RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 3 ottobre 2012

PERCORSI D’ARTE CONTEMPORANEA a Limbiate

Renato Barilli


PERCORSI D’ARTE CONTEMPORANEA 

Correnti e tendenze. Presente e futuro 

Tre incontri per capire l’Arte contemporanea : 12-18-25 ottobre 2012
Limbiate, 21 settembre 2012 - Nel prossimo mese di ottobre la Biblioteca di Limbiate propone un ciclo di tre incontri a cadenza settimanale, nell’intento di offrire ad un pubblico eterogeneo un approccio significativo al multiforme e sempre affascinante universo dell’arte contemporanea.
L’obiettivo è quello di convolgere certamente chi per studio, attività o semplice passione è già in sintonia con l’attualità artistica, ma anche –con una sfida particolare- tutti coloro che, per vari motivi, sono meno consapevoli delle tendenze e dei significati dell’arte contemporanea. Saranno protagonisti un insigne critico, particolarmente attento alla ricerca artistica d’avanguardia (Renato Barilli), un artista legato al movimento Nuovo Futurismo (Dario Brevi) e un altro artista, portatore di un’idea di rinnovamento dell’arte contemporanea (Nicola Vitale). 

IL PROGRAMMA
Venerdì 12 ottobre 2012
ore 21.00
“Nuova creatività italiana”- Fare arte oggi Incontro con
RENATO BARILLI
Coordina DARIO BREVI
Giovedì 18 ottobre 2012 ore 21.00
“Arte in strada” - Dal graffitismo anni Settanta ad oggi Incontro con
DARIO BREVI
Giovedì 25 ottobre 2012 ore 21.00
“Figura solare” - Per un rinnovamento dell’arte Incontro con
NICOLA VITALE
Coordina DARIO BREVI 

Tutti gli incontri avranno luogo presso:
Aula consiliare “G. Falcone e P. Borsellino”, Villa Mella - via Dante, 38 – LIMBIATE (MB)

INGRESSO LIBERO
Informazioni: Biblioteca Comunale di Limbiate limbiate@brianzabiblioteche.it 029963188

domenica 17 giugno 2012

Allo Spazio Oberdan di Milano "Nuovo Futurismo" a cura di Renato Barilli

Un movimento senza fine composto da un gruppo di artisti senza tregua. Alla continua ed assidua ricerca del perchè delle cose con la consapevolezza che non sempre si trovano risposte ma altre domande: i nuovi futuristi!

un'opera di Dario Brevi
Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)
Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

giovedì 10 maggio 2012

Nuovo Futurismo a cura di Renato Barilli

C'è anche Dario Brevi, insieme a Lodola, Plumgake e tutti gli altri "nuovi futuristi" in questa collettiva curata da Renato Barilli allo Spazio Oberdan... da vedere! 

Dario Brevi - caffè forte

Nuovo Futurismo

Ridisegnare la città

Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012  
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)


Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

"Distruggere per (ri)creare, demolire per ricostruire. Il gergo futurista, lapidario e diretto, non lascia molto all’immaginazione. E’ questa l’eredità che i Nuovi Futuristi hanno scelto di accogliere e far loro, senza distruggere ciò che i loro predecessori hanno tramandato, ma usando invece questo slancio rivoluzionario come trampolino di lancio per l’elaborazione di un linguaggio nuovo e moderno" - spiega il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - Porre attenzione al Futurismo significa ricordare un’epoca, quella risalente agli inizi del Novecento, che ha visto l’Italia riaffermare, anche grazie a questo importante movimento culturale e non solo artistico, uno dei primati che l’hanno storicamente contraddistinta nei secoli: il primato della Cultura e delle Idee. Il Futurismo, pertanto, ci rimanda direttamente al cuore dell’Identità e della Tradizione italiana".

Nel catalogo Silvia Editrice sono riportate a colori tutte le opere in mostra con testi di Inga-Pin e Barilli e biobibliografie degli artisti.


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381; www.provincia.milano.it/cultura

Ufficio stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59/88
  Addetto stampa Assessore, tel. 02/77404393 - f.provera@provincia.milano.it

mercoledì 2 novembre 2011

I Nuovi Futuristi A cura di Renato Barilli al Mart

Una mostra interamente dedicata al Nuovo Futurismo al Mart, curata da Renato Barilli, dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012. Da visitare e vedre assolutamente!!!

Dario Brevi - A caccia di Aerei

I Nuovi Futuristi
A cura di Renato Barilli

MART
Casa d’Arte Futurista Depero via Portici 38
38068 Rovereto TN

dal 19.11.2011 al 26.02.2012

inaugurazione venerdì 18 novembre ore 17.00

mart./dom. 10.00 18.00
lunedì chiuso

info@mart.trento.it  infogruppi@mart.trento.it  www.mart.trento.it
info e prenotazioni 800 397760 tel. 39 0464 431 813



Se il Futurismo di Umberto Boccioni, ha influenzato profondamente l’arte
italiana e preparato la via all’Arte povera, qual è invece l’eredità storica
dell’altro Futurismo, quello di Balla e di Depero, con la sua sintesi originale
di decorazione e funzionalismo?

La domanda se la pone da tempo il critico Renato Barilli. Una questione che
non riguarda solo la riflessione accademica: descrivere e mettere in
prospettiva i molteplici esiti della maggiore avanguardia italiana ha assunto
una particolare urgenza nell’onda lunga del centenario del Futurismo (2009). Il
Mart ha partecipato alle celebrazioni con grande impegno, producendo la mostra
“Futurismo 100”, a cura di Ester Coen, inaugurando una nuova sede museale, la
Casa d’Arte Fortunato Depero, e attraverso un’articolata serie di pubblicazioni
di approfondimento sui legami tra il movimento futurista e le avanguardie
tedesche e russe degli anni Dieci e Venti del Ventesimo secolo.
La mostra “I nuovi futuristi”, a cura di Renato Barilli, rappresenta il frutto
del lavoro del critico bolognese per rintracciare e documentare gli sviluppi
del futurismo nella versione di Balla e Depero.

La mostra si svolge a Casa Depero dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012.
Comprende una trentina di opere di Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario
Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Innocente, Marco Lodola, Battista Luraschi,
Luciano Palmieri, Plumcake e Umberto Postal.
Le loro opere si potranno mettere a confronto con gli arazzi, le tele, gli
oggetti e la grafica di Fortunato Depero, in un allestimento che metterà in
luce la grande capacità di questi artisti di spaziare con assoluta libertà tra
varie espressioni artistiche, utilizzando materiali prodotti dalle nuove
tecnologie, come il plexiglass, il pvc, il neon.
I “Nuovi Futuristi” hanno esplorato i territori al confine tra design e
pubblicità, ma anche tra narrazione, fumetti e cartoni animati.

lunedì 28 febbraio 2011

"Lasciti Futuristi nella neoavanguardia Europea" di Renato Barilli


Ricevo, e giro con piacere, questa notizia dall'amico artista Dario Brevi (http://www.dariobrevi.net ), del quale vi ho già dato, in diverse e più occasioni, sue news...


Dario Brevi mi scrive:
"Ecco un'altra ottima (e storica) notizia, vi comunico, infatti,  che sono stati pubblicati gli atti del Convegno Internazionale sul Futurismo che si è tenuto lo scorso anno a Palazzo Reale di Milano. Nel suo intervento "Lasciti Futuristi nella neoavanguardia Europea"  Renato Barilli presenta, nell'ultimo capitolo, "un nuovo futurismo alla maniera di Balla" dove presenta il nostro gruppo e cita tutti i componenti. Vi indico i dati del volume (molto bello) "IL FUTURISMO NELLE AVANGUARDIE - Atti del Convegno Internazionale di Milano" a cura di Walter Pedullà edizioni Ponte Sisto € 60.00, se avete difficoltà a trovarlo in libreria lo trovate sul sito IBIS. Ciao Dario"

"Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale di Studi organizzato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario del Manifesto del Futurismo. Si tratta di quaranta tra relazioni e comunicazioni lette da studiosi provenienti da Università italiane, francesi,  tedesche, inglesi e americane, storici e critici letterari che si erano distinti per le ricerche sul futurismo. Ratifiche, scoperte, ipotesi originali, solide argomentazioni, salti prospettici, audaci sconfinamenti: c'è stato tutto quello che c'era da spettarsi da un Convegno in cui ha trionfato il pluralismo dei punti di vista. Più che una celebrazione un riesame globale di una questione aperta un secolo fa e da allora mai chiusa...."

domenica 9 gennaio 2011

In Svizzera: “NUOVO FUTURISMO” di DARIO BREVI & PLUMCAKE a cura di Renato Barilli

Ancora una volta mi trovo a parlare di una mostra di Dario Brevi. Artista che stimo ed apprezzo e seguo oramai da diverso tempo, in questa occasione in compagnia dei Plumcake,  sotto la guida di Renato Barilli. L'opportunità è certamente interessante: l'apertura di un nuovo spazio espositivo in Svizzera. Per gli amici d'oltralpe, e non solo, una ghiotta occasione per poter ammirare le opere di questa accoppiata molto interssante!

GALLERIA ARRIVADA
LUISA MIRIAM FERRARIO

COMUNICATO STAMPA

NUOVO FUTURISMO
DARIO BREVI & PLUMCAKE

A cura di RENATO BARILLI

Luogo:                    GALLERIA  ARRIVADA  LUISA MIRIAM FERRARIO
Artisti:                     DARIO BREVI & PLUMCAKE
Curatore:                RENATO BARILLI
Inaugurazione:      VENERDI  28 GENNAIO 2011  ORE 18.00
Periodo mostra:    28 GENNAIO - 26 MARZO
Indirizzo:                GURTELSTRASSE 72  7000 CHUR (COIRA) -   SVIZZERA
Orari:                      da mercoledì a venerdì 14.00 - 18.30 - sabato 10.00 – 12.00 / 14.00 – 16.00
Telefono:                TEL   ( 0041)   079  434608
Web - E-mail:        www.galleriaarrivada.ch - galleriaarrivada@gmail.com   

Catalogo in galleria   

La Galleria inaugura la sua attività presentando la mostra: “NUOVO FUTURISMO” di DARIO BREVI & PLUMCAKE a cura di Renato Barilli aprendo così ,un ciclo di esposizioni dedicate a questa avanguardia,nata negli anni ottanta  in Italia sotto l'auspicio del gallerista milanese Luciano Inga-Pin e teorizzata nel suo divenire dal critico Renato Barilli.
Attraverso questo ciclo di manifestazioni curate da Renato Barilli, la Galleria Arrivada vuole valorizzare un iter artistico che, attraverso le  poliedriche voci dei suoi esponenti, ha sviluppato un linguaggio espressivo che tocca  la totalita' dell'arte.
Il Nuovo Futurismo passa infatti dal mondo della pittura a quello della scultura, del design e  lambisce l'icona pubblicitaria, attraverso la sperimentazione di materiali, il loro assemblaggio e la diversificazione degli oggetti d'arte che produce ,concretizzando un' immagine  entrata in una fase di storicizzazione pur nel continuo divenire.
In questa occasione  presentano quindi le loro opere:
DARIO BREVI
Autore che sempre si e' avvalso dell'utilizzo di MDF (pannelli di legno realizzati industrialmente) quale materia da incidere, ritagliare e modellare per le sue opere. Nascono cosi dalle complesse sovrapposizioni di strati lignei e  colori, forme e immagini di una memoria storica. La stratificazione di materia  conduce  ad una percepita bidimensionalità che  dalla calma iniziale sprigiona nel suo divenire un vibrante dinamismo. Le immagini di Brevi ”futuristicamente” sviluppano un vorticoso movimento in un concetto di “eterno ritorno”  e sfruttano precari  equilibri  di pieni e vuoti, di luci ed ombre, nel perenne bilanciamento di contemplazione e di forza vitale.
PLUMCAKE
Claudio Ragni e Romolo Pallotta
Autori di quello che si può definire un mondo fantastico senza tempo e senza luogo. Creano sculture in vetroresina e raccontano, nell'atto di una primigenia plasmazione, il procedere di un intrinseco rapporto, mai totalmente svelato ,tra uomo e natura. Attraverso la mediazione del gesto decorativo e del colore le loro opere, espressione di una materia immota, prendono vita in un movimento che ricerca la sua spiegazione nell'irreale, nel sorprendente, nello stupefacente.
Dal catalogo:
… i Plumcake presentano un volto del tutto iniziale e quasi fondativo del Nuovo Futurismo, per la loro tendenza a erigere idoli autonomi, tridimensionali, piccoli-grandi monumenti innalzati a gloria del marginale, del superfluo, come vuole la poetica generale novo futurista…E dunque, monumenti sì, ma al precario, all’effimero, come deriva anche dall’uso di una materia plastica intrisa di colore, quasi un graffito che si condensa e si materializza…
Brevi produce inizialmente un tessuto che certo mostra assonanze con le forme vegetali di natura, oppure coi fenomeni ondosi delle masse d’acqua, o con soffici monticelli di neve, e dunque a fenomeni del genere si può attribuire uno statuto di carattere aniconico. Ma invariabilmente nelle opere del nostro autore questi tessuti funzionano come trappole, al modo dei fiori carnivori, per andare a impadronirsi di qualche creatura minuta, leggera ed elastica, che magari tenta di sottrarsi all’inseguimento della minacciosa onda avanzante. L’intero processo si può  anche leggere alla rovescio, così da assumere una valenza positiva. Quell’avanzare di formazioni informi, e dunque aniconiche, è come un giacimento, un letto prezioso che si prepara a maturare in sé delle figure abbastanza definite,  benché pur sempre secondo le modalità svelte, fortemente stilizzate, iconiche appunto, e non certo icastiche, che si addicono al mondo dei Nuovi Futuristi… 

venerdì 12 novembre 2010

IL NUOVO FUTURISMO A TORTONA

Ancora una volta il gruppo dei Nuovi Futuristi, questa volta a Tortona... da vedere!




A Palazzo Guidobono in piazza Arzano a Tortona, grande collettiva dedicata allo storico gruppo dei "Nuovi Futuristi", un sodalizio creativo nato poco più di 25 anni fa intorno alla figura di Luciano Inga-Pin. Organizza la Fondazione Bandera per l'Arte di Busto Arsizio (VA) in collaborazione con l'associazione culturale ARCAdiA di Tortona e la curatela dello storico e critico d'arte Renato Barilli. 
Evento patrocinato dal Comune di Tortona.

"Lo spirito del Futurismo è stato, per più di un secolo, madre e matrice di ogni significativa proiezione in avanti dell'arte. La visione e il linguaggio dello spirito futurista ora ritorna emblematicamente nella sua freschezza rigenerativa e nella sua fertilità immaginifica, grazie all'opera di uno specifico gruppo di artisti che Tortona ha l'onore di ospitare presso Palazzo Guidobono, dopo il successo della prima mostra presso la Fondazione Bandera per l'Arte di Busto Arsizio.
Un'occasione preziosa per riflettere sui sensi profondi e sui codici trasversali dell'arte e un invito, che auspichiamo tutti accolgano, a ricollocare il sogno innovatore ed appassionato come centro incessante dell'amore per la bellezza".
L'Assessore alle politiche culturali Giorgio Musiari

Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Innocente, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
programma
- vernissage: sabato 20 novembre ore 17.00
- vendita catalogo mostra
- eventi collaterali: performance musicale-letteraria, intrattenimenti musicali, brunch, esposizione e dimostrazione arti applicate

orari
- da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30
- domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30
- chiusura: 25 e 31 dicembre 2010, 1° gennaio 2011

ingresso
gratuito

mercoledì 21 aprile 2010

Il Nuovo Futurismo (Omaggio a Luciano Inga Pin)



Il Nuovo Futurismo
(Omaggio a Luciano Inga Pin)

A cura di Renato Barilli

Busto Arsizio, Fondazione Bandera per l'Arte
dal 24 aprile al 30 maggio 2010


Opere di Gianantonio Abate – Clara Bonfiglio – Dario Brevi -
Gianni Cella - Andrea Crosa – Innocente – Marco Lodola
Battista Luraschi - Luciano Palmieri – Plumcake – Umberto Postal


A dodici anni dalla sua prima personale alla Fondazione Bandera, e fresco della definitiva consacrazione ricevuta all'ultima Biennale di Venezia, Marco Lodola torna a esporre a Busto Arsizio. Non da star assoluta, ma insieme a tutta la squadra dei Nuovi Futuristi, in una mostra curata da Renato Barilli e concepita anche per rendere omaggio al grande Luciano Inga Pin, scomparso poco più di un anno fa, che nei primi anni Ottanta li catalizzò attorno alla mitica galleria milanese Il Diagramma. E che, con loro, tra la fine del 1983 e l'inizio del 1984, diede vita al gruppo del Nuovo Futurismo (cresciuto fino a un massimo di dieci unità, poi undici con la separazione di Gianni Cella dal terzetto dei Plumcake), sottolineando così l'edonismo metropolitano, la festa cromatica e la voglia di nuovi linguaggi che ancora oggi fanno da filo conduttore ai loro lavori.

Infatti, per riassumere il pensiero del curatore Barilli, l’etichetta assunta da Inga Pin, non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico, se però si pensa all’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni. Da quest’ultimo si può dire che siano venute fuori tutte le tendenze ambientaliste dell’arte recente, da Fontana all’Arte povera, mentre da Balla e compagni sono derivate le tendenze che si possono richiamare al postmoderno. Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti da tutti gli incanti dei mass media.




Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico, i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche, che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Proprio come nell’insegnamento di Balla e Depero, i Nuovi Futuristi intendono fondere il rigore della funzione con l’incantesimo della decorazione.

L’attuale celebrazione dei cento anni dalla nascita del Futurismo ha trascurato in genere di lumeggiare questa bipartizione fondamentale che si ebbe allora nell’ambito della nostra principale avanguardia, con la conseguenza di trascurare anche la presenza di questo intraprendente stuolo di protagonisti. E, in sostanza, non si possono chiudere le celebrazioni del centenario futurista senza assegnare a questo episodio una evidenza centrale, che vale anche a dimostrarne la continuità sul filo dei decenni

La mostra intende documentare in breve le loro opere di partenza, ma insiste soprattutto sulla loro produzione attuale, che li vede gareggiare con le punte più avanzate della ricerca internazionale. Se ci muoviamo in ambito di icone sfacciatamente Pop e kitsch, il paragone può andare allo statunitense Jeff Koons o al giapponese Takashi Murakami, se ci riferiamo a soluzioni più o meno utopiche e fantastiche in merito a utensili e arredi domestici, i Nuovi Futuristi ricordano i due campioni del cosiddetto anti-design, o post-design, quali Sottsass Jr e Alessandro Mendini.

Il catalogo, edito dalla Fondazione Bandera, porta il testo con cui Inga Pin fondò il Gruppo e un’introduzione del curatore Renato Barilli. A ogni artista sono dedicate sei pagine a colori, mentre i consueti apparati ne danno i cv e altre notizie


Il Nuovo Futurismo (Omaggio a Luciano Inga Pin)
a cura di Renato Barilli
Dal 24 aprile al 30 maggio 2010
Fondazione Bandera per l'Arte
Busto Arsizio, via Andrea Costa 29a
Info: tel. 0331/322311 – info@fondazionebandera.it