RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 23 novembre 2013

Art4Present @ Buzz Gallery

Art4Present @ Buzz Gallery
27 11 13 - 11 01 14


La nuova proposta espositiva della Buzz Gallery annovera tra gli artisti storici presenti Capogrossi, Morandini, Lodola, Pistoletto, Pino Pinelli ma anche le nuove generazione di artisti come Ivan il Poeta, Oki Izumi, Susy Manzo, Amalia Cangiano, Mattia Turco, Annarita Serra, Massimo dell’Argine, Manuela Carrano e molti altri.
 
Buzz Gallery
Via Rosolino Pilo 4, 20129 Milano


Cosa hanno in comune tutti questi artisti? Tutto e niente.


Sembra essere un’esposizione complicata e improbabile, tecniche e tematiche molto diverse tra loro, in realtà vi è un comune denominatore tra tutti gli artisti presenti: la passione del “FARE” arte. Che sia figurativa, astratta, optical, arte urbana, pop art o qual si voglia movimento, in ogni opera ci possiamo troviamo caratteristiche comuni a tutti gli artisti: geometrie, progettazione, ideali , messaggi, proteste e molto altro, ma soprattutto passione nel dare e nel comunicare arte.


Ed è l’elemento “passione “ per l’arte che si vuole trasmettere al fruitore con un’attenzione particolare rivolta ai più giovani e giovanissimi, a coloro che si avvicinano per la prima volta ad un’opera d’arte. Grazie alle valutazioni (più che accattivanti) delle opere proposte si vuole stimolare la curiosità che grazie all’idea del “present” possono essere avvicinati alla passione per l’arte.




Testo critico:

Susanne Capolongo



lunedì 7 ottobre 2013

Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato

 
Presentazione del volume
Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato.
Tomo primo (1920-1949)
Skira editore
a cura di

Guglielmo Capogrossi, Francesca Romana Morelli

Mercoledì 9 ottobre 2013, ore 17.30
Galleria nazionale d'arte moderna
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Mercoledì 9 ottobre 2013, ore 17.30
alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma sarà presentato il volume:
Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato. Tomo primo (1924-1949), pubblicato da Skira editore. Introduce: Maria Vittoria Marini Clarelli. Intervengono: Valerio Rivosecchi, Carla Fendi, Bruno Mantura. Saranno inoltre presenti i curatori del catalogo.

Questo tomo del Catalogo ragionato dell’opera di Giuseppe Capogrossi (Roma 1900-1972) - voluto dalla Fondazione Archivio Capogrossi - è curato da Guglielmo Capogrossi, Presidente della Fondazione Archivio Capogrossi e da Francesca Romana Morelli, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, membro del Comitato scientifico della Fondazione. Il volume è stato realizzato anche grazie al contributo di Fendi, che continua così quel suo legame con Capogrossi, di cui acquistò l’opera Il temporale (in copertina), poi donata alla Galleria nazionale d’arte moderna. Quella per Capogrossi, allora e oggi, è per Fendi una “scelta sentimentale”, per la profonda consonanza con un artista che ha saputo rappresentare e interpretare Roma, la vita del tempo, le luci, il fiume, con spirito nuovo e idealmente affine alla ricerca che l’azienda ha intrapreso fin dal 1925.
Il volume raccoglie per la prima volta in modo esaustivo la ricerca del pittore dai suoi esordi fino al 1949, cioè fino alla nascita del segno. Si scopre, leggendo il saggio introduttivo, che questa conquista iconografica è stata preceduta da una lenta e travagliata crisi artistica durata una decina di anni. Il volume mostra come l’artista - fin dalla formazione avvenuta negli anni venti- metta a punto in maniera innata quegli strumenti e quelle scelte operative di fondo, che lo porteranno a diventare uno dei massimi esponenti della corrente informale in campo internazionale.
Nel volume sono catalogati, insieme ai lavori più conosciuti, anche numerosissimi inediti e opere finora disperse, che hanno permesso di ricostruire il percorso di acquisizione da parte dell’artista di una propria identità figurativa, che lo ha reso una delle figure di maggiore rilevanza nell’ambito della Scuola romana e più in generale del panorama artistico italiano, in un diretto confronto con la cultura parigina degli anni Trenta. Non meno importante è il successivo periodo, iniziato alla fine dello stesso decennio, quando l’artista avverte la necessità interiore di sperimentare nuove strade per il suo linguaggio: “Al principio ho usato immagini naturali, paragoni o affinità derivate dal mondo visibile – dichiarerà più tardi Capogrossi – poi ho cercato di esprimere direttamente il senso dello spazio che era dentro di me e che realizzavo compiendo gli atti di ogni giorno”. Negli anni Quaranta il tema delle “ballerine”, insieme ad articolate nature morte, si declina infine in un gruppo di opere che rielaborano i moduli figurativi in una direzione sempre più astratta, fino all’invenzione del suo famoso “segno”. 
Nel Catalogo sono presentate circa 600 opere ordinate cronologicamente e suddivise per tecnica (dipinti, opere su carta, grafica), ciascuna corredata da una dettagliata scheda tecnico-critica. Completano lo studio saggi critici dei due autori e un’introduzione di Bruno Mantura al quale si deve la riscoperta, negli anni settanta, del Capogrossi figurativo, in occasione della grande mostra personale dell’artista alla Galleria nazionale d’arte moderna (1974-1975).
A conclusione, un esteso regesto biografico e una bibliografia con pretesa di completezza, in modo che il catalogo possa rivelarsi un utile strumento di lavoro per gli studiosi, gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati.

GIUSEPPE CAPOGROSSI (Roma, 1900-1972)
Il padre appartiene a un'antica e nobile famiglia romana, quella dei conti Capogrossi Guarna. Una figura determinante per l'artista è un fratello della madre, Pietro Tacchi Venturi, segretario generale della Compagnia del Gesù, che tiene i rapporti tra il Vaticano e Mussolini ed è un autorevole storico delle religioni. Dopo gli studi classici, nel 1918 combatte sull'Adamello (Trentino). Nel 1922 consegue la laurea in giurisprudenza, ma, nonostante le reticenze della famiglia, alla fine intraprende la strada dell’arte. Nel 1923 passa nella Scuola di Nudo di Felice Carena, a Roma tra le più accreditate. Qui diventa amico del pugliese Emanuele Cavalli e di Fausto Pirandello, figlio del celebre commediografo.  Intorno al 1925 frequenta la Casa d’Arte Bragaglia. Esordisce nel 1927 in una collettiva con Cavalli e Francesco Di Cocco, allestita nell’Hotel Dinesen. Tra il 1927 e il 1931 soggiorna più volte a Parigi, anche se tuttora rimane scarsa la documentazione. Nel 1931 stringe un sodalizio con Cavalli e Corrado Cagli, sostenuto da Pier Maria Bardi, intelligente e lungimirante direttore della Galleria di Roma, che cercherà con un abile programma di portarlo al successo a Parigi. Nel 1933 a Milano il sodalizio è presentato come "Gruppo dei nuovi pittori romani" nella Galleria del Milione, cuore dell’astrattismo italiano. In ottobre i tre decidono di stilare il Manifesto del Primordialismo Plastico, ma a causa di divergenze teoriche sciolgono il sodalizio. In dicembre a Parigi Capogrossi espone tuttavia con Cagli, Cavalli all’Exposition des Peintres Romains nella Galerie Jacques Bonjean, presentati dal potente critico Waldemar George come École de Rome.
Nel 1935 a Roma alla II Quadriennale presenta un gruppo di opere, tra cui Giocatore di ping-pong (1932-‘33; Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale), Ritratto muliebre (1932 circa; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e Piena sul Tevere (1934, collezione privata) tra i suoi capolavori del periodo tonale, insieme pure a Ballo sul fiume, inviato alla Biennale di Venezia del 1936. La critica lo riconosce tra i protagonisti del rinnovamento della pittura romana. Nel 1937 è presente in tre mostre internazionali: nel The 1937 International Exhibition of Paintings di Pittsburgh, (USA)  nell’Anthology of Contemporary Italian Painting della Cometa Art Gallery di New York e una rassegna di arte italiana nell'Akademie der Kunste di Berlino. Nel 1939 ha una sala personale alla III Quadriennale di Roma. Nel 1942 vince un premio al IV Premio Bergamo. Avvia una trasformazione nella sua pittura (riflettendo anche su Cézanne): la pennellata si anima e il colore si accende nelle gamme dei rossi, viola e arancio. Nel 1946 inaugura nella Galleria San Marco la suo prima personale, a carattere antologico. Dal 1947 torna spesso sulle montagne austriache (Lienz), dove disegna aspetti della realtà circostante, che gli ispirano forme sempre più geometrizzate. Nel 1948 alla Biennale veneziana presenta Le due chitarre (1948; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) un’opera cerniera tra la fase figurativa e quella astratta. Nel 1950 a Roma esordisce con il segno nella Galleria del Secolo, suscitando scandalo tra la critica. Nel 1964 Capogrossi dichiarerà di essere semplicemente in una fase più avanti del figurativo, in cui le forme naturali non sono più imitate ma assimilate.


 

INFORMAZIONI

Presentazione volume Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato. Tomo primo (1920-1949)
Introduzione Maria Vittoria Marini Clarelli
Interventi Valerio Rivosecchi, Carla Fendi, Bruno Mantura
Autori Guglielmo Capogrossi, Francesca Romana Morelli

Sede
Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Orario della presentazione 17.30

Informazioni
Tel. +06-32298221
www.gnam.beniculturali.it

Catalogo Skira Editore (italiano/inglese)

Ufficio stampa GNAM
Maria Mercede Ligozzi
Laura Campanelli
tel.+39 06 32298328
s-gnam.uffstampa@beniculturali.it

Servizio Eventi e Promozione
Maria Giuseppina Di Monte
Ludovica Persichetti
Eva Gawlik
tel +39 06 32298451

Links
Fondazione Archivio Capogrossi
Via Edoardo Jenner, 47  00151 Roma
tel +39 06 537 4260

Ufficio Stampa SKIRA
Lucia Crespi
Tel. +39 02 89415532- 02 89401645,
lucia@luciacrespi.it

mercoledì 14 novembre 2012

ALL’ORIGINE DELLA FORMA a cura di Daniele Astrologo, Paolo Bolpagni e Ruggero Montrasio


Succede a Milano...

Palazzo della Permanenete


ALL’ORIGINE DELLA FORMA 

Mario Ballocco Alberto Burri Giuseppe Capogrossi Ettore Colla

Milano, Palazzo della Permanente, via Filippo Turati, 34


a cura di Daniele Astrologo, Paolo Bolpagni e Ruggero Montrasio



La mostra resterà aperta dal 16 novembre 2012 al 20 gennaio 2013


orari di apertura da martedì a domenica 10-13 e 14.30-18.30;


chiuso tutti i lunedì e 25, 26 dicembre 2012, 1 gennaio 2013

INGRESSO LIBERO



informazioni tel. 02 6551445


catalogo Umberto Allemandi & C.




inaugurazione giovedì 15 novembre 2012 ore 18.30


anteprima per la stampa giovedì 15 novembre 2012 dalle 11 alle 13

mercoledì 26 settembre 2012

CAPOGROSSI. Una retrospettiva





A cura di Luca Massimo Barbero Oltre settanta opere, tra dipinti e lavori su carta, esposti alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dal 29 settembre fino al 10 febbraio 2013, spiegano l’evoluzione della complessa vicenda pittorica di Giuseppe Capogrossi, tra i più celebri protagonisti della scena artistica del secondo dopoguerra, insieme a due altri maestri dell'arte contemporanea italiana quali Alberto Burri e Lucio Fontana. Con la grande antologica CAPOGROSSI. Una retrospettiva, il curatore Luca Massimo Barbero traccia con rigore e attenzione l’iter artistico di Capogrossi (1900 – 1972), passando attraverso l’analisi di quel suo alfabeto segnico, che ha fatto identificare l'artista romano con il gusto di un’epoca, di un’Italia fiorente e ottimista, colta nel pieno del boom economico dei "meravigliosi" anni ’50 e ’60. I lavori esposti a Palazzo Venier dei Leoni spaziano dai capolavori figurativi degli anni ’30, con tele come I canottieri (1933), Il temporale (1933), La piena sul Tevere (1933), ai grandi formati degli anni ’60, quali Superficie 399 (1961) e Superficie 449 (1962), dominati da quel simbolo archetipo e originario, elemento lunato dentato, articolato nello spazio talvolta in segmenti a catena, talvolta in macro-segni costituiti dal colore. Proponendo l’intero percorso di Capogrossi, quest’importante retrospettiva, realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, riscopre uno dei più originali interpreti dell’arte visiva italiana, subito acclamato a livello internazionale già alla nascita del suo personalissimo segno. Innumerevoli le opere in mostra, rintracciate dopo lunghe ricerche in collezioni private e importanti musei, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Mart di Rovereto, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, oltre al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Accompagna e arricchisce l’esposizione un esaustivo catalogo, un nuovo studio monografico a cura di Luca Massimo Barbero, edito da Marsilio Editori, realizzato in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, che raccoglie undici saggi che riscostruiscono in modo attento e puntuale il percorso artistico capogrossiano, dagli esordi figurativi alla grande celebrazione degli anni ‘50, le sue esposizioni, i rapporti con la critica nazionale e internazionale. Tutti i giorni alle 15,30 il museo offre al pubblico visite guidate gratuite della mostra, e il 29 e 30 settembre, in occasione di Famiglie in Festa, alle 11 e alle 15 ci saranno laboratori didattici gratuiti per bambini dai 4 ai 10 anni ispirati ai rilievi bianchi di Capogrossi esposti in mostra. 
Peggy Guggenheim Collection, Dorsoduro 701, 30123 Venezia, 
Tel. 041.2405411

martedì 23 agosto 2011

Una visita speciale a Gubbio: Park Hotel "Ai Cappuccini"

Oggi, mi trovavo in Umbria. Nella splendida terra umbra. A Gubbio.
Ero lì per una visita di lavoro, un sopralluogo ad una location per una futura manifestazione: il Park Hotel "Ai Cappuccini" (http://www.parkhotelaicappuccini.it/ ). Hotel di charme, dotato di una ottima cucina, con una spa di livello e... tanta, tanta arte.
Opere di maestri antichi abbinate a splendidi mobili d'epoca. Arazzi imponenti e raffinate ceramiche e poi... sorpresa delle sorprese, alcuni affreschi di Capogrossi di fattura eccelsa convivono con una sfera di Pomodoro di dimensioni "ciclopiche"... Un hotel o un museo? se avete due risparmi da parte e volete farvi un regalo prezioso... merita...