RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Dario Brevi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dario Brevi. Mostra tutti i post

giovedì 30 aprile 2015

TRE INAUGURAZIONI PER LE OPERE DI DARIO BREVI



TRE INAUGURAZIONI PER LE OPERE DI DARIO BREVI

Oltre alla mostra personale “Il giorno giusto” che inaugurerà il 9 maggio alle ore 17.00 alla Galleria Malagnini di Saronno, Dario Brevi esporrà alcune opere anche a Casale Monferrato e a Busto Arsizio.
 Il 10 maggio alle ore 11,30 nelle sale del Castello di Casale Monferrato si aprirà la mostra “I lumi di Chanukkah per Casale Monferrato”. Sarà un’occasione unica ed irripetibile per poter ammirare tutte le 172 opere di artisti internazionali che fanno parte della collezione del Museo dei Lumi che la Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale ha concesso in prestito al Comune per la realizzazione dell’evento.
L’esposizione si terrà nel periodo 10 maggio -1 novembre 2015 e sarà visitabile tutti i fine settimana nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Sono previste inoltre aperture serali, attività musicali, conferenze, momenti conviviali con l’abbinamento di piatti di origine ebraica.
“Abbiamo reputato che l'eccellenza rappresentata dalla Collezione dei Lumi di Channukah e dalla Sinagoga stessa fosse un prodotto capace di distinguere l'offerta turistica di Casale Monferrato dagli altri luoghi interessati da Expo 2015,commenta l'Assessore al Turismo Daria Carmi, l’allestimento della mostra infatti permetterà per la prima volta di fruire la collezione che fino ad ora nessuno, ma proprio nessuno, ha mai avuto il piacere di vedere integralmente”.
La mostra ha avuto il patrocinio ufficiale dell’Ucei, Unione Comunità Ebraiche Italiane, del MIBACT che l'ha inserito nel proprio portale turistico culturale “VeryBello”, della Regione Piemonte che l'ha inserita nel calendario ufficiale per Expo, oltre che della Provincia di Alessandria.
L’opera di Brevi è stata, con altre selezionate, già esposta ad Amsterdam nella mostra “Chanukkah” curata da J. Cahen presso lo Joods Historisch Museum, il museo di storia ebraica più importante d’Europa.
Sempre il 10 maggio alle ore 18 verrà inaugurata la mostra “Rem Sbau Bam” al Magazzino dei Re di Busto Arsizio in via Varese 24 bis. Esposti lavori tra arte e design, in particolare Dario Brevi esporrà la grande installazione “Grazie al cielo” esposta alla recente personale di Bruxelles “Made in Italy”.   

Nella foto: “Chanukkah”

venerdì 19 settembre 2014

FREEDOM FIGHTERS - a Palazzo Reale Milano



Dal 23 Settembre 2014 al 12 Ottobre 2014
Milano
Luogo: Palazzo Reale
Curatori: Melissa Proietti, Raffaella A. Caruso, Alessandra Mauro, Sara Antonelli, Contrasto, Fondazione FORMA per la Fotografia
Enti promotori:
Comune di Milano - Cultura
Palazzo Reale
Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe
Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 88465230 / 02 88465931

Comunicato Stampa: Dal 23 settembre al 12 ottobre 2014 nelle sale di Palazzo Reale a Milano si terrà la mostra dedicata ai diritti civili sostenuti da John F. Kennedy, Robert F. Kennedy e Martin Luther King e al centro delle attività del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, “Freedom Fighters - I Kennedy e la battaglia per i diritti civili”, promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e  dal Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e curata da Contrasto e Fondazione FORMA per la Fotografia. La mostra, a cura di Alessandra Mauro e Sara Antonelli, sarà accompagnata da un catalogo edito da Contrasto e dalla mediapartnership di Sky Arte.

Dall‘8 al 10 ottobre 2014, sempre nelle sale di Palazzo Reale si terrà “I HAVE A DREAM”, inedita mostra evento curata da Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso che si concluderà con un’asta benefica a sostegno del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe, battuta da Artcurial, che vedrà la partecipazione della presidente onoraria Kerry Kennedy.

Freedom Fighters e I Have a Dream partecipano a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all'identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Al progetto esprime il suo apprezzamento il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con una lettera alla Presidente del Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe, Marialina Marcucci: “La mostra - scrive Napolitano – offre un significativo stimolo a riflettere sul valore attuale delle posizioni allora assunte per la realizzazione di una società più giusta, inclusiva e solidale, ma anche sulle condizioni di quanti, in tutto il mondo, vedono tutt’ ora calpestati i loro diritti. […] Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte”.
“Milano riaccende le luci - dichiara il sindaco di Milano Giuliano Pisapia - su tre volti della libertà contemporanea: John F. Kennedy, Martin Luther  King e Robert F. Kennedy. Milano, città internazionale, ha una lunga tradizione di amicizia e di lavoro che la lega agli Stati Uniti d’America. Una amicizia che trova nell’imminente Esposizione Universale di Milano un motivo in più per crescere. Non possiamo e non vogliamo dimenticare che gli Stati Uniti sono stati decisivi perché l’Europa potesse ritrovare la libertà dopo i totalitarismi e la guerra. Milano ha in comune con gli Stati Uniti la vocazione alla libertà. Questa mostra ci aiuta a ripercorrere le immagini e la storia di tre uomini coraggiosi che hanno voluto estendere i confini della libertà. Quanto bisogno ci sarebbe anche oggi della loro opera, nel complesso scenario internazionale, è evidente a tutti. Ma anche ciò che è evidente va continuamente richiamato, rivisto, riproposto a chi non c’era. Questa mostra ci aiuta a farlo”.

“La fotografia diventa il linguaggio per raccontare il lungo e tortuoso cammino della battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Una lotta che non è mai terminata ne terminerà, negli Stati Uniti come dovunque, perché esisterà sempre un diverso, uno straniero, una minoranza da difendere e proteggere dall’arroganza degli ‘altri’ e dei più forti. Una strada che anche la nostra Amministrazione sta percorrendo convinta a difesa di tutti i diritti, e in particolare di quei diritti che fanno più fatica ad affermarsi nella realtà di ogni giorno. Ed è bello veder rappresentato il percorso che ha portato il sogno di tre grandi uomini a trasformarsi in diritto capace di concretizzarsi nei fatti ”.

Le fotografie esposte a Palazzo Reale ricordano la lunga battaglia per i diritti civili e il ruolo importante dei fratelli John e Robert Kennedy.
In mostra un accurato percorso cronologico relativo alle tappe che hanno segnato la battaglia per i diritti civili ripercorrendone le diverse fasi e i protagonisti che l’hanno animata - tra cui Malcom X e Martin Luther King.  Come in un nastro cinematografico, testi e immagini scorrono su grandi pannelli a parete. Dal 1776, anno in cui Il Comitato dei Cinque costituito da John Adams, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, Robert R. Livingston e Roger Sherman presenta al Congresso la bozza della Dichiarazione di Indipendenza, fino al 1964, anno in cui fu assegnato il Premio Nobel per la Pace a Martin Luther King.
Nel percorso espositivo le immagini iconiche che hanno segnato i momenti più importanti ed emblematici di questa grande lotta civile. Dai celebri scatti che ricordano l’assurdità della segregazione razziale negli anni Cinquanta (immagini di Elliott Erwitt e Eve Arnold, tra gli altri), alle fotografie degli scontri di Birmingham, a quelle che ritraggono il movimento dei “Freedom Riders” o alla quotidiana attività politica dei fratelli Kennedy, ripresi nelle loro riunioni o nei comizi pubblici o negli incontri con la stampa e con i leader dei movimenti di emancipazione. Infine, negli scatti di Bruce Davidson, di Danny Lyon e di altri grandi fotografi, l’emozione della Marcia su Washington rivive in tutta la sua grandezza, così come nell’immagine di Leonard Freed vediamo Martin Luther King al suo rientro negli Stati Uniti dopo aver ricevuto il Premio Nobel, attorniato dalla folla.
Per la mostra I HAVE A DREAM sono 50+1 gli artisti che, a 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista per i diritti civili Martin Luther King, hanno aderito all’iniziativa donando un’opera.

Elenco degli artisti presenti per l’inedita mostra evento I HAVE A DREAM, suddivisa in undici sezioni. Per “Il pop e l’icona etica”: Francesca Leone, Francesca Romana di Nunzio, Alessandro Sansoni, Fabio Ferrone Viola, Aidan. Per “Il pop e il sociale”: Paolo Baratella, Ernesto Tatafiore, Marcello Reboani, Michael Gambino, Marco Veronese. Per “Fiori e germinazioni”: Davide Benati, Giovanni Lombardini, Alessandro Twombly, Antonio Ciarallo, Claudio Palmieri”. Per “ I visionari”: Bruno Ceccobelli, Omar Galliani, Walter di Giusto, Jacopo Cascella. Per “Il gioco come libertà”: Lucio del Pezzo, Enzo Guaricci, Wal, Dario Brevi, Pablo Echaurren, Angelo Cortese. Per “La parola come libertà”: Marco Nereo Rotelli, Vittorio Messina, Giuliano Menegon, Umberto Mariani, Gola & Teso, Blue and Joy. Per “La sospensione del tempo e del giudizio”: Betty Bee, Pietro Iori, Arash Radpour, Reale F. Frangi. Per “Il viaggio come libertà”: Gabriella Benedini, Ferdinando Brachetti Peretti, Maurizio Gabbana, Stefano Esposito. Per “La pluralità della visione”: Chiara Dynys, Gian Marco Montesano, Cristiano Pintaldi, Patrizia Molinari. Per “La fotografia come possibilità di relazione”: Alessandro Pianca, Angelo Cricchi, Matteo Basilè, Franco Fontana. Per “La tradizione come educazione e monito”: Shinya Sakuray, Florencia Martinez, Matteo Peretti, Giorgio Tentolini.

“I HAVE A DREAM nasce - spiegano le curatrici Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso - come breve ed intensa ricognizione su come il sogno della democrazia, la battaglia per uguaglianza e diritti condotta da John e Robert Kennedy e da Martin Luther King sia ancora viva nel ricordo ma anche nella attualità degli intenti ed abbia profondamente inciso su più generazioni di artisti. Si è inteso mettere a confronto gli artisti dell'immediato dopoguerra che hanno vissuto sulla loro pelle censure ed entusiasmi di rinnovamento e gli artisti che hanno negli occhi l'ennesimo oltraggio alla democrazia perpetrato con l'attentato alle Torri Gemelle. Si è loro chiesto di interpretare il tema in senso narrativo e metaforico, con la forza allusiva e primordiale dell'astrattismo, con le evocazioni simboliche di un figurativo sui generis dai tempi aperti della tradizione "classica" o dai ritmi sincopati del pop, donando però sempre immagini di speranza, di denuncia e mai di violenza. Perché l'arte è Vita e Bellezza. Maestri di ogni "colore", timbro, formazione hanno regalato il loro entusiasmo, rivivendo memorie e speranze, passato e futuro, in una miscellanea di sensazioni che solo il sogno fa vivere in una assurda e meravigliosa dimensione "contemporanea".

All'asta di venerdì 10 ottobre seguirà una serata di gala organizzata da Memo's Boutique Events, sempre nelle sale di Palazzo Reale, dove alle eccellenze dell'arte si uniranno quelle dell' alta cucina italiana, con la partecipazione di chef stellati- Andrea Aprea del VUN Park Hyatt di Milano, Andrea Berton del Ristorante Berton di Milano, Alfio Ghezzi della Locanda Margon di Trento, Luca Veritti del Met Metropole di Venezia, e altri in via di definizione - che presenteranno creazioni di alta cucina abbinate a vini pregiati del Comitato Grandi Cru d'Italia.

Per la mostra evento I HAVE A DREAM è stato editato un catalogo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, con testi inediti del presidente Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Kerry Kennedy, del direttore esecutivo Federico Moro (Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe) e delle curatrici Raffaella A. Caruso e Melissa Proietti.  Il catalogo sarà in vendita presso il bookshop di Palazzo Reale.

La partecipazione all’asta del 10 ottobre avverrà esclusivamente su prenotazione. Per informazioni inviare una mail all’indirizzo di posta elettronico: infoeurope@rfkcenter.org o telefonare al numero +39 055 5389250.

giovedì 28 agosto 2014

Made in Italy. Colori di Dario Brevi - Brussels


 
 
Mostra “Made in Italy. Colori di Dario Brevi”

A cura di Michela Scolaro

A partire dal 10 settembre prossimo e durante tutto il seguente mese, il rientro brillerà di tutti i fuochi dell'estate grazie alle opere di “Made in Italy. Colori di Dario Brevi." Iscrivendosi nella cornice del semestre italiano di presidenza del Consiglio, la mostra offrirà l'opportunità di incontrare uno degli artisti più apprezzati, a livello internazionale, dell'arte e del design contemporanei che manifesta al tempo stesso un'espressione nuova ed originale pur racchiudendo in sé la conoscenza della più alta tradizione italiana. Nelle sue pitture all'acrilico su MDF, nelle sue installazioni e sculture, si ritrova chiaramente l'eredità dei Futuristi, questi maestri che, sono stati tra più audaci del ventesimo secolo, volevano ricreare tutto sotto il segno dell'arte: Dario Brevi condivide lo spirito ma anche l'ironia ed il gusto degli esercizi ludici. Possiede un modo unico di comunicare, per la perfetta sintesi di forme e di colori, dei messaggi complessi che toccano le tematiche contemporanee più pregnanti, ed egli sa farlo senza ostentazione, mantenendo costantemente una sorridente complicità col visitatore, perché, nell'armonia della dimensione artistica, è insieme che si riflette meglio.

Made in Italy. Colori di Dario Brevi
Edificio JDE Jaques Delors, Foyer del sesto piano
European Economic and Social Committee (EESC)
99, Rue Belliard, B-1040, Brussels

da 10 settembre al 10 ottobre 2014

La mostra sarà aperta al pubblico Lunedi al Giovedi 09:00 - 17:30 e Venerdì 8:30 - 15:30

È richiesta la pre-registrazione per le persone che non hanno badge d’accesso 
 
nella foto GRAZIE AL CIELO 300 X 300 ACRILICI SU MDF
 
contatti : Francesco Gattuso 335 678 6974  gatmata@libero.it

domenica 2 giugno 2013

"Artisti per Epicentro" a cura di Nino Abbate




Sarà inaugurata domenica 2 giugno 2013 alle ore 19.00, presso il Museo Epicentro a Gala di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, la prima parte della XX. Esposizione Nazionale d’Arte “Artisti per Epicentro“, a cura di Nino Abbate, con la presentazione di Andrea Italiano e il testo scritto in catalogo dal critico d’arte Prof. Luigi Paolo Finizio.

L’esposizione rappresenta il primo evento culturale dell’anno 2013, dopo i danni causati nel mese di marzo dal forte vento di scirocco sia ai giardini che alla struttura del museo che contiene negli spazi espositivi oltre 1000 opere d’arte realizzate su mattonelle, la collezione è unica nel suo genere sulla scena internazionale del collezionismo d’arte, pubblico e privato.


Con questo primo evento culturale e altre rassegne d’arte che si terranno nel corso del corrente anno, si celebra il ventennale della collezione del Museo Epicentro, iniziata nel 1994 dal suo fondatore Nino Abbate. Sono presenti 25 artisti, italiani e stranieri: Andrea Aquilanti, Bassiri Bizhan, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Sergio Cascavilla, Rita Casdia, Maurizio Cannavacciuolo, Mino Ceretti, Pietro Derossi, Martina Di Trapani, Lia Drei, Francesco Guerrieri, Paolo Gubinelli, Anna Guillot, Adolfo Natalini, Alberto Parres, Paolo Potoghesi, Rivka Rinn, Francesco Simeti, Paolo Schmidlin, Alessandro Spadari, Giangiacomo Spadari, Gian Paolo Tomasi, Massimo Uberti, Giorgio Zucchini.


Artisti che rappresentano diverse generazioni e linguaggi dell’arte italiana, affermati sulla scena nazionale e internazionale dell’arte contemporanea, presenti nelle più importanti collezioni e rassegne d’arte come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Per questa occasione ognuno di loro ha lasciato una propria testimonianza d’arte sulla mattonella in cotto di cm.30x30, supporto per accogliere il loro linguaggio d’arte, impresso con qualsiasi tecnica, colori e materiali, dalla pittura alla scultura, dalla ceramica al design, alla fotografia.


Inaugurazione domenica 2 giugno 2013 alle ore 19


Museo Epicentro

via Mercurio, 71 -Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
lun-sab ore 17-19, festivi 10-12

venerdì 3 maggio 2013

L'ARTE DEL RUGBY

Dario Brevi


Sabato 4 maggio 2013 alle ore 17,30 presso la Galleria Centro Steccata di Parma verrà inaugurata la mostra “L’arte del rugby” con il patrocinio della Federazione Italiana Rugby. Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità. L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio, Filippini, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby. La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”. Per sottolineare l’importante avvenimento culturale è stato pubblicato dalla Galleria Centro Steccata un volume a cura di Alberto Mattia Martini dove saranno pubblicate tutte le opere.
 
GALLERIA CENTRO STECCATA
Strada Garibaldi 23 - 43121 Parma 
tel/ fax 0521.285118 mobile 
+39 3401126164 
http://www.centrosteccata.com.com/
info@centrosteccata.com
Direzione: Patrizia Lodi Apertura tutti i giorni festivi esclusi
(su appuntamento) 10:30 - 13:00 / 15.30 - 19:30

sabato 9 febbraio 2013

L'arte del rugby... da Colossi a cura di Alberto Mattia Martini

L'arte del rugby
A cura di Alberto Mattia Martini
Con il Patrocinio della Federazione Italiana di Rugby

SABATO 9 FEBBRAIO 2013 dalle ore 16:00

Galleria Colossi Arte Contemporanea, Brescia

Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità.
L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio Filippini, Enzo Fiore, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby.
La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”.
Catalogo in galleria,

mercoledì 21 novembre 2012

Presentazione del volume monografico dedicato a DARIO BREVI



Presentazione del volume monografico dedicato a DARIO BREVI

Sabato 1 dicembre alle ore 17.00 RENATO BARILLI presenterà, alla Galleria Centro Steccata di Parma via Dante 23, il volume monografico dedicato a DARIO BREVI.

Nel testo Renato Barilli, presentando il percorso ormai trentennale di Dario Brevi, analizza, nella premessa, l’andamento generale dell’arte degli ultimi due decenni del secolo scorso in Italia con inevitabili collegamenti al panorama internazionale.
Relativamente a Brevi i suoi lavori vengono descritti come “tanti abili giochi di mano e di pa
role”, dagli anni ottanta ad oggi, Barilli sottolinea le indubbie capacità manuali e coloristiche per cui le sue forme immerse in splendenti bagni cromatici, dati da smalti e acrilici, incentivano il carattere preziosamente artigianale dei piani intagliati, sforbiciati.
Un artista che si muove liberamente tra aniconico e iconico, tra pieni e vuoti, un abile intagliatore all’opera con agili mani, predisponendo vasti piani arrotondati , smussati, che funzionano come ampie matrici, in gara col mondo vegetale o animale.

CARATTERISTICHE EDITORIALI:
-Testo di Renato Barilli
- Silvia Editrice
- Formato 240x280
- 176 pagine a 4 colori
- Brossura filo refe
- Copertina cartonata plastificata opaca con argento a caldo
- Lingua: Italiano/Inglese
ISBN 978-88-96036-52-5


Nella stessa serata verrà inaugurata la mostra “5 Nuovi Futuristi” dove, oltre alle opere di Dario Brevi, saranno esposte quelle di Gianni Cella, Marco Lodola, Battista Luraschi, Plumcake.



Luogo: GALLERIA CENTRO STECCATA – PARMA
Artista: DARIO BREVI – GIANNI CELLA – MARCO LODOLA -BATTISTA LURASCHI –PLUMCAKE
Titolo della mostra: 5 NUOVI FUTURISTI
Inaugurazione: sabato 1 DICEMBRE ore 17.00
Periodo mostra: 1 DICEMBRE - 20 GENNAIO
Indirizzo: via Garibaldi 23, 43100 Parma
Orari: 10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.30 domenica chiuso – festivi su appuntamento
Telefono e Fax: 0521 285118
E-mail e sito: info@centrosteccata.com – www.centrosteccata.com


mercoledì 3 ottobre 2012

PERCORSI D’ARTE CONTEMPORANEA a Limbiate

Renato Barilli


PERCORSI D’ARTE CONTEMPORANEA 

Correnti e tendenze. Presente e futuro 

Tre incontri per capire l’Arte contemporanea : 12-18-25 ottobre 2012
Limbiate, 21 settembre 2012 - Nel prossimo mese di ottobre la Biblioteca di Limbiate propone un ciclo di tre incontri a cadenza settimanale, nell’intento di offrire ad un pubblico eterogeneo un approccio significativo al multiforme e sempre affascinante universo dell’arte contemporanea.
L’obiettivo è quello di convolgere certamente chi per studio, attività o semplice passione è già in sintonia con l’attualità artistica, ma anche –con una sfida particolare- tutti coloro che, per vari motivi, sono meno consapevoli delle tendenze e dei significati dell’arte contemporanea. Saranno protagonisti un insigne critico, particolarmente attento alla ricerca artistica d’avanguardia (Renato Barilli), un artista legato al movimento Nuovo Futurismo (Dario Brevi) e un altro artista, portatore di un’idea di rinnovamento dell’arte contemporanea (Nicola Vitale). 

IL PROGRAMMA
Venerdì 12 ottobre 2012
ore 21.00
“Nuova creatività italiana”- Fare arte oggi Incontro con
RENATO BARILLI
Coordina DARIO BREVI
Giovedì 18 ottobre 2012 ore 21.00
“Arte in strada” - Dal graffitismo anni Settanta ad oggi Incontro con
DARIO BREVI
Giovedì 25 ottobre 2012 ore 21.00
“Figura solare” - Per un rinnovamento dell’arte Incontro con
NICOLA VITALE
Coordina DARIO BREVI 

Tutti gli incontri avranno luogo presso:
Aula consiliare “G. Falcone e P. Borsellino”, Villa Mella - via Dante, 38 – LIMBIATE (MB)

INGRESSO LIBERO
Informazioni: Biblioteca Comunale di Limbiate limbiate@brianzabiblioteche.it 029963188

martedì 2 ottobre 2012

Un’altra storia 2 Arte italiana 1980-1990 a cura di Edoardo Di Mauro

-->


Un’altra storia 2

Arte italiana 1980-1990




Organizzazione : MAU Museo d’Arte Urbana di Torino

Curatore : Edoardo Di Mauro

Catalogo : Bertani Editore, Reggio Emilia

Grafica : Davide Gaffuri

Patrocinio : Regione Piemonte , Fondazione CRT, IV Circoscrizione Comune di Torino

Artisti : 
Gianantonio Abate, Salvatore Anelli, Guglielmo Aschieri, Salvatore Astore, Bruno Benuzzi, Enzo Bersezio, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Carmine Calvanese, Francesco Correggia, Ferruccio D’Angelo, Aldo Damioli, Domenico David, Filippo di Sambuy, Raffaello Ferrazzi, Franco Flaccavento, Omar Galliani, Riccardo Ghirardini, Gaetano Grillo, Ale Guzzetti, Ernesto Jannini, Marco Lavagetto, Mario Marucci, Andrea Massaioli, Iler Melioli, Vinicio Momoli, Giordano Montorsi, Pietro Mussini, Luciano Palmieri, Plumcake, Sergio Ragalzi, Marco Nereo Rotelli, Gianfranco Sergio, Eraldo Taliano, Nello Teodori, Vittorio Valente, Giorgio Zucchini, Wal.

Sede espositiva : CCC-T Ex Birrificio Metzger Centro di Cultura Contemporanea Torino
     Via Pinelli 63/a Torino

Inaugurazione : venerdì 12 ottobre 2012 ore 18.00

Durata : fino al 3 novembre giovedì, venerdì e sabato, ore 16.30-19.30 o su appuntamento

Info : 335 6398351  338 9077600 info@museoarteurbana.it   alptel@virgilio.it 

Dopo la conclusione, con la terza tappa allestita presso  Spazio Sansovino Arte Contemporanea, a Torino nel mese di dicembre 2011, dell’ampio ed ambizioso progetto de “Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero”, è stato doveroso trarre un bilancio, che abbiamo ritenuto, io e gli artisti coinvolti o coinvolgibili in iniziative future di segno analogo, soddisfacente. Nella parte finale delle tre tappe in cui è stata suddivisa la prima parte del progetto si è sviluppato, in particolare sulle pagine web, assai frequentate , del magazine artistico on line “Artribune”, un animato dibattito sui temi della rassegna, a seguito di un’intervista al sottoscritto condotta dal critico Daniele Capra. Gli 84 artisti invitati sono stati ripartiti in tre sedi, con un criterio di scelta, per le prime due, dettato dalla sinergia del lavoro con l’architettura dei luoghi, mentre a Spazio Sansovino hanno trovato ospitalità in prevalenza gli autori più giovani.  La prima sezione, allestita ad aprile 2011 nella suggestiva sede della Fondazione Ratti - Ex Chiesa di San Francesco a Como, ottenuta grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, è stata dedicata in maggioranza all’installazione, la seconda, dove sono state privilegiate pittura e fotografia,  si è svolta in un luogo anch’esso di grande impatto come l’Ex Chiesa di San Carporforo a Milano, sede espositiva del CRAB dell’Accademia di Brera. Il tutto è stato integrato da due momenti di discussione e di dibattito a Milano ed a Como,  sul tema “E’ ancora possibile una dimensione etica dell’arte?”, con la presenza di personalità quali Renato Barilli, Elena Di Raddo, Sergio Gaddi e Massimo Kaufmann. I temi affrontati nella mostra erano spinosi e non facili da digerire, per uno scenario tendenzialmente conformista come il nostro,  ed è certo pesata l’assenza di un ufficio stampa, dato il budget pressoché inesistente quanto a liquidità monetaria, carenza surrogata dalla disponibilità del collezionista torinese Anselmo Basso a stampare un importante catalogo, punto di forza dell’evento, alla concessione gratuita di sedi pubbliche e private ed alla collaborazione volontaria fornita da molti artisti ed amici. Ci siamo poi trovati a convivere con una ultra polemica edizione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia curato da Vittorio Sgarbi, su cui gli organi di informazioni si sono gettati a capofitto oltre ogni limite, soprattutto a causa degli strascichi generati dalla pletora interminabile delle varie edizioni regionali, organizzate con fretta e spesso con improvvisazione, ad onta di un’idea di per sé non negativa, ma necessitante di una messa in cantiere molto più meditata. Fatte salve queste difficoltà è stato possibile percepire una grande attenzione per i temi indicati dal progetto, il che ci induce a tornarci immediatamente sopra. Questi temi, in estrema sintesi, consistono nella denuncia della stagnazione del sistema artistico italiano, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta fino ai giorni nostri, dovuto alla presenza dominante delle ultime due correnti dell’arte contemporanea italiana in grado di imporsi, in una logica di gruppo, a livello internazionale, Arte Povera e Transavanguardia, ma anche alla sostanziale pavidità di molte componenti, in particolare la critica e le gallerie emerse  nell’ambito temporale analizzato dalla mostra, adeguatesi passivamente, in cambio di un po’ di visibilità e di incarichi, ai diktat dei curatori storici, di buona parte dell’editoria e di alcuni grandi collezionisti.  Come già sottolineato nella parte introduttiva del mio testo in catalogo, non è stato possibile, per oggettiva mancanza di spazio, inserire nella prima edizione de “Un’Altra Storia” in maniera esauriente il primo segmento,   fondamentale per comprendere appieno gli sviluppi successivi, quello dell’ ingresso nel recinto della post modernità, caratterizzato dalla citazione e dalla fase del “ritorno alla pittura”, ma anche dal graduale affacciarsi sulla scena di esperienze provenienti della più giovane generazione, che segnerà il passaggio tra la seconda metà degli anni Ottanta e la prima parte degli anni ’90,  attenta ad un confronto non solo con una rilettura intelligente del passato, nell’accezione di un dialogo, opportunamente contestualizzato al presente, con la tradizione dell’arte del Novecento italiano ed ancora più indietro, con il Manierismo ed il Barocco, ma anche con i nuovi scenari segnati dall’invasività tecnologica e mediale e dalla contaminazione con forme espressive come il fumetto e la musica, e dalla ridefinizione di categorie estetico - formali come l’astrazione, la scultura e quelle, appena alle spalle, dell’area analitica e concettuale, in particolare  l’ambito concentrato sulla secondarietà oggettuale.   Un lasso di tempo collocabile, come si evince dal titolo d’apertura, tra il 1980 ed il 1990. Avrei voluto, a onor del vero, estendere la mia ricerca anche agli anni Settanta, invitando quegli artisti che già allora iniziarono gradualmente a violare i dogmi del Concettuale di più rigida osservanza, ma ho dovuto arrendermi di fronte ai limiti di budget, in quanto ho scarsa confidenza personale, anche per motivi generazionali,  con gli autori di quel periodo, conseguentemente mi sarei dovuto scontrare, reperendo le opere presso gallerie e collezionisti, con insormontabili problemi di trasporto ed assicurazione, quindi rimanderò il tutto ad una occasione più propizia, se capiterà. Anche “Un’Altra Storia 2”, sarà un progetto ben confezionato ma autogestito in maniera addirittura più ampia rispetto alla prima edizione. Ci avvaliamo di un contenitore di prim’ordine. Si tratta del CCC-T Ex Birrificio Metzger Centro di Cultura Contemporanea Torino, nuovo spazio polivalente per arte, teatro, musica e balletto, gestito dall’operatore culturale Alessandro Novazio Griffi, che ha ristrutturato uno spazio di archeologia industriale, sito in via San Donato 68 a Torino, a poca distanza dal Museo d’Arte Urbana da me diretto. Lo stabilimento, progettato nel 1872 da Pietro Fenoglio, celebre architetto del Liberty torinese, sarà destinato a giocare un ruolo importante per i futuri programmi artistico - culturali della città .

Edoardo Di Mauro è nato a Torino nel 1960, vive e lavora a Torino e a Bologna. Critico d’arte ed organizzatore culturale. Docente di “Storia e metodologia della critica d’arte” e “Teoria e metodologia del contemporaneo”, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Dal 1994 al 1997 è stato condirettore artistico della Galleria d’Arte Moderna e dei Musei Civici torinesi. Attualmente è Direttore Artistico del Museo d’Arte Urbana e Curatore della BAM – Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte. Ha curato centinaia di manifestazioni in spazi pubblici e privati italiani ed europei.

Di seguito il progetto complessivo de “Un’Altra Storia” :


Nel mese di dicembre 2008 ho allestito presso l’ampio ed affascinante spazio dell’Officina delle Arti di Reggio Emilia una mostra dal titolo “Tra un secolo e l’altro : artisti italiani tra continuità e differenza”. Si è trattato di un’ appuntamento che, oltre all’interesse che ha suscitato la visione dell’allestimento, documentato con la produzione di un dvd, ed il livello artistico degli invitati, ha costituito per il sottoscritto un’occasione per anticipare i contenuti di un progetto di ampie dimensioni che è mio fermo intento realizzare con il titolo di “Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” . Si tratta di una rilettura,  fuori dagli schemi e dalle convenzioni tipiche degli ultimi anni, del panorama dell’arte italiana contemporanea, dalla seconda metà degli anni ’70 ai giorni nostri, dalla post modernità all’ingresso nel nuovo millennio. Questa rassegna, ed in buona parte “Tra un secolo e l’altro” che, come detto, ne è stato il naturale preludio, si pone sulla scia di una serie di operazioni capillari di lettura critica dell’arte italiana delle ultime generazioni  che vado proponendo da ormai un quarto di secolo in spazi pubblici italiani e talvolta stranieri come, negli anni ’80, “Nuove tendenze in Italia” e “Ge Mi To : l’ultima generazione artistica del triangolo industriale”, negli anni ’90 “Sotto osservazione : arte e poesia di fine secolo”, “Eclettismo”, “Carpe diem … una generazione italiana”, “Va’pensiero. Arte Italiana 1984/1996” , “Art Fiction” e, in questo decennio, “Una Babele postmoderna : realtà ed allegoria nell’arte italiana degli anni ‘90”, “Punto e a capo : nuova contemporaneità italiana”  “Interni Italiani”, “Anni Zero. Arte Italiana del nuovo decennio”, per citare quelle di più ampio respiro e tralasciando le molte dedicate a specifici ambiti stilistici o delimitati settori generazionali o regionali. L’arte italiana all’estero è generalmente rappresentata da singole individualità spesso avulse dal contesto globale di un territorio estremamente variegato, quindi è importante lavorare per diffondere aspetti poco approfonditi della nostra scena nazionale, considerato anche che la percezione dell’arte italiana dell’ultimo trentennio al di fuori dei nostri confini è talvolta assai diversa da quella che viene divulgata da ambiti comunicativi e di sistema  predominanti. Per parlare degli ultimi trent’anni circa di arte italiana non si può non partire da un inequivocabile, quasi scontato, dato di fatto, cioè che gli ultimi due movimenti innalzatisi ad un riconoscimento internazionale, sono stati l’Arte Povera e la Transavanguardia, con percorsi diversi che di recente si sono intrecciati in una sorta di reciproco riconoscimento, da cui non era difficile prevedere l’ attuazione di una sottile logica di  esclusione di quanto sta al di fuori di quel recinto. La fascia generazionale maggiormente penalizzata da questo stato di cose, che trova solo parziale motivazione nell’indubbia forza espressiva dei movimenti prima citati, è stata quella, di non indifferente qualità, emersa subito dopo la Transavanguardia, tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90, periodo nel quale è, tra l’altro, avvenuta la mia formazione critica e da me ben conosciuto, che ho dettagliatamente analizzato nella primavera 1997 con la mostra ed il libro intitolati “Va’pensiero. Arte Italiana 1984/1996”. Il fatto di avere sostanzialmente “saltato” una generazione sta all’origine, a mio modo di vedere, della sostanziale irrisolutezza dell’arte italiana lungo tutto il corso degli anni ’90. Gli autori del decennio precedente si sono giocoforza “riciclati” in quello successivo, facendo saltare qualsiasi paletto divisorio in merito ad un plausibile concetto di “giovane artista”, per di più all’interno di una scena sempre più affollata e confusa, in parte per una occulta volontà ma anche per motivazioni pertinenti l’evoluzione della società post industriale nel suo complesso. Come è noto, dopo il 1975 la situazione muta radicalmente di segno. A seguito soprattutto del rigido rigore del concettuale di matrice analitica e tautologica, dove si manifestava una evidente prevalenza dei significanti sui significati e l’assenza di una dialettica con l’esterno, con l’opera proposta al grado zero, nella sua nudità formale e compositiva, e l’assoluto divieto, sancito dai severi sacerdoti del dogma, dell’introduzione di sia pur minime componenti manuali e decorative, si verificò un’implosione di quello stile, e la lenta ed inesorabile deriva verso altri territori, in sintonia con la costante ciclicità degli eventi artistici. Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 prende corpo ed evidenza la svolta post concettuale dell’arte, con l’esplodere di movimenti radunati attorno alle parole d’ordine del ritorno alla pittura, di matrice visceralmente neoespressionista od infarcita di valori simbolici e decorativi e, in generale, del ripristino di una manualità dal sapore antico, nell’accezione etimologica originaria della “technè”. Il moto spiraliforme dell’arte inverte la sua traiettoria e intraprende un cammino a ritroso nel tempo, nel territorio densamente popolato della memoria, cimentandosi in un’operazione di citazione dei modi e delle maniere del passato, recente e talvolta remoto,  per poi riproporsi al presente contestualizzato all’interno delle inquietudini della contemporaneità. Tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90 viene alla luce una generazione artistica di grande interesse impegnata in una ridefinizione dei generi e degli stili e in un  rapporto di confronto serrato con la nuova società post moderna della tecnologia e dello spettacolo. Queste caratteristiche sfociano nel decennio successivo in un clima di generalizzato eclettismo stilistico, con punte di attenzione verso la rivisitazione dei linguaggi concettuali e pop ed un’apertura significativa nei confronti dell’uso della fotografia e delle tecnologie video e digitali. Gli anni ’90, come già citato prima, segnano l’ingresso del sistema artistico italiano in una fase di crisi e di de-valorizzazione nei confronti dello scenario internazionale, all’interno del quale iniziano a fare capolino i paesi emergenti del continente asiatico. Vengono privilegiati, da parte dei più forti soggetti della scena dal punto di vista critico, economico, istituzionale ed editoriale, artisti che si conformano ai canoni di un neo concettuale epigono ed irrilevante dal punto di vista linguistico o, all’opposto, pittori poco originali che si limitano a rimasticare gli stereotipi degli anni ’80. Per gli altri artisti, critici e gallerie che non si omologano a queste imposizioni scatta un fitto muro di silenzio ed un sottile boicottaggio. Nel decennio successivo e tuttora in corso mutano alcuni dati. Dopo l’11 settembre, evento che ha squarciato il velo tra reale e virtuale, il termine post moderno perde in parte d’attualità e si inizia a parlare di neo contemporaneità; della necessità, ad oggi non concretizzata, di passare dalla condizione liquida dell’eterno presente ad una dimensione di progettualità futura e ad una riscoperta dell’etica, esigenze che l’attuale crollo del mercato basato sulla finanza speculativa potrebbe accelerare. Lo scenario si manifesta come ormai del tutto globalizzato; si moltiplicano eventi, fiere e biennali, Cina ed India entrano in forze nel sistema, la bolla speculativa ed il denaro facile in possesso degli oligarchi internazionali conducono a valutazioni assolutamente impensabili anche solo dieci anni fa. Tuttavia il moltiplicarsi delle possibilità e l’invasività della comunicazione tramite internet conducono anche ad effetti positivi. Non è più praticabile alcuna censura ed aumenta la frequenza espositiva delle opere, quindi si manifesta una condizione maggiormente pluralista. Questo anche se i vari microsistemi di cui è composto il panorama italiano continuano a guardarsi con diffidenza non trovando il coraggio di interagire.
In Italia negli ultimi anni è mancato il coraggio di proporre una rassegna organica che davvero rileggesse l’ultimo quarto di secolo della nostra arte in maniera totalmente diversa dagli schemi consueti ma, al tempo stesso, assolutamente priva di velleitarismi così come di attaccamento a valori e schemi di interpretazione estetica ormai passati ed inadeguati ad interpretare la complessità del presente. Il panorama degli artisti presentati non costituirebbe una selezione da “Salon des Refusès”, tutt’altro. In mostra verrebbero presentati artisti dal solido curriculum e dotati di una storia personale nota ed inattaccabile, quasi sempre dotata di una appendice internazionale importante, coll’unico “torto” di essere stata spesso trascurata dalle poco obiettive gazzette artistiche italiane, e dai cantori di un sistema irrimediabilmente malato di conformismo ed esterofilia e, proprio in virtù di questo, estremamente debole nello scenario internazionale. .


domenica 17 giugno 2012

Allo Spazio Oberdan di Milano "Nuovo Futurismo" a cura di Renato Barilli

Un movimento senza fine composto da un gruppo di artisti senza tregua. Alla continua ed assidua ricerca del perchè delle cose con la consapevolezza che non sempre si trovano risposte ma altre domande: i nuovi futuristi!

un'opera di Dario Brevi
Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)
Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

giovedì 10 maggio 2012

Nuovo Futurismo a cura di Renato Barilli

C'è anche Dario Brevi, insieme a Lodola, Plumgake e tutti gli altri "nuovi futuristi" in questa collettiva curata da Renato Barilli allo Spazio Oberdan... da vedere! 

Dario Brevi - caffè forte

Nuovo Futurismo

Ridisegnare la città

Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012  
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)


Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

"Distruggere per (ri)creare, demolire per ricostruire. Il gergo futurista, lapidario e diretto, non lascia molto all’immaginazione. E’ questa l’eredità che i Nuovi Futuristi hanno scelto di accogliere e far loro, senza distruggere ciò che i loro predecessori hanno tramandato, ma usando invece questo slancio rivoluzionario come trampolino di lancio per l’elaborazione di un linguaggio nuovo e moderno" - spiega il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - Porre attenzione al Futurismo significa ricordare un’epoca, quella risalente agli inizi del Novecento, che ha visto l’Italia riaffermare, anche grazie a questo importante movimento culturale e non solo artistico, uno dei primati che l’hanno storicamente contraddistinta nei secoli: il primato della Cultura e delle Idee. Il Futurismo, pertanto, ci rimanda direttamente al cuore dell’Identità e della Tradizione italiana".

Nel catalogo Silvia Editrice sono riportate a colori tutte le opere in mostra con testi di Inga-Pin e Barilli e biobibliografie degli artisti.


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381; www.provincia.milano.it/cultura

Ufficio stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59/88
  Addetto stampa Assessore, tel. 02/77404393 - f.provera@provincia.milano.it

lunedì 5 marzo 2012

L'ARTE DEL RUGBY collettiva all'Olimpico...

Mi piace sempre di più l'idea del luogo decontestualizzato per un evento d'arte, ma allo stadio mi era capitato di vederlo solo in Inghilterra, qualche anno fa, ad una edizione di Scope... ma lì non c'era evento sportivo in contemporanea, e che evento!... Bravi, mi piace!!!

Mostra d’arte contemporanea
L’ARTE DEL RUGBY
Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Dildo (Federico Tosi), Stefano Fedolfi, Enzo Fiore, Andrea Francolino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi)
A cura di Alberto Mattia Martini

Presso lo Stadio Olimpico di Roma
Sabato 17 marzo 2012 ore 13,30

Sabato 17 marzo presso lo Stadio Olimpico di Roma in occasione ed in concomitanza con la partita Italia vs Scozia del Torneo Sei Nazioni di Rugby inaugura la mostra L’arte del rugby, in collaborazione e con il coordinamento della Galleria Centro Steccata di Parma e con il patrocinio della Federazione Italiana di Rugby.

mercoledì 2 novembre 2011

I Nuovi Futuristi A cura di Renato Barilli al Mart

Una mostra interamente dedicata al Nuovo Futurismo al Mart, curata da Renato Barilli, dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012. Da visitare e vedre assolutamente!!!

Dario Brevi - A caccia di Aerei

I Nuovi Futuristi
A cura di Renato Barilli

MART
Casa d’Arte Futurista Depero via Portici 38
38068 Rovereto TN

dal 19.11.2011 al 26.02.2012

inaugurazione venerdì 18 novembre ore 17.00

mart./dom. 10.00 18.00
lunedì chiuso

info@mart.trento.it  infogruppi@mart.trento.it  www.mart.trento.it
info e prenotazioni 800 397760 tel. 39 0464 431 813



Se il Futurismo di Umberto Boccioni, ha influenzato profondamente l’arte
italiana e preparato la via all’Arte povera, qual è invece l’eredità storica
dell’altro Futurismo, quello di Balla e di Depero, con la sua sintesi originale
di decorazione e funzionalismo?

La domanda se la pone da tempo il critico Renato Barilli. Una questione che
non riguarda solo la riflessione accademica: descrivere e mettere in
prospettiva i molteplici esiti della maggiore avanguardia italiana ha assunto
una particolare urgenza nell’onda lunga del centenario del Futurismo (2009). Il
Mart ha partecipato alle celebrazioni con grande impegno, producendo la mostra
“Futurismo 100”, a cura di Ester Coen, inaugurando una nuova sede museale, la
Casa d’Arte Fortunato Depero, e attraverso un’articolata serie di pubblicazioni
di approfondimento sui legami tra il movimento futurista e le avanguardie
tedesche e russe degli anni Dieci e Venti del Ventesimo secolo.
La mostra “I nuovi futuristi”, a cura di Renato Barilli, rappresenta il frutto
del lavoro del critico bolognese per rintracciare e documentare gli sviluppi
del futurismo nella versione di Balla e Depero.

La mostra si svolge a Casa Depero dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012.
Comprende una trentina di opere di Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario
Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Innocente, Marco Lodola, Battista Luraschi,
Luciano Palmieri, Plumcake e Umberto Postal.
Le loro opere si potranno mettere a confronto con gli arazzi, le tele, gli
oggetti e la grafica di Fortunato Depero, in un allestimento che metterà in
luce la grande capacità di questi artisti di spaziare con assoluta libertà tra
varie espressioni artistiche, utilizzando materiali prodotti dalle nuove
tecnologie, come il plexiglass, il pvc, il neon.
I “Nuovi Futuristi” hanno esplorato i territori al confine tra design e
pubblicità, ma anche tra narrazione, fumetti e cartoni animati.

lunedì 1 agosto 2011

Dario Brevi a Orta, a Palazzo Penotti Ubertini



Ancora una volta mi ritrovo a scrivere di un Artista che trovo fra i più interessanti nel panorama artistico contemporaneo. Fondatore fra gli altri del gruppo "Nuovi Futuristi" ora in mostra  a Orta San Giulio: Dario Brevi!

Dario Brevi a Palazzo Penotti Ubertini
Come anticipazione dell’esposizione di novembre presso il Mart di Trento e Rovereto, Dario Brevi presenta in anteprima la sua personale intitolata ”Colorati sogni”.

L’esposizione curata da Operaprima Associazione Culturale si avvale di un corpus di DODICI OPERE esposte nelle suggestive cantine di Palazzo Penotti Ubertini, nel centro storico di Orta San Giulio, e viene proposta come anteprima della mostra “NUOVO FUTURISMO” al quale l’artista parteciperà nel mese di novembre al MART Casa Depero di Trento e Rovereto.
L’esposizione delle opere nelle cantine del Palazzo è a ingresso libero,
con orari: lunedì-domenica dalle 10.30 alle 19.30; venerdi e sabato fino alle 22.00.
Per maggiori informazioni contattare la segreteria:
info@palazzoubertini.com, tel. +39 0322 905583
o visitare il sito www.palazzoubertini.com

lunedì 28 febbraio 2011

"Lasciti Futuristi nella neoavanguardia Europea" di Renato Barilli


Ricevo, e giro con piacere, questa notizia dall'amico artista Dario Brevi (http://www.dariobrevi.net ), del quale vi ho già dato, in diverse e più occasioni, sue news...


Dario Brevi mi scrive:
"Ecco un'altra ottima (e storica) notizia, vi comunico, infatti,  che sono stati pubblicati gli atti del Convegno Internazionale sul Futurismo che si è tenuto lo scorso anno a Palazzo Reale di Milano. Nel suo intervento "Lasciti Futuristi nella neoavanguardia Europea"  Renato Barilli presenta, nell'ultimo capitolo, "un nuovo futurismo alla maniera di Balla" dove presenta il nostro gruppo e cita tutti i componenti. Vi indico i dati del volume (molto bello) "IL FUTURISMO NELLE AVANGUARDIE - Atti del Convegno Internazionale di Milano" a cura di Walter Pedullà edizioni Ponte Sisto € 60.00, se avete difficoltà a trovarlo in libreria lo trovate sul sito IBIS. Ciao Dario"

"Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale di Studi organizzato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario del Manifesto del Futurismo. Si tratta di quaranta tra relazioni e comunicazioni lette da studiosi provenienti da Università italiane, francesi,  tedesche, inglesi e americane, storici e critici letterari che si erano distinti per le ricerche sul futurismo. Ratifiche, scoperte, ipotesi originali, solide argomentazioni, salti prospettici, audaci sconfinamenti: c'è stato tutto quello che c'era da spettarsi da un Convegno in cui ha trionfato il pluralismo dei punti di vista. Più che una celebrazione un riesame globale di una questione aperta un secolo fa e da allora mai chiusa...."