RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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martedì 12 novembre 2013

FRANCESCA MANETTA “A mille ce n’è”, mostra personale a cura di Elisa Bozzi

Garanzia di Qualità!!!!

 

 

 

FRANCESCA MANETTA

“A mille ce n’è”, mostra personale
a cura di Elisa Bozzi
Dal 16 al 30 novembre 2013
Libreria Bookbank
Via San Giovanni 4, Piacenza



"A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar.
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar…”
Molti ricorderanno le parole di questa canzone che accompagnava le Fiabe Sonore edite da Fabbri dal 1966 al 1970. Nel corso degli anni numerose sono state le ristampe, che hanno permesso anche ai più giovani di conoscere questa serie.
Ed è proprio nell’atmosfera magica e incantata delle fiabe che ci porta l’omonima personale di Francesca Manetta, fotografa di grande sensibilità e dalla tecnica ineccepibile. Un excursus tra i lavori degli ultimi anni dell’artista, che rivisita nella sua personalissima chiave di lettura i classici della favola e della letteratura in genere.
Mentre “Cappuccetto in black” è un’evoluzione in chiave dark e disincantata della bambina che qualche anno prima, in un’altra serie, vestita di rosso mangiava ghiotta  le sue more, le protagoniste di “O/O” ripercorrono la storia delle sorelle Odile e Odette del “Lago dei cigni”, proposta qui in forma di bellissimi autoscatti in cui i personaggi, sempre interpretati dalla stessa Manetta, si riconoscono grazie all’uso classico del bianco a simboleggiare il bene e del nero per il male.
E’ ancora l’artista protagonista degli scatti dedicati al componimento poetico di Pablo Neruda “Pelleas e Melisanda”. Nella sua particolare interpretazione il rapporto tra i due innamorati è fatto di sguardi rubati e apparizioni in trasparenza, quasi a voler prefigurare il finale tragico della storia.
Altro tuffo nella letteratura con “Playing Don Chisciotte”, una serie di immagini dove l’artista reinterpreta il classico di Cervantes riproponendolo come gioco delle parti, dove i protagonisti ritrovano il loro lato fanciullesco nell’interpretazione di oggetti e personaggi, creando una delle tante versioni possibili di una storia universalmente conosciuta.
Ancora legato al mondo delle favole, invece, è il lavoro intitolato “Dancing with myself – variazione per scarpe e sangue”, dove Manetta immortala frammenti di danza tragici e profondamente toccanti in scatti delicati ma potenti al tempo stesso, che nulla tolgono alle atmosfere gotiche della favola di Andersen.
Una visione per nulla edulcorata della narrativa, quindi, che dona alle storie un fascino dark spesso inaspettato ma sicuramente interessante.

Francesca Manetta nasce in provincia di Bergamo nel 1979. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo (sezione sperimentale) e successivamente si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Iscritta al corso di Scenografia del prof. Enrico Mulazzani, ne sarà l’assistente durante l’a.a. 2006/2007. Dopo gli studi accademici, si specializza presso l’Ecole Internationale Jacques Lecoq di Parigi (corso LEM). All’attività scenografica affianca ben presto quella artistica, prediligendo la fotografia e l’installazione, spesso contaminando generi diversi.
Tra il 2007 e il 2009 partecipa come membro del collettivo Coccodrilli a diverse mostre in Italia e all’estero. Nel 2009 vince la menzione speciale della giuria alla prima edizione del premio Next Generation promosso da Galleria Arte San Lorenzo e nel 2010 si classifica al primo posto del Premio Arti Visive Paolo Parati. Collabora con diverse gallerie italiane per mostre collettive e personali, tra cui Laboratorio delle Arti e Galleria Biffi a Piacenza, Galleria Di Arte Contempoaranea Numen (Benevento) e Nur Gallery (Milano). In seguito alla partecipazione al Premio UP_NEA è selezionata da Fabbrica Borroni per il progetto Spirito Italiano, per la promozione di artisti emergenti.

giovedì 18 agosto 2011

Le stanze del sogno Esposizione Annalì Riva a cura di Elisa Bozzi

Una personale di Annalì Riva, già finalista della scorsa edizione del Premio Patrizia Barlettani NEXT_GENERATION (www.premiopatriziabarlettani.it ) a cura di Elisa Bozzi a Casalpusterlengo... da vedere

Le stanze del sogno Esposizione Annalì Riva a cura di Elisa Bozzi
Torre Pusterla Casalpusterlengo
24 agosto alle ore 18.30 - 04 settembre

Scriveva il romanziere tedesco Hermann Hesse: "Bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad un sogno nuovo. E non bisogna volerne trattenere alcuno."
Nel ciclo di lavori “Le stanze del sogno” Annalì Riva prende le sue fantasie e le cattura, al contrario di quello che diceva il grande scrittore, con la sua pittura. Una serie di visioni di forte impatto, dai colori decisi e dai particolari evocativi.
La vita e la morte sono protagonisti indiscussi. Lunghe radici percorrono la superficie pittorica in cerca di luce e di linfa vitale, in un continuo generarsi di esistenza. Così allo stesso modo le urne cinerarie sono una sorte di “memento mori”, insieme ai teschi, un monito a vivere la vita appieno, in previsione della fine. Ma anche nella morte c’è la vita. Queste piccole casette che Annalì rappresenta in numerosi dipinti contengono la cenere dei defunti e sono lì ad affermare la caducità della vita (“cenere eri e cenere ritornerai”). Ma la cenere è anche simbolo di vita: l’Araba Fenice risorge dalle sue ceneri dopo la morte. La medaglia ha sempre due facce.
Anche l’uomo è presente nelle opere dell’artista, come semplice corpo stilizzato o attraverso i suoi abiti, che spesso sono candide vesti dall’aspetto nuziale. “Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa...” dice un verso del Cantico dei Cantici. L’abito della nubenda non è solo simbolo di purezza grazie la colore bianco, ma fa pensare anch’esso alla vita, alla donna che genererà la sua prole. Spesso questi abiti sono caratterizzati dalla presenza di radici, quasi a formare dei veri e propri alberi della vita di tradizione celtica ripresi poi nei primi libri della Genesi, simbolo dell'unione tra terra e cielo grazie alle radici piantate al suolo e ai rami rivolti verso il cielo. La dimensione sacra è spesso utilizzata dall’artista nelle sue opere: il pesce simbolo di Gesù Cristo, il cuore che nella Bibbia rappresenta l’anima umana, i piccoli uccelli colorati da sempre presenti nei racconti cristiani. Secondo una leggenda, infatti, il cardellino, il pettirosso ed il fringuello, mossi da compassione di fronte alle sofferenze di Gesù, si misero attivamente al lavoro per togliere ad una ad una le spine della corona che gli trafiggevano le carni, ma tutti e tre furono feriti da quei rovi bagnati dal sangue divino. Sicché le parti del corpo che furono colpite ne rimasero gloriosamente segnate.
Annalì Riva lavora con la materia, la plasma secondo la sua volontà, la rende viva e vitale. Vecchie carte da parati rivelano la loro nobiltà creando superfici finemente decorate, materiali d’uso comune diventano basi su cui creare il gioco dei colori. Le campiture sono sempre ben definite, sia quando l’artista crea infiniti orizzonti o finestre dietro cui nascondere – o svelare – i suoi mondi immaginari, le sue stanze del sogno.

Elisa Bozzi

martedì 24 maggio 2011

-INCIPIT- personale di Francesca Manetta a cura di Elisa Bozzi a Piacenza da Biffi

Finalmente!!! Finalmente un pretesto, in questo caso, una personale, per poter affermare quanto valore c'è nell'opera di Francesca Manetta. 
Valore intrinseco, misurato in: ricerca, intelligenza, capacità di esecuzione. 
Un moderno e contemporaneo ready-made gestito e risolto con un efficacia al di sopra delle mode e degli stili. 
Personale e riconoscibile pone l'attenzione sul mondo della favola, ma solo come pretesto. Fragile e commovente, arriva diretta agli occhi dello spettatore con una ferocia ed una analisi degna di un trattato di psicologia. Le sue non sono opere, sono dei "praticabili", nel senso scenografico del termine. Quasi teatrini, rappresentazioni, che non sempre, anzi quasi mai, sono invenzioni, ma pura e semplice realtà. Una mostra per menti allenate e preparate, soprattutto all'intelligenza. 


La Galleria Biffi Arte Fotografia e Video inaugura venerdì 3 giugno alle ore 18 la mostra “Incipit”, personale di Francesca Manetta. L’artista bergamasca propone al pubblico piacentino una selezione di oggetti ed installazioni contaminate dalla fotografia. La mostra è a cura di Elisa Bozzi.


Il titolo “Incipit” porta subito alla mente quella che è la tematica dell’esposizione, l’inizio visto come principio della vita e quindi infanzia, l’incipit letterario dei libri non solo per bambini, e allo stesso tempo strizza l’occhio alla realtà dell’artista, che da Biffi Arte realizza la sua prima importante personale, una sorta di principio del suo percorso artistico. Manetta lavora recuperando oggetti che le evocano visioni di un passato vissuto e dona loro nuova vita e dignità di oggetti d’arte. Crea trasparenze stranianti intorno a quei giocattoli che tutti hanno adoperato da bambini, li scompone in nuove forme, li brucia creando inquietanti combustioni, li collega tra loro e a scatti fotografici appositamente pensati per dare vita a vere e proprie installazioni site specific.


Francesca Manetta nasce in provincia di Bergamo nel 1979.
Si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo gli studi accademici, si specializza presso l’Ecole Internationale Jacques Lecoq di Parigi (corso LEM).
All’attività scenografica affianca ben presto quella artistica, prediligendo l’installazione e la fotografia, spesso contaminando generi diversi. Ha fatto parte del collettivo artistico Coccodrilli col quale ha realizzato progetti installativi al Laboratorio delle Arti di Piacenza (Hortus), alla Galerie Depardieu di Nizza (Carte Blanche Alocco a cura di Marcel Alocco), e al Collège Port Lympia nella stessa città (Imago).

Le esposizioni e i premi più recenti sono: nel 2011 Ventiperventi alla galleria Laboratorio delle Arti di Piacenza; nel 2010 ObraXmas, Galleria Obraz di Milano, O/O (personale fotografica) al Baciccia Art&Food di Piacenza, Weekend d’inverno 2010 alla Villa Medicea Cento Camini di Artimino, a cura della Casa d’Arte San Lorenzo, Fabbric/a – Piccole Geografie del Quotidiano presso lo spazio espositivo Officina Garibaldi di Siracusa, vincitrice del XII Premio di Arti Visive Paolo Parati a  Vittuone (Mi), Weekend di primavera all’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore, a cura della Galleria San Lorenzo.
Nel 2009 partecipa al progetto Fotobook alla galleria Sottoesposizione di Piacenza, alla galleria San Lorenzo di Milano vince la Menzione Speciale della Giuria per Next Generation – Premio Patrizia Barlettani, Weekend d’inverno alla Villa Medicea Cento Camini di Artimino,  ad Artefiera Cremona, ForlìArteFiera e Artverona è presente con la galleria Dir’Arte di Modica, dove partecipa anche alla mostra Cars.  Del 2008 è Art for children alla Galleria San Lorenzo di Milano e Reset, a cura dell’associazione Pass/o, Palazzo della Cultura di Modica (Rg).



Galleria Biffi Arte
Contatti:        
Tel. 0523-1720408 
fotografia.video@biffiarte.it
Orari:
martedì, mercoledì e venerdì ore 16 - 19.30
Sabato ore 10.30 - 12.30 e 16 - 19.30