura d'assemblaggio e riciclo; dai videoartisti ai fotografi; dai performers ai poeti dell’immagine: una multivarietà si delinea oltre la confusione e la serialità iconografica che caratterizzano l'era commerciale.

Mentre i media si affannano a diffondere terrore per l'imminente Apocalisse del 2012, il catastrofismo dipinge il futuro di nero paura. "Terzo Rinascimento", allora, risponde con immagini positive, visionarie e speranzose. Ma coscienti del conflitto sociale. Rinascere, significa abbandonare il passato per fiorire spiritualmente mutati.

Crollate anche le ultime certezze, distrutti gli ideali e le ideologie logorati da quel cinismo che si pensava fosse foriero di verità assolute, all’uomo non resta che la via della Bellezza e della Fede in quei valori imperituri e fondamentali per soddisfare i quali si è sentito il bisogno, all’alba dei tempi, di inventare l’Arte.

Superato il percorso dell’Arte come imitazione della Natura e dopo aver sperimentato il vuoto e la frantumazione psicologica che la comprensione sui dogmi del cosmo ha generato, si delinea l’autonomia dell’uomo come fulcro del Creato.

L’artista dovrà tornare ad occupare il ruolo che gli era destinato: favorire un’educazione civile, etica e politica; produrre una Bellezza in grado di educare gli spettatori ai più autentici valori dell’esistenza. L’Arte deve indurre a una vera contemplazione, capace di dialogare con tutti e di essere riconosciuta per il suo valore reale e la capacità di dischiudere le porte dell’altrove. Solo la consolazione della fede nella Bellezza, potrà dare risposte definitive.

Famiglia Margini raggiunge Urbino per lanciare una sfida. Per ottenere una risposta non solo da esperti, studiosi e addetti ai lavori, ma anche (e in un certo qual senso, soprattutto) dal più vasto pubblico. A iniziare dagli appassionati di Arte Contemporanea, per finire ai suoi più radicali contestatori - :
IL “BELLO” SALVERÀ IL MONDO?

Catalogo in mostra.

Mostra realizzata da: Associazione Culturale Famiglia Margini
Partners: Coolmag, Consorzio ECSTRA, Lo Scrittoio
Sponsor: Spazio Misael, Argenti Sovrani, Fabbrica Eos


Per ulteriori informazioni:
web: www.terzorinascimento.com
e-mail: info@terzorinascimento.com
Tel.: 0255199449

UFFICIO STAMPA Eleonora Tarantino
Press & Media (tel. 335/6926106)
pressmedia@coolmag.it