RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 11 aprile 2014

Stratificazioni mostra personale di Oki Izumi



Stratificazioni mostra personale di Oki Izumi sabato 12 aprile ore 11 sabato 12 aprile – domenica 11 maggio 2014 Museo di Santa Giulia, area Età veneta Via Musei, 81/b | 25121 Brescia |+39 0302977833 | www.bresciamusei.com Yvonneartecontemporanea info@yvonneartecontemporanea.com www.yvonneartecontemporanea.com|+393391986674 da martedì a domenica: ore 9.30 - 17.30; ultimo ingresso ore 16.30 Anna Lisa Ghirardi e Maria Yvonne Pugliese


BIGLIETTO: € 10,00 (riduzioni per varie categorie in biglietteria) OPERE IN MOSTRA: Le regard d’Ulysse, 2005 Fortezza, 1994 Percorso (installazione)1995-2014 Water signal, 2007 Torre merlata, 2008 Riflessi trasparenti, 2000-2013 Passato, presente, futuro 1991 OPERE IN BOOKSHOP Gioielli di Oki Izumi

Inaugura sabato 12 aprile la mostra personale di Oki Izumi STRATIFICAZIONI allestita nelle sale del museo di Santa Giulia a Brescia. Un evento inserito nell’ampio progetto interculturale del museo e in particolare nel cuore del Museum Festival, un fine settimana dedicato alle contaminazioni tra Oriente e Occidente.

"Sappiamo di essere una goccia di un grande fiume ma nella storia aggiungiamo un dettaglio trasparente, gioioso e brillante" Oki Izumi

Per comprendere appieno la poetica di Oki Izumi va conosciuto il processo rituale che si compie nella realizzazione dell'opera. Nella sua gestualità, nel suo fare c'è il ritmo stesso della storia, della vita, lo scandire di un tempo quotidiano che si stratifica. È un lavoro lento, faticoso, che richiede precisione, concentrazione, iterazione di movimenti e pause. Azione e defaticamento. L'Artista si confronta da anni con il medesimo materiale, il vetro, precisamente il vetro industriale. Lo misura, lo taglia, lo pesa, in una ricerca che si fa numeri, calcolo: i millimetri dello spessore, i centimetri delle dimensioni, i chili del peso, il numero delle lastre, dei pezzi. "La passione"- per Oki Izumi- "è un'ossessione che può nascere solo da una visione megalomane", ma non si tratta di una megalomania fine a se stessa, quanto dell'espressione dell'unicità del sé e della potenza delle piccole cose. La bellezza infatti è per lei nel dettaglio, nell'essenziale. Oki ricerca invero un'armonia compositiva, l'euritmia. La genesi della sua opera è una lastra, piccola o grande che sia, ad essa se ne aggiungono altre, spesso molte altre, in un'architettura di spazi concettuali. Le sue sculture non plasmano forme, ma creano luoghi, che nella loro apparente fissitudine, non sono immoti; sono memori dell'acqua quieta che ha in sé la fluidità.



Il vetro è un materiale difficile, indomabile, costituito da aspetti duali: è rigido, duro ma anche fragile, è leggero e pesante, freddo e caldo, vuoto e pieno, trasparente e riflettente, si fa attraversare dalla luce e la respinge, la filtra e la rimanda. Il riverbero è un fenomeno luminoso quanto sonoro, l'iter creativo produce infatti segni, tagli, spostamenti che generano rumori, tanto che ogni creazione è costituita dal suono di un percorso tracciato. Le sue sculture portano con sé un concetto lineare di tempo, la scia del passato, il presente e la tensione verso al futuro. Sono architetture memori di antiche costruzioni: stele, templi, archi, ...quanto allusive a moderne ingegnerie protese al divenire. La sua opera apre pertanto un fervido dialogo con il Museo di Santa Giulia, unico per quel filo che attraversa luoghi ed epoche, sede di memorie storiche stratificate nel corso dei secoli (edificato su un’area già occupata in età romana da importanti Domus, comprende la basilica longobarda di San Salvatore e la sua cripta, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario, il Coro delle Monache, la cinquecentesca chiesa di Santa Giulia e i chiostri). Passato, presente e futuro non è solo il titolo di una scultura di Oki Izumi, ma è un concetto che ci appartiene, è l'esistenza medesima nella quale il tempo è il flusso del nostro essere.

Nata a Tokyo, Oki Izumi si è laureata in letteratura giapponese antica all’Università Waseda di Tokyo, ha studiato pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Ottenuta nel 1977 una borsa di studio per la scultura dal Governo Italiano si diploma nel 1981 all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di scultura. Ha partecipato con sue opere e installazioni alla Biennale di Venezia nel 1985 (Progetto Venezia, Terza mostra internazionale di architettura) e nel 1986 (Arte e Biologia, XLII Biennale Internazionale di Arti Visive); alla Triennale di Milano nel 1983; al Museum of Modern Art of Hokkaido a Sapporo (Giappone) nel 1991; nel 1992 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, nel 1998 con Paola Levi Montalcini e nel 2010 con Iko Itsuki Damiani all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Nel 2007 una mostra antologica al Museo civico di Lubiana (Slovenia). Le sue opere si trovano anche nel Magazzino privato del Vaticano.

sabato 14 settembre 2013

BLITZ URBANI. Stefano Bombardieri, Roberto Cavalli, Patrizia Fratus, Elena Monzo a cura di Anna Lisa GHIRARDI



In occasione del 30 Anniversario di Fratus Pavimentazioni s.r.l.
Via Baraccone 2 Mornico al Serio (BG)

Inaugurazione: 14 settembre h. 1830
Orari: lun-ven. 19-22
Dom. 17-20
In altri orari su prenotazione



Irrompono nello showroom della Fratus Pavimentazioni s.r.l. le opere di Stefano Bombardieri, Roberto Cavalli, Patrizia Fratus ed Elena Monzo. Danno vita ad uno scenario inatteso che modifica platealmente il contesto, come se fossimo su un palcoscenico. Tra i variegati selciati, gli scorci metropolitani (Barcellona, San Francisco, Istanbul) del fotografo Roberto Cavalli creano una nuova scenografia urbana. Cavalli blocca visioni quotidiane di città viventi, in cui l’essere umano è un viandante che si muove su fondali in mutamento. Tutto scorre distrattamente, se non fosse per quei rari occhi che osservano le azioni, le variazioni, i dettagli. Cavalli immortala, con sguardo avido di esistenza, ciò che esiste ed avviene in una giornata qualunque in cui anonime presenze transitano.
Non molto lontano dalle brulicanti visioni urbane di Cavalli troviamo un’installazione di Stefano Bombardieri, quasi silente e sorprendentemente non mobile: Natura morta/viva -Conversasion avec Chardin. Al passaggio dell’osservatore si muovono le stoviglie sul tavolo, come se a turno gli assenti commensali intervenissero in un’immaginaria conversazione. L’opera non è solo un omaggio esplicito al pittore celeberrimo per le sue nature morte, ma, come la maggior parte delle opere di Bombardieri, è come le scatole cinesi dalle quali estrapoliamo molteplici meditazioni più che soluzioni: una riflessione sul passaggio tra la vita e la morte, sul passato e il presente, nonché sulla difficoltà di un autentico dialogo tra conversatori. Del resto, all’esterno ci ha accolti un solitario rinoceronte -ormai griffe dell’artista-, surreale presenza, monito dell’estinzione animale, metafora di mondi esotici, oltreché simbolo di uno spirito placido e un po’ nostalgico, pronto invero per un attacco improvviso, un’azione inaspettata che ribalta la percezione.
Anche gli animali abbandonati di Patrizia Fratus ci disorientano, i suoi ?Toys? più che veri e propri giocattoli sono esseri irreali che popolano il nostro immaginario, incarnazioni di vissuti, stati d’animo, simboli di solitudine in balia delle scelte. Per Fratus è tempo di trasformazione, di cambiamento; tempo in cui dovremmo fermarci a riflettere per agire con consapevolezza. I suoi sovradimensionati ragni, rilettura dei Maman di Louise Bourgeois, sono la personificazione di questo bisogno impellente, necessario. Essi, al nostro passaggio, ci immobilizzano, ci catalizzano con il loro mantra: la sacra sillaba Om, il suono primordiale che ha generato la creazione. L’Artista ci riporta ad una dimensione di origine del mondo, in cui gli aracnidi simboleggiano il potere procreatore e alludono alla ragnatela universale, fili di cui ogni essere è creato e creatore.
Dall’alto scendono le donne di Elena Monzo, sospese e legate a corde immaginarie, tra simboli apotropaici e sacrificali. Nell’opera Thanatos una policroma e materica texture, nella quale si decifra una croce, intrappola una figura femminile ormai avvolta nel sonno della morte; il suo viaggio non è accompagnato dal canto di Orfeo, un auricolare applicato al suo corpo evoca piuttosto una musica assordante. Le sue icone muliebri, mesticanze di culture, alludono alla decadenza della società, ai falsi miti e agli ingannevoli rifugi, in cui tutto è destinato a dissolversi rapidamente. Sulle sue carte ritornano infatti simboli salvifici innalzati di fronte ad una società contemporanea catturata dall’apparenza, soffocata negli appetibili involucri, come in Anastazie, opera appartenente al ciclo Happy Packaging, in cui un’acrobata, avanzando in tutta la sua erotica forza esorcizzante, sfida la morte.
I nostri blitz urbani vogliono scuotere l’apatia, stordire, confondere. Ogni contesto andrebbe nel tempo guardato con sguardo rinnovato, come un vecchio libro che offre parole nuove alla sua rilettura. Eppure la quotidianità troppo spesso acceca la nostra visione: l’ottusa noia e la sorda frenesia si frappongono come cataratte, offuscandola.
Un inaspettato blitz ci spiazza, ci direziona altrove, verso un nuovo modo di percepire il mondo, le città, gli incontri, le consuetudini. L’esistenza.

sabato 1 giugno 2013

Stanze pensanti. Gehard Demetz - Giovanni Frangi - Elena Monzo



STANZE PENSANTI 

GEHARD DEMETZ - GIOVANNI FRANGI - ELENA MONZO

  a cura di Anna Lisa Ghirardi e Andrea Lacarpia
8 giugno ore 18'30
Salò 
Palazzo Municipale
Salette Vantini

mercoledì 14 marzo 2012

‘ALCHIMIA DEL BUIO’ personale di Linda Carrara a cura di Anna Lisa Ghirardi

Con grande piacere comunico la notizia di questa personale della brava Linda Carrara curata dall'altrettanto preparata Anna Lisa Ghirardi. Da vedere!

 LINDA CARRARA
ALCHIMIA DEL BUIO

a cura di Anna Lisa Ghirardi
Inaugurazione sabato 24 marzo _ ore 19.00
dal 24 marzo al 20 maggio 2012
catalogo edizioni GiaMaArt studio disponibile in galleria
direzione Gianfranco Matarazzo

Sabato 24 marzo, la galleria GiaMaArt studio presenta ‘ALCHIMIA DEL BUIO’, mostra personale di Linda Carrara che raccoglie un ciclo di opere inedite, realizzate dal 2011 al 2012.

"L'alchimia è la ricerca della conoscenza, della sapienza, della pietra filosofale. Non si tratta, come è ben noto, di un'ambizione meramente materiale, ma anche di una ricerca interiore, spirituale e filosofica.
Per Linda Carrara è l'esplorazione del buio, delle zone d'ombra, ignote e profonde. E' un viaggio nella nostra mente, negli anfratti più intricati e inesplorati, nei luoghi in cui non abbiamo ancora avuto accesso, nei territori che abbiamo ignorato o non abbiamo mai visto. Perché solo dove l'uomo non ha capacità di vista acquista visione, come ci insegnano gli Antichi (basti pensare a Tiresia, il cieco che si fa veggente). Nello spazio buio l'uomo si sforza di vedere, di carpire le ombre, d'inseguire ogni bisbiglio e di percepire ogni minima sensazione; esplora il mondo, fisico e tangibile, quanto immateriale ed evanescente. La conoscenza gli si manifesta dallo stato di chiarore a quello di oscurità, non tanto in un percorso unidirezionale, quanto nell'oscillare del suo moto. La visione avviene in una luce a intermittenza.
Quando pensiamo di aver afferrato il senso è proprio li' che esso si eclissa, A tanto così dalla pazzia si scoprono tante cose nuove, questi sono alcuni dei titoli delle opere di questo nuovo "ciclo" dell'Artista, veri e propri estratti di pensiero che si sovrappongono all'immagine, offrendo un'aggiuntiva chiave di lettura. Le sue opere sono, ciononostante, arbitrariamente evocative, suggestive, mai universalmente decifrabili. Sospese per l'appunto tra le zone chiare e quelle scure, ove il lettore è chiamato ad addentrarsi. 

GiaMaArt studio
Iadonisi, 34, Vitulano

domenica 2 ottobre 2011

Chi muove l'arte: Carta d'identità di... Anna Lisa Ghirardi


Anna Lisa Ghirardi

DOMANDE

  • Generalità (nome, cognome, età, professione ect.)
  • Collaborazioni (principali collaborazioni, mostre ect.)
  • Il tuo miglior pregio
  • Il tuo peggior difetto
  • Qual è il collega che stimi di più?
  • E quello che ritieni meno interessante?
  • Fammi tre nomi di artisti che ritieni in questo momento fra i più interessati
  • La galleria, il museo o l’istituzione al top della tua classifica personale?
  • Ed il fanalino di coda?
  • Moderno o contemporaneo?
  • Il ruolo del web nel mondo dell’arte
  • Progetti importanti per il futuro
  • Sogno nel cassetto
  • Ricetta salva/crisi
  • Una tua confessione (quello che nessuno sa di te)
RISPOSTE





Anna Lisa Ghirardi, 36 anni, docente di storia dell’arte, critico d’arte e curatore indipendente, membro del comitato direttivo della Civica Raccolta del Disegno della Città di Salò.  


Ho iniziato a dedicarmi all’organizzazione di mostre nel 2000, quando ho intrapreso una collaborazione con la Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera per la realizzazione di mostre a tema dannunziano allestite presso la Biblioteca di via Senato a Milano, il Museo del Corso di Roma, la Palazzina delle Arti e il Centro Allende di La Spezia e il Museé d'Orsay di Parigi. Tra le successive e significative collaborazioni, quella con il critico Mauro Corradini per la realizzazione di un ciclo di esposizioni dedicate alla scultura bresciana, presentate nella suggestiva sede di villa Mazzotti a Chiari, e quella con i Civici Musei di Brescia in qualità di consulente scientifico per il patrimonio artistico dei secoli XIX e XXI.
Dal 2006 ad oggi ho curato una quarantina di mostre, personali e collettive, collaborando con enti pubblici e gallerie private. Tra gli artisti contemporanei di cui mi sono occupata: Alberto Castelli, Sonia Ceccotti, Rudy Cremonini, Marco Demis, Angela Corti, Paul Beel, Giuseppe Bergomi, Angelo Bellobono, Stefano Bombardieri, Angelo Bordonari, Linda Carrara, Maurizio Cariati, Jacopo Casadei, Tullio Cattaneo, Vania Comoretti, Fulvio Di Piazza, Ettore Frani, Michelangelo Galliani, Franca Ghitti, Marcello Gobbi, Gabriella Goffi, Alberto Goglio, Claus Laus, Federico Lombardo, Elena Monzo, Luciano Pea, Andrea Riga, Camilla Rossi, Mario Salina, Nicola Samorì, Marco Tancredi, Igor Verrilli, Livio Scarpella, Giulio Zanet, Fernando Zucchi,…

L’entusiasmo unito alla determinazione.


L’impulsività.


Stimo più di uno storico e/o critico dell’arte, tra questi Lorenzo Canova, Marco Meneguzzo, Elena Pontiggia. Guardo inoltre con interesse anche ad alcuni giovani critici, in particolare quei colleghi che si muovono con passione e professionalità nel panorama contemporaneo, nonostante le difficoltà economiche di questi ultimi anni.  


Non stimo le “prime donne”, incapaci di collaborare e di riconoscere i propri limiti, ma di questi preferisco non occuparmene.


Tre nomi sono davvero pochi, faccio pertanto una scelta da storico dell’arte, citando tre artisti internazionali che hanno già segnato indiscutibilmente l’arte contemporanea e che hanno tracciato percorsi ben distinti: Marina Abramović, Christian Boltanski, Anish Kapoor. La mia attenzione professionale è però rivolta a molti artisti, talvolta anche giovani e non necessariamente noti ad un largo pubblico. Di questi ti ho già fatto qualche nome, ma ti assicuro che, fortunatamente, trovo linfa anche in molti altri, con i quali ho in progetto di collaborare. 


Amo visitare musei, esposizioni, ma anche luoghi dove l’arte prende forma, quali studi di artisti, laboratori, fonderie, metto quindi al top intere città, in cui l’arte vive dentro e fuori dai musei/gallerie: New York, Londra, Berlino e, nel contesto del nostro Paese: Milano, Roma e una piccola, ma vivace realtà, come Pietrasanta.


Tutte i contesti che optano per scelte artistiche esclusivamente commerciali e di facile fruizione.


La grande arte del passato, sebbene sia inscindibilmente legata alla sua epoca, ha la capacità di essere immortale, pertanto è contemporanea.
Un’opera, inoltre, per essere un capolavoro deve aver fagocitato il suo passato. Mi piace quindi l’idea di una matrioska, che contiene in sé il corso del tempo.


Indispensabile. Elimina le distanze fisiche, agevola la celerità della comunicazione, permette di spaziare in luoghi e in contesti lontani, rende inoltre possibile la conoscenza di giovani artisti e di realtà minori. Resta però indiscutibile che il lavoro di confronto con l’opera si debba svolgere fuori dalla realtà virtuale, a meno che l’opera d’arte in questione non sia connaturata alla medesima realtà, nell’ambito della materialità concreta, dove l’opera ha la sua giusta collocazione. 


Molti, ma dato che “del doman non v’è certezza” preferisco parlartene appena ho gli inviti in mano.


Trovare la pietra filosofale: se posso sognare, preferisco che le mie tensioni puntino in alto J.


Perseverare ed essere sempre pronti a rinnovarsi. 


Io sono un libro aperto, alcune pagine però le custodisco.



Per vedere le altre "Carte di Identità....
vai su:


giovedì 18 agosto 2011

Light shadows Tiziana Arici – Gabriella Goffi a cura di Anna Lisa Ghirardi

Si è inaugurata lo scorso 12 agosto questa suggestiva mostra a Salò. Due artiste, Tiziana Arici e Gabriella Goffi sotto l'attenta cura di Anna Lisa Ghirardi.
da vedere!

LIGHT SHADOWS 
TIZIANA ARICI GABRIELLA GOFFI 
a cura di Anna Lisa Ghirardi
Salò (BS), Palazzo Municipale, Salette Vantini
Loggia della Magnifica Patria, 2
Le artiste Tiziana Arici e Gabriella Goffi presentano una selezione delle loro opere realizzate nel corso degli ultimi anni (installazioni, video, fotografie,…).

<< […] Eppure dovrai metterti l'animo in pace, – replicò Woland, e un sorriso beffardo storse la sua bocca. – Non hai fatto in tempo ad apparire sul tetto che hai già detto una sciocchezza, e ti dirò io in che cosa consiste: nel tuo tono. Hai pronunciato le tue parole co
me se tu non riconoscessi l'esistenza delle ombre, e neppure del male. Non vorresti avere la bontà di riflettere sulla questione: che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose. Ecco l'ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi forse scorticare tutto il globo terrestre, portandogli via tutti gli alberi e tutto quando c'è di vivo per il tuo capriccio di goderti la luce nuda? Sei sciocco. […] >>. (in M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita)



INAUGURAZIONE VENERDI' 12 AGOSTO ORE 19

12 agosto - 11 settembre

ORARI DI APERTURA:
dal martedì al sabato: 17-22
domenica: 10-12 17-22
chiusa il lunedì

Ingresso gratuito

catalogo Tecnologos

CON IL PATROCINIO DELLA CITTA' DI SALò

domenica 13 giugno 2010

"TRATTI TANGENTI" a cura di Anna Lisa Ghirardi


"TRATTI TANGENTI" a cura di Anna Lisa Ghirardi

inaugurazione: sabato 29 maggio · ore 19,30

dal 29 maggio al 19 settembre 2010

Galleria GiaMaArt studio, Via Iadonisi, 14 · 82038 VITULANO (BN) · ITALY
Sabato 29 Maggio la galleria GiaMaArt studio inaugura alle ore 19.30 la mostra "TRATTI TANGENTI".
L'evento, curato da Anna Lisa Ghirardi, presenta l’opera pittorica di sedici artisti legati da tempo alla galleria GiaMaArt studio. Questi artisti costituiscono il fiore all’occhiello della galleria, centro di promozione e divulgazione dell’arte contemporanea, rivolto con particolare interesse alla giovane pittura figurativa.
Le opere presentate in mostra, circa una quarantina, sono tangenti nel tema trattato, tutti i dipinti hanno infatti come soggetto la donna.
Nel beneventano sono tornate le streghe, ma anche le fate!
Ogni artista rilegge infatti la donna con il proprio stile pittorico e secondo una peculiare sensibilità poetica, il panorama femminile è pertanto ampio e complesso: dalla donna simbolo della bellezza e oggetto di seduzione, alla donna che osserva, da insolite prospettive, il mondo, dalla ignara bambina alla vecchia disillusa, dalla femme fatale alla sposa perplessa, dalla donna contemporanea, esistenza pulsante in un anonimo e vacuo contesto urbano, alla donna agreste, del tempo passato, mitico, dalla donna inconsapevole ed ingenua, alla donna penetrata dal caos, fenduta dal dramma.
Corpo e psiche si intrecciano in intricate esistenze, unite dal gene femminile, ma diversificate per natura, età, esperienza, cultura, … attraversate da sogni, speranze, tentazioni, progetti, illusioni, sofferenze, … in un panorama che ci mostra la gioia e il dolore, il piacere e il disincanto.
Una mostra sull’essere umano più che sulla donna, nella quale l’uomo è iconograficamente assente, ma inevitabilmente presente per riflesso, rimando.
Gianfranco Matarazzo, titolare e direttore artistico della galleria, con questa collettiva pone sotto la luce dei riflettori ancora una volta gli artisti che con profonda convinzione sostiene, promuove ed incoraggia nella loro costante e tenace ricerca artistica.

angelo bellobono · maurizio cariati · jacopo casadei · linda carrara
alberto castelli · sonia ceccotti · rudy cremonini · marco demis
ettore frani · federico lombardo · elena monzo · andrea riga
mario salina · igor verrilli · giulio zanet · fernando zucchi