RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 20 giugno 2015

A proposito di "Conversazione Platonica" di Davide Puma...

Vi avevo già comunicato la notizia della mostra "Conversazione Platonica" di Davide Puma a Pistoia, allestista negli spazi del Museo Marino Marini, qualche giorno fa (http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/06/conversazione-platonica-davide-puma.html).

Bene, l'amico Davide mi ha invitato a presentarla... ed ovviamente...


Chiara Fabbri del museo Marini, io e l'amico Davide Puma




Durante le riprese dell'intervista rilasciata ad Ilaria Magni per ArtConnection





mercoledì 17 giugno 2015

"Conversazione Platonica" - Davide Puma a Marini di Pistoia

L'amico Davide Puma al Marini di Pistoia... da non perdere! 



Dal 18 Giugno al 1 Agosto, Davide Puma esporrà le opere al Museo Marino Marini.
L'inaugurazione della mostra "Conversazione Platonica" è prevista Giovedì 18 Giugno alle H.17,30

La cultura di massa americana e occidentale dei giorni nostri e la penetrazione capillare e a larga scala di radio, televisione, cinema.. hanno consentito la creazione e diffusione di una cultura unitaria basata spesso sui consumi e sulla divulgazione di beni di consumo, idee e valori per certi versi uguali in tutto il mondo, o quantomeno nel mondo occidentalizzato.

Il ruolo della religione è stato per certi versi sostituito da quello della televisione. Quello strano oggetto nato con lo scopo di informare il mondo si è trasformato in prodotto da idolatrare e in cui trovare risposte alla nostra vita. La stessa ossessiva ripetizione dell’immagine della bottiglia della Coca Cola di Andy Warhol dimostra come alcuni oggetti siano diventati referenti più importanti rispetto ad altri valori interiori o spirituali. La cultura dell’usa e getta e il bombardamento di immagini a cui siamo sottoposti hanno provocato spesso un vuoto nella spiritualità e nell’energia che si può trarre da un’opera d’arte.

Ma c’è chi ancora lavora con lo spirito rivolto al passato, dove il pensiero ricorrente non è cosa facciamo, ma cosa siamo, dove il contenuto vale più del contenitore, dove lo spirito arricchisce corpo e mente. Questo si palesa osservando le opere dell’artista Davide Puma, (1971).

Le si osserva in religioso silenzio, perché in ogni pennellata vibra pura energia, e la bellezza dell’umanità intera fuoriesce attraverso i colori.

Una pittura antica la sua, ricca di storia ma anche di spirito, dove il rapporto tra l’opera e l’osservatore diventa intimo, suggestivo, quasi irreale. Il colore assume significati differenti e si pone come guida verso sensazioni alle volte estranee agli uomini moderni, sensazioni profonde che riportano ad una ricerca di sé e del mistero che avvolge ogni singolo uomo. Davide Puma non dipinge ciò che vede, ma ciò che secondo lui è. Prendendo spunto da maestri del passato riscopre il valore di una pittura materica e profonda, dove la pastosità del colore pare intrappolare l’essenza della vita. L’anima dei soggetti spinge verso di noi il valore reale delle cose e ci ricorda che in fondo la vera essenza è quella dentro di noi. I diversi soggetti riportano alla mente la diversità e l’individualità delle nostre storie ricordandoci che siamo fatti della stessa sostanza del cosmo: pura energia.

Molti suoi soggetti richiamano esplicitamente alla spiritualità intrinseca dei suoi lavori ma anche il profondo riferimento ad artisti del passato non viene celato e muta da opera in opera facendo giungere a noi un lungo viaggio attraverso la pittura dei secoli scorsi. Mistero, quello celato nei lavori di Davide Puma, che ricorda che “la cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero stesso, perché esso è la sorgente di tutta la vera arte e la vera scienza” (A. Einstein).
E così, guardando ogni singolo lavoro dell’artista ogni persona ritrova la propria storia, e se non dovesse ricordarla, è costretto a riviverla.


Giornalista e critica d'arte Martina Adamuccio

Museo Marino Marini
Corso Silvano Fedi, 30, 51100 Pistoia

martedì 12 maggio 2015

Burri e Pistoia La Collezione Gori e le fotografie di Amendola a cura di Bruno Corà

Alberto Burri - Grande ferro Celle 1986 - foto Aurelio Amendola © ANSA/Ansa
 
 
Burri e Pistoia
La Collezione Gori e le fotografie di Amendola
a cura di Bruno Corà
 
Pistoia, Palazzo Sozzifanti
10 maggio - 26 luglio 2015
 
Inaugurazione: 9 maggio ore 17.30
 
Il 10 maggio a Pistoia, a Palazzo Sozzifanti, apre al pubblico fino al 26 luglio la mostra “Burri e Pistoia. La Collezione Gori e le fotografie di Amendola”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e curata da Bruno Corà, con opere della Collezione Gori, della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello e fotografie di Aurelio Amendola.
 A cento anni dalla nascita, molti Paesi - e su tutti gli Stati Uniti -  renderanno omaggio al grande artista umbro che ha demolito e riconfigurato la pittura occidentale.
Un anniversario che anche la città di Pistoia si appresta a celebrare con una grande mostra.
Il percorso espositivo presenta un nucleo significativo di lavori appartenente alla collezione di Giuliano Gori, grande amico di Burri fin dagli anni Sessanta, decennio in cui appaiono i “Legni” le “Combustioni”, i “Ferri”, le “Plastiche” che definiscono in modo emblematico il rapporto di Burri con 'la materia' da trasformare in pittura. Le opere in mostra sono affiancate da un ricco repertorio di fotografie di Aurelio Amendola, a lungo collaboratore e testimone dell’azione artistica del Maestro. Istantanee che forniscono un fedele ritratto dell’artista e dell’uomo. L’immagine più celebre di Burri proviene proprio dall’obiettivo di Amendola: parte di una spettacolare serie di scatti delle “Combustioni” realizzate nell’atelier di Morra nel 1976.
Le opere di Burri, in un ideale dispiegamento dei suoi più significativi esiti, dai Catrami alle Muffe, dai Sacchi alle Combustioni e ai Legni, dai Cretti fino ai Cellotex, rendono emblematica la grande lezione di questo Maestro che con la città di Pistoia ebbe un particolare e amichevole rapporto, tuttora testimoniato dal Grande Ferro Celle, scultura progettata espressamente dall’artista nel 1986 per lo spazio aperto lungo la strada che unisce Montale a Pistoia, nel punto di accesso alla Fattoria di Celle di Santomato, sede della Collezione Gori. Perfettamente inserita nell’ambiente circostante, la scultura, attraverso l’incrocio di ogive metalliche, dà origine a differenti inquadrature e punti d'osservazione del paesaggio. Fa parte della serie di sculture che Burri soleva realizzare in occasione di avvenimenti straordinari quali la Biennale di Venezia o Kassel.
In mostra, oltre ai notevoli pezzi della collezione Gori, riferibili in gran parte agli anni Cinquanta, si potrà ammirare l’opera di rilevante valenza storica Sacco, del 1952, prestata dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello. I Sacchi - considerati la risposta dell’arte italiana ai linguaggi dell’informale - rappresentano un pezzo importante della storia di Burri e dell’Italia dopo l’ultima guerra.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Pescia e Pistoia, rende omaggio a questo indiscusso protagonista della scena artistica moderna e contemporanea con un allestimento che porta la firma dell’architetto Tiziano Sarteanesi, storico curatore degli allestimenti delle esposizioni dell’artista.
In occasione dell’apertura della mostra, il 10 maggio, dalle 11 alle 17 sarà realizzato l'annullo speciale di un francobollo del Centenario (serie SZ1 1949 emesso il 12 marzo), e saranno stampate tre cartoline (Il grande ferro / Legno bruciato della collezione Gori / una delle foto delle combustioni di Amendola), che potranno essere raccolte in un apposito cofanetto. La mostra sarà illustrata da un catalogo, con un saggio del curatore e testi di Giuliano Gori e Aurelio Amendola (Editore Gli Ori; 176 pp.; testo inglese a fronte).
La Fondazione partecipa in tal modo al grande evento internazionale suscitato dal Centenario che ha meritato una legge dello Stato e un Comitato nazionale delle Celebrazioni guidato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dei Beni Culturali insieme ai nomi più prestigiosi dell'arte e della museologia italiana. Iniziative analoghe troveranno svolgimento in alcune metropoli internazionali come Bruxelles, Seul, New York (dove il 9 ottobre sarà aperta presso il Guggenheim Museum una grande mostra retrospettiva) e Düsseldorf. L’esposizione è inserita nel programma “Toscana del ‘900” realizzato dalla Regione in collaborazione con la Consulta delle Fondazioni toscane in occasione di Expo Milano 2015.
Burri e Pistoia. La collezione Gori e le fotografie di Amendola
Sede: Pistoia, Palazzo Sozzifanti, ingresso Vicolo dei Pedoni, 1
Date: 9 maggio – 26 luglio 2015
Orari: Martedì-Venerdì dalle 14.30 alle 19.30; Sabato e Domenica dalle 10 alle 18
In mattinata aperto per scolaresche o visite guidate, su prenotazione
Ingresso: € 3,00 – gratuito per studenti, over 65 e possessori dei biglietti del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo
Catalogo in mostra: Edizione Gli Ori; 176 pp.; con testo inglese a fronte; euro 30,00. Durante la mostra sarà venduto al prezzo speciale di euro 25,00
Info e prenotazioni: +39 0573 974226 (Lunedì - Venerdì dalle 8.30 alle 13.30)
 
Ufficio stampa Delos:
delos@delosrp.it  +39 02.8052151