RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Carlo Carrà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carlo Carrà. Mostra tutti i post

lunedì 19 agosto 2013

A settembre, a Medrisio arriva Carrà!



I PAESAGGI DI CARRA'
Mendrisio, Museo d'Arte
dal 22 settembre 2013 al 19 gennaio 2014 

a cura di Simone Soldini e di Elena Pontiggia

Pino sul mare 1921, Crepuscolo 1922, L’attesa 1926, L’estate 1930 (Museo del Novecento di Milano), I nuotatori 1932 (MART Museo di arte moderna e contemporanea, Trento e Rovereto), Capanni al mare 1927 (GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Canale a Venezia 1926 (Kunsthaus di Zurigo), Lo Squero di San Trovaso 1938, I contadini della Versilia 1938 sono alcuni dei capolavori che costellano la mostra sui paesaggi di Carlo Carrà al Museo d’arte di Mendrisio.
Curata da Elena Pontiggia e da Simone Soldini, in collaborazione con Chiara Gatti e Luca Carrà, si tratta della prima ampia retrospettiva allestita da un museo svizzero sull’opera di questo grande protagonista della pittura moderna europea.
Figura di importanza capitale nella storia dell’arte moderna italiana, Carrà fu tra i fondatori del movimento futurista nei primissimi anni del ‘900. I viaggi nelle capitali europee, ma soprattutto a Parigi, dove frequentò tra gli altri Apollinaire e Picasso, lo misero in contatto con le altre avanguardie europee, facendolo conoscere internazionalmente. La prima guerra mondiale sancì la fine del Futurismo e determinò l’inizio di un breve, fecondo periodo metafisico in cui Carrà entrò in stretti rapporti con i fratelli De Chirico. Gli anni tra il 1915 e il 1920 furono un momento decisivo, di svolta, per l’uomo e per l’artista. Legatosi d’amicizia con Soffici e Papini, Carrà cominciò un intenso periodo di meditazione sulla pittura italiana del ‘300 e del ‘400 che sfociò nei sorprendenti scritti su Giotto, Paolo Uccello, Piero della Francesca e Masaccio. Il recupero in chiave moderna dei “primitivi”, e in primo luogo di Giotto, lo condusse a una pittura – come ebbe a dire – di «forme primordiali», dove la natura si rivela in tutta la sua essenza spirituale. Sintesi, forza plastica, spazialità, architettura accordata a colori tonali: cominciava su queste basi la terza, più lunga e più intensa stagione, quella del «realismo mitico».
Essa si aprì con un capolavoro assoluto della storia dell’arte europea del ‘900, presente nella mostra di Mendrisio: Pino sul mare del 1921, dipinto da Carrà appena quarantenne e che venne acquistato dal compositore Alfredo Casella, amico del pittore e figura di primo piano nella cultura europea del ‘900. «Con questo dipinto – scrisse Carrà nella sua autobiografia – io cercavo di ricreare una rappresentazione mitica della natura». Al capolavoro del ’21 ne seguirono altri, una stretti lunga serie di opere che scaturì in gran parte da un’immersione totale nel paesaggio: i monti della Valsesia, le marine di Forte dei Marmi, la laguna veneziana, le campagne e i laghi lombardi, le alpi apuane.


Il paesaggio fu spunto continuo di sperimentazione; da una pittura di sintesi Carrà poteva passare a una forma mediata di impressionismo, da un’immagine realista a una visione onirica e surreale, sempre ottenendo risultati di straordinaria intensità.
In questo concetto di rappresentazione mitica della natura rientrò a partire dalle grandi composizioni d’inizio anni ‘30 anche la figura: Estate, I nuotatori, I contadini della Versilia sono alcuni capolavori di questo genere, ben documentato in mostra.
Grazie ai contributi dell’Archivio Carrà, degli Archivi del ‘900 del MART e del Gabinetto Vieusseux di Firenze si è potuto allestire per l’occasione una sezione dedicata alla figura – importantissima – del Carrà teorico e pubblicista (si ricordino solo i contributi a “Valori plastici” e “l’Ambrosiano”) attraverso un vasto e prezioso materiale documentario.
A margine della retrospettiva viene presentata una selezione di opere di autori ticinesi, dipinte tra il 1920 e il 1950, che intende gettare un po’ di luce sulla grande influenza esercitata da Carrà su un contesto locale, di provincia italiana del Nord come il Ticino; cioè, sul suo determinante ruolo nel passaggio da un’arte ancora ottocentesca ad una moderna.



comitato scientifico Elena Pontiggia, Luca Carrà, Chiara Gatti, e Simone Soldini (direttore Museo)

catalogo edito dal Museo d’arte Mendrisio, circa 150 pagine di testi e apparati e riproduzione delle opere in mostra




Orari   
ma-ve: 10.00 – 12.00 / 14.00 – 17.00
sa-do: 10.00 – 18.00
lunedì chiuso, tranne festivi

Entrata   
Fr 10.-    ridotto Fr 8.-

Info   
www.mendrisio.ch/museo
museo@mendrisio.ch

domenica 12 maggio 2013

La storia dell'arte recente in fotografia... 8

Luigi Russolo, Carlo Carrà, Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni e Gino Severini

Beh, questa foto non ha bisogno di molte parole... sono i Futuristi! 
Quando le avanguardie erano ancora "made in Italy"
" Attenti, arrivano i futuristi! "

Chissà cosa penserebbero, se fossero qui oggi, loro che volevano:

Manifesto del Futurismo
  Le Figaro - 20 febbraio 1909
di
Filippo Tommaso Marinetti

  1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
  2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
  3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
  5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
  7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
  8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
  9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
  11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.




per vedere le immagini precedenti, clicca sul link qui sotto
http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/search/label/_La%20storia%20dell%27arte%20recente%20in%20fotografia




martedì 23 ottobre 2012

Carlo Carrà 1881 - 1966 - Ad Alba (CN) alla Fondazione Ferrero

Carlo Carrà ad Alba alla Fondazione Ferrero, un'occasione per capire che il passato non è poi tanto lontano dal presente e molto vicino al futuro... Un moderno modernista attento al passato. Da riscoprire se mai ce ne fosse bisogno...
A cura di Maria Cristina Bandera


Carlo Carrà
1881 - 1966
a cura di Maria Cristina Bandera
Alba (CN) Fondazione Ferrero
27 ottobre 2012 - 27 gennaio 2013

Sono trascorsi quasi vent'anni dall'ultima retrospettiva di rilievo dedicata a Carlo Carrà, ospitata nel 1994 dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Negli ultimi due decenni, a cavallo tra XX e XXI secolo, Carrà è stato oggetto di numerosi approfondimenti critici che hanno evidenziato l'esigenza di una nuova presentazione dell'intero percorso del grande pittore.

La Fondazione Ferrero, attenta a favorire - con coerenza e costanza - la crescita del territorio e a promuoverne i valori anche all'esterno, mediante la diffusione della conoscenza dei più autorevoli esponenti dello scenario culturale piemontese, ha realizzato l'antologica di Carlo Carrà, a cura di Maria Cristina Bandera.
Nato in Piemonte, Carrà è stato uno dei pochi artisti italiani ad attraversare e interpretare con indipendenza creativa i movimenti più significativi della cultura figurativa italiana del Novecento.

La mostra Carlo Carrà 1881-1966 sarà aperta al pubblico, gratuitamente, dal 27 ottobre 2012 al 27 gennaio 2013, nelle sale della Fondazione Ferrero di Alba (CN). Sobrio ed elegante l'allestimento firmato dall'architetto Danilo Manassero.

Il progetto, sin dalle sue battute d'avvio, si è avvalso della collaborazione istituzionale della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi di Firenze e della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte.
Sostengono generosamente la mostra la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Nomi di grande prestigio compongono il comitato scientifico: Sandrina Bandera (Soprintendente BSAE di Milano e Direttore Pinacoteca di Brera), Gabriella Belli (Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia e già Direttore Mart di Trento e Rovereto), Roberta Cremoncini (Direttore Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra), Danilo Eccher (Direttore GAM, Torino), Edith Gabrielli (Soprintendente BSAE del Piemonte), Maria Vittoria Marini Clarelli (Soprintendente e Direttore Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma), Antonio Paolucci (Direttore Musei Vaticani) e Maria Cristina Bandera (Direttore Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi, Firenze).

Il rigore scientifico dell'iniziativa e la straordinarietà dei prestiti ottenuti hanno valso alla mostra l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Il percorso artistico di Carlo Carrà Ë testimoniato in ogni sua fase: le prime prove divisioniste, i capolavori del Futurismo, la parentesi dell' 'Antigrazioso', la Metafisica e il 'Realismo mitico', i paesaggi (dagli anni Venti in poi), le composizioni monumentali di figura degli anni Trenta e una selezione di nature morte, così da arrivare agli ultimi anni della sua attività.
Saranno dunque riuniti 76 dipinti conservati nelle più prestigiose istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, oltre che in importanti collezioni private.
«Attraverso una rigorosa selezione delle opere in mostra, molte delle quali ormai vere e proprie icone dell'arte del '900 - afferma Maria Cristina Bandera - il pubblico potrà tornare a scoprire il lungo percorso compiuto da Carlo Carrà, protagonista dei grandi movimenti delle avanguardie italiane e interprete di un nuovo linguaggio altamente narrativo e di grande suggestione.»

Sarà disponibile al bookshoop il volume Carlo Carrà 1881-1966, a cura di Maria Cristina Bandera, edito da 24 ORE Cultura.

La Fondazione Ferrero ha anche prodotto il film documentario Solo me stesso, propedeutico alla visita alla mostra, per la regia di Clarita Di Giovanni (Italia 2012, 20').