RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 24 settembre 2016

MICHELANGELO PISTOLETTO. IMMAGINI IN PIÙ, OGGETTI IN MENO, UN PARADISO ANCORA

A Bergamo approda Michelangelo Pistoletto



MICHELANGELO PISTOLETTO.
IMMAGINI IN PIÙ, OGGETTI IN MENO, UN PARADISO ANCORA
a cura di Giacinto Di Pietrantonio  
GAMeC
Via San Tomaso, 53 24121 Bergamo

 7 OTTOBRE 2016 -  15 GENNAIO 2017

Michelangelo Pistoletto: Immagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora è la mostra che la GAMeC di Bergamo dedica a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), uno degli artisti italiani più rappresentativi a livello internazionale. 
Il percorso espositivo si sviluppa in cinque sale e si compone di una cinquantina di opere tra le più importanti della sua produzione, che comprendono – come suggerisce il titolo – i famosi Quadri Specchianti e il gruppo di opere denominate Oggetti in meno, posti in costante dialogo e confronto, e un progetto speciale dedicato all’opera Terzo Paradiso, che l’artista ha concepito e sviluppato negli ultimi anni. 
I Quadri Specchianti  costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, che realizza a partire dal 1962, contribuendo a cambiare la percezione della pittura, vista sino a quel momento come un quadro da osservare e contemplare.
Le grandi lastre di acciaio lucidato a specchio su cui sono applicate serigrafie di persone, animali, e oggetti d’uso quotidiano, si “attivano” grazie a chi le osserva: entrando nel loro campo di riflessione, infatti, la presenza dello spettatore aggiunge nuove immagini al lavoro dell'artista, rendendola un’opera "partecipata", che acquista senso attraverso l'interazione. Inoltre, la collocazione delle opere direttamente a contatto con il pavimento fa sì che esse aprano un varco attraverso il quale l'ambiente in cui sono esposte si prolunga nello spazio virtuale dell'opera, mettendo in relazione arte e vita.
In mostra sono presenti pezzi storici della sua produzione, tra cui Figura umana (1962), Cappio (1973), Tigre in gabbia (1974) e lavori più recenti, come Solidarity (2007), Lavori in corso (2008) e Persone in coda (2015). Sono opere che hanno anticipato la frammentazione e la fluidità della società contemporanea, in cui la nostra identità è in continua ridefinizione.  
I Quadri Specchianti sono messi in relazione, lungo il percorso, con la serie Oggetti in meno, considerata tra le più importanti e decisive per la cultura visiva contemporanea: oggetti scultorei creati a metà degli anni Sessanta che traggono ispirazione da campi diversi quali l'artigianato, l'architettura, il design e la cultura popolare; reinterpretazioni di oggetti di uso quotidiano, “nature morte” a scala ambientale, che rappresentano un’azione discorsiva critica in risposta alla società dei consumi e in modo particolare alla Pop Art.
Tra questi, Quadro da pranzo e Lampada a mercurio (1965), Semisfere decorative (1965-66), Mappamondo (1966-68), in cui ritroviamo – così come in tutta l’opera di Pistoletto – improvvisazione e un interesse continuo per le differenze e le peculiarità di ciascun oggetto.
Sono lavori creati attraverso un processo legato alla spontaneità e alla contingenza, che infrangono il dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, come un marchio commerciale standardizzato.  Negli Oggetti in meno, infatti, ripetizione e omogeneità sono volutamente contestate, mettendo così in luce i contrasti tra le singole opere.
Come afferma lo stesso artista: “I lavori che faccio non vogliono essere delle costruzioni o fabbricazioni di nuove idee, come non vogliono essere oggetti che mi rappresentino, da imporre o per impormi agli altri, ma sono oggetti attraverso i quali io mi libero di qualcosa – non sono costruzioni ma liberazioni – io non li considero oggetti in più, ma oggetti in meno, nel senso che portano con sé un’esperienza percettiva definitivamente esternata.
Completa il percorso espositivo un progetto dedicato all'opera Terzo Paradiso – che Pistoletto ha ideato nel 2003 e sviluppato negli ultimi anni –, che ha come simbolo una riconfigurazione del segno matematico dell'infinito, formato da una linea che, intersecandosi due volte, disegna tre cerchi allineati. I due cerchi opposti significano natura e artificio, mentre quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo di una nuova umanità. Il progetto legato a quest’opera ha portato, negli anni, alla tessitura di una densa rete di relazioni e collaborazioni con singoli individui, associazioni, enti e istituzioni, attivi non solo in campo artistico, ma nei più diversi ambiti della società.  
L’adesione della GAMeC al progetto si declinerà in due modi: con un'installazione site specific ospitata all'interno degli spazi espositivi e con #UnParadisoAncora, una vera e propria “chiamata alle arti" aperta a tutti (gruppi, associazioni, studenti delle scuole di ogni ordine e grado), promossa dai Servizi Educativi del museo.
La partecipazione avverrà attraverso iniziative personali o collettive che comportino proposte, azioni, attività coerenti con il processo di trasformazione responsabile della società enunciato nel Terzo Paradiso, che saranno documentate e diffuse attraverso i canali social della GAMeC e a cui sarà dedicata una sezione del sito internet del museo.  
Inoltre, il prossimo 21 dicembre il museo sarà cornice d'eccezione di un'azione performativa legata al Terzo Paradiso, in occasione di “Rebirth Day”, la giornata universale della rinascita nata da un’idea dell’artista e che quest’anno sarà dedicata al tema del Rispetto.  


7 OTTOBRE 2016 -  15 GENNAIO 2017

MICHELANGELO PISTOLETTO. IMMAGINI IN PIÙ, OGGETTI IN MENO, UN PARADISO ANCORA

Orari d'apertura
lunedì-domenica: ore 10:00-19:00 / giovedì: ore 10:00-22:00 / martedì chiuso
Biglietto d' ingresso (valido per tutte le mostre in corso)
Intero: € 6,00 / Ridotto: € 4,00 / Scuole: gratuito
Biglietto famiglia 1+1: € 7,50 / Biglietto famiglia 2+1: € 12,00 / Biglietto famiglia 2+2: € 15,00   
Ufficio Stampa GAMeC
Manuela Blasi – E-mail: manuela.blasi@gamec.it
Tel. + 39 035 270272
Comunicato stampa e immagini disponibili su http://www.gamec.it/it/press-area  
GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53 - Bergamo
Tel. + 39 035 270272


http://www.gamec.it/it 

giovedì 7 gennaio 2016

IL TERZO PARADISO a Firenze

 
 
IL TERZO PARADISO
 
lunedì 11 gennaio ore 11:30
 
Mercato Centrale Firenze
Piazza del Mercato Centrale, 50123 Firenze


Presentazione Nazionale dell'opera alla presenza degli autori.
Dibattito a tema “Natura e Artificio, l’arte come punto di incontro”.

Interventi di:
Michelangelo Pistoletto, artista
Juan E. Sandoval, artista
Angela Vettese, Università Iuav di Venezia
Cristina Morozzi, Istituto Marangoni
Tommaso Sacchi, Segretario per la Cultura del Sindaco di Firenze
Lorenzo Fiaschi, Galleria Continua
Domenico Montano, Mercato Centrale Firenze

Modera Nicolas Ballario.

Il dibattito si terrà nella Terrazza di Tosca.

domenica 19 aprile 2015

MICHELANGELO PISTOLETTO al Castello di Gallipoli



MICHELANGELO PISTOLETTO al Castello di Gallipoli

Il Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, aperto al pubblico dall’estate 2014 dopo anni di chiusura e incuria, si prepara a ospitare Michelangelo Pistoletto. Dal 5 giugno al 27 settembre, tra le sale e gli spazi dell’antico maniero, sarà possibile ammirare le opere di uno dei più vivaci e prolifici artisti internazionali. La mostra (che sarà inaugurata giovedì 4 giugno alle 19) è curata da Manuela Gandini e prodotta dall'agenzia di comunicazione Orione – che gestisce il Castello - con la direzione artistica dell'architetto Raffaela Zizzari.

Michelangelo Pistoletto, pittore e scultore, esponente della pop art, animatore e protagonista del movimento dell'arte povera, autore negli anni sessanta e settanta dei Quadri specchianti e degli Oggetti in meno, nel 1998 fonda Cittadellarte-Fondazione Pistoletto a Biella, luogo di interazione tra l’arte, l’educazione, l’industria e la società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l'Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l'artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Il simbolo, il Nuovo Segno di Infinito, è costituito da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Tra i due cerchi opposti, assunti a significato di natura e artificio, viene inserito un cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo del Terzo Paradiso, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si trovano nell’attuale società. Nell’attuale conflittualità dei due regni (naturale e artificiale), il segno centrale diviene l’auspicio urgente di una risoluzione nel quale armonizzare le due parti. Questi infatti contiene entrambe le sfere e rappresenta il grembo generativo come ideale superamento della crisi e del conflitto. Nel 2007 Pistoletto riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”. Nel dicembre 2012, capovolgendo la visione negativa della profezia Maya, si fa promotore di Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, realizzando il Terzo Paradiso contemporaneamente in oltre 70 paesi del mondo, utilizzando materiali sempre diversi tra loro come tappi di bottiglia, rovine romane, torce, persone disabili, fiori, orti ecc. L’ubiquità del segno è possibile grazie alla partecipazione di una rete di collaboratori, “ambasciatori del Terzo Paradiso”, e delle varie cittadinanze locali. Nel 2013, da aprile a settembre, è protagonista al Museo del Louvre di Parigi con la sua personale: “Michelangelo Pistoletto, année un - le paradis sur terre”. Nello stesso anno, l’artista riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura per mano dell’Imperatore. L’artista è impegnato, sin dagli esordi, nell’elaborazione di un’arte socialmente impegnata, attiva e dinamica.

Nel castello gallipolino si prevedono tre grandi installazioni site-specific, che stimoleranno simbolicamente lo spazio di relazione tra le persone e la storia, riconnettendo il passato al presente. Il maestro proporrà il Terzo Paradiso nella Piazza d’Armi con al centro un grande ceppo di ulivo ultrasecolare dentro al quale verrà piantato il germoglio di un nuovo ulivo. Nella sala circolare installerà un Labirinto, con il tavolo specchiante “LoveDifference”, a forma di Mar Mediterraneo circondato da sedie provenienti dalle culture che si affacciano al Mare Nostrum. In un’altra sala espositiva vi saranno dei lavori storici specchianti, frutto di originali soluzioni artistiche, sperimentate sin dagli anni settanta, attraverso l'impiego di numerosi materiali e tecniche, con l'intento di coinvolgere attivamente lo spettatore all'interno della sua opera. La mostra pensata per Gallipoli contiene evidenti valenze simboliche che riguardano la vita sociale nel suo più alto momento di crisi e contemporaneamente indica la via del dialogo (“LoveDifference”) e della rinascita (“Il germoglio dell’ulivo”).

Manuela Gandini è curatrice e critica d’arte contemporanea, collabora con quotidiano “La Stampa”, è caporedattore delle pagine dell’arte della rivista “Alfabeta2” e docente alla Naba di Milano (Nuova Accademia d’Arte Contemporanea). È autrice di numerosi saggi tra i quali “Ileana Sonnabend. The queen of Art” (Castelvecchi). Ha curato mostre in Italia e all’estero tra le quali la sezione dedicata al movimento Lettrista alla Biennale di Venezia del 1993.

Dopo decenni di chiusura e incuria, dal luglio 2014 è stato reso fruibile un percorso di visita del Castello di Gallipoli che mira a ricostruire la storia della città e dell’antico maniero, senza alterarne il carattere e senza avere la pretesa di essere un restauro integrale del monumento che richiederebbe ben altre risorse per ritornare agli antichi splendori. Il castello si erge all'ingresso del borgo antico di Gallipoli, città da sempre fortificata e, per la sua posizione strategica, contesa. È circondato quasi completamente dal mare. Ha pianta quadrata con torrioni angolari, di cui uno poligonale. Nei periodi successivi furono effettuati numerosi interventi di ristrutturazione e fortificazione. I lavori più importanti vennero progettati dagli Aragonesi. Quando il Duca Alfonso di Calabria venne nel Salento tra il 1491 e il 1492, condusse con sé il celebre architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini e volle che questi rinnovasse le fortezze salentine secondo i progressi dell'arte della guerra, che tendeva ad abbandonare la conformazione quadrilatera ereditata dal sistema romano per passare al pentagono. Il senese, non potendo demolire e ricostruire ex novo, ideò il “Rivellino” mediante il quale rese di forma pentagonale l’intero maniero. Prima dell'Unità d'Italia, quando nel 1857 il castello venne radiato dal Novero delle fortezze del Regno Borbonico, perse la sua funzione difensiva, ma mantenne e anzi intensificò la sua funzione civile e soprattutto commerciale. Durante il 1800 divenne deposito di sali e tabacchi, oltre che sede della Dogana nel 1882 e, successivamente, sede della 17^ Legione della Guardia di Finanza.

*Orari giugno e settembre dalle 10.00 alle 21.00; luglio e agosto dalle 10.00 alle 24.00. Aperto tutti i giorni
*Ingresso Intero 6 euro - Ridotto 3 euro (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, residenti) Pacchetto speciale per famiglie con bambini.
*Visita guidata di gruppo su prenotazione (in italiano, inglese o francese)
- solo mostra: gruppi € 80,00 + ticket d’ingresso; scuole € 60,00 + ticket d’ingresso
- mostra + castello: gruppi € 100,00 + ticket d’ingresso; scuole € 80,00 + ticket d’ingresso
*Info e prenotazioni info@castellogallipoli.it - www.castellogallipoli.it

mercoledì 11 marzo 2015

apre il “M.A.C.I.S.T.” a Biella

Le ex concerie si trasformano reinventandosi e portando cultura e turismo!


 


Sabato 14 ore 17 a BIELLA apre il “M.A.C.I.S.T.”, un museo d’arte contemporanea internazionale senza tendenze. Sede in via Giovanni Serralunga 14, nell’antica conceria di proprietà della famiglia Zanone. 
L’immobile, vero gioiello di archeologia industriale sapientemente restaurato, ospiterà i lavori di artisti di tutto il mondo in esposizione permanente e temporanea, con mostre personali e collettive tematiche.Sono molto felice di essere stato invitato a donare un opera dal mio amico Omar per questa meraviglia ! 
VI ASPETTIAMO ! 
Il Fondo Edo ed Elvo Tempia sarà beneficiario delle opere, in gran parte donate da personaggi del calibro di Pomodoro e Pistoletto. 
Direttore artistico è Omar Ronda, ideatore di questa iniziativa che arricchirà la città. 
Artisti in permanenza: 
Umberto Mariani Luigi Mainolfi Alex Pinna Omar Ronda Andrea Mastrovito Antonio Nunziante Helen Marten Gilberto Zorio Carlos Garaicoa Luca Alinari Bertozzi&Casoni Camillo Francia Getulio Alviani Antonio Possenti Roberto Barni Renata Boero Fernando De Filippi Elena Tommasi Ferroni Massimo Kaufmann Massimo Sansavini Arnaldo Pomodoro Titti Garelli Ciro Palumbo Claudia Giraudo Cristiano Carotti Plinio Martelli Gianni Cella Lorenzo Filomeni Annamaria Gelmi Enzo Bersezio Marco Lodola Enrico Tomaso De Paris Valeriano Trubbiani Giancarlo Montuschi Beppe Chiari Michelangelo Pistoletto Jan Mankuska Igor Eskinja Charles Sandison Ugo Nespolo Gabriel Vormstein Danh Vo Lisa Slominski Davide Nido Darren Almond Natalie Hausler Daniele Fissore Gianni Caravaggio Costa Vece Loris Cecchini Marepe Renata Lucas Enrica Borghi Olafur Eliasson Simon Starling Mario Ceroli Ariel Schlesinger Bruno Donzelli Lara Favretto Lorna Macintyre James Brown Mauro Benetti Innocente Marco Gastini Pablo Echaurren Pumcake Piero Manai Graziano Pompili

sabato 28 febbraio 2015

Plastica Italiana a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati

C'è anche l'amico Sergio Cabrini in questa grande collettiva a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati.. ed è in ottima compagnia!

 

Plastica Italiana
Sabato 28 febbraio, alle 17.30, presso la Sala Sant'Ignazio - via Carducci 7 Arezzo - verrà inaugurata "Plastica Italiana", la collettiva che l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Arezzo realizza in collaborazione con Armanda Gori Arte, nell'ambito della rassegna Aritmie.


La mostra, a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati, raccoglie le opere di Carla Accardi, Enrico Baj, Enrica Borghi, Sergio Cabrini, Gianni Cella, Giuseppe Chiari, Franco Costalonga, Nando Crippa, Francesco de Molfetta, Dadamaino, Terenzio Eusebi, Davide Nido, Beatrice Gallori, Piero Gilardi, Marco Lodola, Umberto Mariani, Armando Marocco, Davide Nido, Omar Ronda, Tino Stefanoni, Michelangelo Pistoletto.


"Plastica Italiana" sarà visitabile dal 28 febbraio al 29 marzo 2015 nei seguenti orari: da martedì a venerdì ore 16.00-19.00; sabato, domenica e festivi ore 14.30-19.30.

INFO Ufficio Cultura
tel. 0575 377 503-504-505
mail ufficiocultura@comune.arezzo.it

martedì 18 marzo 2014

A "i martedì critci" arriva Pistoletto, ma non solo, a Prato succede che...



Il Museo Pecci di Milano,
Sostenuto da Regione Toscana e Comune di Prato

presenta:
I Martedì Critici
al Museo Pecci di Milano

 


MICHELANGELO PISTOLETTO
 

a cura di Alberto Dambruoso e Stefano Pezzato

con la collaborazione di Sara De Chiara e Maria Elisa Giorgi

Opening Martedì 18 marzo alle ore 19.30

aperitivo dalle 19.30 alle 20.00

talk con l'artista alle ore 20.00


Ospite del quinto appuntamento dei Martedì Critici al Museo Pecci di Milano sarà Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933). Dall'esordio con la sua prima esposizione personale alla Galleria Galatea di Torino nel 1960, passando per l'esperienza dell'Arte Povera, fino alla fondazione nel 1998 della Cittadellarte a Biella, Pistoletto ha rivoluzionato il linguaggio e il fare artistico, assottigliando nel suo percorso la barriera che separa l'arte dalla realtà e trasformando la fruizione dell'opera in una esperienza complessa. Al 1962 risale la realizzazione dei primi Quadri specchianti che, costruiti sul contrasto tra la fissità delle figure applicate in primo piano e la mobilissima superficie riflettente che capta il mondo circostante, modificano la percezione spaziale e temporale, includendo la presenza dello spettatore all'interno dell'opera. L'apertura al mondo reale conduce l'artista alla creazione della serie degli Oggetti in meno (1965-66), oggetti talmente diversi tra loro che risultano impossibili da raggruppare e che saranno fondamentali per la nascita dell'Arte Povera, di cui Pistoletto è stato attivo protagonista. La contiguità tra arte e vita si rtitrova nella celebre Venere con gli stracci (1967), in cui la scultura della Venere neoclassica, fatta di cemento e mica, è sostenuta dal cumulo di stracci trovati, estrapolati dal quotidiano. Caratteristica costante del lavoro di Pistoletto è lo sviluppo del pensiero attraverso il dialogo e la collaborazione con persone provenienti da discipline diverse. A partire dalle azioni del gruppo Zoo negli anni '68-70, fino ad approdare alla Cittadellarte-Fondazione Pistoletto a Biella nel 1998, l’arte si apre al confronto con diversi ambiti della società, attraverso un programma di incontri e scambi, con l'obiettivo di ispirare una sua trasformazione responsabile. Alla guida di questo cambiamento c'è il concetto di Terzo Paradiso, racchiuso nel simbolo del Nuovo Segno di Infinito, che rappresenta un superamento ideale del contrasto tra artificio e natura di cui è vittima la società contemporanea.

Le opere di Michelangelo Pistoletto sono conservate nelle collezioni di musei di tutto il mondo, tra cui: il Museum of Modern Art di New York; lo Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington DC; la Tate Modern di Londra e il Reina Sofia di Madrid. Il suo lavoro è stato esposto nelle mostre personali: Michelangelo Pistoletto: A Reflected World,Walker Art Center, Minneapolis, 1966; Michelangelo Pistoletto, Palazzo Grassi, Venezia, 1976; Michelangelo Pistoletto, Palacio de Cristal, Madrid, 1983; Michelangelo Pistoletto. Division and Multiplication of the Mirror, MoMA PS1, New York, 1988; Michelangelo Pistoletto, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1990; Habitus, Abito, Abitare Museo Pecci, Prato, 1996; Michelangelo Pistoletto, Museu d’Art Contemporani, Barcellona, 2000. Pistoletto ha partecipato a quattro edizioni di Documenta a Kassel e a undici edizioni della Biennale di Venezia, dove nel 2003 è stato insignito del Leone d’Oro alla Carriera. Tra le più recenti esposizioni personali ricordiamo: Michelangelo Pistoletto, Io sono l‘altro, Palazzina della Società della Promotrice delle Belle Arti e Castello di Rivoli, Torino, 2000; Michelangelo Pistoletto: From One to Many, 1956-1974, MAXXI, Roma, 2010; Michelangelo Pistoletto. The Mirror of Judgement, Serpentine Gallery, Londra, 2011; Michelangelo Pistoletto. Spiegel-und Minusobjekte, Universalmuseum Joanneum - Neue Galerie, Graz, 2012; Michelangelo Pistoletto-Année 1, le Paradis sur Terre, Musée du Louvre, Parigi, 2013. Nel 2007 Pistoletto ha ricevuto a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, e nel 2013 il Praemium Imperiale per la pittura a Tokyo.

Organizzazione
: Associazione culturale I Martedì Critici, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Spazioborgogno Milano

Sede
: Museo Pecci - Ripa di Porta Ticinese, 113 - Milano
Ingresso
: libero
Orari
: martedì ore 19.30-21.30
Contatti
: mob. 339 7535051

Mail: imartedicritici@gmail.com

Siti: www.imartedicritici.com - www.spazioborgogno.com

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Mentre a Prato...

Proiezione del Film “Ho visto Michelangelo Pistoletto”

di Daniele Segre

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci in collaborazione con Lo schermo dell’arte Film Festival Firenze

Venerdì 28 marzo 2014 ore 18.00 – ingresso libero

Auditorium del Centro Pecci (viale della Repubblica 277 Prato)

Michelangelo Pistoletto


L’iniziativa è collegata alla mostra
“Vito Acconci – Michelangelo Pistoletto. Allo Specchio” visitabile al Museo Pecci Milano dal 4 marzo al 5 aprile 2014.

Il rapporto insolito tra il regista del cinema della realtà e l'artista di fama internazionale rappresenta un momento importante nel percorso cinematografico di Daniele Segre; un rapporto nato casualmente a Torino alla conferenza stampa del Prix Italia nel settembre 2012 e che si è rafforzato nel corso delle riprese realizzate nel dicembre 2012 alla Cittadellarte Fondazione Pistoletto di Biella trovando un punto in comune nella consapevolezza del reciproco impegno sociale.

Ho visto Michelangelo Pistoletto

Un film di Daniele Segre
Italia, 2012, 57’
Montaggio: Daniele Segre
Musica: Maria Teresa Soldani

giovedì 13 febbraio 2014

38 milioni e 427mila sterline! E' il risultato totale dell'Italian sales di Londra!




Si, oltre 38 miloni! alla faccia della crisi! Questa è la notizia del giorno: l'arte italiana supera le stime e segna diversi record (ben 13). A partire da Burri che arriva a 4,5 milioni, Pistoletto sfiora i 2 e Boetti con ben tre lotti supera abbondantemente 1,5 miioni ciascuno! Ma non solo. L'elenco è ancora lungo.
Bel segnale quindi per l'arte italiana. 
Questo però, succede solo all'estero, in questo caso da Christie's a Londra. Perchè? Vabbeh per non cadere nelle volgarità di prima mattina, lascio a voi le risposte!

Per leggere gli articoli correlati vi invito ad andare su:
e

venerdì 17 gennaio 2014

LE STATUE CALDE. Scultura - corpo - azione, 1945 - 2013



LE STATUE CALDE. Scultura - corpo - azione, 1945 - 2013

A cura di Simone Menegoi
Museo Marino Marini - Firenze
20 Gennaio – 8 Marzo 2014


Disegni/istruzioni: Marco Mazzoni
Attivazione delle opere a cura di FOSCA


Inaugurazione sabato 18 gennaio 2014, ore 19.00 con una performance di Franz Erhard Walther

Il museo Marino Marini inaugura sabato 18 gennaio 2014 la mostra Le statue calde. Scultura – corpo – azione, 1945-2013, a cura di Simone Menegoi con l’assistenza curatoriale di Barbara Meneghel. La mostra fa parte del ciclo EARLY ONE MORNING, programma espositivo dedicato al tema della scultura e della sua interpretazione dagli anni Sessanta ad oggi, ideato e curato da Alberto Salvadori, direttore artistico del Museo.

Le statue calde indaga il rapporto fra scultura, corpo e azione nel secondo dopoguerra, concentrandosi principalmente sull’arte italiana. Cerca di mettere a fuoco due idee fra loro complementari: da un lato, la scultura che si fa estensione del corpo; dall’altro, il corpo che si fa scultura.
In mostra, opere realizzate nell’arco di quasi settant’anni da artisti di almeno tre generazioni diverse: Alis/Filliol, Monica Bonvicini, Claudia Castellucci, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Marcello Maloberti, Piero Manzoni, Giovanni Morbin, Bruno Munari, Gianni Pettena, Marinella Pirelli, Michelangelo Pistoletto, Franz Erhard Walther, Gilberto Zorio, Italo Zuffi. Sono opere create con l’intento di essere manipolate. Opere su cui camminare e su cui sedersi, da impugnare e da sollevare, da indossare e perfino da prendere a calci.
Le opere esposte sembrano invocare un ambito disciplinare a sé stante. All’idea tradizionale di scultura come oggetto autosufficiente e offerto alla contemplazione, oppongono la partecipazione attiva dello spettatore. Alla volatilità delle performing arts oppongono la persistenza dell’oggetto-scultura. All’utilitarismo del design oppongono una finalità estetica e ludica.
Una panoramica completa degli artisti e delle opere pertinenti a questa idea di “scultura performativa” non è negli obiettivi della mostra. Si è scelto di procedere per campionature, per esempi, per punti essenziali.
Le ricerche italiane dialogano con quelle internazionali: le affinità, le filiazioni, i legami fra le une e le altre sono molto fitti. A titolo di esempio di questi rapporti, sono state incluse nella mostra due opere seminali di Franz Erhard Walther, artista tedesco nato nel 1939 la cui opera di scultore (oggetto, negli ultimi anni, di una vera e propria riscoperta a livello internazionale) si articola interamente intorno al rapporto fra corpo, spazio e gesto.
Laddove sia possibile, tutte le opere destinate all’uso sono effettivamente manipolabili dagli spettatori. Di alcuni pezzi storici e particolarmente fragili (Devecchi, Manzoni, Pistoletto, Walther) sono presentate copie da esposizione, autorizzate dagli artisti o dai loro archivi, che possono essere adoperate. Solo in determinati casi i lavori sono esposti come “normali” sculture, eventualmente accompagnate dalla documentazione relativa al loro uso (o al limite rimpiazzate da essa).
Un asciutto “manuale di istruzioni” per l’uso delle opere, illustrato da disegni del performer e artista Marco Mazzoni, sarà a disposizione dei visitatori. Inoltre, in alcuni momenti della mostra, le opere saranno attivate da performer del collettivo artistico FOSCA.

La mostra è stata preceduta da una serata di performance (13 dicembre 2013) ad opera di Alis/Filliol, Claudia Castellucci e Italo Zuffi, centrate sull’idea del divenire scultura del corpo. Anche l’inaugurazione del 18 gennaio sarà accompagnata da una performance: Franz Erhard Walther mostrerà come interagire con due opere storiche del suo repertorio, un elemento della 1.Werksatz (1963-69) e Schreitsockel (1975).


Evento realizzato nell'ambito del progetto regionale Toscanaincontemporanea 2012
The event is organized as part of the regional project Toscanaincontemporanea 2012

Informazioni / Information: Museo Marino Marini
Firenze, Piazza San Pancrazio - tel.+39 055.219432
e.mail: info@museomarinomarini.it - www.museomarinomarini.it
Orario: dalle 10 alle 17, chiuso la domenica e il martedì
Hours: from 10 a.m. to 5 p.m., closed on Sundays and Tuesdays

Ufficio stampa Museo Marino Marini /Press Office: Davis & Franceschini
tel.+39 055.2347273 – fax +39 055.2347361
e.mail: davis.franceschini@dada.it - www.davisefranceschini.it


sabato 23 novembre 2013

Art4Present @ Buzz Gallery

Art4Present @ Buzz Gallery
27 11 13 - 11 01 14


La nuova proposta espositiva della Buzz Gallery annovera tra gli artisti storici presenti Capogrossi, Morandini, Lodola, Pistoletto, Pino Pinelli ma anche le nuove generazione di artisti come Ivan il Poeta, Oki Izumi, Susy Manzo, Amalia Cangiano, Mattia Turco, Annarita Serra, Massimo dell’Argine, Manuela Carrano e molti altri.
 
Buzz Gallery
Via Rosolino Pilo 4, 20129 Milano


Cosa hanno in comune tutti questi artisti? Tutto e niente.


Sembra essere un’esposizione complicata e improbabile, tecniche e tematiche molto diverse tra loro, in realtà vi è un comune denominatore tra tutti gli artisti presenti: la passione del “FARE” arte. Che sia figurativa, astratta, optical, arte urbana, pop art o qual si voglia movimento, in ogni opera ci possiamo troviamo caratteristiche comuni a tutti gli artisti: geometrie, progettazione, ideali , messaggi, proteste e molto altro, ma soprattutto passione nel dare e nel comunicare arte.


Ed è l’elemento “passione “ per l’arte che si vuole trasmettere al fruitore con un’attenzione particolare rivolta ai più giovani e giovanissimi, a coloro che si avvicinano per la prima volta ad un’opera d’arte. Grazie alle valutazioni (più che accattivanti) delle opere proposte si vuole stimolare la curiosità che grazie all’idea del “present” possono essere avvicinati alla passione per l’arte.




Testo critico:

Susanne Capolongo



giovedì 21 novembre 2013

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO

 
LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO
Inaugurazione: Giovedi 5 dicembre 2013 ore 18,00

Nella serata Tiziana Lazzari, dermatologo plastico,
presenta il suo libro Bellissima,edizioni Edicolors

Cerruti Arte presenta la mostra “La Bellezza salverà il mondo”, riflessione sull’estetica e il valore della bellezza in un percorso scenico che spazia dalla pittura alla scultura, dalla fotografia e video all’installazione: quindici artisti, tra cui alcuni dei più affermati nel panorama internazionale dell’arte contemporanea e alcune giovani promesse, contemplano e traducono nel loro linguaggio la bellezza da diversi punti di vista ed entrano in dialogo con la sensibilità dei visitatori attualizzando domande di carattere universale.
La “Bellezza salverà il mondo”, in mostra da Cerruti Arte, propone una riflessione in chiave contemporanea su uno dei temi dominanti di tutta la storia dell’arte e affronta non solo la necessità della bellezza, ma anche la sua funzione, il suo valore e la sua finalità ospitando nella serata inaugurale il contributo di Tiziana Lazzari che presenta il suo libro Bellissima, una visione sulla bellezza dal punto di vista della sua esperienza decennale in medicina dermatologica ed estetica.
La mostra presenta un percorso in cui il pubblico si trova a confronto con opere che sollecitano la partecipazione fisica ed emotiva. I quindici artisti esaltano il tema della soggettività dello sguardo: gli scatti cinematografici di Miles Aldridge, fotografo e artista britannico celebre nel campo della moda per le sue immagini surreali a colori eccentrici, raccontano di donne, tutte bellissime, in un universo femminile lussuoso ed esasperato, nell’opera di Vanessa Beecroft, artista italiana famosissima all’estero, si fondono bellezza, estetizzazione della realtà e ossessione della perfezione, Stefano Bonzano nelle sue sculture interpreta il corpo come una periferica di collegamento tra il mondo interiore ed esteriore; un mondo artistico tutto da scoprire nel video inedito del giovane croato Tvrtko Buric che nelle sue opere incarna una visione astratta di quello che è di più astratto nella realtà, nella scultura di Aron Demetz è intagliata nel legno una nuova ricerca sulle proporzioni, l’opera di Stefano Fioresi, considerato uno dei massimi esponenti della corrente Neo-Pop italiana, rimanda ad una riflessione sulla bellezza apparentemente classica, mentre invece l'immaginario surrealista fatto d'incongruenza e di sogni si fonde con la matericità nell’installazione di Loredana Galante, artista poliedrica che lavora utilizzando tutti i linguaggi visivi, Deborah Hirsc umanizza le icone della bellezza contemporanea affiancando al volto dipinto un testo da lei scritto che diviene completamento del ritratto stesso per svelarne l’interiorità, nella celebre opera di Damien Hirst, noto artista internazionale, la bellezza si scopre anche nel simbolo della morte quale elemento di rinascita, per Javier Marin, affermato scultore messicano, la bellezza sta nello slancio e nel senso di conquista che trasmette la sua opera con la capacità delle pose di dominare con forza lo spazio, Alessandro Pianca, giovanissimo protagonista della scena italiana, usa un linguaggio fotografico unico, regalando alla bidimensionalità della fotografia la tridimensionalità della vita, l’opera specchiante di Michelangelo Pistoletto, uno degli artisti più influenti d’Europa, include direttamente la bellezza del quotidiano con la presenza dello spettatore e la dimensione reale del tempo, la fotografa americana Denise Prince si autorappresenta in una donna avventurosa e coraggiosa che predilige l’azione, i lavori di Gavin Rain hanno una molteplicità di livelli di visione e la bellezza appare da un insieme, ed infine per Vitaliano, artista chiavarese di nascita e cittadino del mondo per vocazione, la donna diviene messaggera del messaggio positivo, attraverso un sorriso o un’espressione ammiccante e seducente attraverso l’uso della tecnica pittorica che rimanda alla cultura classica.
La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. ( HYPERLINK "http://it.wikiquote.org/wiki/David_Hume"David Hume)

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO
Dostoevskij

Miles Aldridge,
Vanessa Beecroft,
Stefano Bonzano,
Tvrtko Buric,
Aron Demetz,
Stefano Fioresi,
Loredana Galante,
Debora Hirsch,
Damien Hirst,
Javier Marin,
Alessandro Pianca,
Michelangelo Pistoletto,
Denise Prince,
Gavin Rain,
Vitaliano.

Inaugurazione: Giovedi 5 dicembre 2013 ore 18,00

Nella serata Tiziana Lazzari, dermatologo plastico,
presenta il suo libro Bellissima, edizioni Edicolors

Durata: dal 6 dicembre al 31 gennaio 2013

Orari galleria: dal martedì al venerdì dalle 15,30 alle 19
ed il Sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15,30 alle 19

Ufficio stampa: Silvia Caprari – tel. 3465011570 – HYPERLINK "mailto:silviacaprari1@gmail.com"silviacaprari1@gmail.com

domenica 12 maggio 2013

Riflettiamoci. opere di Michelangelo Pistoletto

Succede a Milano


Riflettiamoci. opere di Michelangelo Pistoletto

Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea
Via Senato 24
20121 Milano

La mostra presenta una selezione di circa 25 opere, seguendo un percorso cronologico che arriva al presente partendo dal 1962, anno in cui Michelangelo Pistoletto mette a punto la tecnica dei quadri specchianti: una lastra di acciaio inox lucidato a specchio, sulla quale è applicata un’immagine ottenuta mediante una tecnica di riporto fotografico, consistente nel ricalcare una fotografia, ingrandita a dimensioni reali, a punta di pennello, su carta velina (a partire dal 1971 la velina dipinta sarà sostituita da un processo serigrafico di riproduzione dell’immagine fotografica).
“I quadri specchianti costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, sia della sua successiva produzione e attività artistica, sia della riflessione teorica nella quale egli costantemente ad essi ritorna per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni. Le caratteristiche essenziali, che l’artista stesso individua in essi, sono principalmente: la dimensione del tempo, non soltanto rappresentato, ma realmente presente; l’inclusione nell’opera dello spettatore e dell’ambiente circostante, che ne fanno “l'autoritratto del mondo”; la congiunzione di coppie di opposte polarità (statico/dinamico, superficie/profondità, assoluto/relativo, ecc), costituite e attivate dall'interazione tra l’immagine di natura fotografica e ciò che avviene nello spazio virtuale generato dalla superficie specchiante; la collocazione dei quadri specchianti non più ad altezza finestra, come tradizionalmente vengono appesi i quadri, bensì sul pavimento, fa sì che essi aprano un varco attraverso il quale l'ambiente in cui sono esposti si prolunga nello spazio virtuale dell'opera, una porta che mette in comunicazione arte e vita”.
I quadri specchianti sono l’approdo di un processo di formazione in cui Pistoletto si interroga, negli anni ’50, agli inizi della sua carriera, sul conflitto tra astrazione e figurazione, che all’epoca animava il dibattito sull’arte. Come racconta lo stesso artista, sono due le opere, un dipinto e un film, che lo influenzano in modo determinante: la “Flagellazione” di Piero della Francesca e “L’avventura” di Antonioni, entrambe punto di convergenza tra astrazione e figurazione, sintesi di luce e immagini.
Contro il rischio di formalismo di certa arte astratta dell’epoca, Pistoletto sceglie la figura umana, e in particolare l’autoritratto, che gli consente di “esprimere particolari sentimenti e situazioni della condizione umana, ciò che per me è l’argomento più vivo e scottante di ogni tempo” (M. Pistoletto, catalogo della mostra Premio Morgan’s Paint, Palazzo dell’Arengo, Rimini 1959).
Ed è a partire dalla ricerca sul rapporto tra il soggetto e lo spazio circostante, tra figura e sfondo che Pistoletto arriva all’idea delle superfici specchianti.
“Tra il 1956 e il 1958 facevo quei ritratti, che col tempo diventarono sempre più grandi, con un testone sempre più grande. (…) Successivamente, le teste si sono ristrette per lasciar posto al corpo e allo spazio intorno. In questo tipo di riduzione della figura a dimensione reale sono stato molto coadiuvato dalla mostra di Bacon alla Galatea. Vedendo Bacon ho percepito che il mio problema, il mio dramma erano già lì, dichiarati, di un uomo alla ricerca della propria dimensione e del proprio spazio, una gabbia di vetro impenetrabile, in cui l’uomo viveva in uno stato talmente drammatico da essere soffocato, da non aver voce e spazio. Era un uomo bloccato, braccato, malato, distrutto, angosciato, splendidamente dipinto ma, in questo stato, terribilmente isolato (…) Ho continuato la mia ricerca, condensando proprio il mio lavoro sull’uomo, ma cercando di fare il contrario di Bacon: togliere tutta l’espressione e tutto il movimento dalle figure, così da raffreddare la drammaticità. (...) Ho continuato a giocare la mia partita sul rapporto tra la massa di questa persona e il suo fondo, così sono arrivato ai fondi d’oro, ai fondi neri. Facevo fondi che volevano essere luce, da cui la vetrata, o fondi assolutamente automatici ed inespressivi. Erano migliaia di righette oppure erano superfici tipo lineolum, cioè fondi decorativi anonimi e da questa anonimità del fondo mi aspettavo di veder accadere qualcosa.” (M. Pistoletto, intervista con G. Celant, in Pistoletto, Electa, Firenze 1984, p 23).
“Nel 1960 dipinge alcuni autoritratti in cui si raffigura a dimensioni reali, sempre più immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano, su fondi monocromi in oro, argento e rame. Nel 1961 avviene infine la svolta che porta ai quadri specchianti. Su una tela dipinta di nero stende uno spesso strato di vernice trasparente. Apprestatosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza più bisogno di usare uno specchio per osservarsi”.
“Quando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l’ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo più guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela. Nel quadro successivo girai la figura di spalle, perché ancora gli occhi dipinti erano artificiali, mentre quelli del riflesso apparivano veri come quelli della figura che ora stava sulla superficie del quadro guardando nel quadro. Infatti essa, essendo adesso girata nella mia stessa direzione, possedeva i miei stessi occhi.” (M. Pistoletto, Il rinascimento dell’arte, 1979 - manoscritto inedito)
“L'uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell'ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto di istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre “presente” che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo” (M. Pistoletto, Oggetti in meno, Galleria La Bertesca, Genova 1966)
Con i quadri specchianti Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare già nel corso degli anni Sessanta numerose mostre personali in Europa e negli Stati Uniti (nel 1964 a Parigi, nel 1966 a Minneapolis, nel 1967 Bruxelles, nel 1967 e 1969 a New York, nel 1969 a Rotterdam).
 

Inaugurazione martedì 21 maggio ore 18-21
La mostra prosegue fino al 26 luglio
Catalogo in galleria
Orari martedì-sabato 10-13 15-19
Tel e fax 02 780918
info@guastalla.com
www.guastalla.com

martedì 23 aprile 2013

Il Louvre inaugura con Michelangelo Pistoletto un nuovo ciclo di mostre di artisti contemporanei.



25 aprile 2013 - 2 settembre 2013
opening 24 aprile 2013
Musée du Louvre, Parigi Sala della Maquette, Dipartimento dei Dipinti, Dipartimento di Antichità orientali,
Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane e Giardino delle Tuleries 

Curatori:

Marie-Laure Bernadac, Marcella Lista, Pauline Guélaud

Il Louvre inaugura con Michelangelo Pistoletto un nuovo ciclo di mostre di artisti contemporanei.
Non si tratta più di presentare solamente alcune opere in dialogo con le collezioni, principio fondamentale dei Contrepoints, ma anche di approfittare della presenza dell’artista per organizzare un programma di incontri fruttuosi con i diversi servizi educativi e culturali, oltre a dibattiti e performances presso l’auditorium, e nel giardino delle Tuileries.
Di tutti gli inviti fatti ad artisti contemporanei al Louvre, quello a Michelangelo Pistoletto è senza dubbio quello che interroga più da vicino i differenti momenti temporali: il passato retrospettivo rappresentato dal patrimonio museale stesso, il presente dei visitatori catturato negli specchi, ed il futuro simbolizzato dal simbolo del Terzo Paradiso, attraverso un’opera monumentale creata appositamente per il Louvre.

La mostra intitolata “Anno 1, il paradiso sulla terra”, segna in effetti il passaggio ad una nuova era, quella di una trasformazione umana, sociale, culturale, politica, celebrata nel mondo intero il 21 dicembre 2012 per mezzo di diverse installazioni e performances, tra cui quella nella Cour Napoleon del Louvre.

Michelangelo Pistoletto,
La Venere degli Stracci
L’inserimento di opere di Michelangelo Pistoletto in molteplici dipartimenti del Louvre permette un dialogo con la storia dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri, ed incarna l’incontro di diverse civiltà: fa dunque da cassa di risonanza a tutto ciò che rappresenta la vocazione fondamentale del museo del XXI secolo.
Dai suoi primi Quadri specchianti, che ci invitano ad una riflessione sulla funzione del quadro e ad una messa in dubbio della prospettiva, fino alle sue ultime opere come The Mirror of Judgement o Il tempo del Giudizio, l’artista ci fa confrontare, integrandoci nell’opera, con la nostra responsabilità all’interno dell’evoluzione del mondo. 

In questa direzione prospettica si inserisce una sezione della mostra interamente dedicata a Cittadellarte, con la videoinstallazione interattiva "Le porte di Cittadellarte", ideata da Juan Esteban Sandoval e Paolo Naldini di Cittadellarte, curata da Studio Azzurro
. La fondazione di Cittadellarte, a Biella, è la dimostrazione più visibile del passaggio dalla creazione individuale, iniziata con l’ autoritratto, alla creazione collettiva ed internazionale, che raggruppa diversi campi delle scienze umane.
“Amate le differenze!” (Love difference). Queste frasi in differenti lingue, luminose ed appese sulle mura del vecchio Louvre medioevale, sono il riflesso delle preoccupazioni dell’artista riguardo alle identità multiple emerse con la globalizzazione, in particolare nel Bacino del Mediterraneo.
Dalle antichità greche e romane al dipartimento di pittura, passando per la Corte Marly e le mura di Carlo VI, il Louvre è così attraversato, attivato dalla presenza delle opere di Michelangelo Pistoletto, ed impregnato dalla visione dell’artista che pone ogni visitatore di fronte al simbolo del Terzo Paradiso. Questo simbolo rappresenta per lui il passaggio dal binomio natura ed artificio, femminile e maschile, una nuova matrice di pensiero per immaginare altre relazioni tra l’uomo e la società, così come un’altra economia del mondo.


Pubblicazione:

Michelangelo Pistoletto – Année 1, le Paradis sur Terre

con testi di Henri Loyrette, Bernard Blistène, Marie-Laure Bernadac, Marcella Lista, Paolo Naldini e Nicola Setari.
Co-editori Musée du Louvre Editions e Actes Sud.



La mostra di Michelangelo Pistoletto è stata realizzata grazie al supporto di Galleria Continua.
Programma degli eventi
Venerdì 17 maggio, ore 18:30, Auditorium du Louvre
Il Terzo Paradiso: visione e anticipazione
Michelangelo Pistoletto in conversazione con Nicola Setari
In collaborazione con l’espace culturel Louis Vuitton

L’idea del Terzo Paradiso - in un’accezione laica che si riferisce al significato di “giardino protetto” che la parola riveste in persiano antico -, unione armoniosa della natura e della tecnica, è uno dei punti di forza del lavoro di Michelangelo Pistoletto. Il 21 dicembre 2012, l’artista ha attivato, in questa prospettiva, il suo progetto intitolato Rebirth Day. Dal principio di “partecipazione”, apparso nel suo lavoro degli anni 1960, alla “responsabilità illimitata dell’artista” che egli difende oggi con un attivismo su larga scala, il dibattito si articolerà intorno al film realizzato selezionando e montando i video che testimoniano gli oltre 90 eventi realizzati in tutto il mondo il 21.12.2012.
20:30, Proiezione: "Twenty One: the Day the World Didn’t End
", film di Marco Martins con Michelangelo Pistoletto.  

Michelangelo Pistoletto, Grande sfera di giornali
Sabato 18 maggio, ore 20:00,  Nuit des musées
Scultura da passeggio (Sculpture de promenade), 1967-2013

Performance condotta da Michelangelo Pistoletto e Maria Pioppi intorno al Palais du Louvre, in collaborazione con La Monnaie de Paris.

Mercoledì 22 maggio, ore 18:30
, Auditorium du Louvre 
La modificazione dello spettatore 
Michelangelo Pistoletto conversa con Michel Butor, scrittore. Moderatore Jean-Max Colard, critico d’arte. 

Con La Modificazione, Michel Butor nel 1957, firma un romanzo scritto quasi interamente alla seconda persona plurale. Nel 1962, Mobile finisce per dissolvere l’autore singolo nel gruppo, rinunciando alla scrittura romanzesca a favore di un grande collage di testi trovati. La risonanza di queste sperimentazioni con quelle dei Quadri Specchianti che Michelangelo Pistoletto inizia verso gli anni ’60, offre l’occasione di questo incontro.

Giovedì 30 maggio, ore 14:30
, Auditorium du Louvre
Sguardo su un mondo in divenire (Regard sur un monde en devenir)

Michelangelo Pistoletto in conversazione con Aurélien Barrau.



Anno Uno
Sabato 1° giugno, ore 20:00, Auditorium du Louvre
Performance teatrale Anno Uno (1981-2013)
Prima assoluta per la Francia.
Fonte del tema della mostra del Louvre, la performance storica Anno Uno, creata al Teatro Quirino di Roma nel 1981 e andata in scena l’ultima volta nel 2009 in occasione di Artissima Teatro, è frutto della collaborazione di Michelangelo Pistoletto insieme a 21 abitanti di Corniglia.

Sabato 8 e domenica 9 giugno, ore 14:30 - 18:00, Jardin des Tuileries
Weekend familles: Operazione Terzo Paradiso (Opération Troisième Paradis), in collaborazione con Castello di Rivoli.

Tutti i venerdi dalle 10:00 alle 20:00 alla Salle audiovisuelle proiezione di film di Michelangelo Pistoletto e documenti storici.

lunedì 12 novembre 2012

Pop Art a Torino? ( ad Acri (Cs) al MACA )



A partire da sabato 8 dicembre 2012, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà una mostra incentrata su cinque figure centrali nell’evoluzione artistica della città di Torino e dell’intero panorama italiano della seconda metà del secolo scorso. In un periodo, quale gli anni Sessanta, di grandi cambiamenti nel costume e nella società, e di frenetiche sperimentazioni in ambito artistico, il capoluogo piemontese si pose in una posizione di avanguardia, accogliendo a braccia aperte le novità che giungeva
no d’oltralpe e, in particolar modo, d’oltreoceano. Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto furono tra i più importanti interpreti di quest’urgenza di novità linguistica e formale. Troppo frettolosamente racchiusi dalla critica entro i confini dell’Arte Povera – a cui tutti, con più o meno intensità, hanno partecipato –, questi cinque artisti si sono espressi attraverso modalità che spesso avevano poco a che spartire con il movimento nato alla fine degli anni Sessanta. L’intento di questa mostra – realizzata in collaborazione con le associazioni De Arte e Oesum Led Icima – che mette in scena una teoria del suo curatore, il critico e storico dell’arte Francesco Poli, è quello di evidenziare quanto questi artisti, nel loro operare, fossero sovente più affini al mondo della Pop Art, che non a quello del poverismo.
«Le immagini variopinte delle varie lettere incasellate degli Arazzi di Boetti – scrive Poli – riconducono all’artista anche persone che ignorano qualsiasi altra opera della sua vastissima ed eclettica produzione.Il Gilardi dei Tappeti natura è certamente un artista Pop. Come nota Renato Barilli: “egli è fedelissimo all’aura e canonico precetto (del Pop italiano) consistente nel riportare le cose tali e quali, con puntuale ricalco, contando sull’inevitabile effetto di estraniamento consistente nel ricostruirle con materiali artificiali e con colori violenti”. Mondino è uno degli artisti italiani più eclettici, il cui percorso artistico si muove dalla Pop Art al linguaggio poverista degli esordi, alle molteplici sperimentazioni di tecniche e materiali. Nespolo – prosegue il curatore – ha una radice Pop che ha mantenuto immune da aridità concettuali. Per Pistoletto, infine, l’arte crea immagine, anche se non vuole essere rappresentativa. I mezzi d’informazione e di diffusione producono inesorabilmente la trasformazione dell’opera in immagine, qualsiasi essa sia».

Giovedì 6 dicembre 2012, alle ore 10.30, la suggestiva Sala delle Colonne di Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del MACA, ospiterà un incontro tra Fracensco Poli e gli istituti, i licei artistici e le Accademi di Belle Arti della Calabria, con l’intento di gettare un nuovo sguardo su cinque artisti che hanno avuto un ruolo rivoluzionario nel panorama artistico torinese e nazionale, per insegnare ai giovani che non sempre ciò che è codificato nel libri di storia dell’arte è l’unica verità possibile.

La mostra rientra nell’ambito del programma MacArtCalabriaProject, che fa parte della rete di eventi finanzianti dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attuazione del Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Arte Contemporanea in Calabria. Piano Regionale per L’Arte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del PO FESR 2007/2013 – Azioni per lo sviluppo dell’Arte Contemporanea in Calabria.

Pop Art a Torino?
Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)
Curatore della mostra: Francesco Poli
Vernissage: sabato 8 dicembre 2012, ore 17:30
Periodo: dall’8 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
Info: Ufficio stampa tel. 0119422568
info@museomaca.it; www.museomaca.it
www.facebook.com/MACA.Silvio.Vigliaturo
Twitter: @macaacri