RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 28 febbraio 2015

Plastica Italiana a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati

C'è anche l'amico Sergio Cabrini in questa grande collettiva a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati.. ed è in ottima compagnia!

 

Plastica Italiana
Sabato 28 febbraio, alle 17.30, presso la Sala Sant'Ignazio - via Carducci 7 Arezzo - verrà inaugurata "Plastica Italiana", la collettiva che l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Arezzo realizza in collaborazione con Armanda Gori Arte, nell'ambito della rassegna Aritmie.


La mostra, a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati, raccoglie le opere di Carla Accardi, Enrico Baj, Enrica Borghi, Sergio Cabrini, Gianni Cella, Giuseppe Chiari, Franco Costalonga, Nando Crippa, Francesco de Molfetta, Dadamaino, Terenzio Eusebi, Davide Nido, Beatrice Gallori, Piero Gilardi, Marco Lodola, Umberto Mariani, Armando Marocco, Davide Nido, Omar Ronda, Tino Stefanoni, Michelangelo Pistoletto.


"Plastica Italiana" sarà visitabile dal 28 febbraio al 29 marzo 2015 nei seguenti orari: da martedì a venerdì ore 16.00-19.00; sabato, domenica e festivi ore 14.30-19.30.

INFO Ufficio Cultura
tel. 0575 377 503-504-505
mail ufficiocultura@comune.arezzo.it

martedì 30 settembre 2014

Lodola&Mathis. Nuovo mecenatismo: immaginare il futuro - a cura di Ivan Quaroni



Lodola&Mathis. Nuovo mecenatismo: immaginare il futuro 
a cura di Ivan Quaroni
Galata Museo del Mare
Calata de Mari, 1 16126 Genova 
dal 2 al 22 ottobre 2014

Nella cornice del 54° Salone Nautico, Bruno Guidi – industriale del mondo della nautica e mecenate d’arte contemporanea – promuove una nuova mostra al Galata Museo del Mare di Marco Lodola e Jill Mathis, firmata da Ivan Quaroni.

<> dichiara Bruno Guidi, fondatore nel 1968 dell’omonima azienda leader nella produzione di accessori per l’impiantistica navale – in un’intervista apparsa su La Stampa il 13 aprile 2013.
Anche quest’anno, la Guidi s.r.l. torna a Genova per partecipare al 54° Salone Nautico e porta con sé la grande passione per l’arte che lo aveva visto nel 2011 proporre la personale Industria di Jill Mathis, nel 2012 essere protagonista al Palazzo della Meridiana della messa in opera della grande installazione di Michelangelo Pistoletto Love Difference e nel 2013 nel presentare la mostra Gilmour&Mathis. L’arte contemporanea incontra l’industria, esposta lo scorso anno a Palazzo Ducale.
Per il 2014 mentre allo stand Guidi del Salone Nautico è protagonista un’opera della collezione aziendale – uno spettacolare piccolo yacht in scala 1:1 di Chris Gilmour,  interamente realizzato in cartone riciclato, è la barca prodotta negli anni Settanta dagli storici Cantieri Navali Camuffo, già allora clienti di Guidi: circa cinque metri di lunghezza, completa di tutti suoi particolari – è il Galata Museo del Mare ad ospitare un nuovo appuntamento tra arte e industria, presentando le opere di Marco Lodola e Jill Mathis, in una mostra curata da Ivan Quaroni. Non è la prima volta che il prestigioso Museo genovese espone l’arte luminosa e inconfondibile dell’artista pavese che nel 2007 attraverso con la mostra Lightship to Lodola ha illuminato i piani del museo con le sue suggestive opere.
Concept di questa esposizione, che fa dialogare arte e nautica, scultura e fotografia, è il Futuro, inteso come innovazione tecnologica che caratterizza sia l’industria che l’arte contemporanea. Così Ivan Quaroni – curatore della mostra – commenta il tema di quest’anno “L’arte, con la scienza (e la tecnologia), rappresenta da sempre l’ambito di ricerca più avanzato del pensiero umano, quello attraverso cui l’uomo è riuscito a immaginare realtà nuove. Come osservava Kandinskij, la sua qualità è di oltrepassare i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e di indicare il contenuto del futuro. L’arte è, quindi, la scienza imperfetta dell’immaginazione, che consente di formulare ipotesi, talora perfino profezie, sul mondo che verrà. Essa ha in comune con la scienza la capacità di prefigurare la realtà, poiché tutto ciò che esiste, ogni cosa, ogni forma prodotta dall’uomo sono state necessariamente prima immaginate. Così come molte delle cose immaginate, sono spesso divenute solide realtà”.
Si tratta di un futuro che ha solide radici nel passato e nel presente, ma che viene interpretato e immaginato attraverso la creatività visionaria dei due artisti, chiamati a confrontarsi con l’argomento.
Jill Mathis presenta una selezione di fotografie, in b/n e a colori, scattate per l’occasione ai prodotti tecnologici della Guidi – realizzati nel presente ma che già guardano al futuro – che grazie al suo tocco femminile, delicato e poetico diventano opere astratte di grande atmosfera; Marco Lodola invece – con il suo inconfondibile segno pop tracciato con la luce – sta producendo una grande scultura luminosa site specific che immagina un’imbarcazione del futuro sulla quale sono montati pezzi Guidi.
Anche per quest’edizione la mostra è inserita in GenovaInBlu, programma di manifestazioni che si svolgono in città in occasione del 54° Salone Nautico. Il calendario completo è consultabile sul sito www.genovainblu.it.
Cenni biografici degli artisti e del curatore   
Jill Mathis é cresciuta in Texas studiando fotografia all’University of Texas/ San Antonio. Nel 1988 accede alla School of Photojournalism University of Texas di Austin. Dopo aver vissuto cinque anni a New York City, dove è stata assistente di Ralph Gibson, si é trasferita in Italia.
Da tempo lavora a una sequenza fotografica che ha come soggetto la ricerca etimologica iniziata con una mostra e un libro finanziato da Olympus Cameras, UK.
Nel 2012 ha pubblicato con Damiani editore il volume, Dreaming of Ingmar Bergman, una ricerca fotografica/etimologica/filosofica ispirata alla poetica di Bergman, dove le foto nascono intorno a parole evocative, ricercate nella produzione del regista e nei luoghi della Svezia in cui Bergman ha vissuto e filmato.
Il suo lavoro è stato citato in diversi studi universitari ed è incluso in molte collezioni accademiche tra cui la Columbia University, Georgetown University, University of Pennsylvania, Vanderbilt University e la University of Maryland.
Jill Mathis espone in Europa e negli Stati Uniti e le sue fotografie fanno parte di numerose collezioni private e pubbliche fra cui il The Whitney Musuem of American Art, The Jewish Museum, NYC; The Brooklyn Musuem, The Delaware Art Museum; The Norton Museum of Art, The Birmingham Museum of Art, The Museum of Contemporary Art; San Diego. www.jillmathis.com

Marco Lodola è nato a Dorno nel 1955, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Milano, vive e lavora a Pavia.
Dal 1983 ha esposto in importanti spazi pubblici e privati italiani e all’estero ed è uno dei fondatori del movimento Nuovo Futurismo. Le sue opere sono oggi presenti in tutto il mondo, ha realizzato scenografie per film, trasmissioni, concerti ed eventi di vario genere, dalla moda al teatro, dalle olimpiadi invernali di Torino del 2006, alla facciata dell'Ariston per il festival di Sanremo del 2008, a XFactor nel 2013. Ha esposto al Padiglione Italia della 53ª Biennale di Venezia un'installazione luminosa, omaggio al teatro di Fortunato Depero.
Marco Lodola, uno degli artisti italiani più noti e riconoscibili in Italia e all’estero, ha la rara capacità di trasformare in arte i segni del mondo contemporaneo; per lui l’arte è gioco e divertimento ma al contempo ha stretti legami con il mondo della letteratura, la pubblicità, la musica e la poesia .
Ha realizzato progetti per importanti industrie quali Swatch, Coca Cola, Vini Ferrari, Harley Davidson, Illy (collana delle tazzine d'autore), Byblos oltre a Nonino e Carlsberg. www.lodoland.com
Ivan Quaroni Curatore e critico d'arte. Nato a Milano nel 1970. Scrive per le riviste Flash Art (Politi Editore) e Arte (Cairo Editore) e cura la rubrica The Butterfly Effect per il sito lobodilattice.com. Nel 2008 ha pubblicato il volume “Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura” (Johan & Levi editore) e per lo stesso editore le monografie di Valeria Agostinelli e Mauro Ceolin. Nel 2009 ha curato la sezione Italian Newbrow alla Biennale di Praga e la sezione Spaghetti Pop di SerrOne - Biennale Giovani di Monza. Ha curato oltre 150 mostre in gallerie private e spazi pubblici e ha scritto per importanti artisti italiani e internazionali tra cui Allen Jones, Ronnie Cutrone, Ben Patterson, Arcangelo, Salvo, Paolo Icaro. Il suo lavoro è incentrato sull’esplorazione e la scoperta di nuovi talenti artistici. Dal 2010 è curatore di C.A.P.A., un progetto di residenza per artisti fondato dall’artista Arcangelo. Ha contribuito con i propri scritti alla monografia di Arcangelo, edita da Damiani editore. Recentemente ha pubblicato il libro “Italian Newbrow” (Giancarlo Politi Editore). www.ivanquaroni.com

lunedì 29 settembre 2014

KIMA A Site-Specific Performance by Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi, Francesco De Molfetta

Comunico con grande piacere...


Vanni Cuoghi - La caduta, 2014, collage,chine e acquerello su carta, cm33x58x38


KIMA
A Site-Specific Performance by
Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese
Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi, Francesco De Molfetta


Opening: Martedì 7 Ottobre  ore 18,45


Martedì 7 Ottobre 2014 alle ore 18,45 Rossella Rocciola in occasione di More Dance Studios, in via Bernini, 16 (Caserta) per una serata di arte e danza, con la partecipazione speciale di Carla Fracci (madrina dell’evento) e con l’analisi critica di Vittorio Sgarbi, sotto la Direzione Artistica di Nicola Pedana arte contemporanea, presenta “Kima. A Site-Specific Performance by Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese, Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi e Francesco De Molfetta”


Vanni Cuoghi. Sensibile pittore, non per rivelare il proprio animo, ma per raccontare favole con il piacere dello scenografo, Vanni Cuoghi lavora a Milano, dalla quale evade con la pittura. Nelle sue opere è evidente il ricordo per le miniature dei codici rinascimentali, che egli traduce con sensibilità contemporanea. Cuoghi racconta favole con una leggerezza ariostesca: «Le dame, i cavalier, l’armi, gli amori, io canto…». Così egli dipinge. Una sottile chiave paradossale rende inquietanti i suo racconti, come sogni indecifrabili.

Umberto Ciceri è artista e illusionista. Lavora a Bologna, di cui intercetta la discontinua allegria nelle lunghe notti di studenti che rivivono e riproducono e rivivono i miti delle avanguardie. Così Ciceri si muove con le convinzioni e le esaltazioni di un futurista, e ripensa all’esperienza unica ed esemplare di Marcel Duchamp. Scompone e ricompone sequenze di scatti fotografici, e le deforma con lenti perpendicolari. L’immagine arriva sfocata, immersa nella luce e mobile, fluttuante. Una musica muta e fatale sembra avvolgere e trasportare le immagini e chi le guarda.

Marco Lodola. Luce, colore , vitalità, sono gli ingredienti delle sue statue luminose. Non vuole concorrere con i grandi maestri, ma tradurre le loro forme in pura luce, andando ben oltre i soggetti più frequenti della pop art. Le sue opere trasformano lo spazio, non aggravandolo di simboli. Così, attraverso sagome di plexiglass, luci al neon e uniformi campiture cromatiche, Lodola si pone al centro del dibattito artistico contemporaneo, indicando la sua strada solitaria. Le sue opere trasferiscono la forma nella luce.

Chiara Coccorese ci conduce in universi di fantasia, dove sacro e profano, realtà e finzione, vita e morte convivono in armonia, e dove il piccolo può diventare immenso. Dopo un esordio nella pittura, la giovane artista napoletana si è avvicinata alla fotografia fino a farne il suo principale mezzo espressivo. Ma, mentre costruisce le sue situazioni, non può rinunciare al richiamo dell’antica passione, dai maestri fiamminghi ai surrealisti, passando per la leggerezza di Matisse.

Gianluca Capozzi. Nessun disegno e nessuna certezza. Gianluca Capozzi, di Avellino, dove ancora oggi vive e lavora, come in un diario, segue il flusso continuo e intricato dei pensieri. Alternandosi tra fotografia, disegno e pittura, egli rivela il suo mondo interiore con molta puntualità, evocando volti e luoghi, anche non definiti: ne esce un’antologia dinamica e vivace d’immagini e segni, di paesaggi sovrapposti e volti appena accennati, di frammenti di ricordi e sensazioni che si incontrano, si intrecciano, fino a unirsi inscindibilmente.

Francesco De Molfetta, in arte Demo, è un audace provocatore. L’artista è nato nel 1973 a Garbagnate Milanese, e  oggi vive e lavora a Milano. Si applica con molta convinzione a sculture piccole nelle dimensioni e intimistiche, con molta attenzione per i dettagli, e colori brillanti e freddi. Ma non è solo un omaggio alla pittura romantica, ma un transfert informale che lo trasferisce in continui non luoghi, sempre possibili. L’ironia di De Molfetta tocca, beffarda, i temi più vari, dalla religione alla storia, dall’arte ai fast food, dai disegni antichi alle cronache contemporanee. Tutto diventa gioco e paradosso, un rebus di immagini e parole che ci restituisce la felicità senza avere avvertito di perderla

(Vittorio Sgarbi)


R.S.V.P. Segreteria More Dance Studios  0823.322967 kyma@moredancestudios.it
Eventi Mary Farina 339.3976989


             

sabato 23 novembre 2013

Art4Present @ Buzz Gallery

Art4Present @ Buzz Gallery
27 11 13 - 11 01 14


La nuova proposta espositiva della Buzz Gallery annovera tra gli artisti storici presenti Capogrossi, Morandini, Lodola, Pistoletto, Pino Pinelli ma anche le nuove generazione di artisti come Ivan il Poeta, Oki Izumi, Susy Manzo, Amalia Cangiano, Mattia Turco, Annarita Serra, Massimo dell’Argine, Manuela Carrano e molti altri.
 
Buzz Gallery
Via Rosolino Pilo 4, 20129 Milano


Cosa hanno in comune tutti questi artisti? Tutto e niente.


Sembra essere un’esposizione complicata e improbabile, tecniche e tematiche molto diverse tra loro, in realtà vi è un comune denominatore tra tutti gli artisti presenti: la passione del “FARE” arte. Che sia figurativa, astratta, optical, arte urbana, pop art o qual si voglia movimento, in ogni opera ci possiamo troviamo caratteristiche comuni a tutti gli artisti: geometrie, progettazione, ideali , messaggi, proteste e molto altro, ma soprattutto passione nel dare e nel comunicare arte.


Ed è l’elemento “passione “ per l’arte che si vuole trasmettere al fruitore con un’attenzione particolare rivolta ai più giovani e giovanissimi, a coloro che si avvicinano per la prima volta ad un’opera d’arte. Grazie alle valutazioni (più che accattivanti) delle opere proposte si vuole stimolare la curiosità che grazie all’idea del “present” possono essere avvicinati alla passione per l’arte.




Testo critico:

Susanne Capolongo



venerdì 3 maggio 2013

L'ARTE DEL RUGBY

Dario Brevi


Sabato 4 maggio 2013 alle ore 17,30 presso la Galleria Centro Steccata di Parma verrà inaugurata la mostra “L’arte del rugby” con il patrocinio della Federazione Italiana Rugby. Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità. L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio, Filippini, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby. La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”. Per sottolineare l’importante avvenimento culturale è stato pubblicato dalla Galleria Centro Steccata un volume a cura di Alberto Mattia Martini dove saranno pubblicate tutte le opere.
 
GALLERIA CENTRO STECCATA
Strada Garibaldi 23 - 43121 Parma 
tel/ fax 0521.285118 mobile 
+39 3401126164 
http://www.centrosteccata.com.com/
info@centrosteccata.com
Direzione: Patrizia Lodi Apertura tutti i giorni festivi esclusi
(su appuntamento) 10:30 - 13:00 / 15.30 - 19:30

sabato 9 febbraio 2013

L'arte del rugby... da Colossi a cura di Alberto Mattia Martini

L'arte del rugby
A cura di Alberto Mattia Martini
Con il Patrocinio della Federazione Italiana di Rugby

SABATO 9 FEBBRAIO 2013 dalle ore 16:00

Galleria Colossi Arte Contemporanea, Brescia

Protagonista dell’evento è il gioco del rugby, con gli importanti e caratterizzanti valori che da sempre lo accompagnano e lo contraddistinguono; uno sport antico, nobile e unico per completezza del gesto atletico in sintonia con la dedizione, la fatica e l’equilibrio tra mente e corpo: una straordinaria armonia tra quantità e qualità.
L’evento espositivo, curato da Alberto Mattia Martini, raccoglie circa una trentina di opere che gli artisti - Guido Airoldi, Thomas Bee, Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Filippo Centenari, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Roger Dildo (Federico Tosi), Stefania Fabrizi, Fidia Falaschetti, Stefano Fedolfi, Claudio Filippini, Enzo Fiore, Enzo Forese, Andrea Francolino, Mimmo Iacopino, Marco Lodola, Antonella Mazzoni, Davide Nido, Carlo Pasini, Fabrizio Pozzoli, Simone Racheli, Aldo Spoldi, Marco Sudati, Wainer Vaccari, Vittorio Valente, Wal (Walter Guidobaldi) hanno dedicato al rapporto arte-sport, arte e rugby.
La mostra L’arte del rugby nasce dal desiderio di realizzare un evento che indaghi uno degli sport più impegnativi e duri, nel quale è richiesta grande resistenza fisica, ma è certamente anche lo sport di squadra formativo per eccellenza. Il rugby insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e dell’avversario, basandosi su canoni di etica e di comportamento senza eguali in campo sportivo e in campo umano, regole scritte con l'anima. Sono stati quindi coinvolti alcuni importanti artisti del panorama contemporaneo, chiedendo loro di realizzare un’opera, esprimendosi attraverso la propria tecnica e sensibilità e facendosi ispirare dallo “spirito del rugby”.
Catalogo in galleria,

mercoledì 21 novembre 2012

Presentazione del volume monografico dedicato a DARIO BREVI



Presentazione del volume monografico dedicato a DARIO BREVI

Sabato 1 dicembre alle ore 17.00 RENATO BARILLI presenterà, alla Galleria Centro Steccata di Parma via Dante 23, il volume monografico dedicato a DARIO BREVI.

Nel testo Renato Barilli, presentando il percorso ormai trentennale di Dario Brevi, analizza, nella premessa, l’andamento generale dell’arte degli ultimi due decenni del secolo scorso in Italia con inevitabili collegamenti al panorama internazionale.
Relativamente a Brevi i suoi lavori vengono descritti come “tanti abili giochi di mano e di pa
role”, dagli anni ottanta ad oggi, Barilli sottolinea le indubbie capacità manuali e coloristiche per cui le sue forme immerse in splendenti bagni cromatici, dati da smalti e acrilici, incentivano il carattere preziosamente artigianale dei piani intagliati, sforbiciati.
Un artista che si muove liberamente tra aniconico e iconico, tra pieni e vuoti, un abile intagliatore all’opera con agili mani, predisponendo vasti piani arrotondati , smussati, che funzionano come ampie matrici, in gara col mondo vegetale o animale.

CARATTERISTICHE EDITORIALI:
-Testo di Renato Barilli
- Silvia Editrice
- Formato 240x280
- 176 pagine a 4 colori
- Brossura filo refe
- Copertina cartonata plastificata opaca con argento a caldo
- Lingua: Italiano/Inglese
ISBN 978-88-96036-52-5


Nella stessa serata verrà inaugurata la mostra “5 Nuovi Futuristi” dove, oltre alle opere di Dario Brevi, saranno esposte quelle di Gianni Cella, Marco Lodola, Battista Luraschi, Plumcake.



Luogo: GALLERIA CENTRO STECCATA – PARMA
Artista: DARIO BREVI – GIANNI CELLA – MARCO LODOLA -BATTISTA LURASCHI –PLUMCAKE
Titolo della mostra: 5 NUOVI FUTURISTI
Inaugurazione: sabato 1 DICEMBRE ore 17.00
Periodo mostra: 1 DICEMBRE - 20 GENNAIO
Indirizzo: via Garibaldi 23, 43100 Parma
Orari: 10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.30 domenica chiuso – festivi su appuntamento
Telefono e Fax: 0521 285118
E-mail e sito: info@centrosteccata.com – www.centrosteccata.com


giovedì 21 giugno 2012

POPism - L'arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network

Sono davvero in tanti gli artisti invitati da Luca Beatrice alla 63° edizione del Michetti... e tutti in "chiave" pop... 

POPism - L'arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network
a cura di Luca Beatrice

La 63° edizione del Premio Michetti, curata da Luca Beatrice, aprirà il 21 luglio 2012 a Francavilla al Mare (CH). In mostra le opere di alcuni interpreti della Pop Art italiana insieme a giovani artisti che per il loro linguaggio, i temi che affrontano e le loro scelte poetiche offrono una interessante visione della sua evoluzione dopo oltre cinquant’anni dalla nascita.

Unica corrente artistica, insieme al Surrealismo, a essere ancora viva e in continua trasformazione, la Pop Art non ha mai smesso di essere sfruttata e apprezzata da artisti e pubblico.
In un mondo dove spesso l’arte contemporanea assume contorni intellettualistici e viene associata a un atteggiamento elitario, i colori vivaci, i temi popolari e la riconoscibilità degli oggetti rappresentati offrono a chi realizza le opere, e a chi le guarda, la possibilità di godere dell’arte come di una forma di intrattenimento.
La Pop Art colora con tinte forti la realtà per raccontarla divertendo: questo fa l’arte contemporanea quando non si prende troppo sul serio.

La Pop quindi non è semplicemente arte ma un modo di vedere e descrivere la realtà, anche di viverla. Specchio della società consumistica e del tempo in cui viene realizzata, resta la stessa cambiando in continuazione, e, forse, è proprio questa la ragione del suo successo. Così oggi le icone rappresentate, gli oggetti che ne diventano protagonisti, non sono più Marilyn Monroe o la zuppa Campbell ma Kate Moss e l’Iphone. Sempre comunque “oggetti” di consumo elevati a protagonisti di dipinti o sculture, soggetti sempre riconoscibili in modo che tutti abbiano i mezzi per identificare quello che vedono e, se vogliono, per giudicarlo nel bene o nel male con disincantata ironia.

La Pop Art “storica” nasce in Inghilterra a metà degli anni cinquanta dall'incontro tra arte e cultura dei mass-media. Il suo scopo è quello di documentare senza alcuna finalità dissacratoria o di denuncia la cultura popolare americana (da qui il nome, nel quale pop è il diminutivo di “popolare”), trasformando in icone le immagini più note o simboliche tra quelle proposte dai mass-media.
Da sempre i mezzi di comunicazione (televisione, pubblicità, giornali) sono stati, infatti, fondamentali nella diffusione della cultura occidentale, sia nei suoi aspetti positivi legati al benessere che in quelli più ambigui, come l’eccesso di consumismo.

Oggi ai media tradizionali si sono aggiunti, ottenendo una popolarità sempre crescente tanto da metterli in ombra, il web e in particolare i social network che ne riprendono le finalità di comunicazione diffondendo informazioni, volti, musica, film. La loro profonda innovazione sta però soprattutto nel rendere protagonista quello che prima era il destinatario finale, e impotente, del messaggio.
Grazie a queste nuove realtà, facebook, twitter, pinterest, g+, youtube, vimeo… siamo tutti “popolari”, siamo tutti online, siamo tutti protagonisti, giochiamo a fare gli artisti.

E i veri artisti che dicono? Come si rapportano con questa realtà? Ha ancora senso rappresentarla in modo fine a se stesso?

Artisti in mostra

Ugo Nespolo, Marco Lodola, Salvo, Piero Gilardi, Valerio Adami, Mark Kostabi, Ali Hassoun, Gabriele Arruzzo, Nicola Maria Martino, Massimo Kaufmann, Nicola Bolla, Laurina Paperina, Fausto Gilberti, Giuseppe Veneziano, Francesco De Molfetta, Michael Rotondi, Sergio Pappalettera, Marco Cingolani, Maurizio Savini, Cornelia Badelita, Dario Arcidiacono, Alessandro Baronciani, Davide Bertocchi, Anna Galtarossa, Chris Gilmour, Daniel Gonzalez, Bertozzi & Casoni, Elena Monzo, Gian Marco Montesano, Matteo Fato, Tino Stefanoni, Vanni Cuoghi, Debora Hirsch, Fulvio Di Piazza, Ozmo, Robert Gligorov, Leonardo Pivi, Thorsten Kirchhoff, Aldo Damioli, Enrico T. De Paris, Alessandro Gioiello, Laura Giardino, Alessandro Di Carlo, Simone Zaccagnini, Corrado Zeni, Cesare Berlingieri, David Bowes, Marco Tamburro, Bernardo Siciliano, The Bounty Killart, Stefano Cumia, Umberto Chiodi, Tommaso Cascella, Enrico Ghinato, Galo, Bo130, Microbo, Enzo Fiore, Guglielmo Castelli.



Informazioni Fondazione Michetti
per il pubblico www.fondazionemichetti.it
fondazionemichetti@tiscalinet.it
Tel 085 4912347

Ufficio Stampa
Alice Cammisuli | press@lucabeatrice.com | +39 392 4531497

domenica 17 giugno 2012

Allo Spazio Oberdan di Milano "Nuovo Futurismo" a cura di Renato Barilli

Un movimento senza fine composto da un gruppo di artisti senza tregua. Alla continua ed assidua ricerca del perchè delle cose con la consapevolezza che non sempre si trovano risposte ma altre domande: i nuovi futuristi!

un'opera di Dario Brevi
Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)
Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

lunedì 14 maggio 2012

LODOLANDY

Si riforma, per questa occasione, un duo creativo oramai sperimentato da tempo 
(di seguito un video del 2005)


LODOLANDY
presso:
GALLERIA PALMA ARTE
Via D. Parizzi, 258
29010 Saliceto Di Alseno (PC)
VERNISSAGE 19 MAGGIO ORE 16,30
Dal 19 maggio 2012 al 28 luglio 2012


giovedì 10 maggio 2012

Nuovo Futurismo a cura di Renato Barilli

C'è anche Dario Brevi, insieme a Lodola, Plumgake e tutti gli altri "nuovi futuristi" in questa collettiva curata da Renato Barilli allo Spazio Oberdan... da vedere! 

Dario Brevi - caffè forte

Nuovo Futurismo

Ridisegnare la città

Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake, Umberto Postal
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
a cura di Renato Barilli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 20 giugno al 9 settembre 2012  
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22)
chiuso il lunedì
ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice
inaugurazione martedì 19 giugno ore 18.30 (vernice stampa ore 11.30)


Si tiene a Milano dal 20 giugno 2012, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, la mostra: “Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e curata da Renato Barilli.
Il gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gli undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni.
Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico - i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche - che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

Alla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.
Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattutto gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015.
La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

"Distruggere per (ri)creare, demolire per ricostruire. Il gergo futurista, lapidario e diretto, non lascia molto all’immaginazione. E’ questa l’eredità che i Nuovi Futuristi hanno scelto di accogliere e far loro, senza distruggere ciò che i loro predecessori hanno tramandato, ma usando invece questo slancio rivoluzionario come trampolino di lancio per l’elaborazione di un linguaggio nuovo e moderno" - spiega il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - Porre attenzione al Futurismo significa ricordare un’epoca, quella risalente agli inizi del Novecento, che ha visto l’Italia riaffermare, anche grazie a questo importante movimento culturale e non solo artistico, uno dei primati che l’hanno storicamente contraddistinta nei secoli: il primato della Cultura e delle Idee. Il Futurismo, pertanto, ci rimanda direttamente al cuore dell’Identità e della Tradizione italiana".

Nel catalogo Silvia Editrice sono riportate a colori tutte le opere in mostra con testi di Inga-Pin e Barilli e biobibliografie degli artisti.


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381; www.provincia.milano.it/cultura

Ufficio stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59/88
  Addetto stampa Assessore, tel. 02/77404393 - f.provera@provincia.milano.it

mercoledì 11 gennaio 2012

COLLETTIVA OCCASIONALE

Bella mostra! Tanti nomi interessanti, alcuni amici e  buona arte! Da non perdere!!!



Giovedì 12 gennaio, alle ore 18.30, la MAG – Marsiglione Arts Gallery di Como, inaugura la collettiva occasionale “Passato Presente Futuro” .
La prima mostra dell’anno, vuole rappresentare un punto fermo sugli artisti già promossi nei primi due anni e mezzo di mostre, artisti tutti di consolidata fama e molto apprezzati anche dalla critica, tra gli storici troveremo Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Francesco Menzio, Mario Schifano, e Mario Lomazzi, tra i contemporanei già presentati ci saranno opere di Antonio Pedretti, Marco Lodola, Armando Fettolini, Vincenzo Balsamo, Domenico David, Ester Negretti ed Emanuele Gregolin.
Tra tanti artisti sono stati selezionati anche Enzo Bersezio, Gianfranco Sergio, Vania, Elettra Tam, Nicola Felice Torcoli e Alessio Bolognesi.
In mostra fino al 22 febbraio 2012.
Vi sarà anche un evento collaterale alla mostra in data 20 gennaio, alle ore 18.30 con un dibattito a cura di Edoardo di Mauro: “È ancora possibile una dimensione etica nell’arte?”
Parteciperanno :
Sergio Gaddi Assessore alla Cultura del Comune di Como
Francesco Correggia Responsabile CRAB Accademia di Brera
Edoardo Di Mauro Docente dell’Accademia Albertina
Elena Di Raddo Docente dell’Università Cattolica
Ernesto Jannini Artista
Nel corso della serata sarà presentato in anteprima il video prodotto da Mediago relativo alla prima parte della rassegna “Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” svoltasi dal 1° al 21 aprile 2011 a Como presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti-Ex Chiesa di San Francesco, a cura di Edoardo Di Mauro e con il patrocinio del Comune.
MAG
Via Vitani n°31/33 – Como

mercoledì 2 novembre 2011

I Nuovi Futuristi A cura di Renato Barilli al Mart

Una mostra interamente dedicata al Nuovo Futurismo al Mart, curata da Renato Barilli, dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012. Da visitare e vedre assolutamente!!!

Dario Brevi - A caccia di Aerei

I Nuovi Futuristi
A cura di Renato Barilli

MART
Casa d’Arte Futurista Depero via Portici 38
38068 Rovereto TN

dal 19.11.2011 al 26.02.2012

inaugurazione venerdì 18 novembre ore 17.00

mart./dom. 10.00 18.00
lunedì chiuso

info@mart.trento.it  infogruppi@mart.trento.it  www.mart.trento.it
info e prenotazioni 800 397760 tel. 39 0464 431 813



Se il Futurismo di Umberto Boccioni, ha influenzato profondamente l’arte
italiana e preparato la via all’Arte povera, qual è invece l’eredità storica
dell’altro Futurismo, quello di Balla e di Depero, con la sua sintesi originale
di decorazione e funzionalismo?

La domanda se la pone da tempo il critico Renato Barilli. Una questione che
non riguarda solo la riflessione accademica: descrivere e mettere in
prospettiva i molteplici esiti della maggiore avanguardia italiana ha assunto
una particolare urgenza nell’onda lunga del centenario del Futurismo (2009). Il
Mart ha partecipato alle celebrazioni con grande impegno, producendo la mostra
“Futurismo 100”, a cura di Ester Coen, inaugurando una nuova sede museale, la
Casa d’Arte Fortunato Depero, e attraverso un’articolata serie di pubblicazioni
di approfondimento sui legami tra il movimento futurista e le avanguardie
tedesche e russe degli anni Dieci e Venti del Ventesimo secolo.
La mostra “I nuovi futuristi”, a cura di Renato Barilli, rappresenta il frutto
del lavoro del critico bolognese per rintracciare e documentare gli sviluppi
del futurismo nella versione di Balla e Depero.

La mostra si svolge a Casa Depero dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012.
Comprende una trentina di opere di Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario
Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Innocente, Marco Lodola, Battista Luraschi,
Luciano Palmieri, Plumcake e Umberto Postal.
Le loro opere si potranno mettere a confronto con gli arazzi, le tele, gli
oggetti e la grafica di Fortunato Depero, in un allestimento che metterà in
luce la grande capacità di questi artisti di spaziare con assoluta libertà tra
varie espressioni artistiche, utilizzando materiali prodotti dalle nuove
tecnologie, come il plexiglass, il pvc, il neon.
I “Nuovi Futuristi” hanno esplorato i territori al confine tra design e
pubblicità, ma anche tra narrazione, fumetti e cartoni animati.

domenica 16 ottobre 2011

ARTIpicità "Brutta? No semplicemente unica!" a cura di Chiara Argenteri

Singolare no? Una mostra ideata da Diego Della Palma con 10 artisti, tutti di livello... Che Diego fosse un raffinato collezionista lo sapevo... (gli vendetti anni fa una grande opera di Alioto), ora lo ritrovo in veste di produttore! Da vedere! 


ARTIpicità

"Brutta? No semplicemente unica!"

a cura di Chiara Argenteri

Teatro Filodrammatici - Milano
Via Filodrammatici, 1

Inaugurazione 17 Ottobre ore 20.00
dal 18 Ottobre al 30 Novembre
 ARTipicità
“Brutta? No semplicemente unica!”

Tutti i segreti per piacersi nel libro di ‘Diego Dalla Palma – Diego per te’
e nello speciale vernissage dedicato a a dieci donne mitiche, icone di stile e fascino.

I segreti per piacersi, valorizzarsi e amarsi per quello che siamo e per il
fascino dei piccoli difetti che esaltano il nostro aspetto. Di questo e non solo,
parla Diego Dalla Palma, grande maestro di stile e bellezza, nel suo libro
‘Diego per te’ edito da Sperling & Kupfer. Il tema dell’unicità, inteso come
senso estetico non per forza legato a canoni di bellezza stereotipati, ha dato
lo spunto anche alla realizzazione della mostra ‘ARTipicità’ ideata dall’autore
del libro e dedicata a dieci donne, icone indiscusse di charme.

La scuola di look più attesa, guidata dall’arte e dall’esperienza di Diego Dalla
Palma dà vita a uno spettacolo unico che ripercorre un viaggio emozionante
alla scoperta del puro fascino femminile. 

E se la bellezza è effimera, ma il carisma rimane intatto nel tempo, ecco
allora che la scelta fatta da Diego Dalla Palma delle dieci donne ‘mitiche’ non
è affatto casuale e scontata. Maria Callas, Edith Piaf, Anna Magnani, Helena
Rubinstein, Diane Vreeland, Bette Davis, Tamara de Lempicka, Beth Ditto,
Amy Winehouse, Lady Gaga, ben identificano questo universo femminile,
quasi inedito. Dieci protagoniste della scena che, in maniera decisamente
atipica, sono diventate un modello di stile assolutamente esclusivo.

A interpretarle nelle loro unicità dieci artisti contemporanei con altrettanti e
differenti linguaggi multivisivi: Corrado Zeni, Marco Lodola, Annalisa
Pirovano, Gavino Ganau, Giorgia Beltrami, Antonella Cinelli, Marco Grassi,
Elisa Rossi, Maurizio Cariati, Federico Lombardo. Mentre Massimo Aliotto,
undicesimo artista del progetto, con il suo stile poetico le ha messe in scena
tutte e dieci, identificando i tratti comuni e le differenze di queste icone di
stile. Insomma, con tecniche e poetiche differenti, undici artisti hanno tentato
di riportare sulla tela, sulla carta e nelle installazioni il fuoco sacro di queste
dieci eterne bellezze.

Al progetto hanno aderito, oltre alla casa editrice Sperling & Kupfer, partner
diversi, tutti con la stessa mission, essere al servizio dello stile e dell’unicità:
Silhouette che opera nel design ottico realizzando occhiali da vista e da sole
in metallo e materiali sintetici, Materline Beauty Professional specializzata
in prodotti per capelli altamente professionali; Allure, rivista di bellezza
dedicata al parrucchiere e alle sue clienti; Yahoo! Canale lifestyle ricco di
news dedicato alle donne, senza dimenticare il sostegno di partner tecnici
come: Teatro Filodrammati Milano, Carpenè Malvolti e Etabetastudio.
Aperta da martedi alla domenica (h 15.30 - 19.30)
Ingresso libero

Artisti
Massimiliano Alioto, Giorgia Beltrami, Maurizio Cariati, Antonella Cinelli, Gavino Ganau, Marco Grassi, Marco Lodola, Federico Lombardo, Annalisa Pirovano, Elisa Rossi, Corrado Zeni.

sabato 27 agosto 2011

STIVALE D'ITALIA. Forma e Identità del Bel Paese - a cura di Mariangela Maritato e Fortunato D'Amico

Wow che mostra!!! Tanti davvero tanti gli artisti che mi piacciono riuniti insieme dal duo Maritato/D'Amico... A Vigevano a fine settembre... da non perdere assolutamente!!!


Castello di Vigevano
Vigevano (PV)
24 settembre - 4 novembre 2011

"Mi sento profondamente italiano, con tutte le contraddizioni che caratterizzano questo unico - alla faccia dei leghisti - popolo. Contraddizioni uguali da Bolzano a Lampedusa, solo coniugate in modi diversi. E sono anche convinto di essere in fondo fortunato, e di vivere nel Paese più bello del mondo, nonostante tutto". Franco Sarcina, Il Sole 24 ore


Un'idea e un progetto di Mariangela Maritato
Sponsor: Anci - Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani

Nuova Strada Sotterranea - Museo della Calzatura
a cura di Mariangela Maritato e Fortunato D'Amico
Catalogo: IBUC, Biesse Edizioni
testi di Mariangela Maritato, Fortunato D'Amico, Sergio Bevilacqua
Ufficio stampa: Irma Bianchi Communication
Organizzazione: Ast Vigevano

Artisti:
SEZIONE VIDEO: Silvio Giordano, Marco Lamanna
SEZIONE SCULTURA – INSTALLAZIONE : Lorenzo Burani, Antonio Scarioni, Paolo Cassarà, Francesca Crocetti, Maria Cristina Carlini, LUCIANO FABRO, Marco Lodola, Nino Mustica, Vincenzo Pellitta, Luca Pugliese, Ludmilla Radchenko, Salvatore Scalora, Michele Paladino
PITTURA - TECNICHE MISTE: Carina Aprile, Maurizio Cariati, Maurizio Carriero, NIKI DE SAINT PHALLE, Cesare Giardini, Sergio Laterza, Paolo Manazza, Stefano Marangon, Marco Matarese, Massimiliano Robino, Carlo Pasini, Luca Pugliese, Alessandro Spadari, Sonja Quarone
SEZIONE FOTOGRAFIA: Marta Manfredini, Robert Gligorov

MOSTRE COLLATERALI:

MINI BIGGEST- ISTANTANEA
Artisti: Marta Manfredini, Marco Matarese, Nino Mustica, Massimiliano Robino
sponsor: BMW - Mini Cooper