RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 3 maggio 2013

FAME D’ARIA ! Pierpaolo Miccolis a cura di Simona Gavioli



FAME D’ARIA
Pierpaolo Miccolis
A cura di Simona Gavioli

10 Maggio 2013 ore 19

INAUGURAZIONE AD INVITO



Il giorno 10 Maggio 2013 alle ore 19,30 si inaugura la mostra 
FAME D’ARIA | Pierpaolo Miccolis
a cura di Simona Gavioli presso SpazioBlue via Gandino 3, Bologna.

La mostra, in collaborazione con BLUorG, rimarrà aperta fino al 31 Luglio 2013 e presenta il lavoro Fame d’Aria, opera composta da 25 piccoli acquerelli che danno il nome alla mostra. In esposizione anche Flight Sick, (volo malato) in cui gli uccelli rappresentati (15 acquerelli) non hanno possibilità di volare in quanto geneticamente modificatile, quattro Mutation che sono le varie mutazioni di un chihuahua che diventa verme , cambiamento dipeso da alimentazione e/o altri fattori contemporanei, un dittico senza titolo, il teschio medusa che si chiama IN dal latino Dentro e Visione Sinistra dove piccoli uccellini argentati si ritrovano tutti inchiodati a muro come se qualcuno a distanza gli stesse sparando, forse un cacciatore che cerca di ucciderli per divorarli.

Il Catalogo, presente in mostra, vanta i contributi critici di Simona Gavioli, Giuseppe Bellini, Francesco Paolo Del Re, Antonio Frugis, Roberto Lacarbonara.

Nel districato panorama dei giovani artisti italiani, Pierpaolo Miccolis (Alberobello 1985) è riuscito, con l’acquerello, a imporsi con tratto velato e delicato, una trasparenza che ricorda l'impressione e l'istantaneità ottocentesca, un dinamismo che cattura l’attimo fuggente. Macchie di colore intrise d’acqua che impongono momenti di stasi. Miccolis rappresenta il cibo e l’influenza che questo ha sulla quotidianità, a volte positiva a volte no. È una pittura a due livelli, la sua, che partendo dalla consapevolezza di un mondo che cambia riesce a raccontare temi sociali sviscerandone le problematiche. Il primo livello è quello del vedere l’opera (chiusura di senso) in tutta la sua bellezza e semplicità, al primo impatto emergono i colori dalla consistenza impalpabile, l’immagine prende forma e spesso un volatile si trasforma in pene o una conchiglia in vagina. Ma è il secondo livello, il guardare (apertura di senso), che mette in luce il lato oscuro, il messaggio celato che arriva dall’immagine. Di fronte a un’opera di Miccolis si realizza uno spettacolo, una messa in scena della realtà, il com’è e il com’era confondono la visione obbligando lo sguardo dello spettatore a una scelta; accontentarsi della superficialità o affondare i denti nella verità delle problematiche legate all’alimentazione?

“...” Fame d’aria è la caduta degli ideali identitari, è il crollo della mentee dei sistemi, nella necessità contingente di nuovi spazi d’azione e di sconfinamenti immaginifici. L’uso del mezzo (acquerello) e del camouflage iconico rende l’opera di Miccolis inaspettatamente pericolosa, ove il fruitore diviene complice inerme, avvolto in una malia. Giuseppe Bellini

“...” Consapevole che per costruire un mondo migliore di quello che stiamo vivendo, l'artista deve rivedere i propri linguaggi e mutare il suo atteggiamento, Miccolis, cerca di comunicare e di trasmettere un’idea di salvezza e di armonia del mondo. La sua arte non è più solo, emotività, imitazione, espressione, citazione, concettualizzazione come in passato, ma semmai "archeologia scettica" e "impegno critico", che cercano contaminazioni e corrispondenze con il vissuto dell’artista e della società stessa. Simona Gavioli

“...” Nell’evaporare dell’acqua che rapprende un velo di colore, resta solo - unica deriva possibile - l’accettazione di una multiforme e incompleta complessità. In attesa di cogliere il formicolio dell’ennesima mutazione, non possiamo fare altro che specchiarci curiosi negli appunti di Miccolis, provando a interrogare i contorni di una zoologia fantastica e feroce, aliena nella sua verosimile consanguineità. Francesco Paolo Del Re

“...” Pierpaolo Miccolis realizza questa serie di acquerelli affrontando uno studio ornitologico impossibile e procedendo quindi a con-fondere le specie; rappresenta questi uccelli leggeri e delicati, ibridatisi fra loro, con sproporzioni innaturali per comportamenti non permessi. Antonio Frugis

“...” l’elegia della pittura si fa presto condanna alla bellezza e testamento di gravità, adesione a un ideale universale dell’essere, compiutezza del mistero del silenzio, elevazione dell’impuro ad un altare in oro bianco e seta antica, riposo sulla soglia dell’infinito a guardarlo, il mare, tra perdizione e perversione e persuasione. Roberto Lacarbonara


FAME D’ARIA| Pierpaolo Miccolis
A cura di Simona Gavioli

SpazioBlue
Via Gandino 3, Bologna
Tel. +39 339 3290120
Mail spazioblue@gmail.com

Venerdi 10 Maggio 2013 ore 19


10 Maggio - 31 Luglio 2013
Martedì – Venerdì 17>20 su appuntamento

mercoledì 14 dicembre 2011

Blooms of Daphne a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito

Interessante e nutrito, il gruppo di Artisti selezionato per questo progetto, Da vedere!
 
 Fabrica Fluxus Art Gallery
presenta
BLOOMS OF DAPHNE
group artshow

a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito

Nicola Alessandrini
Alessio Bogani
Arrington De Dionyso
FIDIA Falaschetti
Ferencz Kilian
Lucamaleonte
Pierpaolo Miccolis
Luigi Massari
Nunzio Paci
Riot Queer
Thomas Raimondi
Elena Rapa
Marco Rea
Denis Riva
Teresa Romano
Patrizia Emma Scialpi
Fernanda Veron
Red Zdreus
Yo Irene / Studio Arturo

Inoltre una selezione dei nostri artisti più amati:
Karin Andersen, Mariantonietta, Bagliato, Ciou, Alessia cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird, Lisa Mei Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Marco Testini, Paola Sala...

opening: 17 dicembre 2011 h. 19:00
dal 17 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012

Fabrica Fluxus Art Gallery
via Celentano 39 - Bari
fabricafluxus.com

In risposta alle criticità della vita contemporanea, il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma.
Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale. Ecco BLOOMS OF DAPHNE, dunque. Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo ambisce a descrivere, attraverso il lavoro di un nutrito gruppo di artisti, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.
Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale, il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario.

lunedì 8 agosto 2011

CENTOCINQUANTA - mostra d'apertura del MACò

Una iniziativa del genere ha di diritto lo spazio fra queste righe... in bocca al lupo e buona Arte!



L’11 agosto 2011 inaugura a Lizzano e nei comuni limitrofi il MACÒ | Lizzano, nuovo centro per le arti contemporanee, nella provincia di Taranto. Il progetto, su direzione scientifica di Angelo Raffaele Villani e Amelia Liana Lasaponara, si configura come struttura mobile in grado di coinvolgere capillarmente il territorio con eventi di natura multiforme e transitoria.

"CENTOCINQUANTA, la giovane arte contemporanea italiana" a cu
ra di Daniela Cotimbo e coordinato dai direttori scientifici del MACO', è l’evento di apertura del museo.

Per l’occasione, verranno coinvolti artisti provenienti da tutta la penisola. La mostra, che sarà visibile fino al 2 settembre, coinvolgerà tre differenti location di Lizzano: il palazzo del Municipio, il Museo Maiorano e il resort della Masseria Bagnara.

Il progetto, pur inserendosi nel clima di celebrazione che sta attraversando il paese in occasione del suo centocinquantesimo anniversario, nasce da una volontà scientifica di ricerca nell’ambito della varietà e della ricchezza delle risorse sul territorio e dalla precisa volontà di portale tali esperienze in un contesto quale quello della provincia tarantina, che necessita di nuovi impulsi culturali soprattutto per quanto riguarda l’ambito dell’esperienza artistica contemporanea.

La mostra che toccherà tutte le aree nevralgiche di sviluppo del contesto artistico italiano, prevede una notevole varietà di tecniche e linguaggi: dal video, all’installazione multimediale alla fotografia senza tralasciare il più consueti linguaggi della pittura e della scultura sempre alla ricerca di nuove configurazioni significanti.

Si passa dagli immaginari neo pop di Alberto Raitieri, Teresa Morelli, Cosimo Piediscalzi, alle suggestioni pittoriche di Gaia Lionello con le sue serigrafie di paesaggi spettrali, Alessandro Del Pero , Leeza Hooper, Silvia Argiolas e i suoi universi popolati da creature eteromorfe; dai ritratti iperreali di Federico Lombardo, ai disegni di Martina Merlini. Valerio Ricci espone una documentazione di un suo progetto “in progress”. Saranno inoltre presenti le opere di Pietro Mancini e di Gino Sabatini Odoardi. Interessanti le installazioni di Mauro Vitturini che giocacon il sonoro e di Silvio Giordano, i progetti in rete di Michele Mariano e i video di Elena Arzuffi e Giovanni Gaggia.

Una sezione speciale verrà dedicata alla Puglia, regione pilota del progetto, con l’esposizione di sei giovani artisti: Pierluca Cetera, Raffaele Di Gioia, Andrea Francolino, Pierpaolo Miccolis, Raffaele Fiorella e Gianmaria Giannetti.



[vernice] 11 agosto 2011 dalle 19:00

dall’ 11 agosto al 2 settembre 2011
artisti: Alberto Raitieri, Teresa Morelli, Cosimo Piediscalzi, Gaia Lionello, Alessandro Del Pero, Silvia Argiolas, Leeza Hooper, Pietro Mancini, Federico Lombardo, Martina Merlini, Valerio Ricci, Mauro Vitturini, Silvio Giordano, Michele Mariano, Gino Sabatini Odoardi, Elena Arzuffi, Giovanni Gaggia, Pierluca Cetera, Raffele Di Gioia, Andrea Francolino, Pierpaolo Miccolis, Raffaele Fiorella e Gian Maria Giannetti.
a cura di Daniela Cotimbo
Lizzano - Sale Municipio Lizzano | C.so Vittorio Emanuele; Sale Museo Maiorano | Piazza IV Novembre; Masseria Bagnara Resort | Strada Prov.le 125.
ingresso libero
orario: dal lunedì al sabato dalle 18:30 alle 21:00
info: angeloraffaele.villani@gma
​il.com +393334610911

Le Sedi espositive dell'Evento sono tre: 1- Sale Municipio Lizzano | C.so Vittorio Emanuele; 2- Sale Museo Maiorano | Piazza IV Novembre; 3- Masseria Bagnara Resort | Strada Prov.le 125.