RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 25 aprile 2011

"Good kids/bad kids?" Pittura e disegni di Maurizio L'Altrella

Il lavoro di Maurizio L'Altrella è molto interessante. Da stappare e fare decantare come un buon vino. A me è capitato così: la prima volta che ho guardato i suoi lavori li ho dovuti mettere un po' lì, da parte... solo dopo ne ho colto la completezza. Bravo!



"Good kids/bad kids?"
a cura di Olga Sgobio e Adriano Pasquali

Nell’epoca contemporanea l’arte subisce di continuo molteplici suggestioni. Viviamo in un tempo in cui la comunicazione ci sommerge di immagini, suoni, sensazioni che più delle volte ci assalgono passivamente. Le opere di Maurizio L’Altrella, ogni giorno, vengono ossigenate e intossicate da tutto ciò che ci circonda. Lo sguardo di L’Altrella si concentra sulla figura 
del fanciullo che, inerme, vive sospeso sulla superficie delle sue tele.
La sua arte figurativa si caratterizza attraverso la figura del bambino. I suoi non sono bambini immortalati solo per la loro freschezza e genuinità, ma su di loro l’artista si sofferma per sottolineare il dualismo esistenziale che abita in ognuno di noi: diventeranno buoni o cattivi? Non è la narrazione di una favola destinata a finire con il lieto fine, anzi, quello che interessa all’artista è cogliere queste creaturine quando in loro non si è ancora manifestata la coscienza del bene e del male. Da quel momento in poi tutto è possibile, l’artista afferma: “quell’età rappresenta un momento in cui la personalità è ancora molto plasmabile e il carattere dell’individuo non si è ancora consolidato. E’ anche per questo motivo che tendo a non dare fisionomie definite, cercando di rappresentare i corpi come involucri che custodiscono un’essenza”. Quell’essenza, prima o poi, verrà contaminata da qualcosa, ne determinerà il futuro. Il fanciullo è ripreso nelle sue gesta da infante che fa linguacce, che gioca, piange e si dimena e che, ancora, non sa cosa diventerà. Le sue opere vivono realtà oniriche e i bambini, dai corpi svuotati, fluttuano in una densa materia cerulea.


28/4 - 11/5
PISCINACOMUNALE spaziodarteincopisteria-via Campiglio, 13 Milano

giovedì 3 febbraio 2011

"COME TOGETHER!" a cura di Adriano Pasquali

Un bel gruppo di giovani artisti, quelli riuniti da Adriano Pasquali per questa collettiva, molti dei quali presenti anche ad AAF in questi giorni. Per essere aggiornati su gli "umori" del giovane panorama contemporaneo é da andare a vedere.


  
Da domani 4 febbraio alle 20.00 al 13 febbraio alle ore 20.00

Piscina Comunale
Via Campiglio, 13 (Angolo Via Grossich)
Milan, Italy

BUGA_ CRISTINA CHIARCHI_ GIORGIO DEL BASSO_ LUCIANO EVARCHI_
LAURA GIARDINO_ MASSIMO GURNARI + LEEZA HOOPER_ LUIGI MASSARI
LORENZO MANENTI_ FABRIZIO MOLINARIO_ ANDREA PALAMA'_ RENE' PASCAL_ DANILO PASQUALI_ EMANUELE PUZZIELLO_ MASSIMO ROMANI
PATRIZIA EMMA SCIALPI_ GALILEO SIRONI_ CARMELO VIOLI

A cura di Adriano Pasquali

Quando sono troppi i riflettori e i tappeti rossi per l’arte contemporanea bisogna escogitare qualcosa che ci aiuti a non perdere la linea di senso. Ed è per questo che nasce “Come Together”, risultato della selezione di diversi artisti della Piscina Comunale - Spazio d’arte in copisteria.
Sulla parete intrisa di memoria della Piscina Comunale, che da dieci anni propone artisti della subcultura artistica, s’incontrano i diversi stili degli artisti, questa volta tutti insieme in una mostra collettiva. Ciò che hanno in comune gli artisti dello Spazio d’arte in copisteria è lo spirito un po’ punk, le differenti identità sono accomunate dall'intento di porsi in antitesi e in alternativa alla cultura ufficiale della società di massa. Quello che importa non è mostrarsi composti sulla parete, seguendo un regime senza sbavature, quello che importa è stare assieme senza diffidare del proprio vicino.

Olga Sgobio