Vi ho già comunicato della presenza di Christian Balzano all'interno del progetto "DO UT DO", quando è approdato al MaXXI di Roma (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/05/a-roma-al-maxxi-do-ut-do.html). Ora, la kermesse si è spostata al MADRE di Napoli...
Pensieri, parole, opere ed ammissioni dal mio mondo dell'arte
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!
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venerdì 23 maggio 2014
sabato 8 marzo 2014
Ettore Spalletti. Un giorno così bianco, così bianco
Tre mostre per celebrare un grande artista...
MAXXI, Roma 13 marzo – 14 settembre 2014 a cura di Anna Mattirolo
GAM, Torino 27 marzo – 15 giugno 2014 a cura di Danilo Eccher
MADRE, Napoli 13 aprile – 18 agosto 2014 a cura di Andrea Viliani e Alessandro Rabottini
GAM, Torino 27 marzo – 15 giugno 2014 a cura di Danilo Eccher
MADRE, Napoli 13 aprile – 18 agosto 2014 a cura di Andrea Viliani e Alessandro Rabottini
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Sì, il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo.
Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio.
Togliendola il colore assume lo spazio e invade lo spazio.
E quando questa cosa riesce, è miracolosa.
Ettore Spalletti, 2006
Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio.
Togliendola il colore assume lo spazio e invade lo spazio.
E quando questa cosa riesce, è miracolosa.
Ettore Spalletti, 2006
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| Ettore Spalletti, Stanza orizzonte, 2010. Foto: Mario Di Paolo |
Oltre 70 opere, tre musei, un solo titolo per tre mostre che nascono
dal desiderio di presentare la varietà, complessità e profondità della
pratica artistica di Ettore Spalletti, maestro dell’arte contemporanea
italiana.
La mostra Un giorno così bianco, così bianco apre al
pubblico al MAXXI con 17 opere, una grande installazione ambientale
concepita come unica e appositamente pensata per questa occasione in cui
l’artista si confronta con uno spazio architettonico fortemente
caratterizzato.
domenica 13 gennaio 2013
Ugo Nespolo al Madre
Napoli Museo Madre
Domani, 14 gennaio, alle ore 18, appuntamento al Madre con
l’artista Ugo Nespolo per il primo incontro del ciclo «Sei parole per
l'arte». L’iniziativa, a cura di
Maurizio Ferraris e LabOnt (laboratorio di ontologia dell’Università di
Torino), rientra nell’ambito di «MADREscenza», la nuova piattaforma di
ricerca e mediazione dei linguaggi del contemporaneo del Museo d'Arte
Contemporanea Donnaregina.
I sei incontri pubblici tra Maurizio
Ferraris e artisti e intellettuali contemporanei proporranno una
riflessione sulle «sei parole per l'arte»: oggetto, senso, emozione,
stile, documento e bellezza.
Il primo incontro, domani, con Ugo Nespolo, sarà dedicato alla parola «oggetto».
Calendario degli incontri
Lunedì 4 febbraio 2013: Senso _ Dialogo con Werner Gephart
Lunedì 4 marzo 2013: Emozione _ Dialogo con Mauro Covacich
Lunedì 25 marzo 2013: Stile _ Dialogo con Valerio Adami
Lunedì 15 aprile 2013: Documento _ Dialogo con Giorgio Vasta
Lunedì 6 maggio 2013: Bellezza _ Dialogo con Mimmo Paladino
La partecipazione agli incontri è gratuita.
Per informazioni: 081 193 13 016
www.museomadre.it
Il primo incontro, domani, con Ugo Nespolo, sarà dedicato alla parola «oggetto».
Calendario degli incontri
Lunedì 4 febbraio 2013: Senso _ Dialogo con Werner Gephart
Lunedì 4 marzo 2013: Emozione _ Dialogo con Mauro Covacich
Lunedì 25 marzo 2013: Stile _ Dialogo con Valerio Adami
Lunedì 15 aprile 2013: Documento _ Dialogo con Giorgio Vasta
Lunedì 6 maggio 2013: Bellezza _ Dialogo con Mimmo Paladino
La partecipazione agli incontri è gratuita.
Per informazioni: 081 193 13 016
www.museomadre.it
domenica 9 dicembre 2012
Al MADRE: “Sol LeWitt. L’artista e i suoi artisti”, a cura di Adachiara Zevi
Dal 14 dicembre 2012 all’1 aprile 2013 il Museo MADRE di Napoli ospita la mostra “Sol LeWitt. L’artista e i suoi artisti”, a cura di Adachiara Zevi. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Donna regina e sostenuta dalla Regione Campania, è in parte frutto della partnership con il Centre ‐ Pompidou di Metz e con la Fondazione Sol LeWitt di Chester, Connecticut.
Dopo Napoli, dove è esposta per la prima volta in Europa, la collezione di Sol LeWitt sarà allestita a Metz dal 19 aprile al 29 luglio 2013.
La mostra è il primo omaggio museale italiano reso a questo grande protagonista dell’arte contemporanea internazionale (LeWitt nasce a Hartford, Connecticut nel 1928) dalla sua scomparsa nel 2007 a New York, a 78 anni. Come suggerisce il titolo, l’esposizione intende mostrare il carattere polimorfo e variegato dell’attività artistica di LeWitt. A differenza di un’antologica organizzata secondo rigidi criteri cronologici, la mostra di Napoli illustra con originalità un percorso artistico di quasi 50 anni suddividendolo in tre sezioni, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici, con opere inedite progettate dall’artista e realizzate oggi dai suoi assistenti, con opere mai esposte al pubblico precedentemente, con opere infine di altri artisti ma collezionate da LeWitt.
La prima sezione, completamente inedita, è costituita da cinque wall drawings (disegni murali) selezionati in collaborazione con la Fondazione LeWitt appositamente per lo spazio del MADRE, progettati dall’artista nel 2007 e mai eseguiti precedentemente. Sono “Scribbles”, l’ultimo ciclo cui si è dedicato LeWitt. Adottano la matita nera dei primi wall drawings degli anni ’70 ma, diversamente da allora, non per rendere il disegno “il più bidimensionale possibile” ma, agli antipodi, per distaccarlo dalla parete nel modo più illusionistico attraverso matasse di segni più o meno densi e chiaroscurati. Come stabilito nel prontuario dei wall drawings redatto da LeWitt nel 1970, il progetto dell’opera è appannaggio dell’artista mentre la sua realizzazione è affidata agli assistenti che, pur seguendo scrupolosamente le sue istruzioni, rendono ogni disegno diverso dall’altro.
Per la mostra di Napoli, un disegnatore specializzato inviato dalla Fondazione LeWitt, coadiuvato da giovani assistenti locali, è al lavoro da tempo sulle pareti del museo. La seconda sezione della mostra consiste di 47 opere di LeWitt appartenenti prevalentemente a collezioni napoletane: disegni, guaches e le sculture che coprono un arco temporale dagli esordi nel 1968 ai giorni nostri. Nel 1975, con la mostra alla Modern Art Agency di Lucio Amelio, inizia l’assidua frequentazione della città partenopea da parte dell’artista, che crescerà nel corso degli anni ’80 quando si trasferirà con la famiglia a vivere per alcuni anni in Italia, a Spoleto. La moglie Carol Androccio è del resto originaria di Praiano e la sua casa natale ospita oggi esemplari straordinari di wall drawings e una scultura che sarà esposta in mostra.
Oltre che nelle collezioni private, le opere di LeWitt sono visibili a Napoli nel Museo di Capodimonte, nel Museo Madre, nella stazione della Metropolitana Materdei, nella Fondazione Morra Greco. La terza sezione, infine, frutto della collaborazione con il Centre ‐ Pompidou di Metz, espone 95opere, ovvero una parte rilevante della collezione privata di Sol LeWitt. Collezionare opere di altri artisti non è mai stato per LeWitt un hobby o una attività di secondo piano, ma un impegno a tempo pieno, esattamente come disegnare, progettare i wall drawings, realizzare le strutture tridimensionali.
Iniziata nel 1960, la collezione, custodita oggi presso la Fondazione di Chester, annovera circa 4000pezzi: frutto di scambi con artisti, con galleristi, soprattutto di acquisti. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un artista dal rigore proverbiale, minimalista, astrattista e teorico dell’arte concettuale, la sua collezione è onnivora, a 360 gradi, e include artisti di tutti i paesi e di tutte le tendenze, dai compagni di strada minimalisti e concettuali, sia europei sia statunitensi, agli artisti pop, neo‐espressionisti, della Transavanguardia.
Consistente è anche il nucleo di opere di artisti italiani, da Boetti a Merz, da Kounellis a Paolini, da Salvo a Chia a Tirelli; colleghi e amici frequentati nel corso delle lunghe e regolari permanenze dell’artista nel nostro paese. La collezione consente di ripercorrere l’intera storia dell’arte internazionale dal secondo dopoguerra attraverso l’occhio acuto, sensibile e generoso di un suo grande protagonista. Il percorso espositivo all’interno del Museo MADRE cerca allo stesso tempo di distinguere e diffondere i tre diversi momenti della vita artistica e personale di LeWitt. Accompagna la mostra il volume di Adachiara Zevi “L’Italia nei wall drawings di Sol LeWitt”, pubblicato da Electa. Il volume, il cui lavoro di ricerca ha contribuito al progetto della mostra alMADRE, è il catalogo generale di tutti i wall drawings realizzati dall’artista in Italia dal 1969 fino a oggi, letti attraverso il filtro dell’influenza, riconosciuta dallo stesso LeWitt, dell’arte e degli artisti italiani sul suo lavoro. Il libro contiene anche l’intervista inedita rilasciata da LeWitt all’autrice nel2006, la sua ultima intervista.
Orari:
Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato
10.30 – 19.30
Domenica
10.30 – 23.00
Martedì chiuso
Consulta il sito
Informazioni:
Museo MADRE
Via Settembrini 79, Napoli
Tel: 081 19313016
Dopo Napoli, dove è esposta per la prima volta in Europa, la collezione di Sol LeWitt sarà allestita a Metz dal 19 aprile al 29 luglio 2013.
La mostra è il primo omaggio museale italiano reso a questo grande protagonista dell’arte contemporanea internazionale (LeWitt nasce a Hartford, Connecticut nel 1928) dalla sua scomparsa nel 2007 a New York, a 78 anni. Come suggerisce il titolo, l’esposizione intende mostrare il carattere polimorfo e variegato dell’attività artistica di LeWitt. A differenza di un’antologica organizzata secondo rigidi criteri cronologici, la mostra di Napoli illustra con originalità un percorso artistico di quasi 50 anni suddividendolo in tre sezioni, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici, con opere inedite progettate dall’artista e realizzate oggi dai suoi assistenti, con opere mai esposte al pubblico precedentemente, con opere infine di altri artisti ma collezionate da LeWitt.
La prima sezione, completamente inedita, è costituita da cinque wall drawings (disegni murali) selezionati in collaborazione con la Fondazione LeWitt appositamente per lo spazio del MADRE, progettati dall’artista nel 2007 e mai eseguiti precedentemente. Sono “Scribbles”, l’ultimo ciclo cui si è dedicato LeWitt. Adottano la matita nera dei primi wall drawings degli anni ’70 ma, diversamente da allora, non per rendere il disegno “il più bidimensionale possibile” ma, agli antipodi, per distaccarlo dalla parete nel modo più illusionistico attraverso matasse di segni più o meno densi e chiaroscurati. Come stabilito nel prontuario dei wall drawings redatto da LeWitt nel 1970, il progetto dell’opera è appannaggio dell’artista mentre la sua realizzazione è affidata agli assistenti che, pur seguendo scrupolosamente le sue istruzioni, rendono ogni disegno diverso dall’altro.
Per la mostra di Napoli, un disegnatore specializzato inviato dalla Fondazione LeWitt, coadiuvato da giovani assistenti locali, è al lavoro da tempo sulle pareti del museo. La seconda sezione della mostra consiste di 47 opere di LeWitt appartenenti prevalentemente a collezioni napoletane: disegni, guaches e le sculture che coprono un arco temporale dagli esordi nel 1968 ai giorni nostri. Nel 1975, con la mostra alla Modern Art Agency di Lucio Amelio, inizia l’assidua frequentazione della città partenopea da parte dell’artista, che crescerà nel corso degli anni ’80 quando si trasferirà con la famiglia a vivere per alcuni anni in Italia, a Spoleto. La moglie Carol Androccio è del resto originaria di Praiano e la sua casa natale ospita oggi esemplari straordinari di wall drawings e una scultura che sarà esposta in mostra.
Oltre che nelle collezioni private, le opere di LeWitt sono visibili a Napoli nel Museo di Capodimonte, nel Museo Madre, nella stazione della Metropolitana Materdei, nella Fondazione Morra Greco. La terza sezione, infine, frutto della collaborazione con il Centre ‐ Pompidou di Metz, espone 95opere, ovvero una parte rilevante della collezione privata di Sol LeWitt. Collezionare opere di altri artisti non è mai stato per LeWitt un hobby o una attività di secondo piano, ma un impegno a tempo pieno, esattamente come disegnare, progettare i wall drawings, realizzare le strutture tridimensionali.
Iniziata nel 1960, la collezione, custodita oggi presso la Fondazione di Chester, annovera circa 4000pezzi: frutto di scambi con artisti, con galleristi, soprattutto di acquisti. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un artista dal rigore proverbiale, minimalista, astrattista e teorico dell’arte concettuale, la sua collezione è onnivora, a 360 gradi, e include artisti di tutti i paesi e di tutte le tendenze, dai compagni di strada minimalisti e concettuali, sia europei sia statunitensi, agli artisti pop, neo‐espressionisti, della Transavanguardia.
Consistente è anche il nucleo di opere di artisti italiani, da Boetti a Merz, da Kounellis a Paolini, da Salvo a Chia a Tirelli; colleghi e amici frequentati nel corso delle lunghe e regolari permanenze dell’artista nel nostro paese. La collezione consente di ripercorrere l’intera storia dell’arte internazionale dal secondo dopoguerra attraverso l’occhio acuto, sensibile e generoso di un suo grande protagonista. Il percorso espositivo all’interno del Museo MADRE cerca allo stesso tempo di distinguere e diffondere i tre diversi momenti della vita artistica e personale di LeWitt. Accompagna la mostra il volume di Adachiara Zevi “L’Italia nei wall drawings di Sol LeWitt”, pubblicato da Electa. Il volume, il cui lavoro di ricerca ha contribuito al progetto della mostra alMADRE, è il catalogo generale di tutti i wall drawings realizzati dall’artista in Italia dal 1969 fino a oggi, letti attraverso il filtro dell’influenza, riconosciuta dallo stesso LeWitt, dell’arte e degli artisti italiani sul suo lavoro. Il libro contiene anche l’intervista inedita rilasciata da LeWitt all’autrice nel2006, la sua ultima intervista.
Orari:
Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato
10.30 – 19.30
Domenica
10.30 – 23.00
Martedì chiuso
Consulta il sito
Informazioni:
Museo MADRE
Via Settembrini 79, Napoli
Tel: 081 19313016
mercoledì 12 ottobre 2011
Siamo tutti più poveri... ce lo dice anche l'arte...
In un momento storico senza uguali, non solo per l'Italia, ma per il mondo intero, il concetto di povertà, allarga i propri confini e colpisce anche altri settori. Oltre il segmento economico finanziario, che mi sembra, pur non essendo un economista, in caduta libera (e che comunque può offrire una infinità di serie opportunità in molti ambiti), anche quello artistico culturale, ho la sensazione, che sia in discesa. Ironia della sorte, giocando sulle parole, l'Italia però, festeggia quest'anno "l'Arte Povera". E lo fa alla grandissima!
Ecco il calendario delle mostre...
ARTE POVERA INTERNATIONAL
Torino Castello di Rivoli dal 8/10/2011 al 19/2/2012
ARTE POVERA 1967-2010
Milano Triennale dal 25/10/2011 al 29/1/2012
ARTE POVERA IN TEATRO
Bari Teatro Margherita dal 15/12/2011 al 11/3/2012
ARTE POVERA 1968
Mambo Bologna dalfino al 26 dicembre 2011
ARTE POVERA + AZIONI POVERE
Napoli Museo Madre dal 11/11/2011 al 20/2/2012
OMAGGIO ALL'ARTE POVERA
Roma Maxxi dal 6/10/2011 al 8/1/2012
ARTE POVERA ALLA GNAM
Roma Galleria Nazionale d'Arte Moderna dal 7/12/2011 al 4/3/2012
ARTE POVERA IN CITTA'
Bergamo sedi varie da marzo 2012
![]() |
| il Manifesto di Alighiero Boetti "Arte Povera" nello studio di Ugo Nespolo |
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