RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 2 ottobre 2012

A proposito di Armodio - La dimora delle verità silenti

Armodio - La dimora delle verità silenti
a cura della Dott.sa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda
Palazzo Reale -- Palermo 14 settembre -- 5 ottobre 2012
Catalogo Editoriale Mondadori
con Testi critici dei curatori e della Dott.sa Cristina Acidini e del Prof. Stefano Zecchi
Org. Casa d'Arte San Lorenzo

il video/report



vedi anche:

venerdì 14 settembre 2012

A proposito di "Armodio - La dimora delle verità silenti"

Come vi avevo già proposto più e più volte, oggi si è inaugurata a Palermo, a Palazzo Reale, la mostra personale di Armodio, 'La dimora delle verità silenti'  ( vedi : http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/07/armodio-la-dimora-delle-verita-silenti.html ). Ora qualche immagine in anteprima...





Paolo Bacchereti (Presidente di Casa d'Arte San Lorenzo), il Maestro Armodio



prof. Giovanni Faccenda

Paolo Bacchereti, Giovanni Faccenda e Daniela Brignone

mercoledì 5 settembre 2012

Manca veramente poco...

Visto che ormai manca veramente poco, anzi pochissimo, all'inaugurazione della mostra di Armodio a Palermo, "La dimora delle verità silenti", Palazzo Reale 14 settembre – 5 ottobre 2012, curata dalla Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda. ripropongo questa video intervista fatta per l'occasione, lo scorso maggio, all'artista nel suo studio, e alla Dott.sa Cristina Acidini ed al Prof. Zecchi



vedi anche: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/08/inizia-il-conto-alla-rovescia-per-la.html

giovedì 30 agosto 2012

Inizia il conto alla rovescia per la personale di Armodio a Palermo

Inizia il conto alla rovescia per la personale di Armodio a Palermo, "La dimora delle verità silenti", a Palazzo Reale 14 settembre – 5 ottobre 2012, curata dalla Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda.

Armodio


In anteprima ecco il testo, in catalogo (Editoriale Giorgio Mondadori), del Prof. Faccenda:

Prof. Giovanni Faccenda


La dimora delle verità silenti


«Tutto è sospeso come in un'attesa.
Non penso più. Sono contento e muto.
 Batte il mio cuore al ritmo del tuo passo
Camillo Sbarbaro, Io come un sonnambulo cammino


Dopo un affascinante tragitto durato almeno tre anni nel più impervio ed essenziale versante della metafisica, scandito da un ciclo di opere vertiginose e dagli apici difficilmente uguagliabili, Armodio pare ora tornare a una dimensione più narrativa, diresti persino confidenziale, della propria aristocratica opera pittorica.
Una maggiore eloquenza delle immagini germinate dalla sua fervida fantasia risalta infatti in questo frangente rispetto al diffuso ermetismo caratterizzante la stagione espressiva a questa immediatamente prossima: sono composizioni, quelle alle quali il maestro ha lavorato negli ultimi dodici mesi, pervase da una tale prodigiosa naturalezza che è facile cedere, per chiunque sappia guardarle – ergo vederle –, al consueto, irresistibile incanto.
È evidentemente tempo di riscoperte e di ritorni, l’attuale, per Armodio. Tra il farsi e il disfarsi di quella «sua» luce magica e peculiare, ove albergano innumerevoli fremiti immateriali e fascinazioni recondite, è dato fra l’altro di ritrovare antiche adesioni sentimentali: cose che non hanno mai conosciuto l’oblio nel sempre inedito – peraltro – e magistrale repertorio. Ora, però, come evocati nel loro aspetto meno tradizionale, i medesimi oggetti diventano deliziose presenze all’interno di luoghi che odorano di una nostalgica memoria, stanze pensate come un disadorno teatro nel quale si susseguono suggestivi accadimenti.
Armodio è l’ispirato regista che orchestra simili apparizioni: la maschera che occhieggia chissà cosa (Poco prima), dalla curiosa ubicazione nella quale si trova, ovvero una pentola di cui lei stessa ha appena sollevato il coperchio, induce a pensare l’avverarsi di qualche inatteso evento. Sia, dunque, una Prova di volo, il più improbabile dei matrimoni sancito con un subito precario o un Vulcano di stoffa, cucito in quattro punti, che libra nell’aria piccole gemme preziose, qualcosa, ogni volta, finisce per succedere in tali, intriganti copioni. Ma è davvero tutto ciò che sembra oppure è bene limitarsi a semplici supposizioni?
L’argomento, nei più avvertiti, suscita al solito marginale interesse. Più che godere della consapevolezza data dall’aver risolto l’enigma occultato nei vari soggetti, vorremmo invero maggiormente saperne - per quanto naturalmente ci sia concesso - delle mille alchimie compenetrate dentro una così sbalorditiva pittura, addentrarci fra i segreti dei grigi che partoriscono bagliori zenitali, perdersi nei ricercati impasti e nelle stesure della tempera prima che essa raggiunga quella lievissima densità destinata a rabbrividire perpetua. Perché non ha sbagliato chi, per Armodio, anni fa ritenne di spendere la celebre definizione data da Giorgio Vasari ad Andrea del Sarto: «il pittore senza errori». Non ve ne sono, neanche se li voleste cercare per tutta l’eternità, in queste - piccole per dimensione, ma immense per qualità - tavole dipinte.
Un elemento di continuità con il periodo creativo vissuto da questo virtuosissimo artefice nel precedente arco di tempo è comunque testimoniato dal mantenimento di alcuni moduli architettonici di sapore quattrocentesco che certo impreziosiscono la cospicua identità della sua opera. Richiami, a Cosmè Tura (L’offerta, Forse) e più apertamente a Piero della Francesca (rimarchevole la sagacia con la quale Armodio ha trasfigurato la scena de La Madonna del parto ne L’ospite inatteso), ove è dato di scorgere l’affermazione dei propri mirabili modelli e, insieme, un inestinguibile desiderio di appartenenza ai valori autentici della pittura.
E allora, magari nell’inconscio dell’autore, altro è il significato delle lacerazioni, dei tagli (La fetta, Come mai) e dei buchi (Natura morta) con i quali, in ambito recente, egli ha deciso di raffigurare eleganti tovaglie di lino sistemate con cura su ignoti piani d’appoggio, e così certi spilli o minuscoli fermagli che simboleggiano senz’altro gli assilli e qualche remota ancora nella vita, ma, per chi ben conosce la vocazione e la capacità astrattiva di Armodio, da ritenere piuttosto invitanti quanto sibillini pretesti del suo agire.
Indizi, labili, altrimenti disseminati da un pittore impareggiabile, in grado di offrirci, a ogni attesa occasione, la percezione limpida di una realtà psichica abitata da entità mutevoli e silenti: oracoli invisibili che lui soltanto sa dove incontrare le rarissime volte in cui un pertugio mentale dischiude la soglia della più attraente e misteriosa dimora metafisica.

Firenze, giugno 2012.
 
la  copertina del catalogo della Mostra
 vedi anche:


mercoledì 18 luglio 2012

A proposito di: Armodio - La dimora delle verità silenti

Della futura mostra del Maestro Armodio, che si terrà a Palermo nel prossimo mese di settembre vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/07/armodio-la-dimora-delle-verita-silenti.html. Ora un nuovo comunicato stampa, quello "istituzionale"...

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Comunicato stampa



Armodio
La dimora delle verità silenti
 Palazzo dei Normanni, Palermo - Sale Duca di Montalto
Piazza del Parlamento, 1
Dal 14/09/2012 al 05/10/2012

Armodio, tra i maggiori interpreti dell’arte contemporanea, torna a esporre a Palermo nella splendida e suggestiva sede di Palazzo dei Normanni. L’iniziativa, promossa dall’Assemblea Regionale Siciliana, presenta circa 40 opere realizzate nell’ultimo anno.
Una mostra che ripropone i temi cari all’artista, la cui pittura unisce una raffinata vena umoristica e surreale ad una tecnica di esecuzione straordinaria.
Le pitture di Armodio, popolate da oggetti rivisitati ed interpretati in chiave beffarda e trasgressiva, ci proiettano in universi paralleli, costruiti intorno ad un’assenza. Una lettura del reale, che propone scansioni di oggetti di uso comune, trasfigurati in un contesto privo di sfondo; una tensione a riassumere e a cogliere l’essenza, riproposta in un tessuto enigmatico, in una dimensione cerebrale.
L’artista, definito uno dei più virtuosi talenti italiani e gran maestro dell’illusione, mostra l’anima recondita di esistenze segrete e nascoste.
Una mostra di grande impatto che analizza nella sua completezza l’indagine artistica del maestro e svela un gusto raffinato volto a riformulare in modo inedito l’esperienza sensibile, la memoria e le percezioni.
L’evento espositivo rappresenta una grande occasione non solo per la città di Palermo, ma anche per l’Italia stessa, poiché l’artista, ormai pienamente consacrato in ambito internazionale, è solito esporre all’estero.
La mostra è curata dagli storici e critici d'arte Daniela Brignone e Giovanni Faccenda.
L’esposizione è accompagnata da un’ampia monografia edita da Giorgio Mondadori e include testi di Cristina Acidini, Daniela Brignone, Giovanni Faccenda e Stefano Zecchi.


Cenni biografici
Armodio nasce a Piacenza il 04.10.1938. La sua formazione dipende in parte dalla frequentazione dell’Istituto d’Arte “Gazzola” della sua città, ma ancora di più dall’incontro con il pittore Luciano Spazzali, il cui studio costituisce il luogo propizio alle sperimentazioni ed alle contaminazioni. Qui conosce il pittore Gustavo Foppiani, prima maestro e poi compagno di strada; i due lavorano assieme ed in seguito si unisce il pittore Carlo Bertè che dividerà lo studio fino al 1980.
Si venne così formando quel libero raggruppamento animato da curiosità verso le più varie manifestazioni di cultura, intenzionato a leggere la realtà sotto il segno dell’ironia e propenso alla trasgressione giocosa. La prima personale piacentina è del 1963 alla Galleria Genocchi di Piacenza e nel 1964, per merito di Foppiani, approda alla galleria l’Obelisco di Roma. Negli anni sessanta il pittore soggiorna per un breve periodo a Londra e collabora con l’americana Lily Shepley ed in seguito con la Galleria Forni di Bologna.
Del 1972 è l’incontro con Philippe Guimiot, che apre all’artista la propria galleria di Bruxelles, avviando cosi una proficua collaborazione. Da quel momento la maggioranza dei suoi dipinti entrano in importanti collezioni private in Europa come negli U.S.A. Dopo un periodo con la Galleria Gian Ferrari di Milano, Armodio approda alla Galleria Braga di Piacenza; terminata quell’esperienza, lavora in esclusiva prima con la Galleria L’Immagine di Arezzo poi con la Galleria Marescalchi di Bologna.
Oggi la sua attività è trattata dalle maggiori gallerie italiane ed estere.


Scheda tecnica
La dimora delle verità silenti
A cura di: Daniela Brignone e Giovanni Faccenda
Artista: Armodio

La mostra sarà visitabile dal 14 settembre al 05 ottobre 2012

Orari e costi:
Lunedì - Sabato: 8.30 - 17.40 (ultimo biglietto emesso alle 17.00)
Domenica e festivi: 8.15 - 13.00 (ultimo biglietto emesso alle 12.15)
Costo del biglietto:
biglietto mostra € 3,00
biglietto mostra e Cappella Palatina € 9,00
biglietto mostra, Appartamenti Reali e Cappella Palatina € 10,00

Sede: Palazzo dei Normanni, Palermo - Sale Duca di Montalto
Piazza del Parlamento, 1

Vernissage: 14/09/2012 ore 19,00

Organizzazione: Nike s.r.l., Palermo

Promotore: Casa d'Arte San Lorenzo - Art Club s.r.l., San Miniato (PI)

Ufficio stampa: Nike s.r.l.
091/6119756 – nike.act@libero.it 

Catalogo a cura di: Daniela Brignone e Giovanni Faccenda
Testi di: Cristina Acidini, Daniela Brignone, Giovanni Faccenda, Stefano Zecchi con schede di Giulia Leporati

giovedì 12 luglio 2012

Armodio - La dimora delle verità silenti

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Armodio - La dimora delle verità silenti
comunicato stampa



Palazzo Reale di Palermo, oggi conosciuto come Palazzo dei Normanni, sarà la sede espositiva della prossima mostra personale del Maestro Armodio (al secolo Vilmore Schenardi - Piacenza – 1938), dal titolo "Armodio - La dimora delle verità silenti", curata della Dottoressa Daniela Brignone e del Professor Giovanni Faccenda.

Reduce dalle “fatiche” della recente mostra ospitata presso il Chiostro del Bramante in Roma, “Entità Incombenti” e dalla plurima partecipazione all’ultima edizione della Biennale di Venezia, Armodio ritrova il piacere dell’intimità dello studio e nell’assoluto silenzio e nella più totale armonia crea una serie di piccoli lavori di preziosità assoluta.

La mostra, infatti, è composta da venti piccoli “racconti”, rappresentati attraverso il lavoro dell’Artista, che propone al pubblico palermitano una serie di soggetti sviluppati secondo le tecniche tradizionali a lui più consone.
Ogni tema è sviluppato attraverso un disegno, una tecnica mista su carta anticata ed una preziosissima tempera su tavola. Per un totale di 60 lavori assolutamente inediti.
L’intero universo poetico, dell’artista Armodio, è qui ben rappresentato e trova, in questa serie di recenti lavori, la giusta collocazione senza nulla togliere al phatos e alla cifra pittorica caratterizzante l’opera dell’autore stesso. 

Poesia, oniricità, metafisica sono le sostaziali prerogative del lavoro tutto di Armodio ed in questa mostra tocca livelli emotivi di altissima caratura.
Scrive il Prof. Faccenda nel testo pubblicato sul volume che accompagna la mostra:
“…Dopo un affascinante tragitto durato almeno tre anni nel più impervio ed essenziale versante della metafisica, scandito da un ciclo di opere vertiginose e dagli apici difficilmente uguagliabili, Armodio pare ora tornare a una dimensione più narrativa, diresti persino confidenziale, della propria aristocratica opera pittorica.
Una maggiore eloquenza delle immagini germinate dalla sua fervida fantasia risalta infatti in questo frangente rispetto al diffuso ermetismo caratterizzante la stagione espressiva a questa immediatamente prossima: sono composizioni, quelle alle quali il maestro ha lavorato negli ultimi dodici mesi, pervase da una tale prodigiosa naturalezza che è facile cedere, per chiunque sappia guardarle – ergo vederle –, al consueto, irresistibile incanto…”

L’esposizione troverà un seguito espositivo presso la Fondazione della Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Mattalon di Milano nella primavera 2013





Scheda Mostra
Titolo:                                   Armodio - La dimora delle verità silenti

Artista:                                 Armodio (Vilmore Schenardi)

A cura di:                              Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda

Collaborazione:                    Dott.sa Giulia Leporatti

Sede mostra:                       Palazzo Reale – Palermo

Periodo:                               14 settembre – 5 ottobre 2012

Catalogo:                              Editoriale Giorgio Mondadori 

Contributi critici:                    Cristina Acidini – Daniela Brignone – Giovanni Faccenda – Stefano Zecchi
Organizzazione:                    Casa d’Arte San Lorenzo – Art Club 
                                              Via Gramsci 119/a Ponte a Egola – San Miniato

Info:                                      galleria@arte-sanlorenzo.it              tel. 0571- 43595
                   

lunedì 2 gennaio 2012

"Il muro ha un suono" personale di Bios Vincent a Palermo a cura di Martina Cavallarin

Un altro bel "colpo" messo a segno dalla preziosa mente di Martina Cavallarin. 
"Il muro ha un suono" personale di Bios Vincent a Palermo...




Palermo: dopo il successo della retrospettiva dedicata a Christo e Jeanne Claude (08.07.20111 – 08.01.2012), Palazzo Reale aprirà la stagione espositiva del 2012 con la prima personale di BIOS Vincent a Palermo dal titolo “Il muro ha un suono”, a cura di Martina Cavallarin. La mostra sarà ospitata nelle Sale Duca di Montalto dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012.

Le più alte cariche del Parlamento Siciliano accoglieranno il pubblico a Palazzo Reale con una cerimonia d’inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 19:00. Per l’occasione, un’inedita performance dal forte impatto emotivo introdurrà alla visione della mostra che celebra l’atteso ritorno del giovane artista trapanese nella sua terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.
La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d'eccezione URSA Italia SrL.


 
LA MOSTRA



Una mostra coraggiosa quella di BIOS, da vedere e sentire, e che conferma l’attenzione del Parlamento Siciliano per le dinamiche di contaminazione che i linguaggi dell’arte contemporanea sono capaci di attivare e che si pone come una sfida volta alla ricostruzione della memoria.
BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell'artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie che prendono il sopravvento e conducono alla grande parete di fondo interamente coperta da un lavoro di notevoli dimensioni emozionali.



BIOS indaga la dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance - in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni - e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo –  come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

Di fronte ai pannelli termoisolanti, cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, violentati da un uso determinato e mirato di armi da fuoco, ci si lascia trasportare dall’eco del sibilo lacerante e invisibile dello sparo, delle risposte mai date, dei doni inaspettati, di una speranza disillusa o di un ricordo cancellato. BIOS invita a guardare il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue opere. Un’operazione artistica volta a proteggere la memoria che nella superficie di cemento - simbolo del “muro” inteso come barriera urbana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa - s’incunea come le pallottole che la trafiggono per espandere il silenzio e non smarrire il ricordo - afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

“Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.


LA SEDE



Il Palazzo Reale o dei Normanni di Palermo, fu eretto durante la dominazione araba, con caratteristiche tipicamente difensive, nel luogo più alto della città, sopra un insediamento punico ubicato nella sezione sottostante le attuali Sale Duca di Montalto. Trasformato in Palazzo Reale dai Normanni, che ne fecero il centro nevralgico della città, con Federico II di Svevia diventò cuore pulsante della cultura del Regno. Oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, cioè del Parlamento Siciliano. Le Sale Duca di Montalto ospitano mostre d’arte contemporanea di carattere istituzionale.


L’ARTISTA



BIOS Vincent

è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976



La sua arte è mutuata da un preciso percorso culturale, da codici antichi come la grafica o la letteratura medievale, le incisioni, l’arte sacra e un immaginario visionario, e si avvale di tutti gli strumenti che l’artista conosce: spatole, pennelli, reti, proiettili, plastiche, tessuti, cemento e grovigli di materia, oggetti.
Al momento BIOS è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l'utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
 

Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.


Immagini presenti nel comunicato:
Bios Vincent, Installazione per Il muro ha un suono a Palermo, Palazzo Reale
Bios Vincent | Dodici |polistirene, cemento, sparo | 2011 | cm 265 x 312