RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 25 ottobre 2014

Hermann Nitsch alla Fondazione Morra di Napoli a cura di Michael Karrer

Si è inaugurata oggi...

 


Hermann Nitsch 
a cura di Michael Karrer
Museo Hermann Nitsch - Fondazione Morra, Napoli
 
“La mia pittura è la grammatica visiva delle mie azioni su una superficie d’immagine”. Il gesto pittorico in Hermann Nitsch (Vienna 1938) è parte integrante della poetica delle sue celebri azioni teatrali. Una grande mostra, che si inaugura il 25 ottobre al Museo Nitsch di Napoli, ne analizza la genesi, lo sviluppo e il significativo legame con l’Orgien Mysterien Theater (Il teatro delle Orge e dei Misteri) da lui fondato nel 1957, opera d’arte totale che ne comprende tutta la filosofia e la pratica artistica.

Per la prima volta in Italia saranno esposte circa 70 opere provenienti dal Nitsch Museum di Mistelbach (Vienna), in una mostra a cura del critico d’arte tedesco Michael Karrer. che si articolerà in tutti gli spazi del museo napoletano con grandi tele, foto e video delle azioni pittoriche. Un’inedita collaborazione tra le due istituzioni internazionali dedicate all’opera del maestro dell’Azionismo Viennese in un progetto di scambio accompagnato dalla presenza dell’artista, che propone anche un dialogo scientifico e teorico – artistico intorno alla sua opera e all’influsso sull’arte e la società.


Hermann Nitsch è infatti l’unico artista vivente cui sono stati già dedicati due musei monografici. Uno è a Mistelbach (Vienna), aperto nel 2007 nella zona vitivinicola dell’Austria in cui Nitsch vive e lavora. L’altro, il “Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch” è nato a Napoli nel 2008 per volontà di Giuseppe Morra, amico di una vita e suo collezionista. Collocato in pieno centro, in un’ex-centrale elettrica del XIX secolo, testimonia la produzione dell’artista dagli anni Sessanta a oggi, con un’ampia raccolta di “relitti” provenienti dalle sue azioni teatrali. Tracce che, pur legate in modo indissolubile al momento performativo, vanno intese come opere d’arte autonoma. Per Nitsch sono: “Un’ideale sintesi unitaria del lavoro”. Le opere del museo napoletano sono esposte al Nitsch Museum di Mitelbach (sino al 29 marzo 2016) nella mostra “Arena. Opera dall’opera” a cura di Giuseppe Morra.


Il progetto non vuole essere un semplice trasporto di opere da un museo all’altro, ma un percorso di studio e approfondimento secondo la consuetudine del museo napoletano. Un’occasione anche per celebrare un gemellaggio culturale tra Austria e Italia, con presenze istituzionali dei due paesi.


Ufficio stampa:

MANUAL informazione comunicazione immaginazione
Paola Marino T.339 3449512, paola.manual@gmail.com

Inaugurazione 25 ottobre


Museo Hermann Nitsch - Fondazione Morra

vico Lungo Pontecorvo, 29/d-Napoli Campania Italia
Orario: Dalle 10 alle 19
ingresso libero

giovedì 16 gennaio 2014

ANNUNZIATORI - Il pensiero forte di Carlo Cattelani



ANNUNZIATORI
il pensiero forte di Carlo Cattelani

A cura di Fabio e Tiberio Cattelani, Maria Vittoria Silvestri e Stefano W. Pasquini

Joseph Beuys, Gilbert & George, Sol Lewitt,
Elio Marchegiani, Giovanni Mundula, Hermann Nitsch,
Yoko Ono, Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini, Wolf Vostell

Carlo Cattelani (1931-1999) è stato un personaggio importante per la storia dell'arte contemporanea italiana. Chiamato amichevolmente il “macellaio collezionista”, la sua aura di entusiasmo è tuttora molto presente nella pianura padana, e spesso si raccontano aneddoti e storie su colui che comprò la famosa “mozzarella in carrozza” di Gino De Dominicis. Quello che forse non tanti sanno è che con la loro spiritualità infettiva, Cattelani e la sua magnifica moglie Afra hanno influenzato moltissimi artisti del loro tempo, commissionando opere che trattavano del rapporto tra Dio e l'arte. Il patrimonio culturale delle intuizioni di Carlo viene tramandato – oltre che dai ricordi accorati degli artisti che gli sono stati amici – anche dalle opere che sono rimaste nella sua cascina di Baggiovara, in provincia di Modena, di cui questa mostra è una piccola selezione. “Il lavoro degli artisti,” scrive Franco Guerzoni, “Carlo lo partecipava con un’intensità così forte e diretta ai contenuti del loro fare, da creare in essi e in quanti lo ascoltavano un senso di imbarazzo. Non era nè critico, nè mercante, nè tanto meno collezionista, forse un centrifugato volatile dei diversi saperi.”
É un onore per lo Studio Cloud 4 poter esporre il lavoro di un personaggio che come pochi altri in Italia ha lavorato attivamente per ampliare l'interesse del pubblico per l'arte contemporanea.

Opening venerdì 17 gennaio 2014 ore 18.30
dal 17 gennaio al 10 marzo 2014
aperto giovedì 16-19 e su appuntamento 051-19986982
sabato 25 gennaio apertura straordinara dalle 16 alle 24

Cartella stampa con immagini in alta definizione disponibili su www.psq1.com/studiocloud4/press/annunziatori.zip

ToyWith.it minigallery
Gino De Dominicis
Scheletri nell'armadio
www.toywith.it

In Absentia - Mostra collettiva per la Giornata della Memoria



A.R.S. -­ Art Resistance Shoah inaugura il 19 gennaio a Correggio dalle 15:30 la mostra In Absentia -­ (“Museo Il Correggio” Palazzo dei Principi 19 gennaio -­ 9 febbraio 2014) nel panorama di eventi culturali per la Giornata della Memoria con due visite guidate al mattino e al pomeriggio del 27 Gennaio (11:30;; 15:30;;). 

Il progetto A.R.S. -­ Art Resistance Shoah è al suo secondo appuntamento in memoria della Shoah. Dopo l’esperienza di Correggio nel 2013 per l’International Holocaust Remembrance Day 2014, intorno alla giornata del 27 gennaio, la rappresentazione artistica della memoria vedrà A.R.S. (!) come sempre impegnato sul fronte della pittura, con una grande mostra collettiva dal titolo In Absentia, aperta dal 19 gennaio al 9 febbraio in Palazzo dei Principi a Correggio (la lista delle gallerie sponsorizzatrici, degli artisti, con alcune immagini, è riportata alla Margherita Fontanesi e da Salvatore Trapani, fondatori nel 2012 del progetto A.R.S. -­ Art Resistance Shoah col patrocinio dell’Istituto Istoreco di Reggio Emilia, ha come fulcro l’esperienza tragica di Lucia Finzi -­ cittadina di Correggio -­ e la deportazione a Auschwitz dei cittadini ebrei emiliani con un trasporto dal campo di smistamento di Fossoli (Carpi) nel febbraio del 1944. Il racconto del trasporto ci giunge vivido Primo Levi “Se questo è un uomo” (Ed. vagoni, anche la Finzi selezionata probabilmente per le camere a gas subito di Correggio, In Absentia, parla anche per i non tornati, le vittime integrali nel sistema Sterminio. Settant’anni di Storia documentaria, ma in totale assenza concreta, di una vicenda che da decenni continua a inorridire e coinvolgere. I curatori della mostra, Margherita Fontanesi e Salvatore Trapani, danno indicazioni chiare, rispetto alla mostra e al motivo che l’ha generata. Non si tratta, infatti, di commemorazione e basta, ma di un’analisi approfondita sui temi del concetto di distruzione nell’Europa Occidentale e dell’empatia come strumento umano imprescindibile per la comprensione.
Margherita Fontanesi: “Abbiamo voluto raccontare la Shoah partendo dalla storia di una donna di Correggio, il paese che ospita mostra e conferenza. Abbiamo espressivo tanto temuto dal regime nazista che ha tentato di mettere prima alla creando l’etichetta di “arte degenerata”.
Salvatore Trapani: “A.R.S. -­ Art Resistance Shoah è un progetto ambizioso che mette al centro della sua ricerca il valore dell’arte come gesto drammatico collegato
imprescindibilmente alle scelte politiche di un’epoca. In Absentia, riconnette infatti il tragico evento delle deportazioni verso lo sterminio col processo culturale rimesso in moto dai Nazisti, di tentata damnatio memoriae dei perduti attraverso i camini di Auschwitz-­Birkenau. Un tentativo che va ben oltre un odioso istinto, ripercorrendo la storia d’Occidente che a picchi di bieco barbarismo ha sempre associato gesti culturalmente altrettanto eclatanti”. 19 gennaio a partire dalle 15:30 (“Museo Il Correggio” Palazzo dei Principi) e prevede al suo interno una serie di eventi in sinergia: la conferenza di Salvatore Trapani dal titolo In Absentia Contra Damnatio Memoriae con presentazione del catalogo della mostra (ed. Vanilla Edizioni 2014) per chiarire il peso culturale della tradizione nel “Senza Sogno” del ballerino minimalista Giuseppe Palombarini (Padova) la visita guidata alla mostra di Margherita Fontanesi che illustrerà il collettiva.
Il 27 Gennaio poi, Giorno della Memoria, in Palazzo dei Principi, avranno luogo due visite guidate (11:30;; 15:30) alla mostra aperte alla cittadinanza.
Massimiliano Alioto, Gabriele Arruzzo, Omar Galliani, Giovanni Sesia, Hermann Nitsch, Massimo Lagrotteria, Tea Giobbio, Giuseppe Gonella, Ali Hassoun, Giorgio Ortona, Silvio Porzionato, Santiago Ydañez, Svetlana Grebenyuk, Luca Pignatelli, Paolo Quaresima, Francesco De Grandi, Aldo Sergio, Cristiano Tassinari, Trento Longaretti.  



Il 19 Gennaio dell’inaugurazione sarà offerto un rinfresco di benvenuto. 

Orari di visita per la mostra:
Il “Museo Il Correggio” Palazzo dei Principi osserverà i seguenti orari di apertura:
Sabato 15:30 -­ 18:30
Domenica 10:00 -­ 12:30;; 15:30 -­ 18:30
Martedì -­ Venerdì su prenotazione al numero telefonico 0522 691806 Lunedì chiuso
“Museo Il Correggio” Palazzo dei Principi, P.zza Cavour 7, Correggio | tel. 0522 691806 | Fax 0522 633017

Lunedì 27 Gennaio, Giornata della Memoria, il Museo effettuerà un’apertura straordinaria con due visite guidate alla mostra (11:30;; 15:30;;) 


martedì 8 gennaio 2013

PEZZO UNICO | HERMANN NITSCH Das Orgien Mysterien Theater

PEZZO UNICO | PIÈCE UNIQUE
HERMANN NITSCH
Das Orgien Mysterien Theater

HERMANN NITSCH PORTRAIT BY ALEXANDER NUSSBAUMER

opening
martedi 15 gennaio
ore 18.00

"Era il 1972 e, dopo aver visto gli artisti dell’Azionismo Viennese a Documenta Kassel, guidavo verso Vienna per incontrare Nitsch, Rainer e gli altri. Era il periodo tra Natale e Capodanno e, il 31 di dicembre, ci spostavamo tutti a Prinzendorf a festeggiare in un Aurigen (…)” Franz Paludetto

La prima azione di Hermann Nitsch in Italia è del 1973, a Torino, nella chiesa sconsacrata di via San Massimo, a un solo anno di distanza dalla sua partecipazione a Documenta 5 a Kassel dove, per la prima volta, furono esposte le opere crude, violente, amorali e trasgressive del gruppo del Wiener Aktionismus.

Fondato nel 1961 da Hermann Nitsch, Otto Muehl, Gunter Brus e Rudolf Schwartzkogler, l’Azionismo Viennese trova la sua manifestazione in performance nelle quali corpo, sangue, carne, viscere, liquidi e secrezioni (umane e animali) sono usati per mettere in scena riti parareligiosi a scopo catartico e terapeutico, secondo le formule adottate nella tragedia greca di Aristotele e poi dalla psicanalisi di Sigmund Freud. La pittura d’azione adoperata da Hermann Nitsch nelle sue Aktion, secondo la formula da lui coniata di Orgien-Mysterien Theater (“Teatro delle Orge e dei Misteri”), unisce erotismo e violenza, sesso e morte, un senso di piacere misto a un insostenibile disgusto senza soluzione di continuità. La sua opera è un’arte totale che prende esempio dalle pratiche dionisiche d’origine greca durante le quali gli astanti si lasciavano andare al piacere e ai desideri dei cinque sensi. Nelle azioni di Nitsch riaffiorano gli istinti primordiali, senza tener conto di alcuna legge morale (civile o religiosa), tanto da sconfinare spesso nell’illegalità per la crudezza reale alla quale i presenti sono chiamati a partecipare.

La pittura di Hermann Nitsch è così il risultato di un atto catartico di liberazione d’impulsi viscerali e sensoriali che mischia la liturgia cristiana con la tragedia classica. E’ una pittura fatta di sangue (di vita e di morte) e dalla quale traspira la volontà dell’artista di essere creatore con tutto il carico di passione, intesa come sofferenza, che questo comporta.

Nitsch mette in scena lo svisceramento incauto di qualsiasi tabù e la grammatica visiva delle sue tele, sempre di grandi dimensioni, è il risultato del processo d’immedesimazione dentro i meccanismi così complessi della psiche umana, liberata da ogni costrizione.

Nel bene e nel male, senza giudizio o convenzione morale, il sangue dell’opera di Nitsch è vero, non c’è finzione, è la realtà che si mostra senza veli. Ci sono impronte e segni, bloody lines, che scorrono sulla tela come nelle vene. “La mia pittura, spesso estaticamente eccessiva, conduceva ai processi altrettanti eccessivi delle azioni nelle quali tutto succede nella realtà”.

All’interno della serie di mostre dedicate a un pezzo unico, la galleria franzpaludetto di Roma propone , un’unica grossa tela (200x300 cm) del 1971 rappresentativa dell’opera pittorica di Hermann Nitsch negli anni del suo esordio in Italia.

Hermann Nitsch è nato a Vienna nel 1938. Vive e lavora nel suo Castello di Prinzendorf, in Austria.

quando: 15 gennaio – 16 febbraio 2013
dove: franzpaludettoroma - via degli ausoni 18 - 00185 roma