RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 3 febbraio 2015

JE SUIS SFIGGY - Alessio Bolognesi



JE SUIS SFIGGY - Alessio Bolognesi 
4 febbraio 2015
ore 18'30

C'è un esserino piccolo, bianco, pieno di cicatrici, un po' buffo là fuori.
Sfiggy lo chiamano…forse perché è Sfigato? Ma chi è questo Sfiggy?
Sfiggy è un (anti)eroe del suo tempo ma è senza tempo, non appartiene a nessuna epoca ed appartiene a tutte. Sfiggy è icona di sé stesso in qualsiasi epoca.
Sfiggy è me ed è tutti noi. E' la nostra parte che vuole restare bambina per continuare a stupirsi della vita, affrontandola però con la consapevolezza e le responsabilità di un adulto.
Sfiggy non vuole dimenticare, vuole ricordare tutte le esperienze, sia positive che negative, sia gioie che dolori, sia successi che avversità e passioni, perché esse devono essere un patrimonio per la propria anima. Egli ci racconta di noi, emozionandosi e provando ad emozionare, senza dimenticare, ogni tanto, di lasciarsi andare al puro e semplice divertimento.
Sfiggy è quella parte di noi che dentro una scatola di cartone, magari con un piccolo foro sulla superficia, pensa ci possa essere un mondo, e si intristisce a pensare che molti non ne sono più capaci e che la prima cosa che faranno sarà quella di guardare da quel foro.

Biografia
Il “papà” di Sfiggy è un ingegnere appassionato del suo lavoro ma desideroso di evadere dal conformismo dalla società e dal consumismo: si sfoga perciò con un personaggio evasivo ed irriverente, sfortunato ma vendicativo che non si prende sul serio e non prende sul serio nemmeno chi è osannato e idolatrato dai più, come dimostrano le irriverenti opere sui grandi maestri della POP-Art.Alessio Bolognesi, Ferrarese, classe '78, approccia la tela nel 2008 con lo studio del corpo e della sua stilizzazione, cedendo il testimone ad un progetto che tutt’ora lo vede coinvolto intimamente: Sfiggy appunto.
Sfiggy è un work in progress tanto quanto lo siamo tutti noi: in perenne evoluzione... nel tempo, diventa più riflessivo, a volte sentimentale, nei lavori realizzati da Alessio su carta antica e su tele caratterizzate da un tratto che vira dalle caratteristiche POP degli esordi a dei toni più illustrativi.
Alessio è ad oggi rappresentato dalla MAG di Como, Galleria Federica Ghizzoni di Milano e SQUARE 23 di Torino; è tra i vincitori del Premio Ora 2012 selezionato dalla Galleria Federica Ghizzoni di Milano. E’ inoltre tra i membri del collettivo Aliens - le forme alienanti del contemporaneo, progetto artistico itinerante a cura di Sergio Curtacci di Frattura Scomposta Art Magazine.

RAL8022 è un cocktailbar d’ispirazione newyorkese dall’atmosfera intima e noir, animato costantemente da eventi contaminati da arte, musica e nuove tendenze della moda e del design.
Il locale è parte del progetto VIA CORSICO 3, luogo di residenza di idee e innovazioni.

RAL8022 – Via Corsico 3, 20144 Milano
Orari mostra: lun. - giov. 18.00 – 1.00; ven. e sab. 18.00 – 2.00 (chiuso la Domenica)

mercoledì 15 ottobre 2014

Scusate il disturbo V edizione

 
 
Oggi 15 ottobre 2014
alle ore 19.00
Palazzo Isimbardi
Corso Monforte, 35, 20122 Milano
 
Scusate il disturbo V edizione. 
Mostra d'arte a scopo benefico e asta a favore della cooperativa sociale Il Volo Onlus. 
 
All'asta 10 sedie d'artista della Kartell. 
Grazie a Nais, Ivan il Poeta, Thomas Berra, Silvia Tosi, Giulio Zanet, Michael Rotondi, Mr. Degrì, Alessio Bolognesi (Sfiggy), Anonimissimo, Halfred
catalogo online
 
Drink & light dinner.
 

mercoledì 7 maggio 2014

I dolori del giovane Sfiggy



I dolori del giovane Sfiggy

personale di Alessio Bolognesi
a cura di Paola de Riva
In mostra dal 15 al 30 maggio 2014
presso
Art For Interior Gallery di Carlo Polvara
Via Pellegrino Rossi 5 Milano
Vernissage
mercoledi 14 maggio 2014 ore 19,00
con la presenza dell’artista e un suo live painting

I dolori del giovane Sfiggy sono sicuramente pene di natura diversa rispetto alle sofferenze del giovane personaggio goethiano, è pur vero che entrambi i personaggi esprimono una convinta allergia alle convenzioni sociali e una forte passionalità del vivere.

Come Werther anche Sfiggy è un personaggio ricco di sensibilità e ardore: sa intenerire ed affascinare, ma diversamente dal protagonista del romanzo settecentesco, non è disposto a soffocare i suoi sentimenti, le sue passioni e soprattutto la sua giovane vita.

Ecco allora i “dolori” nel nuovo ed inedito lavoro di Alessio Bolognesi, quelli del giovane Sfiggy, dolori che appartengono a quelle sofferenze fisiche e psicologiche tipiche della crescita, quei disagi, contrasti, lacerazioni, avvilimenti e disfatte che ben descrive e sintetizza perfettamente con la frase “crisi che precede il progresso” il pedagogista Marcello Bernardi nel suo libro “Adolescenza”.

Sfiggy in questi anni è cresciuto viaggiando in compagnia del suo creatore in mondi diversi, incontrando personaggi dell’arte contemporanea, del fumetto e del cartoons, delle antiche divinità dell’Olimpo e del grande schermo.

Sfiggy smette ora di viaggiare nell’immaginario e comincia a muoversi nel suo universo, nella sua realtà mettendosi a nudo come in una radiografia, guardandosi dentro per scoprire come si sta forgiando la sua giovane e pulsante personalità.

Il dolore delle lacerazioni, fratture e distorsioni fisiche diventa così semplice, ma calzante metafora di pene e di fatiche di altra natura.

E allora se è vero che attraverso l’esperienza, anche purtroppo quella che fa male, ma non solo, si cresce e si impara, Sfiggy si mette a fare i suoi conti.

Si immerge così, e si compenetra, in carte contabili dell’ottocento, come un voler ritornare nel passato alla ricerca di memoria e radici, per trovare il giusto slancio verso un futuro che al momento è doloroso, ma che con buona certezza lo porterà a far quadrare quel cerchio dove l’uomo leonardesco acquista le proporzioni ideali.

Alessio Bolognesi è artisticamente in fase di progressivo cambiamento.

Guardando le sue opere di poco meno di due anni fa ci si accorge di come Bolognesi sia passato da campiture di colore pieno ed effetti volutamente 2D, che poco tengono conto della luce e delle ombre, dove il tratto è preciso e rigorosamente trattenuto, privo di sbavature, a opere su tele di lino grezzo macchiate da colature ed il protagonista, Sfiggy, che acquisisce un’espressività non più rigida (quasi compiacente) di registro propriamente fumettistico: i segni, le ferite, i dolori lo hanno pervaso di un’aura icastica.

L’uso del colore, della luce e delle ombre dosati in modo più “sporco” hanno fatto guadagnare una dimensionalità in più e un carattere pop più personale ed esclusivo.

Anche i lavori su carte antiche, non a caso ferraresi, databili intorno alla seconda metà dell’ottocento, sono una piacevole sorpresa per l’uso dell’acquarello, tecnica oramai poco utilizzata, nel caso delle opere di Bolognesi risulta incisiva per gli effetti di luminose trasparenze, delicate e soggioganti cromie, che i vecchi stampati ed i testi manoscritti presenti sulle carte sanno restituire all’osservatore.

Quanto ci sia di Alessio Bolognesi in Sfiggy e quanto ci sia di Sfiggy in Alessio Bolognesi, è difficile da stabilire, ma è anche innegabile che il legame tra il creatore e la sua creatura sia decisamente stretto.


Per ulteriori informazioni:
ART FOR INTERIOR Gallery Via Pellegrino Rossi, 5
20161 MILANO
Tel. 02.33004956 - 02.39326045
Fax. 02.39317302
Email: info@artforinterior.com
Website: www.artforinterior.com

giovedì 27 febbraio 2014

SFIGGY, FULL THROTTLE! mostra personale di Alessio Bolognesi




SFIGGY, FULL THROTTLE!
mostra personale di Alessio Bolognesi


Dall' 8 al 30 Marzo 2014

Paggeria Arte, Piazzale della Rosa, Sassuolo (MO)


SFIGGY FULL THROTTLE!
by
Giovanna Lacedra

“Mi disegni, per favore, una pecora?
Cosa?
Disegnami una pecora

Balzai in piedi come fossi stato colpito da un fulmine.
Mi strofinai gli occhi più volte guardandomi attentamente intorno.
E vidi una straordinaria personcina che mi stava esaminando
con grande serietà”


(Antoine De Saint-Exupery – Il Piccolo Principe)



Era una giornata lavorativa come tante. La riunione era interminabile e gli sbadigli non tardavano ad arrivare. Ma bisognava stare svegli, arguti e attenti.
Non è che il suo lavoro non gli piacesse, in fondo aveva studiato anni per diventare un ingegnere. Eppure, c’era qualcosa che mancava. Qualcosa non bastava. Qualcosa, in qualche modo, pareva essersi fermato sul più bello. Era come una sorta di muta consapevolezza: la certezza che una realtà più intensa e magica lo stesse aspettando da tutt’altra parte, o stesse bussando alle porte blindate della sua ragione. Come un bambino che, rimasto al chiuso in uno sgabuzzino, batte i pugni sulla porta perché qualcuno venga ad aprirgli, allo stesso modo questa energia spingeva dentro di lui.
Si chiamava creatività. Si chiamava stupore. Si chiamava coraggio.
Si chiamava “bambino interiore”.
Come scrisse Antoine De Saint-Exupéry nella dedica introduttiva al suo racconto più celebre,“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)”. Troppi adulti, diventando tali, dimenticano il bambino che sono stati. E questo è un grave errore.


[...]


Così nacque una figuretta alquanto singolare.


[...]


Sfiggy fu il primo nome che venne in mente al suo papà. Così ammaccato e maldestro doveva aver vissuto una serie di sciagure. Insomma, non sembrava propriamente una creatura fortunata. E dunque, sì, Sfiggy era il nome che gli si addiceva.


Per mano di Alessio, Sfiggy ha visitato innumerevoli realtà: ha conosciuto luoghi, incontrato personaggi e in alcuni casi, ha vendicato gli uomini.



[...]

L’epos di Sfiggy non è che un viaggio in avanti e a ritroso nel tempo, senza mappe, senza itinerari, senza un ordine cronologico prestabilito.


Semplicemente, FULL THROTTLE!


Granitico eroe di se stesso, egli osa, rischia, si frantuma.
Quindi si ferma, si ricuce e poi riparte.
Di tela in tela, il suo viaggio si snoda come un’onda.

Visitando una mostra di Alessio Bolognesi può accaderci di sorprendere Sfiggy in compagnia di personaggi che appartengono alla nostra memoria visiva. Pollon, Hello Spank, Dylan Dog e molti altri. E la stessa tecnica con cui tali vicende vengono narrate rimanda alla tradizione giapponese delle stampe ottocentesche (pensiamo agli ukiyo-e del periodo Edo realizzati da artisti come Hokusai e Hiroshige) o dei più recenti anime. Ampie aree accuratamente campite vengono racchiuse da un nero contorno, che si assottiglia o ispessisce a seconda della necessità rappresentativa. L’immagine che ne risulta è esteticamente chiara, pura e leggibile.
Le fatiche personali, quelle intime e private, sono ben altra cosa e Sfiggy lo sa.
Per questo negli ultimi mesi si è nuovamente spostato dalla tela alla carta. Non per ritirarsi dalla scena, quanto piuttosto per ritrovare una dimensione personale che gli permetta di interloquire con i propri fantasmi.
Alessio Bolognesi recupera una serie di carte datate tra 1820 e 1870. Istintivamente decide di “prepararle” in maniera piuttosto grossolana, sporcandole, cioè, con del colore diluito. Ad asciugatura avvenuta, il fondo si presenta come un insieme di macchie apparentemente casuali. A questo punto Alessio da la caccia a Sfiggy. Prende a giocare a nascondino con lui. [...] Nasce così una serie di illustrazioni in cui il testo scritto a mano e le macchie di colore acquerellato, fungono da texture per vere e proprie acrobazie emozionali.

I lavori più recenti aprono invece una nuovo ciclo, attualmente in progress, titolato I dolori del giovane Sfiggy. Il riferimento al romanzo giovanile di Goethe non è da ricercarsi nella trama, quanto piuttosto nel titolo. Si tratta di opere realizzate ad acrilico su tele di lino grezzo di piccolo e medio formato, raffiguranti uno Sfiggy apparentemente irrobustito, eppure eroso dentro. Questi traumi interni, localizzati in specifiche parti della sua ossatura, vengono rintracciati per mezzo di aperture rettangolari, somiglianti a lastre radiografiche, dipinte su determinate zone del corpo. Può trattarsi di un’ernia intravertebrale come di una lesione al legamento di una caviglia. In ogni caso si tratta di “dolori” fisici che si fanno metafora di “traumi” di altra natura.
Perché, per citare ancora una volta il Piccolo Principe, l’essenziale è invisibile agli occhi.

In definitiva, tutto accade e nulla è prevedibile, ma Sfiggy sa sempre come risollevarsi.
Ha dalla sua parte la stessa saggezza dei bambini. Quella di rialzarsi, asciugarsi le lacrime e tornare a giocare con lo stesso stupore di prima.


venerdì 24 gennaio 2014

“Sfiggy Invasion”, Alessio Bolognesi a Torino



Dopo aver accoltellato Hello Kitty, inseguito con un’accetta Pikachu e minacciato i figurini colorati di Haring, SFIGGY si prepara, con sarcasmo e irriverenza, a invadere Torino.

Tanti Sfiggy, cuciti e rappezzati, sono pronti, infatti, ad avanzare a testa alta nel “Quinto Stato”: la rivisitazione, in chiave pop, del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo sarà realizzata su muro, sabato 1 e domenica 2 febbraio - in corso Lione, angolo corso Mediterraneo (di fronte alla Fontana Igloo di Mario Merz), in collaborazione con Murarte - e sarà il leitmotiv della mostra in programma dal 31 gennaio al 1° marzo alla galleria Square23, in via San Massimo 45.

Ma chi è Sfiggy? È un esserino tutto bianco, piuttosto sfigato e all’apparenza innocuo, ma divertente ed ironico.

Sfiggy è il personaggio alter-ego creato da ALESSIO BOLOGNESI, ha una sua storia e una propria personalità che integra e completa quella del suo ideatore. La sua vita è fatta di momenti felici e tristi, di successi e di difficoltà, di salute e di infortuni, di risate e di pianti. Le sue avventure sono ritratte in dipinti su tela dal carattere pop, ma con una forte componente derivante dalla street art e dal fumetto.      

In mostra da Square23 le sue vicende - quelle passate e quelle presenti - illustrate su carta antica, accanto a tele neopop e ad una installazione a muro, che ricorda Mondrian e i videogame degli anni ’80, in cui Sfiggy deve muoversi tra mille difficoltà per raggiungere una meta…qualunque essa sia.

Le vicende di Sfiggy e quelle di Alessio Bolognesi diventano indistinguibili e si fondono a quelle della nostra società che, un po’ rattoppata, cerca in continuazione di andare avanti. Nel “Quarto Stato” Pellizza da Volpedo ha rappresentato lo sciopero dei lavoratori simboleggiando non solo la protesta sociale, ma anche l’affermazione di una nuova classe, il proletariato, che diventa consapevole dei propri diritti nei confronti della società industriale. Nel “Quinto Stato” Alessio Bolognesi raffigura quella stessa società, oltre un secolo dopo, che tali diritti li sta perdendo; una società rappresentata da tanti Sfiggy cuciti e rappezzati che, però, non rinunciano ad avanzare a testa alta, verso il futuro.         

 

BIOGRAFIA

Ferrarese, 35 anni. Alessio Bolognesi, il “papà” di Sfiggy, è un ingegnere appassionato del proprio lavoro ma desideroso di evadere dal conformismo della società e dal consumismo; si sfoga perciò con un personaggio evasivo ed irriverente, sfortunato ma vendicativo che non si prende troppo sul serio e non prende sul serio nemmeno chi è osannato e idolatrato dai più, come dimostrano le opere sui grandi maestri della Pop Art.

La sua carriera artistica inizia nel 2008 a pieno ritmo, con mostre ed esposizioni in molte città, a partire dalla sua Ferrara, passando per Parma, Bologna, Treviso, Milano, Como e, ora, Torino.

Alessio Bolognesi è, ad oggi, rappresentato dalla MAG di Como, Art for Interior di Milano, Square23 di Torino, Spazio San Giorgio di Bologna e Spazio Bevacqua Panigai di Treviso; figura tra i vincitori del Premio Ora 2012, selezionato dalla Galleria Federica Ghizzoni di Milano. È, inoltre, tra i membri del collettivo Aliens - le forme alienanti del contemporaneo, progetto artistico itinerante a cura di Sergio Curtacci di Frattura Scomposta Art Magazine.

 

 

 

INFO

Square23 Art Gallery, via San Massimo 45, Torino

“Sfiggy Invasion”, Alessio Bolognesi

31 gennaio – 1 marzo 2014

Orari: 11-20 lun-ven, o su appuntamento

Opening: venerdì 31 gennaio, ore 18

Web: square23.blogspot.it – Mail: info@square23.net

 

 

Ufficio stampa Square23, Simona Savoldi

Tel: 339.6598721 – E-mail: savoldi.press@gmail.com

martedì 15 ottobre 2013

POP-POSTER - Spazio Bevacqua Panigai



POP-POSTER. 

Se fossimo negli anni '80 sarebbe una cosa normalissima. Ogni adolescente ne avrebbe almeno uno appeso alle pareti della propria camera, quelli per pubblicizzare film andrebbero a ruba, come quelli delle più importanti mostre d'arte.
Stiamo parlando dei poster. Quanti di noi ne hanno tenuto uno stretto tra le mani, arrotolato, come un'opera d'arte di inestimabile valore?
Ma siamo nel 2013 e le cose sono cambiate. Quegli stessi manifesti di carta leggerissima sono stati piano piano messi da parte... fino al prossimo SABATO, il 19 OTTOBRE.
Per  tre settimane lo SPAZIO BEVACQUA PANIGAI, la galleria d'arte contemporanea di Treviso,  cambia le regole del collezionismo.
I quadri e le sculture lasceranno il posto a decine di manifesti  in formato 50 x 70 cm e 70 x 100 cm.
Nove gli  artisti dello Spazio Bevacqua Panigai che sono stati coinvolti e hanno accettato di creare ad hoc, solo per questa occasione, locandine raffiguranti il loro stile e la loro arte.
Tra vecchi amici e nuove conoscenze della galleria si potranno ammirare le opere pop  di Andy Fluon (Bluvertigo), quelle irreverenti di Pep Marchegiani, i sofisticati volti di donna di Giulio Iurissevich, Alessio Bolognesi con il suo Sfiggy, i divertenti cagnolini pop dell'artista londinese Cristian Lanfranchi, le icone di Piero Martinello, fotografo ritrattista proveniente dal mondo di Fabrica, direttamente dalle vetrine del Treviso Comic Book Festival e dalla sua mente geniale le opere di Nicola Ferrarese e poi i due giovanissimi Mattia Schievene e Spartaco Biemmi.
Le opere saranno presentate in galleria secondo le più consuete modalità di esposizione dei poster: con semplici cornici oppure direttamente con lo scotch...un po' come nelle camerette degli anni '80, di cui parlavamo.
Come per la tipologia di opere in mostra anche la vernice sarà atipica: durerà tutta la giornata di sabato dalle 10 alle 18 e ad ogni art lover verrà riservato un bicchiere di vino che insieme a un po' di musica di sottofondo faranno da compagnia alla visita.
Acquistare un'opera, poi, sarà facilissimo, basterà possedere questi requisiti:
- amare l'arte contemporanea
- avere un debole per la pop art
- avere abbastanza fantasia per immaginare come l'opera starà appesa alle pareti di casa
- avere a disposizione alcune decine di euro

Fino al 9 Novembre
dal mercoledì al venerdì dalle 15.30 alle 19 e il sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18
Spazio Bevacqua Panigai
Vicolo S.Pancrazio 3 Treviso
T. +39 04 22 18 5 61 40; +39 349 095 26 29

venerdì 6 settembre 2013

Here we are! A smile is for free - finissage

Difficilmente pubblico la notizia di un Finissage... ma questo è un evento speciale...

 



Here we are! A smile is for free 
Art for Interior Gallery,
via Pellegrino Rossi 5, Milano (fermata Dergano M3)
finissage
 18 settembre 2013
… Quale forza può assumere una risata sentita come principio di trasformazione? Ecco la sfida della mostra collettiva “Here we are! A smile is for free”. Angelo Barile, Thomas Bee, Alessio Bolognesi, Matteo Bracciali, Francesco Campanoni, Simone Masetto Maghe, Nick Mascioletti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Ilenia Rosati, Tommaso Santucci e Willow, artisti dalle modalità espressive differenti che, attraverso supporti, tecniche e poetiche diverse, invitano al sorriso. Sia esso ironico, fiabesco, giocoso, provocatorio o malinconico spetta a ognuno di noi sceglierlo…
A luglio ci eravamo lasciati così, ora ci ritroviamo con la rinnovata convinzione che questi sorrisi non debbano spegnersi. La serata del finissage di “Here we are. A smile is for free” si pone, quindi, come ideale crocevia di scambi e confronti che, incontrandosi e intrecciandosi, sappiano nuovamente innescare le dinamiche più efficaci per rispondere al nostro delicato momento storico.
Durante la serata avrà luogo l’esclusiva performance di Giovanni Manzoni Piazzalunga, artista di spicco del panorama artistico contemporaneo milanese (e non solo), del quale, tra le altre, è molto apprezzata la capacità di saper coniugare un raffinato tratto rinascimentale a modalità espressive che più si avvicinano al dripping e alla grande opera murale messicana degli inizi del Novecento. L’atto performativo, imperdibile in quanto offre la possibilità di vedere l’artista in azione, verterà su un’originale e dinamica raffigurazione che, muovendo da intime sollecitazioni spirituali, arriva a definirsi in chiara e rasserenante sintesi sincretica.
E le sorprese non finiranno qui…

mercoledì 24 luglio 2013

Live Performance body painting Alessio Bolognesi|Giò Lacedra

Questa sera a Como...



MAG Marsiglione Arts Gallery

Presenta


Live Performance

Body painting


Presso l'Hotel Metropole Suisse di Como piazza Cavour.

Giovedì 25 luglio alle ore 21.00


L'artista ferrarese, Alessio Bolognesi, si cimenterà in una performance di live body painting presso l'Hotel Metropole Suisse di piazza Cavour a Como alle ore 21.00 di giovedì 25 luglio.

Ad affiancarlo in questa azione artistica sarà l’artista performer Giò Lacedra.


Un evento unico nato dalla collaborazione fra un pittore, creatore dell’irriverente personaggio Sfiggy, e una nota performer che mette al centro dei suoi interventi il suo corpo e la profondità del suo essere.


I due artisti, grazie al sostegno della galleria d’arte MAG e dell'Hotel Metropole Suisse, offriranno così al pubblico l’occasione di potersi avvicinare al mondo della pittura ma anche al mondo dell’arte del body painting, eliminando barriere tra generi e consentendo agli spettatori di poter partecipare a questa originale creazione.


La partecipazione è gratuita.

lunedì 10 giugno 2013

SFIGGY, WHAT ELSE! Mostra personale di Alessio Bolognesi a cura di Salvatore Marsiglione



Marsiglione Arts Gallery
presenta

SFIGGY, WHAT ELSE!
Mostra personale di Alessio Bolognesi
A cura di Salvatore Marsiglione

Dal 13 giugno al 13 luglio 2013
Opening: Giovedì 13 giugno 2013 dalle 18.30
Orari : martedì - sabato 10:00 - 13:00 | 15:00 - 19:30

Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31
22100 Como
Tel:+39 328 7521463
info@marsiglioneartsgallery.com
www.marsiglioneartsgallery.com


La Marsiglione Arts Gallery è lieta di presentare SFIGGY, WHAT ELSE!, la prima personale comasca del giovane artista ferrarese Alessio Bolognesi e della sua icona SFIGGY.

Alessio Bolognesi, ingegnere elettronico per professione e artista per vocazione, è tra i vincitori del premio ORA 2012, ma già nel 2009 si fece notare nel parterre artistico per aver vinto il premio Arte in Opera. Anche se questa è la prima mostra personale nella città lariana, Alessio è inserito nella scuderia della MAG già dal 2009, quando infatti viene in contatto con il direttore della galleria e con lui nasce un intesa rara quanto significativa.
Bolognesi è il primo degli artisti emergenti proposti dalla MAG e si può anche affermare che ormai oltre che essere emerso prepotentemente tra gli addetti ai lavori, si sta affermando anche tra il pubblico ed i collezionisti, grazie a varie mostre personali nelle gallerie più attente alla ricerca e tra le più frizzanti del palcoscenico nazionale, invadendo alcune città del centro e del nord Italia.
Non le invade personalmente con le sue capacità e il suo carattere gentile ed estroso, ma con SFIGGY!
Chi è SFIGGY?
Sfiggy è venuto al mondo dalla penna di Bolognesi in una mattina di marzo del 2009 durante una riunione di lavoro; tutto bianco, con occhi pungenti, neri ed un sorriso sadico e furbetto, dopo le prime amputazioni e cicatrici, si conferma come un immagine POP che potrebbe diventare icona.
Un icona tanto miscredente, quanto agganciato alla tradizione, o meglio agganciato alle personalità recondite e nascoste che ognuno di noi ha.
Piace a tutti, lo troviamo simpatico, divertente e bello con quel suo sorriso sadico di quello che l’ha fatta grossa, ma se ne vanta.
Agli esordi, Sfiggy, si scatena emulando grottescamente le vere icone POP della storia recente e della cultura occidentale dello scorso secolo. Entra, scombinandole, nelle opere di questi grandi artisti; fa i suoi bisogni nella zuppa Campbell’s Warholiana, s’inserisce nelle opere di Lichtenstein, spaventa a morte le figure di Haring fino a farle evacuare, urla nei cieli Munchiani e fa impazzire Basquiat incoronandosi.
La sua fame di essere presente nell’immaginario comune e nei ricordi delle ultime generazioni di adulti, lo porta ad inserirsi nei cartoon più conosciuti, come Hello Kitty, la quale è succube delle sue azioni sadiche, la cuoce, la sgozza, la fa a pezzi, ma sempre con la massima ironia, quando appare, il sangue non è mai macabro, ma evoca quello che tanti se non tutti farebbero alla dolce gattina.
Sniffa cocaina con Pollon cantando e ballando la famosa canzoncina della sigla, sgozza soddisfatto la gattina Micia innamorata di Hello Spank, sfonda la testa di Chobin con una mazza ferrata, si fa immortalare come un novello San Sebastiano in versione Far West, se la prende con Pikachu, Pimpa e Bugs Bunny
Il mondo dei cartoons non gli basta, s’impadronisce del ruolo di Neo nella locandina di Matrix, ma soprattutto conquista le locandine dei film più famosi di Michelangelo Antonioni, allestendo una splendida mostra a Ferrara, per il centesimo anniversario dalla nascita del regista suo concittadino.

A Como Sfiggy é irriverente e polemico, ma sempre ironico, rincorrerà il lago che fugge dalle braccia del suo territorio, perché rinchiuso dalla famosa palizzata che ha reso ridicola la città agli occhi del mondo, cercherà di farlo rientrare offrendogli del denaro come un fantasy-turista.
Sfiggy non resterà relegato alla MAG, non è nel suo carattere; per tutta l’estate infatti irromperà con le sue performance di live painting negli spazi dell’Hotel Metropole Suisse in piazza Cavour a Como e sul lago, a Griante al Grand Hotel Cadenabbia, passando da Laglio a bere un caffè ristretto dall’americano.
SFIGGY, WHAT ELSE!

Salvatore Marsiglione