RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 12 gennaio 2012

da domani BAF


Con il nuovo anno riprendono anche le fiere di settore, quelle dell'arte intendo. Nell'attesa della "grassa" ma non troppo (così sembrerebbe quest'anno), Bologna, parte domani il grande circo delle fiere con il BAF, acronimo di Bergamo Arte Fiera.
Nell'aria si sente qualche tensione, qualche incertezza ma le statistiche dicono che il settore arte, reggerà "il colpo", anche se non del tutto incolume... le fiere a volte sono un termometro dell'andamento di mercato... staremo a vedere... buona fiera a tutti!

BAF Bergamo Arte Fiera
Dove: quartiere fieristico di Bergamo, via Lunga_maps
Orari: inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 ore 18.00
sabato 14 e domenica 15 ore 10.00/20.00 - lunedì 16 ore 10.00/13.00

"Jazz e non solo" a Siracusa


Durante il mio breve soggiorno a Siracusa dei giorni scorsi, in occasione della mostra di Roberto Braida all'ex Convento del Ritiro (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/12/sicilia-incanti-di-luce-terra-e-mare.html ), sono stato invitato ad assistitere ad una serata di assoluta qualità: "Jazz e non solo". 
Un concerto, tenutosi presso la Sala Rondone, anch'esso inserito nelle manifestazioni "LuciA Siaracusa", dove i fratelli Mandalari, Francesca e Giuseppe, accompagnati da un qurtetto di qualità, hanno intrattenuto i circa 250 intervenuti con una vasto e vario repertorio.
Ecco alcune immagini della serata:








"Sicilia. Incanti di luce, terra e mare" personale di Roberto Braida: lo spot

Rientrato da poche ore dalla Sicilia, 
ecco il breve spot relativo alla mostra 
"Sicilia. Incanti di luce, terra e mare" personale di Roberto Braida, 
curata da Giovanni Faccenda 
a Siracusa presso l'Ex Convento del Ririto

mercoledì 11 gennaio 2012

COLLETTIVA OCCASIONALE

Bella mostra! Tanti nomi interessanti, alcuni amici e  buona arte! Da non perdere!!!



Giovedì 12 gennaio, alle ore 18.30, la MAG – Marsiglione Arts Gallery di Como, inaugura la collettiva occasionale “Passato Presente Futuro” .
La prima mostra dell’anno, vuole rappresentare un punto fermo sugli artisti già promossi nei primi due anni e mezzo di mostre, artisti tutti di consolidata fama e molto apprezzati anche dalla critica, tra gli storici troveremo Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Francesco Menzio, Mario Schifano, e Mario Lomazzi, tra i contemporanei già presentati ci saranno opere di Antonio Pedretti, Marco Lodola, Armando Fettolini, Vincenzo Balsamo, Domenico David, Ester Negretti ed Emanuele Gregolin.
Tra tanti artisti sono stati selezionati anche Enzo Bersezio, Gianfranco Sergio, Vania, Elettra Tam, Nicola Felice Torcoli e Alessio Bolognesi.
In mostra fino al 22 febbraio 2012.
Vi sarà anche un evento collaterale alla mostra in data 20 gennaio, alle ore 18.30 con un dibattito a cura di Edoardo di Mauro: “È ancora possibile una dimensione etica nell’arte?”
Parteciperanno :
Sergio Gaddi Assessore alla Cultura del Comune di Como
Francesco Correggia Responsabile CRAB Accademia di Brera
Edoardo Di Mauro Docente dell’Accademia Albertina
Elena Di Raddo Docente dell’Università Cattolica
Ernesto Jannini Artista
Nel corso della serata sarà presentato in anteprima il video prodotto da Mediago relativo alla prima parte della rassegna “Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” svoltasi dal 1° al 21 aprile 2011 a Como presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti-Ex Chiesa di San Francesco, a cura di Edoardo Di Mauro e con il patrocinio del Comune.
MAG
Via Vitani n°31/33 – Como

A proposito di 'Sicilia. Incanti di luce, terra e mare' personale di Roberto Braida - Siracusa

Alcune immagini dell'inaugurazione...













"PERSPECTIVES" da SOURMILK ART GALLERY

Il mio personalisssimo "bravi" a tutti i ragazzi di Sourmilk, che hanno intrapreso un percorso assolutamente meritevole di sottolineatura. Un esempio di come passione, entusiasmo ed innovazione possano fare bene al Contemporaneo!


MARK RICHARDSON SOLO SHOW @ SOURMILK ART GALLERY:
"PERSPECTIVES"
Author: Erique LaCorbeille / Fabrizio Gagliardi
Curator: Clarissa Tempestini

Sourmilk è orgoglioso di presentare la prima mostra personale di Mark Richardson (batterista della famosa band Skunk Anansie). Il 13 gennaio dalle ore 21.00 la villa vi aspetta per un esclusivo party insieme all'artista. Buffet, musica e molto altro nella splendida villa liberty di via Trieste 5 a Menzago di Sumirago (Va), Italy.

E' consigliata la prenotazione per assicurarse la propria presenza al party:
art-gallery@sourmilk.it

Venite a trovarci anche SABATO 14 gennaio! La villa rimarrà aperta dalle 16:00 alle 18:30: have A COFFEE BREAK at SOURMILK!!!

Questa mostra fa parte di un progetto che Sourmilk proporrà al pubblico due volte all'anno e che darà spazio a musicisti che seguono la loro passione per le arti visive.
Il musicista ed il fotografo/pittore/scultore che si sovrappongono in una splendida unione di intenti.

Il primo artista ad essere proposto è, appunto, Mark Richardson che presenterà le sue fotografie. I suoi scatti raccontano dei suoi viaggi, della sua ventennale vita nella band e della sua esperienza "for charity" per i bambini dello Zambia.




Testo critico di Clarissa Tempestini:

Mark Richardson era grande già da piccolo. Intorno a lui c’era Leeds e il suo verde profondo, sconfinato, e dentro di lui c’era la musica, il ritmo della batteria scoperta a soli tre anni, c’era lo sport, quello libero che ti fa urlare, “corpo mio, non incepparti mai…”. Poi è arrivata lei, la Londra vortice, ingorda di sogni ed energie, che ha modellato un Mark grande, ma che non ha rubato i suoi occhi vivaci, la spontaneità, la meraviglia. Lui era un gigante/libro che racconta la sua vita disegnandola sulla sua pelle. Mark era grande, ma dentro restava piccolo, curioso, una spugna dai filamenti lineari, che si impregna stupita di esperienze casuali, di sonorità secche, di palcoscenici di luci, di voci all’unisono, di punti di vista esclusivi.
Mark è un autodidatta della realtà, è un fotografo bambino che si lascia guidare da epifanie di luci, momenti o colori. Alla stregua del poeta, Mark ascolta e lascia spazio al fanciullino che è in lui, e di fronte alla natura prova le stesse sensazioni di stupore e di meraviglia proprie dello stato primigenio dell'umanità.
Gli scatti di Mark sono sensazioni che sfuggono alla ragione, sono ingenuità, visioni, astrazioni dai contesti reali. Come Adamo, anche lui dà per la prima volta il nome alle cose e scopre tra esse relazioni e somiglianze ingegnose, che nulla hanno a che vedere con la logica della razionalità. Il nuovo si scopre, non si inventa, la poesia è nelle cose, anche nelle più piccole: la semplicità è l’arma più disarmante di un’artista.

“La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.” (Charles Bukowski)

Come Rauschenberg, Mark riempie con ingenua naturalezza il vuoto tra arte e vita, agendo direttamente nello spazio che le separa, dove scavare non è doloroso, dove l'artista è irrimediabilmente immerso nel flusso dell’esistenza, in“un continuum ininterrotto che non comincia e non finisce con nessuna sua decisione o azione” (Robert Rauschenberg). Proprio come l’artista statunitense, Mark è un’alchimista che riporta la tecnica verso la sua lontana origine poetica, nel vergine luogo d’origine dell’ispirazione, dove è totalmente e perdutamente imprevedibile. Vivendo una vita d’artista, ricca di stimoli, viaggi intorno al mondo e fama, la curiosità ingorda degli occhi di Mark cerca adesso, a sorpresa timidamente, di restituire sulla schietta pellicola fotografica tutto quello che l’esistenza gli ha dato, come un bambino ormai diventato grande dona al figlio il suo gioco più prezioso.

“…Perchè il tempo è là fuori, divorato dalla luce” (Norma Cole)

Clarissa Tempestini

Le opere di Andrea Gnocchi a Campiglio durante il meeting Ferrari/Ducati

Fanno bella mostra di sè, le opere di Andrea Gnocchi, durante l'annuale meeting Ferrari/Ducati a Madonna di Campiglio all'interno dello stirico salone del Des Alpes...

Alonso..Hayden..Massa e Rossi.. e Gnocchi

il Museo RISO chiude!!!

 NON HO PAROLE!!!
 
COMUNICATO STAMPA

Palermo, 10 gennaio 2012 - A seguito della comunicazione pubblica della Direzione del Museo Riso, giunta in data 10 gennaio 2012, gli artisti siciliani e gli artisti di SACS - Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, insieme a critici, storici dell’arte, curatori, intellettuali, cittadini, si
sono riuniti in un’assemblea presso gli spazi di Palazzo Riso in un movimento di agitazione. Il movimento chiede alle istituzioni politiche della Regione Sicilia di fare immediatamente chiarezza sulla gravissima situazione di chiusura delle attività espositive del Museo Riso.

Invitiamo il Sig. Gesualdo Campo, Dirigente Generale dell’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Sicilia, e il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, a fare chiarezza in merito all’iter burocratico che blocca il finanziamento di dodici milioni di Euro dei POR, che dal
mese di Febbraio 2012 avrebbero dovuto dare inizio alle attività (vedi comunicato del Museo Riso del 14 ottobre 2011), coinvolgendo artisti, curatori, attori del sistema dell’arte e della cultura contemporanea, ma anche cittadini, famiglie, bambini che da anni usufruiscono delle attività
didattiche e di promozione del Museo su tutto il territorio siciliano.

Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, nato nel 2004 su iniziativa della Regione Sicilia, del Ministero dello Sviluppo Economico e della Fondazione Biennale di Venezia, dopo otto anni di attività è costretto a chiudere.

Riso - Museo d’arte contemporanea della Sicilia, per il quale giace dal 2010 in un cassetto degli uffici regionali la delibera che ne stabiliva l’autonomia e l’approdo a Fondazione, dichiara oggi la propria impossibilità a proseguire l’attività, dando seguito alla chiusura forzata della sede di Via Vittorio Emanuele a Palermo. L’incresciosa decisione arriva drammaticamente dopo anni di impegno spesi per costruire un modello culturale originale, grazie alla formula del Museo diffuso
che lo aveva posto tra i musei più innovativi d’Italia (cfr. Il Giornale dell’Arte - dicembre 2011) e ne aveva fatto, puntando specificamente sui linguaggi dell’arte contemporanea, il secondo museo più frequentato della Sicilia (circa 100.000 visitatori per le mostre realizzate su tutto il territorio - secondo solo al Museo Archeologico di Siracusa).

Due le cause del gesto che priva la Sicilia di un progetto tra i più innovativi.

Dei tanto attesi finanziamenti europei per la cultura del contemporaneo in Sicilia (un totale di 60 milioni di Euro, vedi il bando
http://www.euroinfosicilia.it/Default.aspx?tabid=58&ControlType=detail&ItemIdDetail=3382), finalmente sbloccati nella primavera del 2011, 12 milioni erano stati destinati al Museo Riso per una programmazione triennale e per l’ampliamento della struttura museale (finalmente non costretta alle incertezze annuali del bilancio regionale). Tali fondi, tuttavia, sono stati ingiustificatamente
bloccati fino a data da destinarsi, pur essendo stato presentato il loro programma di utilizzo: i progetti sarebbero dovuti partire nel gennaio 2012, con una iniziativa dedicata al tema delle migrazioni e della fuga, per proseguire durante l’estate con una serie di mostre dedicate alle culture
contemporanee dei paesi del Mediterraneo in cambiamento, e poi con altre attività negli anni seguenti.
Senza certezze riguardo alle possibilità d’uso dei contributi dovuti e destinati al Museo, il Museo non è in grado di impegnare artisti, curatori, istituzioni nazionali ed internazionali, personale interno ed esterno, necessario a condurre le sue attività.

I contributi, inspiegabilmente bloccati dall’inerzia silente dell’Amministrazione regionale, rischiano di dover tornare nelle casse europee come spesa non effettuata, se addirittura non verranno
dirottati su altre iniziative “paraculturali”, venendo meno alle destinazioni ufficiali obbligatorie.

La stessa direzione dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana (da cui dipende il
Museo e i suoi finanziamenti) quasi a mettere una pietra tombale sulle prospettive del Museo e sui suoi successi, ha stabilito di dare avvio al cantiere per la costruzione di una non richiesta sopraelevazione grezza del secondo e del terzo piano del Museo. Un’operazione che non tiene conto della reali esigenze di dotare il Museo di uffici per l’ordinaria amministrazione. Peraltro, tali lavori non conformi alle esigenze del Museo e al finanziamento ottenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2004, potrebbero durare diversi anni, precludendo l’utilizzo e la fruizione degli spazi.

In un momento di crisi economica gravissima riteniamo che questo sia uno spreco inammissibile e ingiustificato e che l’atteggiamento dissennato di chi opera all’interno delle Istituzioni di
riferimento debba essere formalmente spiegato davanti alla collettività, da oggi privata di un’importantissima realtà culturale e sociale e di concrete prospettive economiche per la Sicilia.

Venerdì 13 gennaio alle ore 19.00 tutta la cittadinanza di Palermo è invitata a partecipare all’assemblea pubblica presso il Palazzo Riso, Via Vittorio Emanuele 365.

Palermo, 10 gennaio 2012

firmato
I Cittadini per il Museo Riso

martedì 10 gennaio 2012

A proposito di 'Sicilia. Incanti di luce, terra e mare' personale di Roberto Braida - Siracusa

Qualche immagine della conferenza stampa, della mostra in anteprima ed un po' di stampa....
la presentazione del catalogo...

Intervista a Roberto Braida durante la conferenza stampa...

...un'altra intervista...

... la conferenza stampa...

... la mostra...

... ancora...

.... e ancora...

... idem...




 un po' di stampa....





  ... e di comunicazione...




sabato 7 gennaio 2012

Da Artribune...

Uffizi - Firenze



DA LEGGERE!!!

Chi ci prova a dirglielo a Monti? Uffizi +15%, Guggenheim Venezia +14%, l’arte (e conseguente turismo) tiene a galla l’economia italiana. E lui – orgogliosamente – taglia

 

Ve lo immaginate un nuovo governo in Sudafrica, che fra i suoi primi provvedimenti chiuda la metà delle miniere di diamanti? O il nuovo premier egiziano che vieti la visita a due delle tre Piramidi? O un nuovo sceicco del Qatar, che insabbi qualche centinaio di pozzi di petrolio? Fantapolitica, perché quelle sono fra le principali direttrici economiche dei rispettivi paesi, e nessuno farebbe autolesionismo in questi termini, neanche come paradosso.
Nessuno, tranne il nuovo governo italiano: per noi di Artribune ormai è diventato quasi un mantra quotidiano, e le nostre petizioni rischiano di passare per lagne bellamente inascoltate. Per cui chiediamo sostegno ai lettori: cerchiamo di sollevare insieme il dibattito, magari qualche esito potrebbe esserci. Di che parliamo è presto detto, anzi ri-detto: gli assurdi tagli ai fondi destinati dall’8 per mille al Ministero per i Beni Culturali, un flusso di denaro risibile per la quantità rispetto alle esigenze del sistema italiano, ma sempre molto atteso per tappare alcune delle tantissime falle che vi si sono aperte. Ma il premier Monti – con il ministro Ornaghi evidentemente consenziente, visto che si è trattato di decisione unanime – ha deciso che quei soldi si possano tranquillamente risparmiare, e prontamente dirottare sul sistema carcerario, quello sì molto bisognoso. Ed alle – per una volta condivisibilissime – rimostranze dell’ex ministro Galan, Monti ha risposto con la solita supponenza e con non-motivazioni che aggravano ancor di più la faccenda, e che per carità di Patria vi risparmiamo nei dettagli.
E allora perché torniamo su questi temi, a così breve distanza? Perché continuano ad arrivare notizie che non fanno che confermare le nostre tesi, che del resto sono banalmente oggettive: nella crisi generale, l’unico indice che produce risultati positivi a percentuali da doppia cifra, è quello del turismo culturale. Le ultime notizie? La Galleria degli Uffizi, a Firenze, che chiude il 2011 a un milione e 766mila visitatori, il maggior numero di sempre nella storia del museo, sgretolando il precedente primato che risaliva al 2006 con oltre 1.600.000 presenze. Il che fa un incremento su base annua fra il 15 e il 20%, e questo nonostante i problemi creati dal cantiere aperto dei Grandi Uffizi. Stessa musica – ma dati omologhi avevamo già rilevato per Roma – a Venezia, dove la Collezione Peggy Guggenheim si attesta nello scorso anno a 401.299 presenze, ovvero 50mila visitatori in più rispetto al 2010, con un incremento del 14%. Che facciamo, le chiudiamo, queste miniere di diamanti?

 

giovedì 5 gennaio 2012

ITALIAN NEWBROW a cura di Ivan Quaroni

Un appuntamento da non perdere! A Como dal 10 febbraio al 25 marzo: Italian NewBrow, a cura di Ivan Quaroni


ITALIAN NEWBROW
a cura di Ivan Quaroni

Testi di
Ivan Quaroni
Igor Zanti


Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como 10.02.2012 - 25.03.2012



Silvia Argiolas . Alice Colombo . Vanni Cuoghi . Diego Cinquegrana
Paolo De Biasi . Marco Demis . Emiliano Di Mauro . Diego Dutto
Eloisa Gobbo . Massimo Gurnari . Fulvia Mendini . Elena Rapa
Michael Rotondi . Giuliano Sale . Tiziano Soro . Giuseppe Veneziano



Pinacoteca Civica Palazzo Volpi
Via Diaz 84, Como
tel. 031 269869


Nella prestigiosa cornice della Pinacoteca di Palazzo Volpi a Como, dall’11 febbraio al 25 marzo 2012, Ivan Quaroni presenta Italian Newbrow, per la prima volta in un’istituzione pubblica: un nucleo di 16 artisti che con i loro lavori – dipinti, sculture, installazioni – restituiscono uno spaccato fortemente rappresentativo della giovane arte italiana. Una pluralità di voci e modi espressivi che recupera iconografie popolari di oggi - dal fumetto all’illustrazione, dal graphic design alla pubblicità, alla musica - incrociandole con l’arte di ieri. Dialogo reso più evidente in questa particolare occasione espositiva, dall’intreccio delle opere contemporanee con quelle della Quadreria storica del museo comasco. La mostra, la cui direzione organizzativa è stata affidata a Nicoletta Castellaneta, è promossa dalla Fondazione Club Lombardia, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e il patrocinio della Regione Lombardia.

La rassegna intende raccontare i mutamenti artistici seguiti alla diffusione di massa di Internet e alla globalizzazione e mostrare come sia cambiato il contesto in cui si trovano a operare le nuove generazioni di artisti.
“Italian Newbrow non è propriamente un movimento artistico – spiega Ivan Quaroni – e neanche un nuovo linguaggio condiviso, ma un’attitudine, un’inclinazione anzi, che si coglie simultaneamente da più fonti e che rappresenta una direzione suggerita dall’immaginario di massa determinato dal mondo globale e dai mutamenti tecnologici e culturali che ne derivano”.
Gli artisti, tutti di età compresa fra i 25 e i 45 anni, chiamati a raccontare tale scenario sono: Silvia Argiolas, Diego Cinquegrana, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Marco Demis, Emiliano Di Mauro, Diego Dutto, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.

Gli artisti di Italian Newbrow captano lo zeitgeist del mondo contemporaneo, ne colgono i differenti linguaggi e codici espressivi e li uniscono in lavori che combinano tra loro culture lontanissime, mantenendo però intatte le caratteristiche di stile dei loro luoghi di appartenenza. Un’arte che si esprime nella zona di confine tra globale e locale e che fonde ironia e irriverenza, influssi neo-gotici e suggestioni folk, citazioni punk e cultura popolare.
Italian Newbrow è una modalità di pensiero che attinge simultaneamente ad una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, che sono radicate nella cultura e nell’immaginario pop di questo nostro mondo globale e connesso.

Ivan Quaroni ha presentato per la prima volta il progetto Italian Newbrow nel 2009, durante la quarta Biennale di Praga. Il termine newbrow nasce in opposizione al termine lowbrow, considerato dagli artisti della scena Pop surrealista americana sminuente e avvilente, per porre l’accento sull’aspetto nuovo e inedito di fare arte.

Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Ivan Quaroni e Igor Zanti.

Scheda della mostra
Ascolta
Trascrizione fonetica
Titolo Italian Newbrow
A cura di Ivan Quaroni
Direzione organizzativa Nicoletta Castellaneta
Progetto di Fondazione Club Lombardia www.clublombardia.it
Sede Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como - Via Diaz, 84
Date 11 febbraio – 25 marzo 2012
Conferenza stampa Venerdì 10 febbraio, ore 11
Sala conferenze - Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como
Inaugurazione Venerdì 10 febbraio, ore 18.30
Orari da martedì a sabato 9.30 - 12.30 / 14 – 17
mercoledì orario continuato 9.30 - 17. Domenica 10 – 13.
Chiuso lunedì.
Ingresso € 3 (il biglietto consente di visitare anche la collezione permanente)
Catalogo Con testi di Ivan Quaroni e Igor Zanti

Informazioni al pubblico Pinacoteca Civica Palazzo Volpi
Tel. 031.269869 – www.museicivici.comune.como.it

Ufficio stampa NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 – 20136 Milano - 339 89 59 372
info@noracomunicazione.it - www.noracomunicazione.it

mercoledì 4 gennaio 2012

Buon 2012...

Fëdor Dostoevskij scrisse: "la bellezza salverà il mondo"... e molto probabilmente aveva ragione... o per lo meno abbiamo bisogno di crederci!

E' iniziato da pochi giorni il nuovo anno e come sempre eccomi a tirare le somme di quello appena passato e ad esprimere buoni propositi per il neonato.

L'anno conclusosi non è certo quello che passerà alla storia come "un anno eccezionale". Definirlo mediocre è descrivere una semplice realtà, anche se alcune eccelenti cose sono riuscito a portarle a termine.

Non voglio però, in questa sede, entrare in merito alla mia sfera privata e personale e neanche di quella così detta "professionale". Mi limiterò a trarre alcune conclusioni relative al blog. 

La cosa che più mi riempie di soddisfazione è quella di essere riuscito, in poco meno di due anni (il 7 febbraio 2012 il blog compirà due anni) ad avere un numero medio di contatti che oscilla fra i 500-600/giorno con picchi anche di 800. Essere riuscito in qualche maniera a promuovere (e magari anche divulgare) alcuni degli eventi legati al mondo dell'arte e della cultura, mi permette di sentirmi utile e di contribuire così a contrastare il totale e innarestabile impoverimento culturale che attanaglia il nostro paese. 

Il lettore più accorto si sarà reso conto, che la mia attenzione è rivolta prevalentemente alla giovane arte, che ritengo essere il miglior investimento sul futuro anche se non sempre condivisibile e comprensibile a tutti. 

In questi due anni sono cresciuti anche quelli che chiamo "informatori", ovvero persone che inviano alla mia mail (robe.mila@libero.it) informazioni e comunicati stampa relativi ad eventi che a loro volta ritengono interessanti e meritevoli di visibilità. Non sempre riesco ad accontentare tutti e non sempre ritengo l'informazione degna di sottolineatura ma invito tutti a non interrompere questo flusso di informazioni.

L'anno incominciato si preannuncia un anno difficile. Sotto tutti i punti di vista: da quello economico e finanziario a quello culturale. Questo però non ci, e sottolineo il ci, deve assolutamente fermare. E' necessario non bloccare l'intento (e non solo quello) di continuare a produrre arte e cultura. Un paese bello come il nostro, ricco come il nostro e popolato come il nostro, ha solo bisogno di cure ed attenzioni, come un malato grave. E noi possiamo curarlo!

Possiamo fare tanto. Dall'aumentare il nostro senso civico fino a sostenere ed attuare ogni singolo progetto che abbia del "buono". Tralasciare ogni tanto il proprio interesse personale e pensare un po' di più a quello collettivo. Pensiamo al bello, che sia estico o inttellettuale non ha importanza, e promuoviamolo. Diamo fiducia a i giovani, pensiamo positivo e forse davvero la bellezza salverà il mondo!

lunedì 2 gennaio 2012

"Il muro ha un suono" personale di Bios Vincent a Palermo a cura di Martina Cavallarin

Un altro bel "colpo" messo a segno dalla preziosa mente di Martina Cavallarin. 
"Il muro ha un suono" personale di Bios Vincent a Palermo...




Palermo: dopo il successo della retrospettiva dedicata a Christo e Jeanne Claude (08.07.20111 – 08.01.2012), Palazzo Reale aprirà la stagione espositiva del 2012 con la prima personale di BIOS Vincent a Palermo dal titolo “Il muro ha un suono”, a cura di Martina Cavallarin. La mostra sarà ospitata nelle Sale Duca di Montalto dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012.

Le più alte cariche del Parlamento Siciliano accoglieranno il pubblico a Palazzo Reale con una cerimonia d’inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 19:00. Per l’occasione, un’inedita performance dal forte impatto emotivo introdurrà alla visione della mostra che celebra l’atteso ritorno del giovane artista trapanese nella sua terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.
La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d'eccezione URSA Italia SrL.


 
LA MOSTRA



Una mostra coraggiosa quella di BIOS, da vedere e sentire, e che conferma l’attenzione del Parlamento Siciliano per le dinamiche di contaminazione che i linguaggi dell’arte contemporanea sono capaci di attivare e che si pone come una sfida volta alla ricostruzione della memoria.
BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell'artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie che prendono il sopravvento e conducono alla grande parete di fondo interamente coperta da un lavoro di notevoli dimensioni emozionali.



BIOS indaga la dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance - in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni - e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo –  come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

Di fronte ai pannelli termoisolanti, cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, violentati da un uso determinato e mirato di armi da fuoco, ci si lascia trasportare dall’eco del sibilo lacerante e invisibile dello sparo, delle risposte mai date, dei doni inaspettati, di una speranza disillusa o di un ricordo cancellato. BIOS invita a guardare il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue opere. Un’operazione artistica volta a proteggere la memoria che nella superficie di cemento - simbolo del “muro” inteso come barriera urbana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa - s’incunea come le pallottole che la trafiggono per espandere il silenzio e non smarrire il ricordo - afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

“Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.


LA SEDE



Il Palazzo Reale o dei Normanni di Palermo, fu eretto durante la dominazione araba, con caratteristiche tipicamente difensive, nel luogo più alto della città, sopra un insediamento punico ubicato nella sezione sottostante le attuali Sale Duca di Montalto. Trasformato in Palazzo Reale dai Normanni, che ne fecero il centro nevralgico della città, con Federico II di Svevia diventò cuore pulsante della cultura del Regno. Oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, cioè del Parlamento Siciliano. Le Sale Duca di Montalto ospitano mostre d’arte contemporanea di carattere istituzionale.


L’ARTISTA



BIOS Vincent

è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976



La sua arte è mutuata da un preciso percorso culturale, da codici antichi come la grafica o la letteratura medievale, le incisioni, l’arte sacra e un immaginario visionario, e si avvale di tutti gli strumenti che l’artista conosce: spatole, pennelli, reti, proiettili, plastiche, tessuti, cemento e grovigli di materia, oggetti.
Al momento BIOS è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l'utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
 

Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.


Immagini presenti nel comunicato:
Bios Vincent, Installazione per Il muro ha un suono a Palermo, Palazzo Reale
Bios Vincent | Dodici |polistirene, cemento, sparo | 2011 | cm 265 x 312


GLI ELEFANTI NON SANNO SALTARE a cura di Carolina Lio

Bella mostra quella pensata da Carolina Lio per la Gallerie delle Battaglie a Brescia dove trovano visibilità fra gli altri Luca Bidoli, Giulio Zanet e l'ottimo Carlo Cane. Da vedere!


GLI ELEFANTI NON SANNO SALTARE
(ENG: Elephants can not jump)

Galleria delle Battaglie - Brescia
opening: 21 gennaio alle ore 18.00
dal 21 gennaio al 10 marzo 2012

progetto a cura di | curated by Carolina Lio

artisti invitati | invited artists:
Luca Bidoli, Carlo Cane, Gian Marco Capraro, Marco Carli Rossi,
Rudy Cremonini, Daniele Duò, Maurizio L’Altrella, Ivan Lardschneider,
Andrea Palamà, Manlio Sacco, TTozoi, Giulio Zanet


(ITA)
Undici pittori e uno scultore riflettono sul binomio leggerezza/pesantezza nell'arte di oggi e su come queste due accezioni possono essere utilizzate simbolicamente per indicare possibilità e limiti della società di oggi. Il titolo (oltre a essere una curiosità vera dal punto di vista scientifico) è una doppia metafora biologica e filosofica. Infatti, l'uomo contemporaneo ha ingigantito le sue conoscenze e le sue capacità pratiche, diventando un elefante che non riesce ad accettare biologicamente la sua fragilità organica e l'idea della morte, oltre ad essere spiritualmente sempre più ancorato a terra e alla logica consumistica.

(ENG)
Eleven painters and a sculptor reflect on the combination of lightness/heaviness in contemporary art and how these two concepts can be used symbolically to indicate possibilities and limitations of today's society. The title (in addition to being a real scientific curiosity) is a double metaphor biological and philosophical. In fact, people today has enlarged their knowledge and their practical skills, becoming an elephant that can not accept its fragility and the idea of death, as well as being more spiritually anchored to the ground and to the consumerism.