RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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martedì 3 novembre 2015

Mario Sironi e le illustrazioni per il Popolo d'Italia 1921-1940


Mario Sironi e le illustrazioni per il Popolo d'Italia 1921-1940

 
 
La mostra raccoglie 345 opere realizzate da uno dei protagonisti dell'arte italiana del 900 per il quotidiano ufficiale del Partito Fascista.

a cura di Fabio Benzi
con la consulenza storica di Monica Cioli e il sostegno della Galleria Russo

La mostra rappresenta un’occasione unica per far conoscere al grande pubblico un aspetto fondamentale dell’opera di Sironi: quello di illustratore e, più precisamente, di “disegnatore politico”, attività alla quale si dedicò con appassionato fervore tra il 1921 e il 1942 dopo un’adesione piena ed entusiasta agli ideali del regime.

Le vignette che compongono il percorso espositivo, realizzate per la maggior parte tra il 1921 e il 1927, provengono da un corpus di oltre 2000 disegni e costituiscono il maggior sforzo illustrativo della carriera di Sironi, tanto da poter essere considerate a tutti gli effetti non solo una parte essenziale della sua produzione artistica ma, per molti aspetti, anche “la più alta e possente”. Esse rappresentano, inoltre, una straordinaria testimonianza storica perché, come ricorda il curatore Fabio Benzi, costituiscono “un cadenzato e memorabile commento… alle vicende di un Ventennio drammatico e complicato, un esercizio di vita e di stile al tempo stesso, frutto di un’osservazione certamente di parte ma di altezza certamente singolare”.

Le illustrazioni di Sironi, con la loro satira feroce e la loro ironia sferzante, prendono di mira soggetti esclusivamente politici come i partiti avversari, la vecchia classe governativa liberale, la stampa filodemocratica, le ricche democrazie dell’America, della Francia e dell’Inghilterra e il comunismo russo.
Il percorso espositivo è arricchito da un documentario, realizzato per l’occasione ed accompagnato da materiale fotografico che raccoglie interventi e testimonianze che permettono ai visitatori di comprendere e contestualizzare al meglio le opere e il lavoro del Sironi “disegnatore politico”.

Dopo Villa Torlonia, la mostra – arricchita di circa 100 disegni realizzati per “Il lunedì del Popolo d’Italia”, “Gerarchia”, “La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia”, “Almanacco enciclopedico del Popolo d’Italia” e altri bozzetti e disegni legati al quotidiano – sarà a Bologna (29 gennaio-1 febbraio 2016), in occasione di Arte Fiera per poi tornare a Roma, presso la Galleria Russo, dove sarà aperta al pubblico dall’11 febbraio al 3 marzo 2016.

Catalogo
Palombi Editori, Roma
Opere in catalogo: 345 illustrazioni pubblicate e realizzate per il “Popolo d’Italia”
Saggi e interventi in catalogo
Fabio Benzi, professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea Università di Chieti
Monica Cioli, Istituto Storico Germanico di Roma
Giuseppe Vacca, presidente Fondazione Gramsci

Ufficio Stampa Equa Fabrizio Broccoletti – Vittoria Arbib
06 3236254 – 347 9329003 – f.broccoletti@equa.it; comunicati@equa.it

Inaugurazione 23 ottobre 2015 ore 18.00

Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi e Casino Nobile
via Nomentana, 70 Roma
Orario:
da martedì a domenica ore 9.00-19.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima
24 e 31 dicembre aperto ore 9.00-14.00
Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile + mostre:
Mario Sironi e le illustrazioni per il “Popolo d’Italia” 1921-1940 (dal 24 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016)
€ 9,50 intero; € 7,50 ridotto
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
€ 8,50 intero; € 6,50 ridotto


MARIO SIRONI
dal 23/10/2015 al 10/1/2016

giovedì 18 settembre 2014

La Divina Marchesa - Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli a Venezia



La Divina Marchesa
Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli
Dal 3 Ottobre 2014 all’ 8 Marzo 2015
Palazzo Fortuny, Venezia
Ideata da Daniela Ferretti
A cura di
Fabio Benzi e Gioia Mori
 
Venezia rievoca la figura e il mito della donna che affascinò d’Annunzio e con le sue follie divenne la musa dei più grandi artisti del tempo da Boldini a Bakst, da Marinetti a Balla, da Man Ray ad Alberto Martini, da Van Dongen a Romain e Brooks.

Palazzo Fortuny a Venezia, uno dei “luoghi” più amati dalla Divina Marchesa, sarà la sede della prima straordinaria mostra interamente dedicata a Luisa Casati Stampa, la donna che a inizio Novecento, con il trucco esagerato, le trasgressive ed eccentriche performance e una vita sopra le righe, fu capace di trasformare se stessa in opera d’arte, leggenda vivente, conturbante e sorprendente rappresentazione di modernità e avanguardia.
L’esposizione, ideata da Daniela Ferretti, curata da Fabio Benzi e Gioia Mori, è coprodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e da 24ORE Cultura – Gruppo 24 Ore, conta oltre un centinaio opere tra dipinti, disegni, gioielli, sculture, fotografie e abiti provenienti da collezioni private e da musei internazionali.
Della straordinaria collezione di opere d’arte e di ritratti che le furono dedicati o da lei commissionati, in mostra saranno esposti pezzi provenienti da collezioni private, come la testa di ceramica policroma opera di Renato Bertelli, La Marchesa Casati di Romain e Brooks e la scultura di Paolo Troubetzkoy Ritratto della marchesa Casati con un levriero.
Si affiancano poi capolavori assoluti provenienti da musei di tutto il mondo come Ritratto della marchesa Casati di Giovanni Boldini della GNAM di Roma, Marchesa Casati di Augustus Edwin John dell’Art Gallery of Ontario, i molti ritratti che le dedicò Alberto Martini, Linee di forza di paesaggio maiolicato di Giacomo Balla e i gioielli di Cartier a lei ispirati.
Da segnalare anche le molte fotografie che ritraggono Luisa Casati Stampa: dagli scatti di Adolphe Gayne de Meyer, Man Ray e Mariano Fortuny, a quelli rubati, quando viveva in miseria a Londra, di Cecil Beaton.
Il percorso della mostra, attraverso continui rimandi, ricostruisce le relazioni sociali e artistiche che attraversarono la vita di Luisa Casati Stampa: dalla gabbia dorata dell’alta società all’incontro con Gabriele d’Annunzio – che la cambiò per sempre e che divenne un legame d’amore e amicizia che durò tutta la vita – dalle stravaganze ai travestimenti,alla pratica dell’occulto per arrivare al periodo “futurista” in cui incontra Filippo Tommaso Marinetti e sposa la causa del movimento artistico, promuovendone gli artisti e collezionando le loro opere, per concludersi con la rovina economica e l’esilio nella capitale britannica dove muore nel luglio 1957.

Tre piani di Palazzo Fortuny “immergeranno” il visitatore nell’atmosfera in cui visse la Divina Marchesa che, per mezzo secolo, fu una leggenda vivente, una dark lady, un’importante collezionista d’arte e mecenate, musa di simbolisti, fauves, futuristi e surrealisti: un mito che ispira ancora oggi gli artisti e le grandi maison dell’alta moda.