RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 6 novembre 2013

"Ritratti d'autore" per Fondazione Lighea a cura di Martina Adamuccio

Come sempre, in mio inchino al popolo dell'arte. 
Sempre pronto, sempre disponibile, sempre generoso... e voi? 


"Ritratti d'autore"
per Fondazione Lighea
a cura di Martina Adamuccio




La Fondazione Onlus Lighea di Milano inaugura una mostra di opere pittoriche realizzate da pazienti con disagi psichici e artisti professionisti contemporanei in un doppio percorso che interpreta il ritratto femminile. A conclusione un’asta benefica, per sostenere le attività della Fondazione. 

Giovedi 5 dicembre ore 18.30
Palazzo di via santa Marta 15 , Milano

Asta benefica lunedì 9 dicembre ore 18.30 Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano 

La cura dell’arte, mondi interiori che emergono a illuminare quel buio della mente in cui è difficile addentrarsi. Arte e psichiatria, due ambiti molto spesso in connubio, quando la possibilità di esprimere se stessi e il valore catartico del gesto artistico possono essere una via per la guarigione del paziente. Questo è lo spirito dell’iniziativa “Ritratti d’autore”, progetto espositivo perseguito dalla Fondazione Lighea Onlus di Milano, nata allo scopo di portare i pazienti a compiere un percorso evolutivo attraverso un servizio che integri aspetti psicoterapici, riabilitativi e farmacologici.
Il progetto “Ritratti d'autore” è una mostra di opere realizzate dai pazienti della Fondazione e da trentuno artisti professionisti del mondo contemporaneo, chiamati a sviluppare attraverso multiformi modelli espressivi un doppio percorso con un tema comune: il ritratto di donna.
“Quella comunemente definita arteterapia è un'esperienza clinica che pone al centro della sua pratica il fenomeno espressivo” racconta Martina Adamuccio, giovane critica d’arte curatrice della mostra. “È una tecnica molto utile, in uso sia nelle terapie dell'infanzia e dell'adolescenza sia nelle psicosi e nei disturbi di personalità nell'età adulta. Disegnare, usare i colori sui fogli, costruire forme, sono modalità espressive più semplici e più facili da realizzare rispetto alle parole e alla formazione di un discorso, e quindi, portano l'individuo ad esprimersi in maniera più spontanea. La produzione artistica, infatti, è dimostrato, ha effetti positivi sui pazienti affetti da disagio mentale e psicosi di diverso genere”.
I trentuno artisti contemporanei che fanno da contraltare ai pazienti fungono da guida, accompagnano idealmente i pazienti nel percorso espositivo, e allo stesso tempo sono testimoni del “mondo esterno”, nell’intento di eliminare le barriere per aprirsi a un mondo unico in cui la libertà espressiva sia il comune denominatore. A conclusione della mostra, tutte le opere saranno messe in asta e il ricavato sarà investito nelle attività di ricerca della Fondazione. 

Gli artisti professionisti: Gabriele Ardemagni - Giuseppe Bombaci - Barbara Bonfilio - Erica Campanella - Sara Cancellieri - Maurizio Cariati - Gianni Cella - Francesco Cervelli - Pierluca Cetera - Roberta Coni - Aldo Damioli - Marco Demis - Stefania Fabrizi - Massimo Festi - Antonio Finelli - Marco Formisano - Maurizio Galimberti - Cristina Iotti - Federico Lombardo - Anna Madia - Paolo Maggis - Ilaria Margutti - Antonello Matarazzo -Sabrina Milazzo - Davide Puma - Denis Riva - Alessandro Russo - Giovanni Sesia - Andrea Simoncini - Santiago Ydanez - Luca Zampetti. 

Lorenzo Canova, critico d’arte e autore di uno dei testi in catalogo, sottolinea: “È indubbio che una tale esperienza di collaborazione tra artisti e persone disabili superi la dimensione del laboratorio terapeutico e giunga al grande risultato di persone che riescono a rompere la prigione del proprio disagio psichico e a trovare una forma nuova di comunicazione e di interazione col mondo che le circonda, con cui riescono a integrarsi in modo creativo e costruttivo, facendo in alcuni casi nascere nuovi autori dotati di una propria
poetica e di un linguaggio autonomo. Gli artisti professionisti di questo progetto di eccellenza ricevono così il dono di vedere la loro opera diventare più viva e, in un certo senso, addirittura funzionale, grazie al confronto con persone destinate non soltanto a ricevere, ma anche a regalare il loro contributo esistenziale, emozionale, di pensiero e di creatività, costruendo un ponte fecondo di scambio per tutti gli attori-autori qui coinvolti e per dare all’arte e alla vita un volto nuovo”. 

Chiosa Giampietro Savuto, presidente della Fondazione: “Nei tanti anni in cui ho seguito persone colpite da questo disturbo ho potuto constatare l’importanza delle attività di natura artistica come forme di espressione di pensieri, sentimenti, emozioni che altrimenti rimarrebbero muti, di una vita interiore talvolta insondabile per altre vie. Del resto, tutte le forme di creatività artistica hanno spesso avuto una parentela con la sofferenza psichica, come attesta il lungo elenco di poeti, musicisti, pittori che ne sono stati sfiorati e in qualche caso travolti. Se la valutazione del valore artistico è compito della critica d’arte, anche la psicologia può quindi dire la sua. Come Fondazione Lighea abbiamo sempre cercato di risvegliare la creatività dei nostri pazienti: abbiamo creato servizi che rifiutano una logica di intervento normativa e omologante e li aiutino a trovare la propria espressione di vita”. 

Per informazioni al pubblico:
Fondazione Lighea
02 72001549
info@fondazionelighea.it
Press office:
Clarart
039 2721 502 / 335 6855705 claudiaratti@clarart.com

sabato 27 ottobre 2012

Lorenzo Canova Dal Futurismo alla Video-Art Museo Anderson - Roma

Siete a Roma, cosa c'è di meglio la domenica mattina di un aperitivo in un museo, 
quattro chiacchiere sull'arte e un ambiente accogliente 
e la voce autorevole di un critico che sa parlare?

Lorenzo Canova
Dal Futurismo alla Video-Art 
Museo Anderson - Roma

Per il ciclo "Le contemporanee letture d'arte di Canova", l'A3M,
Associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia, presenta, alle 11 di domenica 28 ottobre, al Museo Andersen di Roma la seconda conferenza: 
DAL FUTURISMO ALLA VIDEOARTE TRA SPAZIO, MATERIA E LUCE. 
Un viaggio attraverso attraverso le sperimentazioni più innovative del Novecento, introdotto dal Presidente Angelo Bucarelli e concluso da un aperitivo. 
 Ingresso libero. 
Le prossime conferenze sono fissate per domenica 11 e 18 novembre. 

Museo H. C. Andersen, via P. S. Mancini 20, Roma

mercoledì 5 ottobre 2011

Paolo Triolo a Roma: 'AZIONI' a cura di Lorenzo Canova


Paolo Troilo

Azioni

a cura di Lorenzo Canova

inaugurazione sabato 15 ottobre, ore 18.00

15 ottobre - 15 novembre 2011

Galleria Russo, via Alibert 20, Roma

COMUNICATO STAMPA

Si inaugura sabato 15 ottobre alle ore 18.00, negli spazi della Galleria Russo di Roma, la mostra Azioni di Paolo Troilo, curata da Lorenzo Canova.

L'evento romano di via Alibert, rappresenta la tappa fondamentale del progetto espositivo dal titolo Azioni che vede l'artista impegnato da luglio a dicembre in tre personali - San Gimignano, Roma e Milano - attraverso le quali si snoda e si delinea il suo percorso artistico.

Con queste parole il curatore spiega il titolo della mostra:"La pittura vista come azione reale e metaforica, l’autoritratto come strumento per misurare, sfidare e superare i propri limiti fisici e mentali, la dialettica tra il proprio corpo e lo spazio come simbolo dell’interazione tra il sé e il mondo: Paolo Troilo è partito da questi concetti per sviluppare la ricerca che fonda il suo ultimo ciclo di opere intitolato eloquentemente azioni". (L. Canova)

L'artista per la mostra alla Galleria Russo propone circa 25 opere, acrilico su tela (steso con le dita) di grandi, medie e piccole dimensioni, tutti lavori che tracciano appieno i tratti fondamentali della sua poetica.

Paolo Troilo sceglie se stesso come soggetto da rappresentare, un io che si specchia e si riflette e che diviene altro da sè - da ego ad alterego - uno strumento che induce lo spettatore ad immedesimarsi, a condividere la visceralità dell'emozione facendola propria: "Le azioni dipinte da Troilo si susseguono così nello spazio del supporto e si moltiplicano nel tempo, come se ogni gesto impresso nella rétina e nella memoria si trasformasse in un momento da bloccare sulla tela per costruire una nuova, possibile realtà agita e ricostruita dall’artista per essere condivisa con i suoi spettatori". (L.Canova)
Paolo Troilo è un veicolo attraverso il quale convogliare il potenziale di un' energia che esplode e si libera sulla tela con un innesco diretto; l'artista infatti dipinge con le dita che sono il medium con cui costruisce le sue figure, fermate nell' hic et nunc del bianco e nero: "Il bianco e il nero sottolineano l’istante in cui accade tutto questo, non lasciando vie di fuga cromatiche o concettuali. Non c’è il verde di un prato, l’azzurro di un cielo, il rosso del sangue; limiti materiali e concettuali che ammorbidiscono l’impatto su occhi impreparati alla vera origine. La luce". (P.Troilo)
Le opere di Paolo Troilo contengono una riflessione sulla vita - antica lotta tra bene e male - sull'uomo, sulle sue gabbie e sulla sua necessità di evasione. I suoi lavori danno voce e forma ad un grido universale che è intimo e naturale, esigenza personale e collettiva e che diviene catartico se è accompagnato dall'accettazione di tutto ciò che avviene, senza giudizi, pregiudizi e condizionamenti.
"Troilo mette in scena così una spirale concentrica di azione e reazione, un progressivo accumulo di azioni protratte nel tempo con cui cerca di guadagnare sempre una nuova porzione di libertà, di vincere le chiusure che ci affliggono e di abbattere le pareti inafferrabili e della nostra quotidiana e astratta, impenetrabile e inquietante stanza della tortura". (L. Canova)

Il 12 ottobre in occasione dello straordinario evento che festeggia l'apertura del nuovo negozio GAP in via del Corso, sarà possibile ammirare in anteprima assoluta il trittico di Paolo Troilo, accompagnato da un video - già presente nelle vetrine a partire dal 7 ottobre - che riprende l'artista durante la sua fase creativa ed esecutiva.

Catalogo in mostra Palombi Editori.

INFORMAZIONI
Galleria Russo, via Alibert 20, Roma.
Orari di apertura: lunedì 16.30-19.30; da martedì a sabato 10.00-19.30.

lunedì 19 settembre 2011

“Iros Marpicati. Il labirinto dei corpi sognanti”

Si è inaugurata qualche giorno fa, in uno dei luoghi più suggestivi di Roma: il Chiostro del Bramante ( dove quest'estate ho avuto l'onore di portare, insieme all'amico Faccenda, le ultime fatiche di Armodio 
http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/04/armodio-entita-incombenti-roma-al.html), la mostra di Iros Marpicati, "Il labirinto dei corpi sognanti”.
Una mostra con il sigillo di garanzia di due delle penne più efficaci della nostra contemporaneità: Lorenzo Canova e Carlo Fabrizio Carli


“Iros Marpicati. Il labirinto dei corpi sognanti”

Chiostro del Bramante 16 settembre -15 ottobre 2011

Il Dart Chiostro del Bramante, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dell’Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, il 15 settembre 2011 inaugura alle ore 18 nella Sala delle Capriate una gr
ande mostra personale di Iros Marpicati, artista bresciano che espone un’ampia selezione di opere pittoriche recenti.
Nell’esposizione dal titolo “Iros Marpicati. Il labirinto dei corpi sognanti” saranno esposte 22 opere di grandi dimensioni che ripercorrono gli ultimi anni di produzione dell’artista .
Marpicati dipinge un viaggio nel labirinto di un mondo meccanico e artificiale, la prigionia e l’abbandono dei corpi, gli ingranaggi che si fanno paesaggio e una luce che offre una speranza di salvezza: su queste coordinate si muove il lungo percorso dell’artista nella sua lenta sintesi che ha trovato la qualità di una combinazione sempre più accentuata dei suoi aspetti formali e metaforici.
L’opera di Marpicati unisce in modo del tutto personale la visione di taglio sociale e psicologico che indaga l’alienazione e la solitudine dell’uomo contemporaneo, la classicità dell’eros dei nudi addormentati, la pittura di paesaggio urbano, periferico e industriale e l’astrazione geometrica: una serie di elementi che formano un quadro complesso e articolato in cui possiamo trovare un’acuta rielaborazione di alcune delle linee forti dell’arte italiana e internazionale tra Ventesimo e Ventunesimo secolo. L’atmosfera di inquietudine e di allucinata contraddizione dei quadri di Marpicati è aumentata dunque dal contrasto tra la stesura piatta, astraente e bidimensionale delle architetture e dei congegni e la vibrante definizione pittorica dei corpi giovani maschili e femminili, addolciti e resi ancora più sensuali dalla levità delle ombre trasparenti e quasi leonardesche che modellano lo sfumato delle loro anatomie ammorbidite dall’abbandono e dal sonno.
Grazie a questa soluzione emblematica Marpicati raggiunge un misterioso stato di sospensione, a metà tra minaccia e speranza, che si esalta in una visionarietà volutamente contraddittoria che non lascia comprendere quale sia il sogno e quale la realtà, se le figure stiano sognando questo mondo ostile o se siano l’ultima propaggine di una forma di vita destinata a scomparire nell’abbraccio avvolgente e inesorabile delle macchine, un’estrema scintilla di luce allo stesso tempo terrena e trascendente che scioglie l’umanità da un giogo opprimente e distruttivo e che apre le strade del labirinto alle figure che si stagliano all’orizzonte nella luce di una nuova liberazione.

Iros Marpicati è nato a Ghedi (Brescia). Ha studiato all’Accademia Carrara di Bergamo con Achille Funi e ha cominciato ad esporre nel 1957. In seguito ha conseguito il diploma al Liceo Artistico di Brera. Ha intrapreso gli studi della Facoltà di Architettura presso l’Università del Politecnico di Milano che ha abbandonato per dedicarsi alla pittura. Il suo lavoro si muove da anni su un territorio di evocazioni esistenziali. L’artista, che opera tra Brescia e Milano, ha allestito diverse personali e ha esposto in importanti rassegne. Più volte gli sono stati conferiti premi e riconoscimenti. Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.

Testi in catalogo di Lorenzo Canova e Carlo Fabrizio Carli

Info e biglietti:
"Iros Marpicati. Il labirinto dei corpi sognanti"
dal 16 settembre al 15 ottobre 2011
Orario: tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 20
Chiostro del Bramante, Roma
Via della Pace
Info:
 
www.chiostrodelbramante.it

sabato 13 agosto 2011

Chi muove l'arte: Carta d'identità di... Lorenzo Canova



Lorenzo Canova


DOMANDE

  • Generalità (nome, cognome, età, professione ect.)
  • Collaborazioni (principali collaborazioni, mostre ect.)
  • Il tuo miglior pregio
  • Il tuo peggior difetto
  • Qual è il collega che stimi di più?
  • E quello che ritieni meno interessante?
  • Fammi tre nomi di artisti che ritieni in questo momento fra i più interessati
  • La galleria, il museo o l’istituzione al top della tua classifica personale?
  • Ed il fanalino di coda?
  • Moderno o contemporaneo?
  • Il ruolo del web nel mondo dell’arte
  • Progetti importanti per il futuro
  • Sogno nel cassetto
  • Ricetta salva/crisi
  • Una tua confessione (quello che nessuno sa di te)
RISPOSTE

ecco qua, grazie e un caro saluto, Lorenzo

Lorenzo Canova, storico dell'arte, 44 anni docente di storia dell'arte contemporanea all'Università del Molise, presento e curo mostre d'arte contemporanea

Collaboro con il quotidiano "Avvenire", sono Sovrintendente della Fondazione Molise Cultura, ho curato molte mostre in gallerie private e musei in Italia e all'estero, dall'India fino al Cile.
Ho senso dell'humour e sono abbastanza autoironico, a volte sono troppo permaloso, goloso, sovrappeso, distratto, impaziente, disordinato, ma sono in lotta perenne contro me stesso, posso migliorare.

Il migliore collega per me è il mio maestro Maurizio Calvesi, persona fondamentale per la mia formazione culturale, umana e professionale; 

non mi pare elegante citare chi non stimo.

Artisti: Bill Viola e gli artisti con cui ho collaborato nel mio lavoro di critico e curatore.

Al top l'Italia museo diffuso pieno di capolavori e di artisti di eccezionale qualità.

Fanalino di coda l'Italia che massacra i suoi artisti e il suo patrimonio con il suo provincialismo (spesso coperto dall'esterofilia) e con la sua colpevole incuria, sopratutto istituzionale. 

Moderno e Contemporaneo, amo la continuità e gli sviluppi storici che si rinnovano nel presente.

Il web nel mondo dell'arte è fondamentale, come per tutto il resto.

Per il futuro vorrei realizzare dei progetti importanti con la fondazione Molise Cultura di cui sono diventato da poco sovrintendente.

Sogno nel cassetto? Le mostre e il libro a cui sto lavorando.

Ricetta salva/crisi? Non ho ricette anche se cucino bene, comunque investire sulla cultura, sulla ricerca e sulla formazione non fa mai male.



Per vedere le altre "Carte di Identità....
vai su:

domenica 12 settembre 2010

“ONDE DI LUCE” personale di Maurizio Cariati a cura di Lorenzo Canova

L'età avanza e non mi è d'aiuto quando devo ricordare il luoghi... vabbeh... Ricordo comunque, di essere stato colpito quando mi sono imbattuto la prima volta con l'opera di questo originale artista. Mi piace molto "la conquista dello spazio" di questo giovane.


“ONDE DI LUCE” personale di Maurizio Cariati
a cura di Lorenzo Canova

Sabato 25 settembre, la galleria GiaMaArt studio presenta “onde di luce” la nuova personale di Maurizio Cariati che raccoglie un ciclo di opere recentissime dove la pittura di ritratto si sposa in modo innovativo con una visione con le ricerche spaziali e ambientali dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento. Cariati, infatti, lavora da tempo sulla fusione tra una pittura rigorosamente dedicata alla rappresentazione del volto declinata con una forte attenzione alla qualità pittorica e figurativa e l’utilizzo dell’estroflessione che dai Gobbi di Burri in poi è diventato una sorta di codice della presa di possesso dello spazio dello spettatore, della rottura del limite del supporto da parte di un’opera d’arte che sconfina verso i nuovi territori, in quel legame tra vita e arte già teorizzato e portato avanti dal Futurismo. In questo senso anche la scelta di Cariati di usare la juta grezza come supporto dei suoi dipinti rappresenta una scelta in linea con Burri e con le ricerche che lo hanno seguito, un elemento materico che vuole dare maggiore forza plastica a una pittura in dialogo con lo spazio.
In questo modo la nuova pittura iconica mostra la sua consapevolezza di ricerche che l’hanno preceduta e che solo apparentemente sono opposte alle sue finalità e la volontà di un giovane artista, in linea con le parallele espressioni di molti suoi coetanei in tutto il mondo, di servirsi di codici, di risultati e di riferimenti multipli per dare un più articolato e complesso senso alla sua opera.
Le immagini di Cariati ottengono pertanto una valenza doppia: sono uno studio sul volto, la psicologia, l’espressione e allo stesso tempo sono un’indagine sulla luce, sulle rifrazioni e sulle vibrazioni del colore in dialettica con il fondo scuro delle opere e con la luce dell’ambiente che le contiene, in una nuova declinazione del fare pittorico che travalica i suoi precedenti termini per raggiungere una nuova e più intensa dimensione installativa.
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MAURIZIO CARIATI “waves of light”
cured by Lorenzo Canova

Saturday, 25th September, the GiaMaArt studio gallery presents “waves of light”, the new personal exhibition by Maurizio Cariati. This exhibition brings together a cycle of recent works where portrait painting merges in an innovative style with the vision of research on space and environment underlying international and Italian art of the second half of the 20th Century. Cariati, in fact, has been working over time on the fusion between art which has been rigorously dedicated to the presentation of the face paying great attention to the pictorial and figurative quality using extroversion which, since Burri’s Gobbi, has become a sort of code for taking possession of the spectator’s space . In so doing it breaks the limits of support coming from art delving towards new territories, in that intrinsic relationship between life and art already theorized and supported by Futurism. In this sense, even Cariati’s choice to use raw jute as a support for his paintings represents a choice in line with Burri and with the research that has followed, a material element that wants to give a greater plastic force to a type of art maintaining a dialogue with space.
In this way, the new iconic painting shows its awareness of research that has preceded it and that is only apparently opposed to its finality. Here we have the will of a young artist in line with the parallel expressions of a lot of his contemporaries worldwide making use of codes, results and multiple references to give a more articulated and complex sense to his work.
Cariati’s images gain a double valency: they are a study of the face, psychology, expression and at the same time an investigation into light: the refractions and the vibrations of colour juxtaposed with the dark background and the surrounding light of the environment in a new declination of how painting is presented breaking through its preceding terms to reach a new and more intense dimension of installation.


25 settembre alle ore 19.30 - 25 dicembre alle ore 21.00
GiaMaArt studio
Iadonisi 14
Vitulano, Italy