RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 2 febbraio 2017

Anche Thomas Berra per Works On Paper

Anche Thomas Berra (in ottima compagnia) in questa importante collettiva...
 Oggi 2 febbraio a Milano




Galleria Pack e FL Gallery presentano un'ampia selezione di opere su carta da Gustav Klimt a oggi.

Saranno presenti opere di:
Adalberto Abbate
Donald Baechler
Mattia Barbieri
Alessandro Bazan
Hernan Pitto Bellocchio
Abdelkader Benchamma
Thomas Berra
Alighiero Boetti
James Brooks
Danilo Buccella
Danilo Bucchi
Adele Ceraudo
Ofri Cnaani
Gabriele Di Matteo
Marcel Dzama
Igor Eskinja
Franklin Evans
Neil Farber
Dario Ghibaudo
Fausto Gilberti
Robert Gligorov
Agnese Guido
Jacob Hashimoto
Diango Hernandez
Debora Hirsch
Michael Kalmbach
Gustav Klimt
Ivan Malerba
Rafael Megall
Bartolomeo Migliore
Andrei Molodkin
Ignazio Moncada
Jonathan Monk
Marco Neri
Marina Paris
Pino Pascali
Pavel Pepperstein
Luca Pozzi
Kris Ruhs
Laboratorio Saccardi
Vito Stassi
Luigi Serafini
Matilde Solbiati
Andrea Stepkova
Robert W. O. Stone
Attila Szucs
Renato Tosini
Cy Twombly
Gilberto Zorio

SPAZIO 22
Viale Sabotino 22, 20135 Milano

giovedì 15 ottobre 2015

“Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni”.

 
 
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Polignano a Mare
Sabato 17 ottobre 2015 ore 18,30
“Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni”.

In occasione dell’80esimo anniversario dalla nascita di Pino Pascali, la Fondazione Pascali propone il 17 ottobre alle ore 18,30 una mostra di carattere storico: “Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni” a cura di Rosalba Branà e Roberto Lacarbonara.
L’esposizione mette a confronto alcune tra le più importanti personalità dell’arte contemporanea del ‘900, nati a pochi anni di distanza – Pino Pascali (1935/1968), Agostino Bonalumi (1935/2013), Enrico Castellani (1930), Lucio Fontana (1899-1968) e Piero Manzoni (1933/1963) – e formatisi in ambiti linguistici ed espressivi diversi, ma dalla interessante convergenza di ricerca ed esiti formali. È la nuova generazione di artisti che, nata negli anni ’30, stravolge il linguaggio e le regole dell’arte. Su di loro la preziosa influenza e il carisma di Lucio Fontana con le ricerche sullo spazialismo.
Il 1968 è l’anno in cui scompaiono Pascali e Fontana, chiudendo così un’epoca fondamentale per la ricerca e l’innovazione linguistica.
La mostra presenta una ristretta ma significativa selezione di opere necessarie ad avviare una riflessione critica su quanto accadeva tra la fine degli anni ’50 e il decennio successivo tra Milano e Roma.

Dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma giunge a Polignano la grande opera di Pascali ‘La ricostruzione del dinosauro’ (1966) appartenente al ciclo delle finte sculture. L’opera si impone invadendo lo spazio con tutta la sua ampiezza; in modo straordinario, e nella sua massima espressione, con l’opera in tela centinata Pascali svincola la scultura dall’idea di monumentalità, rendendola leggera e modulare, ribaltando concetti peculiari di peso e sacralità.
Pascali riesce a coniugare abilmente le ricerche sull’azzeramento del linguaggio – che in Italia si sviluppano a partire da Fontana – con il suo personale immaginario di origine mediterranea nel quale la semplicità delle forme e l’arcaicismo primitivo di un rinnovato “bestiario medievale” affiorano dando vita ad un linguaggio assolutamente autonomo.
Tra la fine degli anni ’50 e metà degli anni ’60 l’arte italiana soprattutto a Roma e Milano, vive dunque una stagione particolarmente brillante che vede riunite più generazioni di artisti, operanti fianco a fianco, accomunate dall’attualità di un’apertura sperimentale innovativa nelle più diverse direzioni.

Bonalumi e Castellani danno vita ad un percorso di ricerca sulle infinite possibilità spaziali fornite dall'estroflessione della tela che ha ormai superato i confini della cornice e dilaga nell’ambiente. Manzoni, il più materico e il più concettuale, sceglie come materiale prediletto il cotone e il caolino per realizzare i suoi «Achromes». Fontana taglia e buca la tela per far sì che lo spazio possa invaderla, attraversarla, superarla. Pascali inizia invece a concepire le “finte sculture”: le immagina sin da subito monocrome, bianche o nere, e adopera una tela bianca disposta con una certa tensione sulle centine sottostanti per evidenziarne la struttura, lo scheletro di base. Se Manzoni, Bonalumi e Castellani proseguiranno una ricerca legata all’azzeramento della forma a favore dello spazio, a Pascali toccherà invece il compito di “ricostruire” un nuovo concetto di scultura partendo radicalmente da un punto zero.


Info:
inaugurazione: 17 ottobre alle ore 18,30
La mostra rimarrà aperta fino al 24 gennaio 2016.
Orario: dal martedì alla domenica ore 11-13 / 17-21. Lunedì chiuso.
Visite su appuntamento, tel 080.424.9534 -333.2091920
(La biglietteria chiude mezz'ora prima del museo - biglietto 2 euro più eventuali riduzioni a chi ne ha diritto).
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
VIA PARCO DEL LAURO 119 - 70044 POLIGNANO A MARE (BA) - PH/fax: +39 080 4249534
www.museopinopascali.it segreteria@museopinopascali.it
press: Santa Nastro +39 3928928522 snastro@gmail.com
Web | stampa@museopinopascali.it

La Fondazione Museo Pino Pascali è Punto FAI, Delegazione di Bari

venerdì 16 agosto 2013

Se sei in Puglia, salutami Pino...



Se in questi giorni ferragostiani vi trovate in Puglia, destinate una mezza giornata del vostro prezioso tempo alla visita della Fondazione dedicata ad uno dei più grandi artisti italiani del dopo-guerra: Pino Pascali.
Merita davvero! 
Avrete contribuito a sostenere l'arte e la cultura del nostro paese e ne uscirete senza ombra di dubbio più ricchi!

Pino Pascali


Fondazione Museo Pino Pascali
Museo d'Arte Contemporanea

Biografia
L'11 settembre del 1968 moriva a Roma, tragicamente e prematuramente, Pino Pascali, forse l'artista pugliese più grande, certamente il più celebre a livello internazionale di tutto il Novecento. Pascali aveva solo 33 anni. Era nato a Bari da genitori di Polignano a Mare il 19 ottobre del 1935. Dopo la tragica fine (fu investito da un'auto mentre correva in moto) la sua salma fu inumata nel piccolo cimitero del suo paese di origine.
La carriere artistica di Pascali è breve e folgorante. Si era diplomato all'Accademia di Belle Arti di Roma nel 1959 e aveva cominciato subito a farsi notare come scenografo. Aveva eseguito bozzetti, disegni e "corti" per "Carosello" e altre trasmissioni tv, oltre che disegni e plastici di velieri, treni, corazze. Per suo conto sperimentava intensamente.
Nel 1965 aveva tenuto la sua prima personale, a Roma nella prestigiosa galleria "La Tartaruga". In soli tre anni si era imposto all'attenzione dei maggior critici d'arte italiani (Vivaldi, Calvesi, Grandi, Rubiu, Boatto, Bucarelli, De Marchis) e di galleristi d'avanguardia, come Sargentini, Sperone, Iolas (che lo presentò nel 1968 a Parigi). Proprio nell'estate del 1968 aveva partecipato su invito con una sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia.
Era la sua consacrazione: dopo la sua scomparsa, a mostra ancora aperta, gli fu conferito il Premio internazionale per la Scultura. Scultore, scenografo, performer, Pascali coniuga in modo geniale e creativo forme primarie e mitiche della cultura e della natura mediterranee (la Grande Madre e Venere, il Mare, la Terra, i Campi, gli attrezzi e i riti agricoli) con le forme infantili del Gioco e dell'Avventura (animali della preistoria, dello zoo e del mare, giocattoli di guerra, il mondo di Tarzan e della giungla, bruchi e bachi, travestimenti, Pulcinella).
Traduce questo mondo dell'immaginario in forme monumentali e strutture essenziali, concise, come il romanico pugliese e il bestiario medievale delle sue chiese; ma nel contempo rimandano alle icone della dilagante cultura di massa (il fumetto, il cinema, la moda). realizza le sue "false sculture" con materiali fragili ed effimeri (tela, legno, lana d'acciaio, pelo acrilico, paglia, raffia). In questo modo dà una sua originale risposta critica (italiana e meridionale) alle nuove tendenze che venivano dall'America: la Pop Art, la Minimal Art. Precorre l'Arte Povera, la Body Art, l'arte concettuale degli anni Settanta.

vedi anche
http://www.arte.rai.it/articoli/i-killers-di-pino-pascali/16984/default.aspx 


martedì 11 settembre 2012

“Cinque bachi da setola e un bozzolo” Fondazione Museo Pino Pascali


Pino Pascali è il classico artista che mi sarebbe piaciuto conoscere di persona. Ora in mostra a Polignano presso la Fondazione a lui dedicata 
‘PINO PASCALI. CINQUE BACHI DA SETOLA E UN BOZZOLO' è il titolo della mostra inedita ed esclusiva per l'Italia che Fabio Sargentini, il gallerista e mèntore di Pino Pascali, ha ideato per la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.


Nel marzo del 1968, a pochi mesi dal suo tragico incidente, Pino Pascali presso la Galleria L'Attico di Fabio Sargentini, espone per la prima volta i “Bachi da setola”, sculture a forma di grandi bruchi realizzati con materiale industriale e dai colori sgargianti,,
spazzoloni in acrilico sostenuti da una struttura in ferro e posizionati ad invadere lo spazio della galleria.

Pascali presenta sempre le sue opere in modo scenografico e i Bachi da setola ben si prestano a dominare lo spazio con forme morbide e variabili, un'invasione pacifica di elementi naturali creati artificialmente; nel contempo innesca cortocircuiti tra parola e forma, da seta a setola il passo è breve e l'artista ancora una volta si muove su diversi piani incrociando linguaggio e oggettualità.

Per rafforzare il concetto di finzione dell'arte, elabora delle finte ragnatele, simulate alla perfezione con fili, schiume, prodotti sintetici mescolati abilmente dallo stesso artista, e posizionate sul muro al di sopra dei finti-bachi realizzati con gli spazzoloni che appunto servono a togliere le ragnatele dal muro. Le ragnatele andarono perdute, poiché costituivano l'aspetto effimero e giocoso dell'allestimento.

Dopo oltre 40 anni Fabio Sargentini propone un evento speciale ricostruendo filologicamente la mostra dei ' Cinque bachi da setola e un bozzolo' esattamente come fu allestita nel marzo del 1968 dall'artista insieme al suo gallerista.
La mostra rappresenta una novità assoluta nel campo delle presentazioni delle opere di Pascali, l’idea di Fabio Sargentini è farla rivivere così com’era stata concepita nel 1968, per testare una carica e una forza non ancora esaurite.

Sarà presentato il volume ‘Pino Pascali. Catalogo generale delle sculture dal 1964 al 1968’ di Marco Tonelli, De Luca editore.

Il libro si attesta come la più esaustiva catalogazione delle sculture con un’ampia sezione dedicata ai Bachi da Setola
Info mostra:

“Cinque bachi da setola e un bozzolo”
Fondazione Museo Pino Pascali
Via Parco del Lauro 119
Polignano a Mare (Bari)
dal martedì alla domenica ore 11 – 13 / 17-21
lunedì chiuso.
Visite guidate su prenotazione. Tel: 080.4249534
Cell: 3332091920
segreteria@museopinopascali.it