RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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martedì 13 maggio 2014

Ramona Zordini - Transizione Acquatica- Water Transition





77artgallery presenta

Ramona Zordini
Transizione Acquatica- Water Transition
Dal 15 al 30 maggio 2014



La 77 artgallery è orgogliosa di presentare il lavoro della fotografa Ramona Zordini, in una personale che esplorerà le tre serie del progetto CHANGING TIME, con il suo straordinario impatto visivo ed emotivo.

Un’anticipazione dei lavori di Ramona è stata esposta nella collettiva “Linguaggi del Corpo”, dal 17 febbraio al 2 marzo. Abbiamo visto la prima serie di Changing Time, con un assaggio della seconda.

Da alcune settimane sono uscite importanti presentazioni dell’artista su riviste e portali stranieri come Hifructose Magazine, Beautifuldecay e lo spagnolo Playgroundmag.net , che riconoscono la portata del valore espressivo e della freschezza del linguaggio, e che crediamo consacrerà la fotografa alla meritata fama internazionale.



Ramona Zordini lavora con la trasformazione, il mutamento di una condizione fisica del corpo che ne rivela quella spirituale. Le foto ritraggono nudi immersi nell’acqua per rappresentare un moto dell’animo, che i movimenti e l’acqua stessa rendono più graduale e quasi sospeso nell’azione, nel momento in cui vengono fermati dallo scatto fotografico.

La condizione psicofisica è rappresentata mentre è in atto una trasformazione. Nulla di quanto vediamo è definito nel tempo, è un processo che resta in divenire, muta per sempre finchè esiste soffio di vita. Chiunque guarda lo capisce, ma, invece che provare angoscia ne resta ancorato, ammaliato. L'osservatore si sente richiamato, dalla potenza dell’immagine, ad una metafora senza filtri della fragilità e della forza necessaria all’esistenza.

Fin dall’inizio della sua ricerca la possibilità di andare oltre il limite temporale si accompagna alla necessità di eliminare le delimitazioni spaziali e mentali di opera fotografica: la cornice quadrata e la bidimensionalità. Cambia l’idea di cornice, con quella forma quadrata o rettangolare che ancora ha resistito al passaggio di avanguardie e transavanguardie. Ramona Zordini sperimenta così la forma ellittica o rotonda. In secondo luogo si raggiunge la terza dimensione trasferendo l’immagine sul tessuto elastico di jersey. Dove è rappresentata la parte del corpo emersa dall’acqua l’artista interviene con una imbottitura per poi cucire la zona interessata. La parte tridimensionale è quella che si mette in comunicazione con l’esterno, che esce propriamente dal quadro e pone l’osservatore in una condizione condivisa, tattile e tangibile, con il soggetto rappresentato.

La serie Changing Time III presenta coppie di persone sott’acqua. Utilizzare due corpi avvinghiati tra loro, senza soluzione di continuità, implica uno sviluppo nell’elaborazione del concetto di comunicazione attraverso il corpo stesso, elegantemente espressa in senso plastico nella molteplice varietà di posizioni e gestualità. Anche secondo i ciritci di Hi-Fructose Magazine, si sprigiona una forte carica erotica, come se le membra degli amanti cercassero in continuazione di combattere contro una forza che li può separare.



Ancor più che nelle altre sere l’impatto visivo è notevole ma, come prima, l’azione rimane sospesa in un istante senza tempo, senza fine e senza inizio, e rimane valido il discorso sul tentativo di connessione tra due mondi. La terza serie è degna di una maturità plastica, che si sviluppa da una consapevolezza fotografica maggiore della potenzialità estetica del corpo umano.

Michela Ongaretti

martedì 11 febbraio 2014

LINGUAGGI DEL CORPO - la fotografia a Milano

Per chi ama la fotografia, un evento da non perdere!!!



77artgallery presenta
LINGUAGGI DEL CORPO
COLLETTIVA DI FOTOGRAFIA
19 Febbraio -2 Marzo 2014

Chiara Mazzocchi
Kalia Genova
Ramona Zordini
Sevill Seven
Andrea Perego
Marco Casolino

La 77artgallery presenta per la prima volta una collettiva di fotografia composta da sei giovani talenti legati da un’indagine artistica comune: l’immagine del corpo e dei suoi gesti come di ogni possibile espressione relativa ad esso. L’analisi si incentra sulla figura in movimento: il volto spesso viene nascosto lasciando alle parti scoperte la sua funzione. Deputati a dare il senso di questa espressività sono i singoli particolari della figura oppure la mutevolezza del contesto nel suo tingersi di irreale. Nasce così un tributo al corpo umano immortalato in tutta la sua complessità.

Chiara Mazzocchi: Si presenta col progetto realizzato a Berlino intitolato “Human Alienation”. Chiara lavora esclusivamente sull’autoscatto e sulla corporeità. Si ritrae in diverse posizioni e situazioni, spesso coprendo il volto con delle calze per enfatizzare il senso di alienazione dal mondo. Gli stessi indumenti dello scatto vengono, in alcuni casi, materialmente inseriti sulla cornice rendendo l’opera un pezzo unico.

Kalia Genova: Protagonista dei suoi scatti è una figura femminile che pare librarsi in movimenti delicati all’interno di un’atmosfera metafisica, sfumata, quasi impercettibile. La leggerezza delle vesti e la pacatezza della gestualità simulano la visione di un sogno ed una fuga dalla concretezza della realtà.

Ramona Zordini: Mette in comunicazione due ambienti o mondi di diversa sostanza: l’aria e l’acqua. La sua ricerca è sul mutamento di una condizione spirituale che il corpo rivela. I suoi scatti ritraggono corpi emergenti o immersi nel liquido, che perdono la loro autonomia o la loro apollinea armonia nell’avvicinarsi al nostro mondo.

Sevill Seven: Sevil Amini è un’artista iraniana nata e cresciuta a Teheran. I lavori proposti per la collettiva consistono in autoscatti di nudo stampati su vari fogli di acetato che vengono sovrapposti con leggera distanza ed inseriti in un telaio. Si creano così stratificazioni di colore, volumi evanescenti e giochi di luce che sono tesi a valorizzare la corporeità ed allo stesso tempo la spiritualità del soggetto.

Andrea Perego: La sua serie di opere si basa sulla tecnica del collage digitale; sopra foto che hanno come soggetto dei volti, applica delle piccole immagini di paesaggi urbani creando un’ ordinata composizione geometrica che mira a fondere l’espressività dei ritratti umani con la freddezza ed il rigore degli scorci cittadini.

Marco Casolino: Se per gli altri artisti il corpo viene scomposto o celato, per Casolino è un oggetto di gioco pirandelliano: come la psiche è disgregata in diverse e opposte identità, così il fotografo opera sul corpo ritratto, che è il suo. Anche qui il progetto si fa autobiografico; il linguaggio è irriverente ma rappresenta seriamente la sua visione del mondo, e in maniera surreale si esplorano temi come l’amore, il sesso, la religione, la natura e il dolore.

77 art gallery
Corso di Porta Ticinese, 77, 20123 Milano