RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 13 maggio 2015

L'ALTRA METÀ DEL CIELO. DONNE ARTISTE NELLA COLLEZIONE DEL MACRO



L'ALTRA METÀ DEL CIELO. DONNE ARTISTE NELLA COLLEZIONE DEL MACRO 
via Nizza, Roma dal 21 maggio all'8 novembre 2015, 
info: http://bit.ly/1KkTlpx

INAUGURAZIONE: mercoledì 20 maggio 2015 dalle 18.00.

Il progetto apre un nuovo ciclo di mostre, in uno spazio appositamente dedicato, che intende valorizzare la collezione permanente del Macro, una consistente raccolta formatasi con opere che datano dagli anni Sessanta in poi. Con questo primo appuntamento il focus si concentra sulle donne artiste, presenza molto significativa nella collezione, con personalità appartenenti a diverse generazioni e correnti.
Le artiste proposte rappresentano una prima selezione che evidenzia sia la grande varietà di ricerche sia possibili percorsi di affinità: Benedetta Bonichi, Elisbetta Catalano, Lia Drei, Isabella Ducrot, Giosetta Fioroni, Paola Gandolfi, Avish Khebrehzadeh, Maria Lai, Rosanna Lancia, Titina Maselli, Elisa Montessori, Beatrice Pediconi, Amparo Sard, Sissi, Alessandra Tesi.

MACRO - via Nizza 138, Roma
Orario mostre: da martedì alla domenica ore 10.30-19.30 
(la biglietteria chiude un’ora prima).
INFO: +39 060608
www.museomacro.org

mercoledì 5 febbraio 2014

Un vergogna solo italiana: ADDIO MACRO! dal sito di Repubblica...

Leggo sul sito di Repubblica (http://roma.repubblica.it) questo articolo a firma Carlo Alberto Bucci, che sottoliena ancora una volta l'inettitudine e l'incapacità tutta italiana. L'ennesimo esempio di cattiva gestione che porta sempre più in basso la povera e martoriata Italia dell'arte e della cultura!

 

Addio Macro: la caduta di un museo
senza contratti né mostre

Sono quindici i lavoratori che lasciano in queste ore gli uffici di via Reggio Emilia. Intanto, la direzione artistica resta vacante

"Cari amici, il mio incarico al Macro è chiuso. Ho mandato una mail con indicato chi rimane". Questo l'sms spedito ieri da Maria Bonmassar che priva il Museo d'arte contemporanea di Roma del suo capo ufficio stampa. E che straccia il velo sul futuro del museo bifronte, diviso tra le sedi di Nomentana e Testaccio. Un domani nero, con poche centinaia di migliaia di euro in cassa dal 2013. E con un 2014 senza certezze se non quella che "a giorni dovrebbe essere pubblicato il bando, pronto da tempo, che ci darà il nuovo direttore", assicura l'assessore alla Cultura, Flavia Barca. Il bando era stato annunciato dal sindaco il 3 novembre. Ora si spera che presto arrivino i curricula... 

per leggere l'articolo nella sua completezza, vai su:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/05/news/addio_macro_la_caduta_di_un_museo_senza_contratti_n_mostre-77715133/ 


venerdì 25 gennaio 2013

Israel Now – Reinventing the Future, a cura di Micol Di Veroli al MACRO



Israel Now – Reinventing the Future 
a cura di Micol Di Veroli
MACRO Testaccio piazza O. Giustiniani 4, Roma

La mostra Israel Now – Reinventing the Future, a cura di Micol Di Veroli, presentata dal MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e prodotta da Glocal Project Consulting, partner DRAGO, è sostenuta dall’Ambasciata d’Israele in Italia e dalla Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti, e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, Regione Lazio, Provincia di Roma e Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali, Centro Storico, Comunità Ebraica di Roma e UCEI.

La mostra ha ottenuto la Medaglia Di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La mostra, strutturata attorno ad una selezione di ventiquattro artisti israeliani provenienti da esperienze e generazioni diverse, vuole essere una piattaforma culturale trasversale, multidisciplinare, capace di riflettere il dinamismo e la visionarietà dello Stato di Israele.

In mostra opere di Shay Frisch, Tamar Harpaz, Nahum Tevet, che saranno presenti all’inaugurazione e ancora Boaz Arad, Maya Attoun, Yael Bartana, Orit Ben-Shitrit, Yifat Bezalel, Ofri Cnaani, Elinor Carucci, Michal Chelbin, Keren Cytter, Dani Gal, Lea Golda Holterman, Meital Katz Minerbo, Shai Kremer, Adi Nes, Uri Nir, Leigh Orpaz, , Michal Rovner, Yehudit Sasportas, Gal Weinstein, Shahar Yahalom, Guy Zagursky.

Inaugurazione: giovedì 31 gennaio 2013, ore 18.00

INFO MOSTRA: www.israel-now.org

martedì 9 ottobre 2012

Per i 100 anni dalla nascita di Giulio Turcato... STELLARE al Macro

Giulio Turcato. Stellare

Giulio Turcato. STELLARE

a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Martina Caruso

In occasione del centenario dalla nascita di Giulio Turcato (1912–1995), il MACRO, in collaborazione con l’Archivio Giulio Turcato, celebra uno dei maggiori  protagonisti del secondo Novecento italiano con una mostra che restituisce circa un ventennio di produzione dell’artista (1950 -1975). Una selezione di opere tra le più importanti del periodo sarà esposta nella Project Room 1, spazio del museo riservato alla sezione espositiva “Omaggi”, programma dedicato ai protagonisti che hanno formato le radici storiche dell’arte contemporanea. Fermo sostenitore di un’astrazione basata su un colorismo emotivo, sperimenta nelle sue opere una tensione forma/colore protesa verso nuovi orizzonti spazio–temporali:  “la mia stesura del colore è istintiva, non razionale, non studiata: è forte la presenza dell’imprevisto, dell’incognito, dell’inconscio” affermava Giulio Turcato in un raro video-documentario del 1986, visibile in mostra.

Il percorso espositivo si apre con Comizio (1950) – opera emblematica della sua ricerca, esposta alla Biennale di Venezia dello stesso anno – con l’intento di far emergere l’impostazione poetica di Turcato, che, guardando alla tradizione delle prime avanguardie, dà origine ad esiti depurati da ogni elemento illustrativo e sublimati in una forma astratta autonoma. Il motivo delle bandiere comuniste in un’opera dedicata al tema del comizio post-bellico diventa così un pretesto per affrancarsi dal contingente politico e arrivare ad una nuova costruzione spaziale assolutamente evocativa. Su questo tema, in mostra dalla fine di novembre, tre opere della serie Miniere (1950) che costituisce una variante dei temi volti a documentare il clima sociale e politico del periodo. L’artista invitato dal PCI a visitare alcune miniere, rimane affascinato soprattutto dalla profondità delle gallerie: ne conseguono paesaggi onirici, come se le forme astratte rappresentassero l’eco proveniente da quei tunnel sotterranei. Ad avvalorare la sua ricerca sono in mostra altre due opere cardine come Stellare e Porta, entrambe del 1973, in cui la superficie pittorica, diventando spazio virtuale, si rivela ambiente ideale per l’espressione delle più diversificate potenzialità. A completare il percorso espositivo sarà esposta una nutrita documentazione costituita da fotografie, disegni, lettere, scritti, estratti di periodici e cataloghi, tutti provenienti dall’Archivio Giulio Turcato.



Biografia
Giulio Turcato, nato a Mantova nel 1912, veneziano e poi romano d’adozione, ha esercitato un’influenza determinante negli anni cruciali del dopoguerra. Firmatario nel 1946 del manifesto della “Nuova secessione artistica italiana” e poi aderente al “Fronte nuovo delle arti”, a “Forma 1” e al “Gruppo degli Otto” nato intorno a Lionello Venturi, è tra i maggiori interpreti dell’apertura internazionale dell’arte italiana. Nel 1964 sposa Vana Caruso e compie un viaggio in Egitto che sarà fonte di ispirazione per molte opere successive. Sempre negli anni Sessanta inizia la serie delle gommapiume/superfici lunari. Sono degli anni Settanta la serie Le Oceaniche, sagome dipinte che l’artista espone per la prima volta alla Biennale del 1972, e Le Libertà, forme di legno o di metallo che si elevano verso l’alto. Negli ultimi anni sperimenta varianti di luce con colori cangianti su opere di grande formato, lo scopo è quello di rendere visibile i quadri nell’oscurità. Una ricerca questa che porterà avanti fino alla sua morte avvenuta nel 1995. Nella primavera dello stesso anno la Galleria Nazionale d’Arte Moderna gli dedica un mostra omaggio curata da Giorgio De’ Marchis.

INFORMAZIONI UTILI
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via
Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e
spazio Area.
MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)
INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 12,00 €, residenti 11,00 €.
Tariffa ridotta: non residenti 10,00 €, residenti 9,00 €.
MACRO Testaccio
Tariffa intera: 6 €
Tariffa ridotta: 4 €
MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €
Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org
INFO: +39 06 67 10 70 400

mercoledì 3 ottobre 2012

Il curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale? Bartolomeo Pietromarchi

 Bartolomeo Pietromarchi, già direttore del MACRO, curerà il Padiglione Italia alla prossima Biennale d'Arte di Venezia 2013... sperèm...

venerdì 21 settembre 2012

Fabiano Parisi al Macro


Al Festival Internazionale della fotografia di Roma, fra gli altri c'è anche Fabiano Parisi...



FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma arriva al 2012 con un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un interesse sempre più concreto per le produzioni originali.
Il tema indagato dalla XI edizione sarà il “lavoro”, parola chiave della storia della fotografia e di questi ultimi anni, reinterpretato mediante una grande attenzione alle differenze e ai cambiamenti dei linguaggi della fotografia e del lavoro contemporaneo. Il Festival, nella sua nuova versione MACRO, sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia, con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia.
Cosa rimane del lavoro “novecentesco”? e come la sua “visione”, spesso anche mitologica, piena di fatica fisica e grandi masse, si è modificata e in molti casi resiste accanto a lavori più sofisticati, spesso solitari, tecnologici e spesso difficili da trasformarsi in immagini. E come si sposano visioni vecchie e nuove? Cosa le unisce? Forse in alcune risposte a queste domande passa un’immagine complessiva del mondo e una visione della fotografia che noi consideriamo lo strumento più efficace per l’analisi della società contemporanea e dei suoi linguaggi.
FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma XI Edizione: WORK
20 Settembre — 28 Ottobre 2012
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma MACRO Testaccio

mercoledì 14 dicembre 2011

C’ERA UNA VOLTA - PRIMO FESTIVAL DI FAMILY a cura di Valeria Arnaldi

Anche l'ottimo Marco Minotti al Macro!



Mostre, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti, reading e laboratori di teatro e attività artistiche per bambini.
Si intitola “C’era una volta…” il primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale, a cura di Valeria Arnaldi, promosso dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini.

La filosofia è quella dell’edutainment, che mira ad educare giovani e giovanissimi, intrattenendoli. In questo caso, l’intrattenimento interessa tutta la famiglia con attività pensate per essere fatte insieme e favorire il dialogo tra generazioni. 

In mostra opere di: Massimo Attardi, Lidia Bachis, Blue & Joy, Stefano Branca, Natino Chirico, Randy Cooper (Messico), Camilla d’Errico (Canada), Silvia Faieta, Max Ferrigno, Mimmo Frassineti, Piero Gilardi, Ester Grossi, Peter Gullerud (Usa), Mari Kasurinen (Finlandia), Yorgos Kypris (Cipro), Emilio Leofreddi, Felice Levini, Gino Marotta, Marco Minotti, Consuelo Mura, Angelo Palombini, Stefano Pilato, Marcello Reboani, Giorgio Rubbio, Rubenimichi (Spagna), Massimo Sansavini, Yosuke Ueno (Giappone), Francesco Varesano, Elio Varuna, Francesco Visalli. 

martedì 22 marzo 2011

-New York Shots- al MACRO le fotografie di HOWARD SCHATZ a cura di Gabriele Tinti

Che il mondo dell'arte si fosse trasformato in un ring, ne avevo il sospetto... a parte i facili giochi di parole, al Macro una mostra di fotagrafia curata da Gabriele Tinti dell'artista americano Howard Schatz. Di straordinaria efficacia per gli amanti della fotografia.


HOWARD SCHATZ
NEW YORK SHOTS
MACRO
Via Nizza 138, angolo via Cagliari
Hall

25 Marzo – 12 Giugno 2011
Conferenza stampa: 24 marzo, ore 11
Inaugurazione: 24 marzo, ore 19


A cura di Gabriele Tinti


MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta “New York Shots”, il nuovo progetto del fotografo americano Howard Schatz dedicato ai protagonisti del mondo della boxe.
Dal 25 Marzo la Hall del Museo diverrà un inaspettato e sorprendente ring artistico, ospitando dieci grandi fotografie attraverso cui Schatz indaga il tema del corpo e il suo ruolo nella cultura italoamericana.

All’inaugurazione della mostra parteciperanno gli ex campioni del mondo: Nino Benvenuti, Francesco Damiani, Gianfranco Rosi, Maurizio Stecca, Sumbu Kalambay, Gianluca e Silvio Branco e i pugili Vinny Maddalone, Domenico Spada, Daniele Petrucci, Andrea di Luisa, Manuel Ernesti e molti altri ancora, i manager Joe de Guardia e Lou di Bella, il presidente della FPI Franco Falcinelli e l’Assessore con delega allo Sport del Comune di Roma Alessandro Cochi.

In occasione della mostra, curata da Gabriele Tinti, verrà pubblicato un volume Allemandi editore con un testo di Michael Imperioli.

La mostra “New York Shots”, nata come sviluppo di una idea editoriale, propone una riflessione sull'ambiente italoamericano attraverso l’arte e la boxe, due campi di espressione dove gli italiani si sono distinti e attraverso i quali hanno acquisito fama e notorietà in America. La mostra sarà costituita dalle fotografie scattate da Howard Schatz che rappresentano New York e i protagonisti italoamericani della boxe e avrà luogo nella grande Hall del Museo. I lavori di Schatz che verranno esposti al MACRO appartengono alla serie fotografica che ha permesso al fotografo americano di vincere i prestigiosi premi: American Photo: Images of the Year e il Prix de la Photographie Paris come fotografo dell’anno.

“New York Shots” – progetto che include in sé una mostra, un libro e un evento – si è sviluppato dall’incontro tra idee ed energie differenti convogliate attorno a un piano unitario: la boxe e il suo mondo, la sua essenza, il suo sfondo naturale qual è sempre stato New York e la sua tradizione italiana che trova nella Roma del 1960 il coronamento olimpico.
Questo progetto si pone così al confine tra due piani: quello dell’arte, e della cultura tradizionalmente intesa, e quello della “cultura popolare”, nel quale sia il pugilato sia lo sport in generale vengono spesso classificati. Questi due piani si incontrano nelle straordinarie fotografie di Schatz, presentate attraverso la mostra, il libro e l’evento che sarà una vera e propria celebrazione della boxe al Museo d’ Arte Contemporanea di Roma.

Howard Schatz (Chicago, Illinois, 1940) ha vinto nel 2010 i prestigiosi American Photo: Images of the Year ed il Prix de la Photographie Paris come fotografo dell’anno. Le sue fotografie sono state esposte all’International Center of Photography di New York, all’University Art Museum della California State University di Long Beach, al Fresno Art Museum di Fresno, all’Elysse Museum e all’Olympic Museum di Losanna, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, al Boston Museum of Fine Art di Boston, al Museum of New Art di Detroit, alla New York Public Library ed in molti altri Musei e spazi pubblici del mondo. Sue foto sono state pubblicate nei più importanti magazines del mondo inclusi Time, Sports Illustrated, ESPN Magazine, Vogue, Vogue Italia, GQ Italia, The New York Times Magazine, The New Yorker, Stern, Life, Black/White, and American Photo. Ha creato straordinarie immagine per Ralph Lauren RLX, Escada, Sergio Tacchini, Nike, Reebok, Wolford, Etienne Aigner, Sony, Adidas, Finlandia Vodka, MGM Grand Hotel, Virgin Records, and Mercedes-Benz. Il suo lavoro è rappresentato a New York dalla Staley-Wise Gallery, a Boston dalla Robert Klein Gallery, a Chicago dalla Catherine Edelman Gallery e a Denver dalla Gallery M and in Weggis.


La mostra “Howard Schatz: New York Shots” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali

domenica 25 aprile 2010

ForwardLooking 16 curatori guardano al futuro


Il 28 aprile 2010, alle ore 18.30, IED – Istituto Europeo di Design – di Roma, in collaborazione con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – presenta Forward>>Looking una mostra evento all’interno degli spazi espositivi del MACRO FUTURE, a cura del collettivo Cur’Art-Emergenze Contemporanee che propone i progetti di 16 curatori emergenti. L’iniziativa è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Forward>>Looking espone i progetti di sedici curatori emergenti in un importante luogo del contemporaneo, MACRO FUTURE, contraddistinto dall’indagine sulle nuove “generazioni” delle arti visive. Si metteranno a confronto ricerche curatoriali accomunate dalla necessità di narrare storie messe in scena in un luogo condiviso. Dall’ideazione di una residenza, alla gestione di uno spazio espositivo stabile, all’evento site specific, la mostra pone al suo centro l’arte e la pluralità delle sue declinazioni.

Il collettivo Cur’Art-Emergenze Contemporanee nasce all’interno del Master per Curatore Museale e di Eventi Performativi dello IED di Roma con l'intento di operare nell’ambito della curatela di eventi culturali contemporanei attraverso lo studio delle tendenze attuali dell’arte in maniera innovativa e creativa.

Forward>>Looking è uno spazio aperto di incontro che ospiterà un programma di eventi collaterali tra cui Fatti Curare! un Call for vision dedicato agli artisti emergenti.


Progetti in mostra:
Ciascun curatore ha lavorato intorno ad un concept, sviluppando una propria traccia di riflessione. Accanto alla presentazione di ogni singolo progetto vi saranno i contributi di alcuni artisti invitati che hanno condiviso l’idea di fondo di ciascuna proposta esposta.

Suono: l’intima esteriorità delle cose di Carlo Antinori presenta opere che riflettono sull’intimità delle cose attraverso il suono: nei lavori esposti rumori e sussurri raccontano di una nuova nozione del reale, che diventa presenza da ascoltare e percepire (Francesco Fonassi, Steve Roden, Franz John).

Magnitudo 5.3 di Paola Bommarito invita ad una riflessione sulle tracce di spazi svaniti, di luoghi distrutti dalla natura proponendo una rivisitazione nell'oggi della memoria storica. Città invisibili che tornano a vivere attraverso interventi site specific (Botto&Bruno, Lorenzo Romito degli Stalker,
Roberto Timperi).

In-Natural art di Laura Buccafurri propone un lavoro sul territorio calabrese, portando lo spettatore ad immergersi in uno spazio in cui l’arte si confronta con la natura e si fonde con essa. Gli artisti invitati ad intervenire su un luogo protetto di grande valore naturalistico, creeranno degli interventi legati con l'area scelta in stretta connessione con i suoi possibili fruitori (Silvio Amelio, Walter Carnì, Dennis Oppenheim).

Specie di attraversamenti di Lara Carbonara invita gli artisti a lavorare intorno alla costruzione di uno spazio fluido, in una visione ampliata in molteplici direzioni possibili: percorrere le identità degli altri utilizzando la condizione dell’attraversamento, inteso come continuo luogo di confine, di passaggio (Manuela Mancioppi).

ArtsCrossing di Iván Chamorro Cidre intraprende un viaggio creativo attraverso il cammino di un taccuino, cardine di una installazione collettiva che lega l’improvvisazione del cadavre exquis alla multiculturalità del movimento e alla multiautorialità dell'opera (Maurizio Mochetti).

P.I.M. -Personal Interactive Mouseion di Sandra Del Giudice propone una nuova metodologia didattica sperimentale rivolta a ciascun visitatore, anche non esperto, per aiutarlo a contestualizzare l’opera. L’accostamento di contenuti multimediali suddivisi in macroaree è concepito per divenire una applicazione per I-phone o per lavagne touch screen (Loris Cecchini).

Commonplace/Luogo comune di Massimiliano Di Franca invita tre persone, due artisti e un’antropologa visuale, a percorrere la distanza dello spostamento, invitandoli allo scambio attraverso dialoghi e tracce personali, incroci e attraversamenti, riflessioni artistiche che occupano lo spazio del loro quotidiano a Roma (antrop. Giulia Grechi, MK, Cesare Pietroiusti).

Ritorno al futuro di Marianna Frattarelli partendo dalla fisionomia storicamente connotata delle architetture razionaliste del territorio di Latina, propone una loro rilettura attraverso percorsi e interventi artistici all’interno di un nuovo centro espositivo.

Torri Contemporanee di Sara Giuliani sperimenta una possibile rilettura dell'antico concetto di borgo, invitando artisti visivi e performativi ad una sua rivisitazione in chiave contemporanea. Artisti stranieri e italiani saranno invitati ad abitarlo e a scoprirlo, creando lavori site specific che andranno dall’installazione a performance di danza urbana, dalla fotografia alla scultura (Antonio Amendola, Compagnia Oplas Ccr Umbria).

Alto Fragile di Valentina Isceri prevede di realizzare, in un uliveto pugliese, una residenza per artisti dove dibattere su questioni legate all’ecocompatibilità e offrirne soluzioni, utilizzando criteri di “artisticità permanente”. Si tratta di promuovere e diffondere l'arte contemporanea, partendo dalla sua stessa location, realizzata con dei site specific secondo soluzioni architettoniche sostenibili con design innovativo e funzionale. Un progetto tutto green, affidato a un pool di pionieri dell'architettura sostenibile, che intende riscoprire e preservare il legame privilegiato con la natura ( Daniel G. Andújar, Filippo La Vaccara, Santasangre).

Remember Yourself di Francesca Loddo, attraverso ricordi e sfumature legate all’esperienza dell’artista sardo Costantino Nivola (Orani, 1911; Long Island, 1988), ricerca i “fili invisibili” che intrecciano la Sardegna all’America. Il progetto unisce idealmente i luoghi cari allo scultore, tracciando un ponte culturale e creativo che vuole uniti in una residenza giovani studenti sardi e americani.

Roma 2010. Presente Imperfetto di Rossana Macaluso concentra la sua ricerca sui possibili rapporti tra la monumentalità storica romana e il suo presente contemporaneo, proponendo uno spazio di progettualità che problematizzi una fluida continuità tra passato e presente, che intervenga sulla ‘storicità’ del bene culturale senza scalfirla ma restituendola alla contemporaneità (fotografo Claudio Abate, arch. Hojjatollah Baghchighi, arch. Marcello Costa, arch. Roberto Malfatto/Roberto Malfatto Progetti Exhibit show & communication design, Renato Nicolini, prof. Luigi Russo, arch. Giuliana Stella).

(D) Mostra L’Arte di Bianca Mannino pone al centro del suo progetto un tentativo di riflessione sul senso della “lettura” dell'opera d’arte contemporanea, proponendo un ciclo espositivo di 10 opere, ciascuna sottoposta a diverse interpretazioni da parte di studiosi non addetti ai lavori nell'ambito dell'arte ma riconosciuti esperti in altre discipline e di esperti critici, storici dell’arte e curatori. ( dott. Mario Bellina, Ciboideale, dott. Danilo Mariscalco).

Re/Turns di Marika Rizzo invita gli artisti a lavorare intorno al senso del viaggiare nell’esilio costante del ritorno, approdando in quel luogo intimo che è la casa, tracciando una linea e un cerchio in cui fine e inizio non coincidono ma procedono in un moto perpetuo spiraliforme (Gea Casolaro, Lise Harlev, Luana Perilli).

What’s about Italy? di Francesca Sandrini propone ad artisti stranieri, che sono stati residenti in Italia per diverso tempo, di riflettere sul loro concetto di “italianità” in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, proprio per provare a tracciare un “ritratto” del nostro paese sempre sospeso tra particolarismi e ricerca di “identità” (Selezione di artisti scelti tra i borsisti negli Istituti culturali stranieri a Roma e tra artisti stranieri residenti in Italia segnalati dai medesimi istituti: Amaya Bombìn, Raffaella Cristino, Shoji Kato, Stefano Romano, Gertrude Moser-Wagner).

Art Trip di Clara Sapienza invita gli artisti a compiere un viaggio, un percorso comune e di condivisione. Viaggio non solo come topos contemporaneo ma anche come possibile lavoro sul sé e sull'altro da sé (Alessandra Baldoni, Davood Viiksi-Pete Kheradmand).

Nella mostra saranno presenti anche dei video promo riferiti a ciascun progetto realizzati dalla videodesigner Serena Scuccimarra con l’elaborazione del suono di Paolo Zappalà.

Allestimento a cura di ma0/emmeazero studio di architettura.