RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 19 settembre 2016

A Pisa: "Dalí. Il sogno del classico"

Salvador Dalì... il grande surrealista a Pisa... 



"Inizia a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri. Dopo potrai fare quello che vorrai: tutti ti rispetteranno."
Salvador Dalí

Dall’1 ottobre 2016 al 5 febbraio 2017 la Fondazione Palazzo Blu ospita la mostra "Dalí. Il sogno del classico", organizzata con la collaborazione della Fundación Gala-Salvador Dalí e MondoMostre. L’esposizione, a cura di Montse Aguer, Direttrice Musei Dalí, presenta al pubblico la grande opera del maestro spagnolo, attraverso
una selezione mirata di importanti opere che mostrano la grande ispirazione che Dalì trae dalla tradizione italiana e dai grandi Maestri soprattutto rinascimentali.
All’interno del percorso espositivo una serie di importanti dipinti in cui il pittore spagnolo cita Raffaello e rivisita sotto una lente surrealista i capolavori scultorei e pittorici di Michelangelo, i disegni e gli acquarelli che raccontano la leggendaria vita di Benvenuto Cellini e l’intera serie che illlustra il capolavoro di Dante Alighieri, la Divina Commedia.
L'arte di Dalí, nella sua dimensione onirica, è un continuo susseguirsi di citazioni e di richiami, scomposizioni finalizzate a nuove formulazioni e ancestrali nostalgie.
Per la prima volta in Italia, diversi dei suoi dipinti su tela che rivisitano in chiave daliniana la produzione artistica dei più grandi Maestri italiani. Oltre 150 opere provenienti dal Museo Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres e dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, le due più importanti istituzioni mondiali che custodiscono le opere dell’artista spagnolo, ma anche dai Musei Vaticani.
Un grande progetto dal taglio inedito, una mostra trasversale che mette a confronto diretto il genio di Figueres con la tradizione antica e con i grandi Maestri del passato e che presenta, per la prima volta nelle sale di Palazzo Blu, un aspetto particolare della parabola surrealista, attraverso i dipinti e le opere del più enigmatico ed eccentrico dei suoi esponenti per esplorare e ammirare il "sogno classico" di Salvador Dalí.

INFORMAZIONI
DALI'
Il sogno del classico
Palazzo Blu, 1 ottobre 2016 - 5 febbraio 2017
dal lunedì al venredì dalle 10.00 alle 19.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00
(ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)
Tel. 050 220.46.50
Mail: info@palazzoblu.it

giovedì 5 novembre 2015

A Pisa, a Palazzo Blu, "Toulouse-Lautrec Luci e ombre di Montmartre"

A Pisa, a Palazzo Blu, "Toulouse-Lautrec Luci e ombre di Montmartre"... da non perdere!!!

 

Toulouse-Lautrec

Luci e ombre di Montmartre

16 ottobre 2015 - 14 febbraio 2016

 

“Nella sua opera non si trova un solo viso umano di cui non abbia volutamente sottolineato il lato spiacevole. Era un osservatore implacabile ma il suo pennello non mentiva” (Artur Huc).
Protagonista della grande mostra autunnale di Palazzo Blu è Henri de Toulouse-Lautrec che, con la sua straordinaria produzione di opere grafiche, ha innovato profondamente il mondo dell’arte, aprendo le porte alla modernità e superando quelle che erano le tematiche e i canoni di fine Ottocento.

Attraverso la sua magnifica produzione di dipinti, locandine, litografie e manifesti, Henri de Toulouse-Lautrec è riuscito, più di chiunque altro, a descrivere e caratterizzare una città, uno stile di vita, i colori di una generazione e, più in generale, il vero stile di vita della Parigi di fine Ottocento, la Parigi del Moulin Rouge, di Montmartre, delle maisons closes; quel magnifico periodo in cui, a cavallo tra due secoli, la Ville lumiére era l’indiscussa capitale mondiale dell’arte.

La curatela scientifica è affidata alla Prof.ssa Maria Teresa Benedetti, accreditata studiosa dell’arte francese dell’Ottocento ed esperta dell’artista. Una grande occasione per ammirare la varietà e la modernità dell’arte di Henri de Toulouse-Lautrec. 
Presenti in mostra tutti i suoi celebri manifesti, affiancati da litografie, disegni e da un’attenta selezione di dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private internazionali a coronamento del fondamentale nucleo di opere di grafica, le quali hanno consacrato l’artista tra i “giganti” dell’arte europea ed hanno spianato la strada verso la modernità e verso la diffusione del manifesto pubblicitario che grazie all’artista francese diviene opera d’arte.
La grande mostra, che aprirà al pubblico il 16 Ottobre 2015, intende rappresentare al grande pubblico italiano e internazionale la straordinaria avventura umana e artistica di Henri de Toulouse-Lautrec.

INFORMAZIONI
TOULOUSE-LAUTREC
Luci e ombre di Montmartre
dal 16 ottobre 2015 al 14 febbraio 2016
BLU | Palazzo d'arte e cultura
Lun/Ven 10-19
Sab/Dom 10-20
INFORMAZIONI
BLU | Palazzo d'arte e cultura
Tel: 050 220.46.50
Mail: info@palazzoblu.it

http://www.toulouselautrec-pisa.it/ 


sabato 11 ottobre 2014

A Palazzo Blu per Modì



Della mostra "Modigliani et ses amis", allestita a Palazzo Blu a Pisa, vi avevo già dato notizia qualche tempo fa... (vedihttp://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/08/a-pisa-arriva-il-grande-livornese.html).
Oggi ci sono stato. Palazzo Blu come sempre non tradisce. 
Bella mostra. Ricca, completa, esaustiva.
Purtroppo... niente foto... in compenso ottima audioguida... 



Amedeo Modigliani
Palazzo Blu, Pisa
3 ottobre 2014 - 15 febbraio 2015
Orari: Lunedì-Venerdì 10.00 - 19.00
Sabato-Domenica 10.00 - 20.00
Infoline : Tel. +39 050 220 46 50 | info@palazzoblu.it
 
 

mercoledì 20 agosto 2014

A Pisa arriva il grande livornese: Amedeo Modigliani

 
 
Amedeo Modigliani
Palazzo Blu, Pisa
3 ottobre 2014 - 15 febbraio 2015
Orari: Lunedì-Venerdì 10.00 - 19.00
Sabato-Domenica 10.00 - 20.00
Infoline : Tel. +39 050 220 46 50 | info@palazzoblu.it
 
 
Pochi uomini hanno incarnato come Modigliani il mito romantico dell’artista geniale e trasgressivo.“Modì”, l’artista maledetto dalla vita dissoluta, il bellissimo dandy dai tanti amori, il genio incompreso che si rifugiava nel vino e nell’assenzio la cui storia è breve ma intensa, drammatica e memorabile.
Tutti coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l’anima.
In mostra nelle suggestive sale di Palazzo Blu di Pisa, una ricca e attenta selezione di opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi insieme a magnifici capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private, italiane e straniere ricreeranno l’atmosfera culturale in cui maturò la straordinaria ed entusiasmante esperienza della pittura dell’epoca e la vicenda artistica di Modigliani dal periodo della sua formazione a Livorno fino al suo trasferimento a Parigi, nel 1906, nella costante e irrequieta ricerca del nuovo.
E’ nella Parigi della cultura avanguardista, dei fauves, tra amici quali Marc Chagall, Max Jacob, Georges Braque, Jean Cocteau che il dissoluto artista e tombeur de femmes, matura la sua poetica artistica, influenzato fortemente da Picasso, Toulouse-Lautrec e Cézanne.
Insieme alle opere di Modì, saranno presenti anche i grandi capolavori di artisti dell’epoca, suoi contemporanei e compagni di avventure a Montparnasse tra i quali Chaim Soutine, Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger e tante figure popolari come Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, André Derain o Raoul Dufy, Juan Gris e Gino Severini.
A completare il percorso espositivo, una significativa selezione di sculture di Modigliani e dei grandi scultori dell’epoca come il celebre Constantin Brancusi e ancora una eccezionale serie di fotografie scattate da Brancusi stesso.
La curatela scientifica è affidata a Jean Michel Bouhours, accreditato studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi. Un’opportunità unica, dunque, per rivisitare una fondamentale stagione culturale che ha influenzato l’intera produzione artistica europea.

sabato 18 gennaio 2014

A proposito di "Andy Warhol. Una storia americana"



Oggi sono riuscito a ritagliarmi un po' di tempo per me!
E quindi sono stato a Pisa, a Palzzo blu (http://www.palazzoblu.it/), a vedere la mostra  "Andy Warhol. Una storia americana", della quale vi avevo già dato notizia nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/08/andy-warhol-una-storia-americana-pisa.html.

La mostra merita. 
Efficace l'allestimento, preziose le opere esposte, meritevole il percorso.
Insomma una mattinata spesa bene. Anche il catalogo (Giunti Editore) è di indubbia qualità. 

Il mio cosiglio quindi è quello di andare a trovare uno dei personaggi più importanti della scena artistica del dopo guerra, ne uscirete più consapevoli di quanto l'arte sia in mezzo a tutti e di quanto appartenga a tutti. Nonostante le aggiudicazioni milionarie!

Unico neo? che Palazzo Blu, come tanti musei, enti, fiere ect. ect.,  in Italia, non riconosce i titolari di blog come possibili interlocutori, organi di informazione e divulgatori!

Ho ottenuto la riduzione sul costo del biglietto non come blogger ma in quanto titolare di un c/c presso l'istituto di credito che ha co-sponsorizzato la mostra...
I tanti poteri del denaro, i pochi poteri della cultura!

 Tutte le info su

ANDY WARHOL. Una storia americana  
Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)  
11 ottobre 2013 - 1 febbraio 2014
Orari: lunedì – venerdì, 10-19; sabato e domenica, 10-20.  
La biglietteria chiude un’ora prima

venerdì 16 agosto 2013

"Andy Warhol. Una storia americana" a Pisa a Palazzo Blu ad ottobre...

A Pisa, ad ottobre anche la Torre Pendente sarà "Pop" 




ANDY WARHOL  
PROTAGONISTA DELLA MOSTRA AUTUNNALE DI BLU  
Palazzo d’arte e cultura 

Dall’11 ottobre 2013 al 1° febbraio 2014 oltre centocinquanta opere, provenienti dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, e da numerose collezioni americane ed europee, ripercorreranno il percorso creativo dell’artista che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo. 



Dopo le mostre dedicate a Chagall, a Mirò, a Picasso e a Kandinsky, che hanno portato a Pisa oltre 300.000 visitatori in quattro anni, BLU | Palazzo d’arte e cultura apre le sue porte, dall’11 ottobre 2013 al 1° febbraio 2014, all’arte di Andy Warhol, per quello che si annuncia come un imperdibile evento nel panorama delle offerte espositive del prossimo autunno. 

La Fondazione Palazzo Blu, in collaborazione con Gamm Giunti, prosegue così il proprio progetto d’indagine sui Maestri che hanno scritto la storia dell’arte del Novecento. 

L’esposizione, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, presenterà circa 150 opere, tra cui 20 fotografie Polaroid, in grado di ripercorrere l’itinerario creativo dell’autore che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo, grazie alla collaborazione con l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, che custodisce una larga parte dl suo lascito, e al supporto di alcune storiche collezioni, come quelle delle gallerie Sonnabend, Feldman, Goodmann di New York, di musei europei come il Museo d’arte moderna e contemporanea Berardo di Lisbona, il Museo d’arte moderna di Nizza, l’Albertina e il Mumok di Vienna, oltre ad alcuni capolavori da raccolte pubbliche e private italiane, come la Collezione Lucio Amelio o la Collezione Unicredit. 

Il percorso individuerà i temi che fanno di Warhol la più emblematica icona del mutamento storico e culturale della seconda metà del Novecento, periodo che ha spostato la centralità dell’arte dall’Europa agli Stati Uniti, attraverso opere quali i Brillo Box, o le Campbell Soup - per la rivoluzione della Pop Art - le grandi tele dedicate ai Most Wanted Men e alle Electric Chair - a sottolineare l’incubo della violenza che lo colpirà drammaticamente - i ritratti di Marylin Monroe, Liz Taylor, ma anche di Mao e Richard Nixon - per trasformare l’immagine in icona universale eterna, con l’approdo a una ricerca più dentro l’arte e la storia della pittura con esiti vicini all’astrazione. 

La mostra inoltre presenterà alcune tele di grande formato come Miths, Dollar, Skull, ma anche i rarissimi portfolio dedicati a Marylin Monroe e alle zuppe Campbell, e ad alcune serie che renderanno visibile la sua evoluzione stilistica, a partire dalla fotografia poi al disegno e infine all’opera su tela, come nel caso di Knives (coltelli), divenuto ancora più nota negli ultimi anni come immagine di copertina di Gomorra, il libro di Roberto Saviano venduto in milioni di copie. 

Anche quest’anno, ai visitatori dell’esposizione di Palazzo Blu verrà offerta, in stretta collaborazione con le istituzioni culturali e le organizzazioni imprenditoriali pisane, un’ampia proposta di iniziative collaterali che investiranno l’intero territorio, valorizzando la capacità di accoglienza di Pisa come straordinaria Città d’Arte, che si distingue anche per la produzione scientifica e culturale delle sue Istituzioni Universitarie, per i capolavori ospitati nei suoi Musei e per lo spettacolo urbano dei suoi storici Lungarni. 

La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, prodotta in collaborazione con GAmm Giunti e The Andy Warhol Museum - Pittsburgh, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, col patrocinio del Comune di Pisa, con il contributo della Fondazione Pisa, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica di Claudia Zevi & Partners. 

Catalogo GAmm Giunti. Pisa, maggio 2013 

Andy Warhol, Self-portrait, 1967 The Sonnabend Collection © 2013 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York, by SIAE


ANDY WARHOL. Una storia americana  
Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)  
11 ottobre 2013 - 1 febbraio 2014
Orari: lunedì – venerdì, 10-19; sabato e domenica, 10-20.  
La biglietteria chiude un’ora prima 


 www.mostrawarhol.it 

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
tel. 02 36755700;
marta.paini@clponline.it; www.clponline.it  
Comunicato e immagini su www.clponline.it

sabato 6 ottobre 2012

Wassily Kandinsky dalla Russia all’Europa





Wassily Kandinsky dalla Russia all’Europa

Pisa, Palazzo Blu
Lungarno Gambacorti 9 Pisa


13 ottobre 2012 – 3 febbraio 2013

Per la prima volta in Italia, una mostra affronta a largo raggio la figura di uno dei più grandi maestri del ‘900, nel suo radicamento nella tradizione culturale, profonda ed antica, della Russia.Wassily Kandinsky è al centro della mostra stessa con oltre 64 opere provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, dai Musei di Omsk, Kazan, Tyumen, Vladivostok, Nizhny Novgorod, dal Centre d’Art Moderne Pompidou e da qualche collezione pubblica e privata italiana.

Si tratta di una delle più vaste mostre dedicate all’artista russo, che accompagna nel percorso le sue opere con alcuni importanti riferimenti alle radici della sua arte.

Insieme dunque ai primi dipinti di derivazione simbolista e alle raccolte di xilografie quali “Poesia senza Parole”, la prima parte della mostra accoglie alcune selezionate opere di artisti quali Bilibin, Burliuk, Stelletsky, che riconducono alla tradizione delle fiabe a cui si ispirano in quegli anni musicisti e scrittori.

La formazione di Kandinsky però, non può prescindere dai suoi interessi giovanili per gli studi etno-giuridici che lo portarono a contatto con la tradizione contadina, come ben testimoniano i suoi viaggi in Vologda, dove il contatto con la cultura tradizionale e i colori avvolgenti degli oggetti e delle decorazioni degli interni delle izbe, lo affascinarono e furono determinanti per la sua scelta di essere pittore.

La seconda sezione della mostra dunque offrirà una raccolta sintetica di oggetti del folklore russo, di stampe lubok, abiti, tessuti e, in una piccola nicchia, oggetti rituali della tradizione sciamanica.

Il periodo della permanenza di Kandinsky in Germania, negli anni tra il 1906 ed il 1913 vedrà affiancare alle sue opere alcuni selezionati esempi di artisti che gli furono più vicini, Javlensky, Munter, Verefkina, e soprattutto Arnold Shoenberg, il rivoluzionario musicista così affine per impostazione culturale alle idee di Kandinsky.

La mostra dunque consente di scoprire come le “radici orientali” della tradizione culturale russa si fondono nell’opera di Kandinsky con le avanguardie tedesche e parigine, e come nel contempo Kandinsky rappresenti il punto di incontro con la sua instancabile attività intellettuale fra le espressioni della prima avanguardia russa, Larionov, Goncharova, le mostre di Idzbesti e il gruppo che a Monaco raccoglierà intorno alla rivista Der Blaue Reiter.

Il punto focale della mostra si concentra sugli ultimi anni russi fra il ’14 ed il ’21 in cui tutti questi elementi conducono l’artista all’invenzione della pittura astratta, in una concezione della spiritualità dell’arte che deve moltissimo alla tradizione mistica e letteraria russa.

Si tratta dunque di una delle mostre più ampie dedicate in Italia a Wassily Kandinsky e soprattutto dedicata al lungo periodo che precede il suo definitivo abbandono della Russia per la sua lunga esperienza al Bauhaus.

Il distacco dei luoghi della sua cultura profonda porterà Kandinsky a scelte più radicali, all’astrazione geometrica, cambiando profondamente il suo rapporto con l’arte e con il mondo che intorno ad essa si andrà consolidando, lontano dalle avanguardie del suo paese, ma in qualche modo anche dall’Europa occidentale che lo ospita. 

http://www.mostrakandinsky.it/ 

martedì 28 agosto 2012

A Pisa, dal 13 ottobre a Palazzo Blu: "Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa"

 

Pisa – Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa

Apre il nuovo ciclo espositivo di Palazzo Blu dedicato all’astrazione la mostra ‘Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa’, a Pisa dal 13 ottobre al 3 febbraio. Allestite 50 opere provenienti in gran parte dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, che racconteranno il cruciale periodo formativo e la prima importantissima produzione del celebre pittore, 20 anni di attivita’ – tra il 1901 e il 1922 – antecedenti al suo insegnamento alla Bauhaus al fianco di Paul Klee.

mercoledì 2 novembre 2011

A Pisa, Palazzo Blu, Pablo Picasso fino al 29 gennaio...

A Pisa terzo imperdibile appuntamento con la grande arte. 
Dopo Chagall e Mirò ora tocca al più geniale del XX secolo: Pablo Picasso

Blu Palazzo d’Arte e Cultura
Lungarno Gambacorti, 9
56125 - Pisa
14 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012
Orari
lunedì - venerdì, ore 10.00-19.00 sabato e domenica, ore 10.00-20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima) tel. 050 916950, info@palazzoblu.it




 

Quando ero bambino, mia madre mi diceva: “Se diventi soldato, sarai generale. Se diventi monaco, finirai papa.” Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso.

Pablo Picasso Le peintre au travail, 1964 Lavis sur papier Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2011

Nel terzo grande appuntamento del ciclo dedicato ai maestri del ‘900, dopo la magia di Chagall e i colori di Miró, Palazzo Blu dedica una mostra a Picasso, l’emblema stesso dell’arte moderna. Fin dai primi anni della sua attività Picasso riesce a trasformare i soggetti delle sue opere in una sorta di stereotipi della pittura contemporanea. Il celeberrimo Pasto frugale descrive una realtà di povertà e miseria che coincide con il suo periodo blu. La scoperta dell’Art nègre condurrà a quel capoverso della pittura moderna che sono le Demoiselles d’Avignon, grande quadro conservato al Museum of Modern Art di New York, di cui si ha in mostra un grande disegno preparatorio. Successivamente, vedremo come Picasso rappresenti paesaggi, oggetti, persone, partendo da una lettura molto vicina alla realtà fino ad arrivare alla peculiarissima forma di astrazione, sintesi, manipolazione formale tipica della sua arte. Tre serie rarissime di capolavori, eccezionalmente esposte nella loro integralità, daranno conto di questa ricerca. La serie celeberrima dei Toros, in cui l’animale, archetipo della cosmogonia picassiana, viene raffigurato inizialmente in una forma molto realistica, che si trasformerà via via fino a terminare nel notissimo, sintetico, graffito. Lo stesso procedimento si potrà osservare nell’altrettanto rara e affascinante serie delle Due donne nude con sfondo di tendaggi e, infine, in quella di grandi e coloratissimi ritratti di Jacqueline, l’ultimo amore della sua vita. La rivoluzione spagnola prima, e, all’interno di essa, la tragedia di Guernica, la prima Guerra mondiale con i suoi morti e i suoi feriti, costituiranno per Picasso un’esperienza senza ritorno. Ne sono testimonianza in mostra alcune serie di opere strettamente correlate al dipinto di Guernica, il monumento che l’arte del ‘900 ha dedicato alla guerra. Sogno e menzogna di Franco venne infatti realizzata per combattere la dittatura e poi abbandonata dopo la strage del paesino basco, come si evince dalle ultime immagini che riproducono i visi stravolti e piangenti del grande quadro. E poi i Poèmes et Lithographies, le grandi tavole in cui Picasso accompagna immagini di potente forza drammatica ai manoscritti dei suoi poemi, che descrivono il dolore, ma l’inadeguatezza e la banalità della guerra. Infine, nelle straordinarie tavole dello Chant des morts Picasso sembra ritrovare il colore e adottare una calligrafia che, di colore rosso sangue, accompagna per 125 fogli l’elegante scrittura autografa delle poesie del poeta Reverdy. Nucleo straordinario della mostra è la raccolta della “Suite Vollard”: cento fogli dedicati al celeberrimo gallerista di Matisse, Van Gogh e Gauguin, che si concludono nella terribile scena della Minotauromachia, l’immagine che esprime meglio le emozioni dell’artista di fronte alla violenza della guerra. Fondamentali, infine, in mostra come nell’opera di Picasso, i due temi fondanti della mediterraneità: il mito delle metamorfosi e l’immagine erotica della donna come stimolo alla potenza creativa dell’artista. Ne sono testimoni un grande paesaggio del 1933, il famoso dipinto Busto di fauno proveniente dal museo Picasso di Antibes, la serie dei ritratti di Jacqueline e i meravigliosi dipinti e disegni della serie Il pittore e la modella. Infine, una raccolta eccezionale di 58 grandi linogravures a colori (scelte tra le 150 mai realizzate dall’artista) provenienti dal museo Picasso di Barcellona, permette allo spettatore di seguire nel dettaglio il procedimento dell’artista che, partendo da una raffigurazione realistica e persino affettuosa del viso di Jacqueline, si farà trascinare dalla sua furia iconoclasta, ritoccando giorno dopo giorno la morbida materia del linoleum fino a trasformarla in alcuni dei ritratti più inquietanti e tipicamente ‘picassiani’ della sua opera. Una ventina di dipinti, disegni, gouaches, un piccolo prezioso numero di capolavori in ceramica, le grandi tapisseries, i fogli dei suoi celebri capolavori giovanili, come l’inestimabile Pasto frugale, l’intera “Suite Vollard” e oltre trecento opere di grafica contenute in alcuni dei più preziosi libri d’artista realizzati nel ‘900, oltre 400 opere, dunque, in una straordinaria mostra che offre ai visitatori il terzo capitolo del grande libro dell’arte del secolo passato.

mercoledì 6 ottobre 2010

A Pisa, Joan Mirò. I Miti del Mediterraneo

La provincia di Pisa mi ha adottato circa 15 anni fa. Mi fa quindi piacere aiutare nella promozione di tutte le cose valide e le iniziative interessanti che spesso si svolgono in queste terre... questa davvero merita!

A Palazzo Blu a Pisa una grande mostra dedicata a Joan Mirò

I MITI DEL MEDITERRANEO
dal 9 ottobre 2010 | a cura di claudia beltramo ceppi e teresa montaner | palazzo blu | pisa

L'iniziativa è la seconda di un ciclo triennale di mostre dedicato ai grandi protagonisti dell'arte del Novecento e al loro rapporto con le tradizioni, la luce e le culture del Mediterraneo.
Continua così il programma che caratterizza le attività espositive di BLU | Palazzo d'arte e cultura, istituzione creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, col fine di essere un rilevante punto di riferimento per le proposte culturali non solo per la città.

"Joan Mirò. I miti del Mediterraneo", curata da Claudia Beltramo Ceppi e Teresa Montaner - conservatrice alla Fundació Miró di Barcellona, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, con il patrocinio del Comune di Pisa e dell'Ambasciata di Spagna in Italia, organizzata da Giunti Arte mostre musei, presenterà 110 opere, tra dipinti, sculture, litografie, disegni e illustrazioni, nelle quali, attraverso il potere trasformatore della poesia e del mito, l'artista catalano esprime la complessità del reale.
Se da un lato, la poesia costituisce per Miró lo strumento per aprire lo spazio e accrescere le sue capacità di artista, il mito è una forma di racconto che aiuta la comprensione della realtà.
Proprio la realtà è il fulcro attorno cui ruota tutta l'arte di Miró, sia che si tratti di quella esterna, quotidiana, sia che si tratti di quella interiore, ovvero dei sentimenti e della rielaborazione del vissuto effettuata dai ricordi.
Il mito è anche lo strumento utilizzato per rivendicare l'identità catalana. All'inizio del '900 gli artisti della Catalogna, di fronte alla tragedia della guerra civile e a un nuovo governo sempre più autoritario, condividono con i compatrioti la necessità di rivendicare un'identità che, fino ad allora, era un dato di fatto che non necessitava di una narrazione. Miró ritrova questa identità nel paesaggio, nella luce, nelle montagne, nei campi lavorati e nelle spiagge brillanti sotto il sole.
Tutto ciò conduce Miró verso un'identificazione intensa, quasi atavica, con la natura e il paesaggio del Mediterraneo. I motivi preferiti di Miró, che poi ritorneranno trasfigurati nel corso di tutta la sua lunghissima produzione artistica, sono insetti, lumache e serpenti, oltre naturalmente alle donne, simbolo stesso della Madre Natura, e agli uccelli, visti come animali mitologici.

Il percorso espositivo si apre con alcune opere dedicate al mito di Dafne e Cloe e a quello del Minotauro. Il primo, con la sua attenzione per l'aspetto bucolico, ben si adatta all'esaltazione da parte di Miró della sua terra e della forza dell'uomo quando è in comunione con essa. Quello del Minotauro, evocato da litografie come L'éveil du géant del 1938, e poi ripreso nel 1970 con la scultura Tête de taureau, oltre a rappresentare la relazione e l'interdipendenza fra l'uomo e la natura, simboleggia la bestialità e la violenza cieca dell'uomo che caratterizza quegli anni di guerra. Lo spazio di Miró, i suoi colori e la sua iconografia, raccontano con chiarezza il temperamento catalano, abitualmente definito come il sentimento della terra, associato a un misticismo esacerbato e a una identificazione con un universo ineffabile. Tale ambivalenza viene risolta, da un lato, con la figura della contadina catalana sfigurata da piedi enormi, dalle lumache, dai serpenti, dagli insetti, dai fiori e dagli alberi, mentre, dall'altro, le scale, gli uccelli, gli insetti volanti, le stelle e le comete descrivono l'evasione dalle contingenze terrene.
Analogamente, lo stile si scinde in creazioni in cui si identificano pennellate uniformi di colori vivi, forme dai contorni vigorosi, immagini riconoscibili, a pitture cosmiche, quasi astratte, nelle quali una linea tenue o qualche segno sparso divengono trasparenti in un grande vuoto spaziale.
Anche nella sua maturità, Miró continuerà questa ricerca parallela tra rappresentazione della realtà esterna, attraverso la narrazione di tipo mitologico, e l'aspirazione a una pace interiore, ben espressa dalle illustrazioni per le Costellations di André Breton, in cui la poesia, grande passione di Miró, si coniuga con la sua raffigurazione di uno spazio infinito in cui linee, colori e forme si compongono e si scompongono.
Le serie Archipel Sauvage del 1970 e L'espoir du navigateur del 1973 fanno parte, insieme a altre importanti tele raramente esposte e agli haiku illustrati, di una sezione dedicata ai viaggi come evasione dal contingente verso gli spazi infiniti della mente.

Chiudono il percorso espositivo le sezioni dedicate al mito della donna, della Madre Natura e dell'uccello mitologico. Qui s'incontreranno lavori caratterizzati da colori vivi, pennellate spesse, pesanti tracce di nero che esprimono la violenza del ciclo vitale e della natura; spesso la donna è raffigurata stuprata da un uccello. L'esasperazione delle linee, la rarefazione dell'aria intorno alle figure atrocemente deformate costituiscono il tentativo disperato di esorcizzare i mostri che il mito porta con sé.

Accompagna la mostra un catalogo Giunti Arte mostre musei


JOAN MIRÓ. I MITI DEL MEDITERRANEO
Dal 9 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011
Pisa, Palazzo Blu
Orari: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00; sabato e domenica, dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un'ora prima); lunedì chiuso
Biglietti: intero € 8,00; ridotto € 6.50; gruppi € 6.00 ; scuole € 4.50
Informazioni BLU Palazzo d'Arte e Cultura: tel. 050.500197
Informazioni e prenotazioni gruppi:
Impegno e Futuro, tel. 050 28515, Fax 050 503532; info@impegnoefuturo.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.miropisa.it

Enti Promotori
Fondazione Caripisa
in collaborazione con Fundació Joan Miró, Barcelona
con il patrocinio del Comune di Pisa - Ambasciata di Spagna in Italia
Produzione Giunti Arte mostre musei
Via Bolognese 165
50139 Firenze
gamm@giunti.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Catalogo Giunti Arte mostre musei

Palazzo Blu
Lungarno Gambacorti, 9
Pisa, Italy