RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 19 febbraio 2014

Riccardo Licata


Riccardo Licata
(Torino, 20 dicembre 1929 – Venezia, 19 febbraio 2014)

R.I.P.

mercoledì 17 luglio 2013

LINEA OTTO a cura di Gianmarco Puntelli


 LINEA OTTO
7 grandi Maestri dell'arte moderna italiana, durante il Premio Bancarella
a cura di Gianmarco Puntelli
dal 18 luglio al 25, a Pontremoli
Con Antonio Possenti, Luca Alinari, Riccardo Licata, Giulio Greco, Davide Foschi, Giuseppe Menozzi, Sergio Scatizzi, Luciano Preti.


mercoledì 20 marzo 2013

Riccardo Licata, Percorsi del segno (Opere scelte 1953-2010): alla Simboli Art Gallery di Firenze

Riccardo Licata


Riccardo Licata, Percorsi del segno (Opere scelte 1953-2010): alla Simboli Art Gallery di Firenze dal 23 marzo al 30 aprile 2013.

Il 23 marzo prossimo alla Simboli Art Gallery di Firenze si inaugura la mostra personale del maestro Riccardo Licata (Torino 1929), dal titolo Percorsi del segno (Opere scelte 1953-2010).
L'esposizione comprende una selezione di circa 40 dipinti (olii su tela e tecniche miste su carta applicate a tela), di vari formati, dalla prima metà degli anni Cinquanta fino ai più recenti della prima decade degli anni Duemila, alcuni dei quali esposti per la prima volta al pubblico in questa occasione. La mostra ripercorre le tappe fondamentali degli ultimi sessant'anni della lunga e fervida attività artistica di Licata, divisa tra i soggiorni a Venezia e a Parigi, le due città in cui vive e lavora. Tratto distintivo del suo linguaggio artistico è una sorta di alfabeto composto da simboli misteriosi e da tratti grafici che l'artista stesso definisce come "lettere immaginarie". Si tratta, infatti, di una scrittura grafico-pittorica, ispirata in qualche modo all'armonia del linguaggio musicale, che serve all'artista per trasferire sulla superficie ciò che egli sente, avverte, percepisce in quel momento determinato. È, quindi, una scrittura dell'esistenza dell'artista, dove ogni segno tracciato è puro significante.
Tra le opere più rappresentative che si potranno ammirare in esposizione di formato vario, e tutte accomunate dalla mancanza di titolo , si segnalano, tra quelle storiche: una tecnica mista su carta del 1953, connotata da un grafismo segnico deciso; una delicata tecnica mista su carta applicata a tela del 1963; una tecnica mista su carta del 1966, caratterizzata dalla presenza di segni dai contorni sfaldati e liquidi. Degli anni Settanta si ricordano almeno due tecniche miste su carta del 1972, caratterizzati da una scrittura segnica elegante e sobria. La tecnica mista su carta del 1980, invece, è formata da ben cinque livelli orizzontali di scritture immaginarie. Del 1999 una bellissima tecnica mista su carta, caratterizzata dalla presenza di eleganti e slanciati segni che sembrano quasi alludere a presenze arboree.
Per quanto riguarda gli olii su tela, si troveranno in mostra alcuni significativi esempi, anche di grande formato, per la maggior parte appartenenti alla sua ultima stagione artistica, compresa tra gli anni Novanta e la prima decade degli anni Duemila, tra cui se ne ricordano almeno tre di grandi dimensioni: uno del 2004, dai colori accesi e decisi; un altro del 2007, composto da varie tonalità di blu contaminate anche da segni incisi; ed infine l'ultimo, del 2010, tutto giocato sulle delicate tonalità del color sabbia.


INAUGURAZIONE
: Sabato 23 marzo 2013, ore 17.30
La mostra è visitabile tutti i giorni dal 23 marzo al 30 aprile 2013
Catalogo in galleria. Introduzione critica di Emanuele Greco.
Orario mostra: lunedì 16.30-20 e martedì-domenica 10-13 e 15-20 - Ingresso libero

SIMBOLI ART GALLERY
Via di San Giuseppe, 6/r 50122 Firenze
Tel. +39 055 0502418 - Cell. +39 349 1438941
info@simboliartgallery.com - www.simboliartgallery.com


Riccardo Licata nasce a Torino il 20 dicembre del 1929. Dopo una breve parentesi parigina, la sua famiglia si trasferisce a Roma, città in cui vive dal 1935 al 1945. Nel 1946 si trasferisce a Venezia, dove l'anno successivo si iscrive al Liceo Artistico. In quegli anni studia la cultura della Bauhaus e inizia a cimentarsi con il mosaico. Conosce gli artisti Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Alberto Viani, Giulio Turcato e Renato Birolli. Nel 1949 con altri giovani costituisce un gruppo astrattista, denominato Giovani Pittori Astratti, con cui inizia ad esporre a Venezia e a Firenze. Nel 1950 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e l'anno seguente tiene nella stessa città la sua prima personale. Partecipa con un grande mosaico alla Biennale di Venezia del 1952 e, l’anno successivo, alla Triennale di Milano.
Nel 1957 ottiene una borsa di studio dal governo francese per sperimentare l'incisione a colori e le nuove tecniche. Nello stesso anno è chiamato da Gino Severini come assistente alla cattedra di mosaico all'Ecole d'Art Italienne de Paris. Nel 1961 è nominato professore di mosaico all'Ecole d'Art Italienne de Paris, dove ha insegnato fino al 1995. Inizia a vivere tra Parigi, frequentandovi gli studi di vari artisti, e Venezia dove mantiene il proprio. Gli incarichi prestigiosi si susseguono, così nel 1969 è nominato professore di Arti plastiche alla U.E.R. della Sorbonne, quindi professore di incisione all'Academie Goetz di Parigi e, dal 1972 ricopre il medesimo titolo alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e all'Ecole Americaine d'Architecture de Fontainebleau. Nel 1963 vince il premio Michetti. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1964, 1970 e 1972, alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Parigi, di San Paolo, di Tokyo, di Lubiana e di Alessandria d'Egitto.
In questo periodo sviluppa e definisce quello che diventerà in seguito il suo peculiare linguaggio artistico: una sorta di alfabeto composto da simboli e tratti grafici, che caratterizzeranno gran parte della sua produzione artistica, ovvero gli olii su tela, le tecniche miste, e le serigrafie a tiratura limitata. Si tratta di una sorta di scrittura grafico-pittorica, che trae ispirazione dal linguaggio musicale, composta da particolari segni che Licata stesso definisce "lettere immaginarie".
Suoi grandi mosaici sono installati in spazi pubblici a Genova (Palazzo dei lavori pubblici), a Bourgoin-Jallieu, a Sault-lès-Tethel, a Lille (Università), a Perpignan, a Monza (largo di via Italia), e a Reggio Emilia (Camera del Lavoro).
Si è occupato anche di scenografie teatrali (Medea di Euripide, nel 1978 al Teatro Comunale di Treviso) e di balletto (Ichspaltung di Giuseppe Marotta nel 1980 al Teatro Goldoni di Venezia).
Sue opere si trovano presso musei d'arte contemporanea di varie città del mondo, tra cui: Belluno, Chicago, Firenze, Milano, Mosca, Mulhouse, New York, Parigi, Pescara, Reggio Emilia, Stoccarda, Torino, Varsavia, Venezia, Vienna. È presente nella collezione permanente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e nella collezione itinerante dell'Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea. Nel corso della sua lunga attività artistica, Licata ha tenuto moltissime esposizioni nelle più importanti gallerie italiane ed internazionali.
Tra le varie mostre più recenti si segnalano: nel 2007 Riccardo Licata. Diari di viaggio-Cahiers de voyage alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano; nel 2008 Riccardo Licata, Mare nostrum al Museo d'Arte Moderna di Mosca. Nel 2009, per gli ottant'anni del maestro, si è tenuta a Roma, presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia,  Riccardo Licata e le stagioni dello Spazialismo a Venezia, una mostra che ha messo a confronto il percorso del pittore negli anni '50 e '60 con quello degli altri artisti veneziani suoi contemporanei che aderirono in quegli anni alla corrente spazialista.
Sempre nel 2009 nel Palazzo Ducale di Venezia è stata ospitata la mostra Riccardo Licata. Mosaici e vetri. Nello stesso anno la città di Venezia ha ospitato presso la ex Chiesa di Santa Marta, Porto D'Arti, evento collaterale alla 53esima Biennale d'arte, in cui le opere di Licata sono state esposte insieme a quelle di altri sette artisti italiani di fama internazionale.

martedì 19 febbraio 2013

PITTORI D'OGGI: FRANCIA - ITALIA 2013 VIII EDIZIONE

PITTORI D'OGGI: FRANCIA - ITALIA 2013
VIII EDIZIONE

Dopo oltre 50 anni dalla settima edizione, realizzata nel 1961, della mostra “Peintres d’aujourd’hui France-Italie/Pittori d’oggi Francia-Italia”, dal 21 febbraio e fino al 30 marzo prossimi si realizzerà l’ottava edizione presso la Promotrice delle Belle Arti di Torino, a cura di Frédérique Malaval, che cura la parte francese e Giovanna Barbero, che cura la parte italiana.
Essa è organizzata e realizzata dall’I.N.A.C., Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea; è patrocinata da: MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ambasciata di Francia in Italia, I.N.A.C. Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea, Regione Piemonte, Région Languedoc Roussillon, Provincia di Torino, Comune di Torino, Università di Montpellier, Società Promotrice per le Belle Arti di Torino ed è sostenuta da: Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Regione Piemonte, Verso l’Arte Edizioni.
Per l’occasione, Verso l’Arte Edizioni pubblica un libro in due lingue (francese e italiano) di 336 pagine su cui sono riprodotte tutte le opere esposte, le foto personali degli artisti, le note biografiche, i testi critici delle curatrici, le presentazioni e introduzioni del Presidente dell’INAC e delle Autorità, una ricognizione storica sulle passate sette edizioni.
“Peintres d’aujourd’hui France-Italie/Pittori d’oggi Francia-Italia” era iniziata nel 1951, per dare delle risposte concrete all’arte dell’epoca, in seguito ai grandi rivolgimenti socio-culturali ed anche per stabilire dei legami con le popolazioni geograficamente vicine e con elevate affinità culturali.
In quei decenni intorno la metà del secolo scorso nacquero altre iniziative importanti e Torino si inserì nel panorama internazionale principalmente con questa biennale, considerata alla pari delle maggiori manifestazioni (Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Biennale di Sao Paulo del Brasile, etc.). Promotori, organizzatori, sostenitori economici, ma soprattutto artisti, furono sempre di primo livello, tanto che tutti gli artisti invitati divennero poi molto noti. La maggior parte di loro sono ormai scomparsi, mentre si sono invitati quelli ancora operanti. Essi sono: Vasco Bendini, Francesco Casorati, Riccardo Licata, Piero Raspi, Giacomo Soffiantino; Jean Cortot, Marc Antoine Louttre, Louis Nallard. Tra il 1951 e il 1961 sono state realizzate 7 edizioni, poi più nulla. I motivi di questa clamorosa soppressione sono diversi e sono dovuti sicuramente per un mancato sostegno economico, ma, soprattutto perché era diventata una mostra di grande peso, capace di offuscare la stessa Biennale di Venezia. Tra gli artisti presenti nelle prime sette edizioni ci sono, per esempio, i nomi di: Picasso, Licini, Baltus, Braque, Prampolini, Dufi, Spazzapan, Giacometti, Marini, Morandi, Vedova, Guttuso, Afro, Guidi, Leger, Hartung, Soldati, Severini, Treccani, solo per citarne alcuni, ma tutti di questa stessa levatura
Gli Artisti italiani invitati sono:

Luca Alinari
Vasco Bendini
Rachele Bianchi
Alberto Biasi
Nicola Carrino
Francesco Casorati
Bruno Ceccobelli
Giorgio Celiberti
Marco Cingolani
Mariella Crosio
Gioxe De Micheli
Luca Fancello
Ennio Finzi
Alberto Ghinzani
Giorgio Griffa
Bruno Liberatore
Riccardo Licata
Gino Marotta
Ugo Nespolo
Pietro Raspi
Maurizio Roasio
Giacomo Soffiantino
Silvano Spessot
Jorrit Tornquist

LA SOCIETÀ PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI

Viale B.Crivelli, 11 - Torino
La Società Promotrice delle Belle Arti fu fondata nel febbraio 1842 da undici gentiluomini e artisti torinesi riuniti in casa del conte Cesare della Chiesa di Benevello. Il finanziamento delle attività del sodalizio fu possibile grazie a cento sottoscrittori di azioni di venti lire ciascuna.
Nell'aprile 1842 la Società allestì la sua prima esposizione di oggetti artistici in un salone della casa del marchese Doria di Ciriè. Da quel momento le mostre si susseguirono annualmente, prima in vari palazzi cittadini, in seguito, dal 1863, in un palazzo di Via della Zecca (oggi Via Verdi). Esse divennero un avvenimento di rilievo nella vita torinese. Nel 1914 la Promotrice, dietro il pagamento di un canone simbolico, ottenne dal Municipio un terreno adiacente al Castello del Valentino su cui costruire la sua nuova sede. La palazzina fu realizzata nel 1919 in stile Liberty, la facciata e le decorazioni furono curate da artisti torinesi.
Nel 1926 l'edificio fu ampliato con la costruzione di un nuovo padiglione.