Pensieri, parole, opere ed ammissioni dal mio mondo dell'arte
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!
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lunedì 26 settembre 2016
Burri e gli altri, dipingere con materia
Dai catrami alle muffe, dai sacchi ai
gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai
cretti ai cellotex fino al 'nero e oro', i capolavori di Alberto
Burri, padre dell'Informale, sono in mostra a Città di Castello
(sua città natale) da oggi al 6 gennaio, affiancati dalle opere
degli artisti che lo ispirarono e di quelli che furono
influenzati dal suo linguaggio pittorico rivoluzionario. Negli
spazi immensi degli ex Siccatoi (con Palazzo Albizzini sede
espositiva della Fondazione Burri) sono riuniti i lavori, tra
gli altri, di Rauschenberg, Pollock, Twombly, de Kooning,
Kiefer, Klein, Fontana, Afro, Rotella, Mattiacci, per chiudere
le celebrazioni del centenario della nascita del maestro umbro
documentando il clima straordinario in cui era fiorita l'arte
del secondo '900. Intitolata 'Alberto Burri. Lo spazio di
materia tra Europa e Usa', la grande rassegna, spiega il
curatore e presidente della Fondazione Bruno Corà, vuole
restituire ''lo spirito del tempo''
sabato 16 aprile 2016
A Lucca per LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione
Premesso che un giro a Lucca ne vale sempre la pena, oggi, primo sabato libero dopo tanto tempo, mi sono ritagliato qualche ora per fare due passi nella città delle mura.
Città che adoro.
Ovviamente per non perdere l'abitudine, una "capatina" ad una mostra non poteva mancare.
Mostra della quale vi avevo già fornito alcune news: "LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione" al Lu.C.C.A.
L'amico Maurizio Vanni, direttore del Museo, in compagnia di tutto il suo staff, come sempre disponibile e generoso, nonostante l'impegni sempre più numerosi, è riuscito a fare gli onori di casa dedicandomi preziosi minuti chiacchierando amabilmente di questo progetto e non solo.
Una mostra che vale la pena visitare, aperta fino al prossimo 19 giugno, magari in occasione dell'imminente Lucca Art Fair, giorni in cui un pezzo dell'Italia Contemporanea sarà presente in forza nella città Toscana.
| Burri |
| Fontana |
| Bonalumi |
| Scheggi |
| Bonalumi e Castellani |
martedì 23 febbraio 2016
Grande anteprima al Lu.C.C.A.
"LA
TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e
l'indagine della terza dimensione"
a cura di Maurizio Vanni
19 marzo - 19 giugno 2016
info
sabato 21 novembre 2015
“Burri e Brandi – un’amicizia informale”
Dal
21 novembre al 31 gennaio al Santa Maria della Scala, l’esposizione
promossa nell’ambito del programma di Siena Capitale italiana della
cultura 2015
“Burri e Brandi – un’amicizia informale” una mostra che racconta il legame tra Cesare Brandi e Alberto Burri
In
esposizione le opere di Alberto Burri nella collezione del critico e
storico d’arte senese Cesare Brandi, tra cui due custodite e visibili a
Villa Brandi a Vignano ma anche opere di de Pisis, Morandi, Manzù,
Guttuso, Sadun e altri artisti
La mostra Burri e Brandi - un’amicizia informale
ci racconta il legame amicale che univa l’artista umbro, tra i più
innovatori del suo tempo, con il critico senese dalla grande sensibilità
e cultura artistica.
Una
piccola ma raffinata esposizione che si inaugura il 21 novembre presso
il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena e che resterà
aperta fino al 31 gennaio 2016. Nata sotto il segno di Siena capitale
italiana della cultura 2015 e promossa dal Comune di Siena con il Polo
Museale della Toscana e la Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le
province di Siena, Grosseto ed Arezzo in collaborazione con l’Università
degli Studi di Siena. Un’occasione unica per vedere una selezione di
opere della collezione di Brandi e l’opera di Burri che ne sono parte
integrante, in occasione del centenario della nascita dell’artista.
Scopo della mostra è evidenziare il modo in cui si è trasformata la
sensibilità del grande storico e critico d’arte senese in seguito alla
frequentazione degli artisti che ha incontrato, con particolare
riferimento ad Alberto Burri di cui lo storico dell’arte conservava 4
opere - due delle quali sono visibili presso Villa Brandi a Vignano. Le
opere esposte, oltre quelle dell’artista umbro, sono di altri
straordinari interpreti come de Pisis, Guttuso, Manzù, Sadun e Morandi,
tutti protagonisti della storia artistica del Novecento. Sono state
scelte perchè esprimono le due zone del linguaggio artistico - il
figurativo e il non figurativo - presenti nella collezione Brandi ma
anche il confine segnato dall’arte di Alberto Burri che apre a nuovi
sentimenti e nuove frontiere.
La
visita all’esposizione presso il Santa Maria della Scala si completa
con la possibilità di visitare Villa Brandi a Vignano, dove sono
collocate due delle opere di Alberto Burri, un modo per ricordare lo
storico dell’arte per aver donato ai cittadini il suo patrimonio.
All’interno della mostra saranno proiettati anche due video inediti, uno
dei quali racconta dalla voce viva di Brandi le ragioni del lascito
della sua collezione e della sua Villa alla città di Siena; nell’altro
Vittorio Brandi Rubiu, erede del critico, racconta in una intervista
rilasciata all’assessore alla cultura del Comune di Siena Massimo
Vedovelli il rapporto di Cesare Brandi con Alberto Burri.
L’esposizione comincia con l’opera di Filippo de Pisis raffigurante Due mele,
realizzata nel 1934 dopo l’uscita del saggio a lui dedicato e con il
quale Brandi, appena ventiseienne, avvia la sua “vicenda” di critico
d’arte. Ci sono poi le opere di Renato Guttuso e di Giacomo Manzù: del
primo in mostra Paesaggio, un olio su tavola del 1938, uno scorcio del paesaggio senese visto da Vignano. Del 1939 è il Cardinale seduto di Giacomo Manzù, una piccola scultura in bronzo. Sempre in bronzo la Testa di giovane
realizzata nel 1940 da Umberto Mastroianni, non ancora trentenne, ed al
quale Brandi dedicherà un saggio per la monografia (condivisa con
Giulio Carlo Argan) apparsa nel 1980. Spazio in mostra anche all’opera
di Giorgio Morandi, la cui amicizia con Brandi è testimoniata dal fitto
carteggio che, dal 1936, giunge sino al 1963, del quale possiamo vedere
il dipinto del 1957 Bottiglia con brocche. In mostra poi la Natura morta e mandolino e Composizione astratta, di Afro Basaldella, artista al quale Brandi dedicherà nel 1973 un importante studio. Dalla natura morta di Afro si passa alla Natura morta con frutta di Antonio Donghi del 1945. Ci sono poi opere di Piero Sadun e di Toti Scialoja. Del primo tre tele: Vaso con fiori, Gatto e Composizione astratta. Di Scialoja sono in mostra Cour de Rohan, del 1948 e Natura morta con ombre,
del 1951. Infine le opere di Alberto Burri, punto focale intorno al
quale ruota il progetto espositivo: si tratta di una piccola combustione
del 1960, di Cretto bianco, del 1977, alle quali si aggiungono nella villa di Vignano il Cellotex dei primi anni ottanta e la Scultura in ceramica datato 1972.
Per
tutta la durata della mostra sarà attivo - tutte le domeniche a partire
dal 29 novembre - un servizio navetta, in partenza dalle Logge del Papa
alle 10,30 per consentire la visita guidata a Villa Brandi a Vignano
che si terrà alle ore 11.
La
mostra è promossa dal Comune di Siena, dal Ministero dei Beni
Culturali, dal Polo Museale della Toscana, dalla Soprintendenza Belle
arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, in collaboraziore con il Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni Culturali, cattedra di Storia dell'Arte contemporanea dell'Università di Siena.
Informazioni
lunedì mercoledì giovedì e venerdì
orari 10:30 | 16:30
sabato e domenica
orari 10:30 | 18:30
(chiuso il martedì ad eccezione di 1 e 8 dicembre con orari 10:30 | 18:30)
dal 23 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016
tutti i giorni
orari 10:30 | 18:30
(chiuso venerdì 25 e martedì 29 dicembre)
dal 7 gennaio
lunedì mercoledì giovedì e venerdì
orari 10:30 | 16:30
(ad eccezione di lunedì 28 marzo orari 10:30 | 18:30)
sabato, domenica e festivi
orari 10:30 | 18:30
(chiuso il martedì)
La mostra è visitabile con il biglietto del Complesso Museale Santa Maria della Scala.
Ingresso intero €9
Ingresso
ridotto €8: ragazzi 11/19 anni, over 65, studenti universitari non
iscritti ad istituzioni universitarie senesi, militari, categorie
convenzionate, gruppi minimo 15 persone.
Biglietto famiglia €22: 2 adulti + minori superiori anni 11)
Gratuito:
residenti Comune di Siena, minori anni 11, scuole pubbliche senesi,
docenti accompagnatori, accompagnatori di gruppi 1 ogni 15 persone,
portatori di handicap
La biglietteria chiude alle 18:00
Nelle foto della conferenza
da sinistra Anna Di Bene, Soprintendenza per le Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo e Massimo Vedovelli, assessore alla cultura del Comune di Siena
UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE
Siena Capitale Italiana della Cultura 2015
Natascia Maesi
per IDEM ADV grafica, web & comunicazione
mobile +39 338 3423462 - 335 1979414
venerdì 6 novembre 2015
Ricordando Burri con Giancarlo Giannini a San Miniato
Questo pomeriggio a San Miniato, a cura della Fondazione Istituto Dramma Popolare, si è inaugurata, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato - Palazzo Grifoni - la mostra tributo dedicata ad Alberto Burri, nel centenario della nascita, ricordando la sua partecipazione, in veste di scenografo e costumista, all'edizione del 1969 della rappresentazione teatrale tratta dallo scritto di Ignazio Silone, "l'avventura di un povero cristiano".
Protagonista di quella rappresentazione, un giovanissimo Giancarlo Giannini.
Oggi, distanza di 46 anni, Giannini è tornato a San Minaito per rendere tributo a Burri, al teatro e all'arte.
Una bella serata, con la platea gremita (più che di amanti ed estimatori dell'arte semplicemente di curiosi) e tanta voglia di esserci.
Personalmente è stata una bella occasione per incontrare di nuovo Giancarlo Giannini e parlare, anche se per pochi minuti, di un grande Artista in compagnia di un Maestro del nostro teatro che gli fu davvero amico...
mercoledì 14 ottobre 2015
Il Grande Cretto di Burri a Gibellina, finalmente completato...
Nel centenario della nascita di Alberto Burri (1915 – 2015), finalmente il Grande Cretto di Burri a Gibellina sarà inaugurato
Il 17 ottobre,
a 30 anni dall’avvio si inaugura a Gibellina
il Grande Cretto di Burri finalmente completato.
Il 17 ottobre, il Grande Cretto di Gibellina sarà ufficialmente inaugurato. Esattamente trent’anni dopo l’avvio della sua realizzazione (1985) l’opera forse più famosa di Alberto Burri ha trovato il suo completamento.
Nello scorso maggio si è, infatti, concluso il cantiere che ha portato a compimento il “Grande Cretto”, così come concepito e definito da Burri. Com’è ben noto, Gibellina (Valle del Belìce, in Sicilia) fu distrutta dal sisma del 1968. Numerosi artisti di chiara fama, in risposta all’appello di Ludovico Corrao, allora Sindaco di quella città, aderirono con slancio e generosità per la fondazione della nuova Gibellina in altro luogo, con progetti di piazze, architetture e opere monumentali.
Anche Burri, invitato nel 1981, decise di intervenire, scegliendo però di operare sui ruderi stessi della vecchia Gibellina. I resti della città vennero inglobati nel cemento riprendendo il vecchio assetto urbanistico. Il labirinto bianco coprì come un sudario le rovine del sisma, ricordando con le fenditure del Cretto l’evento distruttivo e offrendo alla comunità la dimensione simbolica di un nuovo inizio.
I lavori, avviati nel 1985 e interrotti nel 1989, coprirono circa 66.000 mq. a fronte dei 86.000 mq. previsti.
In occasione del Centenario della nascita di Burri, la Regione Sicilia, il Comune di Gibellina, la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri hanno deciso di completare questa grande opera, senza eguali nel panorama artistico internazionale.
La seconda fase dei lavori prevede l’opera di restauro completo del Cretto, già finanziata e in attesa di imminente avvio. E’ intenzione delle Istituzioni preposte anche la realizzazione di una sede-presidio dell’importante opera-monumento, in cui sarà possibile sostare, assumere informazioni e pubblicazioni, nonché immagini e documenti sull’opera e la sua storia.
Un’adeguata segnaletica e altri servizi di comunicazione sono stati previsti nel progetto di qualificazione territoriale regionale strettamente inerente il “Grande Cretto”.
“... Diversamente da un paesaggio naturale, nel Cretto la frattura regolata, accompagnata, composta non parla più degli elementi scatenanti forze ignote o catastrofi incipienti, ma diviene specchio del pensiero, della sua domanda insistente, assetata, inappagabile. Se è vero che l’opera d’arte non può dare risposte, essa consente di scatenare interrogazioni inarrestabili.
Lo spazio del Cretto obbliga lo sguardo a percorrere le sue fratture come il viandante dentro le vie di una città abbandonata; la massa piena di incidenti di un acrovinilico di Burri ha la labirintica struttura della cerebralità e del pensiero che non può approdare.
Il Grande Cretto di Gibellina ha un corpo percorribile, esso contiene tutto l’antico abitato di quel povero paese della Valle del Belice estintosi in una notte invernale del 1968. Scendendo nelle sue fessure, perdendosi nei suoi dedali che un tempo furono le strade stesse del paese, si alimenta ogni volta il pensiero sulla condizione di quanti abitavano in quella terra. Il Grande Cretto evoca tanto la catastrofe avvenuta quanto l’inestinguibilità della memoria che, pur velando ogni cosa, la evidenzia. Davanti al Grande Cretto di Gibellina si comprende che la forma è una cosa vera, che lo spazio è un pensiero diversamente replicabile e aperto e che l’arte ha il potere di dare senso alle cose, con il più eloquente dei silenzi.”
E’ quanto scrive Bruno Corà nel recente catalogo della mostra “Burri I Cretti” allestita al Museo Riso. Nella giornata del 16 ottobre verrà presentato ufficialmente a Palermo il catalogo della mostra “Burri I Cretti”.
L’esposizione è stata voluta come occasione di approfondimento su quello che è stato uno dei momenti creativi di maggior interesse nel percorso artistico del maestro umbro di cui ricorre il centenario della nascita.
Ufficio Stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net
Tel. 049663499
lunedì 5 ottobre 2015
“Toscana ’900. Da Rosai a Burri. Percorsi inediti tra le collezioni fiorentine” a cura di Lucia Mannini e Chiara Toti
Villa Bardini
“Toscana ’900. Da Rosai a Burri. Percorsi inediti tra le collezioni fiorentine”
a cura di Lucia Mannini e Chiara Toti
Nell’ambito del progetto Toscana ’900 – Piccoli Grandi Musei, promosso e
organizzato da Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Regione Toscana, in
collaborazione con la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria
della Toscana, dal 3 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 Villa Bardini a
Firenze ospiterà la mostra “Toscana ’900. Da Rosai a Burri. Percorsi
inediti tra le collezioni fiorentine” a cura di Lucia Mannini e Chiara
Toti.
L’esposizione intende riportare l’attenzione su alcune delle realtà
cittadine che accolgono e tutelano collezioni del ’900 normalmente non
esposte e accessibili al pubblico. Biblioteche, archivi, istituzioni
destinate alla formazione, allo studio e alla ricerca, oppure collezioni
di origine bancaria o raccolte private: a loro si deve la conservazione
in luoghi significativi della vita sociale e culturale della città di
un patrimonio ricco ma “silenzioso” al quale è dedicata la mostra di
Villa Bardini.
Si tratta infatti di un progetto corale che ha visto numerose
partecipazioni sia di enti pubblici sia di cittadini privati. Il
percorso si suddivide infatti in due parti. Nella prima sono contemplate
le raccolte di cinque importanti istituzioni fiorentine presenti con
opere di differenti tipologie, provenienti da altrettanti differenziate
vicende collezionistiche.
Le sale più vaste accolgono la raccolta di origine bancaria del Monte
dei Paschi di Siena, che ospita nelle proprie sedi – soprattutto tra
Firenze e Siena – fondi oro e dipinti dei maggiori rappresentanti
dell’arte senese dal XIV al XIX secolo, ma anche un vasto nucleo di
dipinti novecenteschi, arricchitosi soprattutto in seguito
all’incorporazione della collezione di Banca Toscana. Se di Felice
Carena è la celebre grande tela che raffigura una lezione accademica di
nudo – nella quale sono forse ritratti gli stessi colleghi del pittore
all’Accademia di Belle Arti di Firenze –, di Rosai sono opere
fondamentali come I giocatori di Toppa, esempio di quella critica alle
convenzioni borghesi che si esprimeva attraverso lo scelta del popolo
come soggetto principale della propria pittura e di una stile scarno e
antiaccademico a sottolinearne il carattere allo stesso tempo
toscanissimo e universale. Di quel candidissimo pittore delle essenze
che fu Donghi le Donne per le scale, esempio di quel “realismo magico”
che caratterizza molta pittura italiana tra le due guerre, mentre di
Severini uno dei pannelli dipinti nel 1928 per l’abitazione parigina del
mercante Léonce Rosenberg, incentrato sul tema del circo e delle
maschere italiane caro al pittore in questi anni. E poi anche nature
morte (un singolare De Pisis) e paesaggi (un raro Morandi) offrono
dimostrazione di una coerenza di scelte collezionistiche, da cui esula
inaspettatamente un’opera giovanile di Burri, una tela realizzata con
frammenti di stoffe.
Dall’Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux sono esposte opere
provenienti da quattro fondi, selezionate secondo un filo tematico che
ha nel ritratto l’evocazione di personalità del mondo dell’arte e della
cultura.
Decenni di frequentazioni di artisti, musicisti e letterati si
intuiscono dai piccoli ritratti delineati da Leonetta Pieraccini, moglie
del critico Emilio Cecchi, mentre intensi e pregnanti sono i gessi con i
quali Quinto Martini plasma i volti e le attitudini di maestri e amici;
se i ritratti di Adriana Pincherle costituiscono al Vieusseux quasi una
galleria di uomini illustri, l’incessante indagine di Pier Paolo
Pasolini sul suo volto sono esempio di una modalità di espressione
seriale che si estende anche all’effigie del suo maestro, Roberto
Longhi. Sono testimonianze preziose del tenore di una stagione come
scrive Antonio Paolucci: “A scorrere i fulminei ritrattini di Leonetta
Cecchi Pieraccini a inchiostro su carta dei grandi del Novecento
(Malipiero e Ungaretti, Montale ed Eliot, Pirandello e Nino Rota),
sostando di fronte all’imprevisto e imprevedibile ritratto caricaturale
che Roberto Longhi fece del suo antagonista Emilio Cecchi, o ai gessi di
Quinto Martini dedicati ad Ardengo Soffici e a Luigi Dallapiccola, ci
si rende conto di quale straordinaria stagione, popolata di avventurosi
talenti, è stato il Novecento artistico a Firenze”.
A questo clima stimolante si deve anche la formazione della vasta
collezione di disegni dell’Accademia, creatasi negli anni Trenta grazie
alla “chiamata agli artisti” da parte di Felice Carena e qui
rappresentata da una selezione incentrata sul tema della figura e del
nudo, con fogli di Casorati, Morandi, Sironi, Marini. La mostra di Villa
Bardini si presenta anche come un’occasione importante di rilancio di
questa raccolta, da un lato attraverso il restauro dei disegni presenti
in mostra (da parte dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze), dall’altro
attraverso l’impegno dell’Accademia di Belle Arti per un nuovo
aggiornamento della collezione che ha visto recentemente giungere un
intenso foglio di Lorenze Bonechi, donato nel 2015 da Stefania Papi in
ricordo del marito già allievo dell’Accademia, e un progetto di
Gianfranco Baruchello in via di acquisizione.
Di tutt’altra origine e provenienza la vasta collezione di edizioni
d’arte e libri d’artista della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze:
formatasi grazie alla passione collezionistica di un privato, Loriano
Bertini, in ragione della sua importanza e ampiezza è stata acquistata
in blocco nell’anno 2000 dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e affidato alla biblioteca. Già allora definito da Paolucci
come il «fondo numericamente più cospicuo e storicamente più importante
di libri d’autore del Novecento oggi proprietà dello Stato italiano»,
esso attraversa tutta la storia dell’arte occidentale. La selezione –
con nomi che vanno da Depero a Munari, da Kandinskij a Picasso, da
Duchamp a Dalì, da Fontana a Warhol – è presentata a dare misura della
non solo della qualità e vastità di una collezione solitamente
accessibili solo agli studiosi, ma soprattutto di quello che fu il
livello straordinario di creatività raggiunto nel Novecento dalla
cooperazione tra scrittori e illustratori sotto l’egida di illuminati
editori.
Il percorso presenta anche una scelta di pezzi storici testimoni
dell’attività dell’Istituto d’Arte di Porta Romana tra anni Venti e
Trenta, il momento in cui ha costruito la propria fama. Ogni classe di
insegnamento ha infatti conservato la propria collezione di eccellenze:
sculture realizzate nei materiali più diversi, ceramiche, tessuti,
oggetti d’oreficeria, disegni, stampe, mobili, fotografie, pitture e
vetrate costituiscono un ricco patrimonio che viene evocato in questa
mostra con alcuni esemplari tra i più celebri, almeno per gli anni qui
presi in considerazione, delle classi di scultura, oreficeria e tessile.
Come nel caso dell’Accademia di Belle Arti, l’esposizione è stata
occasione per porre mano al restauro di alcuni gessi storici, tra cui il
gruppo delle “Giraffe”, esempio del gusto del raffinato gusto europeo
improntato alla lezione di Libero Andreotti che dell’Istituto fu
direttore dagli anni Venti.
Nella seconda parte la mostra si compone di un’ampia sezione dedicata al
collezionismo privato, da sempre filtro e integrazione alle raccolte
museali. Sebbene oggi donazioni di intere collezioni private, aperture
di nuove sedi museali e incalzanti appuntamenti espositivi rendano
l’arte del XX secolo molto più visibile, alcune mura domestiche
custodiscono un patrimonio prezioso, spesso inedito e insospettato per
una città come Firenze, che può andare convenientemente a integrare
quello esposto nei musei. La presente mostra, che ha sottesa l’ambizione
di mostrare (o dimostrare) quanto a Firenze sia ampio e vario il
patrimonio d’arte del Novecento non esposto e non visibile ai più, non
poteva dunque rinunciare a contemplare un segmento costruito con quanto
di più “non musealizzato” la città possa offrire: cioè la collezione
privata. La disponibile generosità dei collezionisti interpellati ha
consentito di creare un piccolo ma significativo percorso impostato
secondo un andamento cronologico, nel quale si rispecchia quella
compresenza, riscontrata nelle raccolte, di artisti italiani di fama
internazionale con altri toscani di apertura e rinomanza nazionale con
opere significative di primo Novecento (Balla, De Chirico, Soffici) e
incursioni nella creatività della seconda metà del secolo con Manzoni,
Pascali, Fontana e Castellani. Nella sezione sono anche significative
presenze di opere di artisti stranieri quali Picasso, Moore e Yasuda, in
gran parte dovute a particolari legami che questi hanno avuto con la
città.
All’interno del progetto TOSCANA ‘900 PGM 2015 www.toscana900.com
Conferenza stampa di presentazione della mostra venerdì 2 ottobre alle ore 11.30
Intervengono:
Enrico Rossi, presidente Regione Toscana
Umberto Tombari, presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Luciano Barsotti, presidente Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana
Lucia Mannini, curatrice della mostra
Chiara Toti, curatrice della mostra
Ufficio Stampa Toscana ‘900
Davis & Franceschini Lea Codognato/Caterina Briganti e-mail: info@davisefranceschini.it- Tel. 055 2347273
La mostra sarà inaugurata venerdì 2 ottobre alle ore 18.30
Villa Bardini
Costa San Giorgio, 2 Firenze
Orari di apertura: Lunedì, mercoledì, giovedì dalle 9.00 alle 18.00; Martedì e venerdì dalle 9.00 alle 13.30
DA ROSAI A BURRI
dal 2/10/2015 al 10/1/2016
martedì 12 maggio 2015
Burri e Pistoia La Collezione Gori e le fotografie di Amendola a cura di Bruno Corà
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| Alberto Burri - Grande ferro Celle 1986 - foto Aurelio Amendola © ANSA/Ansa |
Burri e
Pistoia
La
Collezione Gori e le fotografie di Amendola
a
cura di Bruno Corà
Pistoia, Palazzo Sozzifanti
10 maggio - 26 luglio 2015
Inaugurazione: 9 maggio ore 17.30
Il 10 maggio a
Pistoia, a Palazzo Sozzifanti, apre al pubblico fino al 26 luglio la mostra “Burri e Pistoia. La Collezione Gori e le
fotografie di Amendola”, promossa
dalla Fondazione Cassa di Risparmio di
Pistoia e Pescia e curata da Bruno
Corà, con opere della Collezione
Gori, della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello
e fotografie di Aurelio Amendola.
A cento anni
dalla nascita, molti Paesi - e su tutti gli Stati Uniti - renderanno omaggio al grande artista umbro
che ha demolito e riconfigurato la pittura occidentale.
Un
anniversario che anche la città di Pistoia si appresta a celebrare con una
grande mostra.
Il percorso
espositivo presenta un nucleo significativo di lavori appartenente alla
collezione di Giuliano Gori, grande amico di Burri fin dagli anni Sessanta,
decennio in cui appaiono i “Legni” le “Combustioni”, i “Ferri”, le “Plastiche”
che definiscono in modo emblematico il rapporto di Burri con 'la materia' da
trasformare in pittura. Le opere in mostra sono affiancate da un ricco
repertorio di fotografie di Aurelio Amendola, a lungo collaboratore e testimone
dell’azione artistica del Maestro. Istantanee che forniscono un fedele ritratto
dell’artista e dell’uomo. L’immagine più celebre di Burri proviene proprio
dall’obiettivo di Amendola: parte di una spettacolare serie di scatti delle
“Combustioni” realizzate nell’atelier di Morra nel 1976.
Le opere di Burri,
in un ideale dispiegamento dei suoi più significativi esiti, dai Catrami alle Muffe, dai Sacchi alle Combustioni e ai Legni, dai Cretti fino ai
Cellotex, rendono emblematica la
grande lezione di questo Maestro che con la città di Pistoia ebbe un particolare
e amichevole rapporto, tuttora testimoniato dal Grande Ferro Celle, scultura progettata espressamente dall’artista
nel 1986 per lo spazio aperto lungo la strada che unisce Montale a Pistoia, nel
punto di accesso alla Fattoria di Celle di Santomato, sede della Collezione
Gori. Perfettamente inserita nell’ambiente circostante, la scultura, attraverso
l’incrocio di ogive metalliche, dà origine a differenti inquadrature e punti
d'osservazione del paesaggio. Fa parte della serie di sculture che Burri soleva
realizzare in occasione di avvenimenti straordinari quali la Biennale di
Venezia o Kassel.
In mostra,
oltre ai notevoli pezzi della collezione Gori, riferibili in gran parte agli
anni Cinquanta, si potrà ammirare l’opera di rilevante valenza storica Sacco, del 1952, prestata dalla
Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello. I Sacchi - considerati la risposta dell’arte italiana ai linguaggi
dell’informale - rappresentano un pezzo importante della storia di Burri e dell’Italia
dopo l’ultima guerra.
La Fondazione
Cassa di Risparmio di Pescia e Pistoia, rende omaggio a questo indiscusso
protagonista della scena artistica moderna e contemporanea con un allestimento
che porta la firma dell’architetto Tiziano Sarteanesi, storico curatore degli
allestimenti delle esposizioni dell’artista.
In occasione
dell’apertura della mostra, il 10 maggio, dalle 11 alle 17 sarà realizzato
l'annullo speciale di un francobollo del Centenario (serie SZ1 1949 emesso il
12 marzo), e saranno stampate tre cartoline (Il grande ferro / Legno bruciato
della collezione Gori / una delle foto delle combustioni di Amendola), che
potranno essere raccolte in un apposito cofanetto. La mostra sarà illustrata da
un catalogo, con un saggio del curatore e testi di Giuliano Gori e Aurelio
Amendola (Editore Gli Ori; 176 pp.; testo inglese a fronte).
La Fondazione
partecipa in tal modo al grande evento internazionale suscitato dal Centenario
che ha meritato una legge dello Stato e un Comitato nazionale delle Celebrazioni
guidato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dei Beni Culturali insieme
ai nomi più prestigiosi dell'arte e della museologia italiana. Iniziative
analoghe troveranno svolgimento in alcune metropoli internazionali come
Bruxelles, Seul, New York (dove il 9 ottobre sarà aperta presso il Guggenheim
Museum una grande mostra retrospettiva) e Düsseldorf. L’esposizione è inserita
nel programma “Toscana del ‘900” realizzato dalla Regione in collaborazione con
la Consulta delle Fondazioni toscane in occasione di Expo Milano 2015.
Burri e Pistoia. La collezione Gori e le
fotografie di Amendola
Sede:
Pistoia, Palazzo Sozzifanti, ingresso Vicolo dei Pedoni, 1
Date: 9
maggio – 26 luglio 2015
Orari:
Martedì-Venerdì dalle 14.30 alle 19.30; Sabato e Domenica dalle 10 alle 18
In mattinata
aperto per scolaresche o visite guidate, su prenotazione
Ingresso:
€ 3,00 – gratuito per studenti, over 65 e possessori dei biglietti del festival
Pistoia – Dialoghi sull’uomo
Catalogo in
mostra: Edizione Gli Ori; 176 pp.; con testo inglese a fronte; euro 30,00.
Durante la mostra sarà venduto al prezzo speciale di euro 25,00
Info e
prenotazioni: +39 0573 974226 (Lunedì - Venerdì dalle 8.30 alle 13.30)
Ufficio stampa Delos:
delos@delosrp.it +39
02.8052151
lunedì 2 febbraio 2015
Burri in Europa nel suo centenario
Nel centenario della nascita, il Parlamento Europeo celebra Alberto Burri. Fino al prossimo 28 marzo
L’Europa, attraverso il Parlamento Europeo, vuole rendere omaggio ad Alberto Burri nel Centenario della sua nascita.
L’Omaggio avrà il suo momento ufficiale il 28 gennaio 2015 alle ore 13
in una Sessione cui interverranno, con i Parlamentari dell’Unione,
l’Ambasciatore italiano e i vertici della Fondazione Palazzo Albizzini
Collezione Burri.
Nella motivazione della cerimonia, si indica come le opere di Alberto
Burri abbiano segnato, nell’arte europea e mondiale, una svolta epocale
nel linguaggio artistico della pittura dell’immediato dopoguerra del
secondo conflitto mondiale, assumendo la materia in luogo del colore,
mentre gli elementi che costituiscono il denominatore comune della sua
opera sono ereditate dalla grande tradizione della pittura classica:
misura, equilibrio, forma, luce.
![]() |
| Oro e Nero 10, 1993 Serigrafia e foglia d'oro Carta Colombe cm. 60,3x86,6, Cartiera Moulins de Larroque et pombié Stamperia fausto Baldessarini, Fano |
Il Parlamento Europeo inoltre si è fatto promotore di una mostra
dedicata ad Alberto Burri, esposizione che sarà allestita, sempre a
partire dal 28 gennaio, nella stessa sede del consesso europeo. Qui
verrà esposto il ciclo di dieci opere Oro e Nero creato da Alberto Burri
nel 1993 per la donazione alla Galleria degli Uffizi di Firenze
avvenuta nel 1994.
Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri, in accordo con i
Responsabili della sede europea, ha individuato il prezioso nucleo di
opere del Maestro da inserire in un percorso espositivo che ricorda la
figura dell’artista, e ha presentato il fitto programma di iniziative
che, tra Europa e Stati Uniti, sono previste nei prossimi mesi per
celebrare il centenario della nascita del grande Maestro italiano.
Ufficio stampa:
Studio Esseci – Sergio Campagnolo tel. 049 663499 info@studioesseci.net
Inaugurazione ufficiale il 28 gennaio 2015 alle ore 13
L’inaugurazione della mostra dedicata ad Alberto Burri farà seguito alla Sessione di Omaggio al Maestro italiano.
Parlamento Europeo
rue d'Ardenne - Brussels
Alberto Burri
dal 28/1/2015 al 28/3/2015
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