RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 17 febbraio 2016

pssstt... stiamo arrivando... Carta Canta



pssstt... stiamo arrivando... Carta Canta

un progetto di Spazio 74/b
a cura di Samuele Menin

opening 19 febbraio 2016
alle 17:57
fine mostra 9 marzo 2016
Via Bisceglie 74/b,
20152 Milano

“Carta Canta” è l’espressione che normalmente utilizziamo per dimostrare agli altri le nostre ragioni in maniera incontestabile.
La scelta di questo “modo di dire” come titolo per questa nuova avventura di Spazio 74/b nasce dalla volontà di avvicinare in “maniera incontestabile” una serie di giovani artisti che non si sono mai, o quasi, cimentati con il mondo dell’incisione facendogliene conoscere le enormi potenzialità espressive e tecniche che nei secoli hanno già affascinato maestri indiscussi come Dürer, Picasso, Piranesi, Lautrec e così via.

Nel corso dell’anno si succederanno le personali di artisti di varia formazione e dalle ricerche più disparate che hanno accettato la sfida di confrontarsi con questo mondo tanto antico quanto oggi poco conosciuto:
Sergio Breviario, Mirko Canesi, T-Yong Chung, Cristiano Focacci Menchini, Marcello Tedesco, Attilio Tono, e Marco Useli.

In questo primo appuntamento per presentare Carta Canta si è deciso di far dialogare gli artisti con alcune opere del fondo Franco Sciardelli, storico stampatore di Milano, che nel corso della sua vita ha raccolto opere in carta delle più svariate da incisioni, a poster a pubblicistica varia.

Potrete vedere quindi opere storiche di Fausto Melotti, Luigi Veronesi, Hans Bellmer, la reclame per “La crema Eva che mantiene rosa la carnagione” o le illustrazioni per il “Giornalino di Gian Burrasca” di Vamba re-interpretate da gli artisti coinvolti per dimostrare come al contrario di quello che si possa pensare la carta può non solo cantare ma fare dei bellissimi concerti.

Degustazione vini offerta dalla Cantina Sociale di Dorgali https://www.facebook.com/Cantina-Dorgali-548099208597213/?fref=ts

info
tel. +39 0248302441
email: 74b.info@gmail.com

domenica 17 gennaio 2016

CANTIERI RADETZKY Progetto di Mirko Canesi e Andrea Lacarpia per Città Ideale

Qualche tempo fa, nel post "A Milano tornerà a vivere l'Edicola Radetzky", vi avevo già accennato di questo progetto... 



CANTIERI RADETZKY
Progetto di Mirko Canesi e Andrea Lacarpia per Città Ideale

Giuseppe Buffoli, Jacopo Candotti + Nicole Valenti, Mirko Canesi, Daniele Carpi, Francesco Saverio Costanzo, Giovanni De Francesco, Fiorella Fontana, Adi Haxhiaj, Lorenzo Manenti, Bruno Marrapodi, Luigi Massari, Samuele Menin, Yari Miele, Stefano Serusi, Davide Spillari, Marcello Tedesco, Devis Venturelli, Serena Vestrucci + Francesco Maluta


Domenica 24 gennaio 2016 dalle 11.00 alle 14.00

EDICOLA RADETZKY Viale Gorizia (Darsena), Milano


Progetto Città Ideale presenta Cantieri Radetzky, appuntamento espositivo che si inserisce nelle ultime fasi di restauro di Edicola Radetzky e che racconta il progetto attraverso l'allestimento di tutte le opere prodotte dagli artisti e attivate durante il ripristino della struttura.

Prima della ripresa dei lavori, un work-brunch accompagnerà la visione della mostra con muffin ai lamponi, mirtilli e cioccolato, the e caffè.


Cantieri Radetzky: Da fine ottobre 2015 e durante i mesi successivi, con la partecipazione di artisti e tecnici specializzati coordinati da Progetto Città Ideale, Edicola Radetzky è interessata da un intervento di restauro che la riporterà al suo stato originale per inserirsi nuovamente nel suo contesto paesaggistico e urbano.
Lo svolgimento del restauro valutato in senso contemplativo e filosofico, è stato un momento utile per riflettere sulle possibilità di attivazione delle opere d’arte fuori dai contesti propriamente espositivi. Cantieri Radetzky ha assunto le caratteristiche di un contenitore culturale, all'interno del quale gli artisti coinvolti nei lavori di ripristino dell’Edicola hanno prodotto opere per questo momento specifico, trasformando il cantiere in uno scenario inedito.

In tutta la modernità, il lavoro è stato al centro della riflessione filosofica per essere costantemente ridefinito nelle sue prassi dalle spinte progressiste di una società in continuo cambiamento. In particolare, la possibilità di sostituire il lavoro manuale con l'uso di macchine sempre più sofisticate ha ampliato la speranza in un mondo nel quale alla fatica del labor si sostituisca il ludus, l'attività come gioco e spettacolo. Con l'affievolirsi delle illusioni sulle possibilità di un progresso illimitato, negli ultimi anni sono nate problematiche nuove, attraverso il confronto con un ambiente rapidamente mutato da uno sfruttamento delle risorse senza precedenti, con l'aprirsi di scenari futuri in cui i limiti della realtà fisica tornano ad imporsi.
Se il totale affrancamento dal lavoro imposto dalla necessità resta un'utopia, è possibile pensare l'attività umana anche come volontaria produzione di realtà? Cantieri Radetzky prova a rispondere trasformando il restauro di un bene pubblico in un progetto artistico-curatoriale.


Edicola Radetzky: struttura storica situata in riva alla Darsena di Milano, è stata affidata a Progetto Città Ideale dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano per farne il nuovo centro culturale della Darsena, con programmazione di mostre e progetti esterni.



EDICOLA RADETZKY
Viale Gorizia (Darsena) – Milano
edicolaradetzky@gmail.com
www.edicolaradetzky.it
www.progettocittaideale.com

lunedì 16 novembre 2015

A Milano tornerà a vivere l'Edicola Radetzky

A Milano tornerà a vivere l'Edicola Radetzky!

 


L'Edicola Radetzky, affacciata sulla Darsena recentemente restituita come nuovo polo della vita milanese, è un piccolo gioiello dei primi anni del '900, caratterizzato dalla struttura in ferro e vetro e concluso da un grande tetto a pagoda che evoca l'esotismo di quegli anni. 

Da luogo di vendita di quotidiani e riviste, l'Edicola ritorna a vivere come centro culturale dedicato all'arte contemporanea, con un particolare rapporto tra interno ed esterno, per via delle pareti di vetro, che crea una situazione a metà tra il museo in miniatura e l'arte pubblica in dialogo con l'ambiente circostante. 
Affidata a Progetto Città Ideale dal Comune di Milano Zona 6, l'edicola ospiterà un programma espositivo definito con la partecipazione di Dimora Artica, con l'obbiettivo di promuovere la ricerca artistica più attuale mantenendo un approccio didattico e ludico allo stesso tempo, trasformandola in una stanza delle meraviglie dedicata alla città.

Edicola Radetzky è un progetto di Mirko Canesi e Andrea Lacarpia per Città Ideale


maggiori info su

domenica 23 marzo 2014

PRIVATA: contro la violenza di genere e il femminicidio

Vi avevo scritto di questo progetto tempo fa (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/02/privata-ricevo-e-divulgo-con-piacere.html),  ora il comunicato...



COMUNICATO STAMPA

PRIVATA: contro la violenza di genere e il femminicidio
L’arte contemporanea per risvegliare le coscienze contro il femminicidio e la violenza sulle donne.
In mostra alla Mole Vanvitelliana di Ancona, 8 marzo – 6 aprile

Martedì 25 marzo 2014
PRESENTAZIONE LIBRO-CATALOGO
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MACERATA
AULA SVOBODA ORE 16.00

Federica Amichetti, Alessandra Baldoni, Mirko Canesi, Mandra Cerrone, Giovanni Gaggia, Francesca Romana Pinzari, Rita Soccio: sette artisti orchestrati dalla curatrice Federica Mariani, hanno affrontano a viso aperto il tema della violenza sulle donne e del femminicidio. La mostra itinerante PRIVATA è il nucleo centrale di un progetto senza scopo di lucro, dinamico e flessibile che prevede eventi collaterali e attività didattiche nelle scuole medie superiori. Nel corso dei mesi al progetto si sono affiancati il critico d’arte Antonio Zimarino, il curatore indipendente Francesco Paolo Del Re, la curatrice Milena Becci cha ha collaborato all’allestimento della mostra e all’editing del libro-catalogo, la giornalista italo-siriana Asmae Dachan, la criminologa Margherita Carlini, la sociologa Anna Maria Di Miscio, il regista Marco Simon Puccioni, la Consigliera di Parità Pina Ferraro, Santa Lebboroni direttrice della casa circondariale di Monteacuto, la giornalista Tamara Ferrari di Vanity Fair che ha collaborato anche nell’opera collettiva ideata da Nikla Cingolani. Tutti hanno contribuito con un intervento nel libro-catalogo della mostra pubblicato dalla casa editrice Communication Project di Recanati. Il progetto parte da una riflessione profonda sulla violenza di genere e nasce dall’esigenza di affrontare questa problematica sociale da una prospettiva diversa: l’arte contemporanea può fornire le chiavi d’accesso ad una sensibilità percettiva altra, che va al di là del semplice sdegno per i fatti di cronaca, delle leggi e delle pene, dell’impatto mediatico delle campagne pubblicitarie L’arte riappropriandosi del suo compito primordiale e sociale di scatenare reazioni, turbamenti, sensazioni e accesi confronti induce a compiere il primo passo per avviare un processo riflessivo profondo. La mostra PRIVATA è itinerante, e partendo da Ancona l’8 marzo presso la Mole Vanvitelliana di Ancona l’intento, in questa prima fase è quello di compire diverse tappe fino al 25 novembre 2014, due date simbolo per la donna.
La mostra è accompagnata anche da un percorso didattico dove assieme a degli operatori  e a degli esperti del settore verranno effettuati degli incontri d’informazione e sensibilizzazione nelle scuole secondarie superiori partendo dal libro-catalogo.


INFO
Tel: +39 334 3621624 339 2715635
Twitter: @Privata_project
Blog: progettoprivata.blogspot.it

lunedì 10 marzo 2014

MIRKO CANESI – “ANANKE” a cura di Andrea Lacarpia



MIRKO CANESI – “ANANKE”
a cura di Andrea Lacarpia

Venerdì 14 Marzo 2014 dalle 18.30 alle 21.30

DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11  
Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica prosegue la propria attività, finalizzata alla riconnessione delle sperimentazioni artistiche con i principali temi della tradizione occidentale, presentando “Ananke”, progetto di Mirko Canesi a cura di Andrea Lacarpia.
Limitata dal tempo dello sfiorire di una rosa, l’esposizione intende stimolare riflessioni sull’inesorabile pressione del fato, costantemente esercitata dalle influenze che sovrastano l’esistenza dominando la natura, ed alle quali non è possibile sottrarsi.
Ananke, parola greca significante necessità, forza e costrizione, è il nome di una divinità primigenia della mitologia orfica, madre delle Moire con le quali personifica il destino. Gli studi sull’etimologia del termine, compiuti dal filologo Heinz Schreckenberg e successivamente ripresi da James Hillman, evidenziano il significato ricorrente espresso dalla radice hnk, presente in diverse lingue antiche e moderne, che riporta alle parole giogo, collare e cappio, quindi ad un vincolo di servitù al quale non si può sfuggire.
L’accettazione del fato si connette ad una visione ciclica dell’esistenza, governata dall’alternarsi di polarità contrapposte in un processo di rivoluzione perpetua, una ruota attraverso la quale l’esistenza si rigenera in una danza cosmica che sovrasta la volontà individuale. In tale tradizione il pensiero di Friedrich Nietzsche s’inserisce come innovatore, coniugando libertà e necessità nell’amor fati, principale qualità dell’oltreuomo, che esprime l’illimitatezza della propria volontà di potenza nella gioiosa accettazione del destino. In questo modo l’uomo supera ogni subordinazione, ponendosi nello stesso tempo come vittima e carnefice, creatore dello stesso giogo che lo domina.

Nel progetto Ananke Mirko Canesi mette in scena le polarità dei processi cosmici stimolando le potenzialità distruttive di ciò che è delicato e grazioso e individuando i risvolti piacevoli e rassicuranti celati dalle rappresentazioni del male. Se il profumo di una rosa è oggettivamente associato al piacere e ad un eros romantico e rarefatto, esasperato nell’intensità esso diviene repellente come un amore che si tramuta in legame violento e oppressivo. La mitologia classica narra l’ira degli dei dovuta al superamento del giusto limite, a causa del quale si risvegliano le energie distruttive che precedono la rigenerazione degli equilibri perduti. L’irruente manifestazione dell’occulta forza demolitrice è rappresentata da Mirko Canesi attraverso le bizzarre forme tentacolari di un demone dipinto su vetro, immagine che indica un’energia bloccante che soffoca e lega a sé con il fine di annientare, dietro alla quale traspare la rassicurante vivacità di un materiale dal colore cangiante, un arcobaleno che indica la fine della tempesta e nello stesso tempo profetizza oscuri presagi.


Info:
DIMORA ARTICA
Via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano
Tutti i venerdì dalle 16.00 alle 19.30
Tel. +39 380 5245917
dimoraartica.com – info@dimoraartica.com

domenica 23 febbraio 2014

"PRIVATA" ricevo e divulgo con piacere

Ricevo e condivido con piacere questa lodevole iniziativa...

Questo progetto è nato da un gruppo di artisti e un curatore che hanno affrontato a viso aperto il tema della violenza sulle donne e del femminicidio, da questo confronto è stata ideata PRIVATA, una mostra itinerante con l’obiettivo di risvegliare le coscienze attraverso l’arte contemporanea.

Nel corso dei mesi al progetto si sono affiancati il critico d’arte Antonio Zimarino, la giornalista di Vanity Fair Tamara Ferrari e la siriana Asmae Dachan, la criminologa Margherita Carlini, la sociologa Anna Maria Di Miscio, il regista Marco Simon Puccioni, la Consigliera Pari Opportunità Pina Ferraro, Santa Lebbroni direttrice della casa circondariale di Monteacuto, il curatore indipendente Francesco Paolo Del Re e la casa editrice Communication Project e l’associazione Donne e Giustizia onlus; tutti hanno contribuito a far diventare PRIVATA un progetto culturale, sociale, artistico, didattico e condiviso.

Per tutta la durata della mostra saranno organizzati workshop, incontri, dibattiti, seminari, laboratori con gli artisti per informare, comprendere e cambiare prospettiva rispetto al problema.

Il nostro è un progetto ambizioso, lo porteremo in giro per l’Italia,dall’8 marzo al 25 novembre, due date simbolo per le donne. In ogni città collaboreremo con curatori, critici, artisti, associazioni culturali e fondazioni per far diventare PRIVATA un progetto dinamico e flessibile.

Crediamo molto in PRIVATA, ma abbiamo bisogno del tuo sostegno per realizzarlo!

Una mostra itinerante ha dei costi elevati per il trasporto delle opere, gli allestimenti e la promozione. Ti chiediamo di aiutarci contribuendo con una piccola somma, in cambio riceverete t-shirt, shopping bag e il catalogo della mostra.
Una parte dei fondi che raccoglieremo sarà destinata ad un’associazione o fondazione che si occupa di aiutare le donne vittime di violenza.
Diventa anche tu parte di questo progetto culturale, sociale e condiviso!
Grazie da parte di tutti noi!

Federica Mariani, Federica Amichetti, Alessandra Baldoni, Mirko Canesi, Mandra Cerrone, Giovanni Gaggia,  Francesca Romana Pinzari, Rita Soccio, Nikla Cingolani, Communication Project.

http://www.eppela.com/ita/projects/655/privata

domenica 2 giugno 2013

Beyond the nature a cura di Pietro Di Lecce e Andrea Lacarpia



SPAZIO ORLANDI (PROGETTI SPECIALI) PRESENTA:

BEYOND THE NATURE a cura di Pietro Di Lecce, Andrea Lacarpia


Artisti: Mirko Canesi, Nicola Caredda, Federico Lanaro, Silvia Mei, Paolo Pibi


Luogo: Spazio Orlandi, via Vespri Siciliani 16/4, Milano

Date: dal 4 Giugno al 18 Giugno 2013

Vernissage: martedì 4 giugno ore 18:30

Orari e Giorni per visitare la mostra:
Dal Lunedì al Venerdì dalle 10.30 alle ore 18.30 su appuntamento

COMUNICATO STAMPA:

Martedì 4 giugno a Spazio Orlandi inaugura “Beyond the nature”, mostra collettiva nella quale verranno approfondite le problematiche del rapporto uomo-natura attraverso le opere di quattro giovani artisti. Lo spazio espositivo si trasformerà in una sorta di fantasioso giardino grazie alla predominante paesaggistica nelle opere esposte, pur nelle differenze stilistiche di ogni artista.

Il termine Natura, comunemente associato all’immagine di un paradiso contrapposto all’umanità e alle sue manipolazioni, indica invece tutto l’insieme degli esseri viventi ed inanimati, compreso l’uomo nel proprio ambiente costituito anche dai prodotti del lavoro. La separazione tra mondo naturale ed artificiale è l’astrazione del pensiero che ha accompagnato l’industrializzazione: venendo meno l’artigianalità, l’oggetto prodotto dall’uomo è divenuto merce, un ente estraneo dotato di una propria vita autonoma che può diventare ostile al suo stesso produttore provocando l’inquinamento ambientale.
Negli ultimi decenni la volontà di ridimensionare la distanza tra natura e artificio ha determinato diverse esperienze artistiche che, tra fantasiose ibridazioni e nuove mitologie, immaginano un possibile riavvicinamento in nuove armonie. Se il benessere è il prodotto di una mente che vede l’esistenza nella sua unità, è la continuità psichica tra individuo e ambiente esterno a costruire un mondo integro, nel quale anche l’opera dell’uomo è parte di questa continuità.
La mostra collettiva “Beyond the nature” raccoglie le opere di quattro giovani artisti italiani che nelle proprie opere descrivono la natura come un luogo immaginario dove gli elementi della realtà vengono mescolati in una dimensione psichica vicina al mondo onirico. Nei dipinti di Nicola Caredda la foresta è un’ombrosa rappresentazione dell’inconscio nella quale affiorano enigmatiche figure affini a rebus da decifrare, mentre nei dipinti di Paolo Pibi il paesaggio si fa più limpido e sereno, attraversato da presenze spettrali o raggi luminosi che suggeriscono la comunicazione con realtà parallele. Nelle opere di Mirko Canesi l’artificiale viene reintegrato nella dimensione naturale, aprendo il dialogo tra violenza e ricettività. Il tentativo d’adattamento ad una dimensione naturale perduta determina le ibridazioni di Silvia Mei, opere pittoriche nelle quali lo scontro tra civiltà e istinto si traduce nell’aggressività del segno che incontra la grazia di alcuni particolari, in un campionario di ritratti grotteschi e visionari nei quali le forme si frantumano per ricostruirsi in nuove morfologie. Gli accostamenti impossibili di una natura reinventata in irreali tinte acide compaiono invece nelle opere di Federico Lanaro, dipinti e sculture nelle quali gli elementi vengono mixati e decontestualizzati in paradossali e ludiche ibridazioni.